Sociologia
Introduzione alla sociologia
La sociologia è una scienza empirica che studia i fenomeni sociali. Al giorno d’oggi ci sono delle regole sociali che orientano le nostre scelte (es. con la globalizzazione tutto il mondo è connesso).
La sociologia si occupa delle relazioni e di come queste ultime siano viste da fuori. Attraverso il gruppo si costituisce uno strumento di interpretazione della realtà. La sociologia indaga sugli strumenti di interpretazione della realtà, ed è una scienza che espone delle teorie per affrontare la realtà. La storia è composta dagli individui in continua evoluzione.
L’uomo è un conservatore abitudinario e desidera delle continue certezze che riesce a trovare solo attraverso la continuità. L’uomo cambia le sue abitudini solo quando è forzato. Le relazioni tra gli uomini, al loro aumentare, fanno aumentare a loro volta il numero di strade possibili.
La società moderna ha distrutto le barriere grazie all’avvento delle nuove tecnologie. Così si può guardare il mondo intero, ciò non toglie il fatto che ognuno lo veda in modo diverso (es. tutti guardano lo stesso cortile, tutti lo raccontano e ascoltano quello che raccontano gli altri). È più difficile quindi prendere delle decisioni riguardanti la realtà.
Spazio e tempo sono elementi che definiscono lo sviluppo della storia. La società è in continua evoluzione, la realtà è troppo complessa per essere completamente analizzata.
Teorie sociologiche
L’obiettivo iniziale della sociologia era quello di elaborare una teoria generale del mutamento, una missione che si è dimostrata impossibile. Quindi la sociologia ha spostato il suo interesse sull’elaborare delle piccole teorie. A partire dagli anni sessanta, la sociologia analizza i piccoli problemi della quotidianità.
A partire dalla fine dell’800 la sociologia si afferma come scienza. Precursori del pensiero sociologico: Hobbes e Rousseau. I due studiosi elaborano diversi tipi di teorie: teorie macro (studiano la società) e teorie micro (studiano l’individuo).
Teorie del conflitto e del consenso
Teorie del conflitto: l’uomo, se non ci fosse la società, farebbe solo la guerra e vivrebbe in conflitto. Teorie del consenso: l’uomo è buono di natura, bisogna trovare un mezzo che agevoli i rapporti.
Teorie del conflitto (Hobbes) cercano di spiegare i fenomeni in termini di moto. Tutto ciò che è fisico può essere spiegato in termini di moto. L’uomo reagisce attraverso sensazioni (amore, odio…). Attraverso le sensazioni l’uomo entra in relazione con altri uomini, e tutto ciò è spiegabile in termini di moto.
Conoscenza e linguaggio
Riflessione sulla conoscenza:
- Conoscenza comune (originaria): si basa sulla conoscenza sensibile.
- Conoscenza scientifica o filosofica: capacità di rielaborare la conoscenza comune.
Il linguaggio gioca un ruolo molto importante, attraverso il linguaggio gli uomini trovano degli accordi. La parola è un accordo per identificare qualcosa. Le parole sono solo convenzioni. La parola diventa importante in assenza dell’oggetto dal momento in cui abbiamo l’idea dell’oggetto stesso. Il linguaggio è un antefatto convenzionale, è il fondamento di un contratto.
Contratto sociale secondo Hobbes
La cattiveria dell’uomo secondo Hobbes si può contenere. Nel suo stato di natura, l’uomo è egoista e vuole il potere, e perciò si trova in una situazione di conflitto con gli altri. Attraverso un contratto si può eliminare questa situazione di conflitto. Nasce l’idea di contratto sociale, attraverso:
- Patto di unione: gli uomini devono stare insieme per eliminare il conflitto.
- Patto di società: gli uomini stanno insieme.
- Patto di soggezione: qualcuno deve controllare i comportamenti degli uomini. Così nasce lo Stato.
La libertà è un diritto naturale, quindi si può rinunciare a una parte di libertà e affidarla allo Stato. La rinuncia alla libertà è in funzione di una maggiore sicurezza. Così nasce lo stato. Non tutti devono per forza essere d’accordo alla rinuncia della libertà, basta la maggioranza. L’uomo è conflittuale nel suo stato di natura perché è uguale agli altri. Con la rinuncia ad alcuni diritti nasce la prima forma di governo, quindi lo Stato è fondamentale.
Hobbes separa il potere delle grandi case regnanti al potere ecclesiastico. La società verrà sempre interpretata come l’evoluzione del corpo umano. Viene definito corpo sociale un insieme di organi che garantiscono la sopravvivenza della società.
Rousseau e la società
Rousseau è un educatore contrariato che vive nel periodo della rivoluzione francese. Ha una prospettiva opposta a quella di Hobbes. Secondo Rousseau l’uomo è corrotto dalla società civile. L’amore per sé stessi viene corrotto dalla volontà di apparire davanti agli altri, quindi l’uomo diventa egoista. Secondo Rousseau i ricchi hanno creato dei contratti che agevolano solo loro stessi, facendoli credere utili per tutta la società. Per Rousseau la sovranità deve restare nelle mani del popolo. È il popolo che sceglie a chi affidare la sovranità e quindi anche quando toglierla (delega temporale di governance).
Positivismo, socialismo, organicismo (1700-1800)
Ogni teoria è figlia del suo contesto storico. Saint Simon è uno scienziato che crede che la scienza migliori le qualità della vita. Si scontra con la rivoluzione napoleonica. Il suo pensiero è illuminista. È contro il sistema educativo francese: l’educazione secondo lui serve solo a produrre uomini poco critici e molto funzionali. Secondo lui c’è un’assenza di dibattito a scuola. Saint Simon vuole riorientare il sistema educativo francese.
Riflessione sull’educazione di Saint Simon: l’educazione ci fornisce le regole per essere in relazione con gli altri. La famiglia è l’agenzia di socializzazione primaria, in famiglia si stabiliscono le prime regole di educazione sociale. La scuola è l’agenzia di socializzazione secondaria, si aggiungono persone estranee. I media sono le più importanti agenzie di socializzazione.
La Francia, nonostante le restrizioni, prova a costruire un cittadino tipo. Parabola di Saint Simon: Francia è un corpo senz’anima (la società vista come un corpo sociale). Saint Simon cerca i vari organi del corpo sociale. Egli crede che sia peggio perdere artigiani, scienziati e lavoratori piuttosto che il re. Secondo lui il re ha solo una funzione simbolica e non utile allo stato. Lo Stato deve essere razionale e positivo (preannuncia il positivismo). Saint Simon vuole arrivare a una società equilibrata in grado di produrre beni che rendano tutti gli uomini più ricchi, non accetta lo sfruttamento. Gli uomini sono tutti uguali.
Comte e la sociologia
Comte è il primo ad usare la parola Sociologia. Egli riconosce un metodo scientifico cosicché la sociologia possa essere affermata come scienza. Il Corso di Filosofia Positiva (1830) è un’opera di Comte suddivisa in sei volumi, e tratta il pensiero che riguarda l’evoluzione. Considera il corpo umano come il miglior funzionamento tra organi diversi al fine di raggiungere lo stesso obiettivo. L’organicismo è la considerazione di ogni sistema complesso come un corpo umano funzionale. Le scienze vogliono andare dal particolare all’universale in modo tale da poter predire il futuro riducendo così le incertezze. Vede la società come la parte finale di un processo evolutivo.
Teoria di Comte: un’infanzia dell’umanità:
- Età teologica: tutte le responsabilità sono delle divinità.
- Stadio metafisico: corrisponde all’adolescenza della società. Le divinità non sono più superuomini, ma l’uomo inizia a elaborare pensieri astratti.
- Stadio positivo: coincide con lo sviluppo della filosofia positiva. L’uomo rinuncia a cercare le cause ultime dei fenomeni e accetta i fatti storici ed empirici. Vuole studiare e dare una spiegazione agli eventi per aumentare la conoscenza, senza però voler arrivare alla conoscenza ultima. Partendo dalla conoscenza ultima (credo/non credo in Dio) non si ha alcun dibattito. Comprendere i fatti è fondamentale per migliorare la condizione umana. I fatti non sono idee ma cose concrete (pensiero positivista). Studiando i fatti concreti nasce la sociologia.
Tripartizione delle scienze: si va dalle scienze più semplici a quelle più complesse.
- Materie che studiano la materia organica (fisica, chimica).
- Materie che studiano il corpo umano (biologia).
- Scienza che vede come gli uomini stanno in relazione tra loro (sociologia).
Logica e matematica stanno fuori poiché sono le scienze che governano le altre. Sta nascendo il pensiero scientifico moderno: le scienze si basano sui sistemi di classificazione. Classificare è un modo per ridurre l’incertezza. Nasce l’enciclopedia, con l’obiettivo di classificare tutta la conoscenza in base all’evoluzione del pensiero scientifico.
Comte resta intrappolato nella dimensione organicistica. Parla di fisica sociale (dimensione statica e dimensione dinamica):
- Dimensione statica: indagare sulle strutture permanenti di una società. Le strutture permanenti garantiscono l’ordine della società.
- Dimensione dinamica: studio del progresso (cambiamento positivo).
Secondo Comte la sociologia governerà sul mondo.
Spencer e l'evoluzionismo
Spencer, pensatore inglese (1820), parte dalle scienze più semplici fino ad arrivare a quelle più complesse. Il suo pensiero è sulla linea di quello di Comte. Possiamo definire il suo pensiero evoluzionista: si domanda come avviene il mutamento. I tre principi del mutamento sono:
- Indistruttibilità della materia.
- Continuità del movimento.
- Persistenza della forza.
Spencer afferma che la conoscenza umana è limitata dalla possibilità di conoscere. Bisogna riconoscere i limiti della conoscenza. Spencer riprende il pensiero organicista: si cerca nel corpo sociale le funzioni del corpo umano (ogni organo corrisponde a un’entità della società). Gli stessi bisogni che ha il corpo umano li ha anche il corpo sociale.
Marx e il concetto di alienazione
Marx: 1848: manifesto del partito comunista. Il suo pensiero è diviso in due: pensiero politico e pensiero filosofico. Marx introduce il concetto di alienazione. L’alienazione secondo Marx è massima nella società moderna poiché vi è la rottura del rapporto con la natura. Tutto ciò che fa l’uomo è in relazione con gli altri. L’uomo è in grado di produrre a proprio vantaggio. Gli uomini sono diversi dagli animali poiché sono organizzati tra loro. L’essere umano è determinato dal modo di produrre qualcosa. Al centro di tutto Marx mette il lavoro. Il lavoro secondo il filosofo è la vera essenza dell’uomo.
Sovradeterminazione: l’uomo è spinto a ottimizzare il lavoro, vuole il progresso. Vuole sempre di più. L’uomo ha sempre più bisogni da soddisfare, vuole organizzarsi sempre al meglio per ottenere i migliori risultati possibili.
Il valore di un bene dipende dalle modalità organizzative impiegate per produrlo. Marx pensa che ciò che sta accadendo nella sua epoca sia un problema poiché interessa solo il prezzo e non le modalità di produzione. Lo sviluppo delle tecnologie spinge sempre di più la borghesia a disinteressarsi delle modalità di produzione, e quindi l’operaio è sempre più alienato poiché ciò che produce non gli appartiene e non è più responsabile del progetto finito. La borghesia vuole solo il massimo risultato con il minimo costo. L’operaio è alienato perché non ha più la consapevolezza di ciò che produce. L’operaio è sempre più distante da ciò che è il prodotto finale. Vi è una distanza enorme tra borghesia e operaio. Gli uomini non collaborano più, sono distanti dalla loro consapevolezza di essere uomini. La borghesia è diversa dalle classi precedenti, poiché deve sempre rivoluzionare i suoi sistemi di produzione. La borghesia muore e esce dal commercio se non si rinnova. Marx afferma che l’uomo è un essere storico perché ha cominciato a produrre mezzi di sussistenza e li ha sempre rinnovati. Il lavoro è il prodotto dello stare insieme.
Quando il proletariato avrà la consapevolezza di essere sfruttato e alienato otterrà la rivoluzione. Per Marx le classi sono due: borghesia e proletariato. La rivoluzione ipotizzata da Marx è stata un fallimento, non si è mai realizzata. Le teorie di Marx sono molto più oggetto di riflessione oggi. Oggi si chiede la consapevolezza al consumatore, non esistono più aziende di a catena. Si vuole ritornare a una nuova umanità, soprattutto del mondo occidentale (all’estero, in oriente, l’operaio è ancora sfruttato). Marx sottolinea un problema in cui gli oggetti sono considerati come merce e non come prodotto del lavoro umano. Si valuta il valore sulla base del valore di scambio. Sociologia dello scambio: si baserà sul pensiero di Marx.
Struttura sociale e linguaggio
Al centro della filosofia di Marx c’è la struttura sociale. Focalizza la propria attenzione sulla società. Per chi si occupa di società il tema iniziale è chiedersi quali siano le regole di collaborazione tra gli individui. La società è necessaria per evitare il conflitto. Per Marx il conflitto è tra borghesia e proletariato. Il proletariato è espropriato della propria identità.
Levi Strauss, De Saussurre: Il linguaggio è importante perché definisce la struttura sotto il quale noi agiamo. Le parole definiscono la realtà. Il linguaggio diventa una sorta di gabbia che imprigiona anche le nostre azioni. Un sistema linguistico ha delle regole ben precise. Il linguaggio rappresenta molto bene le caratteristiche della struttura sociale. Il linguaggio si impara da piccoli. Si studia per apprendere i modelli linguistici. È molto rigido il modo di comprendere la realtà attraverso il linguaggio. Il linguaggio è solo uno dei sistemi che definiscono le strutture sociali. La società ci permette di vivere in modo ordinato ed instaurare delle relazioni tra di noi. L’individuo ha una sua libertà ma è estremamente limitato.
Scienze umane e scienze naturali
Dilthey: si occupa di scienze umane e di scienze pure. Critica lo storicismo tedesco. Comincia ad aprire una discussione sulla distanza tra scienze sociologiche e scienze dello spirito. Sottolinea la differenza tra scienze naturali e scienze dello spirito. Le scienze naturali cercano le regole generali; le scienze naturali sono esterne dall’individuo. Le scienze dello spirito devono andare alla ricerca dell’universale partendo dal particolare che si trova all’interno dell’individuo. La dimensione sociale c’è perché l’uomo cerca di capire come gli altri lo stanno guardando. L’identità dello spirito si ritrova nella comunità e nella cultura. Singoli individui appartengono a una comunità e condividono la cultura. La cultura è un insieme di norme e comportamenti, la cultura significa condividere sistemi di valore e comportamenti. La cultura è una dimensione morale ed etica. Studia i modelli di comportamento. Dilthey non nega che esistano dei sistemi di valore. Aggiunge che il soggetto del sapere è uguale al suo oggetto. Questo è uno dei problemi metodologici in cui saranno in conflitto strutturalismo e individualismo. Ci sono uomini che indagano su altri uomini, questo è un problema metodologico. L’oggetto del nostro studiare ci è interno. Questo crea un problema. La scienza vuole essere oggettiva rispetto all’oggetto che studia, il problema delle scienze dell’uomo è stato difficile capire un metodo per studiare qualcosa che ci è molto vicino come l’essere umano. Non c’è distanza tra ricercatore e oggetto della ricerca. Dilthey riprende l’idea storica intesa come lo studio delle unicità. Si arriverà a studiare delle particolarità creando dei tipi per conoscere meglio e giungere così a conoscere l’universale.
Nomotetiche e idiografiche
Windelband: distingue le scienze in Nomotetiche e Idiografiche. Nomotetiche formulano le regole generali e naturali, le scienze che regolano la natura. Le idiografiche appartengono alle scienze storiche, agli eventi unici che si possono descrivere. Windelband sottolinea che in realtà la storia è l’insieme di valori che evolvono. Bisogna capire il sistema di valori che sta dietro agli eventi. La filosofia deve diventare sempre più critica per determinare i valori universali. Windelband comincia a distinguere tra scienze umane idiografiche e scienze naturali nomotetiche. Il sistema di valori è comprensibile attraverso la sociologia. Windelband ci fa capire perché la sociologia nasce con un forte aggancio positivista. Il positivismo riesce a far vedere che la sociologia può essere una scienza autonoma. La sociologia ha degli ancoraggi fortissimi nella storia e nella filosofia.
Rickert e la conoscenza
Rickert: è un filosofo che riprende il metodo della conoscenza dalla sociologia. La filosofia deve dare chiarezza concettuale delle modalità di conoscenza che ha. Deve cercare di costruire quel legame che unisce l’unità con l’alterità.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.