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Capitolo 1: Nozione di sociologia

Oggetto e livelli

La sociologia studia la società, la sua organizzazione… non si caratterizza per la specificità del suo oggetto (diversa infinità dell’oggetto sociologico) ma per:

  • Astrazione compiuta all’oggetto
  • Trasfigurazione dell’oggetto
  • Atteggiamento metodologico nei confronti dell’oggetto

Livelli dell’oggetto:

  • Macro-sociologico: l’oggetto è l’intera società in astratto o in concreto. Si usano indicatori quantitativi (es. tassi demografici o statistiche economiche). In questo livello anche ricerche condotte riguardo a sub-unità, purché le variabili considerate abbiano base territoriale.
  • Micro-sociologico: l’oggetto sono le variabili a livello individuale (es. atteggiamenti, credenze). Ha uno status scientifico ed epistemologico superiore rispetto all’altro livello.

Livelli cui si collocano le variabili sociologiche:

  • Ecologico: variabili che colgono caratteristiche di sistemi con base territoriale ed autosufficienti per la propria riproduzione e la soddisfazione delle principali esigenze di vita;
  • Strutturale: sistemi privi di base territoriale e non autosufficienti (aziende, famiglie…);
  • Individuale: variabili che colgono le caratteristiche (anagrafiche, atteggiamenti) degli attori individuali;

Scienze sociali e naturali

Differenze tra scienze sociali e scienze naturali:

Peso delle variazioni quantitative:

  • S.N. variazioni quantitative dell’oggetto acquistano significato qualitativo solo lentamente (una ricerca dà lo stesso risultato qualunque sia la quantità dell’oggetto);
  • S.S. variazioni quantitative diventano quasi subito qualitative;

Diversa composizione dell’oggetto di ricerca, dal punto di vista dell’eguaglianza interna:

  • S.S. l’oggetto è internamente diseguale, ogni volta che si lavora su un campione occorre cautela prima di generalizzare quanto scoperto. La formazione di un campione rappresentativo è più difficile nelle S.S.;

Rapporto ricercatore-oggetto:

  • S.S. ricercatore e oggetto condividono gli stessi criteri di disuguaglianza, è impossibile isolare e tenere sotto controllo lo stimolo cui il soggetto risponde. Ricercatore rileva caratteristiche del proprio oggetto + reazioni dell’oggetto al suo intervento — preoccupazioni metodologiche. Essere sottoposto ad uno stimolo costituisce un evento nella vita del soggetto, che ne ha poi memoria. L’oggetto delle scienze sociali è in continua trasformazione, è adattamento della sociologia al mutare della realtà.
  • S.N. un esperimento può ripetersi innumerevoli volte sempre uguale, conoscono un progresso interno che si basa su scoperta di nuovi metodi.

Altre scienze che hanno per oggetto fenomeni sociali:

Sociologia e altre scienze

  • Sociologia – storia: approccio storia è idiografico (carattere specifico), approccio sociologia è nomotetico (carattere comune). La sociologia va oltre il caso singolo e mira a scoprire degli universali validi in ogni tempo e luogo, libera da condizionamenti storici;
  • Sociologia – diritto: la sociologia si occupa dell’essere, il diritto del dover essere;
  • Sociologia – economia: diverso tipo di astrazione del soggetto agente e della sua azione. In Economia il soggetto effettua istruttoria e agisce con razionalità, in sociologia non sempre c’è l’istruttoria.
  • Ergonomia: studia l’uomo al posto di lavoro. Compie un’astrazione nei confronti del soggetto agente (es. un movimento può essere dis-economico da punto di vista strumentale ma soddisfare un qualche bisogno espressivo del soggetto);
  • Sociologia – scienze psicologiche: uno stesso comportamento è frutto sia di condizionamenti sociali (sociologia) sia di condizionamenti interni al soggetto (psicologia).

Capitolo 2: Il controllo sociale

L’azione sociale

La sociologia studia il comportamento dei membri della società, ma non tutti i comportamenti sono oggetto della sociologia. La sociologia studia l’azione sociale, ossia la quota di comportamenti socialmente condizionata.

Weber: L’azione umana è sociale nella misura in cui essa tiene conto del comportamento degli altri e ne è a sua volta influenzata.

Ci sono due criteri perché un’azione sia sociale:

  • Interazione: azione in prospettiva di un rapporto con gli altri.
  • Conferimento di significato: azione deve essere segnale o simbolo per altri.

Durkheim: l’azione è sociale se corrisponde a uno dei modi di pensare, agire e sentire presenti nella cultura.

Suicidio: per D. fenomeno sociale. Se una volta la società si limitava a prenderne atto oggi lo studia, è un fenomeno regolare con tasso costante e prevedibile studiandolo in base al livello di integrazione sociale. Per W. non sono suicidi sociali quelli di cui il suicida non spiega il perché o si scusa del gesto.

Coscienza collettiva e coscienza individuale

Collettiva: insieme dei modi di agire, pensare e sentire che compongono l’eredità comune di una data società, trasmessi di generazione in generazione.

  • Modi di agire sono: a) esterni alle persone b) potere di coercizione, si impongono c) ammessi e praticati dalla maggioranza.

Individuale: patrimonio privato di una persona.

La massa della coscienza collettiva varia da società a società. Più intensa e organica è la divisione del lavoro, minore è la massa della coscienza collettiva.

Gerarchia cibernetica

Parsons: l’azione sociale è condizionata dal sistema…

  • Cultura
  • Sociale
  • Personalità
  • Organismo

INFORMAZIONE ENERGIA ASCENDENTE DISCENDENTE + Culturale + Sociale + Personalità + Organismo

È un ordine gerarchico in cui il livello superiore è più ricco di informazione di quello inferiore.

Direzione discendente: è la cultura la fonte di informazione per tutti i livelli successivi.

Direzione ascendente: tutta l’energia proviene dal livello dell’organismo.

Il determinismo

Ogni nostro comportamento si ispira a norme anche se potrebbe sembrare libero. Senza questa normativa, che coinvolge gli atti, il pensare e il sentire, non sarebbe possibile né comunicare né avere relazioni sociali. È la prevedibilità delle azioni degli altri che consente a ciascuno dei consociati di compiere scelte di azioni dotate di senso.

La sociologia si basa su un postulato deterministico, ossia il comportamento è determinato da eventi e condizioni a monte.

Conformità, devianza e varianza

  • Devianza: pratica di un modello vietato dalla cultura.
  • Varianza: facoltà consentita al soggetto, di scegliere fra due o più modelli diversi regolanti lo stesso tema.

Il controllo sociale

Controllo sociale: insieme delle sanzioni, dei processi e delle iniziative che una comunità elabora e impiega per assicurare la conformità alle norme e ai modelli, prevedendo la devianza e riportando il deviante a conformità.

  • L’intensità del controllo sociale presente in una determinata società non è in relazione con il tipo di regime politico in essa vigente.
  • Qualsiasi sistema sociale esercita controllo sui propri componenti e ogni soggetto è sottoposto a tanti livelli di controllo sociale quanti sono i sistemi cui partecipa.
  • Serve soprattutto per assicurare e rafforzare la conformità.

Le sanzioni

Sanzioni: risposte a comportamenti devianti o a comportamenti conformi alle norme.

  • Fisiche
  • Sociali (es. broncio dei genitori ai figli, pacca sulla spalla)
  • Economiche
  • Soprannaturali (legate a credenze religiose, magiche e superstiziose)

I limiti delle sanzioni:

  • Scarsa capacità di incanalare e modellare preventivamente il comportamento dei soggetti (nessun sistema sociale potrebbe basarsi solo su sanzioni, è desiderabile che le modalità di controllo siano il più possibile anticipatorie).
  • Costo (prima viene fatta sempre un’istruttoria e poi l’irrogazione della sanzione).

I meccanismi – I processi

Gran parte del lavoro di controllo sociale viene svolto attraverso meccanismi (struttura + processo).

  • Divisione del lavoro: la scansione del lavoro globale in mansioni avviene secondo una logica che non è quella dei singoli bensì del processo, i singoli devono quindi adattarsi. Consiste nella 1) moltiplicazione degli agenti di controllo sociale e 2) nella loro straordinaria vicinanza al destinatario.
  • La socializzazione: processo attraverso il quale alla comunità vengono trasmessi i valori, le norme ecc… ed è la modalità più efficace di controllo sociale; l’agente più importante è la famiglia. Porta alla formazione del superego, ossia la parte della personalità che conosce la differenza fra il bene e il male, ma è anche in grado di sanzionare negativamente o positivamente il soggetto.

I meccanismi – Le istituzioni

Complesso di norme e consuetudini formalmente definito, ispirato a valori che, in un’area di esperienza di particolare interesse societario, regola i rapporti tra i soggetti coinvolti in tale esperienza. Una parte delle norme ha come destinatari i soggetti esterni che entrano in contatto tra loro. Necessarie per tenere sotto controllo le iniziative, a base pulsionale, dei soggetti.

  • Matrimonio: per controllare pulsioni e bisogni erotici. Le pulsioni personali non vengono negate o represse ma riconosciute e sottoposte a incanalamenti e limitazioni.
  • Esequie funebri: i sentimenti che si provano in situazioni di lutto possono accompagnarsi a regressione sociale, cioè ad una mancata o ridotte implementazione dei ruoli sociali che gravano su ciascuno di superstiti — pericoloso per il sistema sociale.
  • Cura medica
  • Sacrificio: svolge, al di là di atto di culto, funzioni latenti per la società. Controllo di pulsioni di ostilità/aggressività verso gli altri partecipanti alla vita sociale. Limitazioni: modalità svolgimento e scelta vittima. Oggi resta solo in forma simbolizzata (es. nella messa). Le pulsioni aggressive sono però rimaste e vengono incanalate secondo nuove modalità, cui partecipano i mezzi di comunicazione di massa, la magistratura, le agenzie che gestiscono il tempo libero.
  • Luna di miele: funzione terapeutica perché con l’esperienza amorosa si tende a trascurare l’implementazione dei ruoli sociali e una sorta di regressione sociale dei soggetti coinvolti. Assecondamento delle pulsioni fisiche, affettive ed emozionali. Limitazioni: durata, luogo (tutti prestabiliti). Ritorno dalla luna di miele = richiamo alla vita di prima.

Le iniziative anticipatorie

Reazione, da parte degli organi di controllo del sistema, a comportamenti dei soggetti che di per sé non violano delle norme, ma che, se ripetuti e generalizzati, porterebbero a conseguenze disfunzionali.

Fonti di integrazione nei sistemi sociali

Il controllo sociale è diretto a fornire al sistema quel livello di integrazione indispensabile per funzionare. Fonti di integrazione sono:

  • Norme imposte dal sistema: vietano ai membri un dato comportamento. Fonte insoddisfacente per costo (in caso di trasgressione, delle sanzioni), le norme non sono mai perfettamente integrate tra loro (doppia loyalty: partecipazione dello stesso soggetto a due sistemi di livello diverso, uno incluso nell’altro).
  • Processi d’interdipendenza delle parti: nelle società semplici le parti sono eguali tra loro, nelle società complesse, basate sulla divisione del lavoro è proprio questo che favorisce l’integrazione.
  • Modelli interiorizzati: insieme di valori che vengono trasmessi agli individui (socializzazione) e interiorizzati, entrando a far parte della personalità. Interiorizzazione perfetta quando il soggetto conosce a norma e provvede egli stesso a sanzionare la propria conformità o devianza.

Il problema dell’autonomia dell’individuo

I gradi in autonomia concessi all’individuo nelle società semplici sono assai minori rispetto a quelli disponibili in società complesse.

  • Spencer: diminuzione del potere esercitato dalla società sull’individuo. Crescono le autonomie e le libertà; cresce individualismo.
  • Durkheim: l’integrazione offerta dalla divisione del lavoro consente alla società di far a meno di una grossa quota d’integrazione fornita da norme costrittive. L’integrazione di unità diverse tra loro avviene grazie alla loro stessa complementarietà. Si ha centralizzazione crescente proprio nelle società caratterizzate da divisione del lavoro.

Capitolo 3: Il modello di sistema

Elementi del modello sistematico

  • Modello: riproduzione/ricostruzione selettiva e semplificata della realtà stessa. Deve essere “economico” (contenere solo gli elementi che effettivamente sono rilevanti al compito) ed “esaustivo” (contenere elementi che effettivamente interessano).
  • Sistema: insieme di parti, legate tra loro da organizzazione e caratterizzato da determinati confini nei confronti del suo ambiente.

Applicare il modello sistematico ad una realtà significa affermare l’utilità di esaminarla come un’entità complessa di cui occorre individuare le parti, la loro organizzazione e i confini che separano tale entità dall’ambiente. La qualità di sistema attribuita a un’entità complessa non comporta riconoscimenti legati all’essenza o ad altri giudizi di valore, ma semplicemente un giudizio di utilità. Senza un minimo di organizzazione tra le parti non si può parlare di sistema, sono possibili infinite modalità di organizzazione. Sistematica: nuova scienza, il cui oggetto è il sistema astrattamente inteso, modello ideale cui sono riconducibili tutti i sistemi concreti. La realtà ha subito un’evoluzione in senso sistematico.

Le parti del sistema

Un sistema è composto da diverse parti, diverse a seconda del tipo di sistema

  • Sistema sociale
  • Sistema simbolico
  • Sistema di personalità

L’individuazione delle parti di un sistema è un momento essenziale di qualunque analisi sistematica.

L’organizzazione del sistema

Organizzazione: insieme delle relazioni stabili e ripetute delle parti tra loro, attraverso il quale il sistema si assicura 1) una certa integrazione 2) il raggiungimento di certi obiettivi. Per i sistemi sociali questa organizzazione non dipende tanto dai regolamenti e dalle prescrizioni formali che gravano sulle parti del sistema, quanto dai meccanismi e processi istituzionalizzati che regolano il funzionamento di tale sistema.

Uno dei meccanismi più importanti è la divisione del lavoro. Maggiore è la divisione del lavoro presente in un sistema, maggiore è la sua organizzazione. La presenza in un sistema sociale di parti specializzate è già di per sé un indicatore d’integrazione elevata.

Lavoro: qualunque attività, iniziativa e persino un semplice atteggiamento che concorre direttamente 1) al raggiungimento degli obiettivi del sistema e 2) alla sua integrazione. Maggiore il numero di sfere di vita conferito nel sistema dai suoi componenti, maggiore la divisione del lavoro (e quindi maggiore l’organizzazione) del sistema.

Ricapitolando:

  • L’organizzazione serve ad un sistema per ottenere l’integrazione 1) raggiungere i propri obiettivi 2)
  • L’organizzazione è ottenuta attraverso norme 1) divisione del lavoro (maggiore divisione del lavoro, maggiore la sua organizzazione) 2)
  • Maggiore è il numero di sfere di vita conferito al sistema dai suoi componenti individuali, maggiore l’organizzazione del sistema.

I confini del sistema

Immateriali e vengono spesso solo simbolizzati, per coglierli è necessaria un’analisi. Confine: differenza che tende ad essere mantenuta con l’ambiente (es. “i giovani” non sono un sistema perché non hanno confini, sono delle categorie sociali). Esiste un’associazione diretta fra il grado di organizzazione di un sistema e la forza dei suoi confini.

Esercizi di riconoscimento degli elementi di un sistema

Non solo il sistema societario ma qualunque sistema sociale elabora proprie modalità di controllo sociale verso i propri componenti.

Sistema del diritto privato italiano:

  • Parti: singole norme
  • L’organizzazione è affidata a 1) principio di gerarchia delle norme e 2) affermazione di completezza del diritto.

Forma percepita come sistema (psicologia delle percezioni):

  • Prima: percezione figura o oggetto come somma delle relazioni delle tracce lasciate nell’apparato percettivo dagli stimoli di corrispondenti a singole caratteristiche di tale figura o oggetto.
  • Poi: psicologia della Gestalt (=forma), percezione di un oggetto non risultato finale ma giunge prima dei suoi elementi costituenti.
  • Percezione: sistema, entità più complessa della semplice somma delle sue parti.

Sistema aperto e sistema chiuso

Ambiente: il contesto in cui il sistema si colloca, e delle cui caratteristiche deve tenere conto per adattarsi. La complessità dei rapporti di un sistema con il suo ambiente varia da un sistema all’altro; è in relazione con la complessità organizzativa del sistema stesso. Sistemi a bassa organizzazione non possono fronteggiare che ambienti semplici, se collocati in ambienti complessi, ne compiono una semplificazione — cioè sono sensibili solo a poche caratteristiche di tali ambienti.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mircovice90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Morandi Emmanuele.
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