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Capitolo 1 - Immaginazione sociologica

La sociologia, considerata una scienza sociale, è lo studio sistematico del rapporto tra individuo e contesto sociale.

L'immaginazione sociologica

L'immaginazione sociologica (prospettiva sociologica) è qualcosa che tutti noi possediamo, e la mettiamo in pratica quando cerchiamo di dare un significato alle persone o eventi che osserviamo, diventando così un "sociologo naturale". Un sociologo di professione è consapevole dei filtri interpretativi del proprio mondo sociale e possiede un'immaginazione sociale più matura, non accettando risposte preconfezionate. Il sociologo Charles W. Mills (1916-1962) coniò l'espressione: "l'immaginazione sociale ci permette di afferrare biografia, storia e il loro rapporto nell'ambito della società".

Una buona immaginazione sociologica implica la capacità di porre domande non scontate, anziché accettare risposte preconfezionate:

  • Stereotipi: credenze false/esagerate relative ai membri di gruppi.
  • Pregiudizi: fanno riferimento a una valutazione negativa del gruppo.

Lo studio scientifico della società

Tutti noi possediamo un livello di immaginazione sociologica, ma non è sufficiente per comprendere i fenomeni sociali che richiedono uno studio scientifico. Per formulare domande e valutare le prove, i sociologi hanno sviluppato:

  • Teorie sociali: cornici analitiche, modelli interpretativi utili a comprendere la realtà sociale (es. l'interpretazione del successo economico di Avatar).
  • Metodi di ricerca: modalità per studiare in modo rigoroso aspetti sociali che permettano di elaborare nuove risposte.

Metodi di ricerca per lo studio scientifico dei fenomeni sociali

La sociologia è una disciplina di tipo empirico: analizza il mondo sociale a partire dalla realtà osservata attraverso metodi scientifici qualitativi e quantitativi, ciascuno dei quali ha propri strumenti di raccolta dati.

L'analisi dei mondi sociali: i diversi livelli

La sociologia guarda il mondo sociale come se fosse "a cipolla", attraverso un'analisi in prospettiva sincronica o diacronica.

1. Dimensione micro-sociale

  • Vita quotidiana: continuità fra soggetti in relazione fra loro dentro specifici ambienti (scuola, casa, lavoro).
  • Relazioni: primo atto sociale ripetuto del bambino. Possono attivare processi di coordinamento, differenziazione e conflittualità nella vita sociale.
  • Comunicazione: stabilisce un modo comune di significati, intese e conflitti. Permette una riflessività sull'azione compiuta, veicola un immaginario: anticipazione di situazioni temute o desiderate.

2. Dimensione meso-sociale

  • Permette il raggiungimento di scopi economici, politici, culturali attraverso il coordinamento e la divisione del lavoro.
  • Sono elementi intermedi fra vita micro-sociale e la dimensione macro-sociale.
  • Sono rilevanti per la coesione sociale, la costruzione di identità e la definizione di ruoli professionali.

3. Dimensioni macro-sociale

  • Strutture sociali: permettono il mantenimento della vita attraverso istituzioni e regole di comportamento.
  • Cultura: valori, conoscenze, norme, lingue trasmessi socialmente da una generazione all'altra.
  • Mediatori sociali: permettono gli scambi sociali e la condivisione di informazioni (media, soldi, leggi).

Specificità della sociologia

La sociologia elabora l'osservazione naturale sulla base di rilevazioni empiriche, condotte attraverso metodi scientifici e guidate da teorie e modelli interpretativi. Non si limita a una semplice descrizione del campo di osservazione (sociografia), ma attraverso la Teoria Sociologica e l'Immaginazione Sociologica, intende fornire quadri interpretativi utili alla riflessività e all'operatività sociale.

I campi di interesse

La sociologia si occupa della società nel suo insieme e di temi come la politica, l'economia e i conflitti tra i gruppi sociali.

  • Sviluppa metodi per l'analisi sociale e le teorie di fondo della vita sociale.
  • La sociologia dei processi culturali e comunicativi si occupa della socializzazione, dei quadri culturali dominanti, del multiculturalismo e del ruolo della cultura mediatica.
  • Esistono sociologie specializzate e applicate: sociologia dell'educazione, della famiglia, dei servizi e delle politiche sociali.

Contesto sociale

Si occupa di capire come gli individui partecipano alla società e sono influenzati dalla società. Questa influenza viene detta contesto sociale.

Quali fattori influenzano la vita dei neonati?

  • La famiglia di origine
  • La comunità locale in cui cresce
  • L'istruzione scolastica
  • L'occupazione o lavoro che troverà
  • Il periodo storico

Studio dei contesti sociali

Si distinguono in due concetti: Strutture Sociali e Interazioni Sociali.

Strutture sociali

  • Le attività umane non sono casuali, ma strutturate storicamente, e vi sono regolarità nei nostri comportamenti e nelle relazioni che intratteniamo.
  • La struttura-azione: le strutture sociali influenzano il nostro modo di agire; l'azionismo implica la capacità di esercitare la propria volontà per fare cambiamenti (R. Parks).

Le principali strutture sociali sono:

  • Politiche (Presidente della Repubblica, Parlamento, Governo)
  • Economiche (mercati, borse, Banca d'Italia)
  • Giuridiche (Tribunali, Codici, Notariato)
  • Educative (scuole, università)
  • Familiari-riproduttive (famiglia, parentela)
  • Artistiche (Accademie artistiche, premi letterari)
  • Culturali (chiese, istituzioni culturali)
  • Scientifiche (CNR, università, laboratori)
  • Comunicative (media, TV, radio, internet, telefono)
  • Trasporti (aeroporti, bus, strade)

La struttura sociale non è una struttura fisica. Le società umane sono riconosciute da "mattoni" che compongono le relazioni fra gli esseri umani, composta da due dimensioni:

  • Gerarchie sociali-ruoli: avviene in base alla classe sociale e istruzione (studio della disuguaglianza sociale). La posizione da noi occupata influenza la nostra vita sociale (studio della mobilità sociale).
  • Istituzione-norme: possono essere usanze solide (famiglia, vita sociale) oppure organizzazioni sociali (scuola, lavoro, ospedali).

Interazione sociale

C'è interazione quando le persone agiscono una in presenza dell'altra e si influenzano reciprocamente. È governata da un insieme di norme e regole sociali che dicono cosa è appropriato fare o non fare rispetto a un determinato contesto e ruolo. Le apprendiamo attraverso la socializzazione: processo di acquisizione di comportamenti, atteggiamenti, regole e valori importanti per il proprio gruppo di appartenenza.

La nascita della sociologia

La sociologia è una disciplina che si contestualizza nel "mutamento". Lo studio sistematico del comportamento umano e dei mondi sociali inizia verso la fine del XVIII secolo con rivoluzioni che portarono alla nascita della società moderna in Europa:

  • Politica: nascita dello Stato di diritto e della cittadinanza.
  • Industriale: industrializzazione e sviluppo del capitalismo.
  • Sociale: dalla società agricola a quella urbana-industriale.
  • Culturale: ascesa dell'individualismo e del razionalismo.

I primi teorici contribuirono a diffondere l'idea che il mondo sociale potesse essere oggetto di indagini sistematiche e scientifiche:

  • Auguste Comte: filosofo francese, nel 1839 usò per primo il termine "sociologia", intesa come rigorosa scienza della società articolata in:
    • Statica sociale: studio della società in un dato momento.
    • Dinamica sociale: studio dei processi del cambiamento sociale, legge dei tre stadi tramite cui la società sarebbe evoluta: Teologico, Metafisico, Positivo-Scientifico.
  • Herbert Spencer: inglese, società intesa come "organismo sociale" che si evolve realizzando un grado più alto di progresso. È costituita da parti separate, ognuna delle quali ha una funzione specifica che operano assieme per mantenere il complesso.

A partire dagli anni '20 del Novecento, la sociologia è diventata un campo di studio riconosciuto. Nel momento in cui C.W. Mills scriveva "L'immaginazione sociologica" nel 1959, la sociologia era riconosciuta come una delle cinque scienze sociali insieme a: economia, scienza politica, psicologia e antropologia.

Capitolo 2 - Teorie sociali

La diversificazione della teoria sociale

Le teorie sociali sono concezioni sistematiche del rapporto individuo-società. Alcune sono molto ampie e cercano di spiegare le caratteristiche della società, mentre altre si applicano soltanto a singoli aspetti del mondo sociale, come etnia, genere o religione.

Tre temi comuni

Esistono tre temi comuni che tutte le principali teorie sociologiche hanno cercato di affrontare:

  1. Qual è la natura dell'individualità? In che modo l'individuo agisce nel contesto sociale?
  2. Come cambiano le società, e in quali circostanze avviene il cambiamento?
  3. Qual è il fondamento dell'ordine sociale? Che cosa tiene unite le società?

Queste tre questioni rappresentano le sfide centrali affrontate da ogni teoria sociale.

La teoria sociale classica tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo

Le basi della sociologia moderna possono essere ricondotte agli scritti della seconda metà del XIX secolo (K. Marx, É. Durkheim, M. Weber, G. Simmel, W.E.B DuBois) e dell'inizio del XX secolo, periodo di cambiamento (lenti e incompleti) caratterizzato da quattro trasformazioni:

  • Il passaggio da un'economia basata sul lavoro nei campi a una fondata sull'industria.
  • La migrazione dalle aree rurali alle città.
  • Il passaggio dalle monarchie alle democrazie organizzate nella forma di Stato-nazione sovrano.
  • Il declino del ruolo della religione e l'importanza delle idee laiche.

Karl Marx (1818-1883)

Fondatore del "socialismo scientifico" e filosofo, si è dedicato a studi di economia. Mai considerato un sociologo, eppure, le sue opere teoriche hanno suscitato un ampio dibattito.

Gli scritti di Marx si basano su un principio fondamentale: l'idea che il modo in cui gli esseri umani producono ciò di cui hanno bisogno per vivere costituisca il fondamento di ogni società. Di conseguenza, economia e relazioni definiscono il funzionamento stesso di quella società.

Credeva che il sistema economico influenzasse la sfera politico-culturale, e quindi, per comprendere le idee sociali fosse necessario analizzare il sistema economico. Il suo ragionamento parte dall'osservazione che tutte le società producono più beni di quelli necessari a soddisfare i propri bisogni materiali minimi qualora tali beni fossero distribuiti equamente. Poiché non accade mai, Marx pone due domande:

  • Chi si appropria di questo surplus?
  • Quali mezzi usa per fare ciò?

Sosteneva che esistessero delle tensioni tra classi, ossia gruppi di persone che condividono degli interessi economici simili. Si dividevano in proprietari dei mezzi di produzione e lavoratori. Individua tre diversi modi di produzione: società antiche fondate sulla schiavitù; feudalesimo contraddistinti da società agricole con numero ridotto di proprietari terrieri; capitalismo la cui economia si fonda sul libero mercato. Ciascuno è composto da due parti:

  • Forze di produzione: capacità produttiva-tecnologica (insieme di strumenti per produrre un bene).
  • Rapporti sociali di produzione: relazioni-disuguaglianze tra gruppi all'interno di un sistema economico (organizzazione delle persone per svolgere la produzione del bene).

L'analisi di Marx della produzione capitalista nel suo capolavoro "Il Capitale" è l'inizio per la sua analisi della società moderna. Credeva che al centro vi fosse un conflitto tra due classi:

  • Borghesia: possedeva risorse da lui definite capitale.
  • Proletariato (classe operaia): non possedendo alcun capitale sono costretti a lavorare per soddisfare i propri bisogni.

Secondo Marx, il capitalismo si sarebbe potuto affermare solo a seguito dell'eliminazione dei privilegi ereditari dei proprietari terrieri: questa è conosciuta come teoria della lotta di classe.

Émile Durkheim (1858-1917)

Sociologo francese, considerato uno dei primi padri fondatori della sociologia. Cercò di comprendere i cambiamenti di cui era testimone e si domandò come le società potessero continuare a funzionare nonostante questi. Nella sua opera fondamentale "Le regole del metodo sociologico" parla di tre aspetti fondamentali:

1. Fatti/forze sociali

  • Regole della vita quotidiana proprie di ogni comunità.
  • "Sociali" in quanto prodotti dell'agire umano che persistono nel tempo.
  • "Fatti o forze" perché noi nasciamo in un mondo con regole e siamo obbligati a rispettarle per adattarci.

Come funzionano? Il comportamento umano è naturale, ma frutto dell'apprendimento. Uno dei processi fondamentali è la socializzazione. Tra le forze sociali più importanti troviamo le norme che delimitano le nostre azioni. Quando violiamo una norma sociale si scatena una reazione negativa. Studiando il suicidio, Durkheim arrivò alla conclusione che la probabilità che un certo numero di persone si suicidi in un determinato luogo e momento è influenzato dai fattori sociali.

2. Solidarietà sociale

  • Durkheim si domandò quale fosse l'origine dei principi morali.
  • Solidarietà meccanica: prevalente nelle società primitive costituite da grandi famiglie (tribù), caratterizzate dalla divisione del lavoro e un'economia basata sulla caccia.
  • Solidarietà organica: nelle società moderne, caratterizzata da una divisione del lavoro complessa e da rapporti di interdipendenza fra le persone. Richiedono delle credenze condivise per mantenere la propria unità.

3. Religione nella società moderna

Durkheim sviluppò una definizione della religione basata sul concetto di sacro, oggetti, luoghi e simboli che occupano uno spazio separato dalla sfera della vita quotidiana, supportati da credenze mitiche o rituali. La religione (che può essere anche civile come la fede nella nazione) è ciò che mantiene unite le società e i gruppi sociali. Essa ci fornisce credenze comuni.

Max Weber (1864-1920)

Sociologo tedesco, sostiene tre temi:

1. Le motivazioni del comportamento individuale

Sosteneva che non fosse sufficiente analizzare il contesto sociale ma necessario capire come gli individui interpretano il mondo che li circonda, introducendo quindi la sociologia interpretativa.

Elaborò una tipologia dell'agire sociale:

  • Agire razionale rispetto allo scopo: orientata al raggiungimento di un obiettivo pianificato in rapporto alle conseguenze.
  • Agire razionalmente rispetto al valore: guidata dall'obbedienza a un valore in cui si crede, senza preoccuparsi delle conseguenze.
  • Agire determinato affettivamente: guidata da emozioni positive o negative.
  • Agire tradizionale: motivata dal rispetto delle tradizioni e abitudini.

2. Le forme di potere legittimo

Weber analizza i modi per cui le persone rispettano le gerarchie e obbediscono agli ordini distinguendo:

  • Potere: capacità di una persona di raggiungere i propri obiettivi anche in presenza di ostacoli.
  • Autorità: capacità di fare in modo che le persone si comportino nella maniera desiderata.

Distingue tre tipi di legittimità:

  • Potere tradizionale: nelle società con strutture rigide (medioevo), il potere deriva dalla tradizione.
  • Potere carismatico: si fonda sulle qualità eccezionali o sovraumane attribuite ai leader (es. Hitler, Mussolini).
  • Potere legale/razionale: si fonda su regole esplicite, nella vita moderna: burocrazia.

3. Gruppi di status o ceti

Gruppi di persone con caratteristiche identitarie simili. A differenza delle classi, i gruppi di status sono formati da persone che condividono identità ma provengono da fonti differenti. Condizionano l'accesso all'occupazione o ad altre opportunità. I conflitti rappresentano un aspetto fondamentale del sistema di stratificazione sociale di ogni società, sistema che fa sì che le ineguaglianze tra i gruppi persistano nel tempo. Weber definisce chiusura sociale come il processo di escludere i non appartenenti al gruppo di accesso alle opportunità.

Georg Simmel (1858-1918)

Sociologo tedesco, condivideva con Weber l'analisi delle dinamiche di gruppo. La sua teoria sociale si basa su intuizioni relative alla natura dell'ordinamento sociale: ogni individuo si trova all'intersezione di cerchie sociali sovrapposte, e la società si fonda su tali cerchie sociali:

  • Un elemento fondamentale del passaggio dalle prime forme comunitarie alle società moderne è stata la moltiplicazione delle cerchie sociali cui è possibile appartenere. A partire dal Novecento, gli individui hanno iniziato a godere di una maggiore libertà.
  • Nel teorizzare la relazione tra individui e cerchie sociali, Simmel introdusse il concetto di distanza sociale, che definisce la qualità delle relazioni tra le persone. Si definisce "straniero" colui che fa parte di un gruppo ma non è accettato pienamente.
  • Simmel notò che la percezione che abbiamo di noi e dei gruppi di maggior valore non corrisponde al modo in cui ci vedono gli altri. Gli estranei spesso si concentrano su una sola della nostra identità (nazionalità, religione...) e si convincono che essa sia la nostra identità principale.
  • Utilizzando la geometria per descrivere la relazione tra individui, Simmel elabora la network analysis, una branca di analisi sociologica che studia la connessione tra individui e le conseguenze delle loro azioni.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher a_21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Alietti Alfredo.
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