Sociologia Generale
La sociologia si pone come lo studio scientifico della vita umana, dei gruppi sociali, dell’intera società e del mondo
umano in quanto tale. La sociologia si interessa di tutti i tipi di reazioni, da quelli internazionali, al terrorismo globale.
Possiamo in sintesi definirla come un punto di vista e una prospettiva analitica.
Le caratteristiche fondamentali di un sociologo:
• immaginazione sociologica;
• curiosità;
• essere eclettici, pronti alle novità ed assumere differenti comportamenti da quel che si era
pianificato.
LO STUDIO DEL COMPORTAMENTO, in prospettiva sociologica, deve considerare molteplici fattori
• il valore simbolico;
• le differenze socio-culturali;
• le relazioni socio-economiche;
• lo sviluppo storico-culturale;
• gli stili di vita.
L’ obiettivo è individuare regolarità (ciò che accumuna) e variazioni (ciò che distingue) osservando i fenomeni sociali
per poi proporre possibili spiegazioni.
società
La è un gruppo di individui che vivono in un determinato territorio e che condividono caratteristiche
culturali: lingua, valori, norme.
La società, è composta anche da istituzioni (governo, sistema educativo, famiglia) e dalla relazione tra di esse.
Questa è in continuo mutamento e il sociologo trova le spiegazioni a tale cambiamento.
Ciò che consente di individuare regolarità o variazioni è dato dal fatto che le attività umane non sono casuali ma
strutturate storicamente
sono e che vi sono regolarità nei nostri comportamenti e nelle relazioni che
intratteniamo.
I modelli persistenti delle relazioni tra persone, istituzioni e gruppi, formano quello che definiamo la struttura
sociale. Questa struttura non equivale ad una struttura fisica che rimane fissa indipendentemente dalle azioni
umane. Le società umane è un processo di strutturazione interminabile, in quanto vengono continuamente
ricostruite.
La strutturazione è un processo biunivoco:
- Le nostre attività strutturano il mondo sociale
- Il mondo sociale struttura le nostre attività
—> es. concetto di ereditarietà al primogenito o rapporto con i social
Questo è l’esempio di come l’evoluzione, l’attività umane costruiscono dei sistemi che retroagiscono e condizionano
a loro volta le attività umane immaginazione sociologica
Il lavoro di sociologo dipende dall’ (Charles Wright Mills 1959) ,ossia la
capacità di guardare le cose da un punto di vista distante, valutando la realtà con occhi diversi pur essendo
immerso in essa.
Pensare sociologicamente significa quindi coltivare la capacità di immaginazione, in quanto il sociologo deve liberarsi
dai condizionamenti della situazione personale collocando le cose in un contesto più vasto.
paradosso
⚠
da una parte il sociologo deve astrarsi rispetto alle situazioni contingenti che osserva, nello stesso tempo però
non può che farlo con gli occhi del suo tempo (contesto storico, culturale).
un’attenzione particolare verso alcuni temi è determinata anche dai mutamenti culturali e dei temi che in quel
contesto culturale in cui si trova a vivere vengono in evidenza.
-> es. teoria queer = frutto dei mutamenti sociali e culturali che sono intervenuti nel corso del tempo che portano
questo oggi ad essere oggetto dell’attenzione da parte della sociologia.
-> es. una tazza di caffè (valore simbolico che va aldilà di un semplice atto) può rappresentare un vero e proprio
rituale sociale/una forma di condivisione oppure un modo per inserire delle pause nella nostra vita o magari, lo
beviamo, per il suo effetto eccitante. Prima invece, dato l’elevato prezzo di importazione, era uno status simbolico.
Lo sguardo del sociologo quindi NON può essere decontestualizzato rispetto all’ambiente nel quale il sociologo vive.
La Sociologia è una disciplina relativamente giovane (200 anni) che nasce dall’ambizione di interrogarsi e
approfondire i cambiamenti.
I principali periodi storici che hanno innescato la sua nascita sono quindi;
-RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (cambia la società e il modo di rappresentarsi. Inoltre, l’ascesa dell’industria provocò un
massiccio flusso migratorio di contadini dalle campagne verso le città, causando una rapida espansione delle aree
urbane e nuove forme di rapporti sociali.)
-RIVOLUZIONE FRANCESE ( L’illuminismo è fondamentale per la sua caratteristica, ovvero la fiducia nella ragione
umana, che si impegna e lavora per il progresso spirituale, materiale e politico della società.
RICORDA
scienza > osservazione
sociologo > ricerca -> azione
HABITUS: insieme di disposizioni
interiorizzate (esperienze di vita riferite)
Le ipotesi e le teorie che la sociologia avanza si basano sullo studio empirico della realtà sociale in cui vi è una
realtà concreta.
continua relazione tra la dimensione teorica e la Questo tipo di osservazione deve essere
fatto con un metodico scientifico.
La sociologia, oltre al metodo scientifico, deve avere l’ambizione di arrivare a delle conclusioni che hanno una
rilevanza di carattere teorico, quindi
- la ricerca senza teoria è muta (i dati non parlano da soli)
- la teoria senza ricerca resta astratta = io posso avere delle idee geniali su come funziona il mondo, ma se non
riesco a supportarle con dei dati di osservazione che trovo nella realtà, questa diviene una mia astrazione che non
può trovare riscontro. La logica della conoscenza empirica
Si parte dal Problema (es. superare un esame)
Teoria osservazione
(idea che ci aiuta a dare una (momento attraverso il quale
risposta al nostro problema) valutiamo o confutiamo il nostre teorie)
(es.studiando) (es. copiare non funziona)
Analisi
costruzione di altre teorie rispetto
alla situazione che abbiamo vissuto
I due principali livelli di analisi
marcosociologia = focus sulla dimensione complessiva dei fenomeni, consente di cogliere le tendenze di
fondo di una società —> (es. come cambiano le disuguaglianze nel corso del tempo).
Nella macrosociologia rientrano quelle prospettive, come il funzionalismo e le teorie del conflitto, che si occupano di
strutture, istituzioni (scuola, potere politico, economico) e organizzazioni, indipendentemente dal significato loro
attribuito dagli individui che le compongono.
microsociologia = Focus sull’individuo e sulla sua azione sociale, consente di cogliere le opinioni, gli
atteggiamenti, le motivazioni di individui e gruppi dal punto di vista delle persone direttamente coinvolte in un
determinato fenomeno —> (es. divisione di genere nei percorsi formativi) (ragioni, opinioni).
Nella microsociologia rientrano le prospettive di studio, come quelle dell'azione e interazione, che hanno per oggetto
privilegiato le interazioni quotidiane tra gli individui e il senso che questi ultimi vi attribuiscono.
L’analisi delle strutture sociali e del mutamento (macro) non è alternativa allo studio delle interazioni e della vita
quotidiana (micro), ma si tratta di due orizzonti complementari di ricerca.
Il livello meso è un livello di connessione tra focus sull’individuo e focus sulla società.
Due principali paradigmi
Visioni nel mondo di fare ricerca sociologica
Due principali quadri di riferimento di fondo che hanno storicamente orientato fin dal suo nascere la sociologia e la
ricerca sociale: «oggettivismo» e «soggettivismo» (oppure visione «empirista» e «umanista» o ancora
«positivismo» e «interpretativismo»)
Essi si differenziano per la diversa risposta data ad alcuni interrogativi fondamentali:
• La realtà (sociale) esiste?
• È conoscibile?
• Come può essere conosciuta?
ontologia, conoscenza metodologia
In sintesi: e
Essenza del mondo epistemologia
Oggettivismo = nasce dall’ambizione della sociologia di imitare le scienze fisiche.
Parte da un assunto secondo il quale i fenomeni sociali hanno un esistenza propria, indipendente da come gli
individui li vivono e dal senso che attribuiscono loro.
È come se i fenomeni sociali fossero degli oggetti fuori di noi (al di fiori dell’individuo) e l’obiettivo è conoscerli come
se fossero delle cose. L’ambizione dei primi sociologi del positivismo ingenuo dell’800, è studiare i fenomeni
(religione) astraendosi completamente dall’oggetto e studiandolo come tale.
La sociologia nasce quindi sotto gli auspici del pensiero positivista.
I fondatori della disciplina, fra tutti Auguste Comte e Herbert Spencer, condividevano l’idea che fosse possibile
osservare il mondo sociale come si osserva il mondo naturale.
Il paradigma oggettivista è ben rappresentato da Èmile Durkheim (Francia, 1858-1917)
Durkheim
Per lui la sociologia doveva essere lo studio dei fatti sociali.
i fatti sociali sono «modi d'agire, di pensare, di sentire che presentano la proprietà di esistere al di fuori delle
coscienze individuali».
Questi fatti sociali (come la religione, la divisione del lavoro), anche se non sono entità materiali, hanno tuttavia le
stesse proprietà delle «cose» del mondo naturale.
Nonostante i loro differenti oggetti vi è quindi una sostanziale unità metodologica fra mondo naturale e mondo
sociale.
Per Durkheim:
- esiste una realtà sociale al di fuori dell’individuo
- questa realtà sociale è oggettivamente conoscibile positivismo ingenuo =
Questo modo di vedere la ricerca sociologica è definito come ingenuo perché
ambisce a studiare i fenomeni sociali come se fossero delle entità di tipo materiale (come se il ricercatore fosse in
grado, di fronte ad un fenomeno sociale, di isolare tutti i fattori che lo influenzano. Ciò è impossibile data la
complessità delle questioni che caratterizzano i fenomeni sociali ed alle strette relazioni che ci sono tra gli individui
che compongono una società. Il ricercatore sociale deve quindi adottare uno specifico focus e non può pretendere
di arrivare a delle leggi universali, come possono essere quelle fisiche. Le leggi infatti a cui le scienze sociali
pervengono sono definite probabilistiche, poiché non si può mai pervenire alla certezza e possono variare in base a
fattori quali, ad esempio il tempo, lo spazio, ecc..)
È infine positivismo perché non tiene conto della soggettività dell’individuo.
Soggettivismo = Parte dall’assunto di base secondo il quale ogni fenomeno sociale è il risultato di azioni,
decisioni e credenze individuali.
Weber
Dal punto di vista di il metodo sociologico non può essere quello delle scienze naturali, perché noi non
possiamo osservare fenomeni come se avessero una loro realtà indipendentemente dagli individui, ma dobbiamo
conoscerla attraverso un processo di comprensione, immedesimazione nel punto di vista dei soggetti coinvolti.
Tutto il sapere sociologico diventa relativo, ma come si può arrivare a delle conclusioni che siano valide anche per
altre persone/ contesti?
Weber introduce il concetto di Verstehen —> Sociologia comprendente
La realtà non può semplicemente essere osservata, ma va «interpretata».
L'oggettività della scienza sociale è possibile attraverso la «avalutatività», cioè l'indipendenza da giudizi di valore.
Non è che quando faccio ricerca devo guardare fenomeno in maniera asettica, lontana, senza tener conto del punto
di vista delle persone coinvolte, ma è importante comunque mantenere una certa distanza e non attribuire un
giudizio di valore rispetto ai fenomeni che sto osservando —> es. dire “questo è giusto o sbagliato” rende meno
scientifico il metodo perché si deve entrare in empatia ma senza giudicare)
I principali approcci sociologici
L’obiettivo è quello di offrire una panoramica sintetica delle principali tradizioni teoriche, con particolare attenzione
al classici della sociologia da cui discendono.
Questo perché:
- ci consente di evidenziare che cosa i classici hanno ancora da dirci
- ci permette di cogliere la dimensione cumulativa del sapere sociologico
- ci aiuta ad individuare le interconnessioni e le convergenze piuttosto che le divisioni fra le diverse posizioni
teoriche.
La maggior parte degli autori converge nel considerare le diverse teorie sociologiche all’interno di tre grandi gruppi:
Teorie funzionaliste,
- che nutrono l’interesse specifico del funzionalismo = capire cosa tiene insieme il
mondo e come la società (variegata) continua ad avere un suo ordine sociale.
Livello di analisi:
Soprattutto macro e, In alcuni casi, meso.
Principali contributi e sviluppi:
Funzioni (e disfunzioni) delle istituzioni sociali,. mutamento sociale e mutamento del valori
Principali studiosi del XX secolo:
Talcott Parsons
Robert K. Merton... ecc.
Principali ispiratori:
A Comte, E. Durkheim
La tradizione durkhiemiana. però, da anche origine a un secondo filone (di livello meso-micro) orientato allo studio
dei rituali sociali dell'interazione, Il quale ha ampi punti di raccordo con la tradizione conflittualista (Goffman, Collins,
Mauss) e con l’antropologia culturale (Douglas).
Teorie del conflitto,
- si differenziano dalle teorie funzionaliste perché, piuttosto che essere interessati a
cosa consente di mantenere l’ordine sociale, queste teorie partono dal presupposto che la società è
inevitabilmente fatta di conflitti tra individui ma soprattutto tra gruppi sociali. Quindi, gli studiosi che seguono
questa tradizione teorica si interessano ai problemi di stratificazione/ divisioni in classi, ponendo in tal modo
l’attenzione su una dimensione più micro (poiché si interessano del funzionamento delle relazioni tra gli individui).
Livello di analisi:
Soprattutto macro, ma anche meso negli sviluppi successivi
Principali contributi:
Dinamica delle ideologie, mobilitazione e conflitto politico, stratificazione sociale, organizzazioni e lotta per il potere
Principali studiosi del XX secolo:
Karl Mannheim
C. Wright Mills
Philip Selznick
Ralf Dahrendorf
Charles Tilly
teorie inter/azioniste,
- che pongono l’attenzione sul modo attraverso il quale gli individui producono il
senso della realtà sociale = il senso che la realtà assume per gli individui stessi.
All’interno, abbiamo due orientamenti diversi:
- Interazionismo simbolico, che fa riferimento alla psicologia sociale
- un’altra Che parte dal presupposto che le relazioni tra gli individui avvengono sulla base della razionalità (scelta
razionale che un individuo fa)
Livello di analisi:
Micro e macro
Principali contributi:
Sociologia dei gruppi, applicazioni nelle teorie dei giochi e della scena pubblica, studio delle decisioni collettive, potere
e conformità sociale, scelta razionale e azione collettiva. (es. video sorveglianza)
Principali esponenti:
Peter Blau
Richard Emerson
Raymond Boudon
James Coleman Funzionalismo
La società è come un organismo vivente (metafora organica), ovvero un sistema complesso dove ciascuna parte
assolve a una determinata funzione e tutte concorrono al mantenimento del sistema.
Obiettivo della sociologia è studiare le relazioni tra le parti e ciò che favorisce (fisiologia) o ostacola (patologia) la
stabilità del sistema > ordine sociale
Fondatori: Auguste Comte. Èmile Durkheim.
Auguste Comte (1798-1857)
Nel 1839, nel suo Corso di filosofia positiva, Comte conia il termine sociologia.
La sociologia è la scienza della società capace di svelare le leggi universali che governano il mondo sociale.
Così come esistono leggi naturali che permettono di controllare e prevedere gli eventi del mondo fisico, esistono
anche leggi invariabili che spiegano il mondo sociale.
La sociologia è una scienza positiva, pertanto essa applica allo studio della società gli stessi rigorosi metodi
scientifici che la fisica o la chimica applicano allo studio del mondo fisico.
L'approccio positivista in sociologia comporta la produzione di conoscenza sociale basata sull'evidenza empirica
ricavata dall'osservazione, dal confronto e dalla sperimentazione.
Comte contribuì alla sistematizzazione e all'unificazione della sociologia in vista della sua successiva
professionalizzazione come disciplina accademica.
Comte si interessa dell'evoluzione delle società e formula la legge dei tre stadi, secondo la quale le società passano
attraverso:
- le società umane hanno traversato in una prima fase lo stadio teologico: la società è espressione della volontà di
dio;
- C’è poi uno stadio successivo, quello metafisico: la società è spiegata da principi astratti (Non si riconduce tutto
alla volontà divina, ma si riconduce ad alcuni principi);
- Siamo ad oggi ad uno stadio positivo: la società é indagata con Il metodo scientifico.
Émile Durkheim (1858-1917)
La sociologia studia i fatti sociali => la vita sociale può essere studiata con lo stesso rigore riservato agli eventi
naturali.
-› sociologia come scienza empirica
-› formula ipotesi verificabili attraverso dati osservativi
I fatti sociali sono elementi della vita sociale che determinano le azioni individuali.
I fatti sociali sono esterni agli individui ed esercitano un potere di coercizione sugli individui.
Durkheim pone molta attenzione sulla divisione sociale del lavoro (1893) =
Si tratta di un’analisi del mutamento sociale, poiché sono questi gli anni in cui nasce la fabbrica e l’esigenza di
specializzare il lavoro degli individui. I fenomeni che caratterizzano la sfera produttiva hanno un effetto nella vita
degli uomini (gli uomini cominciano ad avere relazioni di interdipendenza mo
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