Randall Collins e l'analisi dei conflitti sociali
Randall Collins, originario del Tennessee, nato nel 1941, ha sviluppato un'analisi sociologica basata sull'assunto che molti fenomeni sociali possono essere spiegati attraverso l'esistenza di interessi conflittuali e l'analisi delle risorse e delle azioni individuali possibili in determinate situazioni sociali.
Interessi individuali e gruppi in competizione
- L'enfasi viene posta sull'esistenza di interessi individuali.
- La società è composta da gruppi in competizione.
- Le idee sono usate come arma di conflitto e dominio sociale per produrre legittimazione.
Il modello di stratificazione di Collins
Per esprimere la dinamica del conflitto, Collins riprende il modello di stratificazione di Weber, ponendo l'attenzione non sui "tipi ideali" ma su gruppi sociali concreti che definisce status groups. Questi sono gruppi i cui membri percepiscono una cultura comune e un'uguaglianza di status, che infonde loro un forte senso di appartenenza e identità, e di conseguenza un desiderio di esclusione di chi non mostra simili caratteri.
- Tali status groups lottano per il possesso di beni scarsi quali ricchezza, potere e prestigio.
- Lo fanno attraverso la selezione e la manipolazione dei "non membri" entro le organizzazioni.
Il ruolo della scuola
Di qui l'importanza della scuola, che "insegna soprattutto il vocabolario, le inflessioni, lo stile dell'abbigliamento, i gusti estetici, i valori e il modo di comportarsi" (Collins, 1971), cioè trasmette la cultura di ceto. La scuola, in qualità di istituzione specializzata, produce quindi la cultura formale essenziale per la formazione ed il controllo di organizzazioni politiche permanenti e produce mobilitazione da parte di tutti gli status groups.
La lotta per la cultura formale porta infatti a una sovrapproduzione di credenziali educative rispetto alla possibilità di tradurle in occupazioni di prestigio.
Critica al sistema educativo
"Non è vero che a lungo andare l'istruzione riproduce semplicemente la struttura sociale. Infatti, la storia mostra che i sistemi educativi hanno attraversato cicli di lungo termine di espansione, di crisi e di contrazione. [...] Lungi dal giocare un ruolo statico, ha avuto una posizione chiave sia nella lotta per giungere a nuove forme di stratificazione, sia nelle crisi che determinano il loro declino". (Collins 1982)
L'istruzione delimita i confini di un nuovo ceto costituito dallo strato professionale-direttivo delle classi medio-alte, l'accesso al quale viene regolato più attraverso i criteri dell'omogeneità culturale che attraverso la reale disposizione di competenze.
Collins affronta il tema del credenzialismo rispetto all'equità sociale, evidenziando le disparità che emergono tra l'accesso alle credenziali educative e la loro effettiva utilità nel raggiungere posizioni di prestigio.
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