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I precursori del giusnaturalismo e la scuola del diritto naturale

Studi sulla natura dell’uomo connessi con la storia dei rapporti fra diritto e società.

Stato di natura

Per Hobbes, è uno stato di guerra, il singolo non è sottoposto a vincoli di legge di alcun tipo. Per Locke, invece, è uno stato di libertà senza conflitti.

Stato civile

È il sorgere del diritto nella società che avviene tramite un contratto fra singoli individui basato sul reciproco rispetto, oppure fra individui che si sottomettono ad un potere.

Diritti soggettivi dell'uomo

Importanti anche i metodi seguiti da questa scuola, con l’uso di strumenti sociologici e antropologici. La loro concezione è quindi di un diritto come un complesso di norme emanato da un potere costituito e legittimato da un contratto. Tali norme servono per garantire la pace (Hobbes) o la libertà (Locke).

Vico ha una concezione ciclica della storia e cerca di descrivere lo sviluppo del diritto nel corso della storia, una storia divisa in tre fasi:

  • Degli Dei (uomo primitivo, prevale la fantasia) [governo basato su organizzazione patriarcale]
  • Degli Eroi (l’uomo è convinto di avere poteri divini) [governo che appartiene ai nobili]
  • Degli Uomini (razionalità, l’uomo è dominato dalla ragione) [repubblica, leggi che rendono eguali gli individui]

A queste tre epoche corrispondono poi tre tipi di diritto e tre tipi di governo.

Montesquieu e i rapporti fra legge e realtà sociale

Montesquieu analizza i rapporti fra legge e realtà sociale ne “Lo spirito delle leggi”. Vede l’importanza delle relazioni fra le leggi e le caratteristiche fisico-ambientali di un paese, oppure le relazioni fra leggi e religioni, oppure le relazioni fra leggi ed altre leggi, o fra leggi e Costituzione.

Storicismo: scuola storica e scuola non storica

Nello storicismo si contrappongono due scuole opposte:

La scuola storica di Savigny

Il diritto nasce e si sviluppa nella società, soltanto nella società. Non si tratta di regole imposte da un legislatore, bensì di un qualcosa che vive nella coscienza popolare ed è espressione di quella determinata coscienza. Con il tempo, la società si evolve e si differenzia sempre di più al suo interno. Con i giuristi il diritto perfeziona il proprio linguaggio. Essi rappresentano il popolo e, in un certo senso, una “seconda vita del diritto”.

Abbiamo da ora in poi, infatti, un diritto che vive nel popolo (elemento politico del diritto), ed un diritto che vive nell’ambito di una scienza affidata ai giuristi (elemento tecnico del diritto). In definitiva, il diritto non nasce mai dall’arbitrio di un legislatore.

La scuola non storica di Bentham

Per la scuola non storica di Bentham, invece, è diverso. Il diritto è un comando emanato da un legislatore, indipendente dalla società, ed è collegato a precisi scopi sociali. Da qui ci si collega all’ utilitarismo di Bentham, ossia la legislazione deve procurare la massima felicità al maggior numero di persone. Più è felice l’individuo, meglio è per l’intera società. Il diritto in questo caso, è quindi uno strumento per modificare in meglio l’ordine sociale esistente.

Per C. Comte invece, il diritto dipende dalla società. La legislazione non deve studiare le norme separate dai fatti. Comte infatti, vede come a comporre una legge siano più forze, ad esempio quelle che spingono un governo a prendere certe azioni piuttosto che altre.

Le dottrine sociologiche

Saint Simon si occupa del passaggio dalla Rivoluzione Francese alla Rivoluzione Industriale ed individua un momento intermedio, un’ epoca critica, di passaggio, nella quale dominano i metafisici, ossia i teorici del diritto naturale e gli uomini di legge. Passata la Rivoluzione Francese, queste figure non servono più, hanno esaurito il loro compito anche se sono stati fra gli ispiratori della Rivoluzione. Ora però, essi fanno parte degli oziosi e bisogna porre fine a quest’epoca critica proprio eliminando gli oziosi dalla società, organizzando la società come un’industria (gerarchia industriale, non più militare), con un parlamento industriale a tre camere che si occupi di vagliare ed approvare ed attuare i progetti. Con l’avvento di questa nuova società verrà risolta la questione sociale perché non ci saranno più gli oziosi.

Il diritto è fortemente connesso con la società e da essa dipende, mentre la legislazione, in questo caso, si occuperà soltanto dei fatti anomici.

Comte e la rivoluzione filosofica

Comte invece, pensa che prima serva una rivoluzione filosofica. La storia è suddivisa in tre stadi, teologico, metafisico e positivo ed i suoi sforzi si concentrano nella critica allo stadio metafisico, proprio come fece Saint Simon. In questo stadio infatti, i fenomeni sono spiegati per cause anziché per leggi, e gli uomini di legge prendono il posto dei teologi.

Nello stadio positivo invece, saranno gli scienziati, abituati ad osservare e sperimentare, a dover governare e dirigere. In questo modo, il diritto cambia, si subordina alla politica e pone dei limiti ai diritti individuali.

Spencer e l'evoluzione della società

Spencer è evoluzionista, sostiene cioè l’evoluzione di un organismo come passaggio da omogeneo a eterogeneo. Nell’organismo sociale abbiamo una coscienza diffusa, per questo il fine da perseguire dovrà essere il bene dei singoli.

La sua concezione del diritto si ispira a Maine, il quale vede la società evolversi da status (la posizione dell’individuo è determinata dalla sua nascita e non potrà mai esser cambiata) a contratto. In quest’ultima situazione, gli individui sono liberi di determinare i propri rapporti giuridici, mentre lo status è tipico delle società meno progredite, militari dove c’è una somiglianza delle funzioni.

Per Spencer, l’evoluzione avviene in modo analogo, da società militare a società civile, basata appunto sul contratto, visto che ora non ci sono più guerre e, quindi, gli sforzi collettivi vanno canalizzati verso altri usi, ad esempio, la protezione degli interessi individuali.

Tonnies, socialismo e solidarismo

Per Tonnies, il quale avverte un’esigenza di socialismo e solidarismo, il diritto è espressione di due tipi diversi di volontà presenti nel mondo umano, a seconda che si tratti di società o di comunità. Il suo studio è un’analisi psicologica di comunità e società. Abbiamo così la volontà essenziale, la quale dà origine alla comunità, dove abbiamo un soggetto individuale ed un possesso immobiliare. Da qui scaturisce il diritto comunitario, il quale si basa sulla famiglia ed è consacrato dalla religione.

Volontà arbitraria, tipica della società nella quale prevale la persona, il patrimonio, lo scambio di beni e valori. Da qui il diritto societario che si basa sul commercio e sulla morale societaria.

Durkheim e l'organizzazione della società

Durkheim vede il diritto come l’organizzazione che si dà una società. In questo senso, società e diritto sono indissolubilmente unite. Ora, esistono due tipi di diritto, tipici di due tipi differenti di società:

  • Società primitiva, è basata sulla solidarietà meccanica (similarità delle funzioni fra gli individui) e dà origine ad un diritto con sanzioni repressive.
  • Società evoluta, basata sulla solidarietà organica (differenziazione delle funzioni), origina un diritto con sanzioni restitutive.

Conflittualismo di Gumplovicz

C’è poi la corrente del conflittualismo che fa capo a Gumplovicz. La società è vista come un insieme di gruppi in conflitto fra di loro, e di questo si occupa la sociologia, secondo questo autore, di gruppi i quali invadono reciprocamente i propri campi d’azione. Lo stato nasce quindi dalla sottomissione di un gruppo rispetto ad un altro, quindi, chi fonda lo stato è una minoranza che ha superiorità intellettuale e militare. Il diritto serve per bilanciare questa instabilità fra chi governa e chi è governato, e nasce dal conflitto interno allo stato. Per questa ragione, il diritto nasce soltanto nello stato, secondo questa corrente di pensiero.

Le dottrine politiche

Marx e la posizione del diritto nella società

Marx si occupa della posizione e funzione del diritto nella società. Società quindi, come espressione di un conflitto fra classi (si ricordano gli studi sul diritto consuetudinario della povera gente che andavano a cozzare contro la legge nobiliare, primi studi di Marx in materia). Lo stato quindi, è il luogo, il frutto delle contraddizioni, quindi non è in esso (contrariamente a quanto sostenuto da Hegel) che si possono risolvere i conflitti ed i contrasti. Ne “L’ideologia tedesca” si occupa di materialismo storico, la storia stessa non è altro che lotta fra classi che inseguono determinati interessi in contrasto fra loro, non è la risultante di un disegno ben preciso.

Allo stato attuale, le forze produttive sono soltanto distruttive nel senso che tutto il peso della società grava sulle spalle del proletariato, il quale è una maggioranza della società. Chi domina, dispone sia dei mezzi di produzione materiali che intellettuali. La lotta, il conflitto, avranno fine quando il proletariato avrà annientato questo sistema e tutte le differenze fra le classi. La legge dello stato è quindi ideologica e, per Marx, stato e diritto sono una sovrastruttura (ossia una variabile dipendente) della struttura economica da qui emerge l’importanza dei modi di produzione i quali condizionano la sovrastruttura (stato e diritto), ed i processi sociali, politici e spirituali della vita sociale. Per Marx quindi, la domanda è se il diritto sia o meno dipendente dalla parte di società che detiene il potere.

Engels e l'origine del diritto nella società

Engels si occupa ne “L’origine della famiglia” delle origini del diritto nella società.

  • 1) Evoluzione della società: dipende da evoluzione della proprietà
  • 2) Evoluzione della proprietà: dipende da sorgere e sviluppo dello stato

Evoluzione della società: rappresentato dall’evoluzione della famiglia. Il momento determinante della storia è infatti la riproduzione della vita, ciò che avviene nella famiglia. La famiglia si evolve partendo da uno stato selvaggio: famiglia consanguinea che esclude il commercio sessuale fra i propri membri. La proprietà è comune. Barbarie: poligamia, il quale è un diritto concesso al solo uomo. Civiltà: è la famiglia monogamica costruita sulle basi della proprietà privata. A seguito della proprietà privata, ci sarà la proprietà sociale. In questo modo, la famiglia diverrà un’industria sociale, la cura e l’educazione dei figli diventa un fatto sociale. L’evoluzione della proprietà dipende a sua volta dallo sviluppo dello stato il quale sorge proprio per riconoscere e consacrare la proprietà privata, oltre che assicurare il predominio della classe che possiede questa proprietà. Lo stato è per Engels il prodotto della società giunta ad un certo stadio di sviluppo. Proprio a causa di questa divisione fra classi, lo stato è diventato una necessità perché esso serve per risolvere gli antagonismi al suo interno. Esso appartiene alle classi possidenti, ma non è detto che durerà in eternità: con la fine delle classi e del loro antagonismo, crollerà anche lo stato.

Lassalle e l'evoluzione storica del diritto

Lassalle studia l’evoluzione storica del diritto e vede come esso rappresenti, nel corso della storia, una sempre più forte limitazione della proprietà privata.

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Ghezzi Morris Lorenzo.
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