Estratto del documento

Il paradigma classico della sociologia economica

Secondo un paradigma classico della sociologia economica (funzionalismo di Parson), si riconoscono a questa disciplina due capacità: la capacità di svelare i presupposti dell'organizzazione sociale e la capacità di indagare sulle conseguenze sociali delle trasformazioni economiche.

La nuova sociologia economica

Secondo la nuova sociologia economica – NSE – l'economia stessa si rivela essere un fenomeno sociale. La nuova sociologia economica riconosce: 1) la natura sociale dello scambio e 2) altre forme di regolamentazione del mercato.

Natura sociale dello scambio

1) L'affermarsi del mercato coincide con l'avvento dell'economia monetaria, del sistema dei prezzi liberamente definiti dall'incontro tra domanda e offerta e implica la massima efficienza economica.

Secondo la definizione classica, lo scambio di mercato consiste nel trasferimento di una merce (bene o servizio) da un venditore a un consumatore per mezzo del denaro. Il prezzo è l'elemento di (auto)regolazione dello scambio, determinato dall'incontro della domanda e dell'offerta. Invece, lungi dall'essere in grado di autoregolamentarsi e di essere sorto spontaneamente, Polaniy sostiene che il mercato è frutto dell'intervento pubblico: è una costruzione sociale che per funzionare ha bisogno di meccanismi di regolamentazione di natura etica, sociale e governativa in grado di proteggere la libera concorrenza.

Forme di organizzazione dell'economia

2) Polaniy sostiene che esistono altre forme di organizzazione dell'economia e della società, oltre al mercato, come la redistribuzione e la reciprocità. La reciprocità implica la prestazione di servizi o cessione di beni materiali con la previsione di avere una restituzione di servizi o beni in modi, quantità e tempi fissati da norme culturali e morali: lo scambio e la cooperazione che ne derivano non hanno mai un significato solamente economico. La redistribuzione implica il trasferimento di risorse di produzione, di lavoro, di beni di sussistenza a un centro e successivamente l'allocazione e la ripartizione di risorse e beni fra i membri della società, secondo determinate regole. Suppone dunque la presenza di un centro politico che disponga di potere per far rispettare le norme della redistribuzione.

Sistemi produttivi e modelli economici

Gli stessi sistemi produttivi sono sistemi sociali di produzione. Diverse condizioni istituzionali possono dar vita a diversi modelli produttivi. Non solo non tutti i paesi adottano le stesse soluzioni, ma assetti istituzionali diversi offrono risposte efficaci a problemi posti da una stessa sfida. Da qui la constatazione di diverse forme di capitalismo.

Le realtà distrettuali possono essere considerate come indicatori della complessità delle formazioni sociali e delle forme di organizzazione economica, aprendo il varco a una concezione dello sviluppo come processo diversificato e plurale. I distretti industriali si rivelano infatti come sistemi locali, territorialmente definiti, il cui sviluppo è dovuto al mix di risorse locali di volta in volta impiegate, da quelle economico-produttive a quelle politiche, sociali, istituzionali e culturali.

Elementi fondamentali per la nascita di un mercato

  • La condivisione di un comune sistema di valori e regole esige la presenza di istituzioni;
  • La famiglia comprime i costi sociali di riproduzione della forza lavoro e favorisce la flessibilità dell'offerta di lavoro sul mercato;
  • Il principio di reciprocità cui si ispirano le relazioni di lavoro all'interno dell'impresa contribuisce a creare le condizioni di fiducia che sostengono le relazioni di mercato vere e proprie.

Economia formale e informale

Definiamo l'economia formale come l'insieme dei processi di produzione, distribuzione e scambio di beni e servizi regolari dal mercato, realizzati tipicamente da imprese di produzione e commerciali, orientate al profitto e alla razionalizzazione del lavoro, le quali agiscono sottomesse alle regole del diritto. Definiamo l'economia informale come i processi di produzione, distribuzione e scambio che tendono a sottrarsi per uno o più aspetti ai requisiti indicati.

La NSE ha ormai da tempo evidenziato che l'economia informale non può essere studiata separando l'economia formale e che l'intreccio tra queste non è tipico solo della società pre-industriale.

Il ruolo della famiglia

La famiglia garantisce una dote più o meno ampia di risorse sociali ed economiche che trasmette per via generazionale. Si tratta di risorse ereditate dalla nascita (come la classe sociale) al punto che la famiglia rappresenta una fonte di stratificazione sociale.

Le organizzazioni e la sociologia economica

Secondo una definizione classica ma tutt'ora diffusa, le organizzazioni costituiscono delle forme di associazione umana appositamente create per il raggiungimento di fini sociali. Un elemento di convergenza tra sociologia economia e studio delle organizzazioni: nella misura in cui quest'ultimo ambito si occupa dei fenomeni (strutture, processi, risultati) relativi all'organizzazione d'impresa, si lavora contemporaneamente alla comprensione di quegli attori collettivi – le imprese - che si sono costituiti fin dalla nascita dell'economia di mercato quali soggetti specializzati nel perseguimento di obiettivi economici.

Il tocco sociologico nello studio delle organizzazioni

Lammers individua almeno 4 aspetti che caratterizzano il tocco sociologico nello studio delle organizzazioni:

  • L'idea che le organizzazioni si trasformano da semplici sistemi formali razionalmente predisposti per il raggiungimento di obiettivi dichiarati al prodotto in continuo adattamento;
  • L'attenzione ai meccanismi mediante i quali determinate forze socio-culturali esterne sono in grado di influenzare l'azione organizzativa;
  • L'interesse per le dimensioni culturali alla base dell'azione organizzativa;
  • L'adozione di un orientamento problematico.

Le organizzazioni sono e rimangono creazioni deliberate, programmate e sotto il costante controllo dell'azione razionale dei soggetti, che le strutturano, le gestiscono ed eventualmente le trasformano in base a un calcolo di costi-benefici.

La struttura formale coincide con le parti e i meccanismi più strumentali-razionali e neutralmente "tecnici" del funzionamento organizzativo (burocrazia). Le organizzazioni non possono prescindere dalla propria componente umana per il semplice motivo che la loro stessa esistenza dipende dalla volontà dei soggetti partecipanti di fornire contributi.

L'attenzione alla struttura organizzativa informale suggerisce che lo stato reale dell'organizzazione e la sua evoluzione nel tempo dipendono dall'intreccio tra gli aspetti formali e il fatto che i partecipanti portino nelle organizzazioni un loro margine di libertà che tende a ripercuotersi sui compiti e i fini ufficiali.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Riassunto esame sociologia economica, prof. Calza, libro consigliato Introduzione alla sociologia economica, Steiner Pag. 1 Riassunto esame sociologia economica, prof. Calza, libro consigliato Introduzione alla sociologia economica, Steiner Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame sociologia economica, prof. Calza, libro consigliato Introduzione alla sociologia economica, Steiner Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crash_9009 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Calza Bini Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community