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Coloro che hanno espresso giudizi positivi e con titoli di studio della scuola dell’obbligo, vogliono

contribuire a migliorare le cose ma non hanno espresso valutazioni né progetti in merito, delegano

alle autorità la responsabilità.

Gli ottimisti, invece, ritengono che si arriva al benessere coinvolgendo i soggetti per fini collettivi.

Molti si orientano verso valori e modelli partecipativi solidi; la cura dell’ambiente è visto come

compito delegato alle autorità e non un dovere personale (delega del senso civico).

Queste diverse visioni in gioco possono creare incomprensioni e fraintendimenti nelle reciproche

aspettative tra cittadini e istituzioni.

Percezione della città:

Risposte molto contraddittorie:

si apprezzano le bellezze naturali della città, l’accoglienza, ma si palesano anche le negatività come

l’ambiente e la vita civile.

I giudizi positivi appaiono un pò superficiali. Molti provano un sentimento di risentimento verso

una situazione cittadina “assurda”.

I cittadini con cultura medio-alta mostrano un atteggiamento di fiducia verso la città, si aspettano

dei cambiamenti sia sociali che educativi, desidererebbero maggiore attenzione e aiuto dalla politica

per favorire il miglioramento della qualità della vita nell’ambiente città.

I cittadini con livello culturale di base sono i + arrabbiati (si lamentano dei cantieri sempre aperti,

dei bus, del futuro dei figli).

Gli intervistati più attempati sono molto critici, si aspettano di fornire ai figli gli strumenti per

inserirsi professionalmente, lavorare e guadagnare e stare così lontani da situazioni pericolose

(devianza).

Altri cittadini ritengono che la città sia troppo “morbida” e poco in grado di preparare i cittadini

verso comportamenti più responsabili.

Partecipazione alla vita della città:

Emergono vari livelli di partecipazione alla vita della città:

da chi non ne sa nulla a chi si informa a chi partecipa a gruppi.

L’informazione appare scarsa in genere, ma i giovani sono i meglio istruiti a riconoscere che

l’informazione è importante. Si interessano attraverso giornali, televisioni, freepress…

Appare una richiesta dei cittadini di maggiore considerazione da parte delle istituzioni, non

mancano le persone informate e interessate.

Sarebbe opportuno spostare la relazione cittadino-ambiente in luoghi di incontro aperti e accessibili,

più vicini alla realtà quotidiana della vita dei napoletani. Individuare così altre forme di

avvicinamento in cui il cittadino possa mostrarsi e sentirsi competente e non solo adattarsi a regole

imposte dall’alto.

Cosa non amano e cosa vorrebbero di diverso?:

Aspetti negativi:

• scarsità di rapporti con il potere,

• mancanza di attenzione della cittadinanza,

• mancanza di disciplina nelle strade,

• mancanza d severità,

• incoerenza nel rispetto delle regole. 8

Voglia di maggiore presenza di mediatori civici e difensori civici per spiegare in modo + veritiero

la situazione ambientale. Emerge un esigenza di empowerment, di un rafforzamento delle proprie

competenze e dell’importanza del ruolo del cittadino.

Voglia che la città sia un ambiente salubre (per le donne).

Gli adulti sono quelli più legati al territorio ma mostrano uno scarso orgoglio, spesso un

risentimento e uno scarso senso di napoletanità.

I giovani: alcuni accettano la sfida della globalizzazione in quanto la città non offre nulla e non fa

nulla per tenersi i giovani; altri vogliono restare per sfidare il destino della città.

I giovani ascrivono tali problemi alla città;

Ciò che sostanzia la loro idea di andare via:

• lavoro,

• vivibilità formazione per i figli,

• l’inserimento nel lavoro che non avviene per merito.

Si assiste ad uno spopolamento della città delle sue forze migliori che dovrebbero partecipare allo

sviluppo e alla crescita.

Qlc ritiene utile anche la componete della fortuna (fatalismo dei napoletani) nella risoluzione della

situazione.

Giudizi severi verso:

• servizi sanitari

• trasporti pubblici

• sicurezza (reati, delinquenti e tossicodipendenti)

• mancanza di denunce (sfiducia verso la mancanza di applicazione di regole)

Secondo alcuni il lavoro potrebbe essere la chiave di svolta per salvare la città e la qualità della vita.

Considerazioni finali:

Sembra che la dimensione affettiva combatta per dare senso alla propria integrazione.

L’ambiente può contribuire alla creazione di una qualità di vita migliore e prevenire i rischi che

comporta una scarsa qualità di vita. E’ importante la collaborazione, l’informazione sui danni, una

relazione di dialogo tra cittadini e istituzioni (reciproco riconoscimento).

La voglia dei cittadini di non delegare è emersa, ma è emersa anche un’immagine di Napoli che non

ha niente da offrire. Bisogna creare spazi di confronto e mediazione sui reali problemi.

Parte II: Il turismo sportivo a Napoli

Capitolo I: Napoli e il turismo

Il quadro di riferimento per quanto concerne il turismo sportivo si rifà a Pigeassou (2002).

Il turismo sportivo e l’utilizzo di grandi eventi potrebbero rappresentare uno stimolo all’intera

economia cittadina con un marketing territoriale. Sono risorse orientate all’utente.

Il complesso base dell’offerta turistica della città possiede tutti i fattori di richiamo:

• risorse riproducibili (impianti sportivi),

• grande attrattività,

• fruibilità delle risorse primarie e secondari (antica e grande città) 9

• accessibilità (alla città si può arrivare con mezzi di trasporto via terra, mare, aria).

La capacità di attrazione è legata a elementi vari:

1. fattori naturali, storici e artistici

2. quelli creati dall’uomo

Le straordinarie potenzialità presenti nella città di Napoli non sono sfruttate turisticamente. Ad

esempio si registrano difficoltà a raggiungere i luoghi che interessano i turisti.

La sociologia del turismo

E’ nata con approccio economico, poi geografico e infine sociale, privilegia l’esperienza turistica.

Esistono vari tipi di turismo:

• etnico,

• culturale,

• storico

• ambientale

• ricreativo

• sportivo

Il turismo = è l’insieme delle attività connesse al viaggiare del turista.

Il turista = è la persona che viaggia per tanti motivi che non siano quelli di lavoro.

Legislazione in merito

Lo stato incominciò a legiferare sulla materia quando si rese conto del suo valore economico.

Il regio decreto n. 765 con legge dell’1-7-26 diede l’avvio alla costituzione delle aziende

autonome e turismo.

Con l’istituzione dell’Ente Regione i poteri passarono alle Regioni con d.p.r. n 616.

Anche la Regione Campania con propria legge n° 31 promuove l’organizzazione turistica.

Più recente è il trattato di Lisbona 2008 che ha legiferato i modo chiaro sulla materia.

La legge di Riforma del Turismo Nazionale (135) promuove alle regioni la creazione di sistemi

turistici locali = organismi misti dei quali fanno parte sia componenti privati che pubblici.

L’obiettivo è duplice:

• verso l’esterno: creare un interlocutore al quale si possano rivolgere gli operatori che

vogliono organizzare e fornire tutti i servizi che vengono richiesti in modo armonio

• verso l’interno: gli enti in questo modo possono intervenire su tutti gli aspetti (orari dei

negozi, preparazione delle guide, offerta alberghiera…) in modo da creare un sistema che

dia vita ad un prodotto appetibile.

Il turismo sportivo

E’ una forma di turismo che si dimezza tra turismo e sport; è una forma alternativa (Pigeassou,

2002).

Le definizioni del turismo sportivo si differenziano in base al principio organizzativo scelto:

Standeven e De Knopp: tutte le forme di coinvolgimento attivo o passivo in attività sportive,

casuali o organizzate per motivi commerciali e non, che richiedono di lasciare la propria abitazione

o sede di lavoro. 10

Gibson: viaggi basati sul tempo libero che portano le persone temporaneamente fuori dalle loro

comunità di residenza per partecipare a manifestazioni sportive, o come spettatori di attività

sportive o di spettacoli basati su attività sportive. Si basa in ogni caso su una partecipazione.

Charles Pigeassou: parla di due fasi che interessano l’oggetto del turismo sportivo:

• I fase porta ad uno spostamento

• II fase riguarda le attività che sono l’obiettivo dello spostamento.

Esistono diverse forme di turismo sportivo:

• Turismo sportivo di Loisir: turisti dello sport amatoriale (piccole gare locali o nazionali), il

viaggio è solo un pretesto per conoscere nuovi luoghi.

• Turismo di spettacolo: persone che si spostano per seguire un evento sportivo

• Turismo sportivo di business: non ha necessariamente una motivazione sportiva.

Pigeassou dice che il turismo sportivo è una disciplina autonoma che si fonda su 4 punti:

• esperienza turistica (spostamento e durata)

• legame di subordinazione

• esperienza culturale dello sport

• soggiorno (punto importante è l’esperienza sportiva)

L’origine del turismo sportivo risale:

ai giochi olimpici dive per gli impianti sportivi costruiti si permetteva l’affluenza di persone e i

supporter accorrevano per seguire i loro beniamini.

Albori del turismo sportivo risalgono anche all’impero romano quando le persone viaggiavano per

vedere i combattimenti dei gladiatori.

Il turismo sportivo aiuta ad accrescere la consapevolezza che corpo movimento e sport promuovono

la conoscenza di sé e dell’ambiente, cura di sé e benessere e questo rappresenta un buon motivo

per sceglierlo. Turismo sportivo a Napoli ne è un esempio la partecipazione al calcio e il seguire i

loro idoli.

Capitolo II: il turismo sportivo a Napoli. Sport: i punti di debolezza

Necessità di classificare le tipologie di turismo sportivo. 11

I dati del 2007, prevedevano un incremento del turismo in Campania del 2% e le previsioni

facevano ben sperare per il 2008.

Il turismo sportivo a Napoli si distribuisce tutto l’anno con picchi ad agosto, luglio, febbraio, e

durante le vacanze natalizie.

Nei mesi estivi:

• attività sub-acque

• vela

• surf

• windsurf

• golf

• Tutto l’anno maggiormente d’inverno:

• trekking,

• mountan bike,

• ciclismo

Discrepanza tra mesi estivi e invernali. La motivazione delle flessioni sta nell’economia incerta e

scarsa competitività.

Le manifestazioni sportive a Napoli hanno patito del clima di emergenza rifiuti

• Impianti sportivi a Napoli:100

• Associazioni e circoli: 150

• Palestre: 45

Ma tutto ciò non basta, ne è stato un esempio la mancata assegnazione della coppa America nel

2007 (Bagnoli) perché mancavano le struttura logistiche adeguate, infrastrutture…insomma era

tutto da costruire. Tale evento avrebbe portato un incremento economico a Napoli del 40%

spalmato su strutture alberghiere, sponsor, aumento del turismo sportivo….

Punti deboli sono anche:

• Stadio San Paolo (pista atletica rovinata e un solo spogliatoio)

• il rifacimento della palestra del Collana

• Il Virgiliano con poca illuminazione

• Il Palargento che dovrà ancora ricevere i fondi assegnati,

• il Palaindoor inagibile

Punti di forza:

La competitività si affronta in una logica di partenariato tra pubblico e provato e con l’uso di nuovi

strumenti per nuove opportunità. Attualmente si assiste ad un aumento degli sport più marginali

(tennis, arti marziali, basket, nuoto…)

In diminuzione (calcio, atletica, equitazione, ciclismo) a causa di impianti obsoleti.

Analisi offerta

Il turismo sportivo è un prodotto che contiene al suo interno una serie di servizi che devono essere

armonizzati tra loro affinchè il viaggio sia rilassante e non troppo costoso; e sia un’ esperienza sia

emozionale sia razionale. 12

Pubblicità può avvenire a vari livelli:

cartaceo, Web, forme di comunicazione integrate e plurilingue, sponsor…

Cambiare la domanda di interesse, ampliare nuovi mercati…coordinare tutta la vacanza turistica (i

trasporti,destinazione turistica, divertimento…)

Le opportunità del turismo sportivo a Napoli si orientano verso un mix tra il modello market

oriented e il modello resourced base.

Analisi della domanda

La domanda è l’insieme dei beni economici e turistici richiesti.

Nasce dai bisogni ed è condizionata in corrispondenza della trasformazione turistica produttiva e

culturale della società.

Le motivazioni psicologiche, sociologiche, culturali, spirituali, di risposo di evasione orientano la

domanda di oggi per vivere un’esperienza di senso con un pluralità di esigenze e aspettative. I

turisti desiderano pertanto servizi non troppo costosi, flessibili e dinamici. Il bisogno turistico si è

trasformato negli ultimi anni da secondario a primario e da individuale a misto.

Valutazioni

Cosa occorre:

• politiche mirate per migliorare la cultura turistica e sportiva a Napoli.

• Orientare e identificare i bisogni dei consumatori

• Offrire prodotti in grado di soddisfarli

• Riorganizzare l’impiantistica sportiva come infrastruttura strategica

• Varare corsi in management dello sport e del turismo a Napoli (turismo è diventato una vera

industria)

• Introdurre strumenti di marketing e comunicazione

• Ciò condurrà alla creazione di nuovi posti di lavoro e l’avvio di attività imprenditoriali,

arricchendo i ruoli sportivi tradizionali (atleti, allenatori, maestri)

• Reperire risorse per le infrastrutture, accoglienza e ricettività

• Rafforzare l’immagine del brand Napoli

• Nuovi impianti sportivi in grado di abbinare sport e turismo (uso di piscine, internet, beach

volley) come nel progetto della nuova Bagnoli e del parco dello sport a ridosso del CUS.

Dopo l’emergenza rifiuti

L’emergenza rifiuti ha determinato importanti ripercussioni a Napoli. A inizio 2008 vi è stato un

crollo del 31,4%. Immagine della città danneggiata.

Per il dopo rifiuti la Campania ha stanziato 526 milioni di euro per la rimozione dei rifiuti

abbandonati, messa in sicurezza e bonifiche, promozioni del turismo.

Nuovi contributi dal fondo Paser 2007-13 e dirottamento dei flussi turistici attesi per l’EXPO 2015.

Agevolazioni fiscali, Offerte rivolte ai tour operator esteri. E’ stata introdotta l’Easy card per

incrementare il turismo sportivo, ma ancora si è lontani dall’obiettivo = portare 20 mila visitatori

l’anno a Napoli (secondo l’EPT).

Si dovranno attuare servizi, itinerari, percorsi e continui progetti per superare lo status quo.

Parte IV: Pompei

Premessa 13

Tutti i territori dovrebbero attrezzarsi per soddisfare a pieno la domanda di turismo duraturo ma

anche per creare sviluppo sostenibile.

Creare un nuovo modello di consumo turistico che vada nella direzione della partecipazione

cittadina quale attuatore di sviluppo responsabile.

Il turista, dice Savelli, è più istruito bisogna soddisfarlo in termini di unicità e senso.

Lo scopo sarà di vender un prodotto locale unico legato al paesaggio, alla storia e alla cultura del

luogo.

Pompei è il capitale turistico storico-artistico per eccellenza, ma vi è in loco un turismo disordinato

con problematiche organizzative, comunicative e professionali.

L’area di Pompei

Sorge nella piana del Sarno, stretto tra il Vesuvio e i monti Lattari, in direzione del mare.

È tra i siti protetti dell’UNESCO.

Storia

È una delle città più antiche della Campania. Era luogo di villeggiatura per alcuni ricchi romani

compreso Cicerone che vi possedeva un terreno. Fu distrutta dall’eruzione del vulcano nel 79 d.c.

ancora oggi il terreno presenta materiale vulcanico prodotto dall’attività esplosiva del vesuvio.

Vi sono state varie eruzioni nel corso del tempo. Prima della sua distruzione era un centro di

produzione di tessuti, con 30 officine tessili. Le tintorie pompeiane adottavano processi evoluti con

tinture vegetali.

Tradizioni alimentari a base di verdure e frutta, ortaggi, cereali, pesce. Anche erbe aromatiche come

l’alloro (erba medica e decorativa).

Importane il vino ottenuto dalla pestatura dell’uva cotto con il miele e servito dopo i pasti.

Molti tipi di pane, olio d’oliva (usato come unguento e profumo).

Formaggi di capra e di mucca affumicati con il legno di ulivo. Saluta del pesce per conservarlo.

Abitudini dei romani (vedi libro se vuoi dirlo, solo p. 148 e 149)

Il turismo oggi

Turismo archeologico e religioso con il santuario della Madonna del Rosario. In esso è conservata

la tela seicentesca della scuola di Luca Giordano raffigurante la vergine. Il territorio è densamente

abitato a causa di un terreno molto fertile (terreno lavico).

Si assiste ad un indebolimento dell’identità vesuviana, perdita delle radici e valori comuni, del

senso di appartenenza.

Solo riappropriandosi di ciò si potrà offrire senso ai turisti che arrivano.

Nel settore primario si è assistito ad un calo a causa della diminuzione delle superfici coltivabili.

Nel settore secondario anche, a causa della crisi.

Nel terziario invece vi è una crescita.

Per far funzionare il turismo è necessario:

• trasporti favorevoli

• città vivibile

• operatori capaci

• popolazione preparata all’accoglienza

• attualmente offre degrado 14


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AUTORE

nadia_87

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'ambiente e del territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Albrizio Stefania.

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