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Cos'è la radio

La radio può essere definita come uno "strumento" elettronico necessario per compiere un servizio di radiocomunicazione in un determinato punto. La radio rappresenta per la vita pubblica il più grandioso mezzo di comunicazione che si possa immaginare, uno straordinario sistema di canali, in grado non solo di trasmettere ma anche di ricevere, non solo di far sentire qualcosa all'ascoltatore ma anche di farlo parlare, non di isolarlo ma di metterlo in relazione con altri.

Radio (elettronica)

Antenna per le trasmissioni radio. La radio è la tecnologia elettronica che utilizza le onde elettromagnetiche per le telecomunicazioni o alcuni altri scopi come la localizzazione di oggetti (radaristica) e lo studio di fenomeni celesti (radioastronomia).

Terminologia

Le onde elettromagnetiche utilizzate per la radio sono chiamate onde radio. L'apparecchio elettronico che permette di trasmettere e/o ricevere onde radio è chiamato radio. In particolare, se è in grado solo di trasmettere è chiamato radiotrasmettitore o radiotrasmittente, se è in grado solo di ricevere è chiamato radioricevitore o radioricevente, se è in grado sia di ricevere che di trasmettere è chiamato ricetrasmettitore o ricetrasmittente.

Applicazioni della radio

  • Radiotelegrafia: Nikola Tesla e altri scienziati e inventori mostrarono l'utilità della telegrafia senza fili, radiotelegrafia, o radio, fin dal 1890. Inventata e realizzata prima da Nikola Tesla nel 1891 e poi da Guglielmo Marconi nel 1895. È la comunicazione tra due o più persone in codice Morse per mezzo di onde radio. Oggi è in disuso. La radiotelegrafia è stata la prima applicazione della radio: è la prima volta che le onde elettromagnetiche vengono utilizzate per trasportare un'informazione.
  • Radiofonia: Inventata da Reginald Fessenden nel 1900. È la trasmissione e ricezione di contenuti sonori per mezzo di onde radio. Nei primi decenni si distingueva in radiotelefonia e radioaudizione circolare. La radiotelefonia ha sostituito la radiotelegrafia nella comunicazione tra due o più persone per mezzo di onde radio, la radioaudizione circolare è stata invece il primo sistema di diffusione del mezzo di comunicazione di massa che chiamiamo radio. Oggi il termine "radioaudizione circolare" è completamente in disuso.
  • Radiotelefonia: È una tipologia di radiofonia. È la comunicazione sonora (tipicamente vocale) tra due o più persone per mezzo di onde radio.
  • Radaristica: È la localizzazione di oggetti fissi o mobili per mezzo di onde radio.
  • Televisione terrestre: Inventata da John Logie Baird nel 1925. È la diffusione alle masse di contenuti visivi e sonori per mezzo di onde radio emesse da trasmettitori posti sulla superficie terrestre.
  • Televisione satellitare: È la diffusione alle masse di contenuti visivi e sonori per mezzo di onde radio emesse da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni geostazionari.
  • Radioastronomia: È lo studio di fenomeni celesti attraverso l'analisi delle onde radio che essi emettono naturalmente.
  • Telefonia mobile: È l'accesso alla Rete Telefonica Generale per mezzo di onde radio e dispositivi mobili utilizzabili in ampie aree geografiche.
  • Telefonia cellulare: È una tipologia di telefonia mobile. È l'accesso alla Rete Telefonica Generale per mezzo di onde radio emesse e ricevute da trasmettitori posti sulla superficie terrestre e dispositivi mobili utilizzabili in ampie aree geografiche.
  • Telefonia satellitare: È una tipologia di telefonia mobile. È l'accesso alla Rete Telefonica Generale per mezzo di onde radio emesse e ricevute da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni e dispositivi mobili utilizzabili in ampie aree geografiche.

Funzionamento

Per poter coprire la distanza tra la radio trasmittente e la radio ricevente, è necessario usare l'antenna: un dispositivo (trasduttore) in grado di trasformare una grandezza elettrica in segnali elettromagnetici. La lunghezza e la forma delle antenne (trasmittenti e riceventi) sono proporzionali alla lunghezza d'onda della frequenza usata. Nelle comunicazioni professionali o amatoriali, le antenne sono particolarmente curate, mentre nelle comunicazioni broadcast, generalmente l'antenna trasmittente emette una grande potenza. In questo modo le radio riceventi possono usare antenne anche di piccole dimensioni.

Per poter trasmettere informazioni da una trasmittente ad una ricevente, è necessario definire una frequenza ed una modulazione. Ad esempio, per poter ricevere le emittenti radiofoniche private, è necessario usare un semplice apparato che riesca a sintonizzare le frequenze tra gli 87,5 e i 108 MHz in modulazione di frequenza (FM). Tali frequenze corrispondono ad una lunghezza d'onda di circa 3 metri.

La nascita della radio

Popov riconobbe a Marconi l'invenzione della radio. Fu lo stesso fisico russo a riconoscere a Marconi la primogenitura per quanto riguarda la telegrafia senza fili. La polemica fu innescata dalle pretese dell'URSS di attribuire l'invenzione della radio a Popov. A Guglielmo Marconi, le opere de la thelegraphye sans fil. Kronstadt, 14 juillet 1902. A mezzo secolo da quella data, questa iscrizione potrebbe risolvere una volta per tutte la ormai centenaria diatriba secondo la quale il fisico russo Aleksandr Stephanovitch Popov avrebbe inventato un trasmettitore radio prima di Guglielmo Marconi.

L'iscrizione, che riconosce esplicitamente all'inventore italiano la primogenitura sulla radio è posta su una foto di Popov che lo stesso fisico russo regalò a Marconi il 14 luglio 1902 a bordo della nave italiana 'Carlo Alberto' in occasione di una visita ufficiale nel porto russo di Kronstadt. La notizia viene da Ludovico Gualandi, uno storico che ha dedicato una vita agli studi su Marconi e che assicura che la foto si trovava sul panfilo Elettra, insieme a quella dello Zar, del re di Spagna e altre foto di illustri personaggi.

La testimonianza sulla foto e sulla dedica viene da quanto descritto nel libro edito nel 1950, 'Navigando con Marconi a bordo dell'Elettra; Diario di un ufficiale marconista' di cui è autore Anselmo Landini l'ufficiale marconista della nave-laboratorio di Marconi.

Ho fatto molte ricerche anche a Roma, nella casa di via Condotti - sottolinea Gualandi -, quando la moglie di Marconi mi invitò perché aveva saputo che lottavo per impedire che venissero emessi dei francobolli in onore a Popov con una motivazione che offendeva la memoria di suo marito. La foto non è stata trovata, forse è andata dispersa con altro materiale, quando la nave venne spogliata del contenuto o in parte ceduto dagli eredi ad antiquari, dopo il 1945. Comunque - prosegue Gualandi - credo che non si possa dubitare dell'onestà del marconista Landini che descrive minuziosamente la foto. La stessa descrizione è d'altronde contenuta anche in altri libri.

Nel 1991, Gualandi segnalò che sul verso della banconota da duemila lire dedicata a Marconi, non era stato raffigurato l'apparecchio originale: fu uno scoop, anche se segnalazione si proponeva solo di fare conoscere le doti eccezionali di quell'apparecchio, tuttora sconosciute a molti ingegneri. La segnalazione di Gualandi si proponeva anche di fare capire che sarebbe stato un grave errore storico emettere un francobollo in onore al fisico russo Popov, con una motivazione non veritiera. Ma, purtroppo, non venne compreso.

La nave Carlo Alberto, adibita a sperimentazioni di trasmissioni radio, era partita dal porto di Napoli il 10 giugno 1902, e dopo una serie di prove tecniche più o meno riuscite, venne informato Marconi (che in quel momento si trovava in Inghilterra) che sarebbe giunta a Dover il 7 luglio. Marconi salì sulla nave imbarcando i suoi strumenti, compreso il famoso ricevitore magnetico da poco brevettato: da questo preciso momento iniziò la vera e propria serie di prove sperimentali. La Carlo Alberto giunse a Kronstadt il 12 luglio alle prime ore del mattino. Il 14 luglio venne visitata dall...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Scienze Sociali Prof.
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