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-Radioastronomia È lo studio di fenomeni celesti attraverso l'analisi delle onde radio che essi

emettono naturalmente.

-Telefonia mobile

È l'accesso alla Rete Telefonica Generale per mezzo di onde radio e dispositivi mobili utilizzabili

in ampie aree geografiche.

-Telefonia cellulare

È una tipologia di telefonia mobile. È l'accesso alla Rete Telefonica Generale per mezzo di onde

radio emesse e ricevute da trasmettitori posti sulla superfice terrestre e dispositivi mobili

utilizzabili in ampie aree geografiche.

-Telefonia satellitare

È una tipologia di telefonia mobile. È l'accesso alla Rete Telefonica Generale per mezzo di onde

radio emesse e ricevute da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni e dispositivi mobili

utilizzabili in ampie aree geografiche.

Funzionamento

Per poter coprire la distanza tra la radio trasmittente e la radio ricevente, è necessario usare

l'antenna: un dispositivo (trasduttore) in grado di trasformare una grandezza elettrica in segnali

elettromagnetici.

La lunghezza e la forma delle antenne (trasmittenti e riceventi) sono proporzionali alla lunghezza

d'onda della frequenza usata.

Nelle comunicazioni professionali o amatoriali, le antenne sono particolarmente curate, mentre

nelle comunicazioni broadcast, generalmente l'antenna trasmittente emette una grande potenza.

In questo modo le radio riceventi possono usare antenne anche di piccole dimensioni.

Per poter trasmettere informazioni da una trasmittente ad una ricevente, è necessario definire

una frequenza ed una modulazione.

Ad esempio, per poter ricevere le emittenti radiofoniche private, è necessario usare un semplice

apparato che riesca a sintonizzare le frequenze tra gli 87,5 e i 108 MHz in modulazione di

frequenza (FM). Tali frequenze corrispondono ad una lunghezza d'onda di circa 3 metri.

LA NASCITA DELLA RADIO

-Popov riconobbe a Marconi l'invenzione della radio

Fu lo stesso fisico russo a riconoscere a Marconi la primogenitura per

quanto riguarda la telegrafia senza fili. La polemica fu innescata dalle pretese dell'Urss di

attribuire l'invenzione della radio a Popov.

A Guglielmo Marconi, le opere de la thelegraphye sans fil. Kronstadt, 14 juillet 1902. A

mezzo secolo da quella data, questa iscrizione potrebbe risolvere una volta per tutte la ormai

centenaria diatriba secondo la quale il fisico russo Aleksandr Stephanovitch Popov avrebbe

inventato un trasmettitore radio prima di Guglielmo Marconi.

L'iscrizione, che riconosce esplicitamente all'inventore italiano la primogenitura sulla radio è posta

su una foto di Popov che lo stesso fisico russo regalò a Marconi il 14 luglio 1902 a bordo della

nave italiana 'Carlo Alberto' in occasione di una visita ufficiale nel porto russo di Kronstadt. La

notizia viene da Ludovico Gualandi, uno storico che ha dedicato una vita agli studi su Marconi e

che assicura che la foto si trovava sul panfilo Elettra, insieme a quella dello Zar, del re di

Spagna e altre foto di illustri personaggi.

La testimonianza sulla foto e sulla dedica viene da quanto descritto nel libro edito nel 1950,

'Navigando con Marconi a bordo dell'Elettra; Diario di un ufficiale marconista' di cui è autore

Anselmo Landini l'ufficiale marconista della nave-laboratorio di Marconi.

Ho fatto molte ricerche anche a Roma, nella casa di via Condotti - sottolinea

Gualandi -, quando la moglie di Marconi mi invitò perché aveva saputo che lottavo per impedire

che venissero emessi dei francobolli in onore a Popov con una motivazione che offendeva la

memoria di suo marito. La foto non è stata trovata, forse è andata dispersa con altro materiale,

quando la nave venne spogliata del contenuto o in parte ceduto dagli eredi ad antiquari , dopo il

1945. Comunque - prosegue Gualandi - credo che non si possa dubitare della onestà del

marconista Landini che descrive minuziosamente la foto. La stessa descrizione è d'altronde

contenuta anche in altri libri.

Nel 1991, Gualandi segnalò che sul verso della banconota da duemila lire dedicata a Marconi, non

era stato raffigurato l'apparecchio originale: fu uno scoop , anche se segnalazione si proponeva

solo di fare conoscere le doti eccezionali di quell'apparecchio, tuttora sconosciute a molti

ingegneri. La segnalazione di Gualandi si proponeva anche di fare capire che sarebbe stato un

grave errore storico emettere un francobollo in onore al fisico russo Popov, con una motivazione

non veritiera. Ma, purtroppo, non venne compreso.

La nave Carlo Alberto, adibita a sperimentazioni di trasmissioni radio, era partita dal porto di

Napoli il 10 giugno 1902, e dopo una serie di prove tecniche più o meno riuscite, venne informato

Marconi (che in quel momento si trovava in Inghilterra) che sarebbe giunta a Dover il 7 luglio.

Marconi salì sulla nave imbarcando i suoi strumenti, compreso il famoso ricevitore magnetico da

poco brevettato: da questo preciso momento iniziò la vera e propria serie di prove sperimentali.

La Carlo Alberto giunse a Kronstadt il 12 luglio alle prime ore del mattino. Il 14 luglio venne

visitata dall'ammiraglio Makaroff e dal fisico russo Popov che, in quell'occasione, consegnò a

Marconi la foto con dedica.

Il 16 luglio il re d'Italia e lo Zar visitarono la nave e le apparecchiature marconiane. Lo Zar,

entusiasta, fece pervenire a Marconi una delle più prestigiose onorificenze russe: la Commenda di

S.Anna con brillanti. La Carlo Alberto, comandata dall'ammiraglio Mirabello, rientrò poi in Italia

in settembre, via Cagliari e La Spezia, proseguì poi verso il Canada dove, il 20 dicembre, a Glace

Bay, Marconi inviò un messaggio radio al re d'Italia e al re d'Inghilterra.

Tuttavia - prosegue Gualandi - la conoscenza della verità storica sulla paternità dell'invenzione

della radio non dipende da una sincera e affettuosa foto con dedica, ma dalla rigorosa analisi

storica, scientifica e tecnica dell'opera di Marconi. Il segreto del successo di Marconi, anche se

non è mai stato rivelato nei testi di storia della scienza e della tecnica, è rappresentato da tre

fondamentali eventi, verificatisi nel 1895, nella villa paterna nei pressi di Bologna.L'invenzione di

un’originale sorgente elettromagnetica che, impiegata come trasmettitore, permise a Marconi di

scoprire che l'energia irradiata poteva raggiungere distanze che le teorie scientifiche dominanti

negavano nel modo più assoluto.

La elaborazione di uno strumento ricevente in grado di registrare un messaggio Morse a distanze

che si misuravano già in chilometri.

La fondamentale scoperta della legge fisica che permetteva di prevedere, con sicurezza , la

portata di trasmissione del suo sistema ingegneristico, in base all'altezza e alla forma geometrica

delle sue antenne. Invenzioni e scoperte, le uniche, che avrebbero potuto fare credere

all'immediato sviluppo delle radiocomunicazioni.

Nella descrizione definitiva del brevetto - conclude Gualandi-, Marconi seppe

ancora tenere segreta la basilare legge fisica da lui scoperta: questo gli permise di battere i

migliori rivali e concorrenti che cercavano di imitare il suo sistema. Credo di essere l'unico

studioso ad aver tradotto in italiano le 23 pagine e 14 figure del brevetto originale, scoprendo

che non conoscendo quella legge fisica, nessun ricercatore poteva credere che si potesse

radiocomunicare a ragionevoli distanze, superando anche gli ostacoli naturali.

Per quanto riguarda l'opera di Popov è presto detto: nel 1895 Popov aveva solo realizzato uno

strumento rivelatore delle scariche atmosferiche causate dai temporali.

Fu solo quando le riviste Nature e The Electrician pubblicarono le prime notizie sul sistema

Marconi che Popov iniziò i suoi primi, incerti, esperimenti di radiotelegrafia, cercando di imitare i

suoi risultati. Questa è la verità storica - conclude Gualandi - e ci si deve solo meravigliare del

fatto che questa verità venga ancora ignorata nei testi ufficiali'.

EVOLUZIONE DELLA RADIO NEGLI ANNI

Di fronte alle nuove forme di comunicazione e ai nuovi media ipertecnologici

può sembrare passato il tempo della radio. Eppure la voce che dopo la seconda guerra mondiale

entrava nelle case degli italiani (molto prima in quelle dei cittadini di altre nazioni), mantiene la

sua forza comunicativa e il suo impatto sul pubblico.

In Italia i radioascoltatori sono ogni giorno quasi 35 milioni (su circa 51 milioni di abitanti).

La radio pertanto non è stata scalzata dai nuovi media, come non lo fu dalla televisione. Ma

questo non vuol dire che debba rimanere identica a se stessa e non evolversi sfruttando le attuali

possibilità tecnologiche. La strada che deve essere battuta e sulla quale pare ci si stia orientando

è duplice: da una parte c'è la digitalizzazione della radio e della sua trasmissione, dall'altra ci

sono le possibilità di ibridazione della radio con i nuovi media.

Il DAB (Digital Audio Broadcasting) è una tecnologia sviluppata in

Europa per creare servizi in grado di sostituire le bande di frequenza (FM e AM) risolvendone i

problemi di trasmissione. Quindi il sistema DAB dovrebbe permettere una costante ricezione del

segnale di qualità paragonabile a quella dei CD sia da parte dei sintonizzatori fissi che da quelli

portatili(radio portatili e autoradio).

Il DAB, infatti, a differenza degli altri sistemi già esistenti di radio digitale, trasmette non solo

via cavo o via satellite, ma anche via etere, cioè attraverso una trasmissione terrestre che può

essere ricevuta anche da sistemi mobili.

Altra caratteristica fondamentale del sistema DAB è che sulla stessa banda possono essere

trasmessi fino a 6 canali digitali. Quindi suono, ma anche testo, immagini e pagine web.

Esistono già ricevitori DAB sul mercato (autoradio, portatili, hi-fi, schede audio per PC) dai quali

si può ricevere tanto il segnale digitale quanto quello analogico (FM-AM), ma la tecnologia dovrà

ancora nei prossimi anni tendere ad una maggiore miniaturizzazioni e all'accessibilità dei prezzi.

Ma se la digitalizzazione della radio è ancora una prospettiva la cui

realizzazione avverrà nei prossimi anni, presente e attualissima è la questione dell'interazione tra

radio e altri media. In particolare l'attenzione è rivolta verso possibili forme di ibridazione tra

radio e internet. Ormai tutte le radio italiane, nazionali o locali, hanno un loro sito, ma le

possibilità date dalla rete non si limitano a dare ulteriore visibilità alla radio. La vocazione

multimediale e multicanale di Internet e la sua potenziale interattività devono essere sfruttate

per dare davvero qualcosa di più alla radio.

Questa prospettiva di integrazione di mezzi differenti non comporta assolutamente la

cannibalizzazione della radio da parte di internet e la sua sostituzione con l'ascolto on-line o con

la selezione di brani musicali, chiamata play-list.

La diffusione on-line della trasmissione radio e le play-list sono solamente dei comodi e

interessanti gadget messi a disposizione dei navigatori/ascoltatori, ma non costituiscono di per sé

quel qualcosa di più che la rete può fornire a chi ascolta e ama la radio.McLuhan sosteneva che la

radio fosse un medium caldo, perché estendeva un unico senso fino ad un'alta definizione e alla

saturazione informativa. Il telefono, invece, fondato altrettanto sulla comunicazione verbale, era

per McLuhan un medium freddo perché a bassa definizione e lascia al fruitore grande parte nella

costruzione del messaggio. Lo stesso avrebbe detto di Internet. Oggi però ci troviamo davanti

all'integrazione e alla ibridazione dei diversi media. Ferma restando la distinzione mcluhaniana, si

potrebbe dire allora che il medium caldo che è la radio va raffreddandosi nel suo incontro con

internet (e anche con il telefono cellulare) perché arriva a stimolare una partecipazione attiva da

parte dell'ascoltatore, il quale viene spinto a farsi protagonista della comprensione del messaggio

radiofonico. Forse allora Internet può stimolare e accompagnare la radio in questo suo processo di

raffreddamento, proprio nel consentire all'ascoltatore quella ricerca di integrazione di senso,

presentando approfondimenti dei temi trattati in radio o semplicemente collegati, materiale visivo

(foto e video) che illustrino tali temi e un luogo dove incontrare gli altri ascoltatori e dar vita a

confronti più o meno sollecitati dalla radio.

Dalla radio al web e poi dal web alla radio perché il sito deve essere anche lo spunto per spingere

i vecchi e nuovi utenti all'ascolto delle trasmissioni radiofoniche.

Gli 80 anni della Radio Italiana

:

Anni '20 L'Uri, Unione Radiofonica Italiana, prima società concessionaria della radiodiffusione

in Italia, viene fondata il 27 Agosto 1924 come accordo tra le maggiori compagnie del settore:

Radiofono, controllata dalla compagnia Marconi, e SIRAC (Società Italiana Radio Audizioni

Circolari). Presidente della Società Enrico Marchesi ex direttore amministrativo della FIAT di

Torino.L'unica stazione trasmittente è quella di Roma, posizionata nell'attuale quartiere Parioli,

allora ancora campagna. Siamo agli inizi e il pubblico è composto da amatori interessati più alla

novità tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri.Nel gennaio 1925 nasce il

Radiorario, settimanale ufficiale dell'URI. L'intento è quello di propagandare il nuovo mezzo e nel

contempo di conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare. Poco dopo,

tra il '24 e il '29, si comincia a trasmettere, oltre che da Roma, anche dalle sedi di Milano

(1925) da Napoli (1926) e Torino (1929). Nel gennaio 1928 l'URI diventa EIAR, Ente Italiano

per le Audizioni Radiofoniche. L'evento segna il vero e proprio atto di nascita della radiofonia in

Italia. :

Anni '30 La radio inizia ad imporsi come mezzo di comunicazione di massa.Gli anni ’30 sono

infatti il momento del vero lancio della radiofonia in Italia.La radio si propone come medium

casalingo ed inizia a scandire con i suoi appuntamenti e i suoi suoni le abitudini degli

italiani.Attraverso la radio gli italiani diventano testimoni di grandi eventi ( le radiocronache

sportive,i concerti sinfonici).Al di là delle trasmissioni più propriamente politiche, l'insieme della

programmazione è tradizionale e rassicurante, anche se non manca l'attenzione degli intellettuali,

in particolare di futuristi come Marinetti."I Quattro Moschettieri" di Nizza e Morbelli, nel 1934,

sono protagonisti del primo successo di massa della radio italiana.

Anni '40: Sotto la pressione degli eventi bellici la programmazione radiofonica si trasforma

gradualmente. Prosa, e musica leggera con le grandi orchestre di Angelini e Barzizza

contribuiscono ad alleggerire un clima che si fa sempre più cupo. Ma con l'inasprirsi del conflitto

anche la radio cambia. I programmi nazionali vengono unificati e si intensificano le trasmissioni

dedicate alle forze armate.

L'8 settembre, dai microfoni di Via Asiago, Badoglio proclama l'armistizio. Dopo il black-out, la

ricostruzione.

Si riaffacciano voci familiari insieme a personaggi destinati a tenerci compagnia a lungo.

Anni '50: Lo sviluppo della radio non conosce soste.

La radio invade nuove fasce orarie e nuovi spazi e si evolve verso nuove forme di giornalismo

anche grazie a strumenti di registrazione sonora più moderni.E' il momento del rilancio anche sul


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Exxodus

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DESCRIZIONE APPUNTO

Tesina che ripercorre la nascita e l'evoluzione della radio e contiene le principali nozioni sulla sua applicazione nel corso degli anni (la radiotelegrafia, la radiofonia, la radaristica, la televisione terrestre e satellitare, la radioastronomia, la telefonia mobile, cellulare e satellitare), il funzionamento della radio, i vantaggi delle tecnologie streaming e i servizi erogati.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Scienze Sociali Prof.

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