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Sociologia politica

Potere

Lo Stato è la forma massima di espressione del potere, il potere è tuttavia onnipresente, dai rapporti macro fra gli Stati (USA su Iraq) ma non solo. Il potere si manifesta come:

  • Risorsa, economica o militare, in tal caso si presenta come potere potenziale.
  • Comportamento effettivo degli attori, realizzandosi in potere effettivo.

Dunque, per capire i rapporti di potere non basta studiare le risorse degli attori, ma bisogna concentrarsi anche sullo studio delle relazioni e dei comportamenti (Waltz afferma che la proliferazione di Stati con armi nucleari responsabilizza gli attori internazionali). Per alcuni, la capacità di esercitare la violenza sull’altro è il fondamento ultimo del potere.

Definizioni di potere

  • Weber: “La potenza rappresenta la possibilità di far valere entro una relazione sociale, anche di fronte ad una opposizione, la propria volontà, quale che sia la base [militare, economica…] di questa possibilità.” “Per potere si deve intendere la possibilità di trovare obbedienza, presso certe persone, ad un comando che abbia un determinato contenuto.”
  • Russel: “Il potere è la capacità di produrre effetti intenzionali.” Una definizione troppo generica, sembra che il potere sia assimilabile alla forza, in questo senso sarebbe una qualsiasi azione sociale che produce conseguenze.
  • Laswell-Kaplan: “Il potere è la possibilità di un attore A di partecipare alla presa di decisioni che influenzano le linee di condotta di B riguardanti i valori K.” A ha potere perché può prendere parte alle decisioni che influenzano B. Laswell è influenzato dalla definizione di politica di Easton “la politica è l’assegnazione autoritativa dei valori”, dalla sua definizione di una relazione sociale come qualcosa di tipo politico. Lo Stato e il mercato sono meccanismi di distribuzione dei valori, un Governo può spostare a suo piacimento la pressione fiscale che, attraverso una decisione imperativa, si contrappone alla distribuzione dei valori prodotta dal mercato.
  • Dahl: “A ha potere su B nella misura in cui può far sì che B faccia qualcosa che diversamente non avvenne fatto.” Il potere fa modificare il comportamento (all’interno del paradigma della rivoluzione comportamentista: gli scienziati sociali devono studiare il comportamento empiricamente osservabile sugli altri attori sociali).
  • Friedrich: “Il potere si presenta come un rapporto interpersonale che si manifesta con l’obbedienza, ossia con un comportamento indicante propriamente che A, B e C facciano ciò che L desidera.” Perché si parli di potere deve esserci l’esplicita intenzione, il potere allora consiste nella esplicita produzione di effetti intenzionali.

Spesso non c’è il bisogno di un comando esplicito, in ogni caso l’agire di B deve fare l’interesse di A; in molti casi il comportamento di B può modificarsi senza un esplicito comando di A ma lo stesso essere in linea con gli interessi di A.

Il potere strutturale

  • Strange: “Il potere viene concretamente esercitato per il semplice fatto di esserci.” La struttura di un sistema può modificare la capacità di A di aumentare la probabilità di ottenere favori da parte di B (gli USA condizionano la politica degli Stati sudamericani attraverso la struttura del potere internazionale). Il potere trova la disposizione, non la costrizione ad obbedire; gli attori B sono costretti a fare il volere di A.

La potenza degli Stati si misura con l’indice COW, basato sulla ricchezza, il PIL e la forza militare; gli USA spendono in armamenti quanto la somma dei primi dieci Stati al mondo per spese militari, nonostante ciò, il potere strutturale americano è diminuito rispetto a qualche anno fa (anni ’80: tesi declinista).

Distinzione tra potere e influenza

Distinzione di Friedrich.

  • Potere è quello dell’ufficiale che ordina al soldato di fare l’assalto.
  • Influenza è Salomè che fa capire ad Erode che deve uccidere il Battista.

L’influenza è un tipo di potere indiretto e non strutturato, non espresso in forma di comando. L’influenza generalmente esiste quando il comportamento di B è modellato dalle preferenze di A, e si conforma ad esse anche in assenza di espliciti comandi. Il meccanismo delle reazioni previste si basa sulla capacità degli esseri umani di immaginare e quindi di prevedere le reazioni di coloro che sono toccati dalle loro azioni. L’attore, prevedendo l’effetto della sua azione, la modifica in modo più o meno conforme alle sue previsioni.

Rapporto tra potere potenziale e potere effettivo

Il potere potenziale non deve per forza manifestarsi in potere effettivo. Le risorse potenziali non sempre si traducono in potere effettivo (USA con Vietnam, Brasile ai Mondiali di calcio). Si può realizzare il paradosso della potenza non realizzata: l’attore più potente A risulta incapace di ottenere da B il comportamento desiderato. [D. Baldwin] Ciò deriva da due fattori:

  • Problemi nel processo di conversione: il detentore del potere (potenziale) viene ritenuto mancante dell’abilità e/o della volontà di usare in maniera effettiva le risorse di potere a propria disposizione.
  • Un errato giudizio circa la possibilità di utilizzazione delle risorse di potere (fungibilità).

Potere inteso come risorsa e relazione sociale

Secondo Friedrich il potere come risorsa è limitato, bisogna guardare al potere come risorsa ma anche come relazione sociale, studiando il rapporto “Potere come risorsa/Potere come relazione sociale”.

Il potere come risorsa

Per Hobbes è una risorsa personale, per Marx è una risorsa delle classi sociali, per Parsons è una risorsa del sistema sociale [il senso del libro di Parsons].

Il potere come risorsa individuale: Hobbes. Il potere di un uomo (considerato in senso universale) consiste nei mezzi di cui dispone al presente per ottenere un apparente futuro, ed è originario o strumentale. L’idea dell’ordine garantito da un potere forte si ritrova in Rostow (consigliere di Lyndon Johnson, importante anche sul piano politico non solo accademico): in situazioni di scontento creato dalle prime fasi di industrializzazione, i cittadini si buttano nelle mani del comunismo. Rostow dice che in tali situazioni è preferibile un regime autoritario, poiché potere forte, in grado di favorire lo sviluppo capitalistico ed arrivare alla democrazia.

Il potere naturale consiste nell’eminenza delle facoltà del corpo e della mente, come la forza, la bellezza, la prudenza, le arti, l’eloquenza, la liberalità, la nobiltà, possedute in grado straordinario. Sono invece strumentali quei poteri che, essendo stati acquisiti attraverso questi ultimi o grazie alla fortuna, diventano mezzi e strumenti per acquisirne in misura maggiore, come le ricchezze, la reputazione, gli amici e quel segreto agire divino che gli uomini chiamano buona sorte.

Per i marxisti il potere non è dei singoli individui, bensì delle classi sociali. Poulantzas ed altri affermano che il potere è la capacità di una classe di perseguire i suoi interessi, un potere basato sul controllo dei mezzi di produzione, attraverso strumenti ideologici e politici. Lenin ha una concezione elitista del potere: la rivoluzione può essere realizzata solo se le masse sono guidate da un’avanguardia di partito. Il partito leninista trae la sua forza dall’organizzazione, lo strumento organizzativo permette di sopperire alle debolezze economiche, così è stato in Cina in cui le forze comuniste prevalsero sul potere economico dei nazionalisti.

Alcuni marxisti come Gramsci (nel “Note sul Machiavelli”) si occupano dello studio e dell’importanza dell’ideologia, a differenza di quanto detto da Marx nell’ “Ideologia tedesca”: le idee dominanti in un’epoca sono le idee della classe dominante. La scuola neogramsciana americana, riprendendo gli studi di Gramsci sull’egemonia culturale, afferma che, per dominare la società bisogna imporre i propri modelli culturali di riferimento, in modo da avere qualcuno che fa qualcosa per convinzione e non per costrizione.

Parsons e il potere come risorsa sociale

“Il potere è una capacità generalizzata di assicurare il soddisfacimento di obblighi vincolanti da parte di soggetti facenti parte di un sistema di organizzazione collettiva, allorché gli obblighi stessi sono legittimati sulla base della loro rilevanza per scopi collettivi, e dove in caso di rifiuto ci si può attendere un’imposizione forzata per mezzo di sanzioni negative contingenti, quale che sia il mezzo effettivo di imposizione.”

  • La società ha il potere di obbligare i suoi membri a fare alcune cose (pagare le tasse, leva obbligatoria – una società può obbligare un membro a morire -, corvèes).
  • È legittimata a farlo sulla base del fatto che tali azioni sono rilevanti per scopi collettivi.
  • In caso di rifiuto c’è una punizione, una imposizione forzata, una sanzione negativa.

Parsons è il teorico dello struttural-funzionalismo, delle quattro funzioni dello schema AGIL, è molto importante prendere in considerazione la G, il Goal attainment, il raggiungimento di obiettivi di rilevanza collettiva (difesa nazionale, istruzione, sanità).

Weber e il potere come relazione sociale

“Il potere rappresenta la possibilità di trovare obbedienza, presso certe persone, ad un comando che abbia un determinato contenuto (potere legittimo-autoritario).” La disposizione ad obbedire può derivare da tre fattori, Weber classifica il potere in base alla disposizione a obbedire:

  • La credenza nella validità delle tradizioni (potere tradizionale)
  • La credenza nelle qualità straordinarie del leader (potere carismatico)
  • La credenza nella validità di comandi basati su norma formali (potere legale-razionale)

Questi tipi di potere sono ideali, non troviamo nel concreto modelli puri. Inoltre, ogni tipo di potere può trasformarsi in qualcos’altro, i seguaci del leader carismatico tenderanno a trasformarsi nel nucleo del futuro governo; il gruppo carismatico deve trasformarsi almeno in potere tradizionale. [Il figlio del carismatico Fortebraccio non ha le stesse caratteristiche straordinarie del padre, il suo potere dovrà allora basarsi sul fatto che la tradizione si sta consolidando (Routinizzazione del carisma)]

Le dimensioni del potere: base, campo, sfera, peso, portata

Chi ha potere? Le basi del potere

“I nervi del potere” di Karl Deutsch. Per base del potere si intende qualsiasi risorsa che un attore possiede e può utilizzare per influenzare il comportamento altrui. La base di potere per l’attore A è una quantità di un qualche valore per l’attore B che è sotto il controllo di A. L’attore A controlla un possibile aumento e diminuzione della ricchezza di B, del suo benessere fisico e della sua reputazione.

Quali sono le risorse di potere?

  • Tripartizione di Etzioni:
    • Potere coercitivo: basato sull’uso o la minaccia di azioni violente [overkilling: capacità di eccesso di uccisione].
    • Potere utilitaristico: basato sull’uso di strumenti economici.
    • Potere normativo: basato sull’uso di elementi simbolici, su chi si identifica con delle idee.
  • Germani dice che il fascismo è un estremismo di centro. I regimi autoritari vogliono una piena adesione ai valori proposti.

Schema di Lasswell: Sulle forme di influenza e di potere

Uno schema molto più ampio, ancora parlando di basi, è quello di Lasswell in “Potere e società”: costruisce una tabella con 8 possibili basi del potere, consistenti nei valori che uno vorrebbe avere in società (potere, rispetto, rettitudine, affetto, benessere fisico, ricchezza, abilità, sapere); un'altra entrata nella tabella è riempita da ciò che si controlla degli altri, su ciò che si ha in più per raggiungere gli obiettivi, e si tratta sempre delle solite 8 cose: importanti sono le intersezioni, ovvero come si articolano le basi per ottenere le altre cose. Ad esempio l'affetto può essere usato per ottenere potere, attraverso l'influenza personale; poi può essere usato con l'influenza morale per ottenere rettitudine; declinato come amore può ottenere affetto. Se si controlla un sapere si può usare come influenza del competente per ottenere potere, come fama per ottenere rispetto, come educazione per ottenere sapere.

Qualsiasi cosa che deve essere controllata per raggiungere qualcosa è un valore di base: potere, rispetto, rettitudine, affetto, benessere fisico, ricchezza, abilità, sapere, sono valori di base che possono essere utilizzati per ottenere gli stessi valori presenti però nella sfera del potere.

Su chi? Il campo del potere

L’ambito/campo del potere si riferisce al numero di persone su cui esso si esercita: il gruppo di persone il cui comportamento probabile viene mutato in modo significativo dall’impiego del potere. [Karl Deutsch]

Rispetto a cosa? La sfera del potere

Per sfera del potere si intende l’insieme o il raggiungimento di tutti i tipi e le classi particolari di rapporti di comportamento e le cose che realmente gli sono soggette. Il potere politico espande la sua sfera ogni volta che cadono sotto il suo controllo altre materie o altri tipi di comportamento. In occidente il settore di intervento dello Stato è aumentato nel corso dei secoli attraverso l’espansione della sfera pubblica: in Svezia la percentuale di PIL reinvestita nella spesa pubblica si aggira intorno al 70%.

Quanto? Il peso del potere

Il peso del potere, o l’influenza di un attore su qualche processo, è la misura in cui egli può cambiare la probabilità dell’esito del processo stesso. [Karl Deutsch]

[Sul piano internazionale il peso è la possibilità di uno Stato di influenzare le decisioni degli altri attori; ad esempio gli USA, in sede di Assemblea Generale dell’ONU, si ritiene abbiano una possibilità di far passare una decisione che va dal 25% al 75, questi dati però sono esposti a forti variazioni: nel 1992 la Corea del Nord esce dal trattato di denuclearizzazione, gli USA provano ad opporsi, senza riuscirci, e chiedono l’intervento della Cina che si ritiene più influente in quella zona.]

Il potere può essere pesato:

  • Negativamente (la capacità di bloccare le risoluzioni dell’ONU attraverso il potere di veto, è più facile).
  • Positivamente (far passare una risoluzione ONU, è più difficile, ci vuole consenso e bisogna scendere a compromessi).

La portata del potere

La portata del potere è la differenza tra la più alta ricompensa (o privilegio) e la peggiore punizione (o privazione) che, chi detiene il potere può concedere (o infliggere) a qualcuno compreso nel suo campo. [Karl Deutsch] La portata tiene conto di come si può manifestare e pesare il potere (negativamente o positivamente, attraverso sanzioni o ricompense).

La distribuzione del potere: pluralismo ed elitismo

Teorie elitiste: in tutte le società il potere è in mano a poche persone. Teorie pluraliste: il potere non è concentrato nelle mani di uno solo attore, ma è distribuito fra più persone. Pareto, Mosca, Michels sono gli autori elitisti, vengono criticati dai pluralisti di scuola angloamericana come Dahl, il quale dice che essi giungono a tale risultato perché la loro indagine è influenzata dalla visione di partenza.

Approccio elitista

Pareto e la teoria della circolazione delle élites

Pareto decide di dedicarsi allo studio delle azioni non-logiche, che non rientrano nella razionalità economica, gran parte delle azioni concrete delle persone non rientrano in questo modello; le azioni non-logiche diventano l’oggetto tipico dello studio della sociologia. Riconosce a Marx l’idea del conflitto tra attori politici e sociali: per Pareto la storia è fatta dallo scontro tra élites (coloro che eccellono in un determinato campo, senza una connotazione valutativa) e contro-élites. Il comportamento umano è mosso da alcuni istinti profondi chiamati residui, Pareto ne individua 6, le costruzioni teoriche che ciascuno si crea per giustificare e razionalizzare le pulsioni psicologiche sono le derivazioni.

I più importanti residui sono i primi due:

  • I stinto delle combinazioni: proprio delle élite LEONI (cercano di cambiare la struttura del potere).
  • Persistenza degli aggregati: proprio delle élite VOLPI (cercano di mantenere il potere).

Cosa determina l’emergere di una particolare élite politica? La capacità di conquistare il potere: la storia è un cimitero di élites. La storia è caratterizzata da un continuo alternarsi dei due tipi di élites: con l’avvento dei LEONI al potere, le VOLPI cercheranno di riconquistarlo in maniera subdola ma pacifica; viceversa quando al governo c’è un’élite di VOLPI, la loro sostituzione sarà più violenta, e si manifesterà nel colpo di Stato. Le caratteristiche di un’élite si dimostrano incapaci di risolvere problemi contingenti.

Mosca e la classe politica (o élite)

Mentre Pareto ha una concezione del potere fortemente psicologica, Mosca ha una visione più organizzativa. In ogni società c’è una legge che vale sempre: c’è una massa...

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Scienze politiche e sociali SPS/11 Sociologia dei fenomeni politici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Puntini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Rosa Paolo.
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