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Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Cerroni, libro consigliato Manuale di Sociologia, Smelser

Riassunto per l'esame di Sociologia Generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Manuale di Sociologia, Smelser consigliato dal docente Cerroni. Gli argomenti trattati sono i seguenti: i metodi di ricerca sociologica, la cultura, la struttura sociale.

Esame di Sociologia generale docente Prof. A. Cerroni

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Metodi di ricerca sociologica:

 INDAGINE CAMPIONARIA (SURVEY) = Data una popolazione (insieme di individui legati da una o più

caratteristiche comuni), si seleziona un campione (gruppo di individui, scelti accuratamente) che

verrà sottoposto a domande (questionari, interviste…). I risultati ottenuti vengono comparati e si

determinano le scoperte derivanti;

 RICERCA ETNOGRAFICA (R. SUL CAMPO) = Ci si reca direttamente sul posto. Utile per esempio per

indagare la vita in un certo luogo o in un certo gruppo ecc. E’ importante non farsi riconoscere come

studioso, ma fingersi parte del gruppo per ottenere i risultati migliori grazie alla naturalezza delle

azioni;

 

RICERCA STORICA = es. di Max Weber, ricerche sui suicidi tra i protestanti (risultato maggiore

tendenza a suicidarsi da parte dei calvinisti, perché hanno un’indole incline a sentirsi soli). Utile

perché dal passato si può spiegare qualcosa del presente;

 RICERCA SPERIMENTALE = Ambiente artificiale (laboratorio). Si parte da una ipotesi, che

costituiscono una o più teorie. Per verificarne l’attendibilità si scelgono due gruppi, aventi il più

possibile caratteristiche uguali (se fossero diversi la loro diversità potrebbe essere a monte di

eventuali differenze di reazioni); a un gruppo (gruppo sperimentale) viene data un’informazione

(variabile indipendente) e all’altro (gruppo di controllo) no. Si osserva come il gruppo sperimentale

reagisce in seguito all’informazione fittizia ricevuta e se anche il gruppo di controllo ha la stessa

reazione allora l’ipotesi è smentita, altrimenti è confermata.

 FOCUS GROUP = gruppo di ricercatori che esegue un’indagine partendo dalle proprie situazioni o

esperienze (es. cosa ti evoca il terremoto? E ognuno dice la sua). Essendo un gruppo di varie persone,

può portare a risultati obiettivi. È molto comune, poi, il metodo della videoregistrazione

dell’incontro, cosicché, riascoltando, si possono cogliere aspetti non notati all’incontro stesso e

ricostruire la situazione stessa.

 INTERVISTA = Metodo giornalistico. Attraverso un dialogo, composto di domande e risposte, ci si

attende risposte veritiere e libere: perché ciò avvenga è necessario che l’intervistatore si dimostri in

aperto e attento ascolto. CULTURA

KULTUR (Tedesca) CIVILIZAZION (Francese)

= irruenza, severità = aristocrazia, falsa cortesia

CULTURA = insieme di comportamenti, norme, valori, conoscenze che fanno parte di una data società e che

deve la sua conservazione alla trasmissione alle generazioni nuove (attraverso l’apprendimento).

Perché è importante? Perché agevola 2 atteggiamenti:

 SOCIALIZZAZIONE = Processo di in-culturazione, cioè di inserimento di un soggetto all’interno di una

data cultura, quindi di una società di riferimento. Avviene tramite un altro processo, l’ac-

culturazione, cioè l’insegnamento degli elementi costitutivi di una data cultura:

1. SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA famiglia;

2. SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA ambiente culturale circostante;

3. (SOCIALIZZAZIONE TERZIARIA formazione (lifelong learning).

 IDENTITA’ DI GRUPPO = Solidarietà tra membri di uno stesso gruppo ma conflitto con quelli differenti

(es. linguaggio = fenomeno sociale, mezzo di trasmissione della cultura) ETNOCENTRISMO =

Atteggiamento secondo cui una società si ritiene superiore alle altre. L’errore di fondo che conduce

all’etnocentrismo è l’incapacità di pensare secondo il RELATIVISMO CULTURALE (= si può capire una

cultura soltanto mettendosi nel suo punto di vista e quindi comprendendo la sua realtà di

riferimento. Esistono UNIVERSALI CULTURALI (= Elementi che si mantengono in ogni cultura)? Ne

esistono molti (sport, cibo, arte, istruzione…) perché sono elementi che ogni società include e

conosce, ciò che cambia è solo la forma, il modo in cui si presentano.

Elementi della cultura:

 CONCETTI = Astrazione di esperienze condivise dalla società;

 RELAZIONI (tra gli elementi del mondo) = ogni società attribuisce agli elementi della realtà relazioni

differenti a seconda del livello di alfabetizzazione e di esperienze praticate;

 VALORI = Finalità a cui tendono i comportamenti umani. Sono “raccolti” nell’IDEOLOGIA di una

società (= Studio delle idee), cioè l’insieme dei valori e concetti che reggono la società.

 REGOLE = Norme, sancite per far rispettare i valori. Hanno senso solo in vista di sanzioni (positiva =

premio, negativa = punizione).

Problemi nella cultura:

 ANOMIA = Caduta delle ideologie di una cultura, dovuta a mutamenti troppo radicali al suo interno;

 RITARDO CULTURALE = I mutamenti materiali di una società sono troppo rapidi e le norme sociali

non riescono ad adattarsi allo stesso ritmo;

 SUBCULTURE = Gruppi di individui all’interno di una cultura più ampia. Non sempre si uniscono per

contrastare la cultura di appartenenza, a volte sono soltanto legati da interessi concordanti;

 CONTROCULTURE = gruppi che, formatisi all’interno di una società, complottano per ostacolarne i

principi. A volte diventano fonte di conflitto con la cultura dominante, altre volte vengono assorbiti

nei principi di essa (conflitto costruttivo).

STRUTTURA

SOCIALE

SOCIETA’

AGRICOLA ORTICOLA CACCIA E RACCOLTA INDUSTRIALE

(Cibo per la popolazione) (Cibo per se stessi) (nomadi antichi) (Evoluta)

INDIVIDUO ASCRITTO (es. figlio, italiano…)

STATUS 1 STATUS 2 SATUS … ACQUISITO (es. madre, dottore…)

SISTEMA DI RUOLI Sì (sanzione +)

RUOLO 1 RUOLO 2 RUOLO… Rispettato? No (sanzione -)

INFORMALI ASPETTATIVE (ALTRUI) FORMALI

SOCIETA’ = Struttura che racchiude tutte le altre. E. Tonnies:

 COMUNITA’ (GEMEINSCHAFT) = Insieme di individui che condividono gli stessi valori e ideali: è

un’unione informale e i suoi componenti assumono comportamenti che rispondono a logiche di

solidarietà e fraternità collettiva, poiché si tratta di legami principalmente di parentela o di stretta

amicizia;

 SOCIETA’ (GESELLSCHAFT) = Individui che fanno parte di ISTITUZIONI (ruoli e scopi formalizzati): i suoi

membri sono come componenti di un grade organismo che per funzionare necessita il lavoro

specializzato di tutti i suoi organi, che collaborano tra loro per il migliore funzionamento allo scopo

del benessere generale. Il contesto è quindi più formale.

STATUS = Condizioni sociali con cui un individuo viene identificato nella società;

RUOLI = insieme di comportamenti propri di un certo status, costruiti sulle ASPETTATIVE comuni.

COMPORTAMENTO dell’individuo = risultato del modo in cui interpreta le aspettative legate al suo ruolo.

SISTEMA DI RUOLI = Insieme di tutti i ruoli dei vari status che il soggetto riveste. Da esso possono generarsi:

 CONFLITTO DI RUOLI = Tra ruoli di status diversi

(es. essere genitore richiede ampia presenza a casa, SEPARAZIONE DEI RUOLI

ma una madre lavoratrice deve anche passare molto

tempo a lavoro);

 TENSIONE DI RUOLO = Tra ruoli di uno stesso status

(es. un assistente sociale dev’essere comprensivo e PRIORITA’ DI RUOLO

disponibile, ma di fronte a certe situazioni dev’essere

distaccato e freddo).

GRUPPI = Insieme di individui che agiscono in maniera strutturata (secondo modelli) e legati da senso di

appartenenza (INGROUP\OUTGROUP = Distinzione membri\esterni)

GRUPPO PRIMARIO (informale) GRUPPO SECONDARIO (Formale)

= Poche persone, legate da stretti legami personali, con = persone con scarsi legami personali tra loro, con obiettivi ben

ruoli non specializzati e obiettivi indifferenziati definiti e definiti con ruoli specifici.

ORGANIZZAZIONI GRUPPI CARISMATICI ISTITUZIONI TOTALI

BUROCRAZIA (Struttura gerarchica; divisione del lavoro; regole scritte prestabilite; fedeltà all’organizzazione)

PREGI DIFETTI

- Produttività (organizzazione dei ruoli\compiti) - Incertezza (riguardo a mezzi o obiettivi)

- Potere (dominio dell’uomo sulle situazioni) - Influenze ambientali (fattori politici, economici)

- Comunicazione - Conflitto (per l’autorità o per ruoli diversi)

- Regole (norme) - Patologia (Merton=introiezione della mansione)

ISTITUZIONI = Insieme di STATUS e di RUOLI volti a soddisfare BISOGNI SOCIALI

ISTITUZIONI

BISOGNI SOCIALI

COMUNICAZIONE PRODUZIONE DISTRIBUZIONE PROTEZIONE RICAMBIO CONTROLLO

RISORSE

TERRA LAVORO CAPITALE ORGANIZZAZIONE (delle precedenti)

SOCIALIZZAZIONE

Cos’è? Processo di inserimento di un individuo nella società, in una cultura di riferimento. E’ un processo

continuo, che non si conclude ad un’età;

Come avviene? 3 presupposti:

 Aspettative di ruolo = comportamento che ci si aspetta dall’individuo da socializzare;

 

Propensione alla conformità perché tendiamo a conformarci?

1. Gran parte dei comportamenti umani sono appresi e non innati;

2. I nostri predecessori hanno scelto che cosa farci apprendere, quindi abbiamo

acquisito certe abitudini, che sono nate anche dalle aspettative altrui su di noi.

Fallimento della socializzazione a causa delle modalità con cui la si attua (es. rigidità porta a ribellione)

 

Modifica del comportamento da quali fattori è determinato il comportamento umano?

TEORIE DELLA PERSONALITA’

1. Cooley Io riflesso = 1) come penso che gli altri mi vedano; 2) reazione degli altri

a come penso che mi vedano; 3) mia reazione alla loro reazione; stretta

2. Mead sviluppo che porta dall’infanzia, con l’egocentrismo radicale, relazione

alla capacità di concepire anche il pensiero di altri, diverso dal proprio. Società-

Si passa quindi dal gioco imitato al gioco libero e, infine, al gioco di gruppo. Personalità

3. Freud 3 componenti della personalità: 1) Es = puri istinti, principio del piacere; Conflitto

2) Io = principio della realtà, come posso soddisfare quell’istinto coi mezzi individuo-

che possiedo; 3) Super-io = principio della moralità dei miei comportamenti; società

4. Piaget Sviluppo stadiale secondo l’età: relazione sviluppo della personalità – sviluppo cognitivo

5. Kohlberg Sviluppo morale in fasi, indipendenti dall’età

 

6. N. Elias SOCIOGENESI (formazione della società) corrisponde a PSICOGENESI (dell’individuo)

MODELLI DI RIFERIMENTO:

 WEBER = La cultura di appartenenza influisce alla maturazione di un certo “spirito”

della personalità individuale;

 FREUD\KOHLBERG = controllo delle pulsioni secondo il principio morale. (vedi

anche divario Kultur – Civilizzaciòn) 

Perdita di spontaneità (RAZIONALIZZAZIONE + DISINCANTAMENTO) è sempre in atto un divario

nella personalità umana: lo slancio verso il coinvolgimento (fatto non sociale, perché avviene nel

nostro intimo) e la necessità di distacco (fatto sociale, coinvolge la società intorno a noi). A volte

serve uno, a volte l’altro. Mente e corpo sono necessariamente uniti (“L’errore di Cartesio”)

Fattori che determinano il comportamento umano:

1. CONTESTO BIOLOGICO SOCIOBIOLOGIA = Presenza di geni responsabili di ogni

comportamento umano (comportamento in larga parte trasmissibile geneticamente

e per evoluzione).

2. CONTESTO CULTURALE di riferimento.

AGENTI DELLA SOCIALIZZAZIONE

1. PRIMISSIMA INFANZIA Apprendimento di abitudini permanenti, quasi totalmente ineliminabili.

AGENTI Famiglia + figure strette (babysitter, balia…)

2. INFANZIA E ADOLESCENZA Ricerca di autonomia

AGENTI Mass media

Insegnanti

Gruppo dei pari (amici)

Differenze culturali (etniche, religiose, di classe…)

IMITAZIONE = Ripetizione fedele di comportamenti visti da altri (soprattutto

METODI DI adulti)

SOCIALIZZAZIONE IDENTIFICAZIONE = Acquisizione inconsapevole di atteggiamenti imparati da

quelli altrui e introiettati in noi stessi.

VERGOGNA = Dovuta ad altri (quando qualcuno ci coglie “con le mani nel

sacco”

SENSO DI COLPA = Dovuto a noi stessi (ci rendiamo conto di fare qualcosa di

scorretto e siamo pentiti

DEVIANZA

Cos’è? Fenomeno secondo il quale un individuo si comporta in maniera non conforme alle aspettative e

alle norme (formali o informali) della società. E’ un concetto relativo, perché dipende da cosa si intende per

NORMALITA’, a volte ambiguo, perché in certe circostanze un comportamento teoricamente deviante può

in realtà diventare la norma perché accettato da quasi tutti, e potenzialmente soggetto a mancanza di

consenso universale (alcuni possono avere pensieri discordanti con quelli dell’intera società e non

considerare deviante quello che per la società stessa lo è).

La devianza non è propriamente un fatto circoscritto e ben definito, essa è un processo, una “carriera”, con

una propria genesi, che può essere schematizzata così:

 RULE-MAKING = Costruzione di determinate regole\leggi;

 RULE-ENFORCING = Il rafforzamento nella società di tali regole;

 RULE-TRANSMITTING = La trasmissione delle regole alle generazioni future (quindi il conservarsi

delle regole stesse);

 LABELLING = Etichettamento (primario = definire uno deviante; secondario = identificare se stessi

come devianti, introiettare). TEORIE DELLA DEVIANZA

1. SPIEGAZIONE BIOLOGICA (Lombroso, Sheldon) relazione tra tratti del corpo – comportamento

deviante “tipi” = soggetti devianti (endomorfo = grassoccio e socievole, mesomorfo = spigoloso e

insensibile o irrequieto = tipico criminale, ectomorfo = sottile e fragile, timido e introspettivo…);

2. SPIEGAZIONE PSICOLOGICA (Freud) relazione tra difetti mentali (ritardo, psicopatia…) –

comportamento deviante;

3. SPIEGAZIONE SOCIOLOGICA TEORIA DELL’ANOMIA (Durkheim) = Succedono profondi

cambiamenti nella società e le esperienze degli individui

non sono più conformi alle tipiche METE CULTURALI

TEORIA DELLA TENSIONE (Merton) = Divario tra METE

CULTURALI e MEZZI ISTITUZIONALI e ci sono 5 tipi di

comportamento, deviante o meno*

TEORIA DELL’ETICHETTAMENTO (PRIMARIO, SECONDARIO)

CRIMINOLOGIA RADICALE = Conflitto tra classi dominanti,

che impongono le proprie leggi e classi inferiori, sottomesse

TEORIA DELLA DISGREGAZIONE SOCIALE e TEORIA DEL

LEGAME SOCIALE = la mancanza di relazioni sociali tra

individui stimola alla devianza; la costruzioni di solidi legami

affettivi, invece, la allontana;

Ha senso parlare di devianza partendo dal presupposto che esista un controllo sociale, cioè l’insieme di

norme, valori e regole che una società possiede:

 CONTROLLO FORMALE = Leggi (polizia, tribunale…)

 CONTROLLO INFORMALE = Pressione sociale (censura, persuasione, ricompense sociali)

Di fronte alla devianza si possono tenere 2 atteggiamenti:

 RESISTENZA = Cerchi di opporti per tenerla lontana e resisterle;

 RESILIENZA = Logica progettuale: trasformi quel problema in un’opportunità attraverso soluzioni

alternative. CIVILIZZAZIONE

Norbert Elias  Processo (continuamente operativo) di costruzione di norme, valori, ideologie di una

società.

In modo simile a Weber, dice che la cultura di appartenenza influenza la mentalità individuale:

PSICOGENESI SOCIOGENESI.

La società impone un monopolio, che costringe l’individuo all’autocontrollo delle emozioni

(razionalizzazione) + disincantamento (perdita di fiducia nel sovrannaturale) Passaggio da

“Kultur” a “Civilizzaciòn” È un fatto sociale,

Non è un FATTO SOCIALE perché coinvolge la

COINVOLGIMENTO DISTACCO

perché avviene nell’intimo civiltà intorno a noi

dell’individuo ROMPE L’EQUILIBRIO EMOTIVO =

portarsi fuori dalla situazione

presente per non lasciarsi schiacciare

dalla situazione presente

METODO SCIENTIFICO TRADIZIONALE

1. OSSERVAZIONE

2. CATEGORIZZAZIONE

3. IPOTESI

4. CONTROLLO

Movimento a spirale per affrontare una situazione (a partire da 2 concetti limite):

COINVOLGIMENTO

DISTACCO

RICOINVOLGIMENTO

( )

Ritorno alla situazione per rivalutare le emozioni

SOLUZIONE

DISUGUAGLIANZE

DISUGUAGLIANZA = Condizione secondo cui un individuo si trova in squilibrio rispetto ad altri e non gode

degli stessi poteri o benefici sociali ed economici.

 Un classico esempio di disuguaglianza, è comunemente associato alle differenze di ricchezza tra classi

sociali ma anche tra Stati: per parlare di povertà, però, bisogna distinguere 2 concetti:

 POVERTA’ ASSOLUTA è quando una persona non ha abbastanza risorse (finanziarie) per

provvedere ai propri bisogni di base (mangiare, vestirsi, lavarsi…), dunque si rifà ad uno

standard, che è il livello sotto il quale un soggetto si può definire povero;

 POVERTA’ RELATIVA è, invece, riferito al confronto con il benessere altrui (un operaio può

non essere necessariamente povero in maniera assoluta, ma si può considerare meno

benestante rispetto ad un imprenditore di una multinazionale).

 Un altro ambito interessante soprattutto nel nostro periodo storico, in cui si riscontra la questione

della disuguaglianza, è quello relativo alla mobilità sociale (= Possibilità che la società offre agli

individui di passare da una classe sociale ad un’altra, o da una mansione ad un’altra):

MOBILITA’ INDIVIDUALE MOBILITA’ COLLETTIVA

= Cambiamenti di posizione dell’individuo all’interno = Mobilità dei gruppi.

del sistema di stratificazione. M. INTERGENERAZIONALE

MOBILITA’ VERTICALE MOBILITA’ ORIZZONTALE (in una famiglia ex operaia che acquista

= da uno status all’altro = in uno stesso status fama, il figlio nasce già più altolocato)

ES: da insegnante a preside ES: da vendita di immobili M. INTRAGENERAZIONALE

a vendita di vestiti (self-made man)

 Si parla, poi, ancora oggi, di disuguaglianza etnica: prima di tutto, a questo proposito, è bene fornire

alcune definizioni:

 ETNIA è la parola con cui si indicano gruppi, all’interno di una popolazione, costituito di

soggetti che condividono tratti fisici e culturali unici, riconosciuti sia dai membri sia dagli

esterni e con una coscienza di comunità, di fratellanza e di valori (es. i neri d’America, gli

zingari…)

 RAZZA si usa, con valore negativo, per etichettare un gruppo a cui vengono attribuite

caratteristiche biologiche (reali o meno) e che vengono trattati, di conseguenza, in maniera

diversa dagli altri. Poiché, più che un insieme di dati reali, si tratta di una costruzione sociale,

questa definizione ha portato, a concepire sentimenti di discriminazione (odio e isolamento

del diverso) e quindi alla concezione di altri gruppi come biologicamente inferiori, cioè quella

corrente negativa che è il razzismo, manifestato non solo a livello interpersonale e sociale,

ma anche politico (il caso più eclatante è quello del nazismo\fascismo) ed economico.

Le cause della disuguaglianza etnica sono riscontrabili nei caratteri individuali (alcune società hanno

forte dipendenza dall’autorità, quindi sono portati ad aggressività e pregiudizi verso gli estranei),

nelle relazioni sociali tra popoli diversi (se sono scarse, ci sarà anche scarsa apertura) e nei contesti

economici (in moltissimi stati le minoranze sono penalizzate e toccano loro i lavori meno retribuiti =

lavori delle 5 P –pag. 207).


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samy.94-

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher samy.94- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Cerroni Andrea.

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