Sociologia generale
Tutti siamo sociologi con conoscenze basilari inconsce per interagire nella vita quotidiana. Il primo sociologo fu Mafalda, creata da un redattore, e si pone domande sociali. L’approccio è ingenuo, proviene da un’esperienza diretta o indiretta condizionata dal senso comune ed è una visione schiacciata sul presente.
Sociologia: fonte di critica della società
La sociologia può ispirare la politica. Infatti, si è pensato della sociologia come critica della destra, ma non è così; non determina azioni politiche né attua; non fornisce una conoscenza assoluta ma spunti di comprensione. Si possono individuare tendenze ma non dire ciò che accadrà né stabilire leggi.
Cos'è la sociologia?
È una scienza giovane che non veniva riconosciuta (è o non è una scienza?). La sociologia è la scienza che studia le diverse forme di vita umana associata; cioè si occupa dello studio della vita di persone che vivono non sole. Anche l’antropologia lo fa, ma la sociologia studia le forme di vita dove vive il sociologo stesso, diversamente dall’antropologo che studia quelle lontane da lui (es: Polinesia). Il sociologo ragiona sul perché delle cose, mentre l’antropologo va in un luogo di cui non ha educazione. Anche la psicologia si occupa dei gruppi, ma la sociologia si occupa del perché il gruppo esiste e non perché i membri entrano a farne parte.
Ambito di interesse
L’ambito di interesse è vasto (politica, crimine, social media, educazione), studia tutti gli ambiti in cui la società si manifesta ma non arriva a determinare formule, non c’è modellizzazione perché tutto cambia e la sociologia è la scienza del cambiamento. I criteri servono ad individuare dei tipi ideali, la sociologia usa griglie “elastiche”, evita definizioni imbriglianti perché ciò che vale ora è soggetto a cambiamento; le caratteristiche date che sembrano immutabili sono legate a fattori storici e sociali, ad esempio il cambiamento delle abitudini dei pasti, prima cena e pranzo in famiglia, ora aperitivi. Es: la parola “cocktail” ha un senso qui e ora ma non si sa in futuro.
Immaginazione sociologica
Coniato da Wright Mills, è la “capacità di riflettere su se stessi liberi dalle abitudini familiari della vita quotidiana, al fine di guardare la realtà con occhi diversi”. Bisogna liberarsi dalle norme apprese e che ci condizionano da sempre. Es: la parola “cocktail” interpretata secondo le proprie abitudini. Il sociologo si libera dai condizionamenti personali collocando le cose in un contesto più vasto, accetta e modifica le regole. Qualunque cosa deve essere soggetta a nuove interpretazioni, farsi domande, mettere in crisi le regole apprese perché il cambiamento si genera per mezzo di chi non rispetta le regole. Le società che eliminano chi non rispetta le regole sparisce (ad es: società ariana), la sociologia guarda le società che cambiano perché quelle che non lo fanno tendono a sparire. Se le regole fossero immutabili, saremmo ancora alla preistoria. Il cambiamento è oggetto di studio, interpretazione. Le regole fanno parte del modo in cui si cresce e non vengono mai messe in discussione, il cambiamento viene da quella piccola parte di società che si ribella alle regole.
Struttura sociale
Si riferisce al fatto che le attività umane non sono casuali, ma strutturate storicamente e che vi è regolarità nei nostri comportamenti. Questo termine spiega che qualsiasi nostra azione non è del tutto casuale ma retaggio dell'educazione, istruzione, famiglia, amici, cioè esito del processo di socializzazione a cui si è esposti. La struttura sociale non è fisica, è un processo che ci mostra come le attività sono strutturate e strutturino il contesto; è quella relazione tra individui e società, è bidirezionale, dall'uno all'altro e viceversa. Es: un nuovo genere musicale va a strutturare il panorama musicale, accade che diventa un modo di fare musica che parte da un solo gruppo e poi si espande agli altri (il grunge è stato fondato dai Nirvana genere musicale triste, quando scrivono il primo pezzo non sanno che è grunge ed è un successo perché interpretava un modo di sentirsi tipico dei giovani e viene chiamato grunge da lì partono gruppi simili, va a influire sulla produzione musicale e ci si chiede se senza questa etichetta grunge avrebbe fatto continuare questo tipo di musica). Forme di vita aggregata in cambiamento e che sono in interazione fra di loro modificando le azioni dei singoli.
A cosa serve la sociologia?
- Auto-comprensione: Comprendere il perché e il come delle nostre azioni, il funzionamento delle società e influire sul futuro, come funzionano individui e gruppi.
- Baumann: Sociologo che fa una ricerca su speed dating "amore liquido" mostrare di non avere la necessità di avere relazioni. Dice che la sociologia è la scienza della responsabilità perché non si accontenta del come e perché ma assume anche responsabilità per le future generazioni, si pone il problema di gestire il mutamento per farsi che non sia traumatico, cosa che non fa la filosofia.
- Consapevolezza delle differenze culturali: Per noi è la differenza per esempio tra noi e un africano, la sociologia è più ampia, possono essere rintracciate nella stessa nazione, “culturale" è una discrepanza tra valori nei diversi gruppi, c'è più varietà con la distanza geografica, la cultura non è geograficamente contestualizzata anche se è una delle varianti. La sociologia mette a fuoco mondi che utilizzano lessici e significati in maniera diversa.
- Valutazione degli effetti delle politiche: La sociologia è stata accusata di avere schieramenti politici, talvolta vero talvolta no. Capacità di interpretare il cambiamento per il buon governo delle cose, ci sono stati sociologi coinvolti nel governo ma non è il singolo a far cambiare le cose. La sociologia è al servizio della politica ma non può fare il buon governo. Ad es: pensionamenti, qui non c'è stato buon governo, ogni interpretazione è frutto del suo tempo, e a suo tempo il sistema previdenziale venne creato in base alla situazione del tempo. Il buon governo deve venire dal governo.
Quando è nata la sociologia?
Alla fine del 1700 all'incrocio di tre importanti rivoluzioni: scientifica, industriale e francese.
- Rivoluzione scientifica: Darwin; è la convinzione che progressivamente prende piede che il pensiero razionale deve essere la guida con la quale vedere il mondo, prima del 700 ma in questi anni alcune scienze come fisica, chimica, elettromeccanica sembrano guidare le trasformazioni del mondo, che conducono a quella industriale.
- Rivoluzione industriale: Una serie di eventi danno trasformazioni tecniche nel campo della manifattura, tutte quelle scoperte che consentono l'organizzazione del sistema produttivo diversamente da prima (macchina a vapore: energia cinetica che automatizza i processi che non vengono più fatti a mano) (energia elettrica: produzione 24h) queste innovazioni tecnologiche pongono le basi per trasformare il sistema produttivo che in fase pre-industriale erano di tipo artigianale con una grossa componente della produzione fatta a mano o con macchine a mano come i telai. Questa rivoluzione cambiando le attività cambia radicalmente la struttura sociale, ripercussioni sul singolo individuo; gran parte di queste trasformazioni sono in centri urbani nelle principali vie di comunicazione. Bisogna spostarsi nelle città (urbanizzazione e spostamento verso la città dalla campagna) la popolazione modifica le abitudini di vita, prima la casa era anche la bottega, adesso il luogo di lavoro è altrove, prima la vita era ciclica con le stagioni ora sono i turni. È un caos la prima rivoluzione industriale. Le persone stavano in quartieri in case addossate le une alle altre vicinissime con alti numeri di persone; c'era un grande problema di gestione.
- Rivoluzione francese: Ideali di fraternità, uguaglianza e libertà. Distinzione tra lavoratori e capitalisti; società caotica che fa fatica a trovare spiegazione delle modificazioni in atto (abitudini, attività, lavoro, popolazione che è convinta dei tre ideali che prendono piede ma nel contempo è ingabbiata dalla rivoluzione industriale. C'è spazio per una scienza che analizzi questi cambiamenti e dia ordine, una spiegazione.
Auguste Comte (1798-1857)
Comte è la prima persona che usa il termine sociologia, è docente di filosofia positiva in cui dice che la sociologia è la scienza della società ed è capace di svelare leggi universali che governano il mondo sociale, che ci consente di modellizzare il comportamento degli individui della società, mette a fuoco le leggi che spiegano il mondo sociale, al pari delle scienze che spiegano il mondo naturale. Non aveva ragione perché non modellizza la società, però conia il termine e mette a fuoco l'oggetto diverso ed esclusivo della sociologia. Per la prima volta cerca di mettere sullo stesso piano il valore e la capacità della sociologia e quelli delle scienze naturali. Vuole che la sociologia venga presa sul serio, errore suo è credere che l'unico modo per farlo sia quello di emulare le scienze considerate vere e serie fino a quel momento, utilizzando delle leggi.
Positivismo
Si applica ai fenomeni osservabili e alle loro relazioni causali, la sociologia è un pezzo del positivismo. La sociologia è una scienza positiva, Comte applica il metodo positivo, e ingenuamente utilizza lo stesso metodo per tutte le scienze, tutte riguardano fenomeni osservabili ed esperibili e quelle che riguardano la società sono di sociologia. La sociologia non può basarsi su cose astratte, si guarda l'evidenza empirica, osservazione, confronto e sperimentazione ed è un punto che rimane questo, ma l'errore di Comte è ritenere che anche per la sociologia ci possono essere leggi universali come le altre scienze naturali. Ogni tipo di riflessione teorica non è scevra di ciò che accade realmente nella società, bisogna raccogliere dati con l'esperienza.
Legge dei tre stadi di Comte
- Teologico: Società come espressione della volontà di Dio
- Metafisico: Società indagata con principi astratti
- Positivo: Indagata con metodo scientifico
È proprio figlio del suo tempo, riteneva che il metodo scientifico fosse la spiegazione del mondo ed è per quello che mette la sociologia al pari delle altre scienze. La scienza positiva è quella del 18esimo secolo, fenomeni osservabili, leggi universali. Più grande eredità: messa a fuoco della disciplina e posto le basi per farla divenire una scienza e aver permesso la formazione del sociologo. È il primo a coniare il termine e crea lo spazio per la sociologia all'interno del quale c'è la società, viene creato in quel momento perché il caos del momento necessita di interpretazione.
Emile Durkheim
Durkheim (1858-1917): La sociologia è una scienza, c'è una relazione tra questa e le altre scienze ma non per i modelli ma per la rigorosità con cui vanno studiati i fatti sociali. I fatti sociali sono esterni agli individui ma hanno il potere di influenzare il modo di pensare e vivere. Quando Durkheim parla dei fatti sociali parla della struttura sociale dall'uomo alla società e viceversa. Egli studia la divisione sociale del lavoro, al passaggio della rivoluzione sociale prima e dopo. Dice che è la solidarietà che tiene insieme le società, non così come la concepiamo noi: per noi è aiutarsi a vicenda, un atteggiamento, un comportamento individuale, lui la utilizza nella società nel complesso:
- Meccanica: Per descrivere il tipo di involontario aiuto che sussiste tra i membri, non è una propensione, riguarda la struttura della società stessa. Prima della rivoluzione c'era solidarietà meccanica, società in cui gli individui in termini di divisione del lavoro bassa, fanno più o meno le stesse tipologie di attività, si dedicano alle stesse mansioni ogni giorno. Es: gli hobbit si dedicano all'orto, fanno tutti la stessa cosa anche se hanno piccole specializzazioni, fanno piccole attività di sopravvivenza, sono tenuti insieme da queste esperienze comuni e credenze collettive come l'inseguimento dell'anello, Frodo parte e hanno paura per la sua incolumità, sanzione repressiva: la ricerca dell'anello lo allontana della società. Cartoni e storie ci introducono alla socializzazione, chi non segue le regole viene allontanato. Società tipiche preindustriali, anche oggi esistono ancora società con solidarietà meccanica, come gli amish.
- Organica: Le società diventano a solidarietà organica, con la rivoluzione industriale la divisione del lavoro è alta, tutti hanno attività diverse (donne, uomini nelle varie parti della produzione, agricoltura) ciò fa sì che ciascuno ha bisogno dell'altro per vivere, la coesione sociale non è più determinata dal fatto che si ha la stessa esperienza e la stessa attività ma perché si ha bisogno che qualcuno faccia qualcosa: interdipendenza reciproca. Sanzioni restitutive: chi si allontana dalla norma sociale deve rendersi di nuovo utile per essere interdipendente nella società (es: carcere, periodo di reinserimento viene restituito il danno, la multa data dal fatto che si è arrecato un danno).
Durkheim elabora un'analisi dei fatti sociali esterni all'individuo e che lo influenzano, c'è alta integrazione nella solidarietà organica e si concentra su questa; mette a fuoco uno dei fenomeni sconvolgenti dell'era industriale: il suicidio, è un fatto sociale che ha a che fare con l'individuo ma che può essere spiegato da altri fatti sociali. Vive in Francia vicino alla Svizzera/Belgio/Olanda e si rende conto che il numero dei suicidi non è identico in tutti i paesi e si chiede se dipende dalla rivoluzione industriale. Fa uno studio empirico (basato sui fatti), va nelle diverse chiese e confronta i registri delle morti per accertare i suicidi, in alcune religioni non è accettato il suicidio (sanzione repressiva come nel cristianesimo) e non venivano registrati a volte, è un dato falsato dalla religione; scopre che certe categorie di individui sono più predisposti al suicidio ma non dipende dall'individuo ma dalla relazione sociale con la società, uomini più propensi, protestanti più propensi, i ricchi e i non coniugati più propensi, tassi più alti dopo la guerra che durante. L'analisi è sul territorio francese ma vicino ad altri paesi, e individua quattro tipi di suicidi e li associa all'integrazione sociale e la regolazione sociale.
- Egoistico: Suicidio in funzione di carenza di integrazione sociale, isolato
- Anomico: Carenza di regolazione sociale, carenza di norme (suicidi dopo guerra, vincitori e vinti non avevano regole), non sono chiari i valori, i punti saldi delle norme.
- Altruistico: Individuo attribuisce alla società un valore maggiore rispetto a se stesso, sacrificio in favore di un bene comune maggiore, tipico delle società a solidarietà meccanica.
- Fatalistico: Eccesso di regolazione sociale, senso di impotenza dell'individuo e lo spinge al suicidio. È il meno importante nella società industriale.
Osserva che i tassi variano ma sono regolari nella stessa società. Fattori che spiegano il suicidio, uno esterno cioè la ricchezza, la guerra; uno interno come la religione. La sua è la prima vera ricerca sociologica empirica; Durkheim è in linea con Comte sull'empiricità e la rigorosità e la mette in pratica (dati dei suicidi, organizzato e gestito). Importante il concetto di fatto sociale e anomia.
Karl Marx (1818-1883)
Secondo padre fondatore: economista che non si vuole definire sociologo, si interessa dei cambiamenti della società e del capitalismo, modi di produzione diversi prima e dopo la rivoluzione. Ci sono i mezzi di produzione, il capitale e il lavoro dei lavoratori che producono le merci. A Marx si deve la prima elaborazione del concetto di potere diverso da quello potere e del concetto di capitalismo. Lavoro criticato all'epoca perché ha generato scompiglio anziché dare una spiegazione; scriveva per il giornale di Colonia, una zona fortemente caratterizzata dalla rivoluzione e il suo compito era andare nelle fabbriche e documentare le condizioni di vita dei lavoratori, la redazione si aspetta elogi ma lui parla dei lavoratori come nuovi schiavi, articoli non pubblicati. Perde il lavoro e viene esiliato in Belgio dove incrocia un altro pensatore dalla parte dei lavoratori e fanno scioperi, Engels e scrivono il manifesto del partito comunista, esiliati nel Regno Unito dove gli danno un sussidio per non scrivere niente, scrive Il Capitale pubblicato alla morte dalla moglie.
Stratificazione sociale
Per Marx la società è suddivisa in classi con diverso accesso alle ricompense sociali (ricchezza, istruzione, cultura) in virtù del loro potere economico, i ricchi condannano i poveri a rimanere tali.
- Borghesia: Capitalisti proprietari dei mezzi
- Proletariato: Classe operaia priva di mezzi
Rapporto non può non essere conflittuale, c'è uno sfruttamento dove il proletariato è subordinato alla borghesia.
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