Estratto del documento

Il problema dell'identità nella modernità

Kellner l'identità continua ad essere il problema che è stato nel corso di tutta la modernità. Oggi l'identità diventa un gioco liberamente scelto, una presentazione teatrale del sé. Quando uno cerca di cambiare la sua identità, rischia di perdere il controllo.

Modernità e postmodernità

Parole chiave erano: creazione - riciclare.

  • Problema dell'identità postmoderno: come evitare ogni tipo di fissazione e come lasciare aperte le possibilità.
  • Motivi d’ansia: preoccupazione riguardo alla possibilità di evitare ogni impegno.

La durabilità e l'identità

  • Costruita con acciaio e cemento.
  • Costruita in plastica biodegradabile.
  • Pellegrino: si crea l'identità.
  • Flâneur (vagabondo): orrore di essere legati e fissati.

L'identità è un'invenzione moderna, nata come problema: qualcosa che qualcuno deve risolvere. Si pensa all'identità quando non si è sicuri della propria appartenenza, si comporta come un verbo, però appare solo al futuro. Non può esserci altra identità che quella postulata; è un compito individuale uscire dall'incertezza. L'identità sradicata si nasconde dietro la libertà di scelta individuale e la dipendenza dell'individuo da una guida esperta.

Pellegrini come costruttori d'identità

La figura del pellegrino è un'invenzione vecchia, ma la modernità l'ha messa sotto una nuova luce dandole una nuova svolta. Per i pellegrini nel tempo, la verità è altrove da dove stanno, il vero luogo è sempre a una certa distanza, dovunque si trovi, non è il luogo dove vorrebbe essere. Importanti sono le strade, ma possono portare sulla cattiva via. Hanno bisogno di fuggire dalle distrazioni della città e il luogo ideale è il deserto (mettere una distanza tra sé stessi e i propri compiti). Non è ancora diviso in posti e per questo è la terra dell'autocreazione. Si va nel deserto per perdere l'identità, per diventare anonimi e sentire il silenzio parlare.

Gli eremiti sono stati i primi a fare l'esperienza dell'essere sradicati e sgravati, il loro pellegrinaggio verso Dio era un esercizio di autocostruzione di sé. I protestanti (Weber) realizzarono un'impresa impensabile per gli eremiti, divennero pellegrini all'interno del mondo; era la loro vita quotidiana che a poco a poco si trasformava in un deserto.

Sennett vede il protestante come figura modello dell'uomo moderno, tentato dalla solitudine, da un posto vuoto che non gli imponeva domande seducenti. Il pellegrinaggio è ciò che uno fa per necessità, per evitare di perdersi in un deserto. Questo “dare” significato è stato chiamato costruzione dell'identità. Il pellegrino e il mondo deserto in cui egli cammina acquistano significato insieme, l'uno attraverso l'altro. Il significato e l'identità possono esistere solo come progetti, ed è la distanza che permette ai progetti di esistere.

Distanza come elemento del pellegrinaggio

La distanza è insoddisfazione e denigrazione del qui e ora. Sempre lo spinge più avanti. Distanza si traduce in differimento: il passaggio attraverso lo spazio è una funzione del tempo, le distanze sono misurate attraverso il tempo che serve a cancellarle.

Il tempo era una linea retta: vivere verso il progetto, direzionale, continuo e inflessibile. Il pellegrino e l'uomo moderno dovevano scegliere il loro punto di arrivo sperando che quella linea retta non si sarebbe curvata o deviata. Si faceva questa cosa, solo se si sapeva di avere poi un riscontro.

Il mondo è inospitale verso i pellegrini: il vero problema non era come costruire un'identità, ma come preservarla. Lasch afferma che il significato di identità si riferisce sia alle persone che alle cose, entrambe hanno perso la solidità, definitezza e continuità nella società moderna. Non ci sono più oggetti duraturi, ma prodotti di consumo progettati per una rapida obsolescenza.

La determinazione di vivere alla giornata è il principio guida di ogni condotta razionale. Conta solo l'abilità di non stare fermi, l'essere in forma, bisogna evitare ogni fissazione dell'identità. La nostra è l'età della pura razionalità di Giddens, attivata a proprio vantaggio, per ciò che se ne può derivare, ogni profondo legame potrebbe fare male quando arriva il momento di staccarsi.

Il gioco della vita è veloce, non lascia il tempo di fermarsi per pensare e progettare piani elaborati. Frammentazione del tempo in episodi, separati dal loro passato e futuro, ciascuno conchiuso e concluso. A qualsiasi cosa tu tenga, cerca di ottenerla subito, non puoi sapere se la gratificazione che cerchi oggi sarà in egual misura gratificante domani.

Il flâneur e altre figure postmoderne

Il flâneur, il vagabondo, il turista e il giocatore sono le metafore utilizzate da Bauman per descrivere la strategia di vita postmoderna.

Il flâneur (uomo marginale) è i successore del pellegrino. Bighellonare: recitare la realtà umana come una serie di episodi, che sono eventi senza passato e senza conseguenze. Il flâneur è il "pittore della vita moderna" di Baudelaire (Benjamin lo trasformò in simbolo della città moderna), colui che vive la vita "come se", costruisce a piacimento delle storie con i frammenti sfuggenti della vita degli altri. Il flâneur è il consumatore di oggi, colui che si aggira nel regno sicuro ed illusorio degli shopping malls, caratterizzati dalla episodicità e apparenza degli incontri, dall'illusione di essere registi, pur essendo oggetto di regia. I flâneurs sono gli abitanti delle città pure e senza macchia, sorvegliate dalle videocamere, i consumatori della TV assolutamente non impegnativa. Nella loro vita la dipendenza si stempera nella libertà e la libertà va in cerca della dipendenza.

Il vagabondo, figura non tollerata dalla modernità, perché senza padroni e senza controllo, è un estraneo ovunque vada. Il suo cammino è erratico a differenza di quello del pellegrino. Mentre in passato il vagabondo vagava attraverso luoghi ordinati, oggi sono pochi i luoghi ordinati e sistemati per sempre. Ora il vagabondo non è tale per la sua riluttanza o difficoltà a sistemarsi, ma per la scarsità di luoghi organizzati, perché il mondo si sta 'riconfezionando' a misura di vagabondo.

Turista: è come il vagabondo in movimento, non è mai del posto ma differisce la direzione dello stimolo al movimento: si muove seguendo uno scopo, è un ricercatore di esperienza cosciente e sistematico, vive un mondo fai da te, piacevolmente flessibile, ha un solo scopo: eccitare, compiacere e divertire. Il vagabondo è per lo più cacciato via. Il turista è invece attratto da esperienze di novità e di differenza. Cerca un mondo strutturato su criteri estetici, un mondo dove anche l’avventura sia dosata, addomesticata e sicura. Il turista ha una casa ovunque vada, il pacchetto di sicurezza, è il luogo dove si tolgono le armature e si disfano le valige, è la serenità della casa che spinge il turista a cercare nuove avventure. Il vagabondo è un senza tetto. La casa del turista è percepita in modo ambivalente come rifugio o prigione, a seconda del momento. Si sente stretto a casa, ma ne sente la nostalgia in viaggio.

Giocatore: il giocatore vive in un mondo soffice ed elusivo; ogni partita è una "provincia di significato" per sé. Non deve lasciare conseguenze durevoli, eppure il gioco deve essere senza pietà. Simile alla guerra, la guerra come gioco assolve gli individui dalla mancanza di scrupoli. Ironicamente il segno della maturità postmoderna è la volontà di abbracciare il gioco a cuore aperto, come fanno i bambini! Nel gioco non esistono né l’inevitabilità né gli accidenti, niente è prevedibile o controllabile, ma nulla è del tutto immutabile o irrevocabile, ciò che importa è quanto bene uno gioca la propria mano, esiste il colpo di fortuna.

Nel gioco, il mondo stesso è un giocatore, vi sono solo le mosse, il punto è indovinare le mosse dell’avversario e anticiparle, è il mondo del rischio, dell’intuizione, del prendere precauzioni. Il tempo, nel mondo come gioco, si divide in successioni di partite, ogni partita è fatta di convenzioni. Ogni partita ha un inizio e una fine, la preoccupazione è di partire al punto di partenza come se non si fossero giocate altre partite prima, deve avere una fine chiara e incontestabile. Lo scopo del gioco è di vincere, quindi non ammette la pietà, la compassione, la commiserazione o la collaborazione.

Conclusioni sui tipi di personalità postmoderna

In ognuno dei 4 tipi schematizzati di personalità postmoderna riscontriamo una buona dose di schizofrenia. Ci sono certi tratti che i 4 tipi condividono: effetti sugli atteggiamenti morali e politici della gente, sullo status. Il contesto in cui gli atteggiamenti morali sono forgiati è quello della politica della vita, sono le strategie di vita postmoderne i fattori principali che danno forma alla situazione morale degli uomini e delle donne postmoderne. Hanno in comune la tendenza a rendere i rapporti umani frammentari e discontinui.

Seguire l’impulso morale significa assumersi la responsabilità per gli altri coinvolgimento nel destino dell’altro e ad impegnarsi per il suo benessere. Il disimpegno è l’evitare di farsi obblighi. Il mondo è un insieme di oggetti potenzialmente interessanti, e il compito è quello di spremere da essi tutto ciò che d'interessante contengono. Nella percezione comune il dovere del cittadino postmoderno è quello di condurre una vita piacevole.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Riassunto esame Sociologia, prof. Palumbo, libro consigliato La società dell'incertezza, Bauman Pag. 1 Riassunto esame Sociologia, prof. Palumbo, libro consigliato La società dell'incertezza, Bauman Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia, prof. Palumbo, libro consigliato La società dell'incertezza, Bauman Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrStout di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Palumbo Mauro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community