Sociologia della sicurezza
Prof.ssa Maria Grazia Galantino
Il paradosso dell'insicurezza contemporanea
«Lo sviluppo delle istituzioni sociali moderne e la loro diffusione mondiale hanno concesso agli esseri umani molte più opportunità di trascorrere un’esistenza sicura e soddisfacente rispetto a qualsiasi altro tipo di sistema premoderno.» (Giddens, Le conseguenze della modernità, 1994, p. 20)
Nello stesso tempo, in contrasto con questa ‘evidenza oggettiva’, il viziato, coccolato ‘noi’ si sente malsicuro: «minacciato e impaurito, più incline al panico, e più interessato a qualsiasi cosa abbia a che fare con la tranquillità e la sicurezza dei membri della maggior parte delle altre società a noi note.» (Bauman, 2005, p. 3)
La sicurezza nelle scienze sociali
Negli anni recenti, il tema della sicurezza è diventato una questione di grande rilevanza per i cittadini, sulla quale si gioca il successo di partiti, politici e amministratori. Nell’ambito delle scienze sociali, invece, la sicurezza è da sempre considerata uno dei problemi fondamentali della specie umana.
Dimensione individuale
Sicurezza come bisogno. È un bisogno importante.
Dimensione sociale
Sicurezza dei cittadini come leva per la nascita e lo sviluppo dello stato moderno. Lo Stato nasce per garantire la sicurezza dei cittadini.
Il bisogno di sicurezza
I bisogni hanno una natura incrementale. (Maslow) Esiste un passaggio epocale e generazionale dai bisogni materialisti ai bisogni postmaterialisti (Inglehart). Il bisogno di sicurezza è potenzialmente infinito. «L’aspirazione ad essere protetti si sposta come un cursore e pone nuove esigenze man mano che i suoi obiettivi precedenti stanno per essere raggiunti.» (Castel, 2003)
Due protezioni, due sicurezze garantite dallo stato (Castel, 2004)
- Protezione dell’ordine pubblico, dei diritti e dei beni dell’individuo. Sicurezza civile: Beni come prolungamento degli individui (Bauman).
- Sicurezza sociale: Protezione dai rischi sociali, ossia dagli eventi che possono compromettere la capacità degli individui di garantirsi la loro indipendenza sociale. Lo Stato comincia a garantire il soddisfacimento dei bisogni individuali.
Fattori che contribuiscono a sgretolare le sicurezze
- Sicurezza civile: Flessibilità, instabilità, precarietà del lavoro.
- Sicurezza sociale:
- Crisi economica;
- Criminalità;
- Concezione individualista delle responsabilità;
- Mancanza di relazioni con le istituzioni, amici e parenti.
L'insicurezza sociale
Deriva da:
- Crisi del welfare, crisi culturale e non solo economica;
- Mutamenti nel/del lavoro;
- Indebolimento delle reti sociali di protezione.
L'insicurezza civile
Deriva da elementi di percezione (la visione che i cittadini hanno della sicurezza) sommati a elementi oggettivi:
- Visibilità della criminalità e del disordine urbano;
- Coinvolgimento di tutti i gruppi sociali nella criminalità;
- Cambiamento dello stile di vita e della famiglia (maggiore vulnerabilità);
- Trasformazioni dell’ambiente urbano (frammentazione degli spazi, allargamento delle periferie, svuotamento dei centri storici, abbandono degli spazi pubblici, ecc…);
Configurazioni storiche dell'insicurezza
Società premoderne
La sicurezza è garantita sulla base dell’appartenenza diretta ad una comunità e dipende dalla forza dei legami comunitari (protezioni ravvicinate). La sicurezza è garantita al prezzo della dipendenza dalla comunità. Tuttavia esiste anche un problema di sicurezza interna (come ad esempio il vagabondo). Rappresenta un rischio di aggressione fisica e disgregazione sociale perché esiste e agisce al di fuori di ogni sistema di regolazione sociale.
Società moderne
L’individuo viene riconosciuto per sé stesso (individualizzazione). Ma l’individuo è indipendente? E, soprattutto, è protetto?
Individuo e sicurezza nello stato assoluto
Società degli individui = società dell’insicurezza totale. Liberati da ogni regolazione collettiva, gli individui vivono sotto il segno della minaccia permanente perché non possiedono in sé stessi il potere di proteggere e di proteggersi. Di conseguenza è necessaria la figura del Leviatano. Il potere assoluto assicura protezione e libera dalla paura (società di sicurezza). Sottomettersi ad un potere assoluto è il prezzo da pagare per ottenere sicurezza (Stato protettore).
Libertà/sicurezza
Emerge con forza il trade-off che caratterizza il dibattito sulla sicurezza fino ai giorni nostri.
Individuo e sicurezza nello stato liberale
La proprietà garantisce sicurezza sul piano individuale, politico. La proprietà è una garanzia dell’indipendenza dell’individuo (Locke). La funzione dello Stato liberale è la salvaguardia della libertà (“Stato minimo”) e dell’ordine pubblico (“Stato guardiano”). Di conseguenza la protezione delle persone diventa inseparabile da quella dei loro beni. La proprietà privata assume un significato antropologico profondo: è la base su cui l’individuo, affrancato dalle protezioni-soggezioni individuali, può trovare le condizioni per la propria indipendenza (sicurezza sociale). Essere protetti significa essere al riparo dalle peripezie che rischiano di degradare lo status sociale dell’individuo. L’insicurezza sociale è un’esperienza che ha attraversato la storia, ma l’“ideologia della modernità” che valorizzava la proprietà come garanzia di indipendenza dell’individuo ha inizialmente ignorato l’individuo non-proprietario. La costruzione dello Stato liberale non ha tenuto conto della questione relativa alle condizioni sociali della realizzazione dei principi liberali. Disassociazione sociale: lato oscuro dello Stato liberale.
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