1 marzo 06 - Prima lezione
Scrittori che verranno a lezione
Giorgio Cavallini
Mercoledì 8 marzo, Giorgio Cavallini scrive in una maniera un po' particolare. Ricorda i poeti d'occasione del 1700. Questo tipo di poesia veniva utilizzata, ad esempio, per le nozze dei nobili. Era un'epoca in cui i versi si sentivano nel sangue molto di più. Cavallini, dopo aver passato una vita a studiare letteratura, ha iniziato a pubblicare, prima mandando ad amici quasi per scherzo, degli opuscoletti che parlano della vita oggi, sia di quello che succede nella porta accanto, sia in generale. Fatti con uno spirito giocoso, questa leggerezza espressiva non è leggerezza di contenuti. Crobi è stato per tutta la vita direttore editoriale di collane di poesia.
Gasparini, Alba Merini e Giuseppe Strazzi
Sono scrittori molto diversi l'uno dall'altro. È interessante vedere come sopravvive il poeta e come sopravvive la poesia. In qualche raro caso succede che i poeti riescano a vivere del loro lavoro. La realtà è un'altra. Il poeta per sopravvivere fa qualcos'altro e ha sempre fatto qualcos'altro (pensiamo ad Ariosto, che aveva incarichi diplomatici, Ungaretti faceva il professore universitario...). Un problema ancora più complicato è la sopravvivenza della poesia. In termini sociologici si intende per letteratura ciò che tale è considerato dal contesto sociale di riferimento. Perché la poesia sopravviva deve essere nota, deve avere un pubblico, altrimenti non è poesia. Oltre che trovare dove e come pubblicare, c'è il problema della notorietà da acquisire.
Italo Svevo ha avuto in tutta la vita solo 2 anni di successo, dopo aver passato la vita a pagare di tasca propria le sue pubblicazioni. Come si arriva ad avere una piccola notorietà? Le grandi tirature sono eccezioni del mondo d'oggi. La piccola circolazione era una cosa normale in altri tempi. Nel '700 lo scrittore era un nobile o un ecclesiasta. Questi nobili, salvo rarissime eccezioni, avevano questo modo di far circolare le poesie: le scrivevano e le ricopiavano a mano e le mandavano ad amici o le leggevano nei salotti; dopo un po' di tempo, se l'opera aveva ottenuto dei riscontri, succedeva che venissero stampati (in circa 200 copie), di queste copie una minima parte andava venduta, l'altra veniva mandata ad altri nobili i quali ricambiavano mandando le loro. La posta a quel tempo funzionava molto bene (arrivava in giornata), perché la usavano in pochi ed era molto costosa.
Tipo di approccio verso la società che c'è nelle poesie degli scrittori
Perché uno scrive? Si deve supporre che chi scrive abbia qualcosa da dire.