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Chi vive con chi: famiglia come unità di convivenza

La famiglia cambia nel tempo, da un luogo all'altro e talvolta anche da un ceto sociale all'altro. Ciascuna famiglia può cambiare forma nel passare da una fase all'altra del ciclo di vita. L'esistenza di una varietà di forme familiari, di regole per la delimitazione dei confini, ha spinto molti antropologi alla ricerca di funzioni e caratteristiche familiari che fossero insieme essenziali e universali. Tali funzioni mostrerebbero la necessità della famiglia in ogni tipo di società e cultura, ne garantirebbero l'individuazione all'interno della variazione e confusione delle forme nel tempo e nello spazio. Altre ricerche erano volte a trovare la “struttura della famiglia” intesa come convivenza. La struttura non si riferisce né al numero dei membri, né ad una una qualche attività predominante, ma al tipo di vincolo che lega i membri di una convivenza: vincoli di affinità e di consanguineità, di matrimonio o di discendenza.

Categorie fondamentali di strutture di convivenza familiare

  • Gruppi domestici senza struttura: comprendono le convivenze di fratelli o sorelle, o consanguinei senza vincoli di generazione, sia coloro che vivono da soli (né coppie coniugali né generazionali).
  • Gruppi domestici semplici: composti sia da genitori che da figli, un solo genitore con figli, coppia senza figli.
  • Gruppi domestici estesi: oltre ai componenti della famiglia semplice, includono parenti ascendenti (nonni), discendenti (nipoti) o collaterali (fratello o sorella di moglie o marito).
  • Gruppi domestici multipli: più nuclei coniugali, più coppie con i loro figli.

Barbagli sostiene di dover distinguere tra struttura e relazioni familiari: la struttura designerebbe le regole con cui una convivenza si forma e trasforma la sua composizione e ampiezza, mentre le relazioni designerebbero i rapporti di autorità e di affetto esistenti all'interno del gruppo di persone che vivono assieme. Si parla di una struttura nucleare o multipla e di relazioni patriarcali o autoritarie o paritarie.

Modelli di distribuzione dell'autorità

I rapporti di potere che presiedono alla definizione della struttura familiare: famiglie a ceppo sono sempre un vincolo non solo di coabitazione, ma anche di autorità, tra una coppia anziana, un figlio maschio e una nuora. Una famiglia a ceppo implica sempre sia individui che non si sposano, sia famiglie non a ceppo, formate dai figli che se ne sono andati e quindi rapporti tra generazioni differenziati rispetto ai diversi figli così come rispetto ai nipoti.

Famiglie multiple (frereches) riguardano sempre una discendenza e un legame per via maschile, in cui le donne sono presenti come nuore, mogli, cognate. In queste famiglie gli uomini sono sempre tra loro consanguinei mentre le donne lo sono solo se figlie e sorelle non sposate. Se sono sposate sono presenti solo come affini, acquisite, quindi in qualche misura estranee, come mogli o nuore. Possono instaurare rapporti di consanguineità solo con e per tramite dei propri figli.

Berkner dice: sia i componenti di una famiglia che i rapporti che li legano e ne definiscono la posizione mutano con l'andar del tempo, da una fase all'altra del ciclo della vita. Ciò vale oggi come per il passato: nascite, morti, matrimoni, producono un continuo mutamento nel tipo di vincoli che legano le persone in una famiglia, mentre crescita e invecchiamento modificano sia le competenze che l'attribuzione dell'autorità e del potere. Per questo si può parlare correttamente di struttura della famiglia solo nel senso di regole che presiedono al definire chi vive con chi e entro quali rapporti di autorità lungo tutto il ciclo di vita.

Classificazione delle famiglie secondo l'Istat

La semplificazione delle strutture familiari operata dalle rilevazioni censuarie è ben esemplificata dalla quadripartizione adottata in Italia dall'Istat fino al censimento del 1981. Le famiglie sono classificate come:

  • Unpersonali
  • Coppie senza figli
  • Coppie o singoli con figli
  • Estese (vengono fatte rientrare sia quelle estese che quelle multiple)

Per definire l'unità di convivenza familiare l'istituto di rilevazione rimandava alla definizione anagrafica secondo cui “i caratteri distintivi della famiglia sono:

  • La relazione di parentela o affinità/affetto che unisce tra loro più persone
  • La coabitazione
  • L'unicità del bilancio almeno per parte delle entrate e delle spese destinate al soddisfacimento dei bisogni primari quali l'alimentazione e i servizi dell'abitazione.

L'ultimo requisito è scomparso negli anni '80, la legge anagrafica ha eliminato il requisito del bilancio comune come identificante una famiglia, privilegiando l'abitualità del domicilio e l'esistenza di rapporti affettivi.

Evoluzione delle famiglie dopo il secondo dopoguerra

Dal secondo dopoguerra vi è stato un aumento del numero delle famiglie superiore a un aumento della popolazione, a una riduzione dell'ampiezza delle famiglie medesime e infine a una diversa distribuzione percentuale dei vari tipi di struttura familiare a favore sia di quella coniugale nucleare, che di quella unipersonale, che infine di quella monogenitore e a sfavore di quella estesa e multipla. Questi fenomeni sono la conseguenza sia di comportamenti individuali e familiari, sia di processi demografici diversi.

L'aumento del numero delle famiglie è dovuto alla maggiore accessibilità del matrimonio per strati sociali che prima ne sarebbero stati esclusi e quindi ad un aumento dei tassi di nuzialità, oltre che all'incremento complessivo della popolazione. L'aumento del numero delle famiglie conferma piuttosto la tendenza verso la nuclearizzazione della famiglia e va messo in relazione con l'allungamento della durata della vita. Questo fa sì che vi siano più coppie anziane e singoli. La riduzione delle nascite che modifica l'ampiezza della famiglia, rende più evidente lo squilibrio tra incremento della popolazione e incremento delle famiglie.

Dall'altra va osservato che l'invecchiamento della popolazione unitamente all'aumento dell'instabilità coniugale, sta producendo in alcuni casi e in alcuni contesti una ripresa delle famiglie estese: coppia di anziani che riprende in casa un figlio (ricoabitazione). L'instabilità coniugale, separazioni e divorzi, insieme all'invecchiamento della popolazione è l'altro fattore responsabile della diversificazione delle strutture familiari nelle società avanzate contemporanee e più specificatamente della diversificazione dei cicli di vita della famiglia: famiglie nucleari coniugali si dividono per andare a formare famiglie con un solo genitore da un lato, famiglie unipersonali dall'altro. Alcune di queste successivamente possono formarne altre, dando luogo alle cosiddette famiglie ricostruite o ricomposte, che possono a loro volta dividersi successivamente.

Pendolarismo familiare

Il “pendolarismo familiare”: lunghe convivenze dei figli in famiglia, persone giovani che mantengono la propria residenza presso la casa dei genitori, ma vivono stabilmente altrove, altre che passano periodi più o meno lunghi in altre città (studenti pendolari, lavoratori pendolari). L'aumento delle famiglie unipersonali, sono in Italia solo in parte conseguenza di scelte intenzionali. Nella maggior parte dei casi è la conseguenza dell'invecchiamento della popolazione e della possibilità di rimanere vedovi per un periodo più o meno lungo.

Le famiglie con un solo genitore erano molto numerose in passato, a causa dell'elevata mortalità in tutte le età. In tutti i paesi parallelamente all'aumento dei tassi di instabilità coniugale, c'è stato un mutamento nei criteri per l'affidamento dei figli, non più basato sull'accertamento dell'eventuale colpevole della separazione ma sul miglior interesse del figlio e quindi sul genitore più adatto. Si parla di famiglia ricostruita o ricomposta quando almeno uno dei due coniugi proviene da un matrimonio precedente.

Vi sono poi le convivenze more uxorio: la coppia “coniugale” non è legittimata dal matrimonio ma dalla scelta di vivere insieme. Tra le convivenze eterosessuali si distinguono: convivenze giovanili/prematrimoniali e convivenze tra adulti stabili, il diffondersi di quelle giovanili anche in Italia sta in parte modificando le caratteristiche.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aleunam88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Grasso Mario.
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