Che materia stai cercando?

Sociologia generale Appunti scolastici Premium

Appunti di Sociologia generale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Introduzione alla sociologia, 1. Che cos’è la sociologia?, 1. Rivoluzione scientifica: importanza del metodo sperimentale e dell’osservazione empirica
2. Rivoluzione industriale: attenzione all’economia politica
3.... Vedi di più

Esame di Sociologia generale docente Prof. L. Rossi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Webwe vive in un periodo in cui i socialismi stanno per arrivare al potere a discapito della società

capitalista ma sostiene che la burocrazia continuerà a vivere. Le sue previsioni sono state azzeccate,

la burocrazia is è diffusa anche in Cina e sell'unione sovietica.

Cap. 7 – la devianza Devianza e controllo sociale

Cos'è la devianza:

è difficile arrivare ad una definizione di devianza a causa di tre aspetti

- relatività: la difficoltà di valutare se un comportamento è deviante o meno, la relatività delle

norme o delle aspettative in base alle quali viene giudicata. è possibile che lo stesso atto venga

considerato contemporaneamente deviante o meno. In alcuni casi, come la sfida di Giovanna D'

Arco alla chiesa cattolica, ciò che viene considerato un crimine nel momento in cui viene commesso

può essere successivamente riconosciuto come manifestazione di santità. Alcuni esempi che

sembrano ovvi non fanno che sottolineare ulteriormente quanto sia difficile definire la devianza.

Anche l'omicidio infatti viene giustificato ( se non addirittura premiato) in alcune circostanze. A

volte definizioni legali della devianza rispecchiano i sentimenti dell'opinione pubblica mentre

in altri casi sono in contrasto con esse.

- Ambiguità delle aspettative riguardanti la devianza.

- Mancanza di consenso:

anche se le aspettative sono ben definite, possono non essere condivise. In una società pluralistica

come la nostra spesso non c'è consenso a proposito dei comportamenti devianti: ciò che per una

persona è deviante per un'altra può essere una norma.

I sociologi devono cercare di mantenere un atteggiamento di neutralità etica. Il comportamento

deviante infatti è stato bollato con tante etichette negative, in realtà è più corretto considerarlo come

qualcosa di naturale tanto quanto il comportamento non deviante; il fatto stesso che la società

impone degli standard di comportamento implica che essi non possano essere sempre soddisfatti.

Possiamo definire la devianza come un comportamento che si discosta dalle norme di un gruppo e a

causa del quale l'individuo che lo mette in atto può venire isolato o sottoposto a trattamenti

correttivi. Ci sono tre componenti della devianza: l'indiviiduo, la norma e il gruppo che reagisce al

comportamento in questione.

Spiegazioni della devianza:

Le teorie che hanno cercato di spiegare la devianza si sono concentrate sull'uno o sull'altro dei tre

fattori di cui sopra.

All'inizio dell' XX secoloil medico italiano Cesare Lombroso mise in rapporto il comportamento

criminale con certi tratti fisici della persona. Il criminale è il residuo di una fase evolutiva

precedente e può essere identificato da tratti come la mascella inferiore prognata, la barba rada e la

bassa sensibilità al dolore. Questa teoria venne largamente condivisa. Sheldon sottolineò

l'importanza della struttura corporea. Sosteneva che, proprio come certe razze di cani presentano

con maggiore probabilità determinati modelli di comportamento, le persone in cui predomina un

certo tipo di struttura corporea presentano più probabilmente determinati tratti di personalità: l

l'endomorfo tende ad essere socievole, accomodante e indulgente; il mesomorfo tende ad essere

irrequieto, energetico e insensibile; l'ectomorfo tende a essere introspettivo, sensibile e nervoso.

La verità è che i fattori biologici producono la devianza solo indirettamente, combinandosi con altri

fattori sociali o psicologici.

I primi studiosi che cercarono spiegazioni psicologiche della devianza si rifacevano a caratteristiche

di natura generale come la debolezza di mente o la psicopatologia.

Gli psicanalisti hanno proposto teorie che mettevano in rapporto lezioni devianti con i conflitti di

personalità. Freud ad esempio ha sviluppato la nozione del criminale perseguitato dal senso di

colpa, che buol essere colto sul fatto e punito.

Attente ricerche hanno dimostrato che non si può spiegare la devianza solo sulla base di fattori

psicologici, è inutile cercare un singolo tratto psicologico; è invece più probabile che la devianza

risulti da una combinazione di fattori sociali e psicologici.

Le spiegazione biologiche e psicologiche della devianza,mettono in evidenza le caratteristiche

personali del deviante,Le spiegazioni sociologiche invece insistono su fattori culturali e sociali.

-Teoria dell'anomia.E' la prima spiegazione sociologica,di Durkheim.Notò che un certo tipo di

suicidio sembrava trovare spiegazione nelle situazioni di anomia,che letteralmente significa

mancanza di norme.Secondo Durkheim grazie alle norme sociali gli individui sanno che cosa

aspettarsi dagli altri e cosa ci si aspetta da loro.

-Teoria della disorganizzazione sociale.Questa espressione indica una situazione in cui i rapporti

sociali sono : assenti,fragili o conflittuali.Ciò può derivare dalla mescolanza di gruppi diversi per

valori di riferimento e atteggiamenti.

-Teoria del legame sociale.Hirschi sostiene che l'adesione ai valori convenzionali,l'impegno in vista

di traguardi come successo scolastico,il coinvolgimento in attività socialmente riconosciute e

l'attaccamento contribuiscono a mantenere la naturale propensione degli esseri umani a violare le

norme.I comportamenti devianti sono dunque tanto più probabili quanto più debole è il legame tra

individuo e società.

-Teoria della tensione.Merton sostiene che l'anomia non sia l'esito della mancanza di norme

ma di un contrasto fra le mete culturali e i mezzi istituzionalizzati che entrano i tensione reciproca.

-Teorie culturali.Concentrano la loro attenzione sulle forze che attirano alla devianza.

Sellin ha fatto notare che la devianza nasce sul conflitto di culture.Il conflitto nasce perchè il gruppo

non ha intenzione di conformarsi alle norme della maggioranza.

Miller ha sviluppato le idee di Sellin sul collegamento tra cultura e comportamento

deviante,dimostrando che esiste una subcultura delle classi inferiori.Ha cercato di spiegare questo

fenomeno sostenendo che la criminalità viene appresa.Determinanti saranno la frequenza,il numero

e la durata degli incontri con i modelli devianti.Anche l'età ha un ruolo importante:quanto più una

persona è giovane tanto più è improbabile che possa adottare nuovi modelli di comportamento.

-Teoria dell'etichettamento.Esistono approcci che attribuiscono maggior rilievo a chi giudica

deviante una persona ed al modo in cui questa viene trattata una volta etichettata come

deviante.Becker ritiene che la devianza scaturisca dalla capacità che certi gruppi

sociali(legislatori,giudici ecc..)hanno di imporre regole ad altri.La teoria di Becker spiega il

comportamento deviante sulla base della capacità di gruppi più forti di apporre l'etichetta di devianti

a membri di gruppi più deboli.La grande maggioranza delle persone viola occasionalmente qualche

regola sociale. Lemert definisce questo comportamento devianza primaria.Se si scoprono questi atti

e si rendono pubblici ne consegue una devianza secondaria:La persona viene etichettata come

deviante,viene trattata come tale e giunge anche a considerarsi tale.

La critica a questa teoria sta nel fatto che i devianti appaiono come individui passivi.

-Teoria del conflitto.Secondo un gruppo di sociologi definitisi criminologi radicali.la legislazione e

l'applicazione delle leggi non sono che momenti del conflitto endemico tra gruppi sociali.

Secondo Quinney le leggi e la loro applicazione sono strumenti delle classi dominanti che le usano

per sottomettere le classi subordinate.Sostiene che anche le leggi apparentemente contrarie agli

interessi delle classi imprenditrici in realtà finiscono col favorirli,poichè in assenza di varie riforme

vi sarebbe stata una rivoluzione che avrebbe condotto ad un cambiamento ben più radicale

dell'ordinamento economico.La criminologia radicale sposta l'attenzione dalla violazione delle leggi

alla natura del sistema legale stesso.

Tipi di devianza

Secondo Merton la devianza si basa sulle diverse combinazioni di accettazioni rifiuto delle mete

culturali, dei mezzi istituzionalizzati o di entrambi.Considera la conformità e la devianza come du

estremi di una stessa scala.

La devianza come carriera

La devianza ha diverse fasi di sviluppo:

1.Formazione delle norme

2.Natura delle norme:non tutte sono egualmente rigorose e non tutte comportano lo stesso tipo di

punizione.Alcune vengono fatte rispettare dai gruppi di appartenenza e altre da apposite istituzioni

dello stato.A seconda delle norme un comportamento può essere obbligatorio,facoltativo o proibito.

3.L'estensione della devianza.La devianza è molto più estesa di quella che risulta dalle statistiche

ufficiali.Molte violazioni passano spesso inosservate.

4.L'etichettamento.

5.La stigmatizzazione.Uno stigma è la caratteristica di una persona di un gruppo che viene

considerata un difetto e suscita tentativi di punire,isolare o degradare i sui portatori.

6.La dimenione collettiva della devianza.Matza ha fato notare che i singoli atti di devianza si

integrano in un modello di comportamento adottato da numerose persone.Può svilupparsi fino a

diventare una vera e propria subcultura deviante

Il controllo sociale.Il complesso di valori,norme e sanzioni di una società è definito controllo

sociale.Parsons ne descrive tre metodi:isolamento,allontanamento,riabilitazione.

Il controllo sociale può essere esercitato in modo informale in quattro diversi modi:

-Ricompense sociali

-censure

-persuasione

-ridefinizione delle norme

Il controllo sociale può essere esercitato in modo formale da organizzazioni la cui funzione è di far

rispettare la conformità.Ne possiamo individuare tre fasi distinte

-il primo passo è la polizia

-lo stadio successivo all'arresto è l'immissione nel sistema processuale(tribunale)

-il terzo passo è il sistema penitenziario.I detenuti sono stati classificati in diverse categorie a

seconda della partecipazione ai programmi di recupero e del rapporto con gli altri detenuti ed il

personale carcerario(inquadrati,politici,tipi tosti,fuorilegge,indecisi)

Il futuro della devianza

Finchè ci sono regole ci saranno individui che non le rispetteranno.Ma, nel corso degli ultimi

decenni,si è assistito ad un generale allentamento di molte regole e c'è ragione di credere che questa

tendenza continui.

Cap. 8 – comunità e vita urbana

Che cos’è una comunità?

Tra i membri di molte specie animali, si sviluppano relazioni stabili che servono a molti

scopi(riproduzione,sussitenza,territorio…)

Le comunità umane condividono con gli animali alcuni modelli di cooperazione,conflitto e

dominanza,ma sono molto più complesse.

alla distinzione tra comunità animli e comunità urbane,può contribuire la nozione di capitale sociale

,ovvero l’insieme delle relazioni sociali di cui un soggetto individuale o un soggetto collettivo

dispone in un determinato momento.Il capitale sociale ha le caratteristiche di un bene

collettivo,infatti,il capitale finanziario e quello umano sono appropriabili individualmente dai

singoli soggetti:il capitale sociale invece,appartiene all’insieme dei soggetti coinvolti nella rete di

relazioni.I suoi vantaggi vanno a tutti colore che partecipano alla rete.

La parola comunità ha molte connotazioni,tanto che è quasi impossibile darne una connotazione

precisa.Qui intendiamo la comunità come una popolazione che ha radici in uno stesso territorio,che

conduce una vita quotidiana interdipendente e che svolge numerose attività rispondendi a bisogni

sociali e comuni.

L’urbanizzazione

Le prime vere città fecero la loro apparizione nelle valli dei fiumi,in aree particolarmente propizie

all’agricoltura.Inoltre la presenza di fiumi agevolava il commercio e i contatti culturali con altri

popoli,promuovendo anche lo scambio di idee e tecnologie.

-Le citta europee.Le città romane erano centri culturali e commerciali dotati di edifici

pubblici,sontuosi,mercati,reti idriche e fogniarie.Dopo la caduta dll’impero romano la popolazione

delle città europee cominciò a declinare a causa di guerre epidemie e devastazioni.Questa tendenza

non accennò a invertirsi fino al X secolo.

-Le città giapponesi si svilupparono nel periodo post medievale,sebbene incendi e terremoti le

distruggessero ripetutamente.Il disastroso delle calamità naturali sulle città di quel tempo si spiega

con la mancanza di tecniche di prevenzione e lotta antincendio.

-Le città coloniali erano grandi porti destinati alla raccolta e allo smistamento di merci da e per

l’Europa,oltre che centri per l’esercizio del dominio coloniale.

-Le città industriali.Il fattore che ha determinato l’urbanzzazione nell’epoca moderna stato lo

sviluppo industriale.Nei paesi industrializzati la popolazione urbana cresceva perché le fabbriche

richiedevano grandi masse di lavoratori.

-Le città postindustriali.negli ultimi decenni in molti paesi occidentali si è verificato un processo di

deindustrializzazione in concomitanza con lo sviluppo della cosiddetta new economy,che si avvale

in misura crescente dei computer,di internet,e in generale delle nuove tecnologie informatiche.Le

città prendono parte attivamente a questi sviluppi,sostituendo progressivmente la

produzione/distribuzione di beni materiali con quella di beni immateriali.Questi processi hanno

luogo in un contesto di crescente globalizzazione.

Comunità tradizoonali e comunità moderne

Le comunità si possono classificare in base a tre fattori:

1.Dimensione

2.Dipendenza reciproca

3.Densità,ovvero il grado di concentrazione di ua popolazione din un area specifica.

Prima dell’urbanizzazione il villazzio rurale era una piccola comunità che contave poche centinai di

abitanti,molti dei quali erano imparentati tra loro.Dal momento che i rapporti erano immediati e

diretti,la comunità era una potente fonte di controllo sociale e gli individui avevano ottimi motivi

per conformarsi.

Il contrasto con una moderna società urbana è enorme.

La popolazione molto numerosa di una grande città,rende impossibile una c onoscenza

generalizzata tra gli abitanti.La separazione tra abitazione e luogo di lavoro produce un nuovo stile

di vita:il pendolarismo.In genere,l’anonimato garantio da una popolazione molto numerosa rende il

controllo sociale assai meno efficace che in precedenza.

L’ecologia urbana

I ricercatori della scuola di Chicago,studiano i processi che hanno luogo nell’ambiente

urbano,l’invasione e la successione.Il meccanismo è il seguente:in un dato momento un gruppo

comincia a spostarsi in un quartiere già occupato da un altro gruppo.Questa è la fase dellì’invasione

che può essere determinata da moltplici ragioni.Dapprima gli invasori incontrano ostilità e

resistenza ma col tempo si registra un’inversione di tendenza.In una seconda fase il gruppo

originario comincia a traslocare in nuovi quartieri lasciando i vecchi algi invasori.Quando un

gruppo sostituisce un altro come dominante,la successione ormai è un fatto compiuto.

Le teorie ecologiche della crescita urbana si soffermano sulla disrtibuzione spaziale della

poplazione ma soprattutto sui rapporti che intercorrono tra differenti segmenti sociali.

-Teoria del nucleo centrale.La popolazione si concentra per gestire scambi commerciali(comunità di

mercato)Via via che il commercio loali si sviluppa,il centro d’approvviggionamento del prodotto di

maggiore valore diventa capoluogo economico della regione.

-Teoria delle zone concentriche.Una città si sviluppa secondo una serie di anelli concentrici

ciascuno dei quali ha caratteristiche economiche e residenziali distinte

1.Centro direzionale:prevalogono le attività professionali,lo shopping e il divertimento

2.La zona di transizione:mescolanza di funzioni abitative e commerciali,vi si trovano le case più

povere.

3.Zona residenziale operaia:Ospita le classi operaia,le abitazioni sono migliori rispetto a quelle della

zona di transizione

4.Zona residenziale della classe media

5.Zona dei pendolari,abitata soprattutto da dirigenti e professionisti delle classe superiori

-Teoria dei settori.Prende in considerazione i mutamenti a lungo termine.Ciascun settore può

crescere nelkla stessa direzione per 30 anni o più

-Teoria dei nuclei multipli.Tutte le teorie precedenti presuppongono l’esistenza di un nucleo

centrale.Molte città moderne hanno però più di un centro direzionale commerciale,insieme diverse

aree residenziali e industriali.

La teoria dei nuclei multipli cerca di tenere presente questi nuovi modelli di espansione urbana.

La vita urbana.

Wirth defini l’urbanesimo sulla base di tre caratteristiche della popolazione:numerosità,densità ed

eterogeneità.Si iinteressò al modo in cui questi tratti influenzano l’esperienza di chi vive in città

prestando particolare attenzioneagli aspetti psicologici della vita urbana e all’impatto sulla struttura

sociale.

A livello psicologico gli abitanti delle metropoli devono adattarsi a un vero e proprio

bombardamento dei sensi per conservare il proprio equilibrio mentale;per tanto il loro

comportamento diventa distaccato,brusco e impersonale.

A livello sociologico,i processi economici collegati all’industrializzazione e al capitalismo tendono

a segmentare la vita urbana in piccole unità specializzate.Questo processo è detto

differenziazione.Queste pressioni incrociate finiscono per privare le persone della’iuto e del

sostegno necessari nei momenti di crisi,lasciandole più sole in un mondo impersonale.Gli spazi dell

vita urbana contemporanea sono addirittura stati definiti non-luoghi.

Secondo la teroia della composizione invece,l’inidividuo vive soprattutto ll’interno di piccolo

gruppi all’interno dei quali si compongono altrettanti mondi sociali che permettono alle persone di

resistere alla frammentazione descritta da Wirth.

La teoria della subcultura mutua elementi da entrambe le teorie precedenti.Concorda nel ritenere ch

l’ambiente urbano influenzi l’esperienza e nello stesso tempo condivide l’idea che gli individui

vivano soprattutto all’intero di gruppi coesi.Secondo questo approccio le grandi dimensioni di una

comunità promuovono subculture diverse in una certa misura separate.

Problemi ambientali e finanziari nelle città

Per problemi ambientali si intendono quelli che minaciano di sconvolgere o addirittura distruggere

l’ambiente naturale(consumi energetici,inquinamento dell’aria,smaltimento dei rifiuti solidi e

inquinamento acustico.)

A livello finanziario invece,le amministrazioni si trovano ad affrontare una moltiplicazione dei

servizi menre le entrate sono spesso in diminuzione.

Cap. 9 - Disuguaglianza, stratificazione e classi sociali

La disuguaglianza è la condizione in cui si trovano individui che,rispetto ad altri,non godono delle

stesse possibilità di accesso a ricompenze sociali come dnaro,potere e prestigio.

La stratificazione è il risultato della trasmissione delle disuguaglianze di generazone in generazione.

La classe sociale è un gruppo il cui accesso a ricchezza, potre e prestigio è diverso da quello di altri

gruppi.

La disuguaglianza è universale?

Le differenze di status sono rappresentate in vari modi:le società prmitive tendono a usare segni sul

corpo,quelle più complesse decorazioni o uniformi.

La disuguaglianza è maggiormente visibile nelle società più grandi e complesse.

Nelle società orticole esiste un grado maggiore di disuguaglianza rispetto alle società di caccia e

raccolta:L’eventuale surplus prodotto viene ripartito tra i membri del gruppo,spesso secondo le

decisioni di un’unica persona,che può privilegiare alcuni rispetto ad altri contribuendo così ad una

distribuzione disuguale della ricchezza.Se una società riesca a produrre regolarment un surplus non

è più necessario che tutti i suoi membri partecipino alla coltivazione e diventa possibile

specializzarsi in altre attività.

Secondo Lenski nelle società industriali la disuguaglianz è minore che in quelle agrciole.

Le disuguaglianze in termine di reddito restano comunque molto marcate.

Una caratteristica della disuguaglianza è la resistenza al cambiamento. La disuguaglianza è

persistente anche perché tende a riprodursi in forme sempre nuove. Negli anni recenti, ad esempio,

è emersa con forza una forma di disuguaglianza chiamata divario digitale cioè: la dispartià di

accesso alle nuove tecnologie della comunicazione ed in particolare ad internet.

La natura della disuguaglianza

I sociologi concordano nel riconoscere che la disuguaglianza è diffusa ovunque,ma hanno teroi

contrastanti circa la definizione delle sue cause.

Una delle prime spiegazioni è stat proposta da Durkheim a partire dal fatto che tute le società

coniderano alcune finalità più importanti di altre e che tutti gli esseri umani hanno capacità

individuali diverse.

Affinchè una società prosperi, è necessario che gli individui più dotati svolgano le funzioni più

importanti, e afficnhè ciò avvenga occorre offire loro ricompenze deguate.

La religione,il governo e la tecnologia sono alcune funzioni sociali fondamentali ovunque.

Le teorie del conflitto sostengono che il punt di vista funzionalista è solo una giustificazione.

La disuguaglianza è dovuta al fatto che chi controlla le risorse sociali più importanti è generalmente

in grado i conservare i propri privilegi.

-Secondo Marx la storia umana, può essere divisa in fasi caratterizzate da diversi modi di

poduzione. A seconda del rispettivo modo di produzione,in ogni società una classe dominante

controlla i mezzi di produzione e, con essi, la vita di una classe subordinata.

Infine, Marx considerava il sottoproletariato al di fuori della società vera e propria.

Il rapporto tra classe dominante e subordinata è sempre fondato sullo sfruttamento.

-Michels sostiene che,quando un’organizzazione supera una certa dimensione si sviluppa

un’oligarchia: è impossibile che in un gruppo numeroso si riesca a discutere e agire in prima

persona; Si delega perciò questa responsabilità ad alcuni capi.

-Dahrendorf sostiene che il conflitto di classe non deriva dalle relazioni economiche , ma dalla

distribuzione disuguale dell’autorità.

Webber smorza l’accento sulla dimensione economica sostenendo che accanto ad essa ci fossero

altre due dimensioni.

Nell dimensione economica il fattore determinante è la posizione di mercato.

La seconda componente della disuguaglianza è lo status.

la terza componente è di natura politica:il potere, cioà la capacità di un individuo di far valere la

propria volontà anche d fronte all’opposizione degli altri .

Tutte queste teorie, prendono la disuguaglianza come punto di partenza ma divergono

nell’accordare alla ricchezza,al potere o al prestigio il ruolo più importante.

Classi e mobilità sociale

Prima della rivoluzione industriale non esisteva una correlazione tra appartenenza di classe e durata

media della vita. All’inizio della rivoluzione industriale, parallelamente allo sviluppo di nuove

classi sociali cominciarono a manifestarsi spiccate differenze nei tassi di mortalità.

Oggi nella maggior parte dei paesi il divario relativo alla durata media della vita sta

diminuendo,poiché anche le classi meno agiate godono di un’alimentazione migliore e hanno più

facilmente accesso ai servizi sanitari.

L’appartenenza di classe influisce anche sul modo in cui nelle famiglie vengono ripartite le

mansioni domestiche quotidiane e nei livelli di comunicazione.

Le differenze sono particolarmente evidenti a livello di tempo libero. Gli appartenenti alle classi

sociali superiori assistono a manifestazioni artistiche e culturali in misura maggiore di quelli

appartenenti a classi sociali più basse, i motivi sono sia di ordine economico che a livello di

istruzione.

Quando due estranei si osservano, ognuno formula sull’altro un giudizio, per il quale utilizza una

specie di lista da spuntare relativa allo status. Le caratteristiche possono essere ascritte o acquisite.

Per mobilità individuale si intendono i cambiamenti nella posizione di un individuo all’interno del

sistema di stratificazione.

Possono avvenire in base a diversi processi:

-mobilità verticale o orizzontale: si sale o si scende di classe

-riorganizzazione della struttura sociale

-introduzione di un nuovo sistema di stratificazione: che può essere modificata sia in modo radicale

che gradualmente.

In qualsiasi società la mobilità può interessare individui o gruppi:la prevalenza dipende dal

predominio sociale dello status ascritto o acquisito.

Nelle società che privilegiao lo status ascritto la mobilità tende ad essere collettiva, nelle società che

privilegino lo status acquisito, l mobilità tende ad essere individuale (self made man).

In alcuni casi gli status ascritti sono alla base di una pesante discriminazione che blocca la mobilità

individuale.

La povertà

Esistono due definizioni di povertà:

-si parla di povertà assoluta quando una persona non è in grado di provvedere ai bisogni di base

-si parla di povertà relativa in relazione al benessere di altri, cioè allo standard variabile nel tempo.

Generalmente i poveri sono disocucpati o percettori di un reddito insufficente a soddisfare i bisogni

di base.

Le cause dell’aumento della povertà negli ultimi anni sono da imputare al taglio dei programmi di

sussistenza sociale e sanitaria.

I poveri, oltre a soffrire della mancanza di denaro, soffrono della stigmatizzazione, che induce a

considerarli come inetti e indolenti.

L’aspirazione all’uguaglianza

La povertà è un problema sociale particolarmente difficile da affrontar, e sembra resistere a tutti gli

sforzi per combatterlo.

Cap. 11 – Genere e disuguaglianza

Perché gli uomini sono più esposti all’infarto delle donne?

Si ritiene che sono più soggette alle patologie cardiache le persone che tendono ad avere un

comportamento di tipo A (ambizioso, aggressivo). Spesso arrabbiato e ostile il tipo A giudica il

successo in base ai traguardi raggiunti, che valuta in termini quantitativi e non qualitativi. I

comportamenti di tipo A si riscontrano più comunemente negli uomini che nelle donne. Ciò non

deriva da differenze biologiche , ma da diverse aspettative culturali.

La società è ricca di stereotipi duri a morire, ma che si vanno dissolvendo via via che le donne

partecipano più pienamente alla vita economica. Alla luce di questa tendenza il tipo A andrà a

diffondersi tra le donne con una crescente predisposizione femminile alle malattie

cardiocircolatorie. Dagli stereotipi dei comportamenti maschili e femminili si può dedurre che la

società promuove l disuguaglianza tra uomini e donne.

1. Le basi della differenziazione sessuale

Le differenze tra uomini e donne sono di tipo biologico (sesso) e di tipo socio-culturale (genere).

I sociologi studiano le differenze tra uomini e donne articolandole in quattro componenti:

Il sesso biologico è la componente più semplice da definire, consiste nelle caratteristiche

o fisiche che definiscono una persona come maschio o femmina.

L’identità di genere si riferisce alla percezione di se stessi, cioè al fatto che ci sentiamo

o maschi o femmine.

L’ideale di genere consiste nelle aspettative culturali relative ai comportamenti maschili e

o femminili. Negli ultimi decenni gli ideali di genere stanno cambiando.

Il ruolo di genere deriva dalla divisione sessuale del lavoro, dei diritti e delle

o responsabilità. Anche i ruoli di genere oggi sono in continua trasformazione.

Un società generalmente funziona in base al presupposto che queste quattro componenti siano in

armoni tra loro.

1.1. Il sesso biologico

La sola differenza inconfutabile ra maschi e femmine è costituita da una serie di caratteri

biologici che appaiono verso il secondo mese di gravidanza. Fino a quel momento l’embrione è

ancora sessualmente neutro e intorno alla sesta-ottava settimana l’embrione andrà a

programmarsi per divenire maschio (cromosoma Y) o femmina (cromosoma X). Testicoli e

ovaia vengono definiti caratteri sessuali primari.

Una volta sviluppati i caratteri sessuali primari, gli embrioni maschio o femmina cominciano a

produrre ormoni diversi. All’epoca della pubertà questi ormoni determinano l’insorgenza dei

caratteri sessuali secondari. Un funzionamento anomalo del sistema ormonale può generare il

fenomeno dell’ermafroditismo, una condizione molto rara in cui vengono a presentarsi genitali

con caratteri contemporaneamente maschili e femminili, oppure né maschili né femminili.

Ci si può chiedere se la differenziazione biologica tra maschi e femmine induca anche una

diversità di comportamento ma quel che risulta essere chiaro è che gli elementi biologici e

sociali dell’identità di genere sono così intrecciati che tentare di separarli appare impossibile.

NB: esistono naturalmente differenze fisiche tra i due sessi (forza muscolare, longevità,

imparare a camminare…)

1.2 . Identità e ideale di genere

La maggior parte dei membri di una società condivide gli stessi ideali di genere.

Per quel che riguarda l’identità di genere, essa si sviluppa attraverso tre processi fondamentali:

Imitazione: i bambini prendono a modello il comportamento degli adulti, solitamente quello

o della figura “nutrice” (madre). I padri di solito passano con i figli molto meno tempo delle

madri, ma i bambini comunque hanno un contatto con molti modelli maschili (amici di

famiglia, insegnanti..) E’ interessante notare che di fronte a modelli di entrambi i generi i

bambini non imitano necessariamente l’adulto del proprio genere. Il processo di imitazione

fondamentale avviene nei primi anni di vita.

Rinforzo: il termine si riferisce al’uso di premi o punizioni che incoraggiano nei bambini

o comportamenti adeguati l rispettivo genere e scoraggiano quelli inadeguati.

Auto-socializzazione: E’ un processo che avviene attraverso l’interazione sociale verbale e

o non. I bambini si propongono con atteggiamenti e poi valutano osservando le reazioni altrui.

L’autosocializzazione comunque è un processo autonomo.

Attraverso questi tre processi i bambini imparano comportarsi come “maschi” o come “femmine”.

In tal modo l’identità e l’ideale di genere si integrano.

E’ importante osservare che non sempre l’identità e l’ideale di genere corrispondono.

1.3 . I ruoli di genere

E’ la quarta componente delle differenze tra maschi e femmine. La convinzione che maschi e

femmine siano “naturalmente” adatti a ruoli diversi è stata radicalmente messa in discussione da

Margaret Mead su alcuni studi condotti.

2. Differenze di responsabilità, potere e prestigio

Disuguaglianza tra uomini e donne in alcuni ambiti istituzionali.

2.1. La famiglia

La famiglia tradizionale non è più dominante nelle società occidentali. Ormai sono sempre più

numerose le donne che svolgono un lavoro extra-domestico o sempre maggiori sono i bambini che

crescono in famiglie con un solo genitore (generalmente la madre). Ma nono stante il doppio carico

di responsabilità che il lavoro e l’organizzazione familire comportano, le donne che lavorano fuori

casa risultano più appagate delle casalinghe.

2.2. Il sistema scolastico

Il genere può influenzare il rendimento scolastico. Studi dimostrano che le ragazze risulterebbero

migliori nei compiti basati sulla verbalizzazione mentre i ragazzi in quelli basai sulle abilità visuo-

spaziali e matematiche.

Ancora oggi, le donne continuano a scegliere aree di studio tradizionalmente “femminili”, come

l’insegnamento, le lingue, ovvero campi in cui il lavoro è retribuito meno che nelle professioni

tecniche come l’ingegneria. Uno dei motivi di questo fenomeno può essere la “paura del successo “

in settori tradizionalmente dominati da uomini. Si crede che le donne temono che il successo le

faccia apparire meno femminili.

2.3. Il mondo del lavoro

La maggioranza delle donne è impegnata in occupazioni “femminili”scarsamente retribuite. Le

donne che entrano a far parte di professioni tradizionalmente maschili si rendono conto spesso

conto che i loro problemi non sono risolti.

Cosa si può dire delle donne che non lavorano fuori casa e che sono solo casalinghe? Si ritiene che

sia raro che siano vermene tali, queste donne spesso contribuiscono al lavoro o a un’azienda gestita

dal marito o dalla famiglia. Questo tipo di partecipazione viene definita “una carriera, due persone”.

3. Teorie della differenziazione di genere

3.1. La teoria funzionalista

Vede la differenziazione dei ruoli di genere in termini positivi, sostenendo che la famiglia ha

bisogno di due soggetti diversi per svolgere due ruoli diversi:

Il ruolo strumentale, che riguarda i rapporti con il mondo esterno

o Il ruolo espressivo, che riguarda i rapporti interni alla famiglia

o

3.2. La teoria del conflitto

Asserisce che la disuguaglianza di genere è fondata sul conflitto tra un gruppo dominante (gli

uomini) e un gruppo subordinato (le donne).

Collins parla di proprietà sessuale.

3.3. La teoria neo-marxista

Alcuni sociologi neo-marxisti concordano con Collins ma fanno risalire questa supremazia alla

struttura capitalistica più che al sistema di regolazione della disponibilità sessuale.

3.4. La teoria neo-psicoanalitica

Si parla di identificazione infantile. A causa di processi in gran parte inconsci, sia i bambini che le

bambine si identificano più o meno esclusivamente con la madre nei primi anni di vita. I bambini

subiscono però maggiori pressioni a sviluppare una identità separata da quella della madre, mentre

per le bambine l’identificazione originaria perdura in maniera relativamente indisturbata.

4. Prospettive di uguaglianza tra i generi

I ruoli di genere sono in continua trasformazione ed è probabile che continueranno a cambiare ma

molto forti sono anche le resistenza al cambiamento, come dimostra la presenza minoritaria delle

donne in un ambito politico.

Cap. 12 – Età e disuguaglianza

1. Età e struttura sociale

Uno status di età è una posizione sociale assegnata in base all’età anagrafica. Può essere

considerato sia uno status ascritto (in base alla nascita) che uno status acquisito (in base a

determinate prestazioni).

1.1. Età anagrafica e aspettative sociali

L’assegnazione di ruoli diversi a seconda dell’età avviene su base biologica. I ruoli che richiedono

forza o perfetto controllo motorio diventano impossibili d svolgere con l’avanzare dell’età. Alle

volte però, i fattori biologici dipendono in parte da fattori sociali.

1.2. Norme sociali relative all’età

La nostra società ha un sistema di status e di ruoli collegati all’età, sancito da norme formali (non

possiamo votare a 17anni ma a 18, possiamo avere la patente solo a 18 anni) e norme informali

( non vengono fissati limiti di età per sposarsi, avere figli o cominciale a lavorare). A questo

corrisponde una stratificazione sociale per età.

2. La stratificazione sociale per età

2.1. Le basi sociali del ciclo di vita

Sembra naturale suddividere il ciclo di vita in diverse fasi distinte: infanzia, adolescenza, prima

maturità, mezza età, vecchiaia. Molte di queste presunte suddivisioni 2naturali” sono però

abbastanza recenti. Assume un‘importanza particolare l’invenzione dell’adolescenza che mostra

l’importanza di grandi cambiamenti sociali avvenuti con la rivoluzione industriale.

L’industrializzazione, minava alla base due modi per favorire il passaggio dall’infanzia all’età

adulta: l’apprendistato e il servizio domestico. Lungi dall’essere una fase fissa dello sviluppo

umano, l’adolescenza è una costruzione sociale che risale a un periodo particolare della storia.

2.2. I riti di passaggio

La transizione dall’n alla’altra fase della vita viene segnata da riti di passaggio sottolineti da

cerimonie. Nella tradizione giudaico-cristiana, specifici rituali simbolici accompagnano i momenti

salienti del ciclo di vita: battesimo, cresima, matrimonio, funerale.

Nella maggior parte dei paesi industrializzati, questi riti sono diventati sempre meno importanti I

riti di passaggio svolgono due funzioni: creano una certa solidarietà sociale e danno significato ad

alcuni cambiamenti della vita.

3. Teorie dell’invecchiamento

Nel corso del’ultimo decennio, si è registrato un crescente interesse per la gerontologia, ossia per lo

studio delle persone anziane.

Teoria del disimpegno

o Teoria dell’attività

o Teoria della subcultura

o Teoria delle risorse

o

Ma nessun di queste teorie offre un quadro esaustivo della complessità e della varietà dei processi di

invecchiamento. Gli anziani sono individui con storie, origini, personalità e stili di vita unici.

Qualsiasi teoria dell’invecchiamento deve tener conto di questi tratti individuali.

4. I problemi degli anziani

4.1. Dipendenza e perdita di ruolo

I giovani sono abituati ad avere il controllo della propria vita: la vecchiaia, invece, porta con sé la

progressiva diminuzione delle prestazioni fisiche e mentali e dunque la dipendenza dagli altri. Gli

anziani devono anche rinunciare ai ruoli che un tempo svolgevano. Poiché esistono ben poche

ricompense collegate al ruolo di anziano, si reputa che gli individui vi si adattino con difficoltà.

Sicuramente comunque vi sono anziani che hanno una vita meno facile di altri.

4.2. Problemi economici e isolamento

In alcuni casi gli anziani sono più ricchi dei giovani. In generale la vita economica degli anziani è

alquanto problematica a causa di pensioni che sempre più difficilmente garantiscono il livello di

vita in precedenza. Alcuni anziani preferiscono essere indipendenti e vivere da soli, traendo sollievo

dal non sentirsi di peso per i figli, mentre coloro che non sono autosufficienti vengono ospitati in

case di riposo.

Studi hanno dimostrato che gli anziani sono più attivi quando possono interagire con persone di

tutte le età, anche se sembrano preferire la compagnia dei propri coetanei.

5. La mobilitazione politica degli anziani

Si crede che gli individui che entreranno progressivamente nell’esercizio della terza età saranno

probabilmente più istruiti, sani, ricchi e attivi dei loro predecessori. Un certo grado di

diseguaglianza continuerà a sussistere: le persone molto anziane, come quelle molto giovani, non

sono in grado di fornire le stesse prestazioni degli adulti nel pieno delle proprie capacità. L’età può

rendere impossibile l’adempimento di determinati ruoli.

Cap. 13 – La Famiglia

1. Variabilità delle strutture familiari

La famiglia è un insieme di due o più persone legate da vincoli di sangue, matrimonio o adozione,

sono responsabili delle reciproca cura e spesso vivono insieme nella medesima casa.

2. Caratteristiche strutturali della famiglia

Possono essere individuate cinque caratteristiche:

Forme di famiglia: due sono le principali forme; la famiglia nucleare composta dai

o genitori e dalla prole che da essi dipende (famiglia “naturale”) e famiglia estesa composta

dalla famiglia nucleare e da altri parenti biologici o acquisiti come nonni, zii ecc.

Le società dove le famiglie estese rappresentano la norma sono prevalentemente società

patriarcali. Nelle società matriarcali l’autorità viene invece conferita alla moglie o alla

madre ma tali sistemi sono molto rari.

Forme di matrimonio: due sono le principali forme; la monogamia ovvero il matrimonio

o di un solo uomo con una sola donna e la poligamia ovvero il matrimonio di una sola

persona con più partner. A sua volta la poligamia può distinguersi in due diverse forme: la


PAGINE

31

PESO

139.77 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia generale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Introduzione alla sociologia, 1. Che cos’è la sociologia?, 1. Rivoluzione scientifica: importanza del metodo sperimentale e dell’osservazione empirica
2. Rivoluzione industriale: attenzione all’economia politica
3. Rivoluzione francese: riconoscimento dell’uguaglianza dell’essere umano, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Docente: Rossi Luigi
Università: Messina - Unime
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Rossi Luigi.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia generale

Sociologia generale – Metodo sociologico
Appunto
Sociologia generale – Fatto sociale
Appunto
Sociologia generale – Suicidio
Appunto
Sociologia generale – Pensiero sociologico
Appunto