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Premessa

Malessere del ceto medio è un’espressione ricorrente nella discussione pubblica. Si tratterà dunque del motivo per cui è importante occuparsi della questione, pur sapendo con poca precisione quanto sta accadendo nella stratificazione sociale. Poco sanno i sociologi, e dunque l’attenzione alle classi sociali torna a crescere. Infatti, la divisione “borghesia-classe operaia” è ormai obsoleta e non è sufficiente per analizzare le dinamiche della stratificazione. I riflettori vanno quindi puntati sul ceto medio.

Classi e ceto medio

Gli effetti di stratificazione visibili nel cambiamento economico stabiliscono la direzione in cui muoversi in cerca delle classi medie. Il termine “Classi” sarà usato riguardo la posizione di mercato e all’economia (è al plurale per rendersi conto della diversità di occupazioni a cui ci si riferisce). “Ceto medio” invece introduce dimensioni culturali e stili di vita (al singolare, perché ci si riferisce al suo insieme unitario). Quindi “Classi” = economia, e “ceto medio” = cultura.

Oggi, la percezione è che il ceto medio sia un insieme di figure sociali in difficoltà: ci si basa infatti sui contratti sociali sotto-stress, e delle difficoltà incontrate dai grandi accordi fra parti sociali. La questione del ceto medio non è la prima volta che si presenta: essa infatti tende a ripresentarsi periodicamente, in modi diversi a seconda delle culture e dei paesi. I fenomeni sociali si manifestano con andamenti periodici. Nel complesso, il malessere del ceto medio sembra essere individuato attraverso connotazioni come impoverimento, perdita di status, perdita di certezza e prospettive: in una sola parola, scomparsa.

Fa parte del Consiglio italiano per le Scienze Sociali (CSS) migliorare la qualità della discussione pubblica su problemi sociali emergenti in vista anche di contribuire alla definizione delle politiche pubbliche nel paese.

Introduzione a una questione complicata

Si può far risalire ad Aristotele una prima idea delle classi medie come tessuto connettivo della società. Le classi medie, oggi, tuttavia, non sono considerate realtà sociali essenziali, bensì destinate a sparire nel corso inevitabile della storia. I sondaggi di opinione ci dicono che percentuali rilevanti della popolazione, in Europa, America e Giappone, si pensano parte delle classi medie. Si parla dunque di classi medie urbane, una categoria nella quale, alla fine dell’800, sarebbero inclusi impiegati, artigiani, commercianti, e che oggi sono circa il 60% della popolazione attiva (era post-industriale).

Si cerca però di capire quali siano le ragioni e la natura del malessere.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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