Cos’è la sociologia?
Sociologia: Lo studio sistematico della società umana, come viene a prodursi tramite le relazioni
sociali.
Si tratta di:
1- Una forma di coscienza;
2- un modo di pensare;
3- una prospettiva critica sul sociale.
Abbiamo tre tipi di atteggiamento nei confronti della realtà esterna. Uno è scoprire campi e fenomeni elementi
ancora poco conosciuti, questo è un atteggiamento cosi detto esplorativo, è stata soprattutto l’antropologia a
introdurre tale tipo di atteggiamento ed è una conseguenza di un fenomeno storico preciso che è quello della
colonizzazione quindi tra fine 800 e inizio 900 si sviluppa uno stile scientifico di raccolta dei dati che viene
chiamato etnografico perchè studia le abitudini dei popoli sconosciuti, più tardi si inizia a descrivere gruppi piu
nuovi, dei fenomeni nuovi, di nuove situazioni sociali. Oggi potremmo fare uno studio che analizza come una
nuova tecnologia incide sull’organizzazione della vostra vita quotidiana, come vive una popolazione che è arrivata
in italia per la prima volta, ogni volta che ci troviamo per esempio davanti ad una innovazione in campo educativo
troviamo un motivo per fare una ricerca esplorativa che può essere semplicemente una ricerca che si preoccupa di
fare con attenzione, minuzia, e sistematicità la notazione di un fenomeno sconosciuto o poco conosciuto.
Ad esempio l’anno scorso abbiamo invitato uno storico famoso che si chiama Alessandro Portelli che ha fatto
tantissimi studi prevalentemente esplorativi, ha studiato per esempio come vivono gli americani della catena dei
monti appalacchiani, vivono quasi solo bianchi con un atteggiamento fortemente razionalista e con una serie di
pensieri molto influenzati dalla sfera magica quindi credono nei fantasmi.
Se uno rilegge 20-30 anni dopo le cose che Portelli aveva descritto bene capisce come si afferma un certo modello
di narrazione americana oggi, come rimane latente in tutto questo periodo quel fenomeno oppure lo stesso Portelli
fa una ricerca su un eccidio nazista che era avvenuto in una zona e non va nei monti come la prima ricerca ma fa
delle interviste alle persone anziane e studia la memoria storica della grande guerra. Quello che gli raccontano
queste persone è interessante perchè lui comprende che a posteriori la memoria non riesce a riconoscere una
crudeltà assoluta neanche nei confronti del più afferato crimine nazista ma c’è sempre una tendenza a
riumanizzarlo, rendendolo più simile a noi. Però gia descrivere bene le cose può essere molto utile a capire la
società.
Un altro grande filone di ricerca è quello dell’analisi, è un processo un po' diverso che non si ferma alla superficie
dell’esplorazione. Dalla descrizione deriva anche l’analisi, non sono scollegate.
La sociologia usa anche dei metodi quantitativi ad esempio l’uso di questionari standardizzati con risposte chiuse.
Da tutti questi dati noi possiamo ricavare dei grafici (un tipo di analisi). Le analisi sociologiche sono anche
possibili su dati qualitativi come le interviste tematiche. L’analisi in generale è quel processo che riesce a fare
emergere qualcosa che non è immediatamente visibile dalla realtà che stiamo studiando.
L’analisi è una fase di astrazione dei fenomeni sociali.
La critica, (nella foto) manifestazione battaglia di algeri 1956, molto simile agli attentati terroristici odierni.
Periodo storico in cui il colonialismo veniva criticato fortemente ed è un problema per la sociologia.
Quando nasce la sociologia?
Non quando si inizia a parlare di società a livello filosofia.
Il difetto di tutti quei pensatori (Confucio, Platone, Aristotele, Ibn Kahldoun, Tommaso Campanella) è che sono
tutti capaci di descrivere come dovrebbe essere la società non di capire tramite ricerca, esperimento, prova,
argomentazione, come funziona davvero la società. Sono tutte persone che indicano un qualcosa che dovrebbe
essere, non fanno uno studio.
Non fanno ad esempio un indagine su quanti studenti finito un esame vanno a comprarsi una maglietta da bershka
ma dicono come dovrebbe idealmente vestirsi una studentessa di scienze dell’educazione, non sono dei veri e
propri scienziati sociali. La scienza nasce in un epoca storica successiva. Quando galileo che vive anche a Padova
battezza suo figlio nel 1601 che si chiamava Vincenzo come il nonno o Newton ( lui era anche un pastore , la
scienza non sempre è in contraddizione con la religione) e tutti costoro sono uniti dal tentativo di provare le verità
filosofiche tramite metodo sperimentale.
Quando Galileo viene condannato perchè ritiene che non ci sia la terra al centro del sistema e che la terra non sia
piatta, viene condannato soprattutto perché si permette di sfidare un dogma cattolico. La torre di pisa che oggi
vediamo sicuramente più pendente di quando non era ai tempi di Galileo veniva utilizzata per fare esperimenti, lui
riesce a creare una serie di dati verificabili e attendibili perche la scienza dovrebbe sempre essere falsificabile.
Perche nasca la sociologia dobbiamo aspettare l’affermarsi della scienza in un senso moderno.
Una scienza nel senso moderno si sviluppa soltanto quando si sviluppa la stampa.
Esistevano delle grandi scuole (Venezia), scuole di alta formazione ma un’ università in senso istituzionale che
assegnamo oggi nasce prima a Bologna poi a Padova e poi si diffonde in altre zone dell’europa e questo è favorito
dall’invenzione della stampa che permette di stampare libri che prima venivano trascritti a mano e di diffondere
conoscenza con grande velocità.
La sociologia come scienza non nasce dalla testa di un solo pensatore (auguste comnte che inventa il termine), lui
ha inventato l’etichetta ma non crea una scienza.
Sorge per motivi storici, e per motivi istituzionali cioè quando nascono le prime università che dedicano tempo a
questa scienza. Senza l’università moderna non ci sarebbe neanche la sociologia. La sociologia all’inizio nasce
come una specializzazione della filosofia. Questi sono i momenti storici importanti per la nascita della sociologia.
C’è una fase precedente che è quella dell’illuminismo che è comunque molto importante in filosofia,
l’illuminismo ha una grande capacità di svelare l’inconsistenza delle cose mitologiche o magiche del mondo, pone
l’attenzione sulla ragione. L’illuminismo è relativista, si inizia a pensare che non c’è soltanto una cultura ma ci
sono tanti diversi modi di intendere la vita. L’illuminismo sostiene quella fiducia nella scienza che poi verrà
ancora a essere più consolidata nella fase del positivismo con comnte.
Nella nascita della scienza sociale abbiamo dei grandi pensatori tedeschi.
Ci sono anche fasi storiche successive che si sviluppano per continuità come il marxismo.
Abitati quasi esclusivamente da operai e da tutte quelle nuove figure professionali che vendono prodotti e servizi
per gli operai e per le persone che vivono nelle città. La metropoli è un’esperienza completamente nuova, è il
luogo dove ci si sposta con dei mezzi che sono mezzi pubblici e privati ma che richiedono sempre una forte
interconnessione, aumenta tantissimo la complessità sociale. Si inizia a trattare tutti i vicini di casa, tutte le
persone che si incontrano nella metropoli non come persone particolari ma come uno sconosciuto qualunque
quindi le relazioni si trasformano.
La fabbrica è il luogo che meglio rappresenta il capitalismo moderno. Le forme di affermazione nazionale nei
grandi stati europei della democrazia, in precedenza c’erano state le democrazie in età classica, la repubblica
veneziana (oligarchia che ha prevalentemente il compito di integrare gli interessi fra le più importanti famiglie di
Venezia). Il capitalismo ha bisogno anche di democrazia, ha bisogno di una serie di regole democratiche che
permettono la libera concorrenza nel campo economico. Questi fenomeni si muovono insieme.
Eclissi cioè fine o diminuizione di importanza dei rapporti comunitari. Questo tema è importante perché vuol dire
che ci si sente insieme perche si vive gli stessi fenomeni più perche si appartiene allo stesso gruppo. Sono tutti
fenomeni che ci rendono diversi dalla generazione che ci ha preceduto che viveva in forme tradizionali.
Quando nasce la modernità non vuol dire che scompare del tutto il modo di vivere tradizionale. Questo fenomeno
lo si capisce benissimo con un passaggio, se prendete libri di storia dell’arte di Argan la prima cosa che dice è “la
modernità è una fase che si aggiunge a quelle precedenti” vuol dire che anche le comunità primitive resteranno nel
mondo e anche quelle tradizionali, soltanto che diventeranno sempre più rare.
Secolarizzazione significa perdita di rilevanza nella nostra vita mondana cioè quello che facciamo nei confronti
delle scelte del lavoro, della famiglia, della casa in cui viviamo, dei rapporti che iniziamo a intraprendere, della
sfera religiosa. Vuol dire che per esempio in tutta europa le istituzioni matrimoniali sono sempre meno dipendenti
dalla forma religiosa, che si inizia ad avere una serie di relazioni fuori dal matrimonio, che i matrimoni civili sono
più frequenti di quelli cattolici, che molte scelte legate al nostro destino non dipendono più dalla sfera religiosa.
Questo non vuol dire che le religioni scompaiono, vuol dire soltanto che viviamo in una società meno determinata
dalla sfera religiosa.
Dal 1922 al 1933 in europa incontra un grave blocco. Fenomeni di resistenza al cambiamento sociale ci sono
sempre e l’idea di un destino della storia non funziona non è efficace nello spiegare il cambiamento.
Tutti questi fattori spingono un gruppo di persone a fare delle ipotesi sulla nascita della modernità. Queste ipotesi
si chiameranno sociologia.
La sociologia che rapporto intrattiene con le altre scienze?
È l’ultima arrivata, piu gracile, più facile da attaccare.
1-
Per il primo filosofo che introduce il tema, Comnte, la sociologia poiche è la più moderna è anche la più
importante. È la scienza delle scienze. La pone come filosofia\fisica sociale nel punto piu alto della piramide delle
scienze (come è costruita nel suo modello positivista).
Limite -->Noi non crediamo in questa concezione perche abbiamo un idea della sociologia più legata ad aspetti
analitici.
2-
Il secondo punto di vista molto diffuso è quello che viene sviluppato da questo pensatore americano W. G.
Runciman, nel 1970. La sua idea è che la sociologia deve studiare tutte le tematiche che non vengono gia studiate
in altre discipline.
Limite -->È un altra concezione che funziona poco perche il rischio è quello di ridurre tutto lo studio sociologico
banalmente a concentrarsi su relazioni sociali gruppi ecc, senza spiegare fenomeni piu grandi o piu piccoli
3-
concezione preferibile
Georg Simmel che dice che la sociologia è un particolare modo di studiare il mondo. Cioè lo stesso fenomeno può
essere studiato con prospettive economiche, storiche, sociologiche.
Prospettiva di analisi delle forme sociologiche.
4-
formazione tautologica (meno importante da ricordare)
significa sociologo è chi il sociologo fa. Si può definire la sociologia soltanto tramite associazioni di sociologie,
chi ne fa parte è un sociologo. Il sociologo è un professionista e chi si comporta come un sociologo lo fa.
È un modo per sfuggire dai problemi e non definire la sociologia
5-
La sociologia può dialogare anche con altre forme di sapere, antropologia, critica letteraria, storia, economia.
Esiste una sociologia politica, esiste una sociologia culturale, storica. L’importante è che dal punto di vista
sociologico studi le forme con cui stiamo insieme oppure con cui litighiamo oppure con cui assegnamo la
rappresentanza dei nostri interessi a qualche rappresentante politico.
Questi sono tutti campi che possono entrare in relazione con la sociologia.
Il capitalismo come fase storica e crisi dell’umano (Karl Marx).
La modernità come evoluzione del lavoro sociale e delle forme di solidarietà
Questo tema poco presente nei classici ma che inizia ad apparire in sociologia nel 1950 è quello della
colonizzazione di gran parte dell’Africa e non solo, di vaste aree dei continenti americani e anche dell’Asia in
particolare l’Africa subisce una colonizzazione quasi totale tra il 1870 e il 1914 cui partecipa anche l’Italia con
tributo di morti non indifferente (battaglia di libia).
La sociologia in questa parte della storia non da troppo peso. Si concentra su quello che sta succedendo in
Europa, in particolare la merce di queste particolari società diventa una cosa principale, nascono i centri
commerciali che diventano delle cattedrali di esposizione della modernità in cui per la prima volta si realizzano
delle linee di trasporto su ruota che permettono il collegamento veloce e impensabile di paesi e popoli lontani che
fino a quel momento si muovevano a cavallo o con altri animali. Avevano l’elettrificazione nelle grandi città
europee, Parigi e Timinscioara sono le prime. Poi ci sono altri processi come la pastorizzazione del latte che
permette la sua conservazione e altri processi chimici che portano a costituire quel modello di produzione
industriale anche nel settore alimentare a cui siamo abituati oggi. Una serie di modificazioni tecnologiche che
portano alla realizzazione di una vita domestica sempre più standardizzata. Nel 1900 nasce la Ford T, autovettura
uguale per tutti, standardizzazione. Nascono i primi frigoriferi, negli anni ‘20-’30 la radio ancor prima il telegrafo
sono i motori di quella che sarà poi la globalizzazione. Tutto ciò che ci permetterà ai giorni d’oggi di pensare alle
distanze sempre più in termini di tempo e sempre meno in termini di spazio.
Nel 1918 sono tutti molto influenzati da una retorica del progresso sentono di vivere un’epoca storica in cui tutto
sta migliorando. Però c’è anche una retorica del progresso, c’è un idea storico-filosofica ottimista che poi sarebbe
caduta con le guerre e con il fallimento dei primi stati democratici europei.
Erano democrazie giovani non ben sostenute spesso colpite da crisi finanziare. La prima crisi avviene nel 1870 e
dura fino agli anni ‘90. Altre crisi conseguenti alla guerra (crisi ‘29).
Le crisi economiche sono cicliche in tutto il periodo storico che possiamo chiamare capitalistico perche il
capitalismo stesso produce delle crisi di consumo a cui segue una crisi di produzione.
I modelli di macchine e di auto che si acquistavano iniziano ad essere troppo inquinanti, quindi tante auto non
vengono vendute e si iniziano ad accumulare.
Ci sono dei cambiamenti storici che delle volte comportano una crisi produttiva. Allora si afferma un nuovo tipo
di società, che al di la della retorica del progresso, non è proprio perfetta. È una società nella quale i bimbi sono
sfruttati nel lavoro, mortalità infantile alta, si sviluppano degli importanti fenomeni di criminalità. Iniziano a
manifestarsi sentimenti di sfiducia nei confronti dello stato. Per questi motivi nasce la filantropia negli stati come
Gran Bretagna, Usa, dove l’intervento pubblico è più debole e quindi degli attori privati organizzano delle società
caritatevoli. In Italia sono società caritatevoli cristiane (opere pie), sono i primi che fanno inchiesta sociale.
Quando arriva la guerra questi sentimenti di critica verso il progresso iniziano a essere più evidenti. Due sociologi
classici hanno anche un esperienza personale di cosa voglia dire la guerra, weber viene incaricato di organizzare il
servizio di cure mediche dell’esercito tedesco.
In generale tutta la sociologia inizia a vedere i problemi di crisi all’interno della metropoli.
La sociologia si pone il problema: come in 1-2 decenni la società europea e quella americana sono cambiate in
maniera cosi improvvisa?
Lo fa delle volte in maniera un po' semplicistica. Ci sono due epoche, una tradizionale e una moderna.
Quella tradizionale regolata in base allo status delle persone, il nobile ha un potere fin dalla nascita superiore al
borghese e il borghese superiore al proletario.
Mentre nella società moderna i rapporti sono gestiti a partire dai cosi detti contratti cioè i rapporti inferiori sono
regolati come transazioni economiche. Queste sono delle sintesi, dei modi per raccontare la trasformazione.
Meccanica è la solidarietà tipica del modello tradizionale. Organica è la solidarietà tipica della società moderna.
La solidarietà organica è quella in cui tutti sono obbligati ad avere un rapporto con gli altri perché non sono più
autosufficienti.
La modernità come processo di civilizzazione (Elias)
Modernità come processo di civilizzazione, Elias è un signore tedesco che negli anni ‘30 scrive un ritratto storico
sulla nascita delle buone maniere che si chiama “il processo di civilizzazione” e racconta la storia dell’Europa
appunto come un processo che si va via via affermando un controllo delle pulsioni interne tramite la disciplina dei
modi di agire.
Si inizia a pensare che la civiltà è il controllo del corpo.
Per esempio le prime forchette vengono introdotte in Italia, a Venezia perche il doge sposa una principessa
bizzantina che porta una forchetta dalla sua terra. Un vescovo del tempo scrive una lettera di accusa a questi
veneziani che utilizzano la forchetta e che non toccano nemmeno più il cibo con le mani. Pian piano si inizia a
cambiare atteggiamento, si inizia a pensare che la civiltà è il controllo del corpo.
Si vengono a creare come usi del controllo della scortesia e della violenza perlomeno percepita a chi sta accanto a
chi ha un coltello (al posto della forchetta).
Elias fa una carellata di oltre 2000 pagine su come il corpo umano viene le
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