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Sociologia economica Swedberg

Prefazione

La sociologia economica è un nuovo campo di ricerca che sta sempre più aumentando di importanza negli USA e in Europa. La sociologia economica può essere definita brevemente come l’applicazione della tradizione sociologica al fenomeno economico al fine di spiegarlo. La sociologia economica condivide con l’economia i problemi e gli obiettivi ma si distingue per il focus sul ruolo delle relazioni sociali e delle istituzioni sociali nell’economia. Il pattern delle interazioni sociali e le istituzioni che la gente usa per vivere è il materiale di studio principale della sociologia economica.

Come nella teoria del gioco non esiste un uomo economico isolato in sociologia ma solo persone che interagiscono tra loro per soddisfare i propri interessi. In questo libro Swedberg vuole mettere al centro l’analisi attorno ad un concetto sociologico di interesse. Gli interessi secondo Swedberg devono essere centrali nella spiegazione del comportamento sociale. Swedberg sottolinea che diversi studiosi ammettono l’esistenza di vari tipi di interessi perseguiti dagli esseri umani che possono contrapporsi, bloccarsi, rinforzarsi. Le istituzioni non vanno intese come regole (come accade oggi) ma come diverse configurazioni di interessi e relazioni sociali. In questo momento specifico la sociologia economica è in uno stato fluido che aggiunge una difficoltà nel riassumere adeguatamente e presentare la sua chiave.

Cap 1

I classici nella sociologia economica

La sociologia economica vede come periodo più fertile a livello di contributo gli anni tra il 1920 e la metà degli Anni '80. La tesi di questo libro è che è necessario combinare l’analisi degli interessi economici con l’analisi delle relazioni sociali. Da questa prospettiva le istituzioni possono essere concepite come configurazioni distinte di interessi e relazioni sociali che sono tipicamente di così tanta importanza da essere rinforzate dalla legge. Alcuni lavori classici in sociologia economica convergono sulla necessità del concetto di interesse nell’analisi dell’economia.

Il ruolo dell’interesse nell’analisi sociale

Sin dal medioevo una forma che può essere chiamata “analisi degli interessi” è stata ampiamente usata per studiare la società occidentale. Il termine interesse aveva origini economiche ma è stato trovato anche nel diritto romano. Durante questo primo periodo il termine interesse era ridotto ad un ruolo periferico nel discorso. Questo è cambiato quando il termine interesse inizia ad essere usato nella vita politica. Durante il XVII secolo il termine diventa di moda. Specialmente nella filosofia morale francese è stato sviluppato un concetto psicologico di interesse.

Alcuni filosofi del XVIII secolo (importante Hume) erano anche affascinati dal ruolo degli interessi nelle relazioni umane. Hume ruppe con l’idea che gli interessi fossero in qualche modo stabiliti per tutti e che fossero prodotti della natura umana e della biologia. Anche Adam Smith parla di interessi e suggerisce che gli interessi individuali in qualche modo andassero oltre all’interesse generale come se guidati da una mano invisibile. Ma anche Smith era affascinato dal ruolo positivo dell’interesse personale ed era consapevole che altri interessi oltre a quello personale guidano l’individuo.

Nel XIX secolo il concetto di interesse rese possibile un tipo flessibile di analisi sociale con gli interessi che si opponevano o rafforzavano a vicenda. Così sia individui che gruppi avevano i loro interessi. C’era poi l’interesse pubblico inteso come l’interesse di ciascun cittadino. Il concetto di interesse gioca un ruolo chiave nelle analisi di Stuart Mill e Tocqueville. Verso la fine del secolo comunque gli economisti iniziarono a limitare il termine all’esclusivo significato di “interesse economico” ed eventualmente rimpiazzandolo con altri termini come utilità e preferenze.

L’interesse economico ora diventa parte dell’homo economicus che è individualista onnisciente e agente economico volto alla massimizzazione. In sostanza uno specifico tipo di interesse inizia a rimpiazzare il ricco campo di tipi di analisi di interessi che sono stati usati nei primi secoli. Durante il XX secolo questa tendenza si è consolidata ed è ancora una delle prevalenti nell’economia e nelle scienze sociali. Non è ancora stato menzionato però un fatto: il concetto sociologico dell’interesse. Questo è stato sviluppato nel tardo XIX secolo specialmente grazie al lavoro di Weber e Simmel.

Per ora possiamo dire che gli interessi possono solo essere concettualizzati, espressi e realizzati in condizioni sociali e attraverso relazioni sociali. Secondo Weber gli interessi guidano le azioni degli individui ma sono gli elementi sociali (per lui la religione) che determinano quale espressione e direzione prenderanno queste azioni. Gli interessi possono essere materiali o ideali. Tutti gli interessi sono sociali in due modi: sono parte di una società in cui gli individui sono nati e gli individui devono interagire quando la società vuole realizzare i propri interessi.

Ci sono una serie di vantaggi nell’usare il concetto di interesse nell’analisi sociologica dell’economia:

  • C’è la possibilità che si possa o non possa capire la forza che sottolinea un’azione.
  • Gli interessi potrebbero essere d’aiuto nel capire perché una serie di azioni è stata percorsa invece di un’altra serie di azioni, in altre parole l’influenza dell’interesse sulla decisione dell’attore.

Usando l’idea di interesse economico una dinamica/forza entra nell’analisi che differisce da quella che subentra con le sole interazioni sociali. Gli interessi si possono opporre o rafforzare tra di loro. L’interesse economico un po’ come l’interesse sessuale rimangono sempre in fondo in attesa di un’opportunità per essere realizzate e se vengono represse sbucheranno fuori, come il mercato nero quando uno stato vieta la vendita di qualcosa.

Infine attraverso il concetto di interessi si può stabilire un legame naturale non solo con l’elemento biologico dell’individuo ma anche con il suo ambiente.

L’autore intende il termine interesse come strumento delle analisi delle scienze sociali. In secondo luogo l’autore sottolinea l’importanza della struttura sociale nell’analisi. Terzo la sociologia economica a differenza dell’economia è libera di individuare una ricca tradizione di analisi degli interessi. Esistono nella tradizione diversi interessi che possono essere combinati. Infine in economia il concetto di interessi è tautologico cosa che non può avvenire nell’analisi sociologica degli interessi.

Sociologia economica classica e i suoi predecessori

Il primo utilizzo del termine “sociologia economica” si pensa risalga al 1879 quando apparve nel lavoro dell’economista inglese Jevons. Il termine fu preso dai sociologi e si può trovare nei lavori di Durkheim e Weber tra il 1890 e il 1920. Ciò che caratterizza la sociologia economica classica è il fatto di essere consapevoli da parte di Weber e dei suoi colleghi di essere pionieri e di capire il ruolo della sociologia economica. In questo contesto bisognava poi capire anche le dimensioni del capitalismo e il suo impatto nella società. Con il senno di poi da prima del 1890 al 1920 si assistono a lavori che in un modo o nell’altro intuiscono la sociologia economica.

Alexis de Tocqueville

Il primo contributo alla sociologia economica è di Tocqueville le cui conoscenze sull’economia vengono dalle sue esperienze giovanili. Tocqueville era principalmente interessato alla politica le sue analisi comprendevano tutta la società e toccava anche argomenti economici. I lavori più importanti di Tocqueville sono: Democracy in America e The old regime and the French Revolution. Democracy in America è importante per la sociologia economico in primo luogo per la sua analisi della cultura economica americana nei primi del XIX secolo e per il tentativo di contrastare le società aristocratiche sia in politica che nella dimensione economica. Venendo da una società molto controllata dallo stato Tocqueville si meravigliò degli USA.

La cittadinanza di questa “nazione commerciale” aveva un atteggiamento totalmente differente nei confronti del rischio rispetto agli europei. C’era inoltre anche più tolleranza per i fallimenti economici. Quando Tocqueville descrisse la relazione degli americani sul tema economico spesso usava espressioni che mischiavano gli interessi alle emozioni (commercial passions, love of wealth ecc.). Ciò non significava però che gli americani non fossero razionali. Tocqueville in una lunga discussione da lui chiamata “l’interesse personale giustamente compreso” ha sostenuto che gli americani pensavano che fosse nel loro interesse personale agire moralmente e in accordo con la religione (e che questo gli ha insegnato la pazienza così come li ha resi metodici e efficienti nelle questioni economiche).

Tocqueville spesso si riferiva a diversi tipi di interesse nel Democracy in America come l’interesse personale, l’interesse pubblico, l’interesse materiale ecc. Ha anche messo in evidenza che mentre la famiglia era l’unità chiave nelle società aristocratiche nelle società democratiche è l’individuo al centro con i suoi interessi. Tocqueville era affascinato dal ruolo che l’organizzazione giocava negli Usa al contrario della Francia dove lo stato controllava il diritto di creare un’organizzazione. In America ovunque andasse trovava organizzazioni (politiche, religiose, economiche ecc.). Tocqueville credeva che quelle organizzazioni potessero avere un ruolo cruciale nell’indirizzare le società democratiche in una direzione progressiva mediando tra l’individuo isolato e lo stato.

Tocqueville fa queste osservazioni negli stati in cui non c’era la schiavitù, in quelli in cui invece c’era, il progresso era poco. Anche l’altro suo lavoro è interessante per la sociologia economica “The old regime and the French Revolution”, in particolare per la sua analisi della tassazione e dei Fisiocrati. Attraverso i decenni lo stato francese era sempre alla ricerca di nuove entrate e ha mostrato molta ingenuità in questa ricerca. Il risultato fu tante tasse sulle spalle dello stato meno privilegiato. Importante conseguenza della liberazione dell’aristocrazia da alcune tasse creavano risentimento soprattutto nei contadini e in generale il sistema di tassazione metteva le classi sociali l’una contro l’altra. Tocqueville nota anche che tasse e prestiti erano alternative funzionali per il governante. Il suo ritratto dei Fisiocrati infine dice di più sugli ideali politici dei loro leader.

Karl Marx

Il secondo più grande predecessore è Marx. Marx era ossessionato dal ruolo dell’economia nella società e sviluppa una teoria in cui l’economia determina l’evoluzione della società. Secondo Marx a guidare le persone nelle loro vite sono gli interessi materiali e questo è ciò che determina la struttura e l’evoluzione della società per intero. Per una molteplicità di ragioni è ovvio che la sociologia economica non possa accettare il marxismo nei suoi termini. Il lavoro di Marx è troppo dogmatico per essere adottato per intero. La sociologia economica di oggi ha il compito di decidere quale parte del Marxismo può essere d’aiuto e estrarla. È necessario quindi capire l’influenza del pensiero politico che ha Marx. Ad oggi è ancora lento lo sforzo nell’estrarre ciò che è utile dal lavoro di Marx utile per la sociologia economica.

Il punto di partenza di Marx (nei lavori maturi) sono il lavoro e la produzione. Le persone devono lavorare per vivere e questo è vero per tutte le società. L’interesse materiale è universale e il lavoro è sociale perché le persone devono cooperare per sopravvivere. Marx criticava duramente gli economisti per l’uso di individui isolati nelle loro analisi, e usava il termine individui sociali proprio per chiarire che l’individuo è sempre connesso ad altre persone. Marx criticava l’idea di Adam Smith che gli interessi economici individuali in qualche modo si uniscano nell’interesse generale della società come guidati da una mano invisibile. È piuttosto il caso, secondo Marx, che le classi lottino tra loro con ferocia.

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

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