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vagabondo.

Turista: e’ come il vagabondo in movimento, non è mai del posto ma differisce la direzione dello stimolo

al movimento: si muove seguendo uno scopo, è un ricercatore di esperienza cosciente e sistematico, vive

un mondo fai da te, piacevolmente flessibile, ha un solo scopo: eccitare, compiacere e divertire. Il

vagabondo e’ per lo piu’ cacciato via. Il turista e’ invece attratto da esperienze di novita’ e di differenza.

Cerca un mondo strutturato su criteri estetici, un mondo dove anche l’avventura sia dosata,

addomesticata e sicura. Il turista ha una casa ovunque vada, il pacchetto di sicurezza, è il luogo dove si

tolgono le armature e si disfano le valige, è la serenità della casa che spinge il turista a cercare nuove

avventure. Il vagabondo e’ un senza tetto. La casa del turista e’ percepita in modo ambivalente come

rifugio o prigione, a seconda del momento. Si sente stretto a casa, ma ne sente la nostalgia in viaggio.

Giocatore: Il giocatore vive in un mondo soffice ed elusivo; ogni partita e’ una "provincia di significato"

per se’. Non deve lasciare conseguenze durevoli, eppure il gioco deve essere senza pieta’. Simile alla

guerra..la guerra come gioco assolve gli individui dalla mancanza di scrupoli. Ironicamente ."il segno della

maturita’ postmoderna e’ la volonta’ di abbracciare il gioco a cuore aperto, come fanno i bambini!"

nel gioco non esistono né l’inevitabilità né gli accidenti, niente è prevedibile o controllabile, ma nulla è

del tutto immutabile o irrevocabile, ciò che importa è quanto bene uno gioca la propria mano, esiste il

colpo di fortuna. Nel gioco il mondo stesso è un giocatore, vi sono solo le mosse, il punto è indovinare le

mosse dell’avversario e anticiparle, è il mondo del rischio, dell’intuizione, del prendere precauzioni. Il

tempo, nel mondo come gioco, si divide in successioni di partite, ogni partita è fatta di convenzioni. Ogni

partita ha un inizio e una fine, la preoccupazione è di partire al punto di partenza come se non si fossero

giocate altre partite prima, deve avere una fine chiara e incontestabile. Lo scopo del gioco è di vincere,

quindi non ammette la pietà, la compassione, la commiserazione o la collaborazione.

In ognuno dei 4 tipi schematizzati di personalità postmoderna riscontriamo una buona dose di

schizofrenia. Ci sono certi tratti che i 4 tipi condividono: effetti sugli atteggiamenti morali e politici della

gente, sullo status. Il contesto in cui gli atteggiamenti morali sono forgiati è quello della politica della

viat, sono le strategie di vita postmoderne i fattori principali che danno forma alla situazione morale

degli uomini e delle donne postmoderne. Hanno in comune la tendenza a rendere i rapporti umani

frammentari e discontinui. Seguire l’impulso morale significa assumersi la responsabilità per gli altri

coinvolgimento nel destino dell’altro e ad impegnarsi per il suo benessere. Il disimpegno è l’evitare di

farsi obblighi. Il mondo è un insieme di oggetti potenzialmente interessanti, e il compito è quello di

spremere da essi tutto ciò che d0interessante contengono. Nella percezione comune il dovere del

cittadino postmoderno è quello di condurre una vita piacevole. Rapporti postmoderni: frammentarietà,

ristrettezza, focalizzazione e superficialità di contatto.

Tutte le società producono stranieri: chi non si adatta alle mappe cognitive, morali o estetiche del

mondo e con la sua semplice presenza rende opaco ciò che dovrebbe essere trasparente, sconvolgono i

modelli di comportamento stabiliti, sono un ostacolo alla realizzazione di una condizione di benessere

generale, se compromettono la serenità diffondono ansia e preoccupazione.

L’umanità sopporta male i confini e i limiti e gli uomini che li oltrepassano diventano stranieri. Gli uomini

da temere maggiormente erano quelli in uniforme: simbolo dei servitori dello stato: fonte di tutti i

poteri, soprattutto di quello coercitivo sostenuta dall’autorità legittima di auto-assolversi dall’accusa di

crudeltà disumana. Stato: fonte, custode e unico garante della vita ordinata, imponeva la legge

dell’ordine nell’esistenza e definiva l’ordine come chiarezza delle divisioni, delle classificazioni, delle

ripartizioni e dei confini da rispettare severamente. Gli stranieri non erano in grado di adeguarsi alla

concezione dell’ordine, seminano incertezza. L’impresa di costruzione dell’ordine è una guerra di

logoramento dichiarato contro gli stranieri e tutto ciò che è anomalo.

Strass per combattere questa guerra 2 strategie: antropofagia: annullare gli stranieri divorandoli per

poi metabolizzarli rendendoli una copia perfetta di se stessiASSIMILAZIONE: rendere simile il

dissimile, soffocare le distinzioni culturali e linguistiche, le tradizioni e i legami. Antropoemica: epellere

gli stranieri, esiliarli dai limiti del mondo ordinato e impedire loro ogni comunicazione con chi sta

dentroESCLUSIONE: confinare gli stranieri all’inteno delle mura ben visibili del ghetto, divieti di

condivisione, connubium e commercium, compiere un rituale di purificazione. Quando nessuna delle 2

era applicabile: distruggere gli stranieri fisicamente.

Progetto liberale progetto nazionalista-razzista

Uomini diversi a causa delle differenti tradizioni alcuni individui non saranno mai convertiti in

Locali e particolarsite in cui erano nati e cresciuti. Qualcosa di diverso da quello che sono, non è

Ma essendo prodotti dell’educazione e creazioni possibile liberarli dai loro difetti, ci si può solo

Culturali erano flessibili e disponibili ad essere liberare di loro.

forgiati

società moderna: l’annullamento culturale e/o fisico degli stranieri era una distruzione creativa, uno

sforzo continuo di costruzione dell’ordine. Gli stranieri vivevano in uno stato di estinzione sospesa, erano

un’anomalia da correggere, la loro presenza era definita come temporanea.

Queste condizioni non sembrano più tenere oggi nella tarda modernità di Giddens, modernità riflessiva

di Beck, postmoderna di Balandier.

Perseguendo la sua aspirazione a fondare l’ordine, lo stato moderno inizia un’opera di demolizione e

rimozione dei pouvoirs intermédiares di comunità e tradizioni. Se portato a compimento il compito

destruttura o decondiziona gli individui, accordando loro il vantaggio di un principio incondizionato e

liberi di scegliere il tipo di vita che voglionoprometteva di liberare gli individui dalla loro identità

ereditata, trasformarla da problema di iscrizione a processo di acquisizione: compito e responsabilità

individuale. L’identità individuale strutturata e ordinata si trasformò in un progetto di vita: il suo edificio

doveva essere costruito in modo sistematico, seguendo un modello definito in anticipovisione chiara

della forma finale. La scelta individuale doveva osservare e soddisfare i prerequisiti fondamentali di un

sistema percepito in termini durkheimiani, come dotato di valore superiore. Il sentimento dominante è la

percezione di un nuovo tipo di incertezza.

La dimensione dell’attuale incertezza: immagine inquietante di un mondo reale e di un futuro mondo

possibile senza possibilità di decisione e controllo, oggi viviamo in un clima di assedio della paura.

a). Il nuovo disordine mondiale: il modo è diventato privo di ogni struttura visibile e di ogni logica,

mancanza di coerenza e orientamento.

b). Deregulation universale: irrazionalità e cecità morale della competizione del mercato, la

disuguaglianza tra continenti, nazioni e interna della società. Nessuna occupazione è garantita, i mezzi

di sostentamento, la posizione sociale, il riconoscimento delle capacità e il diritto alla dignità personale

possono svanire bruscamente e senza preavviso.

c).le altre reti di protezione, tessute e tutelate con mezzi propri, le trincee di seconda linea hanno subito

un indebolimento a causa delle pragmatiche delle relazioni interpersonali, pervase dal consumismo, non

possono generare legami duraturi. Clausole a scadenza e a libera ricontrattazione non promettono né

l’attribuzione né il conseguimento di diritti o di obbligazioni.. abbandono e lenta ma inesorabile

dispersione delle capacità/competenze sociali. Le realtà sociali sono mediate da strumenti e prodotti

tecnologici offerti sul libero mercatocarattere volubile e instabile.

d). Il messaggio veicolato dai media culturali ha un potere di persuasione, non si sa nulla con certezza,

ora la regola è l’azzardo, mentre l’assunzione dei rischi prende il posto del perseguimento tenace degli

obiettivi. Anche l’immagine di sé si frantuma, si preferisce ricominciare sempre dall’inizio, l’esito è

un’identità a palinsesto. Cresce la confusione delle differenze tra normale e anormale, ora gli stranieri

sono mal definiti e proteiformi. L’ipséité(differenza che separa il sé dal non io, il noi da loro, deve essere

costruita e ricostruita.

Ciò che trasforma alcuni individui in stranieri(problema) è la loro tendenza a confondere e nascondere le

linee di confine che dovrebbero essere sempre ben visibili. Manca una posizione sociale sicura e

legittima, uno spazio incontestabilmente personale. Farsi un’identità è un’esigenza fortemente sentita e

un esercizio incoraggiato da ogni autorevole medium culturale. Studio su purezza e pericolo di Douglas:

ciò che percepiamo come non pulito o sporco e che ci induce a lavare e ripulire energicamente, è

l’anomalia o l’ambiguità che non deve essere introdotta se si vuole tutelare il sistema generale. Entrare

in contatto con il vischioso significa rischiare di dissolversi in esso. VISCHIOSITA’: perdita di libertà, o la

paura che questa sia minacciata o perduta. La libertà è una relazione di potere, sono libero solo se

posso agire seconda la mia volontà realizzando l’obiettivo che mi sono preposto le scelte di altri

individui saranno limitate dalle mie azioni e forse falliranno nel raggiungere i loro risultati. Posso

misurare la mia libertà solo in modo relativo: la libertà dipende da chi è più forte. La vischiosità di

un’altra sostanza è una funzione delle mie capacità e delle mie risorse. Lo straniero è detestato e temuto

come è per la vischiosità. L’acutezza dell’estraneità e l’intensità del risentimento cresce relativamente

alla mancanza di potere e diminuisce in rapporto alla crescita di libertà. Lo straniero è percepito in modo

differente dagli abitanti, ai più ricchi non da fastidio, mentre i più poveri e quindi i più deboli devono

scontrarsi con gli altri deboli(stranieri). Ognuno rappresenta per l’altro l’elemento vischioso, ciascuno

combatte in nome della propria purezza. La rabbia e il risentimento dei deboli attrae anche un

nazionalismo/razzismo.

Stranieri postmoderni sono e rimangono tra noi, se non esistessero bisognerebbe inventarli. la nostra

è l’epoca della eterofilia: gli individui che godono di buone condizioni economiche e culturale adottano

atteggiamenti di flessibilità e apertura. Abbiamo bisogno degli stranieri perchè, in quanto esseri

culturalmente plasmati, perderemmo preziose opportunità di emancipazione in un mondo monotono e

omogeneo. Il problema è come si può convivere con l’alterità in modo continuativo. Non osare mettere

insieme ciò che le culture, con la loro saggezza hanno separato. Destra e sinistra hanno deciso che il

modo preferibile di vivere con gli stranieri consiste nel tenere le distanze e mantenere le differenze.

Desiderio: speranza di trovare nuove radici(reembedding) a ciò che è stato sradicato, e costruire la

propria identità e avere una responsabilità individuale sugli esiti finali dell’impresa. Il diritto umano è ciò

che stabilisce limiti alla forza, alle leggi stabilite, ai discorsi politici e ai diritti fondati. La vischiosità degli

stranieri deriva dalla logica di polarizzazione, dalla condizione per cui 2 nazioni significano 2 confini,

perchè la polarizzazione frena il processo di individualizzazione. Finchè ci sarà questa polarizzazione ci

sono scarse probabilità che gli stranieri possano perdere il loro carattere vischioso.

Tutto ciò che si definisce vita moderna accade in città: bisogna avere più destinazioni tra cui scegliere,

riflettere, tracciare una rotta, controllare i propri movimenti, ricevere un numero di segnali superiori al

bisogno di orientarsi, assegnare significato a ciò che è privo di senso, muoversi in uno spazio popolato

da altri, il navigare implica sempre un certo grado di rischio, perché non si conoscono i movimenti degli

altri. La distanza che separa ciò che occorre sapere per navigare e ciò che si sa, è percepita come


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Sociologia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Società dell'incertezza" di Baumancon analisi di questi argomenti: Kellner e identità, pellegrini, costruttori di identità, il flaneur, il vagabondo, il turista, privatizzazione del corpo: passaggio dalla salute al fitness.


DETTAGLI
Esame: Sociologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrStout di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Palumbo Mauro.

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