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Sociologia

Immaginazione sociologica

Cos'è l'immaginazione sociologica e perché vale la pena acquisirla? L'immaginazione sociologica è la capacità di riflettere sistematicamente su quanto cose da noi percepite come problemi personali siano in realtà questioni sociali. Tuttavia, fare generalizzazioni a proposito di individui partendo da ciò che crediamo di sapere sui gruppi a cui appartengono è definito stereotipo, che sfocia nella discriminazione.

Guardare attraverso lenti sociologiche

L'immaginazione sociologica si manifesta quando passiamo dagli interrogativi personali alle questioni sociologiche. Tutti possediamo un certo livello di immaginazione sociologica, la mettiamo in pratica anche solo osservando la gente. Tuttavia, la semplice osservazione delle persone che ci circondano e la formulazione di generalizzazioni non rappresentano un buon uso di questa immaginazione; richiede infatti che si pongano domande più profonde.

I sociologi hanno sviluppato un insieme di teorie sociali: schemi generali che suggeriscono determinati assunti e asserti su come funziona il mondo e hanno sviluppato un metodo di ricerca per trovare nuove evidenze empiriche che permettano di elaborare nuove risposte.

Le domande sociologiche: un esempio in dettaglio

Richard Arum fece una ricerca che seguì il percorso di più di 2000 giovani da 24 diversi college statunitensi che ebbero concluso gli studi e furono pronti per lavorare. I risultati furono differenti per: influenza delle esperienze universitarie, di studio, influenze nei corsi stessi dell’università.

Il raggio d'azione infinito dell'immaginazione sociologica

Esistono pochissime aree della vita che non possono essere studiate dal punto di vista sociologico. Il sociologo Troy Duster ha studiato il DNA e le sue implicazioni. Il fatto che l'immaginazione sociologica possa espandersi per indagare i molti aspetti della condizione umana non significa però che si possa accettare tutto. I sociologi si basano su un particolare modo di porre le domande e su una serie di teorie utili per cercare le risposte sviluppatesi nel corso dei secoli scorsi, utilizzando inoltre un insieme condiviso di strumenti.

Cosa sono i contesti sociali e perché sono importanti?

Il contesto famigliare e comunitario

Come esempio di contesto sociale si possono individuare diversi fattori che influenzano la vita di ogni bambino appena nato: la famiglia e il livello di istruzione, il quartiere, l'istruzione, i tipi di organizzazione di cui farà parte, il lavoro che troverà, il paese, il periodo storico. Le nostre famiglie influenzano chi siamo in diversi modi: fornendoci identità etniche e religiose, insegnandoci le norme fondamentali della società, il luogo in cui hanno scelto di vivere, grazie alle risorse finanziarie che possono investire nella nostra istruzione e le capacità emotive cognitive da loro sviluppate. Un secondo importante contesto è il quartiere e la comunità in cui cresciamo.

Identità e gruppi

Le nostre identità definiscono un altro importante tipo di contesto sociale in cui le vite individuali si dispiegano. La nostra famiglia e la società immediatamente ci impongono altre identità prima che siamo sufficientemente grandi per poterle scegliere in modo autonomo, come una religione o un'identità nazionale o etnica. Una volta cresciuti, possiamo essere in condizione di cambiare queste identità e spesso ne prendiamo di nuove.

Organizzazioni e istituzioni

Le organizzazioni di cui siamo parte plasmano le identità a noi disponibili e incidono sul nostro modo di valutarle e sulle ragioni per cui gravitiamo verso alcune e non verso altre.

Contesti sociali ed economici

Charles Wright Mills ha sostenuto che l'immaginazione sociologica mette in relazione le biografie individuali e la storia. Oltre a specifiche organizzazioni e istituzioni, sulla nostra vita agiscono contesti sociali ed economici che cambiano nel tempo, contesti appunto storici.

La sociologia come studio dei contesti sociali

Per sociologia intendiamo lo studio dei diversi contesti attraverso cui le vite degli individui prendono forma e il mondo sociale viene creato. I mondi sociali che gli umani creano hanno due componenti: l'interazione sociale e la struttura sociale. L'interazione sociale si riferisce al modo in cui le persone agiscono insieme ed essa è governata da un insieme di norme. Con il termine struttura sociale si intendono i molti modi diversi con cui le regole e norme della vita quotidiana diventano modelli durevoli che plasmano e regolano le interazioni sociali. Include tutto, dalle tradizioni e dai costumi sino alle norme formali e i regolamenti che i governi emanano. Possiamo identificare due componenti critiche della struttura sociale: le gerarchie e le istituzioni. Una gerarchia sociale è un insieme di importanti e durevoli posizioni sociali che forniscono a individui e gruppi differenti tipi di status. Noi occupiamo un ruolo all'interno della società. Le istituzioni forniscono i modelli su cui si fonda la nostra esistenza quotidiana.

Quali sono le origini della sociologia e in cosa differisce dalle altre scienze sociali?

La nascita della sociologia

Il termine sociologia è solitamente attribuito al filosofo francese Auguste Comte che lo usò per primo nel 1839. Egli pensava che la sociologia sarebbe diventata la scienza fondamentale del mondo sociale articolandosi in statica sociale e dinamica sociale. Il padre della sociologia, Durkheim, occupò nel 1887 la prima cattedra ufficiale di scienza sociale in Europa, all'università di Bordeaux, e nel 1898 fondò quella che sarebbe diventata la prima influente rivista europea di sociologia, "L'année sociologique". Oggi, i sociologi sono impegnati nello studio di numerose importanti questioni e controversie sociali, operando nelle università ma anche nelle agenzie di governo e pubbliche.

Sociologia e rivoluzione industriale

Furono due gli sviluppi fondamentali che stimolarono le scienze sociali in generale e la sociologia in particolare: il periodo molto rapido dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione. La diffusione del lavoro in fabbrica, in questa fase dell'industrializzazione, creò occupazioni che si concentravano in aree urbane. I cambiamenti sociali resi possibili dall'industrializzazione furono immensi, ma nacquero anche dei problemi: durante questo periodo aumentarono i movimenti sociali che si caratterizzano per l'azione collettiva finalizzata a produrre qualche tipo di cambiamento nella società. La sociologia ha trovato il suo posto di fronte a queste sfide e condizioni, iniziando a cercare di comprendere le fonti dei nuovi problemi sociali.

Le "sorelle" della sociologia

La sociologia non può essere classificata così facilmente come le altre scienze. I sociologi possono muoversi in tutte le aree che sono terreno delle altre scienze sociali. La sociologia lavora con differenti unità di analisi; nelle scienze sociali, quella che viene chiamata ricerca interdisciplinare ha un ruolo sempre più centrale nello studio di qualunque argomento.

I "figli" della sociologia

Nelle università oggi troviamo un vasto gruppo di discipline fondamentali che si sono sviluppate da una qualche scienza sociale, spesso proprio dalla sociologia, quali: criminologia, studi di genere, studi culturali, studi afroamericani, studi latino-americani, studi organizzativi, studi sulle relazioni industriali o sul lavoro e altri ancora.

Teoria sociale

Cos'è la teoria sociale?

Le teorie sociali sono concezioni sistematiche del rapporto tra individuo e società, sono cornici analitiche che aiutano a comprendere il mondo sociale.

Tre temi comuni

  • Qual è la natura dell'individualità? In che modo l’individuo agisce nel contesto sociale?
  • Qual è il fondamento dell'ordine sociale? Cosa tiene unite le società?
  • Come cambiano le società, e in quali circostanze avviene il cambiamento?

Come hanno dato senso al mondo i primi teorici sociali?

Karl Marx (1818-1883)

Conosciuto per essere una figura di spicco del movimento socialista, nonché il fondatore del "socialismo scientifico". Secondo lui il sistema economico di una società, e le relazioni che esso crea tra gli individui e i gruppi, definiscono il funzionamento stesso della società. Il suo ragionamento prende piede dall'osservazione che tutte le società, a eccezione delle più semplici, producono un surplus economico; producono cioè più beni di quelli necessari a soddisfare i propri bisogni materiali minimi qualora tali beni fossero distribuiti equamente. Con il termine classi si riferiva ai gruppi formati da persone che condividono degli interessi economici simili sulla base della loro relazione con i mezzi di produzione, il criterio di distinzione delle classi era la proprietà.

Nella celebre opera di Marx ed Engels, "Manifesto del Partito Comunista", individuano nella storia di tutte le società tre diversi modi di produzione: le società antiche, il feudalesimo, il capitalismo; ciascuno di essi è composto da due parti: forze di produzione e rapporti sociali di produzione. Ne "Il Capitale" Marx analizza il modo di produzione capitalista, egli credeva che al centro delle società capitaliste vi fosse un conflitto cruciale tra i membri di due classi: borghesia e proletariato. Secondo lui il proletariato avrebbe dovuto dare vita a una rivoluzione in grado di rovesciare il capitalismo e di creare una società socialista, in virtù dell'abolizione della proprietà privata. Teoria conosciuta come lotta di classe.

Durkheim (1858-1917)

Egli è uno dei padri fondatori della sociologia. Definiva fatti sociali le regolarità e le regole della vita quotidiana che sono proprie di ogni comunità umana. Poco dopo che definì i fatti sociali, i sociologi e gli altri scienziati sociali iniziarono a fare riferimento a essi utilizzando il concetto di forze sociali. Per Durkheim uno dei processi fondamentali è quello di socializzazione; è grazie a tale processo che impariamo a comportarci in società. Tra le forze sociali più importanti che influenzano il nostro comportamento troviamo le norme, le quali sono come dei muri che delimitano le nostre azioni.

Nella sua opera "Il Suicidio", Durkheim arrivò alla conclusione che la probabilità che un certo numero di persone si uccida in un determinato luogo e in un dato momento è in realtà fortemente influenzata da fattori sociali. Con il termine solidarietà sociale, si domandò quale fosse l'origine dei principi morali condivisi e delle relazioni tra gli individui. Egli distingueva due forme di solidarietà sociale: la solidarietà meccanica è la forma di solidarietà prevalente in quelle che Durkheim chiama società primitive, costituite da grandi famiglie e clan le cui relazioni orizzontali danno origine alle tribù; queste società sono caratterizzate dalla divisione del lavoro. La solidarietà organica è caratterizzata da una divisione del lavoro molto complessa e rapporti di interdipendenza tra persone. Secondo lui il fondamento di solidarietà nelle società moderne risiede nel fatto che queste società garantiscono agli individui una libertà che le società primitive non potevano assicurare, vi è addirittura un "culto dell'individuo", ovvero i diritti individuali sono talmente importanti da essere ritenuti sacri; la religione è ciò che mantiene unite le società e i gruppi sociali.

Weber (1864-1920)

Uno dei suoi più importanti contributi consiste nell'aver attribuito all'azione e al comportamento individuali un ruolo fondamentale nella produzione dell'ordinamento sociale. Sosteneva che per comprendere le motivazioni del comportamento non fosse sufficiente analizzare il contesto sociale, ma che fosse invece necessario entrare per così dire nella testa delle persone e capire come esse interpretano e danno senso al mondo che le circonda. In "Economia e Società", Weber scrive che la sociologia è una scienza che si dedica all'azione interpretativa dell'agire; questo approccio è conosciuto come sociologia interpretativa.

Un secondo contributo fondamentale alla sociologia è rappresentato dalla sua analisi dei modi e delle ragioni per cui le persone rispettano le gerarchie e obbediscono agli ordini. Weber opera una celebre distinzione tra potere e autorità: definisce il potere come la capacità di una persona di raggiungere i propri obiettivi anche in presenza di ostacoli; definisce autorità la capacità di fare in modo che le persone si comportino nella maniera desiderata perché convinte di doversi conformare alle prescrizioni di chi le governa. Un terzo contributo è rappresentato dalla sua teorizzazione di gruppi di status, gruppi di persone con attributi e caratteristiche identitarie simili, come i gruppi basati sulla religione, l'appartenenza etnica o anche il consumo di oggetti culturali. Al contrario, la religione, l'orientamento sessuale, il genere, l'appartenenza etnica e la condizione di disabilità sono tutti fattori che condizionano l'accesso all'occupazione o ad altri tipi di opportunità. I conflitti derivanti dall'esistenza dei gruppi di status rappresentano secondo Weber un aspetto fondamentale del sistema di stratificazione sociale di ogni società. Definì inoltre chiusura sociale quel tipo di atteggiamento che i gruppi attuano quando escludono altri gruppi.

Georg Simmel (1858-1918)

Per Simmel, un elemento fondamentale del passaggio dalle prime forme comunitarie alle società moderne è stata la moltiplicazione delle cerchie sociali cui è possibile appartenere. Introdusse un concetto fondamentale, il concetto di distanza sociale attraverso cui è possibile descrivere la distanza tra i membri di un gruppo, o tra i gruppi stessi. Secondo la sua formulazione, si definisce "straniero" colui che fa parte di un gruppo ma che non è accettato pienamente dal gruppo; si differisce dall'outsider che non fa parte del gruppo e dall'insider che è membro della cerchia ristretta. Il suo lavoro sulle proprietà formali dei gruppi è alla base dello sviluppo, nel secondo dopoguerra, della network analysis, una branca di analisi sociologica che studia le connessioni tra gli individui e le conseguenze di queste relazioni. Le nuove idee si diffondono attraverso le reti sociali, reti di persone collegate tra loro che talvolta non si conoscono e le cui connessioni reciproche sono normalmente invisibili.

W.E.B. Du Bois (1868-1963)

Il suo interesse prioritario riguardava il tema della "razza" e della disuguaglianza razziale nella società americana. Affermava che la disuguaglianza non aveva nessun fondamento biologico ma fosse un prodotto della società americana stessa. Sviluppò una teoria secondo cui il razzismo era in realtà l'ineguaglianza tra bianchi e neri. Il ruolo del razzismo nella società americana e le sue conseguenze sulle condizioni di vita degli afroamericani furono analizzati minuziosamente da Du Bois nella sua opera "Le anime del popolo nero". Presenta la sua teoria su come gli stereotipi sui neri, visti come persone pigre, poco intelligenti e inclini al crimine, fossero in realtà il risultato della loro posizione nella società americana. L'idea più importante nell'opera concerne l'ipotesi circa l'effetto congiunto di razzismo e struttura sociale, che insieme hanno prodotto negli afroamericani una sorta di doppia coscienza.

Le innovazioni della teoria sociale nella seconda metà del XX secolo

Lo struttural-funzionalismo

La teoria funzionalista di Parsons ambiva a spiegare gli aspetti fondamentali della vita sociale attraverso l'analisi delle funzioni assolte dagli attori e dai processi sociali nel mantenere unita la società. Parsons definì la propria teoria struttural-funzionalismo, in riferimento all'idea di base secondo cui gli individui, i gruppi e le istituzioni di ogni società sono influenzati dalle strutture del sistema sociale per cui assolvono le loro funzioni. La biologia evoluzionista ha dimostrato che le specie animali si adattano in maniera efficace all'ambiente, nel corso del tempo, attraverso un processo di selezione naturale, mediante il quale le caratteristiche più vantaggiose per la specie prevalgono sulle altre, generazione dopo generazione.

La teoria del conflitto

Numerosi teorici sociali, tra la fine degli anni '50 e per tutti gli anni '60, criticarono Parsons proponendo la teoria del conflitto come alternativa al funzionalismo. Uno dei fondatori di questa prospettiva teorica, Ralf Dahrendorf, riteneva che, nonostante la visione di Marx della lotta di classe come processo generativo del cambiamento sociale fosse superata, fosse comunque vero che nel mondo moderno esistono molti tipi di conflitto economico e pensava che tali conflitti rappresentassero delle componenti fondamentali della vita sociale. L'opera più importante di questo approccio teorico è quella di Charles Wright Mills, che scrisse una serie di testi sulle classi e il potere in America, Mills sosteneva che gli USA negli anni '50 erano governati da un'élite del potere che proteggeva i propri privilegi e decideva quali dovessero essere le politiche governative. I teorici del conflitto sostengono che l'ineguaglianza produce tensioni per l'accaparramento delle risorse sia tra i gruppi che tra gli individui.

L'interazionismo simbolico

Un'altra critica al funzionalismo fu l'interazionismo simbolico, una teoria focalizzata sull'interazione sociale e sul ruolo della dimensione simbolica nelle interazioni. Mentre Parsons e i suoi seguaci credevano che gli individui e l'agire individuale fossero fortemente influenzati dalla società, l'interazionismo simbolico rovesciò completamente questa prospettiva.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elenadonati02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Pizzolati Micol.
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