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Definizione di sociologia

La sociologia è una scienza sociale il cui fine è quello di promuovere e rinnovare costantemente l'autocomprensione della società. In quanto scienza sociale, che studia il comportamento umano, non è una scienza esatta. La società si evolve nel tempo, per questo bisogna capire i mutamenti che vi avvengono. La sociologia cerca di comprendere i fenomeni sociali o i "fatti sociali".

Vi sono tante definizioni di sociologia. Si può anche definire come uno studio scientifico della società umana, oppure una scienza sociale che si occupa dello studio dei rapporti sociali e delle loro conseguenze nel loro manifestarsi nei gruppi, nelle strutture sociali e nel mutare delle strutture stesse. Nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, con l'industrializzazione, l'artigiano diventa operaio, mutando la sua vita e il rapporto con il lavoro. Con rapporti più formali viene meno il concetto di comunità.

Definizione di struttura sociale

La struttura sociale è un sistema di relazioni o meglio è il reticolo di rapporti di interdipendenza relativamente stabili che sussistono fra un determinato insieme di disposizioni sociali (status), ruoli, istituzioni, gruppi, classi o altri componenti della realtà sociale.

Status → Lo status è la posizione sociale di un individuo o di un gruppo all'interno del sistema di relazioni che formano la struttura sociale. Dallo status deriva il ruolo: parte dinamica dello status.

Ruolo → Si svolge un ruolo diverso nell'ambito della situazione in cui ci si trova. Il ruolo è un insieme di comportamenti attesi e richiesti a un individuo per il fatto che occupa una specifica posizione (status) all'interno della società.

Noi andiamo a semplificare la realtà attraverso gli stereotipi. Questo è fondamentale perché non possiamo conoscere tutta la realtà nel suo complesso e ci muoviamo all'interno di questa grazie agli stereotipi conosciuti e condivisi. Quindi gli stereotipi ci permettono di definire la realtà sociale.

La normalità viene definita in base alle situazioni: in una spiaggia nudista quello che per noi è devianza, per loro in quel contesto è normale, e viceversa.

Nascita della sociologia

La sociologia è una scienza relativamente nuova rispetto ad altre scienze sociali, come economia, scienze politiche, scienze antropologiche e psicologia. Nasce nella seconda metà del XIX secolo, periodo in cui si afferma lo stato nazionale moderno, sulla scia delle due grandi rivoluzioni: Rivoluzione industriale e Rivoluzione francese.

Queste due rivoluzioni determinarono:

  • Trasformazioni sociali e materiali di portata e di velocità inaudite;
  • Il venir meno della visione statica del mondo sociale.

Le rivoluzioni stravolgono i modi di vita degli individui, cambiano le collocazioni sociali ed danno luogo a trasformazioni repentine. Viene meno la visione statica della società, in quanto, grazie agli sconvolgenti cambiamenti, ci si rende conto che essa muta. Vengono messi in discussione gli equilibri precedentemente raggiunti.

Perché nasce la sociologia

La percezione del mutamento radicale della società pone il problema di comprendere le ragioni e le direzioni di tale mutamento. Il fine è quello di provare a controllare questo mutamento per:

  • Criticarlo;
  • Provare a dirigerlo;
  • Cercare di non farsi travolgere.

La famiglia

La famiglia ha subito cambiamenti nei ruoli dei componenti all'interno della società: dalla famiglia patriarcale si è passati alla famiglia mononucleare. Oggi in realtà la famiglia può avere diverse sfaccettature. Può essere:

  • Mononucleare → Composta da un unico componente;
  • Binucleare → Composta da due componenti;
  • Monoparentale → Composta da un solo genitore e dai figli;
  • Ricostruita → Dallo scioglimento di altre famiglie a seguito di separazioni e divorzi;
  • Di fatto → Fondata su un'unione libera non sancita da alcun legame matrimoniale.

I rapporti cambiano in relazione alle modifiche che avvengono nella società. Es: donna lavoratrice, matrimonio gay.

Macrosociologia e microsociologia

La sociologia si divide in:

  • Macrosociologia → Il suo interesse verte sull'analisi dei rapporti tra le diverse parti della società e sui processi attraverso i quali questi rapporti mutano. Ha come oggetto d'indagine le grandi configurazioni sociali:
  • Stratificazioni;
  • Classi sociali;
  • Intere società storiche.

Microsociologia → Il suo interesse verte sul comportamento all'interno di uno spazio ridotto (microsociale) di persone che sono tra loro in un rapporto immediato di interazione e soprattutto dei piccoli gruppi, concentrando l'attenzione sull'interazione tra individui.

Gruppo → Max 6-7 componenti, quando aumentano, per evoluzione naturale si creano dei sottogruppi, una separazione in 2-3-.. gruppi.

Micro- e macrosociologia sono due aspetti complessi. Il sociologo lavora 24h24 perché ognuno di noi si trova ogni giorno in più situazioni sociali. Es: tazzina di caffè → berlo in mezza mattinata ha un valore strettamente simbolico, non soltanto fatto "alimentare", ma anche di aggregazione sociale (Camera Caffè tantissime relazioni avvengono davanti ad una macchinetta).

Quando lo si chiede e c'è un rifiuto ha un significato più profondo: è un risentimento nei confronti del richiedente. Tuttavia, il caffè è una "droga", ma tutto deve essere visto nell'ottica del relativismo culturale, della cultura a cui si appartiene. Per esempio, in alcune culture il caffè può non essere accettato, ma invece può essere usata normalmente la marijuana. Il consumo di massa del caffè è recente ed è legato alla colonizzazione europea e alle esportazioni. Quindi questa bevanda rimanda ai rapporti internazionali.

Fenomeno turistico

Il fenomeno turistico è connesso alla nozione di tempo libero, che a sua volta è connessa alla nozione di società industriale, quindi ha un'origine relativamente recente. Il tempo libero nasce con la società industriale e si contrappone al tempo del lavoro. Trova la sua formalizzazione e codificazione in Italia con il termine "dopolavoro", termine coniato solo dopo decenni di industrializzazione nazionale nel periodo post-unitario.

Perché la nozione di tempo libero nasce con l'industrializzazione? È legato al fatto che la classe operaia aveva una giornata lavorativa di 16 ore, per cui nasce l'esigenza del tempo libero. È solo grazie al Congresso Operaio Internazionale di Ginevra (1866) che si arrivò a 8 ore di lavoro e non più 16, che consentivano al capitalista un esagerato plusvalore a discapito del lavoratore.

Marx e la struttura sociale

Marx vede la società divisa in struttura e sovrastruttura:

  • Sovrastruttura (educazione, religione, comunicazione di massa..)
  • Struttura (mezzi di produzione: chi detiene i mezzi di produzione, ha il potere perché riesce a gestire tutto ciò che sta nella sovrastruttura)

La sovrastruttura dipende dalla struttura: ciò significa che chi si pone nella struttura è rilevante, perché ha in mano il dominio. Si trovano nella struttura i capitalisti, i detentori di mezzi di produzione, che influenzano tutto ciò che sta nella sovrastruttura, cioè religione, ideologie, mass media, tutto ciò che indottrina la popolazione. Se la classe dominante ha il potere sulla sovrastruttura pone la sua dottrina come dottrina giusta da seguire, mentre il resto è devianza (ruolo fondamentale dei mass media).

La classe operaia che non ha preso coscienza del fatto di essere sfruttata viene chiamata da Marx "classe in sé".

Secondo Marx la giornata lavorativa è composta in questo modo:

  • 6-10: gli operai lavorano per pagare le materie prime;
  • 10-14: gli operai lavorano per pagare i propri salari;
  • Da 14 ore in poi: sono ore di sfruttamento; PLUSVALORE, è tutto il tempo che è puro profitto che va esclusivamente nelle mani del capitalista.

Il turismo è un'attività del tempo libero che presuppone il suo opposto, ovvero il lavoro regolato e organizzato. Agire come un turista è uno dei caratteri che definiscono essere moderni. È legato alle grandi trasformazioni nell'ambito dei rapporti di lavoro. Il lavoro e il tempo libero sono organizzati secondo sfere separate regolate dalla pratica sociale, ovvero gli spazi relativi al tempo del lavoro e quelli del tempo libero sono spazi separati in maniera diversa.

Sono tre le sfere sociali:

  • Sfera lavorativa: nel ns caso è l'università;
  • Sfera familiare: dove mettiamo da parte la ns maschera sociale, troviamo la ns concentrazione;
  • Sfera ludica: tutti gli spazi a cui dedichiamo il nostro rilassamento, cinema, teatro, pizzeria..

Queste tre sfere non avvengono all'interno dello stesso spazio. Ma non sempre è così, cioè l'individuo può svolgere la sua attività lavorativa, familiare e ludica nello stesso ambiente, parlando in questo caso di "istituzioni totali" (come definite da Goffman).

Esempi:

  • Istituzione totale negativa: la prigione;
  • Istituzione totale positiva: le suore di clausura;
  • In ambito turistico: la crociera, ma anche i villaggi turistici, in quanto in queste forme di turismo le sfere vitali si consumano nello stesso ambiente.

Nascita della sociologia del turismo

Le scienze sociali, che cominciano ad occuparsi del fenomeno turistico nei primi decenni del XX secolo, sono economia politica ed economia dell'impresa, che studiano i fenomeni economici determinati dal transito o dal soggiorno di forestieri in determinate località, aree o stati. Ben presto all'economia si affianca anche la geografia economica, che studia le conseguenze del turismo sul paesaggio e sulla struttura del territorio. Questi studi, tuttavia, si basano sulle variabili quantitative: reddito, popolazione, distanze, ecc.

Però il turismo e le sue modalità mutano in relazione a caratteri qualitativi: attraverso le variabili quantitative non si possono spiegare i mutamenti comportamentali che avvengono nel tempo sia dei turisti sia delle popolazioni locali. Quindi ci si accorge che gli studi precedenti non inquadrano sufficientemente il fenomeno turistico e nasce l'esigenza di uno studio più approfondito in materia: la sociologia del turismo.

La sociologia del turismo sorge negli anni '20-'30 nel contesto culturale tedesco ad opera di Rimmel. Il suo grande sviluppo si ha con la nascita del turismo di massa intorno alla II guerra mondiale. In Italia la sociologia del turismo nasce alla fine degli anni '60. L'approccio sociologico al turismo studia le motivazioni che spingono turisti, organizzatori e popolazione locale ad assumere determinati comportamenti e successivamente a mutarli.

Il turismo si evolve con la società che lo genera, quindi la figura del turista e la gamma delle sue richieste non possono essere date per scontate assumendole come stabili nel tempo e uniformi nello spazio. Attraverso la sociologia è possibile analizzare il fenomeno turistico restituendolo al suo contesto sociale, valutando i suoi significati in relazione agli altri fenomeni che si presentano e che si modificano nella sfera delle più ampie relazioni tra l'individuo e la società a cui appartiene, in quanto i mutamenti sociali si riflettono sui mutamenti del fenomeno turistico.

Grand Tour

La sociologia restituisce il fenomeno turistico alla sua base sociale. Attraverso un'analisi storica è possibile comprendere il turismo come un fenomeno che nasce, cresce, subisce dei mutamenti e vedere come questi mutamenti riflettono le trasformazioni della società, in cui il turismo stesso si manifesta. Attraverso quest'analisi è possibile individuare il significato sociale del turismo moderno, le cui origini risalgono al XVII-XVIII secolo, quando si va a diffondere la pratica del Grand Tour. Le trasformazioni culturali diffusero una diversa concezione dell'individuo, nella quale l'arte, la cultura, la scienza acquisirono un nuovo ruolo e soprattutto la formazione letteraria e artistica divenne un momento fondamentale nella vita delle classi aristocratiche. Questa rivoluzione culturale cambiò il modo di fare turismo: gli itinerari dei viaggi si allontanarono da santuari e luoghi sacri per toccare le città d'arte dell'Europa centrale e mediterranea. I nuovi viaggi avevano come obbiettivo ricevere la formazione culturale ed acquisire una nuova sensibilità artistica o scientifica.

Il Grand Tour nasce in Inghilterra nel XVII secolo come un'esperienza di viaggio riservata ai giovani aristocratici (le donne e le classi meno abbienti sono escluse). Lo scopo principale del Grand Tour è l'addestramento del giovane aristocratico alla futura vita sociale e relazionale, la vita nel mondo degli adulti, il completamento degli studi e della sua formazione. Diventa quasi un premio come misto tra vacanza di svago, piacere ed istruzione, un modo da poter verificare la maturità del giovane e sanzionare la sua appartenenza ad uno status privilegiato, confermando così il suo "status symbol".

Il viaggio durava da 1 a 3 anni e, ripercorrendo l'esperienza giovanile del padre, era riservato ai primogeniti o, comunque, ai figli più meritevoli e capaci. Questo viaggio veniva programmato in molto anticipo. Il giovane veniva accompagnato da un vasto seguito: maresciallo di viaggio, precettore, tutore, domestici e cocchieri, i quali avevano diversi compiti. Ad esempio, il maresciallo aveva il compito di far superare le barriere linguistiche e amministrare la finanza; i cocchieri avevano il compito di occuparsi del cambio dei cavalli; i domestici avevano il compito del reperimento degli alloggi; il tutore doveva completare l'istruzione del giovane. Quindi il vasto seguito serviva al giovane per far fronte alle necessità organizzative del viaggio e completamento degli studi, ma nello stesso tempo andava a preservare la bolla ambientale.

Es: se partiamo soli cerchiamo di integrarsi il più possibile: ci immedesimiamo nell'ambiente nuovo, cultura nuova ed impariamo la lingua. Se si parte in gruppo anche se ci si trova in una cultura differente dalla nostra, si tende ad imporre la nostra cultura di riferimento. L'individuo immerso nel gruppo ha sempre più potere rispetto a singola persona.

Il vasto seguito permetteva al giovane di muoversi all'interno di una sorta di bolla ambientale, conservando così la propria cultura d'appartenenza. Il giovane aristocratico portava con sé una parte del suo mondo, affermando i propri valori e i propri simboli nella realtà che molte volte contrastava con la sua cultura di riferimento. Le mete del viaggio erano prefissate e molte volte erano dettate anche dalle considerazioni politiche, oltre che artistiche e culturali. La meta più ambita era l'Italia. Oltre a confermare la formazione del giovane, il Grand Tour era, infatti, il simbolo di agiatezza. Il giovane aristocratico si andava a presentare ai principi ed aristocrazia straniera e metteva in atto tutte le proprie capacità diplomatiche per ottenere benefici, agevolazioni, titoli onorifici, promesse per il futuro, diventando così il membro di un'élite internazionale.

Verso la fine del XVII secolo, a seguito dei grandi sconvolgimenti nella vita sociale, il Grand Tour si è aperto anche ai borghesi (lo strato più alto della borghesia). Sulla scia della rivoluzione industriale e quella francese, l'aristocrazia viene messa da parte e la borghesia entra a far parte delle classi più alte, accedendo così al turismo. È proprio in questa situazione che il Grand Tour viene meno e sparisce alla fine del XVIII secolo.

I borghesi si muovono prevalentemente sulla spinta di motivazioni strumentali, con gli obiettivi autonomi di esplorare i nuovi assetti economici e produttivi, andando a visitare le regioni più sviluppate francesi, inglesi, tedesche. La dimensione ludica viene meno e non esiste più la spinta data dallo status symbol. Gli aristocratici, invece, vivono un periodo di decadenza che li pone ai margini della vita politica ed economica, ma continuano ancora a dominare la vita sociale. I primi modelli del viaggio turistico vengono dettati proprio dall'aristocrazia, dando luogo al:

  • Itinerario culturale → Permette all'aristocrazia di fuggire in qualche modo dalle proprie condizioni attuali. Il viaggio diventa un modo per esprimere il loro prestigio. È riservato ai giovani aristocratici. Si esalta la dimensione romantica ed immaginaria e si parla dell'arte perché il viaggio è mosso da interessi culturali e si ha la possibilità di ammirare le opere d'arte, i monumenti, i siti archeologici.
  • L'arte è il motivo dell'emozione e della meditazione. Nasce la sindrome di Stendhal, cioè un forte sconvolgimento emotivo davanti ad un'opera d'arte fino a star male fisicamente. Ci si sposta prevalentemente in Mediterraneo, in particolare in Italia, considerata la culla della civiltà antica.

Soggiorno ai bagni termali

I bagni termali...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di SOCIOLOGIA DEL TURISMO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Caruso Marta.
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