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Sociologia

Appunti di sociologia e metodologia della ricerca basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Selmi dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze della comunicazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sociologia e metodologia della ricerca docente Prof. G. Selmi

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ESTRATTO DOCUMENTO

ignora la presenza

estranei intenzionalmente è disattento agli altri, ovvero

degli sconosciuti pur notando la loro presenza, e viceversa fa finta di non

Egli

accorgersi di loro, ma in realtà gli ripone la sua attenzione più volte, come se fosse un

campanello d’allarme, sempre pronto a suonare in caso di emergenza. Inoltre, una

ricerca sociologica, ha rilevato che siamo maggiormente disposti ad iniziare una

conversazione con una persona che appartiene ad uno status elevato all’interno della

gerarchia sociale, piuttosto che con un barbone.

Se gli altri, come già detto, sono fondamentali per la costruzione del sé sociale, non

tutti sono importanti allo stesso identico modo: vengono chiamati “altri significativi”

persone, come familiari, parenti e gruppi di appartenenza, il cui giudizio è

quelle

importante per il nostro essere e per la costruzione della nostra immagine sociale . I

GRUPPI SOCIALI persone in interazione tra

gruppi di appartenenza sono , ovvero

di loro secondo schemi relativamente stabili, le quali si identificano membri del gruppo

e vengono riconosciuti da esso come tali. I gruppi sociali si distinguono dalle categorie

sociali (giovani e anziani) e dalle classi sociali (borghesia e operai) anche se esse sono

pre-requisiti per la formazione di gruppi sociali. Esempi di gruppi sociali sono un

gruppo di amici, una famiglia, un gruppo di colleghi, un sindacato, una gang criminale,

etc.…)

I gruppi sociali possono essere:

- GRUPPI PRIMARI E INFORMALI Gruppi di piccole dimensioni, dove il

rapporto tra i membri è molto solido e la densità relazionale è più alta. Non c’è il

meccanismo di entrata/uscita e le regole sono tacite, non scritte. [Es. amici,

famiglia]

- GRUPPI SECONDARI E INFORMALI Gruppi di grandi dimensioni, dove il

rapporto tra i membri è molto più freddo e formale. Ci sono meccanismi che

regolano l’ingresso e l’uscita dal gruppo e le regole sono esplicite. [Es. In ambito

lavorativo]

norme sociali implicite implicite

Ci sono poi chiamate “altro generalizzato”, ovvero

intese comuni su ciò che è appropriato fare o non fare, su ciò che potrebbe essere

socialmente sanzionato, come ad esempio abbracciare la professoressa quando entra

in aula.

RUOLI: ovvero l’insieme di comportamenti

Nella società gli individui rivestono numerosi ruoli,

che ci si aspetta in un gruppo da una persona che ne fa parte . Abbiamo molteplici

ruoli, poiché possiamo essere padri, madri, mariti, mogli, figli, studenti, amici, partner,

quando un compito da svolgere che è appartenente a un

insegnanti, avvocati, etc…. e

determinato ruolo è in contrasto con un altro compito che andrebbe anch’esso

soddisfatto, ma che è appartenente a un altro ruolo , si genera il conflitto di ruolo

che può provocare nel soggetto coinvolto un grande stato di ansia, e nei peggiori dei

casi portare anche a degenerazioni molto gravi. Un esempio molto semplice che tutti

hanno sperimentato è quando nostra madre ci chiede di aiutarla a pulire la camera e

poiché siamo nel ruolo di figli, ci sentiamo in dovere di aiutarla, ma dall’altro lato

contemporaneamente c’è il nostro migliore amico che ha bisogno di noi perché è stato

lasciato dalla ragazza, e da ruolo di amico, ci sentiamo in dovere di stare con lui.

NORME SOCIALI: obbligazioni che regolano la condotta degli individui e dei

Le norme sociali sono

gruppi all’interno della società. Esse possono essere norme esplicite se presentate in

forma scritta e legale che se vengono violate puniscono l’individuo socialmente e

legalmente [Es. uccidere qualcuno], oppure norme implicite se puniscono l’individuo

solo socialmente e non rispondono alle specifiche norme, ma all’altro generalizzato (=

implicite intese comuni, norme sociali implicite) [Es. urinare vicino, abbracciare la

professoressa quando entra in classe].

SOCIALIZZAZIONE: nuovo arrivato o una nuova

La socializzazione è il processo tramite il quale un

arrivata vengono inseriti nella società, imparano a stare in società e a comportarsi

come soggetti sociali. Da forma alla nostra identità, ci rende disponibili ruoli e ci

insegna ad assumerli e da forma all’ordine dell’interazione rendendoci soggetti

socialmente competenti. [Metafora corteo]

La società insegna a seguire comportamenti giusti e punisce comportamenti sbagliati,

al fine di scoraggiarli e ridurli.

La socializzazione cambia nel tempo e nello spazio, e anche nella società stessa. Come

un individuo viene socializzato oggi, nel 2018 in Italia a Bologna, non è uguale a come

sarebbe stato socializzato nel 1950 nello stesso identico luogo. E come un individuo

viene socializzato nel 2018 in Italia a Bologna, non è uguale al modo in cui un

individuo viene socializzato in Marocco, a Marrakech. Ci sono abitudini e costumi

completamenti diversi che anch’essi cambiano sia nel tempo, sia nello spazio e che

influiscono nel processo di socializzazione che genera differenti Habitus (

Bourdieu): Differenti gruppi sociali insegnano differenti norme e differenti

comportamenti ai nuovi arrivati in base a ciò che per loro è giusto e ciò che invece è

sbagliato. La socializzazione infatti cambia anche nella società stessa, si prenda per

esempio la società inglese, non tutti i membri di questa società sono stati socializzati

in egual modo: Al pranzo alla coorte della regina Elisabetta non tutti gli inglesi

saprebbero come comportarsi, a differenza di quelli che invece fin da neonati sono

stati abituati e socializzati in contesti del genere.

La socializzazione si suddivide in:

- SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: (0-6 anni) Vengono formate le competenze di

base, come le prime basi per l’interazione sociale, la percezione delle norme

sociali implicite, il linguaggio, le regole, i comportamenti gratificanti e quelli che

vengono puniti.

- SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA: (Dai 6 anni in poi) Vengono fornite pratiche

per l’esercizio di ruoli adulti e permette di acquisire le competenze e le capacità

per poter stare in società nella maniera più adeguata possibile.

Esistono agenzie di socializzazione che aiutano l’individuo in questo suo processo,

durante il corso di tutta la sua vita: la socializzazione primaria viene eseguita quasi

esclusivamente dall’agenzia socializzante della famiglia e/o cerchia ristretta di affetti,

la socializzazione secondaria invece viene eseguita da più agenzie socializzanti come

la famiglia, la scuola, il lavoro, il gruppo dei pari e i media. La socializzazione non è un

libro di regole, ogni agenzia socializzante è diversa dalle altre e molto spesso sono in

conflitto tra loro, ma non solo, anche una singola agenzia può essere diversificata al

suo interno, ad esempio nell’agenzia socializzante dei media non sempre quello che si

legge su internet è lo stesso di quello che si ascolta in televisione.

STRUTTURA SOCIALE

La struttura sociale è un elemento fondamentale molto importante per il

fondamenta della

sostentamento della società e può essere definita come la

società , ciò che la tiene in piedi e che le permette di esistere. Essa persiste nel

tempo, ma è soggetta a cambiamenti storici lenti e graduali che ne modificano

l’aspetto, più che una ricostruzione completa, assomiglia a un restauro. È utile la

metafora dell’edificio per comprendere meglio cosa sia la struttura: come un edificio

ha un aspetto esteriore che tutti possono vedere, esso si fonda su pilastri, su

fondamenta di cemento che permettono all’edificio in toto di poter stare in piedi, se

non ci fossero questi elementi l’edificio crollerebbe in un istante. Così è costruita

anche la società, la quale sta in piedi e in equilibrio grazie alla sua struttura sociale

che funge da base e da pilastro sostenitore. Come ogni cosa che è invisibile agli occhi

o che è difficile da cogliere, si nota la sua esistenza solo nel momento in cui essa

diventa assente: È quando iniziano a mancare le strutture sociali che gli individui si

accorgono che è grazie ad esse che si mantiene un ordine sociale, è quando crolla, per

esempio, il sistema legislativo che ci si accorge che leggi ed ordinanze, se pur severe,

erano necessarie al mantenimento dell’equilibrio sociale.

La struttura sociale, spesso invisibile agli occhi delle persone, è necessaria e molto

importante, da un lato assicura e mantiene l’ordine sociale, dall’altro vincola per certi

agglomerato di FORZE SOCIALI

aspetti le vite delle persone, in quanto essa è un

che influenzano notevolmente i comportamenti e il percorso di vita delle

persone, influenza e costringe e rende possibile ogni cosa che compiamo .

Queste forze sono la causa delle disuguaglianze sociali, caratteristica da sempre della

società. Il principio organizzatore della società è la stratificazione sociale,

indice di quel sistema di disuguaglianze sociali che producono numerose

gerarchie sociali, anch’esse dimensione fondamentale della struttura sociale. Le

GERARCHIE SOCIALI STATUS

forniscono agli individui e ai gruppi differenti tipi di ,

posizione sociale, categoria sociale distinta che è generata da altri ed è

ovvero

associata a comportamenti e ruoli da rispettare . Lo status può essere ascritto o

viene ereditato dalla nascita,

acquisito: lo status ascritto è quello che mentre lo

viene guadagnato nel corso nella vita

status acquisito è quello che . Entrambi sono

importanti e presenti in ogni individuo, non è detto che da grande un bambino sia

quello che è il genitore, che svolga lo stesso mestiere, che abbia lo stesso titolo di

studio e così via, può essere che il bambino compia un percorso totalmente differente,

ma in una certa misura gli status ascritti hanno molta più influenza di quelli acquisiti

poiché è più facile che un bambino diventi quello che è il genitore, soprattutto ai giorni

la possibilità di cambiare status e ruolo

nostri dove la mobilità sociale, ovvero

all’interno della società nel corso della vita , è alquanto immobilizzata o ancora peggio,

è una mobilità discendente, dove i figli ricoprono impieghi più bassi, o di pari ruolo,

rispetto ai genitori (a differenza degli anni del boom economico nel dopoguerra). È

molto più probabile, per esempio, che un bambino ricco, nato in una famiglia ricca e

che cresce in un contesto familiare adagiato, abbia più opportunità scolastiche e

lavorative rispetto a un bambino povero, nato in una famiglia povera e che cresce in

un contesto che è alquanto svantaggioso. Il primo, avrà molte probabilità di essere

ricco anche da grande, e il secondo invece di rimanere povero.

Le gerarchie sociali sono quindi molto influenti per la vita e le relazioni future di un

individuo, chi sta ai vertici di questa scala sociale ha la possibilità di esercitare più

(facile accesso ad agevolazioni,

POTERE e di acquisire maggiori PRIVILEGI

opportunità, ricompense) che gli permettono di continuare con successo la loro vita,

ottenendo un buon lavoro con un’ottima retribuzione. Spesso chi è ad un livello

sovraordinato controlla e manipola gli accessi ad un servizio o ad una porzione di vita

di chi invece è ad un livello subordinato, cercando di impedire a questa minoranza di

conquistare ruoli e compiti esclusivamente appartenenti ai privilegiati. Questo aspetto

razza, genere, religione,

si può riscontrare in molteplici gerarchie come nella nel nella

classe sociale, collocazione geografica nell’istruzione.

nella nella e perfino Si prenda,

per esempio, il genere. Legalmente è da anni che le donne hanno conquistato la parità

dei sessi, e che quindi, legalmente, esse potrebbero svolgere un lavoro manageriale o

dirigenziali con uno stipendio pari a quello maschile, e gli uomini invece non

troverebbero nessun problema a svolgere in casa lavori domestici, o a lavorare in

mansioni un tempo considerate femminili, come l’insegnante. Ma non tutto ciò che

sulla carta è stato legalizzato, socialmente viene poi rispettato: Nella società di oggi,

sono poche le donne a capo di un’azienda, poiché gli uomini ancora legati ad una

concezione fortemente maschilista fanno di tutto per ostacolare la carriera femminile,

oppure se sono impiegate con lo stesso titolo di studio di un impiegato uomo, il loro

stipendio è inferiore a quello maschile, questo perché rimane lo stereotipo secondo il

quale le donne, in questo tipi di lavori, siano meno brave rispetto agli uomini. Se ci si

volta sul versante razziale ed etnico, si può notare la stessa cosa: È da anni che per

legge siamo tutti uguali, ma nonostante ciò socialmente continuano ad esistere

stereotipi razziali che non fanno altro che produrre differenze tra le varie etnie, spesso

infondate o per lo meno, molto esagerate. (DIFFERENZA TRA PIANO LEGALE E PIANO

SOCIALE)

Un altro aspetto molto importante della gerarchia sociale, oltre al potere e al

privilegio, è il rapporto che, soprattutto nella storia, hanno avuto la DEMOGRAFIA e i

CAMBIAMENTI SOCIALI che hanno permesso un lento e graduale mutamento delle

strutture sociali. Il forte inurbamento dei singoli e delle famiglie, la crescita del lavoro

in fabbrica in sostituzione di quello nei campi in campagna, la migrazione all’estero, la

migrazione dal Sud al Nord di uno stesso paese e infine la forte immigrazione,

consolidatasi soprattutto in questo secolo, hanno portato a un grande cambiamento

nella società, non solo a livello individuale e nelle famiglie, ma anche a livello macro,

quindi nelle istituzioni e nelle organizzazioni che regolano la struttura sociale. Come

già detto, la struttura sociale con le sue forze interne influenza gli individui e la loro

possibilità ed opportunità degli individui a lungo termine

possibilità di vita (= ) e

questi cambiamenti non devono essere assolutamente ignorati, in quanto se oggi

appaiono scontati, un tempo, mentre stavano avvenendo, non lo erano affatto: Hanno

permesso agli individui di avere una miglior qualità della vita, grazie all’aumento dei

posti di lavoro in città che a differenza delle campagne non era isolata e permetteva

quindi una maggior socializzazione tra gli Uomini, permetteva agli studenti

un’istruzione migliore e più gratificante ( per certi versi), una produzione del lavoro

molto più veloce che riusciva a mettere sul mercato prodotti diversificati accessibili a

più classi sociale in base al rapporto qualità/prezzo ( maggiore nell’età post fordista) e

la possibilità di confrontarsi con il diverso, anche se per molti anni (e tutt’ora oggi) lo

straniero venne considerato una minaccia.

La prima dimensione, quella delle gerarchie sociali, deve confrontarsi con un’altra

ISTITUZIONI

dimensione, altrettanto potente, le , sia come usanze consolidate, sia

come organizzazioni formali di lunga durata.

Le prime, quali il matrimonio, o la religione, sono istituzioni poiché hanno subito un

ovvero sono state pian piano percepite dagli

processo di istituzionalizzazione,

uomini come organizzazioni ricche di valori, accettate e interiorizzate fino a diventare

parte integrante della società stessa. creazioni degli uomini e spesso

Esse sono

possono essere reinventate nel tempo, come succede con l’istituzione dei matrimoni,

un tempo era permesso il matrimonio solo a coppie eterosessuali, oggi invece, in

alcuni paesi del mondo, è permesso anche quello tra coppie omosessuali. Le seconde,

invece, sono istituzioni formalizzate, come lo Stato, la scuola, il sistema legale e tanti

altri che singolarmente sono formati da reti sociali che hanno un unico scopo comune.

Il sistema governativo, con a capo lo Stato, è l’istituzione più influente che riesce ad

esercitare controllo su tutte le altre. Ciò era ben evidente nelle dittature, come quella

Staliniana o Hitleriana, dove i leader al poter avevano la possibilità di decidere

letteralmente chi poteva vivere e chi invece doveva morire, esercitando un controllo

su tutte le altre istituzioni, da quella economica a quella scolastica, da quella religiosa

a quella legislativa. Le dittature sono un esempio estremo, ma tutti gli stati hanno

una qualche capacità di determinare l’ampiezza delle differenze tra gli

individui, quante e quali persone vivranno in povertà e la facilità con cui i

vantaggi possono essere trasmessi ai figli --> Welfare State per ridurre le

condizioni di povertà e ridurre le disuguaglianze, o al contrario per renderle forti e

massicce.

La struttura sociale dura nel tempo e muta difficilmente e lentamente grazie ad un

processo conosciuto come PATH DEPENDENCE, letteralmente DIPENDENZA DAL

i risultati ottenuti in passato (in seguito a rivoluzioni o

, secondo il quale

PERCORSO

meno) influenzano attori ed organizzazioni del presente, rendendo alcune scelte

logiche ed altre illogiche . Quando ci si abitua ad un fattore, è poi difficile abituarsi al

è straordinariamente difficile cambiare i percorsi una volta che essi

suo cambiamento,

sono stati intrapresi. È per tale motivo che la struttura sociale tende ad essere sempre

la stessa nel corso del tempo, per gli individui è complicato risolvere gli stessi

problemi con strumenti del tutto nuovi, mai esperiti prima. Piuttosto che smantellare le

strutture sociali, per gli individui è più facile agire al loro interno.

GENERE E SESSUALITA’

sesso genere

Comunemente i termini e vengono utilizzati come sinonimi, ma in realtà

non è proprio così e sociologicamente la differenza diviene fondamentale. Per SESSO

l’insieme delle caratteristiche biologiche, fisiche, fisiologiche e naturali che

si intende

distinguono maschi e femmine e che producono i loro diversi organi , mentre per

una costruzione sociale, come la società forme le differenze e le

GENERE si intende

disuguaglianze tra uomini e donne, quali sono i comportamenti ritenuti appropriati a

femmine e maschi, quali sono le opportunità e i risultati che si pongono davanti a due

persone di sesso opposto. Ogni società è formata da modelli di comportamento

e interazioni sociali, in cui ciò che ci si aspetta da una femmina è diverso da

ciò che ci si aspetta da un maschio. Questi MODELLI NORMATIVI

COMPORTAMENTALI sono appiccicosi, ovvero vengono prima dell’esperienza e si

possono trovare persino nei bambini, sono difficili da smantellare e spesso si

trasformano in stereotipi. modello estetico

In Occidente, il MODELLO FEMMINILE NORMATIVO presenta per il

modello relazionale

la bellezza e il culto del corpo, la sensualità e la moda; per il

presenta la subordinazione all’uomo, la sensualità del corpo che si pone come oggetto

modello socio-culturale

di desiderio di chi lo guarda; e infine il presenta un totale

investimento sul ruolo di madre e moglie e un parziale investimento sulla carriera

modello estetico

lavorativa. Il MODELLO MASCHILE NORMATIVO invece, per il

relazionale

presenta l’armonia, la prestanza fisica e la rudezza; per quello il desiderio

sessuale, la sopraffazione, la rimozione delle emozioni e l’autocontrollo; mentre per il

modello socio-culturale presenta un alto investimento professionale e un basso

investimento sulla cura della prole e della casa. Questi modelli normativi sono

risultati di una costruzione sociale e di un processo di socializzazione che

tramite agenzie socializzanti famiglia, gruppo dei pari media

come la il e i trasmette

fin da quando si è bambini dei canoni comportamentali da rispettare in quanto

appartenente a un determinato sesso al fine di essere socialmente accettati ed evitare

considerati troppo femminili, se si è maschi; e troppo maschili, se si è femmine. La

famiglia ci ha sempre educato in un determinato modo, i genitori non danno gli stessi

giochi ai maschi e alle femmine, non gli fanno fare le stesse attività, cercano sempre

di mantenere una relativa distinzione tra i due sessi, anche se negli ultimi anni sempre

più famiglie hanno permesso ai loro figli e figlie di fare attività o avere giochi che son

sempre stati classificati come appartenenti al sesso opposto: alcuni bambini maschi

praticano danza, alcune bambine femmine giocano a calcio o con le macchinine, ma

rimangono sempre in minoranza i bambini che si dedicano ad attività prettamente

femminili, e sono i padri che cercano soprattutto di evitare che il loro figlio maschio si

dedichi a queste attività. Il gruppo dei pari tende ad escludere, e spesso deridere, chi

si comporta in modo differente da quello previsto dai canoni comportamentali di

genere, e infine i media con soprattutto le pubblicità, trasmettono messaggi dove le

donne ricoprono ruoli casalinghi e di cura della prole, a differenza dei padri che sono

impegnati nel lavoro e portano a casa i soldi.

Il genere però, cambia sia nello spazio che nel tempo, e anche nella società in

diverse situazioni. Cambia nello spazio perché come un individuo viene socializzato

in Italia, esso non viene socializzato in egual modo nella tribù Aka, in Africa

Occidentale, dove sono i padri a passare tantissimo tempo con i bambini, a differenza

dell’Italia, ma anche dell’Occidente in generale, dove è la madre a occuparsi per la

maggior parte della giornata dei figli. Cambia poi nel tempo, poiché anche solamente

50 anni fa era impensabile che una madre si dedicasse ad una sua personale carriera

lavorativa, poiché era l’uomo che doveva essere impegnato in una professione che

retribuisse uno stipendio sufficiente per mantenere la famiglia. Il genere cambia poi in

diverse situazioni nella stessa società: si è rilevato da numerose ricerche che gli

individui tendono a manifestare comportamenti stereotipati in base al genere più

quando sanno di essere guardati, osservati e dato che nella maggior parte della nostra

vita noi siamo costantemente in mezzo ad altri che ci guardano e ci giudicano,

tendiamo a mostrare la nostra femminilità e siamo femmine, e la nostra mascolinità se

siamo maschi, piuttosto che seguire la nostra indole. Se per esempio una delle

caratteristiche degli uomini è l’aggressività, essi, se sanno di essere guardati,

tenderanno a mettere in mostra questa loro caratteristica, anche se caratterialmente

non sarebbero persone aggressive. Gli uomini, più delle donne, sono legati agli

stereotipi maschili della virilità e del maschio alfa poiché non essere tali implica essere

categorizzati come effemminati e ciò sarebbe molto deridente. Le donne, al contrario,

se vengono categorizzate come mascoline, ci danno meno importanza. DONNE

Dalla seconda metà del XX secolo, quindi verso gli anni ’60 e ’70 del ‘900, le

hanno ottenuto molti cambiamenti a loro favorevoli, lottando per una parità dei sessi,

che legalmente è ormai riconosciuta in moltissimi paesi, ma a livello sociale non

sempre viene rispettata. Queste rivoluzioni sono conosciute come RIVOLUZIONI DI

GENERE, ma esse sono prettamente rivoluzioni a senso unico, i cui soggetti sono

prevalentemente le donne. Innanzitutto, la rivoluzione di genere più importante è

stata quella dell’aumento straordinario di donne che hanno iniziato a lavorare,

prima esse stavano solo in casa a occuparsi dei figli e della casa stessa. Questa

maggior presenza di donne nell’ambito lavorativo è dovuto a tre cause, una sociale e

le altre due economiche. La prima è l’allargamento dell’istruzione anche al sesso

femminile, prima esclusiva delle donne ricche e degli uomini, oggi, invece, sono più le

donne laureate rispetto ai maschi, che si fermano la maggior parte al diploma della

scuola superiore. La seconda causa è l’aumento degli stipendi tra gli anni ‘60m e ’70

che ha incentivato le donne ad andare a lavorare per ottenere una propria

indipendenza economica e portare a casa un altro stipendio.

La terza causa è l’aumento degli impieghi nei servizi terziari come segretaria,

infermiera, receptionist, cassiera, commessa, etc... da sempre considerati lavori

tipicamente femminili. Se il gap tra le donne e gli uomini che lavorano si è ridotto in

questi ultimi decenni, permane comunque, soprattutto in alcuni paesi come la Grecia o

l’Italia. Le donne hanno notevolmente conquistato posti di lavoro, alcune di loro sono

riuscite a trovare lavoro in campi che prima erano accessibili solo agli uomini:

negli ultimi anni le donne sono sempre più entrate nella sfera maschile del lavoro,

svolgendo lavori dirigenziali o manageriali, medici o avvocati, potendo, appunto,

frequentare corsi di laurea come medicina e giurisprudenza che hanno loro permesso

di ottenere il permesso per poter svolgere tali professioni. Un tempo ciò era

impensabile e tutt’ora ci sono uomini, soprattutto capi di azienda, che cercano di

ostacolare la carriera lavorativa femminile convinti del fatto (falso) che le mansioni

che svolgano le donne siano più facili rispetto a quelle che vengono svolte dagli

uomini. È questo uno dei motivi per il quale, oltre a essere ostacolate, esse hanno uno

stipendio minore rispetto a quello maschile: Sulla carta, quindi legalmente, ciò è

vietato e penalmente sanzionabile, ma socialmente sono numerosi i casi in cui i

dirigenti maschi di aziende non solo non cedono alle donne l’opportunità di svolgere

professioni ai vertici anche se ne hanno le capacità curriculari, ma prendono uno

stipendio più basso rispetto agli uomini che hanno le stesse capacità e lo stesso

diploma scolastico, lo che addirittura svolgono la stessa identica mansione. Dall’altro

lato, è vero, che le mansioni che in maggioranza svolgono le donne sono meno

retributive di quelle che svolgono in maggioranza gli uomini, ma dall’altro lato c’è una

forte dose di maschilismo e di discriminazione di genere ancora vigente, dopo anni che

legalmente si è ottenuta la parità di genere.

Come già prima anticipato, queste rivoluzioni di genere, sono state un percorso a

senso unico, dove sono state le donne che sono entrate in un numero straordinario

nella sfera maschile, a differenza invece degli uomini che in una percentuale molto più

minore sono entrati nella sfera femminile, sia per quanto riguarda la cura dei figli e

della casa, sia per quanto riguarda lo svolgimento di mansioni prettamente femminili,

come l’insegnante o l’infermiere. Questo per due ragioni fondamentali: La prima

perché le mansioni prettamente femminili sono retribuite meno e ciò scoraggia l’uomo

a intraprenderle, anche se si è visto che vengono ben accolti e fanno maggior carriera

nei settori femminili, e la seconda ragione è perché corrono molto di più, rispetto alle

donne, il rischio di esse stigmatizzati e ridicolizzati come già detto, gli uomini

tengono molto di più allo stereotipo del maschio alfa, del così comunemente chiamato

‘macho’. complesso dei fenomeni psicologici e comportamentali

La SESSUALITÀ, ovvero il

relativi al sesso, è molto importante per spiegare concetti come l’orientamento

sessuale, il comportamento sessuale dei giovani e degli adulti, le minoranze sessuali,

ma essa è anche alla base delle rivoluzioni del sesso che si sono conquistate in questi

ultimi anni.

L’orientamento sessuale di un individuo può essere sia nei confronti dell’altro sesso,

sia nei confronti del sesso stesso. Chi intraprende relazioni con individui dello stesso

sesso, sono omosessuali, a differenza della maggioranza delle relazioni sessuali che

sono tra individui eterosessuali; ci sono poi i transessuali, coloro che decidono, spesso

ma non sempre, di cambiare sesso sottoponendosi a operazioni chirurgiche. Un tempo

si pensava che essere omosessuali, bisessuali o transessuali, fosse esclusivamente un

fattore biologico, una ‘questione di geni’, ma oggi si sa che oltre a questa verità c’è

anche una dose di costruzione sociale: una ricerca sociologica indagando in coppie di

gemelli omozigoti, in coppie di gemelli eterozigoti e in coppie di fratelli adottivi-dove

nelle prime i geni sono identici, nelle seconde alcuni geni sono in comune essendo

fratelli, nelle ultime i geni tra i fratelli non sono simili-ha rilevato che è nelle coppie di

gemelli omozigoti che c’è un maggior numero di casi in cui se un gemello è

omosessuale, lo è anche l’altro, a differenza invece delle altre due coppie, dove la

probabilità di questo fatto è bassissima. Nonostante ciò, rimangono comunque in

maggioranza le coppie di gemelli omozigoti dove se uno è omosessuale, l’altro è

eterosessuale e questo vuol dire che non è del tutto questione biologica, ma che c’è

anche una dose di costruzione sociale: i due gemelli, infatti, hanno avuto un percorso

di socializzazione differente. Le persone omosessuali, bisessuali e transessuali

(LGBT)sono considerate minoranze sessuali, spesso bersaglio, soprattutto in

adolescenza, di discriminazioni poiché ci troviamo in una società fortemente

eteronoma dove viene trasmessa tramite agenzie socializzanti la concezione secondo

la quale le relazioni naturali sono eterosessuali ed esse sono le uniche ammesse. Ciò è

cambiato molto negli ultimi anni, un tempo si era molto meno tolleranti nei confronti

delle persone LGBT e delle differenze in generale, oggi, invece, grazie a numerose

associazioni che lottano per ottenere parità dei diritti ci sono stati numerosi progressi.

Oltre al discorso sulle minoranze sessuali, è importante evidenziare che ci sono molte

differenze nella sessualità tra uomini e donne all’interno della società, stereotipi e

pregiudizi. Ad esempio, comunemente, si crede che siano più gli uomini, rispetto alle

donne, a sperimentare relazioni sessuali occasionali ed è in realtà proprio così, ma ciò

non è dovuto a ragioni biologiche come la presenza del testosterone, quanto piuttosto

a ragioni sociologiche. Se un uomo ha più relazioni sessuali, anche

contemporaneamente, viene considerato dagli amici, ma non solo, come un ‘play boy’,

appello positivo, o considerato addirittura neutrale; a differenza delle donne che se si

comportassero allo stesso modo verrebbero etichettate come ‘poco di buono’ e ciò è a

loro del tutto sconveniente, poiché un individuo cerca di far di tutto per mantenere

una certa immagine sociale al fine di esser socialmente accettati.

Negli ultimi decenni, così come le donne hanno conquistato notevoli risultati in campo

lavorativo, sul campo sessuale sono avvenuti numerosi cambiamenti, a partire dall’

aumento delle relazioni sessuali pre-matrimoniali, che si sono abbassate dai 20 ai

17 anni e tra coppie a volte non stabili, un tempo invece anche se si faceva sesso

prima del matrimonio, lo si faceva con l’uomo che poi si sarebbe sposato. Tra i giovani,

hook up,

oggi, si sono diffuse le così chiamate relazioni tra due individui che non

condividono niente dal punto di vista emotivo, che non hanno obiettivi futuri

sentimentali e che sanno che il loro rapporto sessuale si ferma al piacere di averlo

consumato. Tutto questo, negli anni ‘50 del ‘900 era impensabile, soprattutto per le

donne. Oggi sono sempre di più le persone che consumano i primi rapporti sessuali in

adolescenza e che di conseguenza avranno più uomini o donne con il quale avranno

avuto una relazione sessuale, a differenza di anni fa dove, soprattutto le donne,

avevano avuto nella vita un solo uomo. Sono sempre più in aumento le coppie che

vanno a convivere senza essere sposati, ma che probabilmente sarà il partner della

loro vita futura. Per quanto riguarda questi rapporti sessuali precoci, circa il 90% della

popolazione occidentale si trova d’accordo, ma esiste comunque un 10% che non è

d’accordo, in quanto fortemente conservatore o religioso. Un altro cambiamento è

avvenuto nelle nascite al di fuori del matrimonio, se un tempo una ragazza che

partoriva ma non era maritata era vista come immorale e ‘poco di buono’, oggi avere

un figlio se non si è sposati è una cosa accettata, che non viene ritenuta strana e

socialmente sanzionabile. Sono aumentate infatti le ragazze madri e le coppie giovani

senza un lavoro fisso che hanno un figlio, ma sono aumentate anche le coppie che

decidono di non sposarsi, ma formare comunque una famiglia.

Quindi, anche nelle relazioni sessuali e affettive le cose sono notevolmente cambiate,

di pari in passo con i cambiamenti nella sfera lavorativa femminile, ma se le donne

sono sempre più entrate nei lavori maschili, la convinzione che dev’essere l’uomo che

nelle relazioni deve fare il primo passo non si è evoluta quasi per niente: sono sempre

gli uomini, in una netta maggioranza, a chiedere alle donne di uscire, a chiedere la

mano alla fidanzata, ad iniziare le relazioni sessuali… le donne sono sempre oggetto di

desiderio che vengono sedotte, e poche sono le eccezioni in cui è la donna ad

assumere questo ruolo maschile, soprattutto tra gli adolescenti e nelle relazioni hook

up dove non conoscendosi e non avendo mai avuto niente a che fare prima l’uno con

l’altro, le donne si lasciano desiderare preferendo che sia il partner maschile a cercare

l’approccio. COME SI FA RICERCA SOCIALE?

Nella ricerca sociale, quando si individua un centro di interesse sul quale svolgere la

propria ricerca, fondamentale è formulare una DOMANDA, essa è il nucleo dal quale

partirà tutto il lavoro e se essa dovesse essere formulata in modo errato, errato o

imparziale sarà di conseguenza anche il nostro lavoro.

Ad aiutare questo arduo lavoro, esistono SEI INTERROGATIVI che ogni sociologo deve

porsi prima di iniziare la propria ricerca al fine di formulare una BUONA DOMANDA

DI RICERCA SOCIALE:

1. Conosciamo già la risposta? Se la risposta è sì, è meglio cambiare domanda. Lo

scopo di condurre una ricerca sociale non è quello di affermare o rafforzare ciò

che già si conosce, ma piuttosto è quello di scoprire qualcosa di nuovo e

interessante sul mondo, non solo per me, ma anche per gli altri poiché la ricerca

verrà divulgata alla popolazione. Ciò non vuol dire che il ricercatore non deve

porsi intuizioni riguardo a quanto si potrebbe scoprire, significa invece che la

nostra domanda produrrà una nuova conoscenza.

2. La domanda può essere oggetto di ricerca sociale? Ovvero, a questa domanda,

si può dare una risposta? Sembra una domanda banale, spesso si pensa che a

molte cose si riesca a dare una risposta, ma non sempre è così. Anche il

sociologo più bravo al mondo non saprebbe rispondere alla domanda ‘quando

finirà la pace nel mondo?’ oppure alla domanda ‘cosa c’è dopo la vita terrena?’

poiché sono temi astratti, irraggiungibili e attorno alle quali si possono avere

pensieri o ipotesi, che non saranno mai verificate. Oppure non si può rispondere

neanche a domande che si servono di dati a cui i sociologi non hanno accesso

come domande sul perché i governi compiono alcune scelte, invece che altre.

3. La domanda è chiara? Essa deve essere formulata in modo chiaro e ciò deriva

dall’avere in testa un chiaro pensiero, se il pensiero che si ha circa il tema scelto

non è a noi chiaro, chiara non sarà neanche la domanda che da esso verrà

formulata. È necessario svelare tutti gli impliciti che una domanda può

contenere, quindi conoscere il significato dei concetti presenti nella domanda e

se si dovesse indagare una relazione causale, non darla per scontata, ma

approfondirla e chiarirla poiché è essa stessa la nostra domanda di ricerca. [Es.

In che modo le occupazioni dei genitori influenzano gli interessi educativi dei

figli? Formulare una domanda in tal modo, non è del tutto corretto, è una

domanda non chiara in quanto la relazione causale posta nell’interrogativo

viene data per scontata che sia così, quando invece è proprio ciò che si vuole

indagare, è oggetto di ricerca].

4. È un sapere prodotto dalle scienze sociali? Questo interrogativo si può far

coincidere con la fase della rassegna della letteratura, ovvero, un ricercatore

prima di compiere la propria ricerca si dovrebbe accuratamente informare sulle

ricerche precedenti svolte da altri al fine sia di restringere il campo di ricerca,

sia di evitare la frustrante situazione di trovarsi con una buona domanda di

ricerca, un lavoro già per metà svolto e scoprire che in realtà è già stato

affrontato da altri e che la loro ricerca ha avuto, magari, un notevole successo.

5. Bilancia il generale e il particolare? Una domanda non deve essere né troppo

generale né troppo particolare. Troppo generale non riuscirebbe a dare una

risposta efficace e sufficiente per essere considerata scientifica, come se ci si

chiedesse “Come funziona il capitalismo contemporaneo?”, ma neanche troppo

particolare in quanto interesserebbe solo a me e agli altri coinvolti, come ad

esempio “Quali sono i consumi alle macchinette tra gli studenti di scienze della

comunicazione nell’ateneo di Bologna?”.

6. Mi interessa la risposta? Forse, questa, è l’interrogativo più importante da porsi

prima di iniziare un lavoro. La ricerca che si svolge deve interessare al

ricercatore che la sta svolgendo, poiché è un lavoro che chiede l’impiego di

molte risorse cognitive ed energia e dedicarsi ad un tema che non è nel nostro

interesse personale ostacolerebbe la buona riuscita della ricerca in quanto ci si

dedicherebbe contro voglia e senza nessun interesse. D’altro canto, anche

essere troppo coinvolti sarebbe sbagliato, è quindi necessario mantenere una

distanza critica da ciò che si studia.

FASI DEL LAVORO DI RICERCA:

Queste fasi sono comuni sia all’approccio quantitativo, sia a quello qualitativo.

1. Selezione di un argomento di interesse. È importante ritagliare una zona di

interesse che ci incuriosisce e che siamo disposti ad andare a studiare.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francescamaini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e metodologia della ricerca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Selmi Giulia.

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