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La sociologia della famiglia si è occupata dello studio delle strutture e delle funzione

della famiglia a partire dal problema della nuclearizzazione della famiglia.

Nuclearizzazione Della Famiglia

La sociologia della famiglia e nata quando si è verificato il passaggio da società

semplica a società complessa,da estensione della famiglia tradizionale a

nuclearizzazione della famiglia moderne,dalla famiglia estesa e quella nucleare con

cui la famiglia si modifica sia nella struttura che nelle funzioni.

A livello di struttura definita dal tipo di legame tra i membri di una convivenza la

famiglia da estesa (costituita da padre,madre,figlie e altri parenti) si trasforma in

nucleare(composta da una coppia adulta coniugata e i figli non emancipati).

A livello di funzioni la famiglia da polifunzionale si depotenzia in molte delle sue

funzioni che vengono svolte da altre agenzie ad essa esterne come

scuola,chiesa,massmedia per l’aumento della divisione sociale del lavoro con relativo

processo di specializzazione funzionale dei sottoinsiemi che compongono il sistema

sociale.

Mutamento della famiglia in chiave evoluzionistica

La tesi dell’esistenza di un processo di progressiva semplificazione delle strutture

familiari deriva dalla teoria evoluzionistica dei pensatori dell’800 che condiziona

anche le riflessioni dei sociologi del nostro tempo determinando una continuità che

lega idealmente Durkeim(che formulò la legge della contrazione progressiva della

famiglia) a Parsons(che ha sintetizzato i processi di trasformazione delle strutture

familiari in termini di nuclearizzazione e di specializzazione funzionale).

La teoria evoluzionistica di Durkeim tenta di individuare una legge del mutamento

sociale secondo cui i diversi stadi della storia umana hanno diverse forme di famiglia

di cui la famiglia monogamica,considerata forma familiare per eccellenza,è stata

l’ultima tappa di tale evoluzione.

Secondo la legge della contrazione progressiva della famiglia di Durkeim la

famiglia coniugale monogamica è il punto di arrivo di un evoluzione nel corso della

quale la famiglia si contrae quanto più si amplia il contesto sociale con il quale

l’individuo è in una relazione immediata.

Parsons maggior esponente dell’approccio struttural-funzionalista ,seguendo il

pensiero di Durkeim, ha evidenziato le linee organiche evolutive della famiglia

moderna che nella società industriale e complessa diventa a livello strutturale sempre

+ nucleare(composta da genitori e figli non emancipati) ,isolata dalla parentela adatta

a trasmetterle tutto il sistema dei valori della società,e a livello funzionale sempre

3

+depotenziata consenvando un numero limitato di funzioni come quelle di

socializzazione e di latenza dalle quali comunque la società dipende.

Di qui l’importanza e la centalità che famiglia continua ad avere nella società

moderna in quanto nuclearizzazione strutturale e depotenziamento funzionale non

sono sinonimi di perdita della centralità della famiglia nella società.

Morgan, per il quale la famiglia evolve insieme alla società, in “la società

antica”individua 2 stadi della storia dell’umanità, quello selvaggio e quello delle

barbarie che va verso la la civiltà, che suddivide ancora in tre stadi

(inferiore,intermedio e superiore per un totale di 6 periodi della storia dell’umanità

che hanno conosciuto ognuno una forma di famiglia diversa:

1) stadio inferiore selvaggio rapporti sessuali promiscui in cui famiglia non

esisteva 2) intermedio famiglia consanguinea, in cui il matrimonio avveniva

tra fratelli e sorelle.

3) superiore famiglia punalua, in cui vigeva il divieto di matrimonio tra

fratelli e sorelle.

4) stadio inferiore della Barbarie famiglia sindiasmiana, nella quale le coppie

nascevano e si scioglievano

5) intermedio famiglia patriarcale, in cui l'autorità suprema spettava al capo

di sesso maschile.

6) superiore famiglia monogamica, basata sull'uguaglianza tra maschio e

femmina, che si va evolvendo verso la civiltà in cui si è formata la famiglia

nucleare.

Anche Engels ,riprendendo le ipotesi di Morgan , individua tre epoche principali

nella storia dell’uomo formatosi con il succedersi delle diverse forme di economia, da

quella dei cacciatori e raccoglitori a quella dell'industrializzazione moderna.:stato

selvaggio,le barbarie divisi agnuno in 3 stadi e la civiltà venendo a formare in tutto 7

periodi in cui si hanno 7 forme di famiglia:

1) stato selvaggio a) inferiore in cui l’uomo si nutriva dei prodotti della

terra( frutta e radici)(promiscuità sessuale)

b) intermedio uomo ha introdotto il pesce nell’alimentazione ed ha

cominciato ad usare il fuoco (famiglia consanguinea)

c) superiore in cui l’uomo ha inventato arco e freccia e

comincia a cacciare( famiglia punalua)

2) stadio della Barbarie a)inferiore in cui l’uomo ha introdotto la

ceramica(Famiglia di coppia) b) intermedio uomo si dedica allallevamento e

all’agricoltura( famiglia patriarcale)

c) superiore uomo perfeziona gli utensili si dedica a

fusione del ferro,alla scrittura, e appaiono prime forme di

tecnologia. (famiglia monogamica)

3)civiltà industrializzazione e modernizzazione(famiglia nucleare) 4

In Engels la famiglia di coppia corrisponde a quella sindiasmiana di Morgan e per

Engels come per Morgan mentre l’introduzione del tabù dell’incesto (proibizione

dei rapporti sessuali tra familiari fino al 4° gradodi parentela) determina nascita

della famiglia punalua, la nascita della proprietà privata che fa avvertire all’ uomo

l’esigenza di s legarsi in modo esclusivo ad una donna per avere un discendente a

cui dare il proprio patrimonio determinala formazione della famiglia monogamica .

Limiti della teoria evoluzionistica sui cambiamenti della famiglia e messa in

discussione del concetto di nuclearizzazione

All’approccio evoluzionistico unilaterale ai mutamenti progressivi della famiglia

dalla forma estesa a quella nucleare sono posti dei limiti

dall’antropologia,dall’etnologia,dalla sociologia,dalla storia e dalla demografia.

Antropologia Ed Etnologia

Antropologia e Etnologia non accettano l’ipotesi evoluzionistica secondo cui siano

esistite nell’infanzia dell’umanità famiglie che vivevano in promiscuità sessuale

illimitata e ammettono che la nascita delle prime forme familiari si sia avuta con

l’introduzione del tabù dell’incesto (proibizioni sessuali tra consanguigni)

Il tabù dell’incesto , grazie al quale si compie il passaggio dalla natura alla

cultura , non è tanto la regola che vieta di sposare i parenti ma è la regola che

obbliga a dare ad altri i propri familiari ,che consente di creare scambi tra gli

uomini e sistemi di alleanze al di fuori della parentela.

Inoltre tali di discipline mettono in discussione la precedenza della discendenza

matriarcale rispetto a quella patriarcale.

Engels sosteneva la tesi secodo la quale

-All’inizio Per l’esistenza nell’infanzia dell’umanità di un’illimitata promiscuità

sessuale era incerta la paternità e la discendenza era calcolata solo per linea

femminile .

-Dopo La nascita della proprietà privata, che induce l’uomo a volersi lega in modo

esclusivo alla donna per avere una discendenza sicura a cui dare il proprio

patrimonio ,porta alla nascita della famiglia monogamica e a colcolare la

discendenza per linea maschile.

Per Antropologia e Etnologia il matriarcato così come la promiscuità sessuale

illimitata non sono tappe obbligatorie dell’evoluzione così come la proprietà privata

non sempre è legata alla nascita della famiglia monogamica.

La famiglia monogamica può essere +presente in società in cui i beni sono cumuni

che in società dove esiste la proprietà privata e individuale dei beni. 5

Sociologia

La sociologia polemizza la tesi secondo cui il processo evolutivo della famiglia sia

terminato con la formazione nella società moderna della famiglia nucleare isolata

dalla parentela.

Per Renè Konig l’evoluzione della famiglia non è unilineare ma è il risultato di una

sorta di convergenza tra le classi sociali dominanti e le classi sociali lavoratrici ed

operai:egli individua uno stretto legame tra forme familiari e classi sociali di

appartenenza e contrappone alla forma familiare estesa tipica della classi sociali

dominanti la forma familiare nucleare tipica delle classi sociali inferiori entrambe

esistenti dello stesso periodo storico.

Inoltre Litwak mette in discussione la tesi di Parson secondo cui nuclearizzazione

della famiglia significhi isolamento dalla parentela e rottura dei legami parentali e

contrappone al concetto di famiglia nucleare il concetto di famiglia “estesa

modificata” riferita ad una forma di parentela a distanza nel senso che il nucleo

familiare isolato continua a mantenere legami di scambi,di sostegno materiale con i

membri appartenenti alla famiglia d’origine anche se non c’è coabitazione.

Storia e demografia

Storia

Bloch dimostrò che la storia della famiglia non evolve in modo unilaterale ma

secondo un movimento ciclico di dilatazione e di contrazione.Quindi la famiglia

coniugale monogamica non costituisce l’ultimo anello di una catena ma rappresenta

fasi di un mutamento ciclico e come tale la si ritrova sia prima che durante

l’industrializzazione e la modernizzazione.

La Famiglia coniugale monogamica viene prima costituita nella Gallia poi con

l’inizio delle invasioni barbariche e con la conseguente incapacità del potere

centrale di proteggere il gruppo familiare dagli invasori subisce un forte declino e

si formano gruppi familiari estesi.

In seguito quando le invasioni barbariche diventano + rare e lo Stato centrale

incomincia una lenta opera di rafforzamento e accentramento privando la struttura

familiare della sua autonomia e dei suoi privilegi viene a costituirsi di nuovo la

Famiglia coniugale monogamica ed infine nel Medioevo lotte politiche,debolezza

dell’autorità del principe provocano nuove solidarietà umane e la formazione di

nuovi gruppi sociali come

- “i clan familiari”cioè un insieme di individui che si appellano ad un unico

antenato costituendo una comunità di sangue 6

-“ i Frerechef”unioni tra fratelli e persone estranee che vivevano e lavoravano

insieme.

Demografia

Il contributo + rilevante nella ricerca riscrivere demografica sulla famiglia proviene

da Laslett e dal gruppo di lavoro di Cambridge .

Laslett opera una distinzione tra

-famiglia riferita all’ intero sistema familiare, costituito da tutti soggetti legati da

repporti di consanguineità ed affinità che vivono o non sotto lo stesso tetto e all’

unità coniugale costituita da coppia sposata con o senza figli

-aggregato Domentico definito in termini di unità coresidenziale (dormire insieme

sotto lo stesso tetto ) e in termini di consumo (consumare insieme almeno un pasto

principale al giorno)

- houseful inteso come insieme di individui che risiedono in un edificio o in un

insieme definito di locali costituendo un unico aggregato domestico o + aggregati

domestici.

Laslett assumendo come unità di analisi l’aggregato domentico propone i seguenti

tipi:

1) Solitari :aggregati domestici uni personali(vedovi,single)

2) Aggregati domestici “senza struttura”, cioè coresidenti tra cui non si può

individuare una unità coniugale(fratelli e sorelle, altri parenti coresidenti,coresidenti

senza vincoli diconsanguinaità).

3) Aggregati domestici “semplici”, composti solo da una unità familiare

coniugale( coppia sposata con o senza figli,;vedovi o vedove con figli).

4)Aggregati domestici “estesi” cioè composti da almeno un’unità familiare

coniugale con parenti ascendenti (1 genitore), discendenti (nipoti), collaterali

(sorella,fratello..);

5) Aggregati domestici “multipli” composti da 2 o più unità familiari coniugali

ascendente(coppia di genitori sposati);discendente(figli con rispettivi

coniugi);collaterali(fratello o serella con relativo coniuge); Frerechef (aggregati con

unità secondarie collaterali come fratelli / sorelle con relativi coniugi)

6) Aggregati domestici indeterminati in cui i legami di parentela sono poco chiari.

Laslett rovescia la tesi del processo di contrazione familiare ,smentisce la linearità

del processo di sviluppo delle forme familiari ed il rapporto di dipendenza tra

formazioni socio-economiche e strutture familiari in quanto i dati rilevati da un’

indagine effettuata sulle comunita’ inglesi dal suo gruppo di lavoro di Cambridge

confermano che la forma familiare + diffusa in Inghilterra già prima

dell’industrializzazione non era la famiglia-ceppo ma quella nucleare. 7

A Laslett ed al suo gruppo sono state mosse alcune critiche per

-la classificazione di tipo geografico delle diverse forme familiari poiché all'interno

della stessa area possono essere individuati modelli diversi di famiglia.

-Nell’aver limitato le sue indagini all’aspetto strutturale della famiglia considerata

come aggregato domestico nel senso fisico senza prendere in considerazione le

relazioni familiari.

A tal proposito in alternativa all’approccio demografico di Laslett incentrato sul

concetto di aggregato domestico Aries Shorter e Stone ricorrono all’ “approccio

dei sentimanti” con cui affrontano il problema della nuclearizzazione della famiglia

non a livello strutturale ma a livello culturale analizzando il significato che “il

costituire una famiglia” assume per l’uomo e dando + rilevanza alle relazioni

familiari che hanno assunto carattere di affettivita’ e della privacy.

Opera di quasti teorici del sentimento è stata quella di aver dimostrato

l’impossibilità di effettuare una sovrapposizione tra strutture familiari e relazioni

familiari:an identiche strutture possono corrispondere relazioni diverse e identiche

relazioni possono essere presenti in strutture familiari differenti.Elemento questo

che riconferma i limiti di un approccio evoluzionistico unilineare ai mutamenti della

famiglia e che mette in discussione il concetto di “strutturea nucleare”.

Dalla famiglia –clan alla famiglia nucleare:difficoltà di individuare un unico

percorso

Dai diversi contributi sul problema della formazione della famiglia nucleare si è

rilevato che:

 Sin dal medioevo c’è stata una conpresenza spazio-temporale di diverse

forma familiari(necleari,estese,multiple).

 L’industrializzazione non ha creato ma ha diffuso la famiglia nucleare per

classi sociali con alre formefamiliari.

La formazione delle diverse tipologie di famiglie è influenzata da molteplici

fattori:modalità di trasmissione della proprietà,rapporti con mercato del lavoro,classe

sociale di appartenenza,tipo di insediamento abitativo,tasso di feconditò.

Il passaggio da una forma familiare ad un’altra non è netto ma graduale ed in

 ogni formazione sociale anche se caratterizzata dalla compresenza di + forme

familiari si trovano alcune dominanti e prevalenti.

La struttura familiare non è solo un contenitore che riunisce più soggeti casualmente

ma è + propriamente una struttura relazionale al cui interno i soggetti interagiscono in

base al sesso ed all’età. 8

A partire dal Medioevo sono esistite diverse forme relazionale a seconda della

formazione storico sociale di appartenenza

1)nelle formazioni storico sociali preculturali dove l’organizzazione della famiglia

avveniva in base al sesso e all’età, il nucleo istituzionale era il sistema di parentela

che poteva essere sia la forma di tribù che di Famiglia-clan ossia un insieme di

individui che si appellavano ad un mitico antenato formando una comunità di sangue.

2) nelle formazioni storico sociali tradizionali in cui l’organizzazione della famiglia

avveniva in base al possesso del potere , al possesso della proprietà e alla classe

sociale di appartenenza ,al livello + dove vi è la nobiltà prevale la famiglia estesa

mentre Negli altri strati sociali in cui c’è divisione dei lavori e in cui la donna è in

posizione subalterna rispetto all’uomo ed i figli sono sottoposti all’autorità del

capofamiglia, pevale la famiglia patriarcale,struttara familiare al cui interno il

maschio decide le modalità attraverso cui la famiglia deve organizzatsi al suo interno

e deve rapportarsi con l’esterno.

3) nelle formazioni storico sociali liberal-capitalistiche in cui l’organizzazione

della famiglia avveniva in base al fattore economico,alla capacità di accumulazione e

di controllo della ricchezza,il capitale,comincia un processo di individualizzazione

che porta alla formazione della famiglia monogamica

4) nelle formazioni storico sociali post-industriali contemporanee in cui la Stato

regola i rapporti tra individuo e società e il mercato insieme allo Stato diventano i

principali distributori delle risorse , l’organizzazione della famiglia avviene in base

al rapporto che individui hanno con il mercato del lavoro e in base all’età dando

origine a famigla nucleare in cui l’età dei suoi componenti è determinante per

inserimento nel mercato del lavoro.

Cap 3

Analisi della famiglia:i principali approcci

Negli anni Cinquanta si è verificato un grande sviluppo in sociologia di approcci

sociologici allo studio della famiglia che evidenziano strutture e funzioni che ha

avuto la famiglia nel passaggio dallo stato di natura a quello di cultura (Strauss) e

che è andata sempre di + individualizzandosi e specializzandosi a causa del processo

di differenziazione sociale che l’ha investita.

La sociologia ha distinto differenti approcci: 9

-classici :istituzionale, struttural-funzionalista, dello scambio,marxista,interazionista

e dello sviluppo.

-recenti:sistematico-comunicazionale,neo-funzionalista

Va sottolineato, inoltre, che tali approcci non sono contrapposti ma complementari

tra di loro , e di fatto molto spesso li troviamo combinati tra loro.

 l'approccio istituzionale

L'approccio Istituzionale è caratterizzato dal modo di considerare la famiglia

come

“istituzione sociale storica ”, cioè come un gruppo sociale in cui il

 comportamento dei suoi membri risponde a bisogni naturali e per il quale la

società stabilisce precise regole e pratiche comportamentali con le relative

sanzioni positive e negative attraverso le quali controlla il sistema valori culturali

centrali nella civilizzazione umana.

“cellula della società”, quindi come una micro-società che riproduce le

 fondamenta della macro-società (aspetto molto criticato ).

come entità che si è sviluppata con l’evoluzione della specie umana.

 un organismo culturale vivente che si evolve adattandosi ai cambiamenti

dell’ambiente che la circonda e che ha carattere multifunzionale cioè che non ha

funzioni limitate ma che deve svolgere una serie di compiti, come quelli affettivi o

di socializzazione .

LePlay ,attraverso l’analisi dei legami tra le istituzioni sociali e le strutture presenti

nella società, dimostra che ad un dato regime di proprietà corrisponde una

specifica organizzazione familare ed individua:

Famiglia patriarcale

- (estesa)legata alla proprietà collettiva indivisibile

famiglia instabile

- (nucleare)legata alla proprietà individuale divisibile al

momento della successione

Famiglia ceppo

- (polinucleare)legata alla proprietà familiare con successione

libera

X Durkheim: legge di contrazione progressiva: più si ampia la società più la

famiglia si restringe.

Levi Strauss in una società prevale la famiglia nucleare. La famiglia segna una

sfera dell’umano, il pssaggio dalla natura alla cultura.

Per Murdock la famiglia nucleare è unità separata dal resto della comunità della

quale la società non pùò fare a meno ed in cui padre ,madre e figlio svolgono 4

funzioni principali:sessuale,economica,educativa e riproduttiva senza le quali la

società si estinguerebbe. 10

Nora Federici famiglia vista cm sistema relazionale, gruppo definito con funzioni

specifiche che adempie alle funzioni coniugali e riproduttive.

x Zimmermann la famiglia è un’organizzazione stabile per lunghi periodi di tempo

e può cambiare solo con rivoluzioni sociali che potrebbero modificarne solo gli

aspetti superficiali ossia la struttura ma non quelli profondi ed intimi ossia le

funzioni.

Rilievi critici

le critiche si riferiscono ai seguenti caratteri di questo questo approccio:

la famiglia non può essere intesa come cellula della società in senso fisico e

come istituzione primaria con carattere multifunzionale ossia che assolve le funzioni

di sussistenza,di controllo e di riproduzione sociale in una società contemporanea

così complessa e specializzata.

la famiglia non può essere considerata come istituzione autonoma dalla società

in cui si trova perché la sua struttura e le sue funzioni invece cambiano insieme ai

bisogni,alle aspirazioni,ai valori sociali infatti per comprendere le caratteristiche

della struttura e della funzione della famiglia occorre contestualizzarle.

Non occorre Soffermarsi all’aspetto istituzionale della famiglia sottovalutando

l’aspetto relazionale interno(sentimento,motivazione,)che connota la famiglia come

gruppo sociale di un mondo vitale:la famiglia deve restare un’istituzione che xò

deve stringere un rapporto di scambio con le altre istituzioni della società.

 L' approccio struttural-funzionalista

L’approccio struttural-funzionalista Si differenzia dall’istituzionale perché

considera

- la famiglia non come “istituzione”(cioè una sorta di microsocietà) ma

come”sistema sociale” (struttura di status-ruoli con funzioni specializzate) ossia

sottosistema specializzato che deve connettersi funzionalmente a tutti gli altri

sistemi presenti nella società.

- il comportamento familiare(rete di relazioni) non come manifestazione di certi

bisogni naturali ma come risposta alle diverse normative che stabiliscono le

posizioni che i vari membri devono occupare nel sistema dei ruoli familiari

questo approccio è caratterizzato da un :

 visione olistica della famiglia secondo cui lo struttural-funzionalismo non

attribuisce la divisione sessuali dei ruoli tra i membri della famiglia alla natura ma

11

alla dinamica della divisione del lavoro perseguita per giungere ad una

gratificazione e ad una soddisfazione reciproca dei partecipanti

 visione ipersocializzata della famigla secondo cui la divisione dei ruoli non è

una esigenza solo interna alla famiglia ma anche esterna per adattarsi ai valori

e alle dinamiche funzionali che dominano nella società.E’ la società che mette

l’uomo e la donna nelle condizioni di svolgere determinati ruoli complementari

nella famiglia.

Sono necessarie una serie di condizione che la rendano la famiglia funzionale alla

società.

La prima condizione essenziale è la presenza di un comune sistema normativo

e di valori , che definisca i fini della famiglia e la colleghi con altri sotto-sistemi

sociali in modo da favorire un buon funzionamento al sistema societario.

Per Bell e Vogel deve esserci un legame di interscambio tra famiglia nucleare e

sotto sistemi sociali in quanto la famiglia è subordinata rispetto agli altri

sottosistemi.

Come seconda condizione la famiglia, per adattarsi all'ambiente esterno, deve

procedere ad una divisione interna del lavoro fra uomo e donna secondo la logica di

una progressiva differenziazione e complementarietà dei ruoli.

Per Parsons la famiglia è inserita nella società come la + grande agenzia di

socializzazione (in quanto svolge ruolo di educare e di socializzare i figli ) e di

latenza(in quanto svolge la funzione di "rifugio" e stabilizzazione psicologica per

l’individuo).

Per Parsons La famiglia è nucleare, composta cioè solo dai due genitori e dai figli,

residenti nella stessa abitazione,separata dalla parentela di origine,in cui funzioni e

ruoli sono differenziati : la moglie/madre assume il ruolo di leader espressivo ossia

di casalinga che cura i figli e la casa; il padre/marito assume il ruolo del leader

strumentale colui che provvede al sostentamento della famiglia che porta il pane a

casa, cioè che si procura da vivere e che si occupa dell’interazione tra famiglia e

società. Questi due ruoli sono complementari, l’uno non esiste senza l’altro.La

personalità dei figli e delle figlie si sviluppera’ sui i valori trasmessi dai genitori .

RILIEVI CRITICI:

Il primo rilievo critico è che l’approccio struttural-funzionalista studia la

 famiglia sotto l’ottica sistemica ,spiega le strutture della famiglia come parte di

un tutto societario senza comprendere la problematicità della solidarietà

familiare nella società contemporanea.

Il secondo rilievo critico è che quest’approccio assume la famiglia come

 sistema sociale omeostatico e non come sistema adattivo complesso aperto

12

all’ambiente:la famiglia delineata da Parson non riesce ad adattarsi alle

tensioni che le singole personalità portano dal pubblico al privato nella

comunicazione interpersonale.

Questa famiglia che per Parson è la famiglia nucleare isolata con funzioni di

socializzazione primaria e di latenza può essere presente in alcune società ma non

in altre . La famiglia se non può essere isola nella società complessa non può

neanche essere un sottosistema sempre + specializzato nella differenzazione

funzionale della società. L’approccio struttural-funzionalista ritiene che se la società

pone le esigenze pratiche alla famiglia,essa non può essere considerata piccola

società ed è un sistema che si specializza nella funzione di controllo delle tensioni di

sessualità,socializzazione, cura dei nuovi nati,assorbimento delle frustrazioni.

 approccio dello scambio

I’ approccio dello scambio, ritiene che la solidarietà familiare non può essere basata

su una conformità dei ruoli e sul consenso a valori ultimi. Conformità e consenso

non possono spiegare come si possa mantenere la coesione, o unità familiare, di

fronte a tensioni e conflitti che sorgono durante i processi di adattamento più

complessi. Quindi tale approccio ritiene che le strutture familiari e parentali vadano

essenzialmente comprese come espressione di forme ristrette, o allargate, di

scambio sociale.

Vi sono due maggiori tradizioni riguardo la teoria dello scambio che hanno due

differenti visioni della famiglia:

-La prima, quella francese, mette in rilievo gli aspetti collettivi dello scambio, che

assume essenzialmente la caratteristica del dono nelle reti familiari e parentali.Per

questa la famiglia nasce dallo scambio come espressione di esigenze normative e

collettive della società.

-L'altra, quella nord-americana, ritiene che il comportamento dell'uomo, anche

all'interno della famiglia, vada compreso in relazione ai bisogni primari e ai processi

sociali di scambi messi in atto per soddisfarli che sono basati sulla reciproca utilità

dei partecipanti. Per essa il comportamento familiare è un agire volto alla ricerca di

ricompense individuali e strumentali.

Ma, in entrambi i casi, la vita familiare viene considerata come uno scambio di

attività mutualmente ricompensanti, in cui ogni membro accetta un beneficio dall’

altro nella misura in cui è disposto a contraccambiarlo.

Il comportamento dei membri della famiglia non è regolato da norme morali ma è

ispirato al principio della reciprocità (contraccambio)che consiste nel dovere di

13

contraccambiare le azioni ricevute dall’altro anche per ottenere possibili

gratificazioni future.

Mentre Per Parson l legami nella famiglia sorgono dalla parentela mentre nella

società sorgono dall’utilità Per i teorici della scambio invece sia nella famiglia che

nella società i legami sono regolati dalle norme dell’utilità , il compartamento è

orientato verso il vantaggio perkè questa è la natura umana ed entrambi sono

concepite come un mercato.

Scanzoni ritiene che l’approccio struttural-funzionalista debba estendere il principio

dello scambio anche a tutta la vita matrimoniale che è considerata un affare in cui la

stabilità del legame può essere assicurata dalla gratificazione dovuta alla reciprocità

delle ricompense tra uomo e donna La cui assenza spesso è motivo di

litigi,separazioni e divorzi.

RILIEVI CRITICI:

E’ sbagliato considerare lo scambio come unico motivo costitutivo della comunità

da estendersi anche tutti i tipi di relazioni familiari in modo che questo fenomeno

specifico e limitato possa assere generalizzato dalle teoria dello scambio.

Per Levì Strauss l’ atto di scambio non è un affare ma una comunicazione umana,la

base dello scambio non deve essere la transazione ma il dono. In Una relazione

familiare Lo scopo dello scambio deve essere innanzitutto morale,affettivo e non

economico,utilitaristico.

 approccio marxista

L'approccio Marxista intende La famiglia come prodotto storico che riflette le

caratteristiche di una certa società a cui è sempre funzionale ,infatti la famiglia

monogamica, in cui l’uomo si lega alla moglie per avere una discendenza a cui

trasmettere il suo patrimonio ,è nata durante il periodo della società capitalistica

con la proprietà privata dei mezzi di produzione e con l’ apparizione dello Stato

quale garante dello sfruttamento delle classi sociali più deboli da parte di quelle più

forti e dello sfruttamento della donna e dei figli da parte dell'uomo di casa cosìcchè

la famiglia diventa principale fonte di trasmissione della disuguaglianza sociale e

può essere considerata sovrastruttura della base materiale della società.

Il nucleo centrale di questa teoria sostiene che la famiglia rifletta sempre in se stessa

il modo di produzione dominante in una data società posta in una determinata area

geografico-culturale.

Dal punto di vista concettuale, Marx, ritiene che 14

la famiglia stabilisca le sue varie forme di solidarietà interna sulla base dei

 diversi tipi di divisione sociale del lavoro susseguitesi nella storia che avviene

in base al sesso

I legami tra uomo e donna per la differenza biologica dei sessi si fondano su un

 amore erotico individuale governato dall’istinto naturale e non dalla ragione

della cultura.

RILIEVI CRITICI:

La famiglia non deve essere considerata come prodotto puramente storico che è

sempre funzionale alla società in cui si trova ma al contrario essa è prodotto di un

rapporto tra natura e cultura per cui può essere a volte funzionale e a volte no alle

esigenze che la società le pone.

In primo luogo i legami familiari non potrebbero durare se si basassero solo

 su un rapporto sessuale individuale per soddisfare bisogni istintivi naturali

senza affetto e sentimento e rispetto di doveri nei confronti dell’altro

appartanente alla famiglia perché il libero amore da solo non pùò garantire

una convivenza sociale durevole e la mancanza del rispetto degli obblighi di

coppia determinere conflitti,delusioni e frustrazioni e forme di sfruttamento

del + debole che è sempre la donna.

In secondo luogo la teoria marxiana non spiega xkè anche collettivizzando i

 mezzi di produzione persiste nella famiglia la divisione del lavoro:La

persistenza nella famiglia della divisione sessuale del lavoro non è dovuta alla

mancanza di cambiamento ma all’esigenza di rendere compatibile nella vita

familiare il rapporto fra intimità e apertura esterna,tra momento privato e

pubblico , e allo svolgimento delle funzioni di socializzazione primaria e

secondaria sia dalla famiglia che dalla scuola .

 L' approccio interazionista

L’approccio interazionista ,molto utilizzato in sociologia della famiglia:

-considera la famiglia come unità di persone interagenti che non sono legate ne da

vincoli legali e ne da fattori economici ;

-affronta la vita familiare dal punto di vista dell’adattamento reciproco e della

felicità e della soddisfazione degli individui coinvolti;

-minimizza l’importanza delle strutture sociali e si concentra sugli atteggiamenti-

comportamenti dei singoli membri;

-considera l’integrazione delle relazioni familiari e la relativa stabilità dei ruoli

come prodotto dell’interazione costante con la società che assicura la trasmissione e

l’ interiorizzazione totale di valori ,norme, regole di vita, credenze, sentimenti che

siano scambiati tra i membri di una famiglia. 15

Interazione Costante Ed Interiorizzazione Totale sono Le 2 caretteristiche tipiche

della vita familiare che devono favorire l’instaurarsi di relazioni coerenti e stabili.

-considera la divisione del lavoro in modo effettuale e come sostegno reciproco di

fatto, che spinge alla persistenza dell’aggregato familiare

Questo approccio ha come iniziatore Mead ed è stato applicato da Burgess e Locke

per i quali la famiglia si trasforma da istituzione a “Comunità Di Amicizia”

(CAMPANIONSHIP)in cui i valori centrali sono dare e ricevere affetto,

uguaglianza tra i coniugi e comportamento democratico nelle decisioni familiari e in

cui la divisione dei ruoli sia totalmente ugualitaria, spontanea e flessibile in

quanto deve avvenire non per pressioni provenienti dall’esterno ma per mutuo

accordo tra i coniugi.

L’obiettivo di questo approccio è dimostrare la capacità interattiva e relazionale

della famiglia che deve essere unita dinamicamente attraverso rapporti tra i membri

che si basino non sull’autorità di un capofamiglia ma sulle decisioni e sul consenso

di tutti i suoi membri.

RILIEVI CRITICI:

Quest’approccio presenta vantaggi e svantaggi:

-I vantaggi stanno nel concepire la famiglia in modo flessibile il che consente di

mettere in risalto i modi di vita che emergono come prodotto di una reciproca

interazione fra attori-agenti, che condividono mentre lo costruiscono un un sistema

interattivo nel quale giace l'identità culturale della famiglia.

-Gli svantaggi invece possono essere sintetizzati in tre punti:

• a) questo approccio tralascia i processi di cambiamento macrostrutturali della

famiglia in quanto si focalizza solo sui fattori soggettivi,relazionali interpersonali;

• b) gli studiosi di questo approccio sono influenzati dalla “corrente della felicità

familiare” soprattutto di coppia per cui sostengono che l’integrità e la stabilità della

famiglia dipenda da una“soddisfacente” interazione costante con la società e

dall’interiorizzazione totale del suo sistema di valori

• c) L’uso generalistico di concetti e metodi di indagine che non è esente da rischi.

 L' approccio dello sviluppo

Lo scopo dell’approccio dello sviluppo è quello di mostrare come le configurazioni

della famiglia (strutture,funzioni,comportamenti)si modificno nel tempo a seconda

della particolare fase del ciclo di vita in cui si trova.

La classificazione delle fasi del ciclo di vita è variabile, sia per numero che per

strutturazione, e la più usata è la seguente: 16

1) coppia pre-coniugale;

2) coppia coniugale senza figli;

3) coppia con figli piccoli;

4) coppia con figi adulti ma conviventi con i genitori;

5) coppia adulta-anziana con figli usciti di casa.

In ognuna di queste fasi I bisogni e i compiti dei membri si sviluppano in modo

diverso, come ad esempio il tempo dedicato al partner è maggiore nella prima e

ultima fase e inferiore nella terza.

Quest’approccio proietta la durata della famiglia all’inizio “lungo il ciclo di vita”

che suppone la visione della famiglia come un sistema vivente che come ogni essere

segue un ciclo di vita in quanto nasce,si sviluppa e muore e dopo lungo il “corso

della vita” in cui le relazioni familiari si instaurano in base all’età e al sesso.

Ma i concetti di “ciclo e di corso di vita” non bastano perché quest’approccio si

caratterizza soprattutto per l’applicazione simultanea di 2 concetti: quello di”ciclo

di vita familiare”e quello di “compito di sviluppo”, in cui con il concetto di

sviluppo si vuole sottolineare il fatto che la famiglia ha una storia evolutiva in cui

avvengono regolari processi di trasformazioni e suddivisioni di compiti tra i suoi

componenti. Il sistema famiglia è un sistema adattivo ,complesso e semi-aperto le

cui strutture relazionali interne cambiano nel corso della sua esistenza.

Il concetto principale di quest’approccio è quello di “tempo familiare”, ovvero la

sequenza di fasi determinate internamente dai bisogni biologici, psicologici e

sociali dei singoli membri, ed esternamente dalle aspettative sociali.

Tale concetto di Tempo familiare si riferisce al processo di differenziazione e di

trasformazione strutturale che deve avvienire nel corso della storia della famiglia,

ovvero all’assunsione di specifici ruoli e di varie posizioni da parte dei singoli

membri della famiglia cercando di svolgere funzioni di soddisfacimento dei loro

bisogni di sopravvivenza e sforzandosi di adattarsi allo “stress”che ricorre nel

sistema-famiglia.

Secondo il modello circonflesso dei sistemi familiari di Olson nella famiglia sono

necessarie :

1)Coesione riferito ai valori e alle emozioni che uniscono i membri di una famiglia

2)Adattabilità:intesa come capacità di cambiare le proprie abitudini per rispondere

meglio a situazioni di sviluppo e di stress.

Secondo l’approccio dello sviluppo di Hill la famiglia per essere funzionante e per

continuare ad esistere Deve fondarsi su un principio di massima adattabilità che si

basa su 2 pilastri: 17

• a) Considerare il sistema-famiglia come un insieme interdipendente di relazioni

complesse, con alti livelli di comunicazione e interazione tra i membri e gli altri

sotto-insiemi, con un organizzazione flessibile e

una considerevole capacità di elaborare regole nel tempo;

• b) Considerare ogni attività familiare come lavoro in chiave di “compito di

sviluppo” nel senso ogni membro deve operare in modo interattivo per permettere

alla famiglia di funzionare e svilupparsi.

La famiglia studiata in questa maniera non appare più come qualcosa di uniforme o

come modello standardizzato nel corso della vita; piuttosto si presenta come un

compito di sviluppo diverso in ogni istante della sua vita che riesce ad adattarsi.

A proposito di stress interessante è il modello ABCX di Hill che costituisce un

modo per descrivere e comprendere i processi in cui intervengono e si intrecciano

diversi fattori che sono causa di uno stress individuale e collettivo:un evento

stressante (fattore A) ,a secondo della disponibilità nella famiglia di risorse

importanti(fattore B) e in rapporto alla situazione in cui si trova la famiglia(fattore

C),porta all’insorgenza di una crisi familiare (fattore X).

RILIEVI CRITICI:

Il problema di quest’approccio è quello di considerare la vita di una famiglia in

quanto relazione sociale come un lavoro nel senso totale del termine non ridotto ne

ad aspetti riproduttivi,biologici ne ad aspetti utilitaristici , economici ma come un

“compito di sviluppo” integrale sia della persona che dei suoi rapporti

intersoggettivi :La famiglia deve svolgere compito di gestione delle relazioni interne

ed esterne che non sia statico ma mutevole e quindi che necessità di una complessa

capacità di adattamento che deve essere operata da tutti i soggetti interagenti se

vuole essere efficace e produttiva di sviluppo.

I sostenitori di quest’app. finiscono per indicare il privatismo e la carriera come

vincoli che definiscono la vita familiare.

Il contributo di questo approccio è quello di mostrare come la famiglia sia

concretamente fatta di compiti e situazioni delicate che sovrastano i suoi membri

come nascita di un figlio,assenza di lavoro,o la scelta di cambiare lavoro, e quindi di

comportamenti che essi mettono in atto per risolverli, sia individualmente che

relazionalmente . Tale approccio è utile, perciò, per descrivere quali siano gli esiti e

le conseguenze del ciclo di vita sui singoli membri, sia nel gruppo domestico che

nella società.

Cap.4 18

I recenti approcci comunicazionali e neo-funzionalistici

I recenti approcci comunicazionali e neo-funzionalisti come il Positivismo si

basano sul principio funzional-adattivo per cui

 prendono atto di ciò che accade

 vedono la realtà come costruzione dell’osservatore e la famiglia come

un’insieme di singoli individui capaci di conferirle un’identità diversa a

seconda del membro che la considera e delle sue ideologie.

considerano la famiglia come pura comunicazione,

 mera convivenza di vita quotidiana ,

un semplice sistema interattivo e stare

insieme(e vivere sotto lo stesso tetto)

un organismo che cambia secondo una connotazione

biologica in quanto subisce gli stessi

processi morfogenetici(cambiamenti di forma) della vita

biologica .

Tali teorici studiano la famiglia attraverso la biogenetica ,le scienze della mente e le

scienze informatiche e x questo parlano di FAMILY MIND.

L’APPROCCIO COMUNICAZIONALE

L’approccio comunicazionale si caratterizza per essere costruttivista perché

considera la famiglia

ciò che l’osservatore costruisce in interazione con il sistema osservato .

 una mente che specializza sempre di + le sue parti ed i suoi componenti.

In breve La famiglia è compresa secondo il binomio comunicazione-biologia,

binomio che tende a leggerla come “macchina non trivale”basata sulla regola secondo

cui è ammessa solo la comunicazione reciproca,faccia a faccia, tra coloro che fanno

parte dell’HOUSEHOLD(aggregato domestico) ignorando la cultura e le relazioni

sociali .

La famiglia ridotta una specifica forma di comunicazione tra coppia narcisista non ha

+ alcuna speranza di poter socializzare i figli,né alcuna funzione sociale come

sottosistema della società tanto che Bateson la ha chiamata “il sistema comunicativo

totale” identificato con la Mind(Mente) come unità che elabora le informazioni

attraverso codici simbolici.

Quest’approccio sembra che esalti il costruttivismo sociale, ma in realtà fa implodere

la famiglia come relazione sociale,distrugge il sociale che è nella famiglia.

Nella coppia resta di sociale il costrutto dell’osservatore ossia quanto questo pùò

vedere ed ha stabilito anche se xò nonostante tutto la famiglia resta una relazione

sociale piena e complessa ;si tratta di andare oltre il funzionalismo per sviluppare

l’approccio relazionale che intende la famiglia come relazione sociale e quindi

società e famiglia sono costituite da relazioni sociali.

L’approccio neo-funzionalista

Tale approccio neo-funzionalista 19

raccoglie molti modi di intendere la famiglia unificandoli in una prospettiva

 comunicazionale

dichiara inevitabile la riduzione della famiglia a pura comunicazione,a mera

 convivenza quotidiana e a un semplice sistema interattivo.

L’approccio comunicazionale dell’attuale sociologia della famiglia raccoglie un

insieme di tesi della famiglia.

 Tesi della famiglia come pura comunicazione

L’approccio comunicazionista considera la famiglia come insieme di eventi

comunicativi;

Luhmann afferma che la famiglia consiste solo di comunicazioni né di persone e

né di relazioni tra persone.

La famiglia cambia secondo la differenzazione sociale

è il luogo della società in cui è rilevante la persona nella sua totalità e in

cui non si può non comunicare. è considerata solo secondo la dinamica

comunicativa e xciò diventa autoreferenziale

un sistema chiuso- autopoietico

ma è cmq aperto agli scambi interattivi con l’esterno

nel senso che pùò comprendere solo le comunicazioni che produce lei stessa ma che

è cmq aperto agli scambi interattivi con l’ambiente nella forma di input

informazionali.

Tesi della famiglia non come sottosistema societario ma come puro sistema

interattivo

tale tesi non considera la famiglia come sottosistema societario e ma come puro

sistema interattivo in cui l’interazione si limita alla comunicazione faccia a faccia e

non si estende all’intera società.

la teoria comunicazionale compie una distinzione tra società e interazioni

considerati entrambi sistemi sociali.

1) Società sono sistemi sociali che abbracciano tutta la comunicazione possibile .IL

loro ambiente contiene molte cose, eventi ,sistemi viventi ed anche esseri umani ma

nessuna comunicazione significativa.

2)Interazioni sono sistemi sociali il cui ambiente è pieno di comunicazioni che non

possono essere controllate dal sistema sociale e percio esse si concepiscono come

interazioni faccia a faccia tra persone e variano in base alla presenza di persone

interne ed esterne al sistema(gruppo,famiglia)

Questi sistemi sociali (società e interazione)non sono evolutivi ma adattivi xkè

condizionati dall’ambiente nel quale operano e vivono e che costruiscono

attraverso la comunicazione .

La famiglia quindi pur interagendo con la società non può + essere considerata

come un sottosistema ma come un puro sistema interattivo che si forma al suo

interno in modo autonomo e indipendente dalle regole sociali . 20

Tesi Della Socializzazione Infantile come “relazione paradossale e del tutto

improbabile”

La tesi della socializzazione infantile come “relazione paradossale e del tutto

improbabile” vede scarse capacità della famiglia contemporanea nelle funzioni di

socializzazione nei confromti dei propri figli.

La socializzazione diviene una sorta di funzione differenziata in base ai meccanismi

della comunicazione sia nei rapporti interni(tra genitori e figli)sia nei rapporti

esterni (tra famiglia e società).

Nel quadro di tale differenziazione la famiglia diventa pura comunicazione carente

nella funzione normativa ed orientativa dei comportamenti dei propri figli non solo

perche diminuisce il suo significato sociale ma soprattutto perché la

specializzazione funzionale per alcuni aspetti diminuisce(compiti materiali) e per

altri si intensifica(compiti comunicativi)che derivano da legami familiari

normativamente definiti.

Dal modo della famiglia di organizzare la comunicazione con l’interno e con

l’esterno si evince un certo permissivismo da non confondere con l’assenza di

regole e di norme che regolano i rapporti dentro e fuori il contesto famiglia.

Occorre xò fare una distinzione tra famiglia del passato multifunzionale e quella

moderna depotenziata funzionalmente a causa del processo di differenziazione

sociale:

Mentre per Parson la famiglia mantiene solo 2 funzioni importanti che sono

(socializzazione primaria dei nuovi nati e stabilizzazione della personalità adulta)

x Luhman la famiglia svolge solo 1 funzione comunicativa interazionale faccia a

faccia e nn 1 funzione x l intera società quindi per lumann la famiglia non è piu 1

sottosistema societario ma un semplice sistema interattivo xkè non svolge piu

nessuna funzione x la società e nn ha piu rapporti con essa;

All interno della famiglia non vi sono piu legami stretti e la famiglia tende a diventare

pure coppia di comunicazione, in quanto il dialogo e la comprensione si riferiscono

solo alla coppia e non al rapporto figli- genitori.

La Coppia non riesce piu a stabilire forti legami con i figli ,a orientarli, non è piu

struttura normativa, perde il suo ethos normastivo in qnt la socialuizzazione esterna

dei figli prende il sopravento.

La societa non delega piu compiti o funzioni alla famiglia ke si chiude smp piu in se

stessa riducendosi a mera comunicazione e mera convivenza e Perciò non bisogna

aspettarsi interazioni ne tra se stessi ne con gli altri.

Vantaggi del nuovo approccio

IL contributo di questo approccio è quello di considerare la famiglia come un

sistema sempre + autonomo in quanto capace di superare i condizionamenti sociali.

Le critiche all’approcio comunicazionale Neo-funzionalista: 21

1)Nel considerare la famiglia puramente come mero sistema interattivo di individui

e come comunicazione faccia a faccia si rischia di ignorare le molteplici

sfaccettature relazionali con altri sistemi

2)Non occorre Osservare il soggetto solo nell’ambito della famiglia e come

strumento di comunicazione ed ignorarlo come soggetto-persona ricco al suo interno

di valori,sentimenti, pensieri da cui scaturisce l’atto comunicativo esterno.

3)La famiglia nella sua differenziazione strutturale e funzionale non si è limitata ad

adattarsi ai cambiamenti sociali ma si è anche rinnovata al suo interno .

4)Non è corretto giudicare la famiglia per la sua incapacità organizzativa e

normativa e di aver fatto poco per la formazione e per l’educazione dei suoi figli

perche la famiglia si muove in funzione del bene per i suoi figli educandoli ed

evitando che si trovino in situazioni spiacevoli(droga).La normatività esiste in tutte

le famiglie anche se in forme diverse.

5)Non occorre ignorare l’interazione tra le sub culture in quanto è attraverso tale

interazione con l’esterno , attraverso la trasmissione di codici e valori che la

famiglia si modifica e si costruisce.

Approccio relazionale

La sociologia studia la famiglia attraverso L’approccio relazionale usato in

contrapposizione agli altri orientamenti che leggono la famiglia in modi non

relazionali .

L’approccio relazionale ,partendo dal presupposto secondo cui la struttura familiare

cambia in base al contesto in cui vive,considera la famiglia contemporanea come

un sistema vivente complesso ,differenziato,con confini variabili in cui si realizza

la strutturazione dell’individuo come persona che relaziona con l’altro secondo un

rapporto che varia per il sesso e l’età.

In primo luogo quindi la famiglia ,pur modificandosi nelle forme e nei contenuti per

motivi sia interni che esterni è e resta una relazione sociale piena e complessa.

Tale Espressione è simile a quella usata da Levì Strauss quando ha parlato della

famiglia come “fenomeno sociale totale” In quanto tale la famiglia è un fenomeno

che coinvolge tutte le dimensioni di vita

biologiche,psicologiche,sociali,culturali,economiche, politiche e religiose ed è

considerata come sistema non chiuso ma aperto e formato da rapporti interpersonali

che vanno al di là della mera comunicazione e si estendono a tutta la comunità

sociale Sul piano sociologico la famiglia esiste in concreto come individualità nello

stesso senso in cui l’uomo esiste come persona.

determinando la costruzione di una rete di famiglie nella società.

Cap.5

IL Welfare State è lo Stato Del Benessere piu conosciuto come Stato assistenziale

o Stato sociale che deve provvedere ad emanare e a mettere in atto quel sistema di

norme e di politiche sociali (come sistema della pensioni, o gli assegni familiari x le

22

famiglie cn 3 figli o gli assegni x l ' invalidità )con le quali dovrebbe cercare di

assicurare sostegno materiale alle famiglie piu povere o che si trovano in situazioni

particolari per eliminare le disuguaglianze tra i cittadini .

Nella società contemporanea attraversata da un processo di modernizzazione e di

industrializzazione in cui la famiglia ha + autonomia economica lo Stato ha

concretizzato l’idea della famiglia come cosa non pubblica o comunque fuori

dall’interesse del governo tanto da considerare il cittadino per eccellenza il

lavoratore single,senza figli ed orfano insomma che non abbia alcun vincolo

familiare.

Bisognerebbe rivolgere alle famiglie una politica sociale che potesse consentire loro

la realizzazione di scopi e procurare loro dei benefici e una migliore qualità della

vità;una politica capace di andare al di la dell’interesse privato dell’unica

famiglia,coppia,individuo e che sia equa e rivolta a tutti.

Tutti qst servizi pero gravano sui conti pubblici perkè rikiedono molte risorse

economike le quali provengono per lo piu dalle tasse ke ogni cittadino paga ma cio

nonostante lo stato nn riesce ad aiutare la popolazione le cui richieste,esigenze e

bisogni aumentano giorno per giorno e a tal proposito dovrebbe mettere in atto

nuove politike sociali in una società di servizi, welfare society.

Cap.6

Oggi Accanto al welfare state e di fronte alle sue lacune, ci sono gli interventi delle

reti di solidarietà primaria(parenti amici vicinato)che colmano i vuoti dello stato del

benesseree e per l'importanza ke le reti di parentela rivestono oggi parliamo non più

e nn solo di welfare state ,ma di welfare society cioè di società di servizi !

Welfare Society è la societa del benessere ,1 società che mette a disposizione della

famiglia una rete di servizi (servizi sociali,educativi come associazione di

volontariato,caritas,associazioni religiose,scuole che non abbiano interessi economici

e utilitaristici ma solo di solidarietà e di reciprocità.Per esempio l’asilo nido è una

salvezza per i genitori che lavorano e non riescono più a svolgere funzione di

socializzazione secondaria e di educazione per i figli. Rivalutare le reti di solidarietà

primaria che rappresentano la Welfare Society significa rivalutare le interazioni tra

soggetti.

Spesso la famglia tende al privatismo e alla privacy mettendo delle barriere tra vita

familiare ed extra familiare ed è la famiglia che decide chi vedere,quando e come

instaurare con la parentela e la comunità una relazione di solidarietà primaria.

Cio non significa che la famiglia si isola dalla comunità così come afferma Parsons

ma che decide lei quando è il momento di entrare in relazione con l’esterno in quanto

23

per la famiglia oggi i rapporti amichevoli,relazionali rappresentano un sostegno

morale.

La Welfare Society come il Welfare State offre alla famiglia dei servivi ma mentre i

servizi della prima sono informali quelli del secondo sono formali.

Si può parlare di Welfare Society quando si ha di fronte un sistema di servizi ampi

assolti da altre agenzie sociali presenti sul territorio che non dipendono dallo stato in

modo modo che le famiglie non siano totalmente dipendenti dalle istituzioni statali .

Il rapporto tra reti informali di solidarietà primaria e politiche sociali formali di aiuto

per la famiglia è stato studiato secondo 2 Teorie:

Teoria dell’Adattamento:secondo cui mentre da un lato la famiglia, con la sua

 capacità di adattamento alle “possibilità istituzionali”, dovrebbe cercare di non

dipendere totalmente dalle agenzie extrafamiliari e di svolgere funzioni

sufficienti a soddisfare i suoi bisogni individuali e familiari lo Stato deve

mobilitarsi maggiormente x aiutare la famiglia.

Teoria del Bilanciamento:secondo cui ci dovrebbe essere 1 equilibrio tra

 settore informale e formale tra funzioni affidate e svolte dalle reti di solidarietà

primaria e quelle affidate e svolte dalle istituzioni politiche perciò si parla di

famiglia in 1 società di servizi i cui compiti sono

complementari,sostitutivi,specifici rispetto a quelli dello stato.

CAP. 7

L’analisi della famiglia nella ricerca empirica

Analisi delle strutture familiari:le relazioni ufficiali

Una analisi delle forme familiari,deve essere in grado di cogliere i confini entro i

quali cadono i membri che costituiscono una famiglia;vale a dire utilizzando dei

criteri che definiscano l’oggetto di studio.

L’individuazione dell’oggetto di studio,procede attraverso selezioni successive. Il

processo selettivo interessa le seguenti polarità:

 Relazioni familiari/strutture familiari;

 Famiglia di orientamento(di origine)

 Famiglia di procreazione(famiglia che si costituisce),unità di coabitazione.

Una volta che si individuano quelli che sono i confini,bisogna osservare come sono

organizzate le relazioni familiari e scegliere i criteri da utilizzare per classificare le

strutture familiari.

Nelle rilevazioni censita rie del 1951 ,l’ISTAT individua la famiglia in base ai

seguenti criteri:

1. Relazione di parentela o affinità o affettività che unisce tra di loro più persone.

24

Convivenza di tutti i membri nello stesso alloggio co dimora abituale nello

2.

stesso Comune

3. Unicità del bilancio per le entrate e per le uscite destinato al soddisfacimento

dei bisogni primari.

PER FAMIGLIA SI INTENDE UN INSIEME DI PERSONE LEGATE DA VINCOLI

DI MATRIMONIO, PARENTELA, AFFINITA’,ADOZIONE,AFFILIAZIONE

,ECC… COABITANTI ED AVENTI DIMORA NELLO STESSO COMUNE .

NORMALMENTE PROVVEDONO AL SODDISFACIMENTO DEI LORO

BISOGNI MEDIANTE LA MESSA IN COMUNE DI TUTTO o PARTE DEL

REDDITO DI LAVORO O PATRIMONIALE DA ESSE PERCEPITO. UNA

FAMIGLIA PUO’ ESSERE ANCHE COSTITUITA DA UNA SOLA PERSONA LA

QUALE PROVVEDE IN TUTTO O IN PARTE CON I PROPRI MEZZI DI

SUSSISTENZA AL SODDISFCIMENTO DEI BISOGNI PERSONALI. FANNO

PARTE DELLA FAMIGLIA COME MEMBRI AGGREGATI DI ESSA TUTTI

COLORO CHE COABITANO NELLA FAMIGLIA MA SENZA ALCUN VINCOLO

DI PARENTELA CON IL CAPOFAMIGLIA E QUINDI ANCHE LE PERSONE

ADETTE AI LAVORI DOMESTICI,NONCHE’ LE PERSONE CHE CONVIVONO

ABITUALMENTE CON LA FAMIGLIA.

L’ISTAT a partire da questa definizione individua le seguenti tipologia di strurrure

familiari:

-Famiglia di tipo A: un solo capofamiglia ,con o senza membri aggregati

-Famiglia di tipo B: Capofamiglia+coniuge senza figli , con o senza membri aggregati

-Famiglia di tipo C:suddivisa in

C1:capofamiglia+coniuge+figli, con o senza membri aggregati

C2: capofamiglia maschio +figli e senza coniuge, con o senza membri

aggregati

C3: capofamiglia femmina figli e senza coniuge, con o senza membri

aggregati

-Famiglia di tipo D: suddivisa in

D1:Coniugi senza figli+parenti, con o senza membri aggregati

D2: Coniugi +figli +parenti, con o senza membri aggregati

D3: capofamiglia maschio senza coniuge+figli +parenti, con o senza membri

aggregati

D4: capofamiglia femmina senza coniuge+figli +parenti, con o senza membri

aggregati

D5-D8:Varie forme date da capofamiglia senza coniuge e senza figli+parenti

Nell’indagine sulle strutture e sui componenti familiari,condotta nel 1983,l’ISTAT ha

individuato tre grandi gruppi:

Famiglie senza nucleo: Una persona sola

 Famiglie con un solo nucleo suddivise in:coppie con figli;senza figli;nuclei

monogenitoriali.

 Famiglie con due o più nuclei.

Tra le tante possibili definizioni di famiglia Indipendentemente dalla composizione

dichiarata in anagrafe,sono state considerate facenti parte della stessa famiglia tutte

25

quelle persone che vivono abitualmente in una stessa abitazione e che sono inoltre

legate tra loro da relazioni di parentela,affinità,affettività o amicizia”.

La famiglia così definita viene a costituire un aggregato assai articolato,che non

deve essere confuso con quello che viene dichiarato”nucleo familiare”.

Il “nucleo familiare” comprende tutte quelle persone che sono legate dal vincolo di

coppia o dal vincolo genitori/figli. Per esempio due sorelle costituiscono una

famiglia di due persone che non comprende alcun nucleo familiare ed inoltre

persone coabitanti in una famiglia contenente almeno un nucleo,ma non

appartenenti ad esso,sono definite come componenti o membri familiari isolati.

Sempre l’indagine del 1983,consente una stima delle unioni di fatto. Le famiglie

effettive ,quelle anagrafiche risultano essere meno numerose rispetto a quelle di

fatto. Il confronto tra i dati del censimento e quelli dell’indagine speciale indica: che

coloro che hanno residenza separata ,non sempre vivono da soli in tutto o parte del

tempo. I motivi per cui le persone possono prendere una residenza separata sono

diversi:per convenienza fiscale ,per necessità amministrativa,per motivi

previdenziali,per motivi assistenziali:un anziano a basso o nessun reddito può avere

diritto ad una pensione sociale se risulta vivere da solo;un giovane studente che ha

residenza da solo può chiedere il presalario,e così via…

Negli ultimi anni si privilegiano molto di più le relazioni di fatto rispetto a quelle

esclusivamente giuridiche.

Tecniche di ricerca empirica quantitativa e qualitativa sulla famiglia

L’analisi delle strutture familiari costituisce solo un aspetto dello studio della

famiglia da un punto di vista quantitativoda parte degli organi preposti allo studio e

al monitoraggio delle tendenze demografiche che non riescono a spingersi oltre il

livello dell’analisi quantitativa della composizione delle singole unità di

coabitazione,per toccare da un punto di vista qualitativo il tema delle opinioni,degli

atteggiamenti,delle relazioni sociali,delle regole che sono alla base delle interazioni

tra soggetti che vivono sotto lo stesso tetto.

In questi anni si sono moltiplicate, anche in Italia,le ricerche empiriche sulla

famiglia che si possono suddividere in due grandi filoni:

Il filone delle analisi sulla famiglia come gruppo sociale specifico;

 Il filone delle analisi che considera la famiglia come variabile che può essere

considerata dipendente o indipendente a seconda delle esigenze e delle finalità

della ricerca.

Lo studio della dimensione qualitativa della famiglia come le relazioni interne e

quelle esterne con le altre istituzioni territoriali richide tecniche diverse da quelle

usate per lo studio della dimensione quantitativa ossia strutturale della famiglia.

ANALISI SULLA FAMIGLIA COME GRUPPO SOCIALE SPECIFICO

Negli USA a partire dagli anni 60’, soprattutto per merito dell’approccio

interazionista ,si è avuta una proliferazione di studi e ricerche sulla famiglia

soprattutto sulle relazioni familiari coniugali dal punto di vista di: 26

 Attese relative ai ruoli coniugali(divisione del lavoro,differenziazione

sociale,compiti da svolgere ecc…);

 Comunicazione,consenso,compromesso,soluzione dei problemi in una coppia;

Autorità nella coppia e relazioni tra differenti status.

Questo filone di studi ha dato un particolare spazio all’approfondimento di aree

quali:

 Adattamento coniugale(successo matrimoniale);

 Interazione coniugale;

 Scelta del coniuge e periodo pre-matrimoniale;

 Relazioni genitori-figli.

Nell’ambito delle ricerche sulle dinamiche interne alla famiglia interessante è stato

il lavoro di Burgess e Wallin,che intervistarono per due volte un campione di 1000

coppie, la prima durante il fidanzamento,la seconda dopo circa tre anni dal

matrimonio con l’obiettivo di cogliere un nesso tra andamento del fidanzamento e

riuscita del matrimonio.Mentre nella prima fase si è cercato di individuare un

insieme di aspettative per un eventuale matrimonio(numeri di figli,occupazione o

meno della moglie madre) nella seconda fase per capire il grado di successo che

stava avendo e che avrebbe continuato ad avere il matrimonio si sono costruiti degli

indici a partire da dimensioni quali stabilità nell’unione,felicità,soddisfazione del

matrimonio,amore per il coniuge livello di comunicazione-sostegno reciproco.

Nell’ambito delle ricerche sulla interazione coniugale,sono da ricordare i molteplici

lavori tesi a cogliere se e come l’assunzione di un ruolo strumentale anche da parte

della donna possa modificare le relazioni di coppia,sia da un punto di vista

dell’autorità che da un punto di vista della distribuzione dei compiti e delle

responsabilità;se la nascita di un figlio può in qualche modo modificare la relazione

di una coppia ed influenzare il livello di soddisfazione della vita matrimoniale.

Infine nel settore delle relazioni genitori-figli,i molteplici studi sulla

socializzazione infantile,sul ruolo dell’adolescente dentro la famiglia,hanno

contribuito a meglio definire il clima familiare che favorisce o meno l’assunzione di

particolari modelli di comportamento ,trasmissione dei valori,creazione di sicurezze

primarie,fondamentali per la formazione delle identità.

Merito di tali studi è l’aver considerato la famiglia non come raggruppamento

indifferenziato di soggetti con stesso destino,stesse aspettative e stesse motivazioni

ma come un sistema di relazioni dinamiche.

Tali ricerche usavano delle tecniche e metodologie di tipo tradizionale:la quasi

totalità delle informazioni sono raccolti tramite questionari o interviste semi-

strutturate ai soggetti,prevedendo parti distinte del questionario,rivolte all’uomo o

alla donna. Le diverse dimensioni rilevanti ai fini della ricerca sono operativizzate in

variabili e indicatori,che in molti casi sono utilizzati per costruire indici,come

l’indice di funzionamento familiare e di felicità coniugale.

Altri tipi di ricerche per lo studio della famiglia invece usano tecniche sperimentali

consistenti nell’ osservazione diretta della famiglia,in particolare della relazione tra i

coniugi e tra genitori e figli che se applicate a famiglia di classi siciali diverse danno

come risultato indici diversi riguardo all’autorità della donna nella

27

coppia,all’influenza esercitata dai genitori sui figli. L’interesse dei ricercatori per

questo genere di tecnica nasce dal fatto che le relazioni familiari più che essere

raccontate dai soggetti che le vivono,sono osservate direttamente dal ricercatore.

Per lo studio del cambiamento sociale Ruben Hill utilizzò un metodo di ricerca

articolato su comportamenti familiari di tre generazioni di famiglie appartenenti alla

stessa discendenza che consentì di analizzare e approfondire come l’urbanizzazione

agisce in riferimento a una cultura familiare relativamente costante nel tempo. Tale

ricerca dimostrò che i mutamenti nei comportamenti familiari di tre generazioni di

famiglie erano stati molto contenuti,mentre risultavano molto più accentuati i

cambiamenti nelle norme e che nonostante l’urbanizzazione,la modernizzazione ed i

cambiamenti economici c’è continuità e non rottura tra abitudini,stili di vita vissuti

da individui di generazioni diverse. Da ciò si è evinto che il confronto tra due

generazioni,la generazione delle madri e quella delle figlie consente di vedere non

solo come i modelli socio-culturali delle madri influenzino quelli delle figlie,ma

anche come il passaggio da una generazione all’altra si modifichino i

comportamenti e le aspettative relative al ruolo,alle modalità di allevamento dei

figli ecc…Le differenze rilevate non solo nei comportamenti ma anchr nelle

aspettative di ruolo sono indicatore del lento mutare delle relazioni familiarie del

rapporto famiglia ed angenzie esterne socio-educative e sanitarie.

Un dinamico approccio mallo studio della famiglia è srato utilizzato da quanti fanno

riferimento al concetto di “ciclo di vita della famiglia” che permette di analizzare i

mutamenti che hanno luogo nella composizione e nelle caratteristiche della famiglia

nel susseguirsi delle diverse generazioni a partire dal matrimonio,attraverso

l’allevamento dei figli,il lasciare la casa paterna-da parte dei figli-fino alla

scomparsa della famiglia.

Sono state condotte nel campo della famiglia anche delle ricerche

longitudinali:gruppi di individui sono seguiti dalla nascita alla maturità,attraverso

l’utilizzo di test,osservazioni,questionari,diari,storie di vita ecc… ricerche di questo

genere sono molto rare,poiché richiedono un livello di organizzazione molto

articolato e complesso in quanto si articolano in lasso di tempo che va dai 30 ai 35-

40 anni.

ANALISI SULLA FAMIGLIA COME VARIABILE DIPENDENTE O

 INDIPENDENTE

C’è anche un filone di studi che vede la famiglia come la famiglia come variabile

che può essere considerata dipendente o indipendente a seconda delle esigenze e

delle finalità della ricerca.

famiglia come variabile indipendente

Nel primo gruppo di studi in cui la famiglia viene usata come variabile

indipendente ,sono da inserire tutte quelle ricerche che nella individuazione delle

cosiddette caratteristiche oggettive e soggettive degli intervistati, prendono in

28

considerazione anche la variabile famiglia. La famiglia è una struttura relazionale

caratterizzata da specifici modelli e valori ,da una sua organizzazione interna,e da

una sua posizione di status,influenza il comportamento e gli atteggiamenti dei

soggetti che ne fanno parte.

Ci sono degli studi in cui la variabile famiglia viene usata allo stesso modo delle

altre variabili,come quella del sesso,senza approfondire quali possano essere i

meccanismi attraverso i quali una famiglia influenza un soggetto.

E’dunque usata come variabile classificatoria ,che consente di vedere se e come

alcuni tipi di comportamento o di atteggiamento si modificano a seconda

dell’appartenenza del soggetto a un tipo di famiglia anziché ad un altro.

Le ricerche sulla socializzazione acquisitiva ,sulla riuscita scolastica,sulla capacità

del soggetto di sviluppare indipendenza ,partecipazione e autonomia ecc…,sono

indagini in cui si parte non solo dall’ipotesi che comunque la famiglia è una

struttura che genera differenziazione e differenze,ma si tenta di indagare attraverso

quali meccanismi si realizza tale differenziazione. Ricerche di qst tipo hanno

consentito l’individuazione di correlazioni più o meno forti tra:

 Riuscita scolastica dei padri e riuscita scolastica dei figli;

 Debolezza del ruolo paterno e assunzione di comportamenti conformistici e

massificati.

famiglia come variabile dipendente

Nel secondo gruppo di studi in cui la famiglia viene usata come variabile

dipendente sono individuati

I fattori socio culturali esterni(emigrazione,mobilità sociale) che hanno

ripercussioni sulle funzioni della famiglia di trasmissione culturale di valori ,di

integrazione e controllo dei nuovi nati.

Tali ricerche sono di tipo qualitativo in quanto analizzano la famiglia a partire

dall’insieme dei valori daessa sono mediati per risalire ai comportamenti ed alle

norme di una data collettività. La famiglia diventa il filtro attraverso il quale e per il

quale una società,una comunità riproduce se stessa nel passaggio da una

generazione all’altra. Storie di vita ,diari,colloqui semi-strutturati,interviste,ecc…

sembrano gli strumenti più utilizzati per lo studio della famiglia e delle relazioni

familiari e del loro mutamento.

Tecniche specifiche di analisi della famiglia

I contributi empirici sulla famiglia,soprattutto in area americana e

anglosassone,sono ricchissimi e ad ampio raggio. La famiglia è stata analizzata in

moltissimi suoi aspetti,sia interni (relazioni familiari )che esterni(rapporto con

altre istituzioni e gruppi sociali). L’abbondanza degli studi e delle chiavi di lettura

conferma la complessità stessa della famiglia.

a) nello studio delle relazioni intra-familiari sono presi in considerazione solo

alcuni aspetti della vita di coppia o del rapporto genitori-figli,mentre viene meno

la possibilità di ricostruire l’articolato e complesso sistema di interdipendenza

tra le dimensioni economiche-strumentali,affettive,sessuali,psicologiche,di

potere,biologiche ecc… in molti casi il dato circa la relazione familiare viene

29

rilevato da un solo componente della famiglia,ipotizzando che quanto

l’intervistato dica sulla propria vita corrisponda effettivamente alla realtà.

nell’analisi circa il rapporto tra la famiglia e le diverse istituzioni,agenzie

b) esterne,in molti casi la famiglia è trattata come contenitore generico che si

differenzia al massimo per la composizione strutturale senza fare attenzione a

come le dinamiche interne(affettive ed economiche)influenzino il modo in cui la

famiglia si rapporta con l’esterno.

Spesso si conoscono le caratteristiche socio-culturali dell’intera famiglia da

informazioni date attraverso un questionario sottoposto ad un solo componente della

famiglia che di solito è il capofamiglia.

Osservazione diretta,ricerche su + generazioni,indagini longiutidinali,lavori condotti

con ausilio del concetto di ciclo di vita considerano la famiglia non tanto come

prodotto delle interazioni tra i membri componenti quanto come sistema vivente che

cambia e si modifica nel tempo per effetto sia di fattori interni che esterni.

CAP. 9

Gli spostamenti di confine fra pubblico e privato nella famiglia

Gli attuali cambiamenti sociali della famiglia possono essere letti a partire da un

assunto che consiste nel ritenere che il problema centrale della odierna sociologia

della famiglia sia diventato quello che viene considerato spostamento di confine tra

pubblico o privato.

Il termine privato si riferisce a ciò che è di esclusivo dominio di uno o più

soggetti ,colui che fa parte di qst sfera non è tenuto a perseguire gli interessi generali

della società cui appartiene.

Il termine pubblico,si riferisce a ciò che è di interesse generale e che quindi cade

sotto dominio comune a tutti i membri della società e perciò aperto e accessibile a

tutti.

Concetto di spostamento dei confini: intendiamo il modificarsi della valutazione

di ciò che in precedenza era ritenuto appartenente ad una sfera di relazioni anziché a

un’altra. Qst concetto implica non pochi problemi di definizione e di

interpretazione. Da un punto di vista sociologico gli spostamenti di confine hanno a

che fare con il mutamento delle strutture e delle forme dei simboli umani di

comunicazione,orientamento e regolazione. Nella modificazione dei confini si

riassumono un po’ tutti i drammi,partendo dal cambiamento della famiglia e della

sua rilevanza sociale. Il paradosso cruciale che permane è quello di andare ad

analizzare se la famiglia può entrare a far parte della sfera pubblica oppure della

sfera privata. La famiglia da sempre è stata vista come un fatto pubblico e privato al

tempo stesso,tanto che non può esservi l’eliminazione di uno dei due poli.

 La crescente privatizzazione della famiglia

Secondo le tesi sociologiche più accreditate,la famiglia moderna nasce in quanto

tale come polo o sfera essenzialmente privata della società borghese con il suo stato

nazionale. Autori contemporanei hanno enfatizzato che la famiglia borghese sia

stata la culla della civiltà moderna. 30

Il passaggio dalle forme “organiche” della famiglia pre-moderna a quelle

“privatizzate” della famiglia che siamo soliti chiamare moderna rimanda a

dimensioni e percorsi storici molto complessi,che dovrebbero essere documentati

con studi e ricerche approfondite.

Privatizzazione può significare:

a. La ricerca di un ambito di vita relativamente “chiuso”in cui si preserva e si

promuove un particolare stile di vita distintivo dapprima di una classe o di un ceto

sociale.

b. L’emergenza di una famiglia puerocentrica,cioè centrata sul bambino.

c. L’accentuazione di un processo di nuclearizzazione della famiglia.

Infine privatizzazione della famiglia significa separazione e/o perdita di funzioni nei

controlli in altre sfere(o sottosistemi )della società. Si tratta dapprima della

separazione tra casa e azienda,che porta alla perdita di funzioni direttamente

produttive della famiglia. In seguito si tratta anche di altre funzioni ,in linea di

principio tutte tranne quelle di riproduzione sessuale specifica della famiglia.

Dal punto di vista empirico,la tesi di una perdita di funzioni educative e

socializzative della famiglia,così come degli altri aspetti è però molto controversa.

Su questi aspetti la tesi della privatizzazione ha subito le più disparate

formulazioni:dapprima si è detto che la famiglia andava radicalmente perdendo tali

funzioni,poi si è scoperto che tali funzioni erano e restano di gran parte a carico

della famiglia,anche se in congiunzione con altre agenzie esterne.

Ma allora il processo di privatizzazione va inteso Probabilmente nel senso che le

capacità di controllo sociale in senso lato della famiglia sui suoi membri sono

venute diminuendo rispetto al passato.

Spostamento dei confini all’interno della famiglia

Le relazioni familiari vengono rappresentate come relazioni in cui il soggetto è

legittimato a esprimere gusti e preferenze del tutto individuali,dal punto simbolico la

dimensione familiare della relazione sociale generalizzata si sposta verso il

soggettivo. Dal punto di vista funzionale,le relazioni familiare debbono servire scopi

e tipi di bisogni che corrispondono essenzialmente a esigenze di pura espressività. Per

quei bisogni e compiti che non sono di tipo espressivo, le relazioni familiari perdono

di rilevanza,non servono più. Sono semplicemente fuori luogo;debbono essere

lasciate da parte.

In breve nella propria famiglia,l’individuo può fare quello che vuole,a condizione che

non vengano violati i diritti degli altri. Dapprima ciò vale solo per l’adulto,ma poi il

processo simbolico e funzionale viene riferito anche ai giovani,adolescenti,ragazzi e

bambini,a partire dal momento in cui la personalità dell’individuo è in grado di

esprimere una sua volontà.

È più che ovvio che questi spostamenti avvengono senza chiari punti di

riferimento;non ci sono,né possono esserci,precisi accordi o esplicite definizioni. Le

cose cambiano sotto impulsi di forze che gli individui sanno di non poter

padroneggiare. Le relazioni sociali cambiano sotto la pressione di forze che sono

sociali. 31

Il concetto di privatizzazione familiare dice anche che:”poiché la società moderna

rappresenta la famiglia come sfera privata per eccellenza ,quest’ultima è impedita a

cogliersi come fenomeno sociale e a essere legittimata.

Una società quindi basata sull’individualismo,favorisce una visione psicomorfica

della realtà,nel senso che diventa un mero riflesso dell’IO. I sentimenti assumono

più importanza delle azioni. In sintesi,si capisce che la famiglia non possa fare altro

che privatizzarsi sempre di più perché le relazioni interne,non vengono più colte

come relazioni propriamente sociali.

Famiglia nei rapporti con L’esterno

La famiglia si configura come un ambito decisionale privato che può influenzare gli

altri sottosistemi per cui a sua volta deve essere influenzato e anche in anticipo.

Nelle relazioni con l’esterno è considerato un ambito di decisioni che si esprimono

in aspettative, e tali aspettative devono essere in anticipo oggetto di pressioni da

parte di qualsiasi altro sottosistema della società al fine di poter perseguire i propri

interessi. Se è la politica che si rivolge alla famiglia.qst’ultima si configura come

una sfera di relazioni in cui li individui si influenzano a vicenda attraverso

comunicazioni interpersonali.. se è l’economia che si rivolge alla famiglia,qst si

configura come un’unità di consumo che condiziona i comportamenti dei singoli di

fronte alla scena economica. Se è la scuola che si rivolge alla famiglia,qst può essere

vista come una controparte privata che cmq influenza gli individui con il suo

assenso-dissenso. Se il sistema sanitario si rivolge alla famiglia,qst viene

considerata come contenitore residuale quindi privato,dove debbono essere

soddisfatti tutti quei bisogni necessari per garantire il benessere. Tutto ciò ci fa

capire che la famiglia tende sempre di più alla privatizzazione ,ma ciò accade anche

perché la società contemporanea rappresenta la famiglia come sfera delle relazioni

espressivo-comunicative libere da qualsiasi responsabilità pubblica. Tale

privatizzazione,tale chiusura della famiglia porta grossi problemi ,in quanto si

vengono a creare dei conflitti con l’esterno e che sono insolubili in mancanza di

comprensione.

 Pubblicizzazione Della Famiglia

Con la pubblicizzazione della famiglia,noi intendiamo alludere in primo luogo al

fatto che lo sviluppo del welfare state ha significato un crescente interesse dello

Stato per la famiglia ,in termini di nuove regolazioni e interventi per il suo

benessere. Ciò non vuol dire che lo stato abbia sostituito la famiglia nei suoi

compiti.

Legislazione della famiglia in rapporto ai fenomeni sociali

Per quanto riguarda la legislazione della famiglia,possiamo riassumere la tendenza

alla pubblicizzazione con il dire che lo Stato contemporaneo tende a regolare i

diritti dei singoli e delle relazioni nella famiglia in modo sempre più

dettagliato,sostanziale e interno anziché secondo modalità generali,formali ed

esteriori. 32

Nel campo civile,lo Stato a regime di Welfare interviene nei rapporti familiari

specificando via via i diritti e doveri dei coniugi,dei genitori verso i figli e viceversa.

Un esempio di pubblicizzazione di relazioni familiari un tempo considerate

prettamente private,possiamo ricordare quelle relative alla tutela dei minori così

come si sono venute configurando in Italia a seguito della legge 151/1975(riforma

del diritto di famiglia)e della legge 184/1983(disciplina dell’adozione e

dell’affidamento dei minori).Con la prima legge si consentono la ricerca della

paternità e maternità con ogni mezzo e l’inclusione legittima nella famiglia dei figli

nati fuori dal matrimonio,azioni che un tempo erano intese come violazioni della

privatezza della famiglia. Con la seconda legge si prevede la possibilità di togliere

un bambino da una famiglia ritenuta dal giudice “non idonea”,per affidarlo per un

certo periodo di tempo a un’altra famiglia o a una persona singola o a una comunità

di tipo familiare.

Un altro campo esemplificativo riguarda i diritti della donna,nella famiglia e fuori di

essa,lo Stato tende ad assicurare un’emancipazione sempre più netta e paritaria con

il maschio. Più in generale si può dire che lo

Stato di Welfare tende a pubblicizzare la relazione tra genitori e figli e i rapporti tra

i sessi laddove non ritiene sufficientemente garantita la parità materiale delle

opportunità,mentre tende invece a “recepire”la privatizzazione delle relazioni fra gli

adulti,per esempio fra i sessi congiunti.

Inoltre abbiamo uno stravolgimento della situazione rispetto al passato,i quanto al

donna non è più vista come un oggetto di manifestazioni abusanti nei

comportamenti sessuali di coppia,oppure il diritto dei figli di non essere più oggetto

di incuria, di abusi ecc… Si nota anche l’estensione al diritto penale di altri tipi di

comportamenti,per esempio quelli economico-fiscali della famiglia verso lo stato

(evasione fiscale).

In sede sociologica,suggestiva appare l’ipotesi secondo la quale,per quanto ampi gli

spostamenti fra pubblico e privato possano essere,il loro rapporto tende a restare

costante o comunque bilanciato”nei confronti di questo quantum a noi è data solo la

possibilità di variare i campi in cui questi principi si dividono”. Questa

affermazione che noi potremmo denominare teorema di Sammel,ci avverte che non

vi sono spostamenti lineari da un campo all’altro. Essa deve essere letta in

congiunzione con un’altra teoria,che potremmo definire teorema di Durkheim

,secondo cui a misura che la famiglia perde la sua autonomia funzionale e tende a

configurarsi come organo specializzato della società ,essa produce per riflesso

l’esigenza della collettività di intervenire su tutti i suoi aspetti di vita ,perché a

partire da quel momento,tutto ciò che avviene in essa ha ripercussioni nell’intera

società. Per entrambe le teorie ciò che è cruciale è il confine in un movimento

complessivo che vede aumentare individualismo e socializzazione al contempo. Un

esempio per capire potrebbe essere dato dl diritto penale tradizionale della famiglia

si interessa a quanto accade nella famiglia. Con lo spostamento dei confini il diritto

penale si orienta alla difesa dei diritti materiali del singolo all’interno della famiglia.

I servizi dello Stato di Welfare 33

I servizi dello Stato di Welfare hanno seguito le stesse tendenze appena rilevate xkè

i servizi sociali hanno la funzione di attuare in modo concreto i diritti-doveri previsti

in modo astratto dalla legislazione. la logica dichiarata(funzione manifesta) del loro

sviluppo si è incentrata sull’esigenza di pubblicizzare i problemi della famiglia

,mentre di fatto(funzione latente)essi hanno spesso prodotto una nuova

privatizzazione di famiglia. Per fare un esempio,essi hanno contribuito a

“pubblicizzare”le tematiche della sessualità e della riproduzione umana

,comportamenti come la contraccezione e l’aborto non sono solo fatti privati ma

anche politici. Dopo anni di esperienze,i consultori hanno certamente accresciuto

una nuova sensibilità privata per tutti questi temi,ma hanno risolto ben poco dei

problemi sociali in cui questi tempi sono immersi:l’educazione alla sessualità ha

fatto passi indietro,la contraccezione non si è sviluppata in modelli maturi,e l’aborto

viene usato come mezzo di controllo delle nascite.

Inoltre i movimenti per i diritti di soggetti specifici(donne,malati portatoti di

handicap,ecc…)abbiano reso e in futuro renderanno ancora di più ciò che fino a

poco tempo fa era riservato al privato,chiuso entro margini precisi,confinato a spazi

e tempi sociali su cui il pubblico(lo Stato) aveva poco da dire. Gran parte degli

spostamenti traggono impulso dai cosiddetti “movimenti sociali”degli anni sessanta

e settanta ,infatti da un lato i movimenti sociali di cui parliamo chiedono aiuti da

parte del welfare state,ma dall’altro reclamano tutto ciò in rapporto a una più elevata

qualità della vita privata con la conseguenza dello scostamento dei confini verso il

pubblico si traduce in un ulteriore passo presso la privatizzazione della vita.

Per capire bene la situazione che vi era all’epoca possiamo prendere in esame il caso

dell’adulterio e del concubinato. In Italia negli anni 70’ la Corte costituzionale ha

depenalizzato tali comportamenti,dichiarando che tali azioni debbano ormai ritenersi

come fatti privati. Altro esempio ,si pensi alla richiesta di “diritti” dei ragazzi ,e

anche per i bambini ,di avere proprie relazioni sessuali con adulti senza che ciò

debba essere considerato “abuso” da parte dell’adulto che ritiene il minore

consenziente. In breve dal punto di vista sociologico ciò che importa è che ,nella

società odierna,la cultura prevalente e l’organizzazione politica che essa esprime

non tollera più il fatto che certi aspetti o comportamenti della vita familiare siano

ancora considerati privati,nel senso di essere esclusi o sottraibili dall’osservazione-

giudizio regolazione-intervento pubblico. Le pressioni del sistema societario sulla

privacy si traducono nell’allentamento dei legami sociali. Si nota anche che la

famiglia totalmente aperta o socializzata priva di confini in quanto totalmente

“pubblicizzata” sviluppa delle patologie specifiche. Tali patologie nascono in modo

visibile nell’individuo. Per compensare tali carenze vengono richiesti e sviluppati

nuovi interventi pubblici,che però non può dare loro una risposta. Cosicchè si

ricorre di nuovo alla privacy. E così via in un gioco senza soluzione.

Come spiegare un processo apparentemente paradossale

Ora fissiamo bene il paradosso dei cambiamenti familiari odierni:

a. Vi sono pressioni presso la privatizzazione che verso la pubblicizzazione della

famiglia. 34

b. Forti pressioni in una direzione ,provocano esiti contrari nella direzione

contraria e viceversa.

c. La mancanza di un punto di equilibrio provoca crescenti patologie.

I limiti e i confini che sarebbero richiesti per evitare questo parossismo non sono

certamente mai dati,né fissati a priori,bensì sempre variabili. Anche la società nostra

deve affrontare il problema di evitare i pericoli e i danni in atto del relativismo

culturale. Il relativismo si esprime nella forma di un codice simbolico che privilegia

l’individualismo,comportando così il declino fino all’agonia della sfera pubblica,e la

parallela degenerazione della vita privata.

In italia ormai è usuale che leggi che vanno a toccare le “relazioni intime” pongano

nel primo articolo un’affermazione esattamente contraria a quella che è lo scopo

ultimo materiale della legge. Ci rifacciamo a tre esempi:

 Legge che regola il divorzio all’inizio richiama l’intento di salvaguardare

l’istituzione del matrimonio,e ne da forse la definizione più bella che possa esistere

nel nostro ordinamento giuridico.

 La legge che depenalizza l’aborto inizia con il dire che lo Stato tutela la

maternità e vieta l’uso dell’aborto come mezzo di controllo delle nascite ,mentre poi

dice ben poco sulla tutela della vita nascente e della maternità,né sanziona chi

utilizza l’aborto come strumento di pianificazione delle nascite.

 Legge che regola le adozioni e gli affidamenti dei minori inizia con il dire che

“il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia”,mentre poi

legittima interventi dentro la famiglia ritenuta “non idonea”secondo la valutazione

discrezionale del giudice.

Tuttavia è evidente che la nostra società è presa da precise contraddizioni e che non

si tratta di contraddizioni formali ma sostanziali,se non altro perché mettono in

gioco la vita umana.

Il quesito sociologico invece è:perché dire che esiste il diritto di fare o avere X se

poi non lo si promuove ,ma anzi si legittima anche il diritto a fare o avere non X?

Le contraddizioni anzi dette sorgono in quanto la legislazione e i servizi debbano

supplire alla mancanza di una concreta politica a favore della famiglia in quanto

tale.

È importante moltiplicare la legislazione sulle situazioni patologiche,facendo di

interessi particolari un diritto collettivo generalizzabile con valenze pubbliche.

Il sistema politico-amministrativo non riesce più a mantenere un chiaro confine tra

sfera privata e pubblica perché non sa promuovere né l’una né l’altra.

Il diritto deve solamente recepire ciò che accade,le istanze,i bisogni così come si

manifestano,in tanto in quanto questi bisogni sono socialmente diffusi e rispettano le

regole del gioco.

Il riconoscimento di “valore” come diritto potrà avvenire solo se c’è una sufficiente

capacità di pressione,di influenza e di rappresentazione democratica. I valori

possono essere tradotti in diritti solo dopo essere stati interpretati secondo un codice

di tipo economico in senso analitico. È bene sottolineare che gli spostamenti di

confine non seguono più una logica lineare,ma circolare,siamo di fronte a un

35

processo di continua ridefinizione circolare. Questa tesi può essere articolata per

punti:

1. Contrariamente alla società moderna,la società attuale complessa, non ha più

un codice simbolico-normativo.

2. Gran parte delle teorie del rapporto pubblico-privato trattano ancora il confine

come una linea divisoria che si possa identificare in qualche senso analogo al modo

in cui possiamo raffigurarci un disegno nello spazio,mentre invece il confine è una

mediazione simbolica,la quale risponde a certe logiche ed è soggetta a continui

problemi di interpretazione.

3. Indicare il confine diventa poco a poco una funzione specifica ,che ha un solo

codice simbolico-normativo e richiede un apposito sottosistema di controllo nel

sistema societario.

Facciamo un esempio:la relazione inerente all’unione coniugale è un fatto pubblico

o privato?

Le società che hanno preceduto la nostra non avevano dubbi al riguardo,il

matrimonio era una relazione pubblica . non che gli aspetti privati fossero assenti

,ma questi ultimi erano subordinati e come “confusi” entro la cornice pubblica.

Con l’avvento della modernità il matrimonio diventa un problema non più una

realtà. La dialettica pubblico-privato entra dunque anche nella relazione sociale ,tale

che non solo gli aspetti privati si svincolano da quelli pubblici,ma assumono una

posizione e un titolo dinamico di confronto continuo. Sposarsi non vuol, dire più

assumere un certo ruolo definito e vincolarsi a obblighi mutabili :ciò che saremo

come marito o come moglie ,o come padre e madre ,verrà considerato nelle

situazioni , e così è anche per le aspettative verso i figli ,e delle aspettative che i

genitori hanno circa le aspettative di questi ultimi verso di loro e così via…

Il problema è quello di integrare le relazioni tra singole dimensioni che vengono

differenziandosi sempre più tra loro. la crisi del matrimonio pubblico sta proprio in

questa difficoltà. Discontinuità forte: il matrimonio nella società moderna e in quella

post-moderna;il primo ha ancora un qualche “centro”,”norma pubblica”,”principio

ordinatore pubblico”,mentre il secondo non ce l’ha più.

Secondo la gran parte delle sociologie correnti, nella società attuale il matrimonio

non può più recuperare alcuna integrazione,né interna alla coppia,né verso la sfera

pubblica esterna . non solo la famiglia,ma anche la coppia si scoprirebbe

frammentata ,con legami sempre più superficiali,vuoti,distrutti.

Se si sta alle letture post-moderne come quelle di Baudrillard,sembra insomma che

pubblico e privato,perdendo centratura e integrazione,perdano del tutto i loro

confini. Nella teoria di Luhmann non succede diversamente:la dialettica privato-

pubblico diventa un codice binario per la gestione del paradigma degli interscambi

sistema-ambiente. Applicato alla famiglia,il pensiero di Luhmann sembra significare

che qst’ultima diventa un sottosistema specializzato nel trattare problemi di

comunicazione la cui capacità di realizzarsi è talmente improbabile e comunque tale

che il consenso in essa attuabile arrivi al massimo a “una comune

problematizzazione del mondo” a scala inter-personale. Luhmann prende l’orrore di

Baudrillard come “una banale premessa”. L’uomo con i suoi valori pubblici e

36

privati,è messo a fluttuare nell’ambiente,mentre il matrimonio,la famiglia possono

essere stabilizzati con tecniche selettive.

I pensatori post-moderni credono che l’identità familiare diventi praticamente

irrilevante,il che non è davvero realistico se si pensa al concreto esistere sociale di

ciascuno di noi,proprio con questa società. Senza un’identità di famiglia,le patologie

che vengono create nel sottosistema psichico non sono tollerabili né di fatto tollerate

almeno oltre certe soglie di assenza o distorsione. E ciò ci riconduce a un duplice

fatto:

a. Che anche una società ad alta polarizzazione fra pubblico e privato,l’essere

umano resta un soggetto concreto,che è sistema e ambiente allo stesso tempo

b. Che le relazioni sociali nelle quali e attraverso le quali vive sono al contempo

sistema e mondo vitale, cioè solo integrazione funzionale “pubblica”oppure solo

integrazione inter-soggettiva “privata”.

La sociologia post-moderna dimentica che il confronto fra diversi codici dell’amore

non è terminato con una sorta di vittoria totale e definitiva dell’amore-passione su

altre forme,come per esempio l’amore-amicizia. Quest’ultima forma è stata

interpretata da Luhmann:l’amicizia lega ancora l’amore alla morale e produce uno

spostamento delle passione seui sentimenti o su altri codici simbolici per i quali

l’amore è un “invito ad un affetto prudente che solo è in grado di garantire una

visione duratura”e in cui”alla pericolosa esaltazione dell’amore-passione viene

preferita la felicità meno intensa,ma più sicura ,di un sentimento tenero e pacato,che

vincolandosi armonicamente all’universo dei doveri e delle responsabilità sociali,si

autogarantisca nel tempo.

La soluzione odierna per quanto riguarda il problema dei confini sta in un codice il

quale ritiene che una relazione sia privata fintanto che essa non arriva ad avere

ripercussioni negative e patologiche sulla sfera pubblica. Ma queste ripercussioni

non sono note in anticipo,bisogna attendere del tempo per vedere gli effetti e per

poter ri-normativizzare ,a partire dalla sfera pubblica,le relazioni private più

rischiose. Nel frattempo nuove patologie vanno emergendo e con esse cresce

l’esigenza opposta a quella privata ,di poter prevedere e prevenire in anticipo tali

patologie.

La famiglia come sistema relazionale a confini variabili

La famiglia è una realtà immersa in un tessuto relazionale,ma è essa stessa un tipo

specifico di relazione sociale. Il problema è quello di identificarla:ciò che può essere

fatto solo comprendendola e spiegandola come rete di relazioni.

In quanto relazione sociale,la famiglia è caratterizzata dai seguenti aspetti:

a. Si muove tra due poli (pubblico e privato)

b. È sempre in tensione fra i due termini che collega :è associazione e

dissociazione,unione e distanziamento al contempo

c. È una trama o rete di relazioni ,ossia una relazione di relazioni ricorsive

d. In quanto rete di relazioni essa implica l’esistenza di “nodi”,di ruoli e funzioni

integrate attraverso meccanismi non discorsivi –all’opposto-una vitalità soggettiva

di tipo interpretativo e comunicativo non puramente strumentale. 37

La famiglia è un sistema relazionale a confini variabili perché le relazioni in essa

non sono mai delimitabili.

Ecco dunque come i confini sono variabili:essi rispondono a logiche di

“autonomia”della relazione stessa ossia deve sviluppare una propria capacità di

vita.

Detto in altre parole,la variabilità ha una duplice dinamica:intersoggettiva e

strutturale,che sono in continua relazione tra loro. dinamica intersoggettiva significa

che la relazione familiare vive nel e attraverso il dialogo e la conversazione

interpersonale. Dinamica strutturale significa che la relazione familiare vive nella e

attraverso i vincoli che essa stessa ha generato,distrutto e rigenerato. Questi vincoli

sono attivati,vissuti e modificati dagli individui,ma non dipendono interamente da

essi.

Sul piano empirico noi oggi constatiamo che le relazioni familiari sono sempre più

caratterizzate da tre tendenze di fondo.

1. Sono sempre più differenziate al loro interno e nei rapporti con l’esterno

2. Sono sempre più generalizzate nei valori

3. Sono sempre più autonome.

Con questo non è che la famiglia si configuri come un sistema chiuso:anzi,essa

scambia informazioni ed energie con l’esterno in maniera più intensa. Significa che

le proprie regole interne devono essere elaborate con maggiori sforzi ,e sforzi più

competenti,sensibili,attenti,e così via,dai membri stessi della famiglia, non però

come singola famiglia isolata,ma in quanto caso individuale di una specie:le

famiglie che condividono gli stessi problemi. Succede alla famiglia quello che

succede all’individuo.

Inoltre,costituzione e persistenza della famiglia,dipendono in primo luogo dal

rinvenimento e messa in opera di regole interne alla famiglia stessa. Per quanto

queste regole oggi tendano a privatizzarsi ,ciò non corrisponde ne ai fatti empirici

più significativi né alla logica propria del codice simbolico-normativo che è

richiesto da una società altamente complessa.

L’elaborazione delle norma familiare non può essere un’attuazione privata,poiché la

famiglia non è un’isola. Proprio per questo motivo si chiede che le regole interne

della famiglia debbano essere in costante connessione con il resto della società. 38

FORME FAMILIARI STATO DELLA

SOCIETà UMANA

I livello dello stato

promiscui

Rapporti sessuali selvaggio,difficile

(nessuna famiglia) distinguere l’uomo

dall’animale

Stadio inferiore dello

stadio):

Famiglia consanguinea(I stato selvaggio

intermatrimonio nel gruppo di

fratelli e sorelle Stadio intermedio dello

stadio):

Famiglia punalua(II stato selvaggio

divieto di intermatrimo tra fratelli

e sorelle Stadio inferiore delle

stadio):

Famiglia sindiasmania(III barbarie

matrimonio tra singole coppie ma

senza obbligo di coabitazione

esclusiva. Il matrimonio dura

finché lo desiderano le parti. Stadio intermedio delle

stadio):

Famiglia patriarcale(IV barbarie

si fonda sul Matrimonio

di un solo uomo con diverse

mogli Stadio superiore delle

stadio):

Famiglia monogamica(V barbarie,

si fonda sul matrimonio di verso la civiltà

singole coppie,con

obbligo di coabitazione

La storia umana, secondo Morgan, si è sviluppata in tre periodi etnici; lo stato selvaggio, la

barbarie, la civiltà. Egli suddivide a sua volta questi tre stadi in sette periodi, dallo "stadio

selvaggio inferiore"(gli uomini si nutrono di frutta e di bacche), allo stadio civile(uso

dell'alfabeto fonetico e della scrittura). All'interno di questa evoluzione, la famiglia ha

conosciuto cinque tappe:

1) La famiglia consanguinea, in cui il matrimonio avveniva tra fratelli e sorelle.

2) La famiglia punalua, in cui vigeva il divieto di matrimonio tra fratelli e sorelle.

3) La famiglia sindiasmiana, nella quale le coppie nascevano e si scioglievano

spontaneamente.

4) La famiglia patriarcale, in cui l'autorità suprema spettava al capo di sesso maschile.

5) La famiglia monogamica, basata sull'uguaglianza tra maschio e femmina, che si va

evolvendo verso la famiglia nucleare.

Questi passaggi sono avvenuti a causa del succedersi delle forme di economia, da quella

dei cacciatori e raccoglitori a quella dell'industrializzazione moderna. Questo lo dimostrò

nella sua opera successiva : criticata dagli anti-evoluzionisti,

La società antica(1877),

ignorata dai funzionalisti , mentre fu molto apprezzata dalla tradizione Marxista

si diffonde negli anni ’50 nei paesi

L’approccio struttural-funzionalista

occidentali,ancora oggi è parte rilevante della sociologia internazionale della famiglia. Si

differenzia dall’istituzionale perché considera la famiglia non come istituzione, ma come

struttura di status-ruoli: considera il comportamento famiglia come risposta alle diverse

aspettative dei vari membri. Ha due caratteristiche: l’ottica ipersocializzata cioè lo

struttural-funzionalismo non attribuisce la divisione sessuali dei ruoli alla natura ma alla

dinamica della divisione del lavoro nei piccoli gruppi e danno luogo ad un’eredità culturale

alla quale si viene necessariamente socializzati; e il carattere olistico.

L’approccio struttural-funzionalista ritiene che la società pone le esigenze pratiche alla

famiglia,essa non può essere considerata piccola società ed è un sistema che si

specializza nella funzione di controllo delle tensioni di sessualità,socializzazione, cura dei

nuovi nati,assorbimento delle frustrazioni. La famiglia è pensata attraverso modelli,in

particolare quello della famiglia nucleare;è ordinata gerarchicamente per età è

differenziata orizzontalmente per sesso;e consiste di quattro ruoli.

e hanno fornito uno schema di interscambio tra famiglia nucleare e sotto

Bell Vogel

sistemi sociali in quanto la famiglia è subordinata rispetto agli altri sottosistemi e per far

fronte alle esigenze esterne procede ad una divisione interna del lavoro.

e sostengono che la famiglia debba avere ruoli differenziati: l’uomo è

Bales Zelditch

leader dell’ asse strumentale ; la donna è leader dell’asse espressivo.

sostiene che la donna si emancipa dall’autorità maritale e diventa specialista

Parsons

delle relazioni umane; inoltre la permissività con i figli diviene un nuovo modo per orientarli

e la dinamica generale della società porterà ad un accrescimento della complementarità

coniugale. L’approccio struttural-funzionalista spiega le strutture della famiglia

RILIEVI CRITICI:

come parte di un tutto societario ha come caratteristica l’ottica sistemica. Il punto debole è

la visione integrazionista della famiglia che non comprende la problematicità della

solidarietà familiare nella società contemporanea. Assume la famiglia come sistema

sociale omeostatico e essa non è vista come sistema adattivo complesso aperto

all’ambiente. è molto utilizzato in sociologia della famiglia,lascia da

L’approccio interazionista

parte i problemi storici , macrostrutturali e le variabili dure delle relazioni familiari. M

minimizza l’importanza delle strutture sociali e si concentra sugli atteggiamenti-

comportamenti dei membri; affronta la vita familiare dal punto di vista dell’adattamento

reciproco e della felicità degli individui coinvolti. Spiega l’integrazione familiare come

prodotto dell’integrazione sociale e cioè attraverso valori e credenze. L’iniziatore di questo

approccio è Mead.

L’approccio interazionista considera la famiglia come unità di persone interagenti.

L’interazione costante e l’interiorizzazione totale sostengono che la stabilità ei ruoli

familiari è spiegata attraverso l’identificazione che nasce dall’interazione continuata;

l’interazione continuata assicura di per sé che valori,norme, regole di vita, credenze,

sentimenti siano interiorizzati e resi reciproci tra i membri della famiglia. Considera la

divisione del lavoro in modo effettuale e come sostegno reciproco di fatto, che spinge alla

persistenza dell’aggregato familiare. Considera la diade coniugale come prodotto di

interazioni complementari,comuni e conflittuali. L’approccio ha il contributo di Burgess e

Locke: ritengono che i valori centrali della famiglia sono dare e ricevere affetto,

uguaglianza tra i coniugi e comportamento democratico nelle decisioni familiari. La

famiglia si trasforma da istituzione a comunità di amicizia CAMPANIONSHIP. L’obiettivo è

lo sviluppo della personalità,l’intento è di mostrare la capacità adattiva della famiglia.

L’approccio interazionista ritiene che l‘ intensità del rapporto dipende da relazioni

caratterizzate da apertura, partecipazione e ripartizione. La ricerca del gruppo di Lovanio

conferma che l’uguaglianza o reciprocità fra i ruoli coniugali è positivamente correlata alla

stratificazione sociale ed esiste una differenza tra processi decisionali e assolvimento dei

compiti.

I sono che non considera i processi di

limiti dell’approccio interazionista

cambiamento macrostrutturale della famiglia ed enfatizza troppo il valore felicità familiare.

considerano la famiglia come pura comunicazione,come mera

I recenti approcci

convivenza di vita quotidiana e che cambia secondo una connotazione biologica ed è un

organismo che subisce gli stessi processi morfogenetici della vita biologica. Gli approcci

comunicazionali e neo-funzionalisti prendono atto di ciò che accade ma vedono anche la

realtà come costruzione dell’osservatore; essi enfatizzano un modo di considerare la

famiglia che la riduce a processi di comunicazione. I loro riferimenti concettuali son la

biogenetica, le scienze della mente e le scienze informatiche: si parla di FAMILY MIND.

Lo sfondo epistemologico è quello del funzionalismo radicalizzato, il cui metodo si basa sul

problematizzare l’esistente , comparare diversi elementi e cercare una soluzione

alternativa. si caratterizza per essere costruttivista: cioè la

L’approccio comunicazionale

famiglia è ciò che l’osservatore costruisce in interazione con il sistema osservato. Porta

ad adottare un approccio inter-relazionale dove l’attore sociale è soggetto attivo;

l’osservatore è esterno al sistema osservato; e la comprensione dei processi comunicativi

deve fa ricorso a meta punti di vista. La famiglia è compresa secondo il binomio

binomio che esalta il costruttivismo sociale, ma fa implodere

comunicazione-biologia,

la famiglia come relazione sociale. La famiglia è e resta una relazione sociologicamente

piena e complessa; si tratta di andare oltre il funzionalismo per sviluppare l’approccio

relazionale che intende la società come relazione quindi società e famiglia sono costituite

da relazioni sociali.

L’approccio comunicazionale considera la famiglia come piano di eventi comunicativi;

Luhmann afferma che la famiglia consiste di sole comunicazioni e né di persone e né di

relazioni tra persone. La famiglia appartiene alle più antiche istituzioni della società cambia

secondo le differenze sociali. Essa è il luogo della società in cui ci si aspetta che accada

quanto è impossibile negli altri luoghi sociali, ossia ritiene rilevante la persona nella sua

totalità e non si può non comunicare. La famiglia considerata solo secondo la dinamica

comunicativa diventa autoreferenziale, un sistema chiuso- autopoietico sui generis, ma

aperto agli scambi interattivi con l’ambiente.

raccoglie molti modi di intendere la famiglia

L’approccio neo-funzionalista

unificandoli in una prospettiva comunicazionale; combina necessità e contingenza,

determinismo e in determinismo, materialismo e vitalismo, stabilità strutturale e

morfogenesi. Inoltre dichiara inevitabile la riduzione della famiglia a pura convivenza e

mera convivenza quotidiana. DOMANDE E RISPOSTE

CAPITOLO: LA FAMIGLIA E IL DIRITTO

1. QUANDO INIZIA A PORSI IL PROBLEMA DELLA RELAZIONE GIURIDICA DEI RAPPORTI

FAMILIARI?

Nell’ambito della nascita dello stato moderno nel secolo XIX.

2. COME PUO’ DEFINIRSI IL DIRITTO DI FAMIGLIA E QUALI TIPI DI RELAZIONI FAMILIARI

SONO OGGETTO DI REGOLAZIONE GIURIDICA? .

Il diritto di famiglia è un corpus di norme che riguarda i rapporti familiari nell’ambito del codice civile Esso

riguarda la relazione giuridica di tre tipi di relazioni familiari: le relazioni di coppia; le relazioni tra genitori e figli;

le relazioni tra i membri del nucleo familiare e quelli appartenenti alla rete parentale.

3. DUE GRANDI TRADIZIONI HANNO CARATTERIZZATO LA REGOLAZIONE GIURIDICA DELLA

FAMIGLIA A PARTIRE DAL SECOLO XIX, QUALI SONO E QUALI IDEE DI FAMIGLIA

SOSTENEVANO?

Il “civil law”, ordinamento di diritto scritto, diffuso nella maggior parte dei paesi europei, fortemente influenzato

dal Codice Napoleonico, ha supportato un’idea di famiglia forte in uno stato forte, a cui corrisponde la struttura

della famiglia incentrata sulla potestà paterna sui figli e maritale sulla moglie, nonché quella di filiazione che si

fonda sulla legittimità e quindi sulla distinzione tra figli legittimi e figli illegittimi.

Il “common law”, ordinamento prevalente nei paesi anglosassoni contraddistinto dalla mancanza di una legislazione

organica e unitaria, che si caratterizza per la scarsità di normazione giuridica anche nel campo della regolazione

della famiglia. Disciplinava solo in parte la relazione di coppia, mentre mancavano regole chiare sulla filiazione,

sugli obblighi dei genitori verso i figli che erano considerati avere una natura più morale che giuridica. Tuttavia

anche nella famiglia regolata dalla common law era chiara la divisione dei ruoli per genere ed età, così come le

relazioni di tipo gerarchico basate sulla paternità.


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof D'Alessandro Lucio.

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