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Franco nella competizione con Bisanzio.» Ecco che alla corte

bizantina «la fondazione di un impero occidentale per opera di

Carlo Magno dovette apparire [...] l’atto di un generale ribelle»

(Koschaker, p. 52-55 passim).

«Carlo Magno era franco e, come tale, discendente con la sua

schiatta dall’Austrasia, una delle regioni meno colpite dalla

romanizzazione; era un germano [...] e governava quel regno non

come i Merovingi da Parigi, da Soisson o da Orléans, ma dai

manieri della sua patria» (Koschaker, p. 49): l’impero di Carlo è

«nel suo nucleo un impero germanico» sorto al Nord «in opposizione

ad una Bisanzio indebolita dall’Islam e di fronte ad una Roma

rappresentata esclusivamente ormai dal potere spirituale del Papa.

Questa nuova potenza va incontro a Roma ed alla sua civiltà, non

per distruggerla ma per associarsi ad essa su piede di parità.

Così nasce l’Europa.» (Koschaker, p. 57)

Sebbene l’idea di impero franco-cristiano (ancora presente

nell’843) non permetta ai francesi dell’epoca di considerare

straniere le stirpi tedesche, proprio col trattato di Verdun

appare il «sentimento, e il desiderio che ne deriva, di una

esistenza statale separata», ovvero di un regnum teutonicum (il

cui nome appare solo nel X sec.) e di una coscienza nazionale

francese «sviluppata poco a poco, benché più in fretta di quella

tedesca in relazione al più precoce raggiungimento dell’unità

politica» (Koschaker, p. 48).

L’Europa delle nazionalità

3.

«Il Medioevo è cristiano e quindi universale. Naturalmente le

nazioni d’Europa esistono già o sono almeno considerate in via di

formazione. Ma per l’uomo medievale il contrasto fra cristiani e

pagani è molto più importante di quello fra Tedeschi, Italiani e

Francesi. Di qui anche la poderosa influenza di fattori

universali, quali sono le varie manifestazioni dell’idea di Roma.»

(Koschaker, p. 87)

La storia successiva alla suddivisione dell’impero carolingio si

può esprimere in estrema sintesi (dunque, sicuramente parziale)

come un contrasto fra forze particolaristiche e tendenze allo

sviluppo di poteri centrali di fronte alla sempre più forte

dissoluzione dei poteri universalistici di impero e papato «scossi

dalla loro grande contesa» (Koschaker, p. 42) che «terminerà solo

nel XIV sec. con la disfatta di ambedue» (Koschaker, p. 79): tali

poteri centrali sono i futuri Stati nazionali (o regionali, per

Italia e Germania) cui in alcune occasioni si frappone qualche

8

tentativo di realizzare unioni più ampie .

«Le radici dei nuovi Stati sono da ricercare nella forte posizione

del sovrano, nell’accentramento del governo e nel buon ordinamento

delle finanze, che erano caratteristici degli Stati normanni,

formatisi nell’XI e XII sec. in Normandia, Inghilterra, Sicilia e

perfino nello Stato dei Vareghi in Russia.» Lo sviluppo del

sistema feudale in Francia e Inghilterra «determinò la formazione

di quella piramide feudale al cui vertice sta il re, [dando] a

quest’ultimo i mezzi per accentrare a poco a poco lo Stato nella

sua persona. In Germania, invece, lo Stato moderno nacque non

nell’impero, ma negli Stati territoriali.» (Koschaker, p. 81-82)

- note -

1. Per Pierre George (I metodi della geografia, ed. Saggiatore

1974, pp. 9-11 passim) «la geografia è metodologicamente

eterogenea. Da un lato si colloca tra le scienze della terra o

della natura, dalla mineralogia alla geologia e alla biologia, e

dall’altro tra le scienze dell’uomo, dalla storia alla sociologia,

all’economia, alla psicologia sociale... la combinazione [di

queste scienze] è l’oggetto dei suoi studi [...] in definitiva [la

geografia è] scienza umana, perché non si saprebbe giustificare

l’unità di queste ricerche disparate per via dell’identità di

oggetto e di metodi, se non le si polarizzasse tutte quante

attorno all’azione dell’uomo.»

2. Paul Koschaker (1879-1951) è un romanista tedesco che vuole

ricostruire «lo sviluppo del diritto romano in Occidente dal

Medioevo a oggi» e il testo è stato scritto prevalentemente

durante la seconda guerra mondiale: alcune affermazioni possono

risultare datate, tuttavia le ritengo stimolanti. L’edizione

originale è del 1947, poi ristampata postuma nel 1958.

3. Per Erodoto: «L’Asia ed i popoli barbari che vi abitano i

Persiani li attribuiscono a sé, ma l’Europa e tutto ciò che è

ellenico viene da essi ritenuto estraneo».

4. Henri Pirenne: Maometto e Carlo Magno, 1937. La maggiore

obbiezione alla tesi di Pirenne consiste nell’uso di fattori

esterni per spiegare mutamenti interni dell’Europa occidentale;

tuttavia, nel contesto del presente discorso, essa si può

considerare come un possibile riferimento.

5. L’indebolimento di Bisanzio consente ai Mongoli di distruggere

nel 1237-40 l’Impero di Kiev «escludendo per secoli la Russia

dalla civiltà europea [e facendo] sì che questa non appartenesse

mai interamente all’Europa» (Koschaker, p. 30).

6. La dottrina dei due poteri, l’auctoritas sacra del Papa e la

regalis potestas viene formulata già nel 494 da Papa Gelasio I:

entrambi, appoggiandosi l’un l’altro, guidano l’umanità. Tuttavia

a fine V sec. quest’idea ha lo scopo di rendere autonomo il

pontefice di Roma da Costantinopoli ed è perciò diversa dalla

teoria dei ‘due soli’ di Dante.

7. «Gli imperatori tedeschi non hanno mai fatto una politica

imperialistica in senso moderno, ed il loro impero, anche al tempo

della sua più grande potenza sotto Enrico VI [1190-97 ...] non era

né per estensione territoriale né per struttura paragonabile con

l’impero universale romano, anche se si parla di dominio

universale limitatamente all’Occidente»: l’imperatore è «al

vertice di una gerarchia in senso feudale», cioè ha una

«precedenza di rango» o è paragonabile a una auctoritas

(Koschaker, p. 93-95).

8. A mo’ di schema riassuntivo.

L’Impero romano si realizza fra il III sec. a. C. (con le guerre


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia sul libro di Pirenne Maometto e Carlomagno. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: cosa è l’Europa prima dell’Europa, è possibile una data per la nascita storica dell’Europa?, l'Europa delle nazionalità, l’Europa delle nazionalità.


DETTAGLI
Esame: Sociologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Bixio Andrea.

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