Capitolo I: Struttura, cultura e modernità
Una storia sociologica
- Concettualizzazione della modernità in quanto epoca
- Posto dell'Europa in una storia di modernità
- Modo con cui catturare gli aspetti fondamentali della società europea
Modernità implica sondare il significato della nostra epoca, mancanza di senso nei progetti sociali, politici, culturali in un periodo in cui la desiderabilità del progresso non è data affatto per scontata. Epoche storiche sono aperte da tutti i lati, i concetti di una data epoca storica sono strumenti euristici, come i fusi orari. Oggetto del libro è quindi il significato storico e l'importanza della modernità europea.
Modernità definita in senso culturale
Modernità culturale: come mentalità predominante di un'epoca rivolta al futuro, concepito come diverso e probabilmente migliore rispetto al presente e passato. Il contrasto tra il passato e il futuro guida la ''semantica del tempo'' della modernità o costituisce un codice binario, il presente vale soltanto per le potenzialità del futuro, in quanto matrice del futuro. Arrivo della modernità equivale quindi a una scoperta del futuro, chiaramente materiale. Tale scoperta è verificabile rispetto alle nozioni di conoscenza, politica, problemi sociali, arte. È legata all'imporsi di idea di progresso e accumulazione delle conoscenze con i Lumi, all'apertura di un orizzonte temporale comune e ai segni dell'evoluzione sociale, perdita dei significati etimologici passati, concetti politici di riforma e rivoluzione che sono diventati vere e proprie chiavi del futuro.
Seconda metà del 700 pareva l'epoca definitiva della modernità europea occidentale, dopo le aperture occidentali delle conoscenze, rapida crescita del commercio, imporsi della potenza industriale, aperture scientifiche, la rivoluzione francese. Rivoluzione francese e guerre rivoluzionarie europee, per i cambiamenti che hanno suscitato a modificare il significato del prefisso re- che non indicava un ritorno al passato in senso circolare ma al contrario indicava una porta verso il futuro in concetti politici chiave come la riforma e la rivoluzione.
Negli anni 800 la parola riforma indicava il cambiamento in qualcosa di nuovo e veniva usata all'inizio quasi come sinonimo del nuovo significato acquisito dal termine rivoluzione, poi come traiettoria alternativa verso il futuro. La fine della modernità secondo Touraine, si abbandona la modernità quando si finisce di definire la condotta o la forma di un'organizzazione sociale localizzandola sull'asse tradizione-modernità oppure sottosviluppo-sviluppo. Quando la distinzione tra passato e futuro perde centralità nei discorsi su società e cultura e quando nessuna delle narrazioni esercita più alcun fascino (antitesi tra passato-ignoranza, superstizione povertà, malattia e futuro-emancipazione, lumi, crescita vitalità).
Concezione dialettica della modernità
Marx concezione dialettica della modernità, contraddizione dell'individualismo borghese e dello sviluppo capitalistico. La premodernità guarda dietro di sé (passato e esempi di saggezza, bellezza, gloria ormai passate), la modernità guarda invece al futuro, pianificandolo. La postmodernità si è sbarazzata di qualsiasi senso della temporalità. Il passato come il futuro e il presente è diventato una realtà virtuale, sono diventati elementi combinabili simultaneamente (architettura postmoderna).
Modernità si caratterizza quindi per una concezione progressiva del tempo che pone distinzione tra presente e passato piuttosto che tra presente e futuro. Il concetto di modernità non contempla nessun rinvio istituzionale ma lo lascia soggetto a investigazione in quanto causa, effetto o contingenza che sia. L'approccio istituzionale consente di trarre le dialettiche della modernità cioè le caratteristiche, contraddizioni, dilemmi, tensioni e conflitti anziché opporre società tradizionale e società moderna come nel caso della modernizzazione.
Vie verso e attraverso la modernità
Ricollocare la società europea in una storia della modernità implica collegarla alla protosociologia e alla sociologia classica. Le elaborazioni dei primi sociologi erano incentrate sulla transizione verso la modernità.
Capitolo 2: L'Europa nella storia moderna
Il centro ambiguo
Europa pioniera della modernità e il suo centro, in nessun'altra parte del mondo ci furono argomentazioni che portarono a definire il passato peggiore rispetto al presente. Centro della modernità sia in termini di conoscenza che di potere. Dal 600-700 superato arabi e cinesi per sapere sviluppando una conoscenza asimmetrica sugli altri rispetto alla lingua, costumi. Sapere legittimo diffuso in Europa senza che fossero rifiutate le materie prime provenienti dal resto del continente.
Nel '400 europei principali conquistatori grazie alla navigazione, colonie in tutto il mondo. Centralità europea culturalmente nell'illuminismo e nella Parigi tardottocentesca, città della libertà per élite politiche del mondo intero. Europa organizzatore principale della modernità, connesso con stati sempre più nazionali e centralistici che potevano produrre nuove tecnologie e padroneggiavano diversi campi del sapere. Correnti culturali di cui l'Europa fece parte non erano unilaterali ma asimmetriche, cultura europea attratta in modo discontinuo dalle culture extraeuropee e da queste culture hanno tratto delle influenze. Mistica dell'oriente attraeva l'Europa dell'800, oriente collocato in Africa settentrionale. Attirati anche da lingue antiche. Europa verso l'esterno avvenne più tardi ma non arrivò mai a creare un'altra valida cultura europea.
Europa in particolare anche l'occidentale non fu mai la parte più ricca del mondo, nel 700 condivideva se non fu superata dalle colonie dell'America del nord. GB aveva reddito procapite più elevato fino alla fine dell'800. Non fu un particolare decollo economico la vera causa dell'affermarsi della modernità in Europa, allo stesso modo l'espansione economica non fu per forza come conseguenza di una nuova conoscenza della modernità. Non esiste per forza un legame causale tra i due elementi, se ci fosse non è né semplice né diretto. Posizione ambigua dell'Europa rispetto alla ricchezza si denota dalle migrazioni sempre più massicce verso gli altri continenti. Esportazione di poveri, criminali, aristocrazia, popolazioni perseguitate ecc.
La via della guerra civile
Come tutte le più importanti civiltà moderne anche l'Europa ha radici struttural-culturali e istituzionali, democrazia greca, legge romana, religione giudaico-cristiana. Elementi che non sono in grado di rendere conto della temporalità e delle forme della modernità che non si è evoluta in maniera graduale a partire dall'antichità cristiana. Il passaggio europeo verso la modernità è la GUERRA CIVILE cioè i conflitti a favore o contro un ordine sociale o culturale particolare in seno a una data popolazione dotata di legami e limiti riconoscibili. Forma dialettica del cambiamento diversa dall'evoluzione e dall'imposizione dall'alto e dagli impulsi esogeni. Guerra civile è all'origine del sistema legale europeo moderno che si è stabilito mediante guerre civili del XI e XII sec. in seno alla civiltà cristiana, con il papato da una parte e l'imperatore dall'altra. Configurazione religiosa dell'Europa e il secolarismo della modernità provengono da guerre di questo tipo. In questo caso si tratta della Riforma e della Controriforma, Riv Francese e battaglie ideologiche. Diritti e limiti costituzionali si sono imposti sul modello delle rivoluzioni e guerre civili.
L'importanza delle guerre civili e degli altri conflitti sta in tre condizioni che di solito governano i conflitti interni, una delle caratteristiche principali dell'Europa:
- Assenza, marginalità o comunque allontanamento della minaccia di conquiste provenienti dall'esterno dopo la seconda metà del 500.
- Esistenza di confini chiari
- Connettività interna che genera un'interdipendenza pronunciata tra popolazioni precise e crea conflitti interni con conseguenze che si riflettono sull'intero sistema.
Chiese cristiane, sistema statale e organi assolutisti degli stati nazione fornirono questa configurazione e questi confini e questa densità interna all'Europa. La chiesa diffondendo il cristianesimo non permise alle altre religioni di rivaleggiare con esso. Sistema feudale e stati rinascimentali e post rinascimentali frammentarono l'Europa in modo diseguale ma misero fine a rivendicazioni territoriali. Consolidarsi degli stati, fisco, militari rafforzarono l'importanza e la legittimità delle forme di governance. Guerra civile è stato il ciclone che ha tracciato la modernità in Europa.
Conflitto di classe in Europa
Conflitto di classe in Europa rinvia a tre caratteristiche peculiari della storia moderna europea:
- Carattere endogeno della modernizzazione europea, irrilevante diventa quindi il rapporto con le forze esterne, cosa impensabile al di fuori dell'Europa; anche nei momenti più cupi la classe sociale è rimasta un elemento importante.
- Classe sociale facilitata dalla struttura della famiglia europea. Organizzazione sociale determinata dall'organizzazione territoriale, le divisioni territoriali e le agili strutture familiari facilitano sia le scissioni socioeconomiche interne sia le mobilitazioni che ne derivano.
- Completa industrializzazione dell'Europa, favorisce la coscienza le fratture e i conflitti di classe.
La topologia del periodo post bellico
Modernità comparata, Europa fa fronte a due problemi:
- Il suo posto nel mondo: Dal punto di vista economico, USA superarono l'Europa già alla svolta nel nuovo secolo, visti come un modello di progresso. USA poi abbandonarono la supremazia geopolitica per la normalità come la definì Wilson. Capitale americano presente nel dopoguerra, grande depressione. Dal punto di vista culturale l'Europa mantenne la sua centralità che non venne intaccata dalla guerra, poi ci furono le grandi migrazioni che vuotarono l'Europa centrale dai suoi artisti ecc. L'organizzazione europea del dopoguerra sfuggì di mano all'Europa, ONU piano Marshall. Ci fu la grande ritirata Europea sulle colonie. Centralità era quindi persa ma non del tutto, Londra rimase centro degli affari con la city.
- Avvenire della dialettica sociale in Europa: Responsabilità economica e sociale dello stato nell'organizzazione del sistema in relazione ai diritti sociali dei cittadini. Grande depressione ha segnato una condanna del liberalismo in senso europeo, condanna del fascismo è emersa come una condanna al capitalismo e alla concezione liberale dell'impresa privata. DC tedesca ha espresso opinione riguardo al soddisfacimento degli interessi sociali del popolo tedesco, che il capitalismo non ha soddisfatto. ritenne pertanto che l'unico interesse da perseguire da quel momento in poi fosse il bene del popolo. La parte più radicale ritenne che l'età futura dovesse essere posta sotto il segno di un ordine socialista portando tutte le proprietà sotto il dominio pubblico. Proprietà finalizzata alla nazionalizzazione ma con una maggiore responsabilità pubblica, bene comune cooperativo. Leader francese dei DC riteneva che lo stato dovesse intervenire maggiormente sull'economia ma il Movimento rep popolare, lanciò l'idea di una nuova regolamentazione della proprietà. Cattolici olandesi, organizzazione di imprese del diritto pubblico. Orientamento anticapitalista sottolineato nel dopoguerra come Europa vs USA. Intorno al 1945 anni caratterizzati da ammirazione per l'Unione Sovietica, come De Gasperi. Ruota della dialettica sociale sembrava aver girato a sinistra. Socialismo percepito come scappatoia alla povertà, comunisti continuavano a dire che non avrebbero seguito l'esempio dell'URSS con la sua dittatura del proletariato (Polonia, Bulgaria). Relazione tra impresa e mercato cruciale. Teoria socialista si fondava sulla tendenza dela prima che prendeva sopravvento sulla seconda, importante se un'impresa e uno stato potessero essere organizzati collettivamente in opposizione al mercato il cui funzionamento ha bisogno di attori isolati gli uni dagli altri. Anni 30 dei piani quinquennali e delle pianificazioni pubbliche dell'economia.
La mondializzazione della guerra civile europea: la guerra fredda
1945 svolta. Europa mantenne ruolo di spazio centrale della modernità diventando campo di battaglia di concezioni rivali di progresso e sviluppo. Guerra civile europea proiettata nella forma della guerra fredda tra il blocco occidentale e quello comunista. Comunismo germinato dal movimento operaio. Anticomunismo in Europa fu favorito nel dopoguerra dagli americani, frattura del dopoguerra frutto di continuità rispetto alla frattura della guerra civile spagnola. Classe e conflitti ideologici perno di un conflitto globale. Guerra fredda non ha assorbito la dialettica interna della modernità europea, né i processi di strutturazione e acculturazione ma li ha influenzati e ne è stata influenzata.
Parte II: Dinamiche di strutturazione delle società europee
Capitolo 3: Frontiere e popolamento dell'Europa
La territorialità dell'Europa fu in sé una costruzione storica. Dall'età ellenistica fino all'Islam ciò che era Europa era solo la parte Mediterranea. Poi si raggiunsero le dimensioni attuali per esempio con la cristianizzazione del nord, la riconquista della penisola iberica e la sconfitta dei mongoli a oriente. L'Europa attuale ha meno di 200 anni. L'Europa occidentale invece è più antica e ha almeno 500 anni, gli anni intorno al 1490 furono cruciali, la presa di Granada, distruzione delle ultime memorie della civiltà islamica andalusa. Europa occidentale si volse all'Atlantico e il Mediterraneo smise di essere il centro e diventò una frontiera, oggi la più importante che separa le regioni relativamente prospere e demograficamente in declino del nord da popolazioni in declino che crescono rapidamente. Un tempo intorno a questo bacino c'era un'unica civiltà.
Delimitazioni
Frontiere dell'Europa nel dopoguerra:
- Effetti seguiti dalla perdita dell'impero coloniale:
- Ha posto l'Europa in una condizione di uguaglianza rispetto al resto del mondo costituito da stati sovrani indipendenti
- La perdita delle province d'oltremare e degli altri possedimenti extracontinentali ha reso più chiare le frontiere d'Europa, avvicinando la geopolitica e la topografia.
La globalizzazione culturale supportata dalla televisione satellitare ha confuso i punti di riferimento. Gli stati dell'est asiatico si sono sviluppati in modo considerevole mettendo in discussione la supremazia dell'Europa, le frontiere demografiche ed economiche sono comunque ben delimitate. Boom economico del dopoguerra ha accresciuto la disparità economica con Africa e Asia, poi con i rialzi del petrolio la cosa si è stabilizzata. La frontiera sud del Mediterraneo è diventata la linea di demarcazione economica più chiara. Riflusso delle migrazioni coloniali ha portato in Europa culture non europee, Islam in particolare, avversario classico. Processo interno di unificazione e i processi intercontinentali di differenziazione hanno dato coerenza politica e economica. Frontiere culturali si sono confuse ma le frontiere strutturali sono più chiare.
Demografia della modernità
Dopoguerra può essere visto come un punto culminante e una rottura della tendenza, visibile a partire dagli anni 30, a una famiglia nucleare, tasso di matrimoni elevato, bassa mortalità, poca instabilità, madri casalinghe, bambini inquadrati dall'autorità parentale, dal quartiere e dalla scuola locale con pochi interventi esterni. Dal 1970 il livello dei matrimoni si è abbassato anche se la diffusione delle convivenze ne limita il confronto. Boom dei matrimoni significava una tendenza alla scarsa partecipazione economica delle donne nell'Europa occidentale del primo dopoguerra, situazione difficile da verificare a causa del difficile conteggio. Situazione chiara in Svezia dove la popolazione attiva femminile è decresciuta, numero delle donne casalinghe aumentò a dismisura. Anni 60 situazione iniziò ad accelerarsi.
Nell'Europa orientale la situazione era diversa, la gente era sposata, le donne lavoravano fuori casa e lasciavano i bambini all'asilo durante il giorno, dopo il 1950 venne liberalizzato l'aborto che ridusse il numero delle nascite. In questo senso può essere considerata precorritrice delle evoluzioni che si produssero in seguito all'ovest. Diritto di famiglia comunista condusse ad un'incidenza elevata del divorzio. Crisi che seguì la caduta del comunismo, Europa Orientale ha conosciuto un crollo demografico importante.
Grande caduta dei tassi di natalità moderna si è verificata nella seconda metà del 800 prima di oscillare a livelli più bassi. Picchi negativi della grande depressione, rialzato nel dopoguerra, arresto e nuovo abbassamento all'ovest negli anni 70 e all'inizio degli anni 80. Distanza demografica rispetto a Asia e Africa si è fatta più pronunciata. La Modernità storicamente ha implicato una crescita della popolazione, alimentata da una diminuzione di mortalità grazie a sistemi sanitari, igiene, miglioramento dell'alimentazione, vaccinazioni. Attualmente Italia e Germania hanno un livello di crescita delle popolazioni in naturale crescita, sostenuto unicamente dalle immigrazioni. Francia e Gran Bretagna crescita naturale lieve. Europa orientale è anch'essa in declino, abbassamento neutralizzato dall'immigrazione soltanto in Russia. Ristagno, declino e invecchiamento della popolazione.
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Riassunto esame Geografia, prof. Agostaro, libro consigliato L' Europa nel Terzo Millennio, Proietti
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Riassunto esame Sociologia Economica, prof. Grancelli, libro consigliato La Modernizzazione, Martinelli
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