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Riassunto esame Storia della città e del territorio nel medioevo, prof. Raffaele Savigni, libro consigliato Maometto e Carlo Magno, H. Pirenne Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia della città e del territorio nel medioevo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Raffaele Savigni: Maometto e Carlo Magno, H. Pirenne, dell'università degli Studi di Bologna - Unibo.

Esame di Storia della città e del territorio nel medioevo docente Prof. R. Savigni

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avvicina di più a Costantinopoli (elez papale era ratificata da esarca). Franchi e Bizantini si alleano

ma duchi longobardi eleggono un re: Autari (584) che quasi prende Ravenna. Nel 680 si sparte

Italia tra Bizantini e Longobardi. Ma egemonia impero resta, monaci greci giungono a Roma e nel

mezzogiorno. Rottura ci sarà con monofisismo e iconoclastia (VII-XI). Molti papi sono Siri,

Mediterraneo veicola influenza Bisanzio e pure Longobardi del VII si stavano romanizzando.

SITUAZIONE ECONOMICA, SOCIALE E NAVIGAZIONE MEDITERRANEA DOPO INVASIONI

Dopo invasioni nn cambia distribuzione terre e metodo di coltura. Coloni romani mantengono terre

e pagano imposte a padrone diverso. Per i contadini invece non cambiava nulla. I grandi

proprietari gallo-ispano-italo romani restano, avevano fino 1200 schiavi. Anche terre chiesa

restano. Nuovi venuti si installano e mantengono vecchio sistema. Grandi proprietà affidate a

CONDUCTORES che le prendono in affitto e riscuotono i redditi coloni. Questi amministrano

anche grandi terreni della chiesa. Sono Laici, anticipano i redditi al proprietario e sanno scrivere e

fare conto quindi. Prestazioni ancora tutte in denaro, quindi c’è ancora circolazione beni. Non c’è

ancora sistema curtes medievale. Questo anche presso Merovingi in Provenza. Nel VI secolo

grandi proprietà insomma producono ancora ricchezza. (ne parlano Gregorio di Tours, VI

secolo, gallo romano e vescovo – scrive historia Francorum – conosce diversi re merovingi).

Africa con vandali conserva ricchezza e prosperità, colture di olio e cereali, anche con Bizantini

poi. In Gallia conserva coltura vigne e ricchi proprietari (G). classi sociali restano stesse:

aristocratici proprietari terrieri (senatores); poi liberi e liberti. Molti schiavi. Tra re e sudditi non si

sono ancora imposti i grandi proprietari, come nel feudalesimo.

Siri ed Ebrei: primi sono navigatori e commercianti: esportano spezie da oriente in tutta Europa:

così come durante impero, hanno stazioni commerciali in grandi città e se ne trovano in Gallia,

Spagna, Ita…ne parla G di mercanti Greci a Orleans, alcuni ricchissimi. Ebrei anch’essi

numerosissimi: mercanti e banchieri, prestano soldi a interesse e si trovano in ogni città. Napoli,

Roma, Ravenna. Gregorio dice che loro centro era Marsiglia in Gallia. Non amati ma inizio non

disturbati, ma fine VI re Merovingio Dagoberto (su ordine Eraclio) ne costringe alla conversione.

Gregorio Magno (papa; VI secolo) rimprovera questa pratica, conversione con dolcezza. Molte

limitaz giuridiche in Gallia: no cause a Cristiani, no matrimoni misti.In Spagna dopo conversione re

Reccaredo legislazione diventa severa per ebrei: interdetta circoncisione, feste, commercio con

cristiani. Molti scappano in Gallia VII. Liber judicorum (guardare cos’è).

Spezie erano diffusissime. Importate da oriente insieme a beni di lusso, erano usate anche da

uomini modesti. Questo significa che traffico merci non era solo di lusso. Commercio era ancora

vivo. Anche Papiro da oriente largamente consumato e disponibilissimo, da Egitto. Dopo invasioni

scrittura si conserva ed usata ovunque a livello giuridico, contabile ecc perché vecchie strutture

amministrative restano. (diploma di Corbie, VIII d,C – re Chilperico II autorizza abbazia a

prelevare lista di spezie, cibi e papiri da magazzino fisco – ci fa capire che erano

disponibilissimi). Navigazione si conserva come sotto impero. Occidente esportava schiavi,

mercanti eran spesso ebrei. Schiavitù domestica ancora molto diffusa nel V. sorgente eran barbari,

pagani, mori e sassoni. Molti venduti a Marsiglia, maggior porto Gallia (G). Nel tirreno insomma

navi arrivavan cariche di spezie e tornavan cariche di schiavi.

Commercio interno: accanto a ebrei c’erano molti indigeni: mercanti di professione ispano, gallo,

italo romani restano dopo fine impero. Sono classe sociale indipendente, G ne parla spesso. Loro

servizio militare è spesso regolato a parte. Erano parecchio ricchi quindi commerci erano fiorenti

anche nel V, VI e VII secolo. Commercio impero fino a quella data si è mantenuto. Si

commerciava in città: queste avevano aspetto ecclesiastico e commerciale insieme, con portici

che ospitavano botteghe, come G racconta di Parigi. Le città avevano sofferto le invasioni, ma

sussistevano interamente. Vescovi le avevano ristrutturate, erano centri amministrativi e

commerciali, come prima. Non esistono in questo periodo le grandi fiere Medievali, sono

piccole e locali e non ci sono i mercati, tipici del medioevo, perché erano sostituiti dai

mercanti di professione e loro botteghe (in medioevo con caduta commerci nascono questi

piccoli mercati per rifornirsi, con mercanti occasionali).

In periodo merovingio si conserva DIRITTO DOGANALE x i re: riscossi in denaro da agenti del

re che sapevan leggere e scrivere, che prendevano appalto gabelle. Leggi Teodorico parlano poi

di funzionari addetti ai magazzini di deposito nei porti. Anche servizio postale resta, passando

anche su ponti barche.

La moneta: resta sistema soldo d’oro costantino, in nessun paese occupato c’è cambiamento,

anzi re germani battono moneta con effige imperatori. Unità monetaria ed economica impero

resta. Fino a cataclisma Carolingi con moneta argento, in oriente e occidente resta oro. Barbari

coniano monete pseudo – imperiali, di fattura più rozza ma con simboli impero. Primo nome re

franco su moneta solo VI secolo e Procopio in Ita si scandalizza. Conio resta privilegio reale

anche se zecche decentrate. Qualche monastero abbazia coniava, ma sempre sotto controllo

fisco. Vi erano i monetari, che appaltavano imposte per re, ricevevano prestazioni a volte in natura

e coniavano monete sul posto per convertire in denaro quanto dovevano a re. Quando scompare

imposta romana infatti, nel 781 in gallia, spariscono. Epoca merovingia insomma non è di

economia naturale ma pienamente monetaria e re barbari erano ricchissimi e stracolmi

d’oro grazie a doni Costantinopoli e commerci fiorenti. G dice che versamenti imposte erano

sempre in denaro. Sotto merovingi interesse è considerato lecito e anche re prestano denaro.

Insomma vita economica romana resta in tirreno, gallia spagna africa e ita. Pag 105.

Vera frattura nella storia e inizio medioevo c’è con invasione Islam nel VII se. D.C. Maometto

muore nel 632 e nessuno sospettava attacco arabo. Prima arabi erano bande di nomadi che

assaltavano carovane nella penisola. Impero Persiano e imp Bizantino erano spossati (Eraclio

vinse su Cosroe) e arabi ebbero vita facile. Persia ridava a bizantini Siria, Palestina ed Egitto,

europa poteva ritornare bizantina (nemico secolare bizantini era sconfitto). Eraclio (VII d.C) vide

inizio attacco arabo e sottrazione nuove province. Conquista araba senza precedenti x velocità e

sua conquista durevole, prendono nel VII Damasco, Siria e Gerusalemme, in asia Mesopotamia e

Persia. Anche Egitto. Poi possedimenti bizantini in Africa. Essi non furono assorbiti come germani,

ecco perché durarono, xchè esaltati da fede nuova. Assorbono a stesso tempo scienza e arte

greca e persiana, all’inizio no fanatici, bastava assoggettare popoli non convertirli. Ovunque

dominano, non si fondono con popoli e si fanno pagare tributo. Chi si vuole unire a vinti si deve

convertire. I romani si arabizzano. Diritto da Corano sostituisce Romano e arabo greco e latino.

Inizia un nuovo mondo e una lacerazione che dura ancora oggi, unità mediterraneo è rotta.

A fine VII arabi prendono Africa A Bizantini, nel 698 cade Cartagine alla quale, abbandonata, si

sostituisce Tunisi, base navale mediterraneo per Islam. Alle tribù berbere (alleate Romani) è

imposto l’islam, e tramite questi Spagna Visigota sarà conquistata, nel 712. Vinto re Rodrigo, a

Toledo regna Califfo di Damasco.

Poi puntano Gallia, attaccano nel 720 Tolosa e quindi regno Franco. Gli attacchi continuano fino a

minacciare Bordeaux, ma da nord giunge Carlo Martello che li incontra a Potiers nel 732

sconfiggendo e uccidendo l’emiro di Spagna . attacchi continuano e arabi prendono Avignone e

Lione, Carlo contrattacca e riprende la prima, facendo ricco bottino. Arabi attaccano poi Provenza

minacciando anche Longobardi, e con aiuto di questi Carlo li ferma ancora. Pipino riprenderà

Narbona nel 759. È fine espansione araba in occidente. Anche Costantinopoli resiste nel 718

arrestandoli ad oriente. Ma qui navi bizantine controllano mari, in occidente arabi controllano

Tirreno, prendendo Siracusa e Sicilia bizantina nel IX d.C.

Carlo Magno intanto combatte arabi su frontiere Spagna, retroguardia esercito massacrata a

Roncisvalle. In Spagna trova resistenza accanita e non riesce a conquistarla interamente perché

sprovvisto di flotta. Di fronte alle scorrerie arabe in Ita e Spagna Carlo rimase sulla difensiva, così

come figlio Pipino re d’Italia. Situazione peggiora con morte di Carlo. Nel IX secolo arabi attaccano

anche nord italia bizantina, Ancona, Brindisi e Taranto, attaccano Ostia, salgono Tevere fin sotto

mura di Roma, cacciati da Guido di Spoleto.

Nell’849 sollecitate da papa Leone IV, Amalfi, Gaeta e Napoli fondano lega contro arabi e loro flotta

riporta grande vittoria. Intanto papa erige muro intorno borgo vaticano facendone civitas leonina.

Sempre IX sec devastano campagna romana e papa paga tributo, 883 incendiata e distrutta

abbazia Montecassino. Si stabiliscono con fortezze nelle campagne romane finchè non sono

cacciati nel X secolo da unione imperatore Giovanni X, principi sud e imperatore bizantino.

Insomma con presa Africa e Spagna, mediterraneo occidentale diventa lago arabo, franchi no flotta

e interessi commerciali Napoli Gaeta e Amalfi li fanno avvicinare a Mussulmani abbandonando

bisanzio. Grazie a loro defezione arabi riescono a prendere Sicilia. Ma flotta bizantina mantiene al

sicuro italia peninsulare e impero mantiene supremazia sulle 3 città di prima che si barcamenano

tra mussulmani e bizantini. Mare diventa confine tra 2 civiltà. Quando europa stava x diventare

bizantina, c’è cesura e con islam inizia medioevo e finisce influsso bizantino e pretese giustinianee

su occidente.

Da VIII secolo commercio in occidente verso oriente termina. Solo Bisanzio, provvisto di flotta,

commerciava con egeo e con coste adriatiche. Tutto il resto era in mano a pirati arabi. Finisce quel

commercio che continuava da impero romano nel mediterraneo. Sarà ricostruito solo a epoca

crociate. Grande porto di Marsiglia cade in rovina. Documento di Corbie (716) che parla di

magazzini a marsiglia ancora pieni di spezie e olio è ultima attestazione. Spariscono in occidente i

mercanti Siri e orientali. Scompare il papiro in Gallia, ultime opere in occidente sono del VII d.C.

poi anche i Merovingi in cancelleria usano pergamena. Anche le spezie, pepe, cannella, datteri,

pistacchi. Tra fine VII e inizi VIII scompaiono spezie da alimentazione corrente. Diventano

rarissimo e prezioso lusso, fino al XII. In Ita si continua anche se debolissimamente.

Anche oro diventa raro ora che traffici con oriente si fermano: da VIII monete Merovinge in oro

contengono sempre più argento finchè si smette di coniarlo e da Carlomagno si conia solo

moneta argento. Oro riprende in monete solo quando riprenderanno le spezie, nel XII. In ita, dove

parte commerci si conservano, si conserva anche oro. Scompaiono mercanti professione, tutti

mercanti occasionali, nessuno presta ad interesse, sparisce classe dei mercanti. Diminuisce

alfabetizzazione tra laici e questo porta a commercio diverso (solo in città bizantine resta). Solo

ebrei continuano ovunque, anche presso arabi, a commerciare con occidente e fungono da

cerniera tra islam e mondo cristiano, perché mercanti arabi non commerciano con nord, ma

solo tra loro e sud italia. Mondo arabo bastava a se stesso, con flusso merci che andava verso

Bagdad.

Venezia e Bisanzio: Venezia è città in orbita bizantina, nata da fuggitivi stabiliti su isolotti laguna

nel V secolo, fuggendo da Attila, molti altri con invasione Longobarda. Nel VI e VII secolo centro

religioso è Grado, politico Eracliana, commerciale Torcello, amministrati da Bizantini. Pesca e

estrazione sale. Unico porto commerciale era Comacchio, a foce Po, che commerciava con

Bizantini. Presto Venezia la imita e inizia a commerciare nell’VIII secolo. Appoggiava Bisanzio xchè

essendo più lontana di Carlo Magno le dava più autonomia e ratificava i dogi. Ogni tanto Venezia

si schierava con Carlo e poi con Pipino, quando faceva comodo, come a inizio IX, ma nell’812

Carlo riconosce Venezia a Bizantini. Da qui nacque sua grandezza: da una parte poteva

commerciare con Oriente bizantino, che gli riconosceva autonomia perché si serviva di sua flotta

contro islam, e da altro commerciava verso europa con regno Franco. Da allora mercati e porti

alta italia, distrutta Comacchio, dipenderanno da Venezia.

Resta pericolo Arabo, ma se da una parte li combattono con Bisanzio, da altra ci commerciano e

da Alessandria rubano reliquie S Marco nell’827. Grande commercio Venezia è degli schiavi. Da

oriente arrivano spezie e seta che poi partono verso Pavia e Roma e nord. Venezia è diversa da

occidente: sotto orbita bizantina commerci non si interrompono come in europa e persiste la classe


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Elakos86

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in ricerca, documentazione e tutela dei beni archeologici
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elakos86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della città e del territorio nel medioevo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Savigni Raffaele.

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