Estratto del documento

Esame di sociologia generale

Manuale di sociologia della devianza

Devianza: proprietà e fondamenti

Modulo 1: Concetto di devianza

È deviante il comportamento che viola le aspettative istituzionali di una data norma sociale. Questo vale, non solo per Sutherland, Merton, Cohen, ma anche per quei teorici che si sono distaccati dalla tradizionale sociologia e criminologia. I labelists non rifiutano la definizione, ma affermano che essa costituisce verità empirica solo quando avviene l’elemento che fa scaturire la “reazione sociale”. Per i nuovi marxisti, la vera devianza sono quei comportamenti che ledono i “diritti umani fondamentali”, e non certi comportamenti della classe lavoratrice, criminalizzati dalle norme dettate dalla classe dirigente. Qualche autore demolisce la categoria di norma sociale ed i suoi correlati concettuali col fenomeno devianza. Affermano che una norma, per essere definita “sociale”, deve beneficiare del “consenso generale”. Ma essendo una circostanza rara, allora risulta un’entità fantomatica, e quindi le norme sociali in realtà non esisterebbero, e quindi la devianza sarebbe un’etichetta arbitrariamente appiccicata.

Però questo risulta essere contestabile, per diversi motivi. In primo luogo, per esempio, il 50% della popolazione è convinto, per esempio, che i drogati vadano puniti, e il restante è convinto del contrario, anzi è convinto che debbano punire quelli che criminalizzano senza ragione. Quindi si è in presenza di due distinti orientamenti normativi, appartenenti a due diversi gruppi. Secondo, non si sa nemmeno il perché si sia stabilito il criterio che uno schema d’azione, per avere rilevanza sociale normativa, deve fondarsi su un “consenso generale.” Da questi valori si formano le norme, e dalle norme scaturiscono le concrete modalità di azione. In sostanza, il fatto che gli schemi di azione attivi in una società non beneficiano in genere di un “consenso generale”, è sempre stato un fatto risaputo. In terzo luogo, nonostante un sociologo affermi, in sede teorica, che non esistono norme sociali, quando è sul campo di lavoro, si trova ad esaminare gruppi confliggenti che avanzano le loro richieste proprio sulla base di motivazioni di tipo normativo.

Chiunque effettui un comportamento non regolare dal punto di vista legislativo, interpreterà e configurerà il suo comportamento come un comportamento giusto e morale. Su questo aspetto hanno insistito Sutherland, Merton, Cohen, Matza, postulando che, il deviante impiegherà “tecniche di neutralizzazione” per far sì che una sua “infrazione” sia considerata legittima.

Teoricamente, la norma sociale appare divisibile in due elementi costitutivi. Il primo è dato da una aspettativa istituzionalizzata. I contenuti dell’aspettativa sono ritenuti giusti, con valori, e quindi pieni di ideali. Il secondo elemento va individuato nella sanzione che è attivata in seguito alla violazione dell’aspettativa. In teoria, più la coscienza sociale valuta grave una violazione, più si ci aspetti una sanzione che vada dal ridicolo all’emancipazione, sino all’attuazione delle più pesanti misure di prevenzione. Ma l’analisi empirica mostra che questa relazione non avviene. Dato ciò, molti teorici si sono soffermati sul fattore “sanzione” più che al fattore “norma”, e cioè all’intervento degli organi, ufficiali, preposti al controllo sociale.

Proprietà della devianza

Quando si parla di devianza, i sociologi intendono riferirsi ad un comportamento che presenta queste proprietà:

  • La devianza si riferisce alle aspettative connesse ad un orientamento normativo.
  • Il comportamento deviante viene individuato come tale da un gruppo, fino a quando muta il gruppo e di conseguenza l’individuazione di ciò che va considerato deviante.
  • Vi è l’individuazione di un elemento situazione; il medesimo comportamento, definito come deviante nell’ambito di una certa situazione, lo può non esserlo in un’altra situazione.
  • Diversi tipi di devianza appaiono intimamente collegati, più che ad un tipo di personalità dell’attore, a determinati ruoli sociali.
  • Il comportamento deviante può assumere intensità e direzione diverse.

Queste sono le cinque proprietà su cui due diversi sociologi della devianza saranno d’accordo sul fatto che sono aspetti principali del comportamento deviante. La discordia delle diverse correnti di pensiero verte sul peso teorico da dare a ciascuna delle cinque proprietà. Ogni filone teorico dà più importanza a una o due delle sopra indicate proprietà, elaborando attorno ad esse varie teorie.

Ad esempio, per il sociologo-criminologo “positivista”, devianti sono la devianza, nel senso che per capire la devianza bisogna capire le motivazioni dell’atto deviante. Quindi per il positivista, ricostruire il momento di distacco dell’attore deviante dall’ordinamento normativo risulta essere di grande importanza. Anche i labelists prendono in considerazione questo tema. Ma per essi la seconda proprietà risulta essere più di rilevanza, causa la loro concezione naturalistica della devianza. L’intervento di gruppi forniti del potere idoneo ad “etichettare” il deviante in quanto tale, crea la devianza.

Per i neo-marxisti, il punto cruciale è nel carattere strutturale della devianza, quindi è di primaria importanza la quarta proprietà; date certe caratteristiche strutturali della società contemporanea, il capitalista deve deviare se vuole restare tale; il proletario deve deviare per sopravvivere. I positivisti sono stati criticati sul fatto che hanno indugiato sulle motivazioni a deviare. Questo tema è presente nei labelists, nei neo-marxisti, ed in altri autori per i quali prendo le distanze dai positivisti. David Matza critica i positivisti per come affrontano il tema della motivazione, e non sul fatto che questo possa apparire irrilevante o insignificante.

La prima proprietà

Considera deviante quel comportamento che viola le aspettative istituzionalizzate di una data norma. Il riferimento della prima proprietà è alle aspettative e non alla norma. In primo luogo, è spontaneo ammettere che i concreti contenuti dell’agire, cioè le aspettative, sono legate alla norma da un nesso logico. Per esempio se in un gruppo vi è la regola di ‘non bere alcolici’, per gli attori del gruppo l’aspettativa da mantenere è ‘non bere alcolici’. Nella maggioranza dei casi, il legame di senso tra la norma e l’aspettativa corrispondente non è di tipo logico, bensì di tipo sociologico, mediati da diversi fattori di diverso ordine. Quindi conoscere la norma non significa che da essa risultano in concreto le aspettative di un comportamento. Si suppone si visitare un contesto sociale sconosciuto; il fatto che vi sono delle norme, non significa che si conoscono in concreto i comportamenti degli individui in relazione a detta norma. Solo l’analisi sul campo le può fare emergere. Secondo T. Parsons, le norme sono in larga misura sviluppi di valori sociali. Attraverso i processi di socializzazione, questi valori vengono appresi ed immagazzinati dai membri della società, soprattutto nel periodo dell’infanzia. In un dato momento, tutti i soggetti sottoposti alla socializzazione saranno sottoposti alle medesime tecniche educative, emergendo così un unico nucleo centrale di valori, atteggiamenti, ecc., costituendo la personalità di base. Dal momento che tutti possiedono un unico identico bagaglio di valori, gli individui dovrebbero una stessa risposta di comportamento. Ma Parsons ha escluso questa ipotesi. Egli afferma che vi è un grado di ne...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Giovanni, libro consigliato Manuale di Sociologia della Devianza, Gennaro Pag. 1 Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Giovanni, libro consigliato Manuale di Sociologia della Devianza, Gennaro Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Giovanni, libro consigliato Manuale di Sociologia della Devianza, Gennaro Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DARIOGEMINI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Giovanni Gennaro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community