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Il processo di inclusione ed esclusione

Il processo di inclusione ed esclusione si basa non solo sulla legge, ma anche sulla dimensione spirituale, l'anima. La tensione tra l'uomo morale che obbedisce alla legge e il soggetto della scelta è il nucleo fondamentale della coscienza tragica.

Dal mito alla tragedia: nascita del soggetto etico

La riforma politica e del diritto sono affiancate dalla riforma culturale con l'affermarsi di una nuova visione del mondo fondata sullo spirito tragico. La riflessione sull'essere porta alla scoperta del tragico, ovvero alla consapevolezza dell'esistenza umana che si fonda su una contraddizione irrisolvibile, cioè sui contrari.

Per Girard, la tragedia è figlia della violenza impura, poiché la vittima sacrificale mostra il diffondersi della violenza. Si deve parlare di disimbolizzazione, cioè la rappresentazione del dramma vissuto dall'uomo (angoscia, colpa ed espiazione). La conquista di nuovi significati ha portato a una nuova coscienza e a una nuova organizzazione sociale.

Si pone al centro la colpa e la morale non è più un messaggio edificante, ma la coscienza della colpa, la cui origine è nella tendenza dell'uomo di andare oltre i propri limiti. L'assunzione della colpa mette in moto il processo di purificazione. Nasce una coscienza individuale, non separata da quella collettiva, e questo significa che all'uomo morale, colui che rispetta le leggi vigenti, si affianca il soggetto etico, colui che si assume la responsabilità delle sue colpe. L'etica è un atteggiamento interiore, mentre la morale è un insieme di norme e valori che caratterizzano un dato ordine sociale.

Due tipi di diritti: divino e umano

Si assiste poi alla formazione di movimenti religiosi, i quali si opposero alla morale civica e riproposero un discorso di salvezza individuale attraverso la realizzazione di un ideale di purezza. Alcuni movimenti chiedevano all'individuo di accettare le colpe del gruppo e di identificarsi con esso, altri chiedevano all'individuo di tornare in contatto con le sue radici esistenziali attraverso un processo di purificazione della sua natura.

Il concetto di psiche

Il concetto di psiche si deve all'orfismo e al pitagorismo. Diventa così il tratto distintivo della persona umana. L'anima non coincide con la coscienza empirica, si afferma. Si afferma così l'idea dell'individuo in quanto entità separata. L'anima permette di cercare nell'attività riflessiva dell'individuo la causa, l'origine, delle colpe. È con essa che l'anima subisce un cambiamento profondo e diventa emozione elevata verso l'origine.

L'angoscia è processo e non stato. Non produce rifiuto della degenerazione tragica. Il Super Io nasce con la formazione dell'uomo nella polis. Il processo di moralizzazione che aveva come scopo il processo di omologazione, ovvero di creare un uomo sociale, assurge verso processi stimolanti. Il cittadino, ora colpevole, assume il soggetto etico-politico che è di valore civico, etnico e sociale. L'autocontrollo crea sapere, immaginiamo che il processo della coscienza del sorriso, che è debole e discreta forza della cultura greca.

Razionalizzazione e incarnazione del mito

Nella società romana, il processo di spiritualizzazione non subisce grandi cambiamenti. La storia dell'antica Roma è suddivisa in tre fasi: era arcaica, era repubblicana ed era imperiale.

Era arcaica

La famiglia era l'unità base dell'organizzazione sociale. Prima comunità patriarcale. Stratificazione sociale molto semplice, aristocratica a plebe. Questa era finisce a causa delle lotte dei plebei contro gli aristocratici. Fine monarchia, inizio repubblica. Gli dei, diversi da quelli della Grecia nella loro essenza, scesero in terra al servizio dell'uomo. La religione assume poi i caratteri di una giurisdizione sacra. Nonostante l'affermarsi del pensiero razionale, il pensiero magico era dominante.

Il simbolo coincideva con l'azione il cui fine era quello di influire sugli dei, visti come una forza padrona che governa il corso degli eventi. I riti dovevano ripetersi sempre nello stesso modo, carattere immutabile. L'eterno come nabh. Il risultato di tutto ciò è una cultura durevole (Weber). Gli dei hanno delle precise competenze. La religione doveva regolare le azioni della vita quotidiana al punto di trasformarle in riti. È una religione sociale, legata a una comunità e non all'individuo, se non in quanto membro di una comunità. Morale e religione sono la stessa cosa.

Per spiegare l'inserimento del divino nella storia si riprende il modo in cui nelle società semplici il mito era vissuto. Vivere il mito significa sacralizzare Roma, l'ordine romano, cioè che nel nome si reggi esprimeva un bisogno di stabilità spirituale e politica allo stesso tempo. Il diritto afferma l'idea di cittadino e così essa l'idea di progetti realmente accosta tra il cittadino e il potente. Così le precedenti ese relative apprendono all'uso di muoverci e pianificare.

La vita era posta al servizio degli dei per la gloria di Roma. La guerra diventa un atto eroico. L'incarnazione del mito rendeva la politica razionale. La guerra, le aspirazioni espansionistiche, il soggetto morale è colui che agisce in nome della volontà del dio, facendola divenire la sua volontà. Importante era il ruolo sociale che si aveva per poter usufruire di certi diritti.

Sacrificio e simbolismo

Il sacrificio aveva un ruolo centrale e veniva praticato in diverse forme: per mezzo di un incenso, di un liquido, di vegetali o di vittime animali. L'intrecciarsi del significato religioso e politico emerge da alcuni aspetti del rito. Sacrificare significa mangiare con gli dei, una convivenza tra gli uomini e gli dei. Il sacrificio umano era raro. Al posto dei simboli si erano affermati i segni che esprimevano una sola cosa: il favore o l'ira del dio interpellato. Confidenza reciproca fondata su un patto di fiducia reciproca che doveva essere continuamente monitorata.

Comunità e società: spirito civico e stratificazione sociale (capitolo 11)

Iniziarono a nascere assemblee popolari grazie alle lotte dei plebei. Nonostante tante conquiste, le differenze tra aristocrazia e il popolo non erano diminuite. I plebei ricchi riuscirono ad ottenere delle cariche pubbliche. Venne eliminato il divieto di matrimonio tra aristocrazia e plebei. La transizione effettiva a Repubblica fu con il miglioramento della condizione economica dei plebei. La comunità fondata sui riti era il fondamento della società.

L'intreccio tra religione e politica, tra dei e uomini, ha un carattere morale, poiché si pensava che dal contratto sociale e politico nascesse l'uomo morale. Le norme giuridiche riguardanti la condizione della donna sancirono il patriarcato maschile. Alla donna non era riconosciuta la capacità di amministrare il proprio patrimonio.

L'assetto repubblicano iniziò ad entrare in crisi, aprendo la strada all'età imperiale. Numerose guerre civili nacquero in questo periodo, ma nessuno si poneva il problema di creare un ordine sociale diverso. Coscienza individuale e collettiva erano ormai unite, la morale viene regolata da norme religiose che rimangono pregnanti. Le guerre civili provocavano crisi di valori. L'impero venne formato sul modello familiare. Il ritorno alle origini significava affermare l'identità collettiva in un momento di dubbi individuali.

Crisi sociale e nascita dell'impero: l'eroe si fa dio (capitolo 12)

La struttura di quest'ultima società era la stessa della precedente. La posizione sociale era ereditaria. Il cambiamento è anche nelle gestualità dei riti e dei privilegi. L'accettamento del potere dell'eroe, politico e religioso, portò un cambiamento dal punto di vista delle funzioni e del potere dei diversi organi dello Stato. L'urbanizzazione fu il cuore del processo di civilizzazione che Roma operò nel mondo antico. L'estensione della cittadinanza e il conseguente processo di inclusione non avevano annullato le differenze sociali. La moralità pubblica veniva affidata alla moralizzazione della famiglia e in particolare della donna.

Numerosi cambiamenti avverranno soprattutto nei confronti delle donne riguardanti il matrimonio. Il cambiamento più significativo riguardò l'ereditarietà. L'indipendenza economica portò a una maggiore propensione delle donne a lottare per i propri diritti. L'idea dell'imperatore come uomo-Dio è figlia della dottrina del buon principe diffusasi a Roma con la cultura greca.

Nella cura del sé, la figura del maestro è centrale: esso è il mentore, colui che sa guidare e consigliare. Il rapporto con l'altro assume il ruolo centrale, facendo sì che il giusto rapporto con l'altro sia ritenuto funzionale al raggiungimento di una buona cura di sé.

Vi sono due forme di religione e due forme di morale: una per le masse e una per il principe. I valori si stanno abbandonando. Una nuova era si è affermata a partire da una nuova visione del mondo, da una nuova religione e da una nuova morale: il Cristianesimo. La nuova morale richiede rigore e controllo della propria condotta di vita. La nuova morale, con l'accento sulla condotta ascetica, può portare a una diffusione egoistica che trova nella propria interiorità piuttosto che nelle cose collettive la regola di una condotta di vita.

La crisi culturale e morale è al centro della crisi di un ordine sociale, e la transizione verso un nuovo ordine implica necessariamente la nascita di un nuovo sistema di significati e di simboli.

Sradicamento e ricerca di significati

Perché sono importanti i significati. Chi produce i significati.

Post modernità e società del rischio

Post modernità - Lyotard, trasformazioni sociali molto profonde. Tardo modernità - Giddens. Società del rischio - Beck, da una società industriale a una del rischio. Società riflessiva, cioè affermarsi del dubbio in ogni sfera e demistificazione di ogni ideologia.

Rischio e incertezza. Come l'individuo contemporaneo affronta questa situazione di rischio e di incertezza, ed i suoi effetti influenzano la condizione esistenziale. I temi cruciali sono la coscienza e identità.

Contributo americano

Parsons: formazione della personalità ed usa il Modello Freudiano: Es, Io, Super Io, anche se lo critica affermando che tutte le componenti culturali sono interiorizzate come parte della personalità. Contributo Parsoniano: l'intera personalità è il risultato dell'interazione sociale e dell'integrazione dell'organizzazione sociale.

H. Mead: formazione del sé (Io-Me), la formazione della personalità vista come dell'interiorizzazione dei ruoli e della società.

Contributo europeo

Scuola di Francoforte: Neo freudiani. L'impatto del cambiamento sociale sulla struttura psichica: Id, Io, Super Io. La differenza da Freud: rapporto dialettico tra Psiche e Società. L'impatto della società di massa sull'individuo (principale indagine). Adorno: il regresso causato dalla società, conformismo - paura di essere fuori dal gruppo. Fromm: carattere sociale tipico di ogni individuo in base alla propria società. La società plasma ed evidenzia alcuni tratti rispetto a altri che sono repressi.

Modernizzazione e personalità

Modernità porta individualizzazione e razionalizzazione.

  • Prima modernità: Weber, il dominio della ragione sulle passioni.
  • Seconda modernità: Mann, prevalenza del pessimismo sulla fede.

Società di massa: regressivo - legami con le organizzazioni di massa (fascismo). Individuo incapace di controllare i suoi desideri. Personalità autoritaria nata dalla paura e dall'incertezza.

Dialettica tra libertà e paura

Libertà dai condizionamenti: natura, tradizioni, perdita dei significati, fuga dalla libertà, paura dell'autonomia e della responsabilità. Riesman: carattere sociale è una struttura psichica che porta l'individuo a comportarsi come vuole la società.

Crescita della popolazione e struttura psichica in tre fasi:

  • Fase I: forte crescita, controllo famigliare e adattamento; la struttura psichica: Super Io controlla l'Io.
  • Fase II: crescita della popolazione stagnante: autorealizzazione, ovvero sulla mobilità personale, richiede la formazione di un carattere sociale fondato sull'auto-direzione.
  • Fase III: Declino della popolazione caratterizzata dalla personalità auto-diretta. I pari e mass media diventano un punto di riferimento. Consumismo sostituisce la dedizione al lavoro e la moda la morale.

Società contemporanea

Individualismo radicale, Io sono io, coscienza auto-centrata e non fondata su un "Me" influenzato dalla società. Cambiamento nell’identità. L'assenza di significati porta alla separazione dalle fonti morali.

Lasch: uomo psicologico del capitalismo avanzato e non più uomo economico. Il suo interesse è la cura del sé. Lo minimo: l’indebolimento del Super io sociale ha portato il Super io pre-egoico ad essere dominante, controllato dai sentimenti di aggressività e distruttività. Non vi è più la speranza di trovare una soluzione politica, quindi l’uomo vive in una situazione di ansia. In questo stato l'Io si restringe, occupato alla sopravvivenza, lotta contro il pericolo della disintegrazione personale. Identità adattabile implica una storia personale. L’Io minimo è un io regressivo perché deve concentrarsi sulla sopravvivenza.

Sennet: carattere sono tratti permanenti dell'esperienza emozionale dell’individuo. Uomo flessibile: adattato e angosciato. Io rivolto all’esterno e non collegato al sé. Paura del controllo psicologico, ha paura di fallire, quindi l’Io è adattivo e il sé è frammentato.

Conseguenze negative

Il rischio e l'incertezza hanno un impatto negativo. I nuovi tratti del processi repressivo: vergogna, paura dell'ostracismo e soggezione al gruppo. Beck: tutto ciò può portare all’individualismo radicale e al bisogno di appartenenza. Conformismo produce masse e non persone. Tutto ciò è il processo di repressione sociale. Comportamento irrazionale: ricerca di un leader.

Rimedi

Formazione del soggetto. Esistenzialisti francesi: Simone de Beauvoir, etica dell’ambiguità. Libertà: qualità ontologica che trova espressione nell’azione. Volontà di libertà: è un atto di ribellione, creativo, che ha alle radici la negazione.

Atto di ribellione: è un progetto politico, sociale ed esistenziale tramite cui l’individuo realizza se stesso poiché trova il significato e il disvelamento della sua essenza. L’individuo non crea solo se stesso, ma anche la società. Etica: il distacco dalla scelta dell'individuo tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non coincide con la morale ed è una parte intrinseca del progetto di ribellione. Etica: è il risultato della tensione di trascendere il presente per proiettarsi verso il futuro. Il futuro non è dato. La trascendenza ha origine nelle antinomie che portano l’uomo ad interrogarsi.

Chi sono io

Cavarero: il bisogno di rispondere alla domanda “Chi sono io?” è alla radice dell’identità, un semplice atto di vivere. Il sé e la storia, l’Io il narratore. I due non sono separati. L’identità si fonda sul sé riflessivo e la ricerca della verità muove il soggetto.

Autonomia dell’ontologico rispetto alla dimensione psicologica

Rapporto tra ontologico e psiche. Jung: alla radice della psiche non vi è l'asma ma gli archetipi. Le immagini e la cultura sono espressione degli archetipi. Al centro della psiche vi è un archetipo del sé, che ha una funzione ordinatrice. Individuazione: risponde alla domanda “Chi sono io?” e richiede la presenza di un Io riflessivo capace di scoprire la propria verità. Formare l'identità significa capire la propria esistenza. Riflessività: dialogo tra Io e Sé.

Identità. Integrazione degli eventi individuali con gli archetipi: particolare e universale si fondono. Entrare in contatto con la verità eterna. Modernità: maestra dell’otturmo psicologico. Patologia: massa, uomo collettivo, perdita delle radici. Patologia sociale. Durkheim: natura socio-esistenziale del disagio psichico radicato in un deficit morale da ricondurre a cause sociali e non biologiche.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemiromolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Graziosi Mariolina.
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