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Marshall McLuhan: cenni fondamentali

Marshall McLuhan è stato un sociologo e critico letterario canadese (1911-1980). Appassionato di letteratura inglese, cultura di massa e antropologia, le sue opere principali furono:

  • La sposa meccanica (1951)
  • La galassia Gutenberg (1961)
  • Gli strumenti del comunicare (1964)

Gli strumenti del comunicare

“Gli strumenti del comunicare” è l’opera più nota di McLuhan e costituisce una ricerca innovativa nel campo dei media. La versione originale in inglese del libro è titolata “Understanding Media”, vale a dire “capire i media”, mentre la traduzione italiana è appunto, “Gli strumenti del comunicare”. I temi principali dell’opera sono: il medium è il messaggio, la differenza tra media caldi e freddi e il villaggio globale.

I media sono intesi come estensioni di noi stessi. Consentono di ridurre le distanze e aumentare l’intensità: la ruota è l’estensione del piede, la fotografia è l’estensione dell’occhio, la radio è l’estensione dell’orecchio. Ogni invenzione o tecnologia è un’estensione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti o equilibri tra gli altri organi.

Media caldi e freddi

Ciascun medium può essere caldo o freddo. I media caldi forniscono informazioni molto dettagliate, ci coinvolgono profondamente a livello emotivo e richiedono una partecipazione limitata. Esempi: cinema, radio, in quanto immagine e sonoro investono lo spettatore di una molteplicità di informazioni. I media freddi richiedono un alto grado di partecipazione per cogliere il significato. Esempi: parola, fumetto, telefono; anche la TV è un medium freddo in quanto ci vuole interazione attiva e diretta dello spettatore.

Il villaggio globale

È un altro tema fondamentale di McLuhan: è un metaforico ossimoro che egli adotta per indicare come, con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione e tramite l’avvento del satellite che ha permesso comunicazioni in tempo reale a grande distanza, il mondo sia diventato piccolo e abbia assunto di conseguenza i comportamenti tipici di un villaggio.

Le 3 ere della storia umana

McLuhan individua 3 ere nella storia umana, in relazione all’evoluzione delle tecnologie che le caratterizzano.

  1. Era orale: caratterizzata dal mondo caldo dell’orecchio, pone l’accento sulla parola orale, carica di sentimenti e di emozioni per colui che la riceve. È simultanea, concreta, coinvolgente, interdipendente, tribale.
  2. Era visiva: nata con l’invenzione della stampa di Gutenberg, è l’era che maggiormente sintetizza l’estensione dell’occhio. La scrittura diventa lo strumento principale di questa cultura. Analitica, astratta, individuale.
  3. Era elettrica: l’elettricità estende il sistema nervoso centrale; questa era sintetizza l’estensione di tutti i sensi; ha portato mutamenti sociali nella vita delle persone. Sintetica, globale, decentrata, neotribale.

Introduzione a "Gli strumenti del comunicare"

Dopo l’avvento dell’energia elettrica, il nostro sistema nervoso centrale viene tecnologicamente esteso fino a connetterci con tutta l’umanità. Con una repentina implosione concentrica il mondo è stato ridotto ad un villaggio in cui non è possibile ignorare le minoranze. Dal mondo meccanico a quello elettrico: grazie all’elettricità il nostro sistema nervoso si è esteso al globo intero, abolendo tempo e spazio. Grazie ai media abbiamo esteso i nostri sensi e i nostri nervi.

L’era elettrica è caratterizzata dall’aspirazione alla totalità nella consapevolezza in profondità: se l’era meccanica che ci ha preceduti ha espresso la forte asserzione di opinioni personali, la nostra epoca esprime la ribellione contro gli schemi imposti. Ogni estensione ha implicazioni sociologiche e psicologiche: “l’elettricità ha ridotto il globo a poco più che un villaggio”. Siamo coinvolti in tutto; tutto ci coinvolge. Di qui l’idea dell’età dell’angoscia, del divanetto dello psichiatra. Per questo motivo è importante comprendere lo sviluppo dei media: ciò infatti ci aiuta a controllarli, ed è questo lo scopo/oggetto di questo libro.

Parte prima: il medium è il messaggio

Molti credono che il significato/messaggio della macchina non risieda nella macchina stessa ma nell’utilizzo che se ne fa. L’essenza della tecnologia dell’automazione è invece esattamente l’opposto. Essa è profondamente integra e al tempo stesso decentratrice.

Luce elettrica: informazione allo stato puro, medium senza messaggio. Il contenuto di un medium è sempre un altro medium (es. scrittura/discorso, stampa/parola scritta…). Il messaggio di un medium o di una tecnologia è nel mutamento di proporzioni, di ritmo o schemi che introduce nei rapporti umani. Finalizzare un medium a partire dal suo contenuto ci impedisce di comprendere le caratteristiche del medium stesso.

I più recenti metodi di studio dei media prendono in considerazione non solo il contenuto ma il medium stesso e la matrice culturale entro la quale esso agisce. McLuhan contesta l’idea che i media non siano né buoni né cattivi (come affermato dal generale Sarnoff, da lui citato), in quanto, essendo estensioni di noi stessi, vanno ad aggiungersi a ciò che siamo. L’economia classica non può spiegare i mutamenti o le espansioni: il paradosso della meccanizzazione è che, nonostante sia la principale causa di sviluppo e mutamento, esclude la possibilità stessa dello sviluppo o la comprensione del mutamento (non vi è principio di causalità nella sequenza; niente consegue da essa tranne il mutamento).

L’elettricità ha operato una rivoluzione, poiché ha posto fine alle sequenze rendendo i processi del tutto immediati; la velocità nell’era elettrica è istantanea.

Cubismo: rinuncia all’illusione della prospettiva a favore dell’immediata consapevolezza sensoria del tutto. “Cogliendo in un unico istante la consapevolezza totale, ha improvvisamente annunciato che il medium è il messaggio”, ciò non era per nulla ovvio prima della velocità elettrica, sembrava allora che il messaggio fosse il contenuto e la gente soleva chiedersi cosa volesse “rappresentare” un quadro.

Tocqueville fu il primo ad assimilare la grammatica della stampa e della tipografia, spiegando come la parola stampata avesse reso omogenea la nazione francese. I principi tipografici dell’uniformità, continuità e linearità avevano permesso di superare le complessità dell’antica società feudale e orale. (Cosa che in Inghilterra non è avvenuta poiché è rimasta aggrappata alla dimensione orale della common law). Tocqueville è stato capace di staccarsi dai valori e presupposti della stampa e per questo ne ha compreso la grammatica solo stando al di fuori di una struttura o di un medium se ne possono individuare i principi e le linee di forza.

Passaggio in India di E.M. Forster è un’analisi drammatica dell’incapacità della cultura orientale, orale ed intuitiva, di accettare gli schemi europei, razionali e visivi. Per molto tempo in occidente “razionale” è stato sinonimo di “uniforme, continuo e sequenziale”. Passaggio in India è la parabola dell’uomo occidentale nell’era elettrica, totalizzante e onnicomprensiva come la cultura indiana, che ha messo in crisi gli schemi europei razionali e visivi.

La detribalizzazione attraverso l’alfabetismo è traumatica per l’uomo tribale (che lo stacca dalla dimensione collettiva per spingerlo verso l’isolamento individuale), ma con i media elettrici l’uomo occidentale subisce lo stesso trauma (in quanto vive un processo di ritribalizzazione). La civiltà elettrica mescola le culture della preistoria con i sedimenti delle civiltà industriali. L’importanza che l’America ha attribuito alla cultura alfabetica come tecnologia o uniformità applicata a ogni livello dell’istruzione, del governo, dell’industria e della vita sociale è ora messa in pericolo dalla tecnologia elettrica. Il contenuto di un medium è sempre un altro medium. Gli effetti della tecnologia non si verificano al livello delle opinioni o dei concetti, ma alterano costantemente le reazioni sensoriali o le forme di percezione. Il denaro, ad esempio, ha riorganizzato la vita delle persone proprio perché di fatto ne è un’estensione.

Per McLuhan i media sono paragonabili alle materie prime per il loro potere formativo, e in quanto tali sono necessarie tipologie di organizzazione sociale che di essi tenga conto. “Le conseguenze individuali e sociali di ogni medium, cioè di ogni estensione di noi stessi, derivano dalle nuove proporzioni introdotte nelle nostre questioni personali da ognuna di tali estensioni o da ogni nuova tecnologia”. Infatti, lo stesso contenuto, produce effetti diversi a seconda del medium utilizzato per la trasmissione.

Media caldi e media freddi

Un medium è caldo quando estende un unico senso fino a un’alta definizione, cioè fino allo stato in cui si è abbondantemente colmi di dati. In questo modo non lascia spazio da colmare o completare e comporta perciò una limitata partecipazione che produce ipnosi. Un medium è freddo quando comporta una bassa definizione cioè quando fornisce una quantità limitata d’informazioni. Implica quindi un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico che può produrre allucinazione.

Un medium caldo permette meno partecipazione di un medium freddo: potremmo dire che la forma calda esclude e quella fredda include. Le tecnologie specialistiche (denaro, ruota, scrittura) frammentano e detribalizzano, mentre la tecnologia elettrica non specialistica ritribalizza, poiché ristabilisce uno schema di intenso coinvolgimento. Nessun medium ha senso da solo ma in continuo rapporto con altri media. La nuova strutturazione e configurazione elettrica della vita si oppone sempre più agli antichi procedimenti frammentari e lineari e agli strumenti d’analisi dell’era meccanica. Si sta passando dallo studio del contenuto dei messaggi a quello del loro effetto totale.

Boulding: il significato di un messaggio è il mutamento che esso determina nell’immagine. L’interesse per l’effetto anziché per il significato è una novità fondamentale dell’era elettrica in quanto l’effetto mette in gioco la situazione totale e non un solo livello di informazione. L’era meccanica era calda, quella televisiva è invece fredda; le culture arretrate sono fredde, quelle industrializzate sono calde. In La città nella storia, Lewis Mumford indica una preferenza per le città fredde, strutturate casualmente, rispetto a quelle calde e intensamente riempite. Gli effetti cambiano molto a seconda che un medium caldo sia usato in una cultura calda o in una fredda: la radio per esempio in Inghilterra o America è considerata una forma di svago, cosa che in culture fredde o a basso livello di alfabetismo non potrebbe essere accettata. Il medium freddo della televisione è stato sconvolgente per la nostra cultura ad alto livello di alfabetismo.

Capovolgimento del medium surriscaldato

La società tradizionalmente orale, come quella dei russi, trovava naturale installare microfoni spia mentre giudicava innaturale lo spionaggio visivo occidentale. Il principio secondo il quale, nella fase di sviluppo, ogni cosa appare in forma opposta a quella che finirà per assumere è piuttosto antico. Nell’attuale era elettrica le energie contraenti del nostro mondo si scontrano con gli schemi espansionistici tradizionali.

Gli antichi schemi di espansione meccanica a senso unico dal centro alla periferia non funzionano più poiché l’elettricità non centralizza, ma decentra. Questo appare evidente in ogni elettrodomestico, che ci consente di fare da soli compiti prima delegati a cameriere o domestici. Il grande principio della divisibilità di ogni processo si è capovolto estendendosi alla teoria del campo unificato, nella fisica come nell’economia, ecc. Nella nostra era artisti e intellettuali, un tempo estraniati dal potere o relegati all’opposizione, assumono importanti ruoli di potere decisionale, ma così facendo diventano servi del sistema, non più indipendenti.

Kenneth Boulding afferma che in ogni medium o struttura esiste un “limite di rottura” oltre il quale il sistema muta bruscamente in un altro o supera nel suo processo dinamico il punto dal quale non è più possibile tornare indietro. Un esempio: la campagna era il centro di lavoro e la città il centro dello svago. Lo sviluppo delle strade e dei trasporti ha capovolto questo schema invertendo le posizioni: in città si lavora, in campagna ci si svaga e riposa. Spesso una rottura in un sistema può avvenire dalla reciproca influenza con un altro sistema. Ad esempio oggi con la memoria elettronica la parola stampata assume il carattere artigianale che aveva il manoscritto quando fu inventata la stampa.

L’amore degli aggeggi: Narciso come narcosi

Il mito greco di Narciso riguarda un determinato aspetto dell’esperienza umana, come dimostra la provenienza del nome stesso dal greco “narcosis”, che significa torpore. Il giovane Narciso scambiò la propria immagine riflessa nell’acqua per un’altra persona e quest’estensione speculare di se stesso attutì le sue percezioni fino a fare di lui il servomeccanismo della propria immagine estesa. Narciso era intorpidito. Si era conformato all’estensione di stesso divenendo così un circuito chiuso. Il senso di questo mito è che gli esseri umani sono soggetti all’immediato fascino di ogni estensione di sé, riprodotta in un materiale diverso da quello stesso di cui sono fatti.

Fisiologicamente sono tante le ragioni per le quali un’estensione di noi stessi determina in noi uno stato di torpore. Selye e Jonas sostengono che tutte queste estensioni sono tentativi di conservare l’equilibrio. Essi le considerano “autoamputazioni” e ritengono che il corpo ricorra al potere o alla strategia amputativa quando la sua percezione non riesce a individuare o a evitare la causa dell’irritazione. Nella tensione fisica dovuta a un sovrastimolo di qualunque tipo, il sistema nervoso centrale, al fine di proteggersi, provvede strategicamente ad amputare o isolare l’organo, il senso o la funzione molesta.

Il principio dell’amputazione come sollievo immediato alle tensioni del sistema nervoso centrale si applica facilmente alle origini di tutti i media di comunicazione, dalla parola al calcolatore. Fisiologicamente la parte più importante incombe al sistema nervoso centrale. Tutto ciò che minaccia le sue funzioni deve essere asportato o isolato. La funzione del corpo è di fare da cuscinetto tra il sistema nervoso centrale e le improvvise variazioni degli stimoli dell’ambiente fisico e sociale. Con l’avvento della tecnologia elettrica l’uomo estese, creò cioè al di fuori di se stesso, un modello vivente del sistema nervoso centrale.

Per contemplare, utilizzare o percepire qualsiasi estensione di noi stessi in forma tecnologica è necessario riceverla. È l’ininterrotta ricezione della nostra tecnologia nell’uso quotidiano che, nel rapporto con queste immagini di noi stessi, ci pone nella posizione narcisistica della coscienza subliminale e del torpore. Ricevendo continuamente tecnologie ci poniamo nei loro confronti come altrettanti servomeccanismi. Sul piano fisiologico, l’uomo è perpetuamente modificato dall’uso normale della tecnologia, o del proprio corpo esteso, e trova a sua volta modi sempre nuovi per modificarla.

Il principio del torpore entra in gioco nella tecnologia elettrica come in qualunque altra. Dobbiamo intorpidire il nostro sistema nervoso centrale ogni volta che viene esteso altrimenti moriremmo. Una volta intorpidito strategicamente il nostro sistema nervoso centrale i compiti della consapevolezza e dell’ordine sono affidati alla vita fisica dell’uomo, il quale di conseguenza ha per la prima volta compreso che la tecnologia è un’estensione del suo corpo. Ciò non sarebbe potuto accadere prima che l’era elettrica ci fornisse lo strumento di una consapevolezza immediata e totale, attraverso la quale è stata pienamente svelata la vita subliminale (personale e sociale).

Energia ibrida: Les liaisons dangereuses

L’azione dei media, quali estensioni dell’uomo, è quella di far accadere le cose piuttosto che di “darne conoscenza”. L’incrocio o l’ibridazione dei media libera nuove forze ed energie. La più importante fusione è quella tra culture letterarie e culture orali: “il fatto che l’alfabeto fonetico abbia dato all’uomo un occhio in cambio di un orecchio è forse, sul piano sociale e politico, la più radicale esplosione che si possa dare in una struttura sociale”.

L’uomo orale ha una complessità di sentimenti ed emozioni che il pratico uomo d’occidente ha sacrificato a vantaggio dell’efficienza e della praticità. L’occidentale alfabeta e frammentato, scontrandosi con l’implosione elettrica all’interno della sua stessa cultura, si trasformerà in una persona complessa e strutturata in profondità che si rende emotivamente conto dei suoi rapporti di interdipendenza con il resto della società umana.

McLuhan, nel tentativo di capire i media, i conflitti dai quali sorgono e gli effetti che producono, sottolinea l'importanza di comprendere i media stessi come estensioni che influenzano profondamente la società umana.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.cattarulla di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e Antropologia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Giaccardi Chiara.
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