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Definizione di sociologia

La sociologia è l’analisi del comportamento individuale socialmente condizionato (Weber). Ovvero l’analisi di Ego (essere) entro le relazioni sociali, i fattori strutturali, istituzionali nei quali è “immerso”. La mancanza d’equilibrio tra queste tre componenti porta o alla schizofrenia o alla nevrosi. La sociologia studia i comportamenti rilevanti della società e il motivo per il quale si manifestano. All’interno di relazioni tra uomini riscontriamo valori che vengono inglobati nel carattere del singolo uomo, i quali poi si ritrovano all’interno della società. È una definizione in grado di distinguere la sociologia dagli altri saperi.

Le differenze basilari con altre discipline delle scienze sociali

  • Psicologia: all’origine del comportamento vi sono fattori individuali
  • Filosofia: analisi ontologica della natura umana (la sociologia si interessa sull’essere reale)
  • Storia: spiegazione di eventi specifici del passato, si occupa della realtà contemporanea
  • Sociologia: analisi di fattori sovraindividuali per giungere a spiegazioni per classi di fenomeni sociali (del passato e del presente), cerca di capire il motivo per il quale si è avuto uno specifico evento rifacendosi anche al passato.

Cosa vuol dire pensare sociologicamente?

  1. Vedere l’abituale come insolito: stupirsi del mondo così com’è. Mettere in dubbio e discussione tutto ciò che solitamente si dà per scontato a partire dalla famiglia stessa. Mettere in discussione l’ottica di abitualità.
  2. Familiarità/estraneità all’oggetto di studio. Siamo dentro l’antropologia e sociologia qualitativa dove sono gli stessi saperi. Mantenere due approcci totalmente diversi nello stesso tempo.
  3. Vedere il sociale nell’individuale e il generale nel particolare.
  4. Trovare corrispondenze fra le biografie individuali e il processo storico (corrente o passato): fra micro e macro. La macro sociologia si occupa delle istituzioni, la micro invece l’analisi dell’interazione sociale.
  5. Dare senso alla realtà: perché certi significati sociali e non altri?
  6. Importanza del senso comune, ma la sociologia deve andare al di là, ricostruendo i presupposti e i processi di formazione del senso comune. Ce ne dobbiamo sistematicamente allontanare in quanto non sia attendibile anche se rilevante, perché rispecchia la tendenza generale. Ci dà anche la misura per capire perché determinati valori siano divenute rilevanti.
  7. Analisi delle forme di potere.
  8. Il pensiero sociologico come conoscenza destabilizzante.

Mandare 10 righe con word per email su cosa si vuole, punto 3 o punto 4 (esempio che rappresenti uno dei due punti). stefano.becucci@unifi.it

Metodologia della ricerca sociale

Scala di astrazione: relazione inversa tra intensione ed estensione dei concetti. Pregi e limiti dei metodi di ricerca: quantitativo e qualitativo.

Quantitativo

Rappresentatività e riproducibilità vs costrizione dell’intervistato a collocarsi entro risposte precodificate.

Qualitativo

Profondità di analisi vs impossibilità di generalizzare i risultati di ricerca.

Estensione dei concetti: andamento ascendente e discendente dei concetti. Se il concetto ha un insieme di caratteristiche che lo rendono intensivo esso avrà una bassa estensione. Per estensione ci si riferisce al referente empirico, l’intensione, invece, corrisponde alle caratteristiche qualificanti di quel concetto. Un’alta intensione è dovuta a una presenza maggiore di caratteristiche qualificanti (non un solo criterio, ma più di uno).

Caratteristiche qualificanti della criminalità organizzata

  • Forza militare
  • Capitale
  • Collusioni
  • Collegamenti transnazionali

Bassa estensione nel mondo della realtà. Non tutti i fenomeni di criminalità organizzata rientrano in questa definizione: almeno 3 persone. La sua proiezione nella realtà abbraccia un ampio spettro sotto il profilo dei referenti empirici. Bassa estensione del concetto perché c’è un unico criterio che lo distingue. Alta estensione a quanti fenomeni reali quella definizione può corrispondere.

La ricerca può essere: qualitativa e quantitativa che detengono entrambi pregi e difetti. Per quanto riguarda il metodo quantitativo i pregi sono la rappresentatività e la riproducibilità, i difetti, invece, sono la costrizione dell’intervistato a collocarsi entro risposte precodificate. Se raggiungiamo sia con l’uno che con l’altro la medesima conclusione cioè un indicatore di rilievo che quella ricerca è stata fatta bene, tuttavia sono due mondi che non hanno niente a che fare tra loro.

Comunità e società (concetti ideali e dicotomici)

Le caratteristiche di una e dell’altra si differenziano in maniera dicotomica secondo due estremi contrapposti tra loro. Da una parte utilizziamo il concetto reale e dall’altra il concetto dicotomico.

Concetto ideale

Accentuazione unilaterale di alcuni aspetti qualificanti il concetto stesso (secondo Weber). Riguarda però anche l’inserimento di queste due entità concettuale all’interno di una dicotomia in quanto esaurisce sulla base dei due estremi le caratteristiche di una e dell’altra. Questa alla dicotomia riusciamo a distinguere queste due entità e riusciamo a capire in maniera più precisa le differenze tra le due tramite il contrasto. Arbitraria nella terminologia di F. Tonnies.

Comunità Società
Volontà comune: la comunità si basa sul sentimento di appartenenza, esistenza di aggregati sociali, piccole comunità locali dove le persone si conoscono tra di loro e dove abbiamo rapporti face to face. Volontà individuale della società dove troviamo concezione individualistiche, individui in quanto titolare di diritti.
Solidarietà spontanea che si basa su un comune senso di appartenenza. Durkheim parla di solidarietà meccanica (non prevede una volontà individuale di adesione) attribuita ad aggregati sociali poco sviluppati, si basa su una solidarietà spontanea i cui meccanismi di regolamentazione sociale sono organizzati secondo tradizione. Solidarietà contrattuale. Durkheim parla di società organica (determinata dal restringimento della sfera penale osservabile oggettivamente), società complesse con una crescente divisione del lavoro la solidarietà non è immediatamente visibile ma occorre rilevarla attraverso la coscienza collettiva.
Interessi collettivi Interessi individuali
Proprietà comune: gli scambi di mercato sono inesistenti e si producono beni di vario tipo allo scopo di consumarli, economia di sussistenza circoscritte alla propria società. Proprietà privata: ampliamento progressivo del mercato capitalistico, in contrapposizione ad altre forme di relazione sociale ed economica.
Reciprocità e economia di sussistenza Relazioni di mercato mediate dal denaro: la modalità razionale rispetto alla tradizione perché è un comportamento intellegibile.
Relazioni face to face (aggregati sociali) Relazioni impersonali, anonime (metropoli)
Scarso sviluppo della divisione del lavoro Articolata e crescente divisione del lavoro
Basso grado di differenziazione sociale. Per grado di differenziazione si intende una differenziazione funzionale del ruolo di lavoro, ma anche della divisione del lavoro. Alta differenziazione sociale.
Appartenenti alla comunità scarsamente individualizzati (la comunità assorbe gli individui): non c’è una dimensione individualizzante degli individui, ma li assorbe nella società. Orientamento individualistico: messi in primo piano i diritti degli individui.
Orientamento morale condiviso ed esercitato con forza cogente: va in parallelo con la forza e il senso di appartenenza della società che sovrasta gli interessi individuali e i comportamenti individuali. Orientamento morale non evidente, se non attraverso riti collettivi legati alla memoria storica di un popolo: che possono avere anche carattere religioso.
Credenze di tipo religioso: attribuire caratteri divini a per esempio fenomeni naturali come un fulmine (religioni politeistiche). Processo di “demagizzazione” (Weber): grazie allo sviluppo della scienza gli uomini attraverso un processo di razionalizzazione sono in grado di espungere spiegazione irrazionali (fulmine come segno divino). Società intesa come processo di evoluzione della conoscenza umana e della sua applicazione alla vita quotidiana.
Condotta quotidiana regolata dalla tradizione (Weber): agire razionalmente in base alla tradizione e consuetudine. Crescente burocratizzazione e agire razionale rispetto allo scopo (Weber): riferimento a costi e benefici, i mezzi a mia disposizione rispetto agli scopi che voglio raggiungere.

Sia l’uno che l’altro sono intellegibili e possono essere compresi tramite strumenti razionali.

Coscienza collettiva

La coscienza collettiva è quella dimensione morale che va al di là del singolo individuo e lo sovrasta e lo comprende all’interno della società. Questa dimensione morale è ravvisabile attraverso la società che esercita una sanzione (= diritto penale) nei confronti di determinati atti. Sanzione che si differenzia in base all’atto. Il centro della dimensione morale è quindi alla sanzione penale. L’obbligatorietà è ciò che differenzia le regole morali. Le coscienze non si assomigliano neppure in senso alla stessa società. Gli atteggiamenti soggettivi si differenziano per tipi sociali, aggregazione sociale, e non ci renderebbero possibile l’identificazione di ciò che consiste con la coscienza morale, per questo Durkheim si basa su atteggiamenti oggettivi.

La coscienza morale va individuata al di là dei singoli comportamenti. “La coscienza normale è quella che nelle società è la più generale” rappresenta il criterio distintivo per stabilire da un lato ciò che vale come comportamento generale e dall’altro ciò che corrisponde in termini di coscienza morale a quel comportamento medio. I fatti esterni del singolo individuo rilevano e danno conto di fatti che non possono essere circoscritti al singolo comportamento, poiché i singoli comportamenti sono caratterizzate da una notevole varietà interna. È impossibile che i membri di una società riconoscono una regola condotta come obbligatoria senza agire contro ogni atto che la viola. La sanzione rappresenta la coscienza collettiva e può essere osservata e misurata e ha carattere oggettivo in quella determinata società in quel determinato periodo storico. Abbiamo elementi esterni dell’individuo che danno conto in maniera diretta della propria coscienza collettiva in quanto popolo e non singoli nella media dei comportamenti di quella società. Per diventare più scientifico si utilizza l’approccio oggettivistico. Lo studio dei comportamenti umani è come se equivalesse allo studio delle scienze naturali, eliminando quindi la sfera dei sentimenti e delle sensazioni e apparenze soggettive. Le sanzioni sono infatti oggettivamente rilevabili e misurabili. “Ogni regola di condotta relazionata alla sanzione diffusa, sola o accompagnata da un’altra sanzione è morale nel senso letterario del termine”, secondo Durkheim possiamo stabilire i confini morali della coscienza collettiva. La coscienza collettiva corrisponde al diritto penale e alle sanzioni penali. La coscienza morale può essere soggetta ad errore e può conferire regole che non sono di per sé stesse morali e al contrario può lasciare senza sanzione regole che dovrebbero essere sanzionate. Si potrebbe escludere dalla morale dei fatti che per loro natura sono morali o ritenere morali dei comportamenti che non lo sono. ((Anomalia: così come il biologo che studia la fisiologia degli animali rileva n’anomalia patologia all’interno della fisiologia degli esseri vivente che studia)). Un fatto morale è normale per un determinato tipo sociale quando lo si osserva nella media di quelle società di quella specie, è patologico in caso contrario. Il carattere morale delle regole particolari di condotta sia variabile, esso dipende dalla natura dei tipi sociali.

Nucleo: LA COSCIENZA COLLETTIVA È MISURABILE ATTRAVERSO SANZIONI PENALE, IN BASE AL QUALE POSSIAMO STABILIRE DOVE INIZIARE E DOVE FINISCE L’AMBITO MORALE DI UNA SOCIETÀ. QUESTO AMBITO SOCIALE PERÒ CAMBIA E VARIA NEL TEMPO, IN RELAZIONE ALLA SENSIBILITÀ GENERALE DI QUELLA SOCIETÀ, MA ANCHE AL COMPORTMANETO MEDIO DELLA STESSA SOCIETÀ. LA SANZIONE CHIARISCE CIO’ CHE È VERAMENTE INVIOLABILE NELL’AMBITO DEI COMPORTAMENTI INDIVIDUALI E NEL MOMENTO IN CUI VIENE TRASGREDITO DIVENTA SANZIONE PENALE. (pagine 57/63 divisione del lavoro sociale, Durkheim). Nel passaggio da solidarietà meccanica a solidarietà organica Durkheim rileva un restringimento progressivo del diritto penale a vantaggio di altre forme di diritto, un ampliamento del diritto commerciale, amministrativo. Tutte quelle forme di negoziazione e riparazione o diritto restitutivo si ampliano perché non prevedono sanzione penale. Ampliamento a svantaggio del diritto penale. È come se avessimo un restringimento di ciò che è veramente inviolabile (in termini di coscienza morale) rispetto ad un aumento degli spazi di libertà individuali che non violano quel nucleo centrale corrispondente alla coscienza collettiva. Il problema fondamentale di Durkheim quando scrive è rendere conto e spiegare del perché nelle società della sua epoca gli individui si possono mantenere e salvaguardare un sentimento unico di appartenenza che danno conto dell’esistenza e della riproduzione della società nel suo insieme nonostante gli individui. Rispetto al passato oggi gli individui sono più individualizzati e si trovano all’interno di una società maggiormente organizzata ed organica, sistemico. Determinato dalla divisione del lavoro, dimensione che unisce gli individui in quanto articolata. La solidarietà organica è legata alla divisione del lavoro e al fatto che ciascun individuo in base alla propria professione dà il suo contribuito all’interno della società stessa. Le società dell’epoca sono sottoposte a molti cambiamenti. Fase nella quale si ha un’apertura degli spazi della mobilitazione sociale (nascita partiti populisti e socialisti). L’800 in generale è un periodo di cambiamenti.

Stratificazione sociale

Termine che rimanda alla geologia e all’archeologia. Individui o collettività (famiglie, gruppi etnici e religiosi...) suddivisi per posizioni sociali (collocazione che un individuo o un gruppo occupa all’interno di una stratificazione sociale divisa in stati) e distinti per la loro appartenenza a strati sociali differenti, ovvero secondo tre differenti indicatori:

  • Potere: va distinti per due dimensioni. La prima è legata alla legittimazione, la possibilità e la capacità di esercitare forme di comando da parte di Ego nel confronto di altri in relazione al tipo di ruolo di comando che la regolamentazione istituzionale di quella società gli attribuisce (come presidente del consiglio che emana decreto legge dove viene stabilito un determinato comportamento da parte di persone che vivono in Italia). Abbiamo un altro potere di natura differente che si distingue da quello istituzionale che è quello del singolo individuo, potere di ego di influire su altri. Il potere che ha a nei confronti di b che permette ad a di far fare a b tutto quello vuole, far fare a b ciò che non avrebbe mai fatto senza l’influenza di a.
  • Ricchezza: reddito disponibili, beni di tipo mobile o immobile (azioni o proprietà terriere o immobiliari).
  • Prestigio sociale: riconoscimento o forma di deferenza di una forma di prestigio che viene attribuita a quella figura in base al ruolo che rappresenta (calciatore di Serie A che gode di una sensibile forza di prestigio nei confronti della popolazione, oltre a retribuire un altro reddito).

Ci sono almeno due modalità di misurare le posizioni sociali degli individui all’interno di una determinata società:

  • Oggettiva: rilevare in maniera oggettiva le posizioni sociali di ciascun individuo (reddito).
  • Soggettiva: chiede allo stesso individuo di auto-collocarsi all’interno di un’ipotetica stratificazione sociale (ricerche per capire dove un individuo si collocherebbe). Una modalità che è stata usata soprattutto nell’ultimo periodo dove si è avuto una crisi del ceto medio, con perdita di poteri d’acquisto (passaggio lira-euro) che si è riusciti ad individuare con la modalità oggettiva. Facile ricordare la crisi del 2006 che si è diffusa in Italia.

Importante fare una distinzione tra il concetto di stratificazione sociale e il concetto di classe sociale. La stratificazione non deve essere confusa con il concetto di classe o con struttura di classe:

  1. La struttura di classe indica la suddivisione della società (e degli individui) in relazione ai rapporti di produzione esistenti in quella società (es. capitalisti vs proletari). La classe sociale implica almeno i termini di potenziali una dimensione politica laddove la classe sociale produce una propria cultura, centro divulgazione di un modo di essere o vivere o di una propria rappresentazione del mondo. Nel linguaggio marxiano questa dimensione politica consiste nel passaggio in quello che egli identifica come classe in sé e classe per sé.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alpapasqua01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Becucci Stefano.
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