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Storia medievale

Le prime invasioni e la romanizzazione

III sec: prime invasioni, ma tutto quello che entra si romanizza. I barbari vogliono il privilegio di far parte dell'impero, non distruggerlo. Dal IV sec si cristianizzano, perdendo i loro costumi nazionali per far carriera nell'esercito romano (Stilicone). Da metà IV secolo, il goto Ulfila porta l'Arianesimo tra i germani. Furono gli Unni a spingere i Goti nell'impero. Nel 376 i Goti (Ostrogoti e Visigoti) in fuga sono fatti passare dentro le frontiere, ma non integrati si ribellano e nel 378 ad Adrianopoli l'esercito romano con Valente è disfatto.

Eleggono re Alarico che invade l'Italia nel 401 ma viene ricacciato da Stilicone. Saccheggerà Roma prendendosi la sorella dell'imperatore, Galla Placidia, dopo che Onorio non volle trattare con lui. L'obiettivo dei barbari era il Mediterraneo e la ricca provincia d'Africa. Altri movimenti Unni nel 406 portano alla discesa di Vandali e Burgundi verso l'Africa, ma sono respinti dai Goti federati dei Romani, ai quali è concessa l'Aquitania, sull'Atlantico, dall'imperatore nel 418. Ma 20 anni dopo si ribellano, quando i Vandali di Genserico prendono l'Africa, granaio dell'impero, e Stilicone deve richiamare le legioni dalla Francia.

Il sacco di Roma e la caduta dell'impero

Nel 455 i Vandali di Genserico saccheggiano Roma, che non ha più il controllo del Mediterraneo e non riesce ad approvvigionare l'esercito. Nel 476 il generale Odoacre uccide il patrizio Oreste che non dava terre ai soldati e depone Romolo Augusto. Zenone, in mancanza di meglio, lo riconosce patrizio. Poi però nel 488 manda gli Ostrogoti di Teodorico a liberare l'Italia, nominandolo patrizio. Lo sconfigge nel 493 e governa l'Italia per conto di Zenone. Fino a Carlo Magno non ci saranno più imperatori in Occidente.

La romanizzazione dei regni germanici

Ostrogoti in Italia, Vandali in Africa, Visigoti in Spagna, Clodoveo e i Franchi in Gallia erano federati e governavano in vece dell'imperatore, emulandone stato e gesti. Solo nella parte nord dell'impero è sparita la romanità; a sud si è conservata ed ha inglobato i conquistatori. Presto persero l'uso della lingua germanica per il latino. I Vandali abbandonano l'Arianesimo con Giustiniano nel 533, i Visigoti con re Reccaredo alla fine del VI secolo. Anche il diritto che i germani usavano tra di loro era imbevuto di quello romano.

La famiglia consanguinea, la Sippe, nel diritto germanico si applica solo nei tribunali militari. La legge salica, dopo Clodoveo, non era applicata a tutto il regno ma solo nell'estremo nord dove erano i Salii. La legge sulle case e i terreni era rudimentale e non si sarebbe potuta applicare a sud, dove vigeva quella romana. I re barbari si romanizzano presto, parlando il latino, specialmente Teodorico, educato a Costantinopoli e reso patrizio da Zenone, sposa una principessa imperiale. Figliastro Evermundo nel 536 va a vivere a Costantinopoli piuttosto che aiutare il suo popolo e Teodato, suo genero, si vanta di essere platonico.

La romanizzazione dei Visigoti e dei Franchi

Visigoti, Franchi, tutti si romanizzano quanto più si avanza nel tempo e l'arianesimo scompare alla fine del IV secolo. Insomma, la Romania, leggermente ridotta verso nord, sussiste nel suo insieme, nessuno ha un'alternativa ed è accettata da tutti, anche dalla chiesa che ne parla la lingua, il diritto e la cultura.

Gli stati germanici d'Occidente

I re germanici erano re nazionali per i loro popoli, ma per i Romani erano solo generali a cui l'imperatore aveva affidato il governo. Clodoveo, console onorario, se ne vanta; Teodorico è un viceré romano: pubblica editti e non leggi, i Goti formano l'esercito ma tutta l'amministrazione è romana, anche il senato continua. Conia monete a nome dell'imperatore, il cerimoniale di corte è bizantino e prende il nome di Flavius. I Goti soldati vivono di rendite sulla loro terra e con paga. È precluso loro qualsiasi incarico civile e non possono fare azioni sul governo affidato ai Romani.

I Vandali non trattano così bene i Romani, ma il diritto germanico sparisce quando Genserico nel 442 vince i nobili ribelli che volevano mantenere schemi tribali. Da lì il suo potere assoluto è romano: batte moneta con l'effige di Onorio, sta a Cartagine, versa olio a Roma e Costantinopoli e la sua successione è fatta con diritto romano. Cancelleria è tutta romana. L'Africa era molto romanizzata e ingloba subito i Vandali. Gallia e Spagna non così romanizzate ma Visigoti vivono alla romana nella loro capitale Tolosa, prima di essere cacciati da Clodoveo. Visigoti stabiliti tramite hospitalitas sono considerati al pari dei Romani e il re chiama popolo i sudditi. Ma ognuno conserva il proprio diritto e vietato il connubium tra i due popoli.

Con Reccaredo sparisce l'arianesimo. Le province si conservano coi funzionari e il potere del re è assoluto, nulla di partecipazione germanica al potere. I duchi delle province sono Romani e la corte quasi tutta romana. Già con re Eurico, Goti e Romani sono giudicati da un comes romano. Il codice di Eurico del 475 per regolare rapporti tra Goti e Romani è scritto da Romani, anche il Breviario di Alarico (507) è diritto romano, così come le monete. Nel VI sec Romani e Goti possono sposarsi e c'è parentela romana per i Visigoti. Il re cambia le sue insegne germaniche con quelle romane. Reccaredo (586-608) si converte al cattolicesimo. Re convoca concili: si va verso sistema bizantino: re legifera come imperatori in religione, hanno spatharii come gli imperatori.

L'amministrazione dei regni barbari

Insomma continua l'antico regime che sopravvive con nuovi re che governano alla romana, non ci sono principi germanici. Novità è che l'esercito non costa nulla grazie alla divisione delle terre, cosa che alleggerisce il popolo. L'amministrazione romana costa ora meno essendo regredita e del resto si occupa la chiesa. Quello che sopravvive è romano. Non rimane nulla delle assemblee di uomini liberi germaniche.

I Franchi e il regno merovingio

Per i Franchi sarà diverso ma non ancora, nel VI secolo. Il regno franco è unico che a nord ha popolazione solo germanica ma durante il periodo merovingio non ha funzione sociale. I re dopo conquista si stabiliscono subito a sud, in città romana, Parigi, Orleans, Metz ecc. Lo stato franco fino a sottomissione Carolingi è anche Romano: i Franchi erano pochi, ma differenza era che a differenza di altri i Franchi non hanno conosciuto l'hospitalitas: di conseguenza nessun divieto di connubium con i Romani, inoltre sono cattolici e la fusione è quindi immediata.

Delle antiche istituzioni romane conservarono tutto quello che potevano: imposte, moneta, conti in ogni città, agenti del re sono Romani, miglior generale dell'epoca, Mummolo, era Romano. Questi regni barbari sono laici, assoluti, e usano fisco e tesoro per potere: come i Romani o Bizantini. Potere re è nella potenza finanziaria che usa come successore imperatore. Fanno prestiti, pagano e corrompono. Si arricchiscono con imposte e dogane romane. Sono immensi proprietari fondiari. Per loro ricchezza sono più simili a Bizantini che a Carlo Magno. Nessuno sarà più ricco come loro fino al XIII sec.

Il carattere laico dei regni

Carattere laico: tutta amministrazione è laica, nessun vescovo lavora in ufficio pubblico a differenza di ciò che sarà con Carlo Magno e la sua politica fondata su Missi, di cui metà vescovi. Questo perché i laici subito dopo invasioni, erano ancora istruiti. Stato laico Merovingio si oppone a quello religioso Carolingio. Lo stesso per altri popoli barbari. Chiesa è soggetta al re, spesso nomina i vescovi. Questo come in tradizione antica. Ma la colmano di favori e ricchezze perché la rispettano.

Giustiniano e le conquiste bizantine

Giustiniano: 526 muore Teodorico re Ostrogoti in Italia, lascia a figlio Atalarico, bimbo, governa madre Amalasunta, fedele a Giustiniano. Nel 533 i Bizantini attaccano i Vandali. Nel 535, in seguito ad assassinio di Amalasunta da parte di marito Teodato, nuovo re, Belisario invade l'Italia e prende Sicilia, Napoli e Roma (536). Teodato era Platonico e non amava armi. Improvvisamente però c'è resistenza accanita dagli Ostrogoti: soldati Ostrogoti si sentono minacciati sul possesso delle loro terre ed eleggono re Vitige. Prova a prendere Roma ma viene respinto e si chiude a Ravenna dove negozia con Belisario: cedono a lui corona e fedeltà goti, ma egli torna a Costantinopoli e per loro è tradimento. Eletto Totila re (541) e con appoggio Romani che non volevano tasse, riprende tutta Italia, ma nel 551 sbarca Narsete con 20.000 uomini e lo sconfigge nel Vesuvio nel 553. Prendono anche parte Spagna.

Nel 575 Longobardi invadono l'Italia: sono i primi veri invasori, Germanici totalmente, negli usi, costumi e diritto: vivono sotto regime farae (sippen), schiacciano gli autoctoni, prendono loro terre: loro duchi e re sono eletti da esercito. Bisanzio era occupata a difendersi da Slavi e Persiani. Ma sono solo bande saccheggiatori e loro comportamento fa sollevare la chiesa contro, e papa si oppone.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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