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Michel Foucault

La verità e le forme giuridiche

Il testo è una trascrizione di cinque conferenza pronunciate da Michel Foucault( nel 1973 all‘

1926-1984)

Università Cattolica di Rio de Janeiro.

IL giuridico come luogo privilegiato della verità: Origine

o invenzione?

Come si formarono i domini del sapere a partire dalle pratiche sociali?

indagare come le condizioni economiche dell’esistenza trovino espressione

Marxismo accademico

nella coscienza degli uomini.

Difetto soggetto e conoscenza sono a priori e definitivi

Lui vuole mostrare che le pratiche sociali generano nuovi soggetti e oggetti di conoscenza.

1- Storia dei domini del sapere

2- Analisi dei discorsi come gioco strategico e polemico

3- Rielaborazione della teoria del soggetto(rielaborata dalla psicoanalisi che ha tolto la posizione

assoluta del soggetto)

Costruzione storica di un soggetto di conoscenza attraverso un discorso preso come un insieme di

quelle giudiziarie)

strategie che fanno parte delle pratiche sociale(+precisamente

Ci sono 2 storie della verità: - storia interna

- luoghi alternativi dove si forma la verità pratiche giudiziarie

Qual è l‘ origine dell‘ indagine? Indagine come forma di investigazione della verità in seno all’ ordine

giudico.

Si parte da poiché egli fa un’ analisi storica del formazione del soggetto e della nascita della

Nietzsche

conoscenza senza ammettere la preesistenza di un soggetto di conoscenza.

Egli afferma difatti che la conoscenza è un invenzione, vista sia come rottura sia con un piccolo

inconfessabile e meschino inizio RELAZIONI DI POTERE.

Quindi la conoscenza non è nella natura dell’ uomo ma è il risultato della lotta tra istinti un ‘ effetto

superficie.

La conoscenza messa in relazione sia con l ‘ istinto che con ciò che i vuole conoscere, genera sempre

violenza, domini, forza è una violazione e non una percezione.

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ROTTURA CON LA TRADIZIONE FILOSOFICA

Nella tradizione era Dio che garantiva la relazione di continuità tra la conoscenza e ciò che si voleva

conoscere.

Ma dato che per Nietzsche questa relazione non esiste, anche l’esistenza di Dio al centro del sistema di

conoscenza non è più indispensabile.

Essendo per Nietzsche solo una relazione di potere tra conoscenza e istinti,ciò che sparisce non è Dio ma

il soggetto nella sua unità.

L’unità del soggetto nella tradizione era garantita dalla continuità tra desidero e conoscenza, corpo e verità.

Ora si può ammettere che il soggetto non esiste.

Nietzsche riprende anche un testo di SPINOZA e dice che comprendere non è altro che il risultato di un

certo gioco o equilibrio tra e

ridere,deplorare detestare.

La conoscenza è il gioco,la lotta di questi tre istinti, istinti che tendono ad allontanarsi dall’oggetto fino a

distruggerlo con l’odio.

Per sapere cos’è realmente la conoscenza bisogna avvicinarsi non come filosofi ma come politici,per capire

le relazione di lotta e potere.

La conoscenza è prospettica poiché essa è polemica e strategica,essa porta a termine il suo compito senza

nessun fondamento di verità ed è per questo che essa è un’ ignoranza.

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Tragedia e Nascita del Diritto:

Sacro e Vero nella condanna di Edipo

A partire da Freud la storia di Edipo è stata considerata come la narrazione della favola più antica del nostro

desiderio e del nostro inconscio.

Deluze e Guattari hanno scritto l’Anti - Edipo in cui hanno cercato di dimostrare che il triangolo edipico

Padre-Madre-Figlio serve a garantire che il desiderio rimanga in seno della famiglia.

Edipo per Deluze e Guattari,non è il contenuto segreto del nostro inconscio, ma è uno strumento di potere

medico e psicoanalitico che si esercita sul desiderio e sull’inconscio.

Ora cerchiamo di fare apparire quello che fino ad ora è rimasto occulto e profondamente nascosto nella

storia della nostra cultura: le relazioni di potere.

La tragedia di Edipo nella lettura di Sofocle è rappresentativa di un determinato tipo di relazione tra potere

e sapere, tra potere politico e conoscenza.

Foucault crede che vi sia un complesso di Edipo nella nostra civiltà, a livello collettivo, legato al potere e al

sapere.

La tragedia di Edipo è la storia di una ricerca della verità: un procedimento di ricerca della verità che si rifà

esattamente alle pratiche giuridiche greche di quell’epoca.

La prima testimonianza della ricerca della verità del procedimento giudiziario greco risale

all’Iliade La disputa di Antiloco e Menelao durante i giochi organizzati per la morte di Patroclo.

Non si passa attraverso un testimone,ma attraverso una specie di gioco- prova, una sfida lanciata da un

avversario ad un altro.

I resti della vecchia tradizione si ripresentano più volte nei corso dell’Edipo. la

Ciò nonostante tutta la tragedia di Edipo è fondata su un meccanismo completamente differente legge

della metà.

Metà che si accoppiano per fornire la verità.

Questa lettura dell’Edipo di Sofocle, non ha solo una funzione retorica,ma anche religiosa e politica.

Il potere si manifesta e mantiene la sua unità grazie a questo gioco di piccoli frammenti, di uno stesso

insieme, divisi gli uni dagli altri, la cui configurazione generale è la forma manifesta del potere tecnica

giuridica,politica e religiosa chiamata dai greci : il Simbolo.

Si può dire che tutta l’opera è una maniera di spostare l’enunciazione della verità da un discorso profetico e

prescrittivo (gli dei e l’indovino) ad un altro retrospettivo (il pastore e lo schiavo): non è più una profezia, è

una testimonianza.

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Sono due le linee di fondo della tragedia di Edipo: la comunicazione tra i pastore e gli dei, tra ricordo degli

uomini e profezie divine

Un mondo simbolico nel quale il ricordo e il discorso degli uomini sono qualcosa come un’immagine

empirica della grande profezia degli dei.

Lo stesso titolo della tragedia di Sofocle è interessante: “EDIPO RE”

Edipo è un uomo del potere, un uomo che esercita un certo potere. Durante tutta la tragedia ciò che è in

questione è essenzialmente il potere di Edipo ed è proprio questo che lo fa sentire minacciato

Nell’ “EDIPO RE”, non invoca né la sua innocenza né si appella all‘ incoscienza del suo operato.

Solo in “Edipo a Colono “ vedremo un Edipo cieco e miserabile che dice in tutta l’ opera < Io niente potevo

fare, gli dei mi presero in una trappola che non avevo previsto>.

In “Edipo Re” il sua problema è il potere e come fare per conservarlo.

Ad Edipo non fa neppure orrore l’idea che potrebbe aver ucciso o suo padre o il re, teme solo di perdere il

proprio potere.

Il suo fu un destino alterno, conobbe la miseria e la gloria, caratteristica di due tipi di personaggi:

e storico greco del secolo V.

l’eroe leggendario il tiranno

Edipo era colui che, dopo aver conosciuto la miseria giunse alla gloria; colui che diventò Re, dopo essere

stato eroe uccidendo la DIVINA CANTORA, la sfinge che divorava tutti quelli che non riuscivano a decifrare i

suoi enigmi.

Ma egli è soprattutto un tiranno, non da importanza alle leggi e le sostituisce con i suoi ordini, la sua

volontà. Il tiranno non è caratterizzato solo da uno specifico modo di gestire il potere, ma anche per un

certo tipo di sapere superiore a quello degli altri.

Il sapere di Edipo è questa specie di sapere di esperienza e allo stesso tempo, questo sapere solitario, di

conoscenza, sapere dell’uomo che vuole vedere con i suoi occhi.

Edipo diventa un personaggio superfluo in quanto il suo sapere tirannico di chi non vuol dar conto agli dei e

agli uomini, è contraddetto dalla coincidenza esatta tra ciò che avevano detto gli dei e ciò che sapeva il

popolo.

Edipo ci mostra il caso di chi per sapere troppo, nulla sapeva.

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L’Occidente sarà dominato dal gran mito che la verità non appartiene mai al potere politico, che il potere

politico è cieco, che il vero sapere è quello che si possiede quando si è in contatto con gli dei o quando

ricordiamo le cose.

Un mito che cominciò a demolire, mostrando che dietro ogni sapere o conoscenza ciò che è in

Nietzsche

gioco è una lotta di potere.

Il potere politico non è assente dal sapere, è tessuto con questo.

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Il diritto medioevale tra prova e inquisitio

La

Ci sono due forme di regolamento giudiziario nella civiltà greca: prima si trova in Omero e presenta

Due guerrieri che si affrontano per sapere

Chi è nel giusto. Una sfida che implica un

Giuramento, senza giudice né sentenza.

La seconda forma è quella che troviamo

nell’ Edipo Re. In cui appare un personaggio

nuovo, il testimone.

L’Edipo Re è un riassunto della storia del diritto greco ; la storia del processo attraverso il quale il popolo si

impossessò del diritto di giudicare e di dire la verità opponendosi anche agli stessi signori.

Un lungo processo affermatosi definitivamente ad Atene nel secolo V, che diede vita ad una serie di grandi

forme culturali come la filosofia, i sistemi scientifici, ma anche la retorica, l’arte di persuadere.

La nascita dell’indagine però rimase dimenticata e ripresa solo nel Medioevo, dove si assiste ad una

seconda nascita dell’indagine di dimensioni straordinarie .

L’antico diritto germanico, somigliava alle forme del diritto arcaico greco, le dispute si risolvevano con il

gioco della prova, del giuramento. Il

Vi erano sempre due personaggi e mai tre, con una lotta tra i contendenti. diritto diviene una maniera

regolamentata di fare guerra.

L’antico diritto germanico, inoltre, offre sempre la possibilità di giungere ad un accordo attraverso una serie

di vendette rituali, la cui interruzione può avvenire mediante un patto o il pagamento di un riscatto.

L’indagine comparve per la prima volta in Grecia e rimase nascosta dopo la caduta dell’Impero Romano per

vari secoli, tornando solo nei secoli XII e XIII.

Perché scomparse l’indagine in quest’epoca?

Si può dire, che una delle note fondamentali della società feudale è che la circolazione di beni era

assicurata soprattutto dallo scontro bellico.

Ci troviamo in ampia zona di frontiera tra il diritto e la guerra.

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L’accumulo di ricchezze e il potere delle arme e la costituzione del podere giudiziario in mano a pochi,

costituiscono un unico processo che raggiunse la sua maturità con la formazione della prima grande

monarchia medioevale.

D’ora in avanti gli individui devono sottomettersi ad un potere esterno ad essi e che viene loro imposto

come potere giudiziario e politico.

Appare cosi una figura nuova il procuratore, rappresentante del sovrano anch’ esso danneggiato in

quanto il danno non è stato procurato solo a chi lo rivendica,ma anche all’ordine, alla legge e al potere

rappresentato dal sovrano.

Appare inoltre una nuova nozione: l’infrazione, un’ offesa arrecata allo Stato, al sovrano.

Il sovrano non è solo la parte lesa ma anche quella che esige riparazione: nascono multe e confische che

arricchiscono le monarchie.

Ma l’accusatore ed il procuratore non si affrontano su di un piano di eguaglianza.

Modello (se le persone sorprendevano qualcuno

intra-giuridico

in flagrante avevano il diritto di portarlo davanti a chi deteneva in potere

politico per farlo giudicare

Esistevano due modelli

per risolvere il problema Modello suddiviso a sua volta in due modelli:

extra-giudiziario nell’ Impero Carolingio)

procedimento d ‘ indagine amministrativa(usato

e (usato dalla Chiesa).

procedimento religioso

Il primo modello , intra-giuridico, non era attuabile in quanto non sempre le persone potevano cogliere un

individuo in flagrante.

Si preferì dunque usare un modello extra-giuridico.

Nel procedimento d ‘ indagine amministrativa si compiva la ovvero un indagine, nel quale il

inquisitio,

rappresentante del potere chiamava delle persone ritenute le riuniva, faceva giurare loro di dire

“capaci”,

la verità, domandava loro molte cose e infine le lasciava riunire affinché deliberassero e risolvessero il

problema.

Questo procedimento di indagine amministrativa ha alcune caratteristiche importanti:

1. Il potere politico è il personaggio centrale.

2. Il potere politico si esercita dall’ inizio

attraverso le domande. Non si sa la verità e si cerca di saperla.

3. Per determinare la verità, il potere si rivolge

ai “notabili”, le persone che considera capaci di sapere.

4. Non vi è una forzatura, il potere consulta i

notabili senza violenza né minacce.

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Queste procedure furono dimenticate nei secoli X ed XI e riprese solo successivamente dalla Chiesa.

Il vescovo quando arrivava in un determinato luogo faceva un domandando a tutti

inquisitio generalis,

coloro che dovevano sapere che cosa fosse accaduto in sua assenza e nel caso di riscontro positivo si

passava ad un che consisteva nel verificare che cosaera stato fatto e chi l’ aveva fatto.

inquisitio specialis,

La confessione del colpevole poteva interrompere l’ inquisizione in qualsiasi momento.

Il procuratore del re successivamente farà lo stesso di ciò che facevano i visitatori ecclesiastici.

Quindi ora finalmente si può dire che l‘ indagine ebbe una doppia origine: un origine amministrativa,legata

al sorgere dello Stato nell’ epoca carolingia, e un origine religiosa, ecclesiastica che attraversa tutto il

Medioevo.

Non fu, dunque, razionalizzando le procedure giudiziarie che si giunse ad esso, ma fu tutta una

trasformazione politica ciò che rese possibile e necessaria l’ utilizzazione nel campo giuridico di questa

procedura d ‘ indagine.

Quindi solo l ‘ analisi dei giochi di forza politica delle relazioni di potere può spiegare le ragioni della nascita

dell ‘ indagine.

Inoltre questo procedimento si estese ad altri campi di pratiche sociali, economiche e in molti cambi del

sapere (economia politica, statistica, geografia, astronomia, medicina, botanica ….)

Nel corso dei secoli , l ‘ indagine si sviluppa come forma generale del sapere, da cui nascerà il Rinascimento,

mentre la prova tenderà a scomparire (tracce ne troviamo solo nella forma delle torture)

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L’ età dell‘ Illuminismo: splendore della verità e buio della

prigione

Agli inizi del XIX si costituisce la la nostra società contemporanea.

SOCIETA’ DISCIPLINARE,

Foucault vuole mostrare quali sono le forme di sapere, i tipi di conoscenza, i tipi dei soggetti di conoscenza

che emergono nel tempo e nello spazio dalla società disciplinare.

La formazione della società disciplinare è caratterizzata dall‘ apparizione di un fattore che ha due aspetti: la

riforma e la riorganizzazione del sistema giudiziario e penale nei diversi paesi dell’ Europa e del mondo.

Tra queste trasformazioni, una molto importante e il distaccamento della sfera penale da quella religiosa;

ovvero un crimine , un’ infrazione, non deve avere nessuna relazione con la mancanza morale o religiosa. Il

crimine o l ‘ infrazione penale coincide solo con la violazione di una legge esplicitamente stabilita in seno ad

una società legislativamente dal potere politico.

Senza una legge formulata prima del crimine, non ci può essere inflazione.

Inoltre una legge penale deve semplicemente rappresentare ciò che è utile per la società, definire come

riprovevole ciò che è nocivo, determinando così per esclusione ciò che è utile.

Quindi il crimine non è più qualcosa di imparentato con il peccato o la mancanza, è qualcosa che danneggia

la società, è un danno sociale.

Questa idea è espressa con molta chiarezza negli scritti di Rousseau, il quale afferma che il criminale è colui

che ha rotto il patto con la società, il criminale è un nemico interno.

La legge penale dunque, deve solo permettere la riparazione del danno causato alla società, in modo che il

danno causato dall’ individuo alla società sia pagato; se questo non è possibile occorre evitare che né

questo né altri individui provochino ancora danni.

Da quest’ idea si deducono quattro tipi possibili di castigo( elaborati da Beccaria e Bentham):

1. Castigo ---> espulsione, esilio, deportazione

“in quanto lo stesso individuo, rompendo il patto sociale, si è messo fuori dallo spazio della

legalità, quindi viene espulso dallo spazio dove funziona quella legalità che egli non ha voluto

accettare”

2. Castigo --->vergogna, umiliazione, scandalo

“isolamento all‘ interno dello spazio morale,; la sua mancanza viene resa pubblica mostrando lo

stesso individuo pubblicamente e suscitando nel pubblico reazioni di disprezzo, condanna,

avversione”

3. Castigo --->teoria “si

del lavoro forzato

obbligano le persone a realizzare un’ attività utile per lo Stato o la società in modo che il danno

causato sia compensato”

4. Castigo ---> “si fa in

pena del taglione

modo che il danno non possa essere nuovamente commesso e che l ‘ individuo in questione non

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof D'Alessandro Lucio.
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