Sociologia della comunicazione e del turismo
Introduzione
La nascita della sociologia
La sociologia è una scienza moderna: un insieme di strategie conoscitive in cui l'osservazione metodica, unita all'applicazione di procedimenti logici di ogni tipo razionale, mira alla scoperta di regolarità universali che riguardano i fenomeni studiati. Più che altro, la sociologia è un modo di vedere le cose, una prospettiva: come si guarda alle classi sociali e ai fenomeni collettivi. In modo particolare, la sociologia è una costruzione intellettuale del mondo moderno. L'età moderna ha come data convenzionale la scoperta dell'America del fatidico 1492 che divide il mondo in una fase in cui veniva considerato statico e in un'altra in cui viene considerato illimitato.
Nella prospettiva della sociologia l'età moderna si sviluppa grazie a due motivi storici e due culturali: la Rivoluzione Industriale, avvenuta in Inghilterra nella metà del '700, e la Rivoluzione Francese avvenuta sul finire dello stesso secolo, sono i due motivi storici. L'illuminismo nato in Francia e l'Empirismo inglese sono, invece, i due motivi culturali.
Parlando di Rivoluzione industriale, si fa riferimento a quel processo graduale di industrializzazione, nato in Inghilterra nella seconda metà del '700, garantito da: disponibilità di materie prime a buon prezzo, controllo delle vie commerciali e dei mercati coloniali. Si fa riferimento a un modo capitalistico di produrre che si diffuse rapidamente in tutto il continente. Da qui in poi le società sono capaci non solo di produrre e riprodurre i propri mezzi di sussistenza, un anno dopo l'altro, ma anche la capacità di accrescere il proprio prodotto e, quindi, di svilupparsi economicamente.
Tipica del capitalismo è una dinamica autodistruttiva (esempio sciistico di D'Eramo) che sfrutta le risorse naturali su cui si basa fino a consumarle completamente. Un mondo in cui la produzione e il suo aumento diviene fondamentale: si passa da una società altamente regolate (il tipo di lavoro, le conoscenze, l'ambiente con cui confrontarsi) a società meno regolate. Ci si svincola e trasferirsi in città, per un servo della gleba, diviene condizione necessaria legalmente per liberarsi dalla schiavitù.
(Cap. 10 D'Eramo: lo zooning dell'anima: l'anonimato, l'indifferenza della città la rende libera, è nella città che si sollevano tutte le ribellioni contro l'oppressione ed è per questo che la classe dominante ha sempre cercato di dividere le città in zone, separare gli individui, dove dormi non lavori, dove lavori non ti diverti e dove ti diverti sei inutile, ma a questo punto sarebbero inutili le piazze. Le città sono nate per permettere la comunicazione. Da questo ragionamento possiamo definire il turismo come lo zooning dell'anima che a sua volta produce un altro zooning, quello delle zone turistiche della città che nulla hanno a che fare con la città reale il cui scopo è quello di essere un luogo di incontro. Il turismo diviene separazione fra residenti e visitanti, che non è tanto un rapporto di ospiti ed invitati ma piuttosto dello sfiorarsi senza toccarsi. Las Vegas, ad esempio, è lo zooning portato all'estremo, è una città completamente turistica, ideata nel deserto per esserlo, instaurando un processo di autodistruzione del centro urbano): “L'aria della città rende liberi”.
La Rivoluzione francese è, invece, il momento culminante di un processo che conduce alla delegittimazione del potere feudale – incarnato dai privilegi dell'aristocrazia terriera e militare – e allo stabilirsi di un nuovo tipo di potere, un nuovo tipo di classe sociale formata da: banchieri, commercianti, élite delle professioni tecniche e dai proprietari delle manifatture. Una nuova classe che mira a rimuovere il potere delle aristocrazie per sostituirlo con il proprio, creando quella visione politica che è, ad oggi, alla base del mondo occidentale e del suo sistema di valori.
Ogni uomo ha uguali diritti e i cittadini dello Stato, in quanto tali, possono partecipare al governo ed eleggere i propri rappresentanti. Si eliminano quelle discriminazioni che derivavano dalla nascita, svincolando il destino dell'individuo dalle condizioni della nascita, cosa impossibile all'interno del sistema feudale. Questi eventi avviano a una società che, per la prima volta, è in grado di autogovernarsi, dove Dio e la tradizione non bastano più a giustificare il potere politico. Qui la sociologia viene a consolidarsi come la scienza della modernità che studia l'allontanamento dalla società tradizionale e il prendere forma di società moderne, in modo ambivalente. Viene meno l'ordine precedente e l'affacciarsi di un nuovo ordine non è una cosa del tutto negativa, mentre quello precedente non è da rimpiangere.
La società moderna è, quindi, una società che lascia il sistema feudale per un sistema in continuo mutamento. Per questo motivo, avvicinarsi alla sociologia significa comprendere ed abbracciare il mutamento. Il contesto sociale e la vita di milioni di persone non possono più essere dati per scontato. Crolla il peso della tradizione divenendo il problema più grande per le aristocrazie che detenevano il potere. Nasce il sistema economico capitalista:
- Forza di lavoro libera
- Continua crescita
- Nasce una nuova fiducia nel progresso: il capitale guadagnato viene reinvestito per incrementare la produttività
Basandoci su un piano puramente culturale, invece, per poter comprendere al meglio la nascita della sociologia dobbiamo far riferimento all'Illuminismo. In particolar modo ebbe una notevole importanza nella critica del sistema feudale nel nome della ragione: il mondo umano è un mondo storico che si sviluppa con il progresso, inteso come il procedere del rischiaramento che il lume della ragione porta sulle umane vicende. L'idea illuminista si fonda sostanzialmente sulla base dell'opinione pubblica borghese. Nasce il concetto di nazione come una cosa pubblica che è di tutti e di nessuno in particolare, ciascuno ha il diritto di portare le proprie critiche e le proprie idee. Si propone una lettura del mondo basata sul lume della ragione, sul disincanto verso la tradizione. È proprio il Disincanto che coincide con la nascita della scienza: l'idea della ragione che illumina ogni ambito e non vi è nulla di misterioso o nascosto. L'uomo può con la ragione costruire la società in cui vive, non dare per scontato che non possa intervenire. Lo stesso Montesquieu nella sua opera “Lo spirito delle leggi” osserva e mette in relazione le varie istituzioni umane e prova a spiegarsele. Questo è l'atteggiamento alla base del pensiero sociologico.
L'Illuminismo nasce e si sviluppa soprattutto in Francia, ma in Inghilterra nello stesso periodo, invece, prende piede un altro movimento che si accomuna all'Illuminismo per la sua voglia di eliminare i dogmi e associare il metodo dello studio scientifico allo studio della società umana: l'Empirismo. L'Empirismo è un movimento che si sviluppa in particolar modo in Inghilterra e Scozia, ma non condivide con l'Illuminismo la convinzione che la ragione possa venire a capo di tutta la realtà. Nell'Empirismo si sviluppano il pensiero di Adam Ferguson e Adam Smith: il mondo sociale è frutto dell'attività dell'uomo ma non risponde al disegno individuale di nessuno, bensì al risultato dell'interazione di tutti (Ferguson). Essa diviene un insieme regolato grazie al mercato. La ricchezza di una nazione è correlata alla sua capacità di produrre e al grado di divisione del lavoro. La divisione del lavoro è un processo che comporta la specializzazione di ciascuno in una determinata attività. Maggiore è la specializzazione e maggiore diviene la dipendenza tra gli individui che devono scambiare parte di ciò che producono con quello che gli altri producono.
Il mercato è l'istituzione sociale che regola tutto ciò attraverso meccanismi di domanda e offerta e la conseguente definizione del prezzo di ciascun bene: se ci sono più produttori di scarpe che di pane, il prezzo del pane crescerà e la richiesta delle scarpe diminuirà favorendo la crescita dei produttori di pane. Tutto ciò fa in modo di creare un sistema di produzione equilibrato con vari aggiustamenti che diano il giusto prezzo al bene. Quello che importa alla sociologia è osservare le condizioni che provocano la necessità degli scambi e i modi in cui gli stessi si realizzano. Si apre la conoscenza di un mondo tramite l'esperienza diretta, la sperimentazione e l'osservazione che la scienza usa per conoscere i fenomeni naturali e si applicano alla società.
Più tardi, un secolo dopo circa, verso la prima metà dell'Ottocento, la sociologia si muove su uno sfondo che muta in modo travolgente, costituito soprattutto dalla diffusione della produzione industriale: nuovi luoghi di lavoro (fabbriche), nuovi strumenti di produzione (le macchine), nuovi soggetti sociali (proprietari da un lato e lavoratori salariati dall'altro), nuovi materiali (ferro), nuove fonti di energia, nuovi mezzi di trasporto (ferrovia), nuovi mezzi di comunicazione (il telegrafo).
Ma politicamente, gli stessi paesi che subiscono l'incremento economico fanno fronte anche a nuovi tipi di conflitti interni: dopo la diffusione delle idee della Rivoluzione francese, le monarchie assolute divengono costituzionali per poi divenire democrazie rappresentative.
Dal punto di vista culturale, siamo nell'epoca del Positivismo, la fiducia cieca nel progresso. È erede dell'Illuminismo, ma abbandona il lato negativo per promuovere la conoscenza oggettiva dei fatti sulla base dei quali ricostruire la società.
Obiettivo 1: A cosa serve la sociologia?
- A criticare la realtà, a non darla per scontato
- Essere consapevoli delle diversità, della varietà dei modelli in cui il turismo si realizza
- Fare degli interventi sensati nella realtà
- Sguardo autoriflessivo
Obiettivo 2: Cosa la sociologia ha da dire sul turismo?
- Studiosi del turismo
- Sociologia: scienza della comunicazione
- Si pone, rispetto alla modernizzazione, in modo ambivalente
La sociologia abbiamo già detto essere quella scienza sociale che nasce con il processo di modernizzazione dell'Ottocento e che si occupa, appunto, del cambiamento sociale. La sociologia, in particolar modo, guarda al cambiamento sociale in modo ambivalente: si guarda sia ai risvolti positivi (l'affrancamento dagli obblighi di sudditanza), sia ai risvolti negativi (inurbamento sociale, sfruttamento della forza lavoro). Per la sociologia la libertà diviene intrinseca al contesto sociale: l'individuo è libero attraverso i legami sociali. Il turismo si descrive nella stessa dinamica complessiva della nostra società, la modernità. Fotografando il turismo riusciamo a capire meglio la nostra società.
Proto sociologia e positivismo
Riepilogo
Il discorso sociologico si caratterizza per il modo in cui affronta gli argomenti, per la prospettiva che mette in discussione, pone in questione, non accetta la realtà come dato naturale ma la problematizza. Si può dividere il modo in cui si guarda alle cose e dalle cose stesse: ad esempio possiamo parlare del calcio da un punto di vista sportivo, ma chissà da quante altre prospettive.
Esperimento: quattro linee rette toccano i punti
La difficoltà di questo esercizio era nell'uscire dalle prospettive, in particolar modo dall'uscire dalla figura del quadrato, immaginare un decimo punto da collegare. Dopo l'esercizio capiamo che eravamo chiusi nella prospettiva del quadrato e non ce ne accorgiamo finché qualcuno non ce lo dice, o non ne usciamo da soli.
Lezione
Parliamo di Proto Sociologia, quindi, di coloro che vengono prima degli altri (Proto), i padri fondatori della Sociologia. Per capire il pensiero dei Proto Sociologi, è importante focalizzarsi sul periodo storico di riferimento: sono personaggi che si ritrovano immersi in cambiamenti sociali, politici ed economici. Si tratta dell'800 dove vi è una relativa condizione di pace verso l'esterno, in contrasto con il turbamento interno tra classe operaia e capitalista, immersi in una condizione di modernità. Questi cambiamenti vengono affrontati dai Proto Sociologi “positivisticamente”.
Il Positivismo viene definito da:
- Si tratta di un modo di pensare, direttamente erede e figlio dell'illuminismo: la capacità scientifica ha la capacità di ridurre la sofferenza
- Privo dell'esistenza della critica nei confronti del mondo che caratterizza l'illuminismo, in realtà si parla dello status quo, sviluppare istanze già attive, estendere l'applicazione della conoscenza scientifica, non solo all'ambito economico-industriale, ma a tutta la realtà
- Non si pone molte domande sull'affidabilità dei criteri di conoscenza del mondo, crede nell'oggettività dei fatti che possono essere misurati con i criteri della scienza
Henri De Saint Simone (1760-1825)
Egli nacque di famiglia nobile, ma rinunciò ai suoi titoli per partecipare alla Rivoluzione francese, fece parte del corpo di spedizione in aiuto a George Washington rischiando di finire sulla ghigliottina e sperimentando il carcere. Partì volontario per arruolarsi nella Guerra di Indipendenza americana. Studiò ingegneria: progettò il canale di Suez che venne costruito alcuni anni dopo da dei suoi allievi. Fu un ingegnere che faceva parte di quel gruppo di utopisti che inventavano libere comunità, nelle quali si viveva al di fuori delle regole sociali: poligamia, ad esempio. Pensava di poter realizzare queste utopie grazie all'aiuto di tecnici come lui e vedeva l'individuo come passivo rispetto alla società attiva. In Saint Simone si combinano Illuminismo e Positivismo: dell'illuminismo mantiene la distanza emancipativa, ossia la conoscenza che libera l'uomo. Crea per questo motivo una nuova religione “il nuovo Cristianesimo”: vuole liberare l'uomo, consentendogli di realizzarsi.
Auguste Comte (1798-1857)
Comte era un francese segretario di Saint Simone, un positivista convinto e colui che primo usa il termine sociologia, intesa come fisica sociale, cioè una scienza modellata sui tratti delle scienze naturali, intesa a rilevare i “fatti” e riconoscere “leggi”. Inoltre, farà una distinzione tra la statica sociale, la branca della sociologia che si occupa del modo in cui le società si autoregolano, e la dinamica sociale che studia il mutamento.
La sua idea fondamentale è che la conoscenza umana si sviluppi attraverso tre stadi:
- Stadio Teologico: spiegazione dei fenomeni tramite nozioni magiche e religiose
- Stadio Metafisico: spiegazione dei fenomeni tramite concetti astratti (filosofia)
- Stadio Positivo: la conoscenza si delinea sul sapere scientifico, basato sulla ricerca di fatti
Egli ritornerà poi sul concetto di religione, considerandola l'elemento di integrazione della società. Egli si proporrà come il sacerdote di una religione basata sul culto dell'umanità. Comte si rende conto che la scienza, da sola, non è in grado di creare dei valori in cui l'uomo possa credere e su cui si basi la società da essa costruita. Non si può fondare una società sulla mera fede nella ragione, venute meno la tradizione e la religione. La scienza realizza i singoli progetti individuali ma non crea quella coesione che riuniva le tribù, la morale, la religione. Ciò su cui si basa Comte è la fede nell'umanità, ponendo in modo chiaro la questione sociologica principale: Cosa tiene insieme una società?
È la domanda a cui tutti i sociologi cercheranno di dare una risposta, un problema che resta fondamentale per il pensiero sociologico.
Alexis De Tocqueville (1805-1859)
Egli non fu né un positivista né si definì un sociologo, ma a lui la sociologia deve molto. Siamo tra il vecchio e il nuovo mondo, faceva parte di un periodo di mutamenti sociali di cui vedeva sia i vantaggi che gli svantaggi. Anche lui era un nobile, faceva parte della nobiltà francese che appoggiava i Borbone, un visconte, un giudice magistrato, interessato alla modernità, alla nuova democrazia su cui scrisse “Democracy in America” (1840): nella democrazia gli uomini sono inseriti in un sistema legale in cui i diritti sono definiti in modo tale da permettere una vasta mobilità sociale: tutti possono accedere a qualsiasi rango e tipo di lavoro. Nel 1831, appena dopo la nomina del nuovo re, venne spedito negli Stati Uniti con un collega per vedere come funzionavano le carceri per riformare il sistema carcerario francese. In realtà, il viaggio negli Stati Uniti lo sconvolge per altri motivi, disinteressandosi del sistema carcerario venne colpito dalla società statunitense, in particolar modo dal combinarsi di due caratteristiche: Uguaglianza: possibilità di autodeterminazione dei propri destini, un'uguaglianza di base, con la possibilità di scegliere di
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