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Sociologia economica

Prima lezione - 20.02.2018

Società e mercato: radicamento sociale dell'economia

La teoria economica implica una sistematizzazione matematica che è astratta, il mercato funziona come un contesto dove circolano informazioni che possono essere accedute da operatori attraverso le manipolazioni. I prezzi sono target informativi. Esistono degli operatori (individui) che possono accedere in maniera tendenzialmente trasparente a questo tipo di informazione e lo fanno sulla scorta, le strutture di preferenza sono i nostri bisogni (fame). L’operatore non può essere lasciato completamente a sé stesso perché gli operatori economici agiscono in un regime economico limitato. Che cosa implica la razionalità degli operatori? Esempio del panino al prosciutto e salame.

Il mercato è una realtà puramente astratta, secondo la teoria economica. La cultura, le disposizioni primarie, i mass media operano nei nostri modi di essere. Questa ristrettezza finisce per dare un panorama molto ristretto. Lo scambio è l’atto fondamentale che presiede ad ogni attività di mercato ed è legato ad una logica commerciale.

Russel (filosofo) studia le origini dello scambio partendo dalla vendetta. La vendetta guarda sempre il passato ed è un circuito che non si ferma mai, secondo cui i patti di obbligazioni vengono pagati. L’onore è la base per gli esseri viventi. Ad un certo punto, secondo Marcel Mauss, accade che al ciclo della vendetta si sostituisce il ciclo del dono (se ti regalo un orologio d’oro per il tuo compleanno e poi l’altro ti regala una scatola di cioccolatini cosa pensano gli altri?). Il dono è un’obbligazione perché si entra all’interno di un rapporto di obbligazioni ma ha una particolarità ovvero guarda al futuro e si può chiudere perché se tu ti presenti con una scatola di cioccolatini si chiude la partita a differenza della partita. Meccanismo fondamentale di stabilizzazione dei rapporti.

Nel momento in cui Marcel Mauss comprende questa cosa, si chiede perché il cerchio chiude e così va a studiare le pratiche di dono attraverso le tribù Maori, coloro che vivevano in Nuova Zelanda da migliaia di anni e così scopre lo spirito Hau. Le pratiche di dono tradizionali chiudono il cerchio perché il rischio di non chiusura del cerchio è la maledizione dello spirito Hau. Lo spirito Hau sarebbe la sfiga. Nel momento in cui ti do una cosa, mi sacrifico e una parte di me rimane in questo oggetto (il dono) finché non si chiude il cerchio. Per i Maori la necessità di chiudere era data dallo spirito Hau che si annidava nell’oggetto che io ho donato.

La mano invisibile è il concetto di Adam Smith, un processo in base al quale seguendo il meccanismo egoistico dei nostri bisogni quel mercato alla lunga sarà in equilibrio. Chi garantisce al venditore il valore della banconota? I Romani avevano monete a pieno valore intrinseco (oro e argento) mentre ora le banconote non valgono quasi niente di per sé, il valore delle banconote è garantito dalla firma di Draghi, il presidente della BCE (Banca Centrale Europea).

Nella mano invisibile l’idea è di lasciare liberi gli individui. Il bitcoin si basa su un meccanismo di pura fiducia tra coloro che operano nei mercati digitali. I tessuti fiduciari quando parliamo di mercati, interazioni sono fondamentali. L’economia si può concepire, analizzare e comprendere solamente quando la contestualizziamo in un periodo storico e sociale. L’economia non è statica ed astratta.

Seconda lezione - 21.02.2018

Nel momento in cui il mercato diventa un’istituzione completamente astratta, questa astrazione lo porta fuori da questa dimensione storica ovvero quell’istituzione non risente più di fatto dell’influenza sociale e quindi dell’influenza che i comportamenti collettivi (i comportamenti di ognuno di noi) esercita su quelle fonti. Questo discorso non si tiene molto perché l’economia politica ha fatto fare un salto da gigante alla conoscenza perché riducendo il mercato ad un puro sistema informativo dove gli agenti razionali operano in maniera razionale allocando le risorse di cui dispongono ci consente in questo modo di approcciare il mercato una stringente misurazione di tutto quello che avviene all’interno quindi ogni relazione, ogni scambio, ogni meccanismo di incontro di domanda e offerta lo possiamo rappresentare attraverso un sistema di equazione, questo ci consente la misurabilità della dinamica, però nel consentirci la misurazione ci fa perdere tantissime altre informazioni che invece sono importanti per comprendere la complessità e la dinamica delle relazioni economiche.

Allora la nuova sociologia economica cerca di accreditarsi nello studio del mercato riconsiderando il mercato come un’istituzione socialmente e storicamente determinante. Questo significa che il mercato è un'istituzione che è influenzata dal contesto sociale in cui sorge e collocata in un preciso tempo storico. Il che significa che sia l’evolvere del tempo che l’evoluzione della dinamica sociale sono fondamentali per cercare di comprendere il mercato e cercare di comprendere il mercato significa anche cercare di comprendere i comportamenti che all’interno di quell’istituzione individui e gruppi esercitano, svolgono al fine di conseguire i propri obiettivi.

Quindi il radicamento sociale dell’economia significa ricollocare il mercato come istituzione all’interno della storia e all’interno delle dinamiche sociali che lo caratterizzano. Questa distinzione non è affatto banale, molti libri e molte scuole di pensiero si sono confrontate su questa lettura contrapposta. Ci sono alcuni autori che hanno fatto da ponte tra una visione sistematica-analitica del mercato ma astratta e una visione storico-sociale del mercato.

Uno dei più importanti autori: Karl Polanyi scrive "La grande trasformazione": all’interno della quale fa un discorso modernistico di tipizzazione rispetto nella quale tipicizza i sistemi di integrazione sociale dell’economia. Polanyi parte dal presupposto che il mercato e le relazioni di comportamento economiche siano socialmente e storicamente situati. Individua diverse modalità attraverso cui l’economia viene regolata, comportamenti economici vengono regolati.

Da sempre (da quando i gruppi umani hanno cominciato a darsi un’organizzazione) c’è stato il problema (biologico ed irriducibile) dei due fattori economici di base antropologiche dell’uomo: l’approvvigionamento (mettere qualcosa nella pancia) e il controllo della riproduzione (riproduzione della vita), nessuno può fare a meno di questi due fattori.

Noi ci interessiamo al primo aspetto, non sottovalutando il secondo perché nelle dinamiche macroeconomiche è molto importante la demografia perché, se prendiamo l’Italia degli anni '60, quella delle grandi forma di mobilitazione collettiva giovanile, parliamo di una società italiana dove la struttura della popolazione era profondamente diversa da quella attuale. Ai tempi i giovani che si mobilitavano erano una maggioranza confronto ai più anziani mentre oggi noi abbiamo una condizione della struttura demografica che si è completamente invertita, la nostra società ha pochi giovani e questa massa critica decrescente dei giovani non è influente rispetto alla nostra marginalità attuale, l’ultimo grande movimento di mobilitazione collettiva corrisponde ad una fase nella quale i giovani sono la maggioranza del paese, oggi siamo una minoranza. Il modo in cui si regolano le nascite anche in una società complessa come la nostra non è irrilevante rispetto agli stili di vita e alle occasioni di vita di ognuno di noi che partecipa a questo contesto collettivo.

Gli esseri umani si sono sempre dovuti organizzare prioritariamente per realizzare un efficiente ed efficace sistema di approvvigionamento delle risorse per la sopravvivenza del gruppo questo significa fare economia, fare economia in un contesto di caccia e raccolta. Nel momento in cui cacciatori e raccoglitori escono per riportare cibo al campo base stanno facendo operazioni anche economiche perché nel momento in cui la preda sarà portata al campo base qualora la si riuscisse a catturare viene su una sorta di tutta una serie di meccanismi individuali ridistribuita. La distribuzione del cibo è un atto economico di base. Possiamo fare un confronto con le modalità attuali di approvvigionamento.

Anche le economie complesse funzionano attraverso questo meccanismo. È un meccanismo totalmente diverso, molto più complesso, che si gioca su dinamiche molto più immateriali e che riguarda tutti noi come massa però gli aspetti di base sono sempre i medesimi: c’è bisogno di una gerarchia, di una catena di comando, questa gerarchia provoca diseguaglianze perché se c’è una catena di comando c’è chi è alla base della catena, chi è reduce e chi intermedio c’è bisogno di una certa divisione del lavoro. Abbiamo tutta una serie di mansioni e se pensiamo alla società attuale abbiamo una divisione del lavoro fittissima, oggi forse non si possono più neanche censire le attività professionali, ne sorgono di nuove ogni giorno quindi abbiamo un contesto nel quale ognuno è mobilitato a svolgere determinate attività.

Abbiamo poi dei sistemi di distribuzione. Nel momento in cui la preda arriva al campo base viene redistribuita, il bene di consumo viene redistribuito. La distribuzione è un concetto che in automatico possiamo comprendere anche nel contesto della modernità in cui viviamo (grandi catene di distribuzione a cosa ha significato internet nella catena della distribuzione commerciale, ora una parte consistente dei beni materiali viene comprata su un contesto di totale smaterializzazione e quindi non c’è bisogno delle materie di stoccaggio di cui c’era bisogno un tempo, se una catena distributiva è fatta di aspetti tutti materiali ci sarà bisogno di molti più negozi, intermediari, molti più mezzi e invece così una parte consistente di quella distribuzione è stata smaterializzata. Non serve oggi andare nei negozi per poter comprare le cose (farsi il guardaroba, mangiare al ristorante, ordinare cibo e spesa).

La questione è sempre che occorre distribuire dei beni perché se non c’è la distribuzione ci dobbiamo alzare e procurarci noi stessi le cose, se la distribuzione non consente di far conseguire i bisogni, la copertura, la soddisfazione dei bisogni che si domanda è ovvio che il sistema di distribuzione non funziona. La distribuzione vale con le sue modalità nei contesti di caccia e raccolta e vale con le sue modalità molto diverse in un contesto iper modernizzato qual è il nostro.

Tutto questo discorso serve a farci capire che cosa si intende poi per meccanismo di obbligazione che sta sotto un comportamento economico (il comportamento economico prevede specifiche obbligazioni → es. se io vado a comprare il panino nel bar della facoltà chiedo un panino e lo pago, il rapporto di mercato che è quello dell’acquisto del panino chiude immediatamente il rapporto di reciproca operazione, il barista mi offre un servizio sotto forma di bene panino e io pago il prezzo pattuito e trasparentemente esposto come un’etichetta informativa riguardo al panino con il prosciutto, questo banale meccanismo ci dice che le forma di obbligazioni di uno scambio di mercato hanno a che fare con relazioni di tipo oneroso, relazioni di tipo formale, relazioni che implicano la necessità di una chiusura immediata o stabilita del rapporto.

Il rapporto è di natura onerosa → lo capiamo in maniera istintiva, lui mi da il panino e io gli do 2,50 euro, l’onerosità sta in questo passaggio. Il secondo aspetto è legato invece al fatto che vi sia un’immediatezza nella chiusura, significa ovvero che noi dobbiamo chiudere il rapporto prestazione contro prestazione in un tempo definito. Il terzo aspetto è che questo tempo definito deve essere formalizzato e quindi noi dobbiamo sapere in anticipo quali sono i tempi di chiusura io vado a comprare un → se panino con il salame al bar della facoltà so che immediatamente nel momento in cui ho in mano il panino, il barista mi offre lo scontrino e mi chiede i soldi quindi la chiusura di quel rapporto è una chiusura immediata e noi non ci siamo troppo interrogati in automatico gli diamo i soldi, è una regola che noi conosciamo e abbiamo acquisito da bambini (dare-avere). Se noi invece siamo dei grossisti che acquistano una tonnellata di salame dai produttori di salumi noi non pagheremo con immediatezza cash quell’ordine, lo pagheremo probabilmente a 60 giorni però già è entrambi contraenti conoscono che la legge nel momento in cui regola le relazioni economiche che operano all’interno di un mercato che vede coinvolti dei grossisti i pagamenti vengono dilazionati in termini fissati dalla legge, non c’è l’immediatezza del panino al bar ma c’è il tempo certo della chiusura di un rapporto, bisogna chiudere con certezza.

Delle tre forme di integrazione sociale siamo partiti dalla teoria di mercato di Polony → Polanyi parla di tre forme: reciprocità, redistribuzione e scambio di mercato. Siamo partiti dall’ultimo perché è quello che ci consente una valutazione più immediata con i fatti concreti del quotidiano.

Che cos’è la reciprocità? Quali sono quelle relazioni economiche che vengono regolate attraverso il meccanismo della reciprocità? Oggi ne esistono tante ma sono relazioni che stanno un po' ai confini marginali dello spazio economico, oggi lo spazio economico è assolutamente dominato dal mercato e quindi dalle regole e dai meccanismi relazionali che il mercato ha istituito però come diceva Polanyi quando noi guardiamo l’asse che va dalla reciprocità allo scambio di mercato passando per la redistribuzione noi non dobbiamo pensare che siamo di fronte ad una scala evolutiva cioè al livello più basso la reciprocità ci conduce a quello intermedio che la redistribuzione fino a quello evoluzionisticamente più definito dello scambio di mercato, all’interno delle forma più moderne dell’economia noi possiamo sempre rintracciare quelle forme di regolazione sociale dell’economia basate sulla reciprocità del resto noi siamo un esempio concreto del meccanismo di reciprocità perché le nostre tasse universitarie sono pagate dai nostri genitori, i nostri genitori solitamente alla fine dell’anno non ci presentano il conto e all’atto di iscriverci al primo anno di università non ci hanno fatto sottoscrivere un regolamento in base al quale dopo 3 o 5 anni dobbiamo restituire le spese, i genitori hanno regalato l’università? È un regalo?

Come viene definito? Cosa può essere? UN INVESTIMENTO sulla possibilità che noi come continuità di un progetto biologico o parentale possiamo godere di occasioni sufficienti e necessarie a consentirci una buona vita però se non è un regalo ma è un investimento dove sta il ritorno da un punto di vista economico? Dove potrebbe essere la speranza di un riscatto cioè di un recupero di una valorizzazione di quell’investimento oltre a che vederci felici e realizzati nella vita? Qual è uno degli elementi non scritti del fatto generazionale? Quando si è bambini da chi si dipende? Si dipende dai genitori fino ad una determinata età. Ad un certo punto della vita i genitori invecchiano e anche noi invecchieremo cioè diventeremo adulti e i nostri genitori diventeranno molto vecchi e allora che succede? Come diventano i molto vecchi rispetto agli adulti? DIPENDENTI. Allora il patto sociale non scritto è quello della garanzia dell’assistenza, io investo in te. Nella relazione generazionale noi scambiamo risorse attraverso un meccanismo di reciprocità.

La reciprocità è una relazione economica nella quale a fronte della prestazione da parte di un attore l’altro attore che riceve la prestazione non è immediatamente obbligato alla restituzione né esiste un tempo normativamente sancito per la restituzione, né l’immediatezza del panino al bar, né il rapporto dei 60 giorni per il grossista, non è scritto da nessuna parte però entrambi sanno che quel rapporto dovrà essere chiuso. Se noi non chiudiamo i rapporti economicamente sanciti tipici dello scambio di mercato, cioè se noi andiamo al bar e usciamo senza pagare con il panino oppure diamo buca al nostro impegno di pagare il fornitore di salumi alla lunga concorremmo a rigori della legge da quest’altra parte però la chiusura del rapporto impegno contro impesto non è scritto da nessuna parte e chi la garantisce?

Un altro esempio di reciprocità economica: nelle campagne marchigiane qualche decennio fa era in uso che se un contadino era particolarmente bravo nella potatura degli ulivi poteva andare a potare gli ulivi di un vicino e nello stesso tempo il vicino che era bravo a dissodare la terra faceva la stessa cosa, non c’era una tempistica determinata, non c’era scritto da nessuna parte però nel momento che uno operava la prima prestazione sapeva con ragionevole certezza che un giorno anche l’altro l’avrebbe fatta e da che cosa dovrebbe derivare questa ragionevole certezza? Non è un semplice fattore di fiducia perché se ad esempio siamo vicini lui mi fa una prestazione e io la prima volta non ricambio e neanche la seconda e la terza, la mia reputazione come viene considerata? (sei una sola). La chiusura era vincolata ad una serie di consuetudini e convenzioni sociali, rompere le consuetudini sociali è...

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kellyserafini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Orazi Francesco.
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