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Sociologia della comunicazione

Reti televisive

  • RAI 1 (dal 1954): Dc
  • RAI 2 (dal 1961): Psi + partiti laici
  • RAI 3 (dal 1977): Pci, canale più aggressivo

I dirigenti venivano scelti per appartenenza ai partiti, non per merito. I primi programmi sono istituzionali, in seguito diventano di base culturale, etica, didattica (c'era un programma per insegnare a leggere e scrivere). La TV diventa un collante a livello linguistico e culturale.

  • Canale 5 si confronta con RAI 1 sui programmi popolari.
  • Rete 4 si confronta con RAI 2 sulle fiction e sui film.
  • Italia 1, canale più giovanilista, si confronta sull'innovazione con RAI 3.

LA 7 e MTV appartenevano al gruppo Telecom Italia. LA 7 è stata venduta al gruppo Cairo mentre MTV è ritornato sotto la maggioranza americana (prima il 51% era sotto MTV Italia).

SKY a livello mondiale è la più grande TV satellitare che compra documentari, film, serie TV e il calcio, di Rupert Murdoch, magnate australiano.

AUDITEL fornisce dati sul flusso numero di spettatori che hanno visto un programma. Share è il rapporto in percentuale tra gli spettatori che hanno visto il programma e quelli sintonizzati su tutte le reti televisive in una precisa fascia oraria.

Nel 1990 la Legge Mammì sancisce definitivamente la fine del monopolio televisivo della RAI, già spezzatosi in seguito ai decreti Berlusconi (1984-1985) del governo Craxi che avevano permesso la liberalizzazione delle trasmissioni. Anche i canali non nazionali possono trasmettere a livello nazionale e devono avere un proprio notiziario per dare informazioni in diretta. Craxi in questo modo favorisce Berlusconi, che negli anni ’80 possiede Canale 5, Italia 1 e Rete 4, in cambio di visibilità per il proprio partito sulle reti Mediaset.

Per alcuni anni Mediaset compie dirette in differita. Sarà Emilio Fede ad annunciare per primo in diretta l’attacco americano su Baghdad nella I Guerra del Golfo. Berlusconi manda Carlo Freccero in America ad osservare i film americani, ma egli si accorge dei format della TV statunitense, che vengono importati in Italia, programmi dove partecipa la gente. Drive In: porta il sesso in chiave ironica (diversamente dalla RAI, meno rigidità morale), con comici brillanti.

Redazione

Editore: figura esterna al giornale che ne gestisce la pubblicazione. Può essere puro (attività esclusiva, es. Libero, Il Fatto Quotidiano) o impuro (attività legata a gruppi finanziari che hanno interessi in altri settori). In Italia maggioranza di editori impuri, in Regno Unito prevalenza di editori puri.

Direttore responsabile: scrive l’editoriale (temi importanti) e gestisce la linea editoriale-orientamento politico.

Vice-direttore

Caporedattore: coordina articoli, decide lo spazio da destinare sulle pagine del giornale alle varie sezioni.

Caposervizio: struttura la sezione affidando gli argomenti ai vari giornalisti, suddivide pagine della sua sezione (politica, interni, economia, esteri, cultura, spettacoli, sport, cronache locali) in rapporto a ciò che succede: entità notizia/spazio.

Redattori ordinari: giornalisti semplici.

Inviato: di guerra, eventi politici, eventi sportivi. Inviato embedded, inserito e protetto in un contesto o in una situazione di alto rischio dove un giornalista libero non potrebbe/saprebbe arrivare (es. Oriana Fallaci in Vietnam).

Guerra di Crimea: prima guerra di cui abbiamo fotografie ma statiche, immagini di soldati in posa, NO foto di guerra.

In seguito molte foto di morti della Guerra di Secessione. NO foto di battaglie in corso, ma immagini di ecatombi: per la prima volta la popolazione ha una visione non romantica o eroica della morte in guerra ma una visione tragica.

Guerra inglese in Sudafrica occupato da olandesi: prime foto di campi di concentramento, prime stragi di civili.

Prima Guerra Mondiale: prime immagini in movimento di situazioni di guerra. Nasce la censura militare per evitare di mostrare ai civili immagini forti della guerra. Struttura totalmente forte che le lettere spedite dal fronte dai soldati vengono aperte e viene applicata la censura alle frasi su quanto accade sul campo.

Propaganda militare: mostrare immagini per tenere alto il morale della cittadinanza, nasce in ambito americano per convincere della giustezza della II guerra mondiale. Gli americani filmano anche l’entrata delle truppe nei campi di concentramento (es. riprese di Joey Houston) le immagini servono da prova al processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti.

Guerra in Vietnam: viene persa sul piano della comunicazione nel momento in cui l’opinione pubblica nel ’68 assiste in diretta all’entrata dell’esercito nord-vietnamita nell’ambasciata americana di Saigon e alla esecuzione di un ragazzino prigioniero da parte di un ufficiale. La penultima immagine di questa guerra è quella di una bambina nuda ustionata nei campi bombardati dagli americani. Immagine finale quella di un elicottero americano con soldati sud-vietnamiti aggrappati che cade vicino all’ambasciata.

Prima Guerra del Golfo: prima immagine le luci colorate dei razzi. Emerge la CNN, i cui giornalisti mandano foto del conflitto dalla loro posizione. Tentativo di drammatizzazione: i giornalisti si fanno riprendere indossando maschere anti-gas. Guerra invisibile: non ci sono immagini del conflitto, al cui termine solamente vengono trasmesse interviste ai generali americani. Scandalo mediatico: torture e umiliazioni degli americani ai soldati iraqeni dopo la morte di Saddam.

No immagini della guerra in Afghanistan. Torri gemelle automassacro mediatico/NO immagini attentato dell’attentato di Londra.

Corrispondente: ha una caratteristica simile all’inviato, cioè quella di essere distante, e un diversa, cioè l’essere SEMPRE distante; molto esperto, costosissimo: la RAI e l’ANSA avevano un corrispondente in tutte le capitali mondiali, ora non è più così, per lo snellimento delle corrispondenze. Il corrispondente si costruisce le notizie, trova cose nuove ogni giorno coi propri mezzi o frequentando persone vicine al mondo della politica (es. Capranica a Londra per la RAI).

Praticanti e Freelance

Fonti

Fonti primarie: autorevolezza istituzionale.

  • Fonti dirette: forniscono un prodotto grezzo che verrà rielaborato dal giornalista, es. gli uff. stampa.
  • Fonti indirette: forniscono un prodotto già confezionato dalla linea ben definita, es. le agenzie di stampa.

Fonti secondarie: passanti presi per la via.

  • I rischi: deformazione della notizia che passa di fonte in fonte. Ciò che è legato alla memoria viene sottoposto di frequente a revisioni, col pericolo che il fatto possa essere stravolto.
  • Distorsione involontaria: es. titolo non corrispondente al pezzo, foto non appropriata, allungamento o accorciamento della notizia per motivi di spazio.

Quotidiani italiani

  • Corriere della Sera, dir. Luciano Fontana, ex dir. Ferruccio De Bortoli. I° giornale nazionale, sede a Milano, viene venduto più al nord che al sud, +460 mila copie maggior diffusione in Italia, fondamentale per le pubblicità. AUDIPRESS controlla diffusione e vendite dei giornali. Proprietario RCS (Rizzoli-Corriere della Sera) di cui sono azionisti anche Mediobanca, Della Valle, Generali Banca Intesa, Fiat. Mantiene un certo equilibrio grazie alla pluralità degli azionisti (quando era direttore Paolo Mieli si schierò apertamente contro Berlusconi).
  • +Corriere Economia: inserto del lunedì, supplemento allegato al giornale.
  • +Pagine locali per le maggiori città italiane.
  • +Corriere Magazine inserto patinato così come Io Donna che fanno concorrenza a settimanali come L’Espresso e Panorama, e le riviste femminili.
  • Repubblica, dir. Ezio Mauro. II° giornale, +400 mila copie diffusione, sede a Roma. Nasce negli anni ’70 fondato da Eugenio Scalfari insieme a L’Espresso. Nasce come tabloid, dal formato più piccolo rispetto agli altri giornali. Orientamento di sinistra, tiratura e diffusione simile al Corsera.
  • +Affari e Finanza, inserto economico.
  • +R2, pagine centrali, temi culturali legati all’attualità.
  • +Venerdì e D magazines simili a quelli del corriere ma primi nel tempo.
  • +Pagine locali.
  • La Stampa, dir. Mario Calabresi. Nata nell’800, sede a Torino, controllato dai tempi del fascismo dalla FIAT e la famiglia Agnelli.
  • La Gazzetta dello Sport, dir. Andrea Monti. Carta rosa, fa parte del Corsera, sponsorizza il Giro d’Italia.
  • Il Giornale, dir. Alessandro Sallusti. Nasce fondato da Indro Montanelli dopo aver lasciato il Corsera, come giornale di dissenso nel periodo dello scandalo P2 durante il quale il Corsera era accusato di corruzione e vicinanza esagerata alla sinistra. Negli anni '80 viene comprato da Berlusconi, allora semplice imprenditore milanese, dato che Montanelli aveva una poco proficua gestione economica. Quando Berlusconi compie la discesa in campo con FI nel ‘94, Montanelli, liberale, subisce l’attacco del direttore del Tg4 Emilio Fede che lo critica, chiedendone le dimissioni in diretta, per non aver garantito l’appoggio editoriale del quotidiano a Berlusconi. In seguito, dimessosi da Il Giornale (che passa sotto la direzione di Vittorio Feltri) per chiare divergenze con Berlusconi sulla linea di opinione da adottare, gli viene offerto un posto da direttore da De Bortoli al Corsera, che rifiuta per gestire la rubrica di risposta alle lettere dei lettori fino alla sua morte nel 2001.
  • Libero, dir. Maurizio Belpietro. Nasce da una costola de Il Giornale, orientamento di centro-destra.
  • Unità, fondato da Antonio Gramsci in seguito alla scissione del 1921, negli anni ’90 è direttore Walter Veltroni, ha chiuso nel 2014.
  • Il Manifesto, dir. Norma Rangeri. Nasce da un movimento interno al Pci nel 1969 negli anni della sinistra extraparlamentare, è molto vicino alla sinistra pur non identificandosi con nessun partito in particolare, famoso per i giochi di parole nei titoli.
  • Quotidiano Nazionale. È formato da tre giornali locali (Giorno di Milano, Resto del Carlino di Bologna e La Nazione di Firenze), ha tre pagine nazionali e poi si divide nei giornali locali.
  • Sole 24 Ore, dir. Roberto Napoletano. Tratta di argomenti economico-finanziari ed è gestito da Confindustria (sindacato degli industriali), color salmone, la domenica ha delle pagine dedicate alla cultura.
  • Il Fatto Quotidiano, dir. Marco Travaglio. Giornale di inchiesta nato nel 2010 con la finalità di svelare i piani affaristici e gli avvenimenti all’interno della politica italiana.
  • Il Messaggero, dir. Virman Cusenza. Nasce nel 900 e viene letto molto a Roma. Il proprietario è Caltagirone, il quale viene accusato di essere troppo vicino a suo genero Casini.
  • Il Foglio, dir. Claudio Cerasa. Fondato da Giuliano Ferrara nel 2000 e si colloca nel centro destra.
  • Il Mattino di Napoli, funzione anticamorra.

Quotidiani stranieri

  • Le Monde, quotidiano francese.
  • El País, quotidiano spagnolo.
  • Die Welt e Frankfurter Allegmeine Zeitung, quotidiani tedeschi.
  • Times, quotidiano britannico più autorevole.
  • The Guardian, giornale d’inchiesta dai toni più aggressivi.
  • Financial Times, giornale di finanza più importante d’Europa.
  • The Sun, giornalescandalistico.
  • New York Times, giornale più obiettivo sulla politica americana.
  • Washington Post, giornale che denunciò lo scandalo Watergate provocando le dimissioni di Nixon.
  • Wall Street Journal, storico giornale finanziario.

Formati

  • Broadsheet o formato lenzuolo: formato di stampa più grande, es. Il Sole 24 Ore, Il Mattino.
  • Tabloid: metà delle dimensioni del broadsheet, giornali incentrati su notizie locali o sul mondo dello spettacolo, periodici con notizie di gossip, es. Chi, The Sun.
  • Berlinese o Midi: più alto e largo del tabloid, più stretto e basso del broadsheet, es. Corsera, Repubblica.
  • Compact: unisce le piccole dimensioni di un tabloid alla qualità dello stampato del broadsheet, diffuso in UK, in Italia es. Il Manifesto.

Carriera di giornalista

  1. Per diventare giornalisti pubblicisti occorre scrivere 65 articoli in due anni per qualsiasi testata: i pezzi in questione devono essere regolarmente retribuiti e dichiarati. Bisogna in seguito presentare all’ordine dei giornalisti il complesso di ricevute, che verrà valutato: in caso positivo si entra nell'Albo dei pubblicisti, ricevendo il tesserino.
  2. In seguito, per diventare giornalisti professionisti, occorrono 18 mesi di praticantato presso una redazione, frequentare un corso di formazione oppure frequentare il biennio di una delle scuole di giornalismo riconosciute; in seguito a questo periodo vi è un esame a Roma in cui è chiesto di scrivere un pezzo su un determinato argomento. Se si passa l'esame si diventa redattore ordinario.

Agenzie di stampa

Agenzie di stampa sono testate, media che lavorano per altri media.

  • Non stampano su carta, ma pubblicano sulla rete.
  • Il loro servizio viene acquistato per abbonamento.
  • Danno la prima notizia che sarà diffusa dagli altri organi di informazione.

In Italia:

  • Agenzia Nazionale Stampa Associata: nasce nel secondo dopoguerra dalla prima agenzia stampa italiana, l’Agenzia Stefani operante già nell’800 e ai tempi del fascismo: dà notizie a tutti i giornali.
  • Agi: agenzia italiana legata all’ENI.
  • Agenzia Sole 24 Ore: informazioni di carattere economico.
  • Askanews, già Asca.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RB41 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Giusto Mauro.
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