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Lezioni sociologia della famiglia Appunti scolastici Premium

Questi appunti di sociologia della famiglia contengono le trascrizioni delle lezioni del prof. D'Alessandro.
Negli appunti gli argomenti di sociologia della famiglia trattati sono i seguenti:
approccio evoluzionista del mutamento della famiglia
critiche all'approccio evoluzionista
formazioni storico... Vedi di più

Esame di Sociologia della famiglia docente Prof. L. D'Alessandro

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ESTRATTO DOCUMENTO

conoscenza un criterio matematico dice nessuna cosa può essere capita se non appare alla mia

mente chiara e distinta quindi la chiarezza e distinzione sono elementi fondamentale per costruire

una conoscenza. Quindi l’applicazione di un criterio matematico assiomatico per dimostrare la

conoscenza partendo dal criterio che l’uomo ha delle idee innate che gli consentono di costruire la

conoscenza. Questo non è dimostrabile per Kant non sono dimostrabili perché ritornando a

Cartesio la pensabilità cioè il pensiero non crea tutto cioè nella dimostrazione filosofica logica noi

dobbiamo saper dimostrare che come avviene questo incontro di queste due sostanze la sostanza

pensante termine ormai superato non è possibile pensare che non ci siano elementi logicamente

spiegati cioè come avviene questa unione tra la sostanza pensante e quella estesa, non lo sappiamo

se non lo sa fare o per fatti contingenti per la situazione politica che veniva dall’ingerenza della

chiesa nella ricerca con l’inquisizione per cui forse la paura di essere accusato di eresia ha lasciato

questo dualismo nella sua filosofia alla fine lo stesso Vico dirà sarà un ottimo matematico ma come

filosofo no perché inizia un metodo molto bello ma svanisce con la indimostrabilità dell’unione di

queste due res nella soggettività. Kant invece lo sa fare perché dice che affinché si analizzi la

sono due le cose fondamentali l’io pensa ma anche l’esperienza che si incontrano in un

conoscenza

processo trascendentale infatti dice io chiamo trascendentale non ciò che è dell’oggetto e vado a

conoscere ma delle modalità per conoscere l’oggetto cioè la res di Cartesio non più sostanza ma

diventa un’attività come tale diventa trascendentale e coglie la realtà attraverso i sensi e ritorna cioè

il soggetto cattura attraverso i sensi la realtà esterna e le categorie dell’intelletto che sono 12 ci

consentono di dare ordine a questa conoscenza quelle primarie sono delle intuizioni a priori che

sono spazio e tempo cioè noi quando pensiamo diamo la forma a questo pensiero nella categoria.

Quindi Kant non accetta la divisione di Cartesio non accetta i razionalisti e ne gli empiristi, perché

mentre per Cartesio era solo il pensiero che costruiva la conoscenza senza dimostrare che senza

esperienza io non penso posso usare la fantasia ma non posso dimostrare oggettivamente a cosa

che fosse soltanto l’esperienza i giudizi a posteriori

penso e gli empiristi al contrario pensavano

fondamentali per la conoscenza. Quindi i due giudizi che erano alla base non solo della

dimostrazione filosofica ma era il criterio della ricerca generale secondo Kant non erano sufficienti

la conoscenza perché l’uno vantava un pensiero di tutti e quindi universale l’altro

a dimostrare

invece è necessario perché l’esperienza è necessaria per la conoscenza però l’uno esclude il

pensiero l’altro l’esperienza. Quindi secondo Kant ci vuole un elemento che congiunge questi due

esigenze ed è il trascendentale che noi ci poniamo la domanda Che cos’è il pensiero è quello che da

un nesso a tutte e due le cose. Riflessione della teoria di Darwin che gli animali che aveva studiato

alle isole Galapagos erano evoluti di un organo che era strutturato diversamente nel passato ma se a

Darwin facciamo la domanda che cos’è il pensiero ed anche agli scienziati. Darwin non si pose

questa domanda disse che l’uomo era evoluto dalla scimmia gli scienziati potranno dare mille

saranno le risposte potranno riguardare anche il ns. cervello però il pensiero come tale sfugge ad

ogni possibile dimostrazione il pensiero è un’attività. Senza di questo l’uomo non avrebbe potuto

vi siete mai chiesto la musica che cos’è

costruire nulla non si sarebbe potuto realizzare per esempio

la musica non ci sono modelli questa è una costruzione straordinaria dell’intuizione dell’uomo che

però si traduce in termini matematici il pentagramma è all’inizio trova i tempi da essere seguiti

pensate si intuisce la melodia si scrive non solo si inventano gli strumenti con i quali si possono

eseguire le musiche. Di fronte a queste tutte domande dobbiamo dare importanza alla soggettività

sia come processo di crescita perché attraverso il soggetto si può elevarsi ma anche conservare

quella dimensione civile che consente ad una società di vivere in maniera più serena ed equilibrata

possibile. Bisogna avere la forza l’uomo si deve porre in maniera etica e determinata quando dico

etica non è una parola ideologica ma una visione della vita che vuole dare dignità alla persona e la

vuole conservare nel tempo quindi questa è la costruzione che parte dalla definizione del soggetto

nella filosofia fino ad arrivare a quella concretezza della vita che si può avere nella società.

TERZA LEZIONE

CRITICHE ALL’APPROCCIO EVOLUZIONISTA

Gli evoluzionisti vedono nella famiglia monogamica il risultato di una evoluzione progressiva.

Quello che hanno evidenziato gli evoluzionisti è proprio questo passaggio dalla famiglia estesa a

quella nucleare ed il risultato è la nuclearizzazione della famiglia. In questo passaggio secondo

alcuni la famiglia avrebbe persone determinate funzioni si sarebbe depotenziata anche se Donati

dirà che questo depotenziamento è più simbolico che reale. L’aspetto chiave di questo passaggio è

che la famiglia si svincola dalla parentela. Si parla di depotenziamento strutturale e quindi la

famiglia da struttura polifunzionale cioè unità di produzione e di consumo(oggi non siamo affatto

questo) portatrice dei meccanismi di trasmissione dei valori (lo è ancora oggi forse non nei termini

in cui lo era nel passato ) di integrazione sociale (lo è ancora) di socializzazione primaria e

secondaria delle nostre interazioni. Ci sono alcuni processi di socializzazione primaria che oggi

vengono delegati purtroppo ad altre agenzie per esempio la scuola. Sul piano emotivo pedagogico

sociale la famiglia è il primo riferimento dei bambini in cui avviene la prima socializzazione.

Delegittimazione del ruolo dei genitori e da qui parte la delegittimazione anche degli insegnanti.

Oggi si assiste ad una sorta di lassismo che non è un principio democratico perché democrazia non

significa fare quello che uno vuole anche la democrazia contempla delle regole come il rispetto e se

la trasmissione ed il rispetto delle regole che è una delle condizioni fondamentali all’interno della

famiglia non avviene all’interno di essa non possiamo volere che le altre agenzie che pure sono

alla socializzazione ma è una parte in più non possiamo volere che

deputate all’educazione

diventino il surrogato della famiglia e allora in mancanza di regole certe ecco che c’è una

in un’epoca in

surrogazione a catena per non parlare di ciò che avviene nella famiglia è paradossale

cui la famiglia si svincola dalla parentela ma in questo momento i genitori i nonni servono sempre

più ma stanno svolgendo un ruolo così ampio che si rischia la surrogazione o la sostituzione ai

genitori ed è sbagliato perché si confondono i ruoli.

Critica alla tesi evoluzionistica della famiglia critiche molto corpose che vengono da studiosi delle

più svariate discipline dagli etnologi antropologi sociologi demografi.

ANTROPOLOGI ED ETNOLOGI

Negano 1) l’ipotesi di un’orda primitiva che viveva in promiscuità sessuale, cioè loro non negano

che la famiglia abbia subito questo processo unilineare ma allo stesso modo negano l’ipotesi che il

tabù dell’incesto abbia portato alla nascita delle prime forme familiari. (critica a Morgan e al suo

schema evoluzionistico). Secondo Levi Strass (Stross) fondamentalmente un etnologo ma anche un

sociologo a conferma della negazione del tabù dell’incesto egli dice le proibizioni sessuali non

hanno ne origine naturale ne culturale. E neppure possono essere considerate una combinazione tra

natura e cultura. Piuttosto esse costituiscono il passaggio dalla natura alla cultura. Anche S. nega la

tabù dell’incesto

tesi di Morgan che dice che dalla promiscuità al viene creata la prima forma

familiare, infatti egli dice che il tabù non è né esclusivamente natura né esclusivamente cultura né è

la combinazione di elementi di entrambe piuttosto le proibizioni devono essere considerate il

passaggio dalla natura alla cultura perché il tabù dell’incesto è naturale in quanto universale e

culturale in quanto regola. Tuttavia il tabù non è la regola che proibisce di sposare la madre o la

e dello scambio che sta alla base dell’esogamia cioè il

sorella ma la regola del dono( non giuridica)

matrimonio fuori dal clan. Quando parlavamo della famiglia consanguinea parlavamo di famiglia

endogamica adesso siamo fuori si sposa un soggetto al di fuori della famiglia quindi all’esogamia.

Lo scambio il dono è un mezzo per legare gli uomini tra loro, creando nuove relazioni di parentela

(collegate al matrimonio) che si sovrappongono ai legami naturali. Il fine sociale del dono scambio

è la creazione di sistemi di alleanza (dato politico economico importante dell’esogamia) al di fuori

(lo sposarsi all’interno di uno stesso clan

della parentela, che consente di evitare quei frazionamenti

di consanguinei isola in clan invece nel momento in cui si esce fuori c’è l’allenaza amplifica il

rapporto delle relazioni )che sono insiti nella pratica dei matrimoni tra consanguinei . Ulteriore

limite: si critica la tesi che la discendenza patrilineare preceda la discendenza patrilineare. Jacob

Bacofen che è uno storico svizzero che tanta poca fortuna ha avuto fino agli inizi del 900 poiché

consideravano eresie le cose che lui diceva su questo tema che poi bisogna aspettare qualche

Bacofen aveva preconizzato all’inizio del

psicologo del 900 che ha preso spunto dalle sue tesi.

modo nella fase dell’eterismo per questo può essere considerato un evoluzionista, che corrisponde

l’esistenza di un’orda

alla promiscuità sessuale di Morgan fino al patriarcato cioè fino alla civiltà

sessuale promiscua che toglieva la certezza patrilineare e quindi portava a calcolare la discendenza

in linea matrilineare. Questo autore infatti ha scritto Il Matriarcato in cui spiega tutte le ragioni del

Dopo la fase dell’eterismo cioè dopo la fase della promiscuità sessuale secondo

matriarcato.

Bacofen è esistito il matriarcato. La nascita della proprietà privata induce l’uomo a volere una

discendenza sicura (e per questo si lega in maniera esclusiva ad una donna) e questo conduce alla

nascita della famiglia monogamica e a calcolare la discendenza per linea paterna. Per la critica il

matriarcato non era una tappa obbligatoria dell’evoluzione della famiglia così come la proprietà

è sempre legata alla nascita della famiglia monogamica. Quindi si nega l’orda barbarica

privata non

si nega il tabù dell’incesto si nega altresì il matriarcato come tappa intermedia tra l’eterismo ed il

della famiglia perché

patriarcato come nel pensiero di Bacofen tappa intermedia nell’evoluzione

per Bacofen era obbligatorio come lo era per Morgan la famiglia punalua prima di quella

sindasmiana cioè gli antropologi e gli etnologi criticano proprio la linearità di queste deduzioni

tant’è vero che altri come anche i sociologi la famiglia è sempre esistita in alcune formazioni sociali

e culturali era prevalente dominante in alcune altre era diffusa in altre era emergente. Anche la

proprietà privata dicono che non è legata alla famiglia monogamica.

SOCIOLOGI

l’assunto secondo il quale nella società moderna e contemporanea la famiglia assume una

Criticano

forma nucleare isolata dalla parentela. Quindi poi come vedremo ognuno di questi studiosi

appartenenti a discipline diverse criticano uno o più aspetti della linea evoluzionistica abbiamo visto

cosa criticavano gli antropologi ed etnologici negavano l’unilinearità il tabù la promiscuità il

matriarcato e la proprietà privata. I sociologi criticano che la famiglia nucleare apparirebbe isolata

nella società mod. e cont. dalla parentela. Per esempio questo autore F. Litwak contrappone alla

famiglia nucleare il concetto di famiglia estesa modificata. Lo studioso ritiene che il superamento

del modello di coabitazione a più generazioni non implica un totale isolamento della famiglia

nucleare dalla cerchia parentale. Si può parlare piuttosto di una parentela a distanza con cui si

sottolinea la permanenza di scambi materiali e relazionali tra parenti anche in assenza di

coabitazione. Egli praticamente dice che non è vero che la famiglia nucleare nella società mod. e

contemp. ha comportato anche la privatizzazione delle relazioni familiari non è vero che la famiglia

si è chiusa tant’è vero che introduce questo concetto di famiglia estesa modificata dicendo guardate

che la parentela esiste lo stesso parla di parentela a distanza cioè i nonni zii che sono presenti non

coabitano ma le relazioni ci sono anche se a distanza, perciò più che famiglia nucleare egli parla di

famiglia estesa modificata. Renè Konig è considerato padre della sociologia tedesca molto caro alla

professoressa in una prospettiva storica suggerisce una lettura della famiglia non unilineare ed

introduce una variabile sociale nel suo modello interpretativo che gli consente di sostenere

l’esistenza di uno stretto rapporto tra forme familiari e classi sociali. La famiglia estesa sarebbe

tipica delle classi dominanti mentre quella nucleare delle classi inferiori sia in epoca romana che

Konig altro sociologo critico della tesi dell’evoluzionismo critica

durante il medioevo. il principio

dell’unilinearità e dice non possiamo dire che la famiglia estesa abbia preceduto quella nucleare

piuttosto io vi dico che c’è una differenza (quindi introduce questa variabile) tra classi dominanti e

classi operaie. Questa variabile sociale verrà ripresa anche da altri studiosi cioè si mette in evidenza

come la variabile città campagna allo stesso modo la variabile delle classi sociali. Dunque nelle

classi sociali più elevate c’è una riduzione semplificazione delle forme familiari, secondo la legge

, dall’altra a una generalizzazione del modello nucleare

della contrazione progressiva di Durkheim

tra la classe operaia e media. Gli studi dello studioso tedesco hanno ricevuto conferma dalle

ricerche di Barbagli (sociologo italiano che si è occupato molto delle ricerche storiche sulla famiglia

nei secoli passati in Italia e in Europa) che ha introdotto nel modello interpretativo della famiglia la

variabile citta-campagna: modello esteso prevalente in campagna e nucleare in città. Tutte le tesi

come pure tutte le critiche riguardano l’aspetto generale della tesi primaria però ognuno degli

così

studiosi introduce un elemento in più a supporto della sua critica, per esempio Konig dice io non

nego la unilinearità della famiglia cioè passaggio dalla famiglia estesa a quella nucleare e

monogamica e vi dico in base alle mie ricerche che alcune forme familiari estesa è tipica

dell’aristocrazia mentre quella nucleare è tipica delle classi sociali subalterne. Altri studi confermati

dalle ricerche di Barbagli hanno dato altre interpretazioni introducendo la variabile città-campagna.

Storiografia e demografia hanno apportato i maggiori contributi alla tesi evoluzionistica della

famiglia. Mark Bloch nega che la famiglia ha avuto queste trasformazioni unilineari ma processi si

dilatazione e contrazioni che cosa vuol dire cioè in certi momenti è esistita la famiglia estesa in altri

invece la famiglia si è nuclearizzata anche se si ferma dal punto di vista storico all’età premoderna e

preindustriale . Cioè le trasformazioni della famiglia non segnano un andamento unilineare ma

processi di dilatazione e contrazione. La famiglia nucleare non è il risultato di un processo evolutivo

per stadi ma solo una tappa nel mutamento ciclico ed è per questo che può essere considerata

premoderna e preindustriale. Le ricerche da cui parte Bloch sono ricerche che partono dalla Gallia

tra il IX e il XVI secolo che cosa ha notato che fino al IX secolo (certo si è fermato alla Gallia) in

Gallia il modello nucleare era quello prevalente ma a causa delle invasioni mussulmane ungheresi e

scandinave fino al XIV secolo il modello prevalente divenne quello esteso. Ha notato che per una

questione di sicurezza sociale la famiglia in questo periodo si dilatava ha scoperto che fino al IX

secolo esisteva la famiglia nucleare dal IX al XIV secolo in conseguenza delle invasioni barbariche

non esistendo uno stato razionale ed un esercito come facevano a difendersi dalle invasioni le

famiglie si dilatavano si mettevano tra di loro come dei clan per difendersi dai barbari. Secondo

Bloch era una questione di difesa sociale che ha portato ad una dilatazione della famiglia allo

stesso modo dice Bloch quando sono finite le invasioni è tornata la pace il modello prevalente si è

poiché non c’era più bisogno di stare insieme per difendersi e

di nuovo contratto in famglia nucleare

quindi poi dal XV secolo in poi si ha la formazione dello stato e quindi dell’esercito. Quindi in

assenza di un potere centrale di un esercito nazionale che assicurasse protezione dagli invasori più

famiglie si unirono per fronteggiare il pericolo delle invasioni barbariche. Avete notato che ogni

studioso guarda da una particolare prospettiva ed introduce una o più variabili. Verso il XV secolo

ci sarà quindi un nuovo corso che porterà alla prevalenza della famiglia nucleare quindi avremo

processi di contrazione. Una delle critiche più rilevanti alla tesi lineare della famiglia soprattutto

per il passaggio dalla forma estesa a quella nucleare si deve a Peter Laslett (demografo) ed al

La variabile dell’analisi di Laslett

gruppo della scuola di Cambridge negli anni 70 del secolo scorso.

è costituita dall’aggregato domestico sulla cui base viene operata una distinzione tra: famiglia

(coppia coniugale con o senza figli) aggregato domestico (è unità coresidenziale = si dorme sullo

stesso tetto ma anche unità di consumo = si consuma almeno un pasto principale insieme ) houseful

(individui che risiedono in un edificio o in un insieme definito di locali e che non necessariamente

costituiscono un unico aggregato non ci devono essere legami familiari anche). Sulla base della

distinzione tra aggregato domestico e famiglia Laslett procede ad una variegata classificazione delle

tipologie familiari alcuni sono: a) solitari (aggregati domestici unipersonali es. single) b) aggregati

senza struttura familiare (coresidenti ma senza unità coniugale es. case di universitarie oppure

esclusivamente da un’unità

convivenza tra due persone) c) aggregati domestici semplici (costituiti

familiare coniugale es. coppia marito e moglie con o senza figli) d) aggregati domestici estesi (unità

familiare coniugale con parenti) e) aggregati domestici multipli (due o più unità familiari coniugali

imparentate) f) aggregati domestici indeterminati (aggregati domestici in cui i legami di parentela

non sono chiari da determinare una esatta classificazione). I risultati delle ricerche condotte da

Laslett in Inghilterra e altri paesi europei in periodi storici diversi (per questo è stato molto criticato

poiché non è riuscito a procedere per variabili omogenee poiché ha trattato periodi storici diversi

territori diversi e quindi non può arrivare ad un risultato che secondo alcuni sarebbero falsi)

dimostrarono che la famiglia ceppo (estesa) (di cui parlerà Le Play nella metà dell’ 800, che la

definì come struttura patriarcale dove l’eredità spettava al primo figlio maschio ed ai suoi eredi) non

era mai stata una tipologia familiare prevalente nella società europea. La critica di cui parlavamo

prima era di tipo ideologico perché sia Laslett sia quelli che lo criticavano erano ideologici in

entrambe le posizioni perché in effetti Laslett aveva preso le parti avvantaggiato le classi dominanti

dove abbiamo visto era più prevalente la famiglia estesa tant’è vero che lo stesso Le Play parlerà

di famiglia ceppo di famiglia patriarcale di questa divisione anche di famiglia instabile e questa per

lui non è altro che quella nucleare però il termine instabile è altamente biologico perché ha

un’annotazione negativa la famiglia instabile è la famiglia nucleare è la famiglia monogamica è la

famiglia dei poveri diciamo dei proletari operai diversamente dalla estesa perché è delle classi

dominati. E cosa voleva dimostrare Laslett quasi in risposta a Le Play che la famiglia ceppo la

stata un modello prevalente in europa. C’è una sorta di botta e risposta di

famiglia estesa non era

politica spicciola. Per Laslett e gli studiosi di Cambridge è la famiglia nucleare a rappresentare la

struttura base della realtà europea prima dell’industrializzazione.

Nell’ambito dei contributi della storiografia risulta interessante il cosiddetto approccio dei

sentimenti (secondo la definizione dello studioso Anderson) Aries e Shorter e Stone si sono

occupati del problema della nuclearizzazione della famiglia non in termini di analisi delle strutture

ma a livello di significato simbolico e culturale. Cosa vogliamo dire intanto questi studiosi

dell’approccio dei sentimenti si sono occupati del problema della nuclearizzazione della famiglia

non in termini di struttura estesa nucleare patriarcale ceppo instabile ma se ne sono occupati ad un

altro livello altrettanto importante per capire poi come era la famiglia a livello sociale cioè a livello

di significato simbolico e culturale anche se a livello di questo livello ne parleremo anche quando

studieremo l’approccio interazionista. Quale senso l’uomo associa al termine famiglia

significato

nel passaggio dal medioevo alla società moderna e poi ancora alla contemporanea? Cioè a livello

simbolico e culturale quale senso significato associano le persone al termine famiglia. Simbolico

cioè quale senso significato si da ad una cosa per esempio bottiglia associamo acqua. Per questi

studiosi tr la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo si è verificato una rivoluzione culturale che ha

investito anche le relazioni familiari (cioè i rapporti di autorità e affettività tra i sessi e le

generazioni) e che ha portato la famiglia diventare l’area della privacy a distaccarsi cioè dalla

parentela. Ciò comporta una diminuzione dei controlli familiari sulla scelta del coniuge i rapporti

tra genitori e figli diventano più stretti ed esclusivi la socializzazione diventa responsabilità dei

genitori (baliatico non c’è più la balia che si prendeva cura ed educava i figli). Scrive Stone “ Ciò

la famiglia nucleare è lo speciale senso di solidarietà che separa l’unità

che contraddistingue

domestica dalla comunità circostante. I membri di tale unità sentono di avere molte più cose in

comune tra loro che non con chiunque altro al di fuori di loro e di godere di un clima emotivo

privilegiato che essi devono proteggere da intrusioni esterne mediante privacy o isolamento”.

Questo esprime al meglio il concetto di prima. Le critiche alla tesi evoluzionistica della famiglia

sono desunte dall’etnologo che ritorna Levi Strauss. In Europa sono rintracciabili diverse tipologie

familiari alcune delle quali sono state prevalenti ed esclusive in determinate formazioni storiche

sociali diffuse emergenti residuali o in declino in altre. Questa è la verità fondamentalmente poiché

in uno stesso territorio ci possono essere tipologie diverse alcuni stavano per emergere altre si erano

diffuse altre erano le prime molto dipende dalle formazioni storico sociali.

QUARTA LEZIONE

CRITICA ALL’EVOLUZIONISMO

La famiglia sfugge a qualsiasi definizione di tipo deterministico o meccanicistica quindi non è

possibile dare una definizione di famiglia perché si tratta di un fenomeno complesso così come non

è possibile dire con certezza quando c’è stato il passaggio da un tipo di struttura all’altra ogni autore

si è servito di una particolare variabile e quindi non è possibile dire se la famiglia nucleare sia nata

con, sicuramente ci sono degli elementi che ci fanno propendere per qualcosa è diventata modello

predominante durante il periodo dell’industrializzazione però abbiamo detto anche che molte

strutture familiari possono essere considerate dominanti in un certo periodo storico prevalenti in

altre magari nello stesso periodo ci sono alcune strutture familiari che sono dominanti altre

prevalenti altre diffuse altre in declino altre invece che devono ancora nascere.

RAPPORTO TRA FAMIGLIA E FORMAZIONI STORICO SOCIALI

A cominciare dalle formazioni storico sociali primitive, tradizionali, liberal capitaliste fino ad

arrivare a quella postindustriale cioè ad arrivare a quella contemporanea , questa è la prospettiva più

realista oggettiva di porsi rispetto alla famiglia così come si evince dalla tesi evoluzionistica tesi

riassunte da Levi Strass In Europa sono rintracciabili diverse tipologie familiari alcune delle quali

sono state prevalenti ed esclusive in determinate formazioni storiche sociali diffuse emergenti

Altra critica l’industrializzazione

residuali o in declino in altre. 1) non ha creato la famiglia

nucleare ma ha contribuito a diffonderla presso ceti e classi sociali che esprimevano organizzazioni

familiari diverse. Ricordate quale tipo di struttura era legata all’aristocrazia la famiglia estesa e alla

classe operaia la famiglia nucleare. Questo è un principio importante cioè non si vuole dire che la

per così dire non sia nata con l’industrializzazione però non possiamo dire che è

famiglia nucleare

nata con l’industrializzazione era già presente in una forma meno diffusa esclusiva vi ricordate la

critica storiografia di Mark Bloch quando dice che la famiglia nucleare era sempre esistita dopo le

ricerche in Gallia con le invasioni barbariche si è sentita la necessità di allargare la famiglia in

estesa ma esisteva sempre quella nucleare in una intensità minore rispetto all’estesa ma comunque

era presente. Questo ci porta a dire che alcune formazioni familiari sono presenti in una stessa

formazione storico sociale quindi in uno stesso periodo ma la prevalenza o l’esclusività di queste

dipende dal nucleo organizzativo che si da quella società e che tra poco analizzeremo. 2)Altra

all’altra non è mai

critica il passaggio da una forma familiare netto e circoscritto, in ogni

formazione storico-sociale si trovano forme familiari passate e forme in via di consolidamento e di

legittimazione. Ogni formazione storico sociale anche se caratterizzata dalla compresenza di più

formazioni familiari esprime la dominanza o la prevalenza di una determinata tipologia. Il contesto

rurale o urbano costituisce un ulteriore variabile per stabilire l’intensità di una determinata struttura

rispetto all’altra. Per concludere le strutture familiari si trovano in rapporto di omologia coi principi

organizzativi e istituzionali della formazione storico-sociale di riferimento. (Donati) Si vuole cioè

dire che un certo tipo di struttura familiare è lo specchio dei principi organizzativi sociali politici di

una determinata società. Una domanda di tipo provocatorio ma che ci può aiutare a comprendere

meglio, appena 20 anni fa erano possibili secondo voi queste strutture familiari che oggi non solo

sono emergenti ma alcune si stanno affermando in modo esuberante come le coppie di fatto le

ricostituite le miste? No per quale motivo? Uno Stato come il ns. che assicura i diritti di cittadinanza

che si dovrebbe prendere cura dei propri cittadini ma che consente loro di esprimere al meglio la

propria libertà di scelta che consente a ciascuno di noi di autorealizzarsi di autodeterminarci ci

consente di fare delle scelte anche molto personali ed individuali come quelle familiari laddove lo

stato non controlla più come un tempo ecco perché ritorniamo al concetto di formazione storico

sociale ma sarà più chiaro quando vedremo la formazione storico sociale capitalista oppure quelle

tradizionali oppure in quelle dove lo stato aveva un potere una forza pervasiva rispetto agli

individui. Cominciamo a vedere queste formazioni.

FORMAZIONI STORICO SOCIALI:

il nucleo organizzativo era costituito dal ruolo primario dell’età e del sesso (

PRECULTURALE

tribù clan il capotribù aveva potere era il più anziano ed era maschio) mentre il principio

dalla parentela. C’era una parentela che aveva funzione di

istituzionale veniva rappresentato

solidarietà di tutta la tribù. Non c’è differenza tra comportamento individuale familiare e parentale.

Il clan la comunità assumeva tutto questo i comportamenti di tutti individui famiglia e parenti.

TRADIZIONALE il principio organizzativo è costituito dal dominio di classe in forma politica

mentre il nucleo istituzionale è rappresentato dallo Stato. Quindi mentre quelle primitive sono

lontanissime da noi i nuclei organizzativi e istituzionali sono costituiti rispettivamente dall’età e dal

sesso e dalla parentela qui invece dal dominio di classe mentre quello istituzionale dallo Stato in

queste formazioni si trova una stratificazione sociale della popolazione: primo livello abbiamo la

famiglia nobile esercita il controllo diretto sulla proprietà della terra e del patrimonio ( per mezzo

di politiche matrimoniali o di successione per il primo figlio maschio) detiene il potere politico e

delega le funzioni produttive alle classi subalterne. Negli altri livelli della stratificazione sociale

la famiglia pur presentando diverse forme quindi ci possiamo ritrovare quella estesa nucleare si

base al sesso e all’età. Quindi anche se negli altri livelli

struttura attraverso ruoli gerarchizzati in

della stratificazione sociale troviamo vari tipi di famiglia quello che accomuna è che questo tipo di

famiglia si struttura sulla base di un processo una dinamica gerarchizzata verticistica in cui conta il

sesso e l’età le donne continuano a non contare niente solo Bacofen aveva parlato del matriarcato.

LIBERAL CAPITALISTA ha il suo nucleo istituzionale nel mercato (del lavoro) e non più nello

L’accumulazione ed il controllo della ricchezze

Stato. produttive (il capitale) determinano il

processo di individualizzazione ed il capovolgimento del rapporto individuo- famiglia. Non è più la

famiglia a determinare le sorti dei membri che la compongono ma sono i membri che la

costituiscono a fare della famiglia lo strumento per la riuscita sociale. Con la teoria liberal

capitalista con le logiche di mercato ciò che viene fuori è questo eccessivo individualismo per cui

se i soggetti vogliono emergere devono darsi da fare quindi non è la famiglia a determinare le sorti

dei singoli ma sono questi ultimi che fanno della famiglia lo strumento della riuscita sociale.

BORGHESE (DOMINANTE) si caratterizza per senso del risparmio oculata gestione familiare,

riduzione del numero dei figli, educazione più seguita ed affidata soprattutto alla madre rispetto alla

famiglia nobile che educava i propri figli con il baliatico (balia) anche però i rapporti con i coniugi

erano molto freddi distanti che si potevano notare anche a tavola poiché erano seduti molto lontani

dall’altro.

l’uno diventa, soprattutto agli inizi dell’industrializzazione mero ambito

OPERAIA (PREVALENTE) dell’industrializzazione la famiglia

della riproduzione della forza lavoro. Periodo 800 all’inizio

veniva reclutata tutta quanta ed andava a lavorare in fabbrica senza tutele di nessun genere. In

seguito i rapporti di lavoro individualizzati determinano una chiusura all’esterno privatismo e

Cioè quando all’inizio il

valorizzazione delle relazioni affettive coniugali e tra genitori e figli.

assorbiva totalmente tutti c’era anche poco spazio per coltivare la propria

mercato del lavoro

privacy per valorizzare i valori. Quando poi ognuno potè lavorare individualmente in fabbriche

diverse lontano anche dall’altro coniuge ci fu più un clima familiare più intimo teso alla

valorizzazione delle relazioni affettive coniugali e tra genitori e figli. E inoltre si venne a

determinare quella privacy che la chiudesse dall’esterno e la famiglia incominciava a diventare quel

nucleo che si isolava dalla parentela.

CONTEMPORANEA POST INDUSTRIALE qui il nucleo organizzativo è costituito dallo Stato

che regola i rapporti tra individui e società. Tutela i diritti di libertà e di autorealizzarsi. Qui

assistiamo ad un’ulteriore privatizzazione della famiglia ad un ulteriore chiusura rispetto all’esterno

in particolare assistiamo ad una pluralizzazione di stili di vita per cui le strutture familiari diventano

il frutto della contingenza anche della necessità storico politico sociale del momento o anche delle

scelte personali dei percorsi di vita individuali. (coppie di fatto convivenza ispirate da una scelta

Tant’ è vero che ai cicli di vita quelli standardizzati quelli costituiti dai cicli di

personale)

passaggio che hanno vissuto le nostre nonne oggi a cicli di passaggio si preferisce parlare di

percorsi i corsi di vita prima si cresceva in un paese si sposava il cosiddetto paesano vicino di casa

che rispondeva a regole sociali come la dote il contratto matrimoniale faceva si che la famiglia

potesse avere titolo nella scelta del patner dei propri figli sulla base molto spesso della

convenienza. Questo percorso era molto individuale si nasceva a Napoli si sposava a Napoli e si

moriva qui. Oggi non è più così. Perciò parliamo di corsi di vita anche Donati fa questa definizione

perché questa risponde di più alle contingenze attuali. Il fatto di non stabilire più a priori le nostre

scelte. In questa formazione la famglia ha subito un processo di de-istituzionalizzazione cioè

quando parliamo di istituzionalizzazione parliamo di un tipo di famiglia che è imprescindibile dal

questo però non ha portato al superamento della famiglia. Pesate negli anni 50 c’era in

matrimonio

Italia ma anche all’esterno un grosso dibattito sulla fine della famiglia sul fatto che la famiglia

stesse perdendo i suoi connotati le sue caratteristiche si parlava di crisi della famiglia. Donati e d

un’altra serie di sociologi di rilievo non credono al superamento della famiglia ma ritengono che la

in un’organizzazione che

famiglia si sia riorganizzata sia sul piano strutturale che relazionale

conferma la centralità e la funzione di riproduzione sociale culturale generazionale della famiglia di

fondamentale importanza per la sopravvivenza di ogni società. Cioè se venissero meno queste

funzioni verrebbe meno la centralità della famiglia ma questo fortunatamente al momento non è

ancora avvenuto e quindi la famiglia continua ad essere al centro di ogni società anche se con

strutture e relazioni diverse . GLI APPROCCI

Approcci anziché teorie

Si parla di approcci di modi di considerare di prospettive piuttosto di teorie universali e

generalizzate. L’abbiamo detto più volte il tema della famiglia è un tema molto complesso da non

poter essere spiegato con una grande teoria perciò parliamo di approcci. Ci sono molti studiosi che

sono dei teorici universali questo nella sociologia in generale e sono quelli che si considerano

superiori rispetto a quegli studiosi che trattano studiano il fenomeno sulla base di ricerche empiriche

cioè il teorico generale universale e c’è il teorico

di medio raggio. Ci sono due categorie di studiosi

studioso del particolare di colui che ritiene insomma che soltanto dal particolare dai dettagli si può

poi arrivare ad una teoria. C’è invece chi fa il discorso al contrario cioè il teorico universale. Alcuni

dei grandi schemi concettuali che vengono utilizzati per l’analisi della famiglia, sono derivati dalle

teorie sociologiche più generali (è per esempio il caso degli approcci marxista e funzionalista) altri

derivano invece da elaborazioni autonome nello specifico campo di studi familiare ( è questo il caso

dell’approccio dello sviluppo, interazionista e delle teorie dello scambio). L’approccio più

specifico autonomo ed esclusivo della famiglia ma anche per eccellenza è quello dello sviluppo.

Anche però quello interazionista e dello scambio. La stessa teoria dello scambio in realtà non si

parla di famglia ma di diade coniugale cioè di marito e moglie in particolare. Tranne che per chi

propende per l’universalità e l’immodificabilità sostanziale dell’identità e del ruolo della famiglia

nella vita degli uomini e nelle società (scuola istituzionale) ci si deve invece guardare dal pensare

che una grande teoria unificata possa spiegare il fenomeno famiglia. Per tale motivo

nell’esposizione che segue parleremo di approcci alla famiglia anziché di teorie dato che la famiglia

costituisce secondo alcuni uno dei fenomeno sociali meno afferrabili in base agli schemi (spesso

deterministici) che gli scienziati moderni vorrebbero sempre utilizzare ed applicare a tutte le realtà

Tenete presente l’universalità e l’immodificabilità dell’identità e del ruolo

socialmente osservabili.

della famiglia è invece alla base del pensiero degli istituzionalisti. Secondo questi la famglia in ogni

luogo e comunque è sempre praticamente la stessa per questo è universale ed immodificabile. Tutta

l’analisi della famiglia che abbiamo fatto per loro non è possibile.

------------ ISTITUZIONALE

LAFAMIGLIA GLI APPROCCI ------------ STRUTTURALFUNZIONALISTA

| ------------ DELLO SCAMBIO

| ------------ MARXISTA

------------ INTERAZIONISTA

| ------------ DELLO SVILUPPO

I RECENTI APPROCCI

|

COMUNICAZIONALI

NEOFUNZIONALISTI

APPROCCIO ISTITUZIONALE

L’approccio istituzionale fondande la sociologia della famiglia risulta purtroppo quasi inesistente

nell’ambito della riflessione dei sociologi della famiglia italiana. Scarsa influenza hanno sempre

Le Play nell’ambito accademico, sebbene un certo interesse verso gli stessi si sia

avuto gli studi di

avuto con la pubblicazione del saggio di Ulderico Bernardi, “ Famiglia e sviluppo sociale nelle

opere di F. Le Play”. Periodo storico 800 approccio principe quello che fonda la sociologia della

famiglia anche se si tratta per me di un approccio inesistente nella sociologia della famiglia italiana.

accreditato l’unica studiosa italiana

Approccio che farà riferimento a questo approccio è Nora

Federici demografa così come che i i principali studiosi che esemplificano questo tipo di approccio

sono Le Play e Murdok. LePlay in particolare è uno studioso che è stato messo da parte soprattutto

accademici e scientifici e soltanto alla fine degli anni 70 c’è stata una

negli ambienti parte

accademica che si è interessata ai suoi studi con Bernardi. La famiglia presa in considerazione da

Le Play è la famiglia ceppo (famille-suoche) (in realtà sono tre la famiglia ceppo la famiglia

nell’ambito storico sociale

patriarcale e la famiglia instabile ) in realtà dominante vale a dire quella

in cui convivono sotto lo stesso tetto tre o quattro generazioni (noi le abbiamo trattate a proposito

dell’housefull di Peter Laslett). Realtà oggi presente nelle ultime generazioni di coppie sposate,

in crescita quei modelli di convivenza che l’Istat

(risultano ha definito come modelli di autonomia

nella vicinanza). Ma qualcun altro ha parlato di cose simili La parentela a distanza il concetto è lo

stesso cioè si vuole dire che anche se la famiglia nucleare vive lontana dalla parentela non vuol dire

che non ha rapporti con la parentela non ha più rapporti di quella significatività tale di quando

viveva nell’ambito della famiglia estesa coi nonni in casa per esempio. Ritorna questo discorso

non assimilabili sicuramente al discorso dell’800 di Le Play questo sia chiaro.

nella famiglia ceppo

SUNTO DELL’APPROCCIO ISTITUZIONALE

Siamo nell’800 un’istituzione sociale

la famiglia viene considerata come cioè imprescindibile dal

matrimonio è quindi socialmente determinata pubblicamente sanzionata. Ha la caratteristica della

universalità e della immodificabilità sostanziale nel ruolo e nell’identità.

La famiglia fa fronte a compiti e funzioni:

 Riproduttive

 Affettive

 Protettive

 Socializzative

 Religiose

 Cooperazione economica

Per gli istituzionalisti:

La famiglia è un’istituzione base di ogni società (si riconferma la universalità

l’immodificabilità)

E noi abbiamo visto che questo non è possibile quando abbiamo analizzato il rapporto tra famiglia

e le diverse formazioni storico sociali abbiamo capito che così non è molto dipende dal nucleo

organizzativo politico sociale di un determinato periodo storico.

La famiglia è un sistema relativamente chiuso è il regno della privacy perché essa è

autosufficiente e autopoietica autonormativa capace di generare da se norme e valori. Sono concetti

che ritroveremo nei recenti approcci comunicazionali neofunzionalisti di Luhman ma li ritroveremo

nello struttural funzionalista di Parsons che inizialmente aderì agli istituzionalisti ma poi se ne

distacca.

La famiglia nucleare è il vero universale culturale presente in ogni tempo alla base di ogni società.

Studiosi che si esprimono secondo questo tipo di approccio:

Durkheim ( ci ricorda la legge di contrazione progressiva può essere considerato evoluzionista

perché vede le tappe successive come una conseguenza di quelle precedenti ma la sua legge può

essere considerata evoluzionistica perché la famiglia si restringe sul piano strutturale) legge di

contrazione progressiva la famiglia si restringe storicamente.

Le Play ad un dato regime (patrimoniale) corrisponde una specifica organizzazione familiare

Tipologie di forme di famiglia:

1. patriarcale

2. instabile

3. ceppo

La famiglia ceppo (famiglia estesa a dispetto di quella nucleare degli studi di Laslett) è quella presa

da Le Play come variabile ma ce ne sono anche altre. Instabile corrisponde a quella nucleare infatti

già chiamare una famiglia nucleare instabile è come dire senza riferimenti senza stabilità è una

famiglia di seconda mano rispetto a quella estesa ceppo che piaceva a Le Play. La famiglia

patriarcale con il pater famiglia che poteva decidere vita e morte dei membri della famiglia

successione del patrimonio per linea patrilineare. Differenza tra famiglia patriarcale romana e

germanica. prevale la famiglia nucleare, la famiglia segna nella sfera dell’umano il

Levi Strauss in ogni società Tabù dell’incesto

passaggio dalla natura alla cultura. Regola del dono scambio esogamia e la regola

che non è quella che vietava di far sposare la figlia o la sorella ma la regola di creare nuove

relazioni sociali.

Murdok la società non può fare a meno della famiglia individua tre tipi di organizzazione

familiare: nucleare poligama ed estesa secondo il principio di limitazione delle possibilità

esistono questi tre tipi forme di organizzazioni familiari.

considera la famiglia come un’organizzazione

Zimmerman che che non può essere posta al di fuori

di un processo di istituzionalizzazione sociale e così riconosce l’importanza dell’istituzione famiglia

così come avviene per tutti gli istituzionalisti.

l’unica italiana che riprende l’approccio istituzionale ma non è una sociologa ma

Nora Federici

una demografa, per lei la famiglia viene vista come sistema relazionale come un gruppo definito

con funzioni specifiche come sistema adempie alle funzioni coniugali e riproduttive. Anche qui

vediamo che la famiglia viene ridotta a mera riproduzione sociale e ciò non è possibile.

all’approccio istituzionale:

Rilievi critici

1. per gli istituzionalisti la famiglia sia sostanzialmente immodificabile, che sia praticamente

universale e culturale presente alla base di ogni società . Si critica l’idea di una famiglia

storicamente determinata che abbiamo visto non esiste sempre.

2. riferimento alle società primitive e forse per questo gli istituzionalisti parlavano di famiglia

storicamente determinata forse pensavano alle società e culture primitive .

3. sottovalutazione dei fenomeni disintegrativi nella famiglia della società industriale e post

industriale ed è questo un concetto collegato alla questione della determinazione storica

della famiglia per gli istituzionalisti. Cioè quando loro dicono che la famiglia è alla base di

ogni società che è un universo culturale e sociale valido per ogni società non tengono

presente i cambiamenti che si sono avuti nella società . Non tengono presente che i nuclei

organizzativi istituzionali sono cambiati e che hanno dato luogo hanno fatto emergere altre

esigenze e contingenze.

4. troppa enfatizzazione della stabilità familiare

5. scarso interesse per gli aspetti relazionali

6. manca una riflessione una considerazione sui diversi modi di intendere il termine

“istituzione”. Quando si parla di istituzione famigliare per gli istituzionalisti imprescindibile

è il matrimonio. Istituzione è intesa come famiglia socialmente determinata e pubblicamente

un’aspetto che riguarda lo Stato e la società non i singoli in

sanzionata. Quindi la famiglia è

quanto tali. APPROCCIO MARXISTA O STORICO MARXISTA

Tipo di approccio che ha importanza più storica che teorica e rientra nella teoria generale del

marxismo. Marx non si è mai occupato di famiglia se qualcosa ci è arrivato è grazie ad Engels

che ha raccolto i suoi appunti. Egli afferma che la famiglia monogamica occidentale sarebbe

nata con la proprietà privata ed è questo in linea con gli ideale del marxismo. Sotto certi aspetti

però può essere considerato non lui ma Engels che aveva scritto questi appunti una sorta di

evoluzionista perché si ipotizza che all’inizio c’era la promiscuità orda barbarica primitiva

assenza della famiglia poi appare il tabù dell’incesto alle proibizioni sessuali che danno vita alla

famiglia consanguinea e la famiglia punalua secondo lo schema evolutivo di Morgan soltanto

dopo poi succede la famiglia di coppia anche se nello schema evoluzionistico di Morgan dopo la

famiglia punalua troviamo la sindasmiana. Poi ancora un restringimento storico produce la

famiglia monogamica. Che cosa voleva dimostrare? Che la famiglia è un prodotto storico: come

è nata così può scomparire. La famiglia per Marx era sovrastruttura e che cosa doveva

scomparire la proprietà privata e quindi la famiglia veniva considerata da Marx ed Engels una

sovrastruttura come il luogo dove si consumavano le ingiustizie che riproducevano le ingiustizie

di classe. Quindi come finirà la proprietà privata ed il capitalismo come prodotto storico allo

stesso modo la famiglia come è nata così può scomparire. Infine ritiene che la famiglia stabilisce

diverse forme di solidarietà interna sulla base di diversi tipi di divisione sociale del lavoro.

All’interno della famiglia ognuno ha un diverso tipo di funzione di divisione del lavoro ad

ognuno spetta un determinato compito e su questa base la famiglia stabilisce i tipi di solidarietà.

Ma ad ogni modo il nocciolo duro dell’approccio storico marxista sta proprio in questo la

famiglia viene considerata come una sovrastruttura all’interno della quale si ripercuotono le

ingiustizie sociali della lotta di classe dunque come è nata così scomparirà. Marx afferma che la

famiglia occidentale monogamica sarebbe nata con la proprietà privata, quindi venendo meno

scomparendo la proprietà privata scompare anche la famiglia.

La famiglia per l’approccio marxista :

1. riflette in se il modo della produzione dominante (capitalistico) che si afferma in una

certa società.

2. sovrastruttura rispetto alla struttura base della società .

è assunta come “modo di produzione“. Praticamente come la proprietà privata ecco

3. perché come è nata così deve scomparire. Perché essendo il frutto della proprietà privata

come questa scomparirà allo stesso modo verrà meno anch’essa.

4. si caratterizza per una lettura economicistica della realtà familiare. Se Marx ha detto

tramite Engels che la famiglia riflette in se il modo di produzione economica dominante

per questo essa ha una chiave di lettura economicistica.

5. si caratterizza diversamente da quanto abbiamo detto per Strass si caratterizza per

un’opposizione tra natura e cultura. Strass l’aveva esclusa, la famiglia non è un po’ di

elementi della natura ed un po’ di elementi della cultura ne una combinazione aveva

detto Strass delle due cose ma il passaggio dalla natura alla cultura.

L’approccio marxista è utilizzato dalla scuola di Francoforte scuola per la ricerca sociale,

che cosa accomuna all’approccio

nasce negli anni 20 marxista e cosa no. Intanto vediamo

chi ne ha fatto parte Adorno Horkeimer sono molto importanti ma molto diversi tra di loro

Non necessariamente sociologi ma filosofi storici antropologi psicologi che si approcciano

alla famiglia dall’approccio marxista ma poi se ne distanziano e che guardano alla famiglia non

come un prodotto storico ma come un prodotto culturale.

RILIEVI CRITICI

L’approccio storico marxista :

1. Non comprende che la famiglia è un fenomeno sociale sui generis ed è una relazione

sociale irriducibile.

l’errore dicono i critici sta nel considerare la famiglia come istituzione puramente storica

2. funzionale alla società in cui si iscrive

3. al contrario la famiglia è dialogo tra natura e cultura come sostiene invece Levi Strass.

Una critica importante è questa: la famiglia diversamente da quanto pensano gli storici marxisti non

scompare e quindi non viene abolita con la proprietà privata con il capitalismo anzi sappiamo bene

che la famiglia ancora esiste oggi come cellula fondamentale della società ci sono state delle

trasformazioni quelle stesse che oggi vedono non solo la famiglia nucleare che si caratterizza per il

vincolo giuridico del matrimonio ma abbiamo tutta una serie di costellazioni familiari sono tutte

progettualità familiari che piacciano o meno ma comunque ci sono una madre ed un padre, ci sono i

figli c’è comunque un progetto di vita che continuerà e quindi non scomparirà.

Un’ altra critica la società non può reggersi solo sull’amore sessuale individuale

in primo luogo

ed era a questo che pensavano i marxisti: ENGELS E Marx quando sostenevano che la famiglia

sarebbe scomparsa si diceva allora cosa ci sarà quale sarà il sostituto della famiglia questo è quello

solo sull’amore sessuale individuale

che predicava cioè una società retta che si potesse reggere

ognuno poteva sperimentare individualmente le proprie relazioni. In secondo luogo (è sempre una

critica agli storici marxisti) anche quando lo stato si impegna a risolvere i problemi economici e

assistenziali cioè anche quando esiste un Welfare= stato sociale uno stato del benessere che si

prende cura dei cittadini e degli individui ad ogni modo non sembra esserci altro gruppo primario

che possa essere per l’individuo garanzia contro l’anomia sociale la famiglia composta da maschio

donna e dai propri figli è la garanzia che sarà un contenitore di valori da trasmettere alle nuove

generazioni e quindi una garanzia contro l’anomia sociale contro la mancanza praticamente di

l’amore la passione le indagini

regole. Benché la cultura moderna contemporanea enfatizza

empiriche (le ricerche) evidenziano le motivazioni che corrispondono a donazioni di senso che sono

alla base della formazione della coppia. Questo per dire che nonostante gli individualismi di questa

questa società enfatizzi l’amore individuale l’amore come passione la possibilità

società nonostante

di poter sperimentare una serie di relazioni ad ogni modo le ricerche invece ci danno l’idea della

società contemporanea ci mostrano un altro aspetto non quello individualistico economicistico che

pure esiste ci mostrano invece che le scelte le relazioni le passioni tra soggetti sono caratterizzate da

donazioni di senso quindi non solo scelta razionale ma anche scelta del cuore e dell’anima.

Un altro aspetto critico è che la teoria storico marxista non spiega il perché del persistere della

divisione del lavoro intrafamiliare, Marx diceva che la famiglia riproduce le disuguaglianze sociali

della società e che il lavoro intrafamiliare soprattutto quello della donna era particolarmente

bistrattato la donna era praticamente sottomessa e non solo era anche sfruttata però i marxisti non ci

spiegano perché questa divisione continua a persistere anche se oggi si è trasformata ma continua a

persistere ruolo strumentale al maschio ruolo espressivo alla donna, certo oggi molto è cambiato

perché il ruolo strumentale cioè quello di portare di reperire all’esterno le risorse economiche non è

solo appannaggio del maschio ma anche della donna così come il ruolo espressivo non è solo

delle mamma e delle donne tuttavia c’è ancora questa divisione che credo sia

appannaggio

importante per mantenere l’ordine sociale per mantenere l’ordine familiare e dunque l’ordine

sociale che il proprio compagno il proprio marito aiuti in casa nella gestione della famiglia è

sicuramente un fatto positivo è un atto di stima nei confronti della propria compagna e dei propri

figli significa essere consapevoli della difficoltà che noi donne incontriamo fuori e dentro casa

significa alto senso di collaborazione ma la divisione dei ruoli intrafamiliari e dunque anche del

lavoro familiare è fondamentale per stabilire che ciascuno ha il proprio posto e compito all’interno

della famiglia e poi dunque nella società comunque la divisione non netta come era nella gerarchia

familiare Parsonsiana un minimo di distinzione di ruoli è fondamentale proprio per il

riconoscimento per l’identità personale.

Un’altra critica la famiglia ha un suo codice simbolico non può essere subordinata a codici

sull’approccio dello scambio della

economici politici e questo ci rimanda al modello di Scanzoni

teoria nord americana quindi mentre la famiglia nell’ambito della teoria storico marxista era

subordinata alla politica e dunque sarebbe poi scomparsa di famiglia non se ne potrebbe più parlare

invece nelle teorie di Scanzoni e in quelle nord americane il successo la riuscita della famiglia

veniva spiegato sulla base di una variabile prettamente economicistica ed utilitaristica il matrimonio

veniva visto come un affare ma questo noi non possiamo dirlo la vita familiare non è un affare

almeno per i più non è ne un fatto politico di per sé solo politico economico ma è simbolico e

culturale cioè vengono in rilievo una serie di elementi una serie di variabili che devono essere

presenti all’interno di un progetto di vita salvo poi a verificare il fallimento di questo perché se io

mi sposo con una persona semplicemente per motivi economici non so fino a che punto il

matrimonio durerà certamente l’aspetto economico è importante ma deve esserci qualcosa di più

deve esserci una donazione di se stessi deve esserci un sentimento puro rispetto e consapevolezza di

credere in un progetto di vita con tutte le difficoltà che questo comporta sia quando si è in coppia

ma anche quando ci sono i figli. Certe regole servono a formare il futuro cittadino.

QUINTA LEZIONE

perché approcci e non teorie.L’approccio fondante la sociologia è l’approccio

Domanda chiave:

istituzionale, quello più antico perché si fonda nel XIX secolo siamo quindi nel 1800: domanda: chi

sono i due autori principali che esemplificano questo tipo di approccio? Le Play Murdok poi ci

Qual è il principio chiave dell’istituzionalismo come considera la

sono Strass e Zimmerman .

Come un’istituzione sociale sanzionata pubblicamente universale e modificabile;

famiglia?

abbiamo visto che c’è uno studioso che è evoluzionista per certi versi ma fondamentalmente è

un’istituzionalista? Durkeim, è istituzionalista perché considera la famiglia come un’istituzione

socialmente determinata ed è un’evoluzionista perché vede la famiglia come frutto di un

cambiamento precedente, questa trasformazione cambiamento da società semplici a società

Oltre all’approccio istituzionale poi siamo passati a

complesse (società organica e inorganica).

quello storico marxista un approccio che ha una importanza più storica che teorica, Marx non si è

occupato di famiglia ma è Engel che prende i suoi appunti; come considerano i marxisti la

famiglia? Una sovrastruttura della società la famiglia è frutto del capitalismo è il frutto della

proprietà privata e siccome la proprietà privata ed il capitalismo sono destinati a scomparire anche

All’interno della famiglia viene riprodotta la lotta di classe in

la famiglia dovrà scomparire.

particolare è la donna che viene subordinata al marito, addirittura per quanto riguarda la questione

lavorativa Marx e Engel dicono che la donna lavora all’interno della famiglia senza essere

retribuita, viene sfruttata dal padrone che sarebbe il marito. E’ la variabile economica quella che

viene presa in considerazione dagli storici, questo carattere economicistico molto spicciolo;

abbiamo detto poi che c’è una scuola che si chiama Scuola di Francoforte che nasce a Francoforte

negli anni 20 in particolare nel 1923 che prende spunto dall’approccio storico marxista ma poi se ne

distacca di questo istituto fanno parte una serie di studiosi vari filosofi psicologi sociologi tra cui

Durkeim Adorno i quali ritengono che la famiglia non sia un prodotto storico come dicono i

marxisti che com’è nata così deve scomparire come la proprietà privata, questi studiosi invece

dicono la famiglia viene valorizzata come prodotto culturale, questo vuol dire che per i

francofortesi la famiglia viene presa in considerazione sia come elemento importante per la

socializzazione e l’educazione dei figli sia sul versante del mantenimento dell’ordine culturale=

cioè questi studiosi dicono che la famiglia è importante come riferimento educativo per le future

generazioni per i figli allo stesso tempo questo riferimento cioè il fatto che i ragazzi vengono

questo serve a mantenere l’ordine sociale e culturale, non

educati nella famiglia in un certo modo

solo poi ci sono anche i lati affettivi psicologici cioè ci sono altri lati che vengono presi in

considerazione dalla scuola di Francoforte e che rientrano nel prodotto culturale di cui vi dicevo,

qual è la differenza fra l’approccio storico-marxista

per cui quando vi chiedo e la scuola di

Francoforte ? fondamentalmente la risposta è questa: gli storici marxisti ritenevano che la famiglia


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Questi appunti di sociologia della famiglia contengono le trascrizioni delle lezioni del prof. D'Alessandro.
Negli appunti gli argomenti di sociologia della famiglia trattati sono i seguenti:
approccio evoluzionista del mutamento della famiglia
critiche all'approccio evoluzionista
formazioni storico sociali della famiglia
approccio istituzionale, strutturalfunzionalista, dello scambio,marxista, interazionista.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof D'Alessandro Lucio.

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