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supponendo che il ruolo del leader strumentale appartenga all'uomo, e quello

di leader espressivo alla donna.

Il terzo approccio, quello dello scambio, ritiene che la solidarietà familiare

non può essere basata su una conformità dei ruoli e sul consenso a valori

ultimi. Conformità e consenso non possono spiegare come si possa

mantenere la coesione, o unità familiare, di fronte a tensioni e conflitti che

sorgono durante i processi di adattamento più complessi. Quindi tale

approccio ritiene che le strutture familiari e parentali vadano essenzialmente

comprese come espressione di forme ristrette, o allargate, di scambio sociale.

Vi sono due maggiori tradizioni riguardo la teoria dello scambio. La prima,

quella francese, mette in rilievo gli aspetti collettivi e simbolici dello

scambio, che assume essenzialmente la caratteristica del dono nelle reti

familiari e parentali. L'altra, quella nord-americana, ritiene che il

3 P. Donati, Manuale di sociologia della famiglia, pag. 60

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comportamento dell'uomo, anche all'interno della famiglia, vada compreso in

relazione ai bisogni primari e ai processi sociali messi in atto per soddisfarli

attraverso scambi basati sulla reciproca utilità dei partecipanti. Siamo davanti

a due differenti visioni della famiglia, dove nella prima nasce dallo scambio

come espressione di esigenze strutturali e collettive della società, nella

seconda il comportamento familiare deve essere analizzato come un agire

volto alla ricerca di ricompense prevalentemente individuali e strumentali.

Ma, in entrambi i casi, la vita familiare, tanto nelle sue premesse quanto nelle

sue attualizzazioni, viene considerata come uno scambio complesso di attività

mutualmente ricompensanti, in cui ogni membro è tenuto ad accettare un

beneficio se e nella misura in cui è disposto a contraccambiarlo verso un

altro. In breve, le norme morali familiari vengono indotte dalle azioni che i

membri attuano come contraccambio di benefici ricevuti, ma anche come

modo per ottenere possibili gratificazioni future.

L'importanza dell'approccio marxista è certamente più storica che teorica,

ha avuto molta influenza politica nell'ultimo secolo, ma scientificamente

debole. La famiglia, intesa come istituzione sociale monogamica, sarebbe

nata con la proprietà privata dei mezzi di produzione, e avrebbe trovato nello

Stato il suo garante, così da diventare la base su cui si fonda la

disuguaglianza sociale, intesa come sfruttamento delle classi sociali più

deboli da parte di quelle più forti, e contemporaneamente uno sfruttamento

della donna e dei figli da parte dell'uomo di casa.

Dal punto di vista concettuale , Marx, ritiene che la famiglia nasca e

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stabilisca le sue varie forme di solidarietà interna sulla base dei diversi tipi di

divisione sociale del lavoro susseguitesi nella storia, i quali si sovrappongono

alla divisione originaria del lavoro, ovvero quella fondata sulla differenza

biologica dei sessi. Il nucleo centrale di questa teoria sostiene che la famiglia

rifletta sempre in se stessa il modo di produzione dominante che si afferma in

una data società posta in una determinata area geografico-culturale.

L' approccio della teoria critica è legato alla nascita e allo sviluppo della

4 P. Donati, Manuale di sociologia della famiglia, pag 67

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cosiddetta Scuola di Francoforte. Il nocciolo di questa teoria sta nel vedere la

famiglia come una forma sociale ambivalente, ovvero da un lato è funzionale

all'ordine socio-culturale e dall'altro è necessaria alla maturazione

dell'individuo. E' considerata necessaria per alcune funzioni primarie, come

la socializzazione dei bambini, ma è negativa per gli effetti di conservazione

naturale, di autoritarismo e disuguaglianza sociale. Questo approccio si rifà a

quello marxista, ma con alcune differenze tra cui una maggiore attenzione ai

fattori psicologici e culturali.

La famiglia è soggetta a una duplice dinamica storica, da una parte la

crescente socializzazione tende a comprimere e negare l'elemento

dell'ordinamento familiare, visto dalla società come irrazionale e naturalespontaneo.

Dall'altra, lo squilibrio tra l'individuo e le potenze totalitarie delle

società si acuisce in modo tale da indurre il primo a cercare una sorta di

riparo ritraendosi in micro-associazioni, come appunto la famiglia, la cui

persistenza autonoma appare inconciliabile con lo sviluppo generale . La

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Scuola di Francoforte esprime, più delle altre, la coscienza della “tragedia”

che la famiglia deve affrontare nella società moderna, la quale la esalta e la

combatte allo stesso tempo. La esalta nel momento in cui in essa vivono

motivi di solidarietà ed altruismo, la combatte quando in essa vede quelle

spinte conservatrici e repressive che sono alla base dei rapporti di autorità e

disuguaglianza sociale.

Altro approccio è quello ermeneutico-fenomenologico che pone l'accento

sugli elementi significativi e intenzionali, quindi soggettivi e intersoggettivi,

della famiglia. Viene enfatizzato il fatto che dire famiglia significa evocare

un mondo simbolico che richiede una data interpretazione. Questo approccio

non parte da una data definizione rigida di famiglia, anzi fa in modo che

questa venga fuori dai mondi di vita quotidiana delle persone, dove si crea

attraverso relazioni interpersonali, linguaggi e immagini codificate e

decodificate in base agli attori, conversazioni che producono uno specifico

“discorso familiare” il quale necessita di una interpretazione, sia da parte

5 P. Donati, Manuale di sociologia della famiglia, pag 71

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degli attori che degli osservatori. La famiglia è oggetto di una conoscenza

sempre altamente soggettiva, e intersoggettiva, che si costruisce proprio in

questa realtà che sta fra i soggetti agenti, e attraverso di essa. Quindi non

risulta essere tanto un insieme di legami o vincoli sociali, collettivamente

definiti, quanto piuttosto un modo di annettere un significato alle relazioni

interpersonali.

Per questo approccio la famiglia è un “progetto” interpretativo che si fa

attraverso le parole, cioè attraverso una pratica descrittiva che genera un

discorso da cui prende forma una organizzazione che costituisce quello che

noi intendiamo come vita familiare. I limiti di tale approccio risiedono nel

rischio di un eccessivo soggettivismo, mentre i vantaggi stanno nel mettere in

rilievo che la famiglia umana è tale perché è significativa per i soggetti

coinvolti .

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L' approccio interazionista considera la famiglia come unità di persone

interagenti, senza riguardo ai vincoli legali, considerati solo come vincoli

dovuti a una determinata situazione, di cui gli attori devono tenere conto. Qui

la famiglia si costituisce su una identità che è costruzione simbolica del sé

attraverso l'altro. La vita familiare viene osservata non in base ai rapporti con

le altre sfere sociali, ma da un punto di vista dell'adattamento reciproco e

della soddisfazione degli individui coinvolti. Tra i primi contributi specifici

di applicazione di questa teoria, possiamo trovare quello di H. Locke e E.

Burgess. La tesi centrale è che la famiglia, nel corso del processo di

modernizzazione, si trasformi da istituzione, intesa come modello di vita

controllato dal costume, dall'opinione pubblica e dalla legge, in una

“comunità di amicizia”, intesa come modello di vita basato su comportamenti

che nascono dal mutuo affetto e dal consenso generato giorno per giorno. Si

suppone che in tale modello la divisione del lavoro sia totalmente ugualitaria,

spontanea e flessibile. I vantaggi di tale approccio stanno nel mettere in

risalto come i modi di vita che emergono siano il prodotto della reciproca

interazione fra attori-agenti, che condividono un sistema simbolico nel quale

6 P. Donati, Manuale di sociologia della famiglia, pag 74

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giace l'identità culturale della famiglia. Gli svantaggi invece possono essere

sintetizzati in tre punti:

a) questo approccio da un contributo minimo al chiarimento dei

processi di cambiamento macrostrutturali della famiglia, infatti

ponendo l'accento sui fattori soggettivi, tralascia quelli strutturali;

b) far dipendere l'esistenza della famiglia da una costante interazione

“soddisfacente” rivela l'influenza di una “corrente della felicità”

familiare e di coppia che ha influenzato e influenza tuttora gli studiosi

di questo approccio;

c) si può notare un uso generalistico di concetti e metodi di indagine

che non è esente da rischi.

L' approccio dello sviluppo nasce precisamente per lo studio della famiglia,

e nella sua formulazione originaria risulta fondamentalmente eclettico, in

quanto incorpora molte categorie di analisi usate dagli altri approcci, fra loro

distanti, ritenendole compatibili, e anzi cercando di collocarle nello stesso

frame concettuale . Lo scopo è quello di mostrare come le configurazioni

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della famiglia si modifichino nel tempo a seconda della fase di vita in cui si

trova. La classificazione del ciclo di vita è variabile, sia per numero che per

struttura; la più usata è la seguente: 1) coppia pre-coniugale; 2) coppia

coniugale senza figli; 3) coppia con figli piccoli; 4) coppia con fili adulti ma

conviventi con i genitori; 5) coppia adulta-anziana con figli usciti di casa.

I bisogni e i compiti si sviluppano in modo diverso in ognuna di queste fasi,

come ad esempio il tempo dedicato al partner è maggiore nella prima e

ultima fase e nettamente inferiore nella terza.

Ciò che caratterizza questo approccio è l'applicazione di due concetti. Il

primo è quello di ciclo di vita familiare, il secondo è quello di compito di

sviluppo, che vuole sottolineare il fatto che esista una storia evolutiva della

famiglia, la quale presuppone che i suoi componenti abbiano affrontato

determinati compiti e continuino a farlo. Il sistema famiglia è un sistema

adattivo complesso, semi-aperto che contempla un certo grado di adattamento

7 P. Donati, Manuale di sociologia della famiglia, pag 79

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e cambiamento delle strutture interne nel corso della sua esistenza.


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof D'Alessandro Lucio.

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