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LE DOTTRINE POLITICHE

MARX si occupa della POSIZIONE E FUNZIONE DEL DIRITTO NELLA SOCIETA’.

SOCIETA’ quindi, come espressione di un CONFLITTO fra classi (si ricordano gli studi sul diritto

consuetudinario della povera gente che andavano a cozzare contro la legge nobiliare, primi studi di

Marx in materia). Lo STATO quindi, è il luogo, il frutto delle contraddizioni, quindi non è in esso

(contrariamente a quanto sostenuto da Hegel) che si possono risolvere i conflitti ed i contrasti.

Ne “L’ ideologia tedesca” si occupa di MATERIALISMO STORICO la storia stessa non è altro

che lotta fra classi che inseguono determinati INTERESSI in contrasto fra loro, non è la risultante di

un disegno ben preciso.

Allo stato attuale, le forze produttive sono soltanto DISTRUTTIVE nel senso che tutto il peso della

società grava sulle spalle del proletariato, il quale è una maggioranza della società.

Chi domina, dispone sia dei mezzi di produzione MATERIALI che INTELLETTUALI.

La lotta, il conflitto, avranno fine quando il proletariato avrà annientato questo sistema e tutte le

differenze fra le classi.

La legge dello Stato è quindi IDEOLOGICA e, per Marx, STATO E DIRITTO sono una

SOVRASTRUTTURA (ossia una VARIABILE DIPENDENTE) della STRUTTURA

ECONOMICA da qui emerge l’ importanza dei MODI DI PRODUZIONE i quali condizionano

la sovrastruttura (Stato e diritto), ed i processi sociali, politici e spirituali della vita sociale.

Per Marx quindi, la domanda è se il diritto sia o meno dipendente dalla parte di società che detiene

il potere.

ENGELS si occupa ne “L’ origine della famiglia” delle ORIGINI DEL DIRITTO NELLA

SOCIETA’. 

1) EVOLUZIONE DELLA SOCIETA’ …. Dipende da EVOLUZIONE DELLA PROPRIETA’

2) EVOLUZIONE DELLA PROPRIETA’..Dipende da SORGERE E SVILUPPO DELLO

STATO

EVOLUZIONE DELLA SOCIETA’: rappresentato dall’ evoluzione della FAMIGLIA. Il momento

determinante della storia è infatti la RIPRODUZIONE DELLA VITA, ciò che avviene nella

famiglia. La FAMIGLIA si evolve partendo da uno

STATO SELVAGGIO: famiglia consanguinea che esclude il commercio sessuale fra i propri

membri. La proprietà è COMUNE.

BARBARIE: poligamia, il quale è un diritto concesso al solo uomo.

CIVILTA’ : è la famiglia monogamica costruita sulle basi della PROPRIETA’ PRIVATA

A seguito della proprietà privata, ci sarà la PROPRIETA’ SOCIALE. In questo modo, la famiglia

diverrà un’ INDUSTRIA SOCIALE la cura e l’ educazione dei figli diventa un FATTO

SOCIALE.

L’ EVOLUZIONE DELLA PROPRIETA’ dipende a sua volta dallo sviluppo dello Stato il quale

sorge proprio per RICONOSCERE E CONSACRARE la proprietà privata, oltre che

ASSICURARE IL PREDOMINIO della classe che possiede questa proprietà.

Lo Stato è per Engels il prodotto della società giunta ad un certo stadio di sviluppo. Proprio a causa

di questa divisione fra classi, lo Stato è diventato una NECESSITA’ perché esso serve per risolvere

gli antagonismi al suo interno. Esso appartiene alle classi possidenti, ma non è detto che durerà in

eternità: con la fine delle classi e del loro antagonismo, crollerà anche lo Stato.

LASSALLE studia l’ EVOLUZIONE STORICA DEL DIRITTO e vede come esso rappresenti, nel

corso della storia, una sempre più forte LIMITAZIONE DELLA PROPRIETA’ PRIVATA.

Nell’ EVOLUZIONE DELLA PROPRIETA’ infatti, all’ inizio della sua esistenza l’ uomo è

padrone di tutto, non ha limitazioni anzi, può essere padrone di altri uomini SCHIAVITU’

Di seguito, abbiamo la SERVITU’ DELLA GLEBA, per arrivare al periodo della Rivoluzione

Francese la quale ha il merito di ABOLIRE OGNI PROPRIETA’ CHE ABBIA PER OGGETTO

LA VOLONTA’ UMANA.

A tutt’oggi però, rimane il problema del capitalismo, il quale comunque è SFRUTTAMENTO

INDIRETTO dell’ uomo e delle sue forze produttrici. Avremo libertà piena e assoluta soltanto con

l’ ABOLIZIONE DELLA PROPRIETA’ PRIVATA.

Lassalle inoltre ravvisa come le istituzione, in primo luogo la COSTITUZIONE debbano esser

costruite sulle basi di una realtà sociale esistente, la quale tenga conto dei REALI RAPPORTI FRA

LE FORZE ESISTENTI NELLA SOCIETA’. Abbiamo così la sua distinzione fra

COSTITUZIONE REALE e “scritta su un pezzo di carta”.

MENGER è il fondatore del SOCIALISMO GIURIDICO, un movimento che si contrappone

fortemente al FORMALISMO. Menger respinge le tesi di Marx secondo cui il diritto è una

sovrastruttura delle strutture produttive. Non è vero, il Diritto è INDIPENDENTE dalla società ma,

purtroppo, appartiene alla classe borghese, visto che essa possiede i mezzi militari e di polizia pur

essendo una minoranza.

C’è quindi bisogno di una RIFORMA DEL DIRITTO la quale tenga conto delle esigenze della

classe lavoratrice, per tale ragione, i GIURISTI dovrebbero abbandonare le loro istanze

FORMALISTE e dimostrare maggior interesse per i PROBLEMI SOCIALI, con uno studio dei

RAPPORTI DI POTERE fra le classi opposte al fine di elaborare e soluzioni migliori.

Tale movimento si è poi sviluppato in Italia in un momento in cui il socialismo veniva fatto

coincidere con la sociologia.

BRUGI Adattare il diritto alle reali condizioni sociali

LEVI Le radici del diritto sono nella coscienza giuridica popolare

Questo movimento in Italia ha anche permesso lo sviluppo notevole delle RICERCHE

EMPIRICHE.

RENNER distingue la SCIENZA DEL DIRITTO dalla SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

La scienza del diritto si occupa quindi della SOVRASTRUTTURA, ossia delle NORME e delle

ISTITUZIONI

La sociologia del diritto invece, si occupa della STRUTTURA, ossia degli strati ECONOMICO e

SOCIALE prende le parti extragiuridiche e le colloca nel meccanismo giuridico

Renner analizza poi la PROPRIETA’, dall’ ECONOMIA ARTIGIANA dove la CASA è il luogo di

produzione. Col passare del tempo, cambia però la STRUTTURA, per cui si passa dal

PATRIMONIO (complesso di beni cui il proprietario può disporre) al CAPITALE (potere di

CONTROLLO su altri esseri umani).

Ora, il proprietario può DARE ORDINI e FARLI ESEGUIRE.

LENIN rilegge Marx il quale, secondo lui, auspica una RIVOLUZIONE VIOLENTA che porti all’

annientamento totale della classe borghese. Vanno respinte le istanze borghesi di parlamentarismo e

tutto ciò che prevede la sopravvivenza del vecchio Stato borghese.

CAPITALISMO COMUNISMO

questo passaggio avviene in 2 FASI :

1)I mezzi di produzione diventano di proprietà COLLETTIVA. In questa fase, il diritto borghese è

abolito solo per quel che riguarda la fase produttiva. Tale diritto sussiste per stabilire la ripartizione

dei prodotti e del lavoro tra i member della società

2) ESTINZIONE DELLO STATO. Scompaiono tutti i contrasti di lavoro e intellettuali, quindi

scompare la disuguaglianza sociale.

Non sappiamo però quando questo accadrà. Tutto ciò dipende dalla rapidità di sviluppo del

comunismo.

MONDOLFO ha criticato Lenin, così come aveva fatto in precedenza Kautsky. Egli inoltre, critica

il formalismo giuridico. LE DOTTRINE GIURIDICHE

Si tratta perlopiù di movimenti CONTRARI AL FORMALISMO GIURIDICO.

JEHRING CRITICA IL DIRITTO e la sua tendenza a staccarsi dalla vita reale senza badare ai più

importanti interessi materiali.

Questo autore è CONTRARIO ALLA SCUOLA STORICA. Il diritto non nasce dal nulla, come

una lingua. Esso nasce come LOTTA per la difesa dell’ arbitrio e della LEGALITA’. Con il diritto

s’ intende raggiungere la PACE. Da questo punto di vista, è molto importante il SENTIMENTO

DEL DIRITTO.

Il diritto nasce da uno SCOPO collegato agli INTERESSI altrui. Il diritto raggiunge il proprio scopo

quando si riesce a far confluire verso di esso gli interessi altrui.

La FUNZIONE del diritto nella società è quella di CONTROLLO SOCIALE, un controllo basato

sulla RICOMPENSA (dando luogo a rapporti economici) o sulla COERCIZIONE (rapporti

giuridici).

KIRCHMANN evidenzia i CONTRASTI fra DIRITTO POSITIVO (rigido e schematico) ed il

DIRITTO CHE VIVE FRA LA GENTE, (autonomo, libero e indipendente dalla scienza). Il diritto

non è soltanto sapere, ma è anche e soprattutto SENTIRE. Il diritto non può essere quindi

considerato dal giurista nel modo freddo ed oggettivo che caratterizza il formalismo.

KANTOROWICZ si occupa della scienza del DIRITTO LIBERO. Non è vero che non esiste altro

diritto al di fuori dello Stato. Il diritto si deve AVVICINARE alla cultura e, quindi, alla società.

Kantorowicz si occupa poi di definire la Sociologia del Diritto.

Questa disciplina può indagare gli EFFETTI PRODOTTI DALLE LEGGI NELLA VITA

SOCIALE. In questo modo, si possono anche scoprire i FINI delle leggi stesse, i quali sono volti a

difendere determinati interessi considerati rilevanti.

EHRLICH vede il diritto come ORGANIZZAZIONE DEI GRUPPI SOCIALI. Il centro di gravità

del diritto si trova quindi nella società e la sociologia del diritto, per questo, si occupa di ciò che è

CONCRETO, di un diritto che non è formulato in proposizioni giuridiche, ma che comunque regola

la vita sociale. Tale diritto, si studia a partire dal documento giuridico, fino ad arrivare all’

OSSERVAZIONE DIRETTA DELLA VITA SOCIALE, degli scambi, usi e consuetudini dei vari

gruppi sociali. Non è vero che tutto il diritto viene prodotto dallo Stato con le sue leggi. Gran parte

del diritto trae le sue origini DALLA SOCIETA’ perché esso VIVE NEI RAPPORTI SOCIALI

come la famiglia, il matrimonio, eccetera.

LA NORMA GIURIDICA E’ CONDIZIONATA DALLA SOCIETA’.

Il diritto permette di definire le posizioni dei singoli all’ interno della società nonché la loro

FUNZIONE ed i compiti che spettano loro. Ciò che fa sorgere il diritto sono i FATTI GIURIDICI

 CONSUETUDINE – DOMINIO DELL’ UOMO SULLA COSA (distribuzione del possesso

nella società). All’ insieme di regole prodotte da questi fatti giuridici se ne affiancano altre che

svolgono la stessa funzione ma prodotte da altre fonti: RELIGIONE, MORALE, COSTUME ….

GENY invita ad un ’approfondita RICERCA SOCIOLOGICA studio dei fenomeni sociali

considerati in se stessi. Gli elementi puramente formali non sono sufficienti per la comprensione del

problema, per cui è necessario che la giurisprudenza cerchi al di fuori di questi elementi i mezzi per

adempiere la sua missione.

DUGUIT considera la scienza giuridica come una scienza sociale. Per capire il fenomeno giuridico

bisogna far riferimento alla SOLIDARIETA’ SOCIALE. In tutte le forme di raggruppamento

umano infatti, esiste la sola persona umana con la propria coscienza e la propria volontà. Coscienza

e volontà fanno sì che l’uomo sia un essere sia INDIVIDUALE che SOCIALE. Individualità e

socialità si integrano fra loro. 

Per HARIOU sono le ISTITUZIONI a fare le regole del diritto TEORIA DELLA

FONDAZIONE DELLE ISTITUZIONI LE ISTITUZIONI SONO IL CENTRO E LA FONTE

DEL DIRITTO.

Le ISTITUZIONI, per Hariou, sono FORMAZIONI SOCIALI che contano su un centro di potere il

quale conta sulle adesioni dei singoli.

SANTI ROMANO si ispira ad Hariou. Il diritto è l’ORDINAMENTO GIURIDICO, è

ISITITUZIONE e comprende, oltre la norma, anche la VOLONTA’.

OGNI ISTITUZIONE E’ UN ORDINAMENTO GIURIDICO e viceversa. Il diritto contiene quindi

al suo interno la SOCIETA’ come entità distinta dagli individui, e l’ORDINE SOCIALE come

organizzazione della società stessa. 

Romano afferma poi la PLURALITA’ DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI tiene conto della

CRISI DELLO STATO MODERNO, dei gruppi sociali che tendenzialmente si staccano dallo Stato

costituendo, a loro volta, una cerchia giuridica INDIPENDENTE. La conclusione è che il diritto è

una manifestazione della vita comune (contrario, quindi, al formalismo giuridico) degli uomini i

quali si riuniscono in consociazioni ampie (nel caso del diritto internazionale) o in consociazioni

minori (originando il diritto delle comunità religiose, degli ordini professionali e così via).

REALISMO AMERICANO

Per HOLMES, il quale rappresenta un movimento contrario al metodo che studia il diritto, la via per

studiare il diritto NON E’ LA LOGICA, BENSI’ l’ ESPERIENZA GIURISPRUDENZIALE. O

meglio, lo studio razionale del diritto dovrebbe portarci a conoscere queste realtà, magari riuscendo

a prevedere ciò che i tribunali effettivamente fanno.

POUND pensa invece che la ricerca sociologica nel campo del diritto debba servire per mettere

ordine nei rapporti umani.

FONDAZIONE DELLA SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Questi autori tengono conto sia dei fattori microsociologici che di quelli macrosociologici.

WEBER. La sua concezione di diritto ruota attorno ad alcuni suoi concetti chiave come

SOCIOLOGIA; AZIONE; RELAZIONE SOCIALE.

SOCIOLOGIA vista come scienza che studia l’ AGIRE UMANO dotato di SENSO, come esso crea

le strutture e le istituzioni è la SOCIOLOGIA COMPRENDENTE (comprendere, appunto,

l’agire umano) di Weber il quale fa uso dei TIPI IDEALI come strumenti di comprensione dell’

agire sociale. La sociologia quindi, INTERPRETA e SPIEGA CAUSALMENTE l’ agire sociale.

Lo schema quindi è:

COMPRENSIONE come interpretazione del SIGNIFICATO di un’ azione SPIEGAZIONE

CAUSALE

Nello schema di Weber quindi, è l’uomo che agisce e dà significato alla propria azione,

contrariamente a quanto veniva detto dai positivisti.

AGIRE SOCIALE come azione riferita all’ atteggiamento di altri individui ed orientato in base a

questo. Ogni agire sociale (razionale rispetto allo scopo, al valore, affettivo o tradizionale)

corrisponde a un diverso SENSO che l'attore dà alla propria azione.

RELAZIONE SOCIALE. Comportamento di più individui instaurato reciprocamente secondo un

senso.

Il DIRITTO secondo Weber è un ORDINAMENTO LEGITTIMO che si danno i raggruppamenti

sociali, e trae la sua LEGITTIMITA’ in vari modi: TRADIZIONALE (quando il potere poggia sul

carattere sacro delle tradizioni); CARISMATICO (si basa sulle qualità attribuite ad un individuo);

RAZIONALE (la legittimità poggia su LEGGI IMPERSONALI valide per tutti).

Weber distingue poi fra SCIENZA DEL DIRITTO e SOCIOLOGIA DEL DIRITTO. La prima si

occupa delle NORME e della loro ESPRESSIONE LINGUISTICA. La sociologia del diritto

invece, studia i COMPORTAMENTI, l’ AGIRE UMANO RISPETTO ALLE NORME (l’ essere

reale).

C’è inoltre lo studio del PASSAGGIO

 

COSTUME CONVENZIONE DIRITTO

Il costume è un atteggiamento uniforme mantenuto nel solco della tradizione in base ad una

abitudine che si regge sull’imitazione. Il passaggio alla convenzione avviene senza problemi. La

convenzione è la spinta che si ha verso un certo comportamento senza però alcuna forzatura o

coercizione psichica o fisica. Il passo seguente è il diritto consuetudinario, dove i soggetti interessati

richiedono la garanzia di un apparato coercitivo al fine di assicurare queste norme da ogni

vacillamento.

Studiando i RAPPORTI FRA DIRITTO E ECONOMIA Weber intende respingere le tesi del

materialismo storico: non è vero che il diritto garantisce soltanto interessi economici. Esso

garantisce gli interessi più vari. Un diritto FORMALMENTE STATUITO, legittimato in modo

RAZIONALE, garantisce con le sue regole stabili lo sviluppo del capitalismo.

RAZIONALIZZAZIONE del diritto. E’ l’ elemento essenziale della vita moderna. Corrisponde all’

idea che tutto, prima o poi, può esser compreso e dominato con la RAGIONE. Tutto può essere

spiegato in modo razionale, anche per eliminare quell’ antico senso del mistero tipico del

positivismo. E’ una SCISSIONE FRA RAZIONALITA’ E VALORI ed è un passaggio progressivo

che raggiunge l’ apice con il Capitalismo. Ci sono 4 tipi ideali di diritto per spiegare questo

processo di razionalizzazione delle pratiche e dei concetti giuridici tipici della civiltà occidentale.

1) MATERIALE IRRAZIONALE si fonda sull’ arbitrio del legislatore

2) MATERIALE RAZIONALE il giudizio si basa su ciò che è scritto sui testi sacri

3) FORMALE IRRAZIONALE decisioni prese in base a rivelazioni (oracoli …)

4) FORMALE RAZIONALE riferimenti a norme statuite basate sul precedente.

Da qui, abbiamo la nascita di 4 STADI nello sviluppo dello Stato:

1) Creazione carismatica di norme ad opera di profeti giuridici

2) Produzione empirica di regole ad opera di notabili giuridici

3) Imposizione del diritto da parte di poteri teocratici

4) Statuizione del diritto ad opera di giuristi di professione

Weber si occupa poi della distinzione fra DIRITTO PUBBLICO e DIRITTO PRIVATO.

Il DIRITTO PRIVATO si basa sullo sviluppo di RAPPORTI CONTRATTUALI (economia) i quali

sostituiscono i rapporti di fratellanza con i rapporti a carattere economico. In questo modo, si

domanda Weber, l’ individuo è più libero?

Il DIRITTO PUBBLICO si ricollega alla POLITICA. Weber qui fa coincidere il concetto di

DIRITTO con quello di STATO, ossia l’ entità che pretende l’uso legittimo della coercizione.

GURVITCH. Le sue idee fondamentali sono:

PLURALISMO GIURIDICO

TEORIA DEI FATTI NORMATIVI

IDEA DEL DIRITTO SOCIALE

PLURALISMO GIURIDICO si oppone allo statalismo giuridico il quale vede nello Stato il

monopolio del potere giuridico. Non è così, per Gurvitch. La legge dello Stato non è l’unica fonte

del diritto giuridico, a scapito delle fonti tradizionali come la consuetudine, la decisione giudiziaria

… insomma, il diritto dello Stato non è l’unico. Questo significa che esistono ALTRI

ORDINAMENTI GIURIDICI diversi e indipendenti da quello dello Stato. Questo fatto si spiega

con la

TEORIA DEI FATTI NORMATIVI. Questa teoria fa risiedere il potere giuridico presso tutte quelle

comunità in grado di produrre diritto e di basare su questo la propria esistenza. Secondo questa

teoria, lo Stato è soltanto una delle tante realtà esistenti. Per Gurvitch infatti esistono due tipi di

diritto: INDIVIDUALE e SOCIALE. Il DIRITTO SOCIALE è il diritto di integrazione, della

democrazia.

Il diritto quindi NON dipende dallo Stato, bensì esso si ricollega alla REALTA’ SOCIALE

VIVENTE.

Gurvitch espone poi la COSTRUZIONE della sociologia del diritto in tre parti:

1) MICROSOCIOLOGIA GIURIDICA studia il diritto in funzione della socialità

2) SOCIOLOGIA DIFFERENZIALE DEL DIRITTO

3) SOCIOLOGIA GENETICA DEL DIRITTO che studia il MUTAMENTO nell’ ambito dei

sistemi giuridici ed i fattori che determinano questi mutamenti (ecologico, religioso, economico)

Sui rapporti fra ordinamenti giuridici e gruppi sociali, Gurvitch distingue TRE CLASSI e TRE

CORRISPONDENTI TIPI DI DIRITTO.

CLASSE AGRICOLA (ordinamento concernente la proprietà collettiva agraria ed il possesso, la

posizione dei veri membri all’ interno della famiglia ed il diritto successorio)

CLASSE BORGHESE (diritto commerciale, contrattuale, riguarda gli accordi industriali e le azioni

dei vari cartelli)

CLASSE OPERAIA (il cui ordinamento prevede la libertà di sciopero, il diritto al lavoro, i

sindacati).

GEIGER all’ inizio cerca di INDIVIDUARE PROBLEMI E LIMITI DELLA SOCIOLOGIA DEL

DIRITTO. Distingue così una sociologia del diritto MATERIALE (studia come la società

condiziona il diritto) da una FORMALE (studia come il diritto plasma la vita sociale).

Successivamente, Geiger si occupa dei RAPPORTI FRA DIRITTO E MORALE, risolvendo il

problema liberando il diritto da ogni vincolo che lo unisca alla morale, contrario quindi a sostenere

l’ importanza dei valori.

Successivamente, dedica la sua attenzione all’ opera più importante, le VORSTUDIEN nelle quali

descrive il PASSAGGIO dall’ ORDINAMENTO SOCIALE a quello GIURIDICO. Quindi

considera i RAPPORTI del diritto verso l’ esterno, con la MORALE e la POLITICA.

ORDINAMENTO SOCIALE ORDINAMENTO GIURIDICO avviene in 4 FASI:

USO – in cui il comportamento viene attuato per forza di abitudine

COSTUME – comportamento obbligatorio in base al parere dei membri rispetto la devianza

REGOLA DEL COSTUME – relazione fra agire e approvazione sociale

STATUZIONE – quando al nucleo consuetudinario si aggiunge una parte scritta che esprime una

norma. In questa fase si passa da CONSUETUDINE a DIRITTO. Geiger fa dipendere

l’obbligatorietà della norma in base alla SANZIONE o meglio, alla REAZIONE NEGATIVA DEL

GRUPPO alla disobbedienza.

Geiger quindi studia la STRUTTURA DELL’ ORDINAMENTO GIURIDICO, descrivendone il

fenomeno della ISTITUZIONALIZZAZIONE del diritto.

Riguardo il RAPPORTO FRA DIRITTO E MORALE, Geiger vede come nelle comunità

PRIMITIVE l’ uno e l’ altra coincidono, mentre nelle società più evolute c’è una sempre maggiore

separazione dei due termini.

OLTRE A QUESTA DISPENSA BISOGNA STUDIARE:

- “Diversità e Pluralismo” Solo parte riguardante “La Devianza”

- “Sociologia del diritto” Ricerche e problemi . VI. Lo sviluppo delle ricerche empiriche. VII. I metodi.

VIII. I campi di applicazione. IX. La funzione del diritto. X. Il fine del diritto.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Sociologia del Diritto, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Sociologia del Diritto, Treves. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: giusnaturalisti, scuola del diritto naturale, le dottrine sociologiche, le dottrine politiche, le dottrine giuridiche, fondazione della sociologia del diritto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Ghezzi Morris Lorenzo.

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