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Bruschi Pietro: Maometto e Carlomagno

Henri Pirenne

Prima parte: l'Europa occidentale prima dell'Islam

Continuazione della civiltà mediterranea in occidente dopo le invasioni germaniche

L'impero romano è fortemente caratterizzato dal Mediterraneo (mare nostrum) che favorisce la diffusione di idee e di religione, oltre a facilitare grandemente gli scambi commerciali. È grazie al Mediterraneo che l’Impero forma un’unità economica. È un grande territorio sul quale ci sono pedaggi ma non dogane, che beneficia dell’unità monetaria. Le città più importanti sono sul mare o vicino ad esso: Cartagine, Alessandria, Napoli, Antiochia, Costantinopoli.

Costantinopoli si oppone a Roma, città puramente consumatrice, per il suo carattere di grande magazzino, luogo di scambio, di fabbrica e di base navale. Tramite la Siria, Costantinopoli è in contatto con l’India e la Cina, tramite il Mar Nero con il Nord Europa.

Le guerre civili e le migrazioni unne del III secolo creano fessure sul limes tra Reno e Danubio che favoriscono le invasioni barbariche; ben presto i barbari vengono integrati anziché respinti, poiché erano di comodo sia come militari che come coltivatori. D’altronde i barbari ammiravano l’Impero e puntavano a stabilircisi e ad usufruirne, non a distruggerlo.

I barbari non costituiscono un esercito conquistatore, ma un popolo in movimento che si installa a misura che gli si offrano terre fertili; non si mescolano alla popolazione gallo-romana, la quale a poco a poco cede loro posto. Questo spiega come essi conservino quello che si potrebbe chiamare lo spirito germanico, i loro costumi e le loro tradizioni epiche (l’impero romano è restato romano come gli Stati Uniti, malgrado l’immigrazione, restano anglo-sassoni: i nuovi venuti erano in effetti un’infima minoranza).

I romani accolsero più o meno pacificamente le popolazioni germaniche tramite l'hospitalitas: l’insediamento dei barbari foederati all'interno dei confini cedendo a essi uno o due terzi delle rendite agrarie (o delle tasse) di una data regione – chiedendo in cambio un giuramento di fedeltà all’imperatore, assieme all’appoggio militare, che tuttavia li manteneva indipendenti.

I Germani non avevano niente da opporre all’impero come forza morale: il loro periodo eroico cessava con il loro installamento – la loro lingua non si è conservata – l’arianesimo scomparve in breve tempo – il diritto germanico era già influenzato da quello romano ancor prima delle migrazioni – le virtù di moralità da popolo giovane (legami di fedeltà personale che prevalgono su quelli di soggezione allo Stato) non resistono; l’unica eccezione è costituita dagli anglo-sassoni, che resistono con il loro paganesimo e la loro cultura in Gran Bretagna fino al VII secolo. I barbari si sono romanizzati con una rapidità stupefacente, anche perché un mantenimento della propria cultura avrebbe necessitato di un costante rinnovamento di forze fresche venute dalla Germania.

Visigoti e federatio: vengono integrati nell’Impero ma come corpo estraneo (non vengono integrati ma rilegati in zone aspre e sterili – proibiti matrimoni misti – non vengono assegnate terre coltivabili). Alarico decide allora di invadere la penisola e mette a sacco Roma. Ataulfo prosegue le razzie verso la Gallia e vuole essere proclamato imperatore, ma non gli viene riconosciuto tale titolo; continua verso la Spagna. Wallia ottiene la federatio per arginare le scorribande delle altre popolazioni barbare e gli viene permesso di stanziarsi in Aquitania seconda. Dopo un ultimo conflitto vengono riconosciuti indipendenti da Roma.

Ostrogoti in Italia: L’imperatore d’oriente devia gli Ostrogoti verso l’Italia per cercare di riconquistare la provincia; permette in fine a Teodorico II di governarla come federato. Al termine della conquista dell’Italia, gli Ostrogoti formano le guarnigioni delle città, vivendo dei loro redditi sulla terra e ricevendo una paga; non possono far parte del governo. Nel regno dove comanda il loro re, essi sono in realtà degli stranieri che formano una casta militare ben dotata di rendita.

Vandali e Cartagine: Genserico riesce ad arrivare a Cartagine tramite la Gallia e la Spagna, qui mette in crisi l’approvvigionamento di Roma avendole strappato la provincia più ricca e la flotta militare più grande del Mediterraneo. I Vandali spossessano o espropriano i proprietari romani in Africa: essi vivono di rendita sul lavoro dei loro coloni e sono esenti da imposte. Tuttavia l’organizzazione del regno rimane romana.

Franchi e ibridazione: Una grande differenza separa i Franchi dai Visigoti e dai Burgundi: quelli non hanno conosciuto l’hospitalitas, né per conseguenza il divieto del connubium con i Romani, inoltre i Franchi sono cattolici. La loro fusione con la popolazione romana avviene ancor più agevolmente che presso le altre popolazioni germaniche.

Longobardi conquistatori: Le spedizioni in Africa, Spagna e Italia di Belisario riportano quest’ultime sotto il dominio dell’impero; tuttavia quando questo deve ritirarsi per fronteggiare persiani e slavi, l’Italia viene invasa dai Longobardi. Come gli Anglo-Sassoni, entrano in Italia non come foederati ma come conquistatori: s’impongono alla popolazione, prendono le sue terre, la riducono in schiavitù. I loro duchi e i loro re, eletti dall’esercito, sono puramente germanici; il popolo vive ancora sotto il regime delle farae. I suoi costumi e il suo diritto non ha subito nessuna influenza romana. Napoli, Ravenna e Roma rimangono sotto il governo degli esarchi bizantini e tramite un’alleanza con i Franchi muovono guerra ai Longobardi riconducendoli sotto l’amministrazione imperiale. Il popolo germanico perisce alla romanizzazione verso il VII secolo.

Costantinopoli rimane la capitale dell’insieme di regni barbari che affollano la parte occidentale dell’impero. I re visigoti, ostrogoti, vandali, franchi e longobardi la prendono come arbitra dei loro contrasti. L’impero sussiste, la sua politica si estende a tutti i popoli i quali domina di diritto come una presenza mistica. La Romania, leggermente ridotta, sussiste nel suo insieme; in ogni campo, arti, lettere, scienza, il regresso è manifesto, ma vive per la sua forza d’inerzia e niente l’ha sostituita. L’impero esporta sempre più un processo di orientalizzazione in senso bizantino – siro – ellenico, poiché l’occidente non ha più niente da opporgli.

Ostrogoti, Visigoti, Vandali e Burgundi governano alla maniera romana. L’esercito non costa nulla grazie alla divisione delle terre; anche l’amministrazione costa di meno. Del diritto germanico, delle assemblee di uomini liberi, non sussiste più niente. I generali federati divengono re del proprio popolo, ma non della provincia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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