Modulo Base: Sociologia della comunicazione
Bentivegna S., Boccia Artieri G., Le teorie delle comunicazioni di massa e la sfida digitale, Laterza, Roma-Bari
2019. ESAME SCRITTO 6 DOMANDE APERTE
Parliamo di ciò che sta attualmente succedendo nel nostro paese, ovvero la diffusione del Covid-19
Come hanno influenzato i media la nostra percezione?
Abbiamo osservato alcuni Tweet postati su Twitter da parte anche di personaggi famosi inerenti al virus
postati fra la sera del 7 marzo e l’8 marzo. Ovvero il momento in cui è stata lanciata la bozza del decreto
dove vengono estese le province rosse.
Artieri diffonde la voce che Zingaretti sia risultato positivo al coronavirus e che quindi anche le celebrità e le
persone importanti non sono immuni.
Il secondo tweet è stato pubblicato da Scaglioni che fa una considerazione rilevante, ovvero che, nonostante
il clima di emergenza, la Rai continua le produzioni quasi come a “lavarsene le mani”.
Il post, invece, stabilisce che comunicherà solo comunicazioni e decisioni delle autorità politiche solo quando
saranno ufficiali.
Artieri indica che la bozza è stata comunicata in modo improprio e ha procurato un grande allarmismo.
Misculin tratta le principali differenze fra la bozza e il decreto finale, mentre, Sofri si sofferma ad analizzare la
dicitura riguardante il lavoro trovando ambiguità tra le due versioni.
Inoltre, si sono presto formati hashtag come “Milano non si ferma”, “Andrà tutto bene” che hanno portato
positività, al contrario della diffusione della notizia che le persone cercavano di scappare da Milano
utilizzando i treni (molti diretti verso il Sud Italia) che ha portato, invece, sconforto, allarma, rabbia e
vergogna.
La stampa annuncia che verrà avviato il telelavoro e molte lezioni scolastiche verranno seguite da casa per
arginare il problema.
Siamo in presenza di una comunicazione allarmista che provoca un effetto negativo sulla popolazione.
Gli effetti in una comunicazione incoerente:
1 Fase -> primi contagi, morti
2 fase -> Conte cerca di tranquillizzare ma produce effetto opposto
3 fase -> si danno notizie dei contagi
4 fase -> misure restrittive -> se ne parla ancora.
Società di massa
<< Società in cui le istituzioni relative ai diversi sottosistemi sociali sono organizzate in modo tale da trattare
con vasti insiemi di persone considerate come un’unità indifferenziate di un aggregato o “massa”>> (Gili,
1990). Gli individui non appartengono più integralmente ad un certo segmento o <<status sociale>>, ma
dispongono dell’accesso a diversi sistemi differenziati.
Ci dice che di fatto ragionare in termini di massa e società di massa implica che si ragioni con aggregati di
persone che nonostante siano molto differenti fra loro, hanno tratti comune e quindi la società li tratta come
indifferenziati.
Saint-Simon: Fondatore del socialismo moderno e della sociologia positiva
Società organica (1814)
Definizione ripensata da Comte nel 1934 ma in realtà il periodo che sta a cavallo fra gli autori è quello dove
accadono 3 fenomeni: industrializzazione, urbanizzazione e modernizzazione della vita della società
trasformano la società e il modo in cui la si osserva e studia. Questi 3 fenomeni modificano la percezione
della realtà.
La società organica è un approccio al concetto di società che produce un’idea organica (di organismo, che è
un insieme di parti)-> Metafora del corpo umano: siamo organismi composti da parti che collaborano e ci
permettono di vivere. Ecco, la società è composta di parti che collaborano fra loro al fine di farla esistere. Le
varie parti della società sono definibili e osservabili (è come un’osservazione anatomica).
Comte (1934)
Società organica = Scomposta in una molteplicità di parti che operano in modo coordinato. La società è
quindi equiparata ad un organismo all’interno del quale tutti i soggetti non sono che parti -> all’interno regna
l’armonia, ma se si verifica un mutamento avviene uno squilibrio. L’osservabilità di Saint-Simon viene negata
e viene introdotto il concetto di specializzazione quindi ogni elemento della società si specializza, quindi ci
sono le definizioni di colletti bianchi, operai, impiegati, studenti ecc. Presupposto della divisione dei compiti
tra i vari soggetti nell’obiettivo di mantenere un’armonia complessiva. Sono elementi che si specializzano e si
definiscono ma rischiano di specializzarsi troppo. Dal momento in cui ci specializza troppo il rischio è di non
comprendere più la comunicazione, i bisogni delle altre corporazioni e di indebolire lo spirito insieme
portando la società a scomporsi in una moltitudine di corporazioni incoerenti che sembrano quasi o per
niente appartenere alla stessa specie
Concetto di ATOMIZZAZIONE : è il filo rosso fra le due. Ovvero, l’idea che questo eccesso di specializzazione
sia il più grosso difetto di idea di società organica e rischia di portare a uno sfaldamento della società.
Se faccio parte di una corporazione e mi specializzo troppo, tanto da arrivare a non riuscire più a comunicare
con le altre corporazioni, l’organismo muore e quindi la società svanisce.
Tonnies (1887)
Autore tedesco che propone la distinzione fra questi due termini alla fine dell’800. La distinzione diventa poi
un pilastro della sociologia.
Gemeinschaft/ Gesellschaft
Comunità/Società
Comunità: Idea che tutte le persone abbiano un sentiero comune, che si sentano parte della comunità in
modo deciso e omogeneo.
Mentre la società è un aggregato di persone impersonale, anonimo e basato su relazioni sociali basate sulla
forma del contratto (mi accordo con te per fare una cosa perché tu in cambio mi dai altro).
Queste due distinzioni sono l’una l’opposto dell’altro, ma sono una la conseguenza dell’altra.
Durkheim (1893)
Altro autore tedesco che distingue solidarietà organica e meccanica
Solidarietà meccanica / Solidarietà organica
Meccanica consiste nella divisone del lavoro (gli individui si somigliano e la distinzione è basata sulla divisione
del lavoro). SI costruisce un individuo solido e stabile molto più di quello sviluppato dalla società organica /
Solidarietà organica si sviluppa con un’eterogeneità di individui attraverso una divisione del lavoro molto più
accentuata dando vita a relazioni molto più stratificate in cui è necessario formalizzare degli accordi e
contratti. Questa eterogeneità e la frammentazione della divisione del lavoro portano al concetto di Anomia.
È chiaro che esistano delle norme (sociali), ma nella società e nell’individuo non esiste uno spirito naturale
propenso a seguire le norme.
Isolamento + Relazioni Impersonali + Libertà = ANOMIA (mancanza di norme): più siamo isolati, frammentati
non solo all’interno del gruppo, ma anche individualmente, più noi sposiamo un tipo di approccio
individualista, più questa cosa estremizza la nostra distinzione dagli altri e genera il concetto di anomia.
L’individuo vive in condizioni di isolamento, relazioni basate su impersonalità e libero da pressioni vincolanti
che però rischiano di portare all’anomia.
Inizio XX secolo la massa viene considerata elemento manipolabile, strumento delle élites organizzate. Chi
controlla i mezzi di comunicazione controlla le masse. Posizione abbastanza superata oggi ma non del tutto.
(Possiamo vedere il movimento delle Sardine che ha mosso questa opinione nel nostro contemporaneo)
(LeBon: massa manipolabile e portatrice di istinto di sottomissione come nella psicologia delle folle)
(Mosca, Pareto e Michels: massa è uno strumento di manipolazione delle élites perché sono organizzate a
differenza della massa che è disorganizzata).
Simmel
La massa è dominata da idee semplici (1917). Insiste sull’idea di manipolazione. La massa si basa sul grande
entusiasmo rafforzativo su idee comuni e semplici (quando la pensiamo allo stesso modo ci entusiasmiamo)
la massa si rafforza, mentre con idee differenti e complesse disgregano la massa e creano differenze
Ortega y Gasset (1930)
Massa è un insieme irrazionale e incompetente, contrapposto all’individuo colto. La massa viene vista come
entità che fa venire a meno della razionalità.
Simile al ragionamento di Simmel: non c’è riflessione ma c’è semplicemente abbracciare un’idea
semplicemente per senso di rafforzamento reciproco (= la pensi come me, sono felice, siamo simili,
formiamo una massa) -> processo involontario e automatico
Teoria Ipodermica -> una delle prime teorie che formalizza come i mezzi di comunicazione funzionano e
trasmettono i propri messaggi.
a) Scomparsa dei gruppi primari -> abbassamento di intensità del senso di appartenenza ai gruppi (siamo
ugualizzati, non ci sono tratti personali che entrano nella comunicazione del sé ma prevalgono i tratti
impersonali della massa = spersonalizzazione)
b) Tratti Impersonali
c) Pubblico Atomizzato
d) Mezzi di comunicazione onnipotenti e manipolatori. Il messaggio arriva al pubblico che non è in grado di
filtrarlo.
e) Individuo isolato
Herbert Blumer : Massa è aggregato composto da individui anonimi (tra i quali) esiste scarsa interazione
Mauro Wolf: Isolamento del singolo individuo nella massa anonima è il pre-requisito della prima teoria sui
media
Katz, Lazarsfeld: Gli individui posti a confronto con un nuovo tipo di forza unificatrice, un tipo di sistema
nervoso molto semplice che raggiungeva ogni occhio e orecchio in una società caratterizzata da
un’organizzazione sociale amorfa e scarsità di relazioni interpersonali
Teoria Ipodermica
Bullet theory/della cinghia di trasmissione/(S→R): è il primo tentativo di individuare il rapporto tra media e
individui.
La teoria ipodermica ha vari nomi, tra cui, Bullet Theory, Teoria dello stimolo e risposta e il senso della teoria
ipodermica è che ogni stimolo produce una risposta in un interlocutore inequivocabile, non negoziabile e
prevedibile. Se io ti comunico una cosa, tu ricevi la comunicazione e la interpreti come io ho progettato. Il
messaggio diventa come un proiettile: io ti sparo, il proiettile ti raggiunge e ha un effetto. E sono certo che
l’effetto si verifichi. Oppure come un ago ipodermico: io ti faccio un’iniezione e ti inoculo il messaggio che ti
voglio comunicare e tu lo non lo puoi rifiutare perché ti viene iniettato nel corpo.
Kurt e Gladys Land la definivano come una teoria che non è mai stata “never was”, ovvero, molto bella e
semplice, ma in realtà tutti gli studi successivi a questa e le interpretazioni che fanno della sociologia
l’approccio privilegiato alla questione di fatto l’hanno sempre negata.
Quali sono i problemi di questa teoria?
Innanzitutto, ha un approccio comportamentista, per cui ad uno stimolo corrisponde una risposta. (Come
l’esperimento di Pavlov con il cane e la campanella, quando per un mese accompagno al cibo una
campanella e così facendo anche solo sentendone il suono il cane inizia a salivare pensando che riceverà
come ricompensa il cibo).
Postulati della teoria:
>Pubblico come massa indifferenziata di individui isolati = ognuno di questi non comunica con gli altri, non
possono confrontarsi sui contenuti del messaggio e genera la stessa risposta in tutti
>Messaggi come potenti fattori di persuasione = idea dell’ago ipodermico
>Individui indifesi di fronte al potere dei mezzi di comunicazione= il messaggio è visto come indiscutibile e
sempre veritiero.
>Messaggi ricevuti da tutti gli individui allo stesso modo= la predisposizione emotiva, età, genera non
modificano il modo con un individuo riceve un messaggio.
Questi 4 postulati danno la misura di come questa teoria sia una teoria che non tiene conto della realtà delle
persone che ricevono il messaggio: no sguardo sull’audience, sul mittente e ricevente.
La teoria che sembra funzionare benissimo, ma in realtà non funziona per niente.
MODELLO MATEMATICO- INFORMAZIONALE DI SHANNON E WEAVER
Proposta di costruire una teoria matematica sulla comunicazione, ovvero di costruire una teoria sulla
trasmissione dei messaggi. Il concetto di stimolo-risposta viene ampliato, non è più limitato ad un doppio
movimento, ma c’è un percorso elaborato che produce una serie di discorsi: si parte da una fonte che
produce un messaggio, che viene trasmesso in un canale di trasmissione producendo un segnale che viene
ricevuto dal ricevente, lo decodifica e giunge al destinatario (4 passaggi).
Il canale è caratterizzato dall’idea che ci sia una fonte di rumore, ovvero che il segnale abbia un qualche
grado di disturbo.
Secondo Eco, si applica bene al rapporto fra gli esseri umani e le macchine, fra macchine e macchine e al
rapporto comunicativo fra esseri umani.
Manca il momento in cui il ricevente attribuisce un senso al messaggio. Se parliamo di comunicazione fra
esseri umani, il messaggio viene interpretato in modo diverso dagli utenti.
Esattamente come la teoria ipodermica il modello matematico-informazionale resta non applicabile.
Modello di Lasswell (1948)
Non propriamente efficace ma apre alcune questioni. Secondo alcuni supera teoria ipodermica e considera
aspetti che non erano stati considerati.
Secondo Boccia e Artieri non è un superamento, ma solo un aggiustamento perché da una parte c’è l’idea
che l’iniziativa della comunicazione parta dal Comunicatore e che gli effetti della comunicazione siano
qualcosa che riguarda solo il pubblico che riceve la comunicazione.
Manca l’idea che il ricevente sia tutt’altro che un soggetto passivo.
Noi sappiamo che il ruolo del mittente e ricevente non si limita a mandare/ricevere un messaggio, ma a volte
confonde un po’ le acque e i ruoli si scambiano. (come il prosumer che è sia produttore che consumatore)
Un pregio invece è che inizia a parlare del contenuto del messaggio. Si analizza il contenuto. I contenuti del
messaggio ne determinano differenti forme di ricezione. Lasswell studiò le tecniche di persuasione usate
durante la 1° G.Mondiale e perfezionò la metodologia applicandola all’analisi degli slogan della festa del 1°
Maggio dell’Unione Sovietica. Questa ricerca rappresenta un’applicazione esemplare dell’analisi del
contenuto. La staticità del contenuto del messaggio rischia di trasformarsi in un limite conoscitivo: le
pratiche del mash-up (inclusione di contenuti e info diversi) possono modificare radicalmente il messaggio.
Si guarda anche il ricevente, non solo si guarda la risposta del pubblico, ma anche chi è il pubblico (audience
studies).
<<Modello primitivo» (Wilson 2001) Critica al Modello di Lasswell
•Asimmetria Emittente / Destinatario: da una parte c’è uno che produce e uno che lo riceve, ma in realtà in
processo di comunicazione non si conclude qui.
•Estrema indipendenza dei ruoli: Concezione che emittente e destinatario non entrino mai in contatto fra
loro.
•Intenzionalità della comunicazione: i messaggi dei media devono sempre avere un intento e obbiettivo (che
può essere condivisibile, buono, nobile, o meno nobile secondo Boccia Artieri e Bentivegna). Il processo
comunicativo deve avere sempre uno scopo che vada oltre all’idea del solo raccontare qualcosa.
Meme culture: l’intenzionalità della comunicazione si perde un po’ perché chi riceve questi meme spesso
non sa chi li ha fatti e perde il riferimento iniziale, ma ride di una rielaborazione senza testo originale (modo
atipico e destrutturato di comunicare).
Nonostante queste teorie non siano più valide ma sono utili per iniziare a parlare di teoria dei media. Ne
vanno osservati pregi e difetti. Quello di Laswell è un modello che ha funzionato per tanto tempo e si può
usare come coda di contrasto e punto di riferimento di partenza per creare modelli aggiornati per la nostra
realtà contemporanea.
PayneFund Studies (1929-1932)
Studio degli effetti del cinema sugli atteggiamenti e sul comportamento quotidiano degli individui.
(Rappresentano la risposta empirica al clima di allarme sociale diffuso negli Stati Uniti negli anni 30 a seguito
del successo del Cinema. Di fronte ad un mondo scosso dalla crisi il cinema rappresentava una via di fuga
nelle storie di Hollywood. Queste storie, però, per molti, spesso rappresentavano comportamenti inadatti
che potevano traviare le menti degli individui). Vennero individuati 10 temi ricorrenti: sesso, crimine, amore,
mistero, guerra, infanzia, storia, avventura, commedia e questioni sociali. Interessante perché ora si fa
questo tipo di studi con videogiochi, social network e mezzi di comunicazione che deviano le menti dei
giovani (posizione anti-scientifica). Nell’800 era il romanzo che traviava le menti delle mogli che le spingeva
ad abbandonare i mariti per avventure folli. Negli inizi del 900 era il cinema. Prima ancora la fotografia, poi la
tv, i videogiochi, internet e social media. Ogni generazione ha il proprio demone mediatico da incolpare per i
propri difetti. A volte con un qualche barlume di riflessione scientifica, e spesso con la fretta di individuare un
capro espiatorio che permette di non approfondire la natura dei problemi della società.
L’obiettivo di questi studi non è quello di trovare comportamenti devianti, ma di vedere se e come la
fruizione cinematografica produce degli effetti sul pubblico. (Studio degli effetti su atteggiamenti degli
individui e sul comportamento quotidiano). La ricerca più significativa è stata fatta da Peterson e Thurstone
che analizzarono il comportamento di bambini nei confronti di diversi temi (es. gruppi etnici, pena di morte)
venne misurato l’atteggiamento prima e dopo aver visto il film. Che portarono
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