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L-1 Antony Giddens: le conseguenze della modernità

Tradizionale, moderno e postmoderno

La sociologia prende forma fra '800 e '900 per pensare la nuova società moderna in rapporto a quella tradizionale. L'accelerazione dei processi sociali nel XX secolo e la velocità dei cambiamenti registrati agli inizi del XXI porta a chiedersi se le nuove dinamiche siano leggibili e comprensibili all'interno della categoria del moderno.

La categoria di post-moderno veicola l'idea di un nuovo tipo di società che ha bisogno di essere compresa nella sua specificità. Questi concetti e studi sono entrati a far parte di quadri culturali con i quali noi interpretiamo i processi che avvengono. I processi del passato sono gli unici elementi che noi abbiamo per leggere gli avvenimenti del presente e di ipotizzare ciò che capiterà in futuro. Quindi, là dove si presenta la necessità di definire i nuovi processi per l'epoca, noi non possiamo fare altro che leggerli alla luce dei concetti che abbiamo a disposizione.

"Un grande studioso si riconosce dalla sua capacità di definire il nuovo". Gli studiosi di oggi non sono ai livelli di quelli del passato, poiché noi abbiamo bisogno delle informazioni del passato per poter capire il nostro presente. Non possiamo parlare del dopo senza guardare il regresso e non lo compariamo al vecchio. Dobbiamo essere capaci di cogliere quella novità che può dar vita alle nuove idee.

Dunque, uno dei processi importanti per definire il "nuovo" è la nostra capacità di collocare questo "nuovo" con le nostre aspettative; noi lo percepiamo tanto più nuovo quanto più esso si discosta dalle aspettative che noi avevamo rispetto a quell’evento che capita e che noi osserviamo.

La memoria è costituita da acquisizioni delle esperienze del passato che ci consentono di interpretare e incidono sul presente. Quando la società è sottoposta a un'enorme pressione per superare un radicale cambiamento (pensa al dopoguerra) si crea una partenza faticosa di fronte alla quale si fa sempre riferimento alle informazioni del passato.

Esperienze e percezioni

Mettiamo caso che due persone fanno una esperienza particolare. Se una delle due persone ha fatto tante esperienze nuove, percepirà questa nuova esperienza come una delle tante variazioni, mentre se la seconda ha avuto poche esperienze, l’esperienza nuova avrà un impatto diverso e di grande innovazione.

Quando la società è sottoposta a un enorme ripartenza (es. società europee del secondo dopoguerra), il nuovo per non provocare sgomento deve essere concepibile all'interno delle aspettative sociali; dunque, dobbiamo essere in grado di ricondurre l’esperienza del presente alle nostre esperienze regresse.

Shock culturale e anomia

Un altro aspetto del mutamento è lo "shock culturale", che descrive i sentimenti collettivi a tutta l’interazione sociale, che Durkheim definirà "anomia" (insieme di emozioni quali ansia, confusione, smarrimento ecc.) la quale è dovuta a un improvviso cambiamento dello stile di vita e/o a un passaggio verso qualcosa di radicalmente diverso dal punto di vista culturale rispetto alla propria società. Le emozioni negative nate da tale anomia finivano quasi per creare delle vere e proprie malattie (riscontranti anche nell'800 con la rivoluzione industriale con i nuovi stili di vita). Durkheim definì anomiche quelle società fondate sulla divisione del lavoro in cui non si dia solidarietà sociale.

Con i cambiamenti sociali e della vita quotidiana abbiamo acquisito consapevolezza della radicalità del mutamento attraverso elementi di nostalgia verso il passato (soprattutto del Medioevo) per reazione di contrasto verso il cambiamento. Qui vi è l’invenzione della tradizione per differenziarsi dagli elementi di discontinuità dal punto di vista culturale.

Emblemi simbolici e sistemi esperti

A cosa si riferisce Giddens usando il termine emblema simbolico? Esempio, la moneta: è un oggetto che rimanda ad altro. Ad un complesso sistema organizzativo. Se si vede una croce e si è cattolici, essa rimanda a particolari valori e insegnamenti ricevuti; se non si è cattolici può rimandare ad una croce ortodossa. Non conta molto l’elemento, ma l’apparato che dà significato all’elemento. Giddens enfatizza e mette come elemento centrale della società la moneta e la sua rilevanza come emblema simbolico perché ha determinate caratteristiche: nel tempo si è smaterializzata ed ha caratteristiche particolari idea di peculiare -cerca-. Il denaro assume valore, ma non da come viene guadagnato o speso, ma come elemento di scambio, oltre che come valore in sé. Quando scambiamo i soldi, o chi li riceve, non valuta se provengono da uno scambio illegale ma si vedono come scambio e basta. La moneta in quanto tale non vale di più se deriva o serve per fare opere buone o no. Quest’emblema–simbolico ha il proprio fondamento non in sé ma nel funzionamento sociale.

Sistemi esperti, ci dobbiamo affidare a questi meccanismi. Sono molteplici, accompagnano qualsiasi aspetto della nostra vita. Le nostre vite attuali sono sempre più circondate da questi soggetti dei sistemi esperti, per cui io mi devo costantemente fidare di chi vi appartiene. Questo tipo di meccanismo può essere messo in atto in qualsiasi settore. Non siamo più in grado di controllare questo. All’interno si davano le istruzioni che servivano per la socializzazione via via che la società si evolve, le competenze che servono per vivere le nostre vite si apprendono non più in famiglia, ma fuori da essa.

Un’altra parola chiave è fiducia, un concetto strettamente collegato all’astrazione delle relazioni e nell’assenza nel tempo e – nello spazio. Nel primo rinascimento lettera di cambio. Fino ad allora la moneta è sempre esistita, anche nelle società tribali, c’era un complesso sistema di monete e di scambi, anche se era conchiglie e si basavano da una parte su un sistema concreto, anche se dava problemi nei grandi scambi. I grandi scambi venivano poco favoriti dall’insicurezza delle società. LETTERA DI SCAMBIO.

Rischio e pericolo

Inizia un meccanismo di scambi in cui la moneta diventa rilevante solo per una questione matematica. Da una parte la natura delle istituzioni moderne è legata al concetto di fiducia; il contrario di fiducia non è in-fiducia, ma caos, per quello è fondamentale che vi sia fiducia.

I nodi di accesso sono le persone fisiche che incamerano i sistemi, sono fondamentali per il sistema moderno, implementano la fiducia. Intermediari tra istituzione e società.

Le società moderne sono più sicure, lo Stato moderno ha costituito un ambiente nel quale rischiamo relativamente poco di essere aggrediti per strada. Possiamo immaginare luoghi in cui questi rischi è molto più elevati. Più sicuri perché abbiamo assicurazioni, posti di lavoro. È come se questa sicurezza ci rendesse più sensibili ai rischi.

Se nelle nostre società il pericolo esiste, la società moderna, che si vanta, che autoriflette su se stessa, è in grado di evidenziare una parte di questi pericoli ed è imprevedibile.

Riflessività

Riflessività: Weber ogni azione è riflessiva pensiamo a cosa stiamo facendo e le conseguenze a cui porta. Nel mondo tradizionale il controllo riflessivo dell’azione aveva una funzione di integrazione e sostegno all’organizzazione spazio temporale della comunità. Le società tradizionali sono società statiche, nelle quali il cambiamento era lentissimo. Anche qui c’era una riflessione sulle azioni di governo, che rifletteva sui cambiamenti in atto, sui piccoli e medi cambiamenti. I nuovi eventi venivano interpretati alla luce del funzionamento della società e l’elemento riflessivo serviva a mantenere la società nel suo funzionamento.

Con la società moderna la riflessività aumenta la velocità e la diffusione del cambiamento e ciò altera le basi stesse della riproduzione della società. Infatti, nella modernità le pratiche sociali sono costantemente esaminate e riformate.

Teorie sociali, forme e concetti sul mutamento sociale

Cambiamento e mutamento

La nostra conoscenza deriva dalle informazioni del passato, in realtà il nostro futuro esiste già nella nostra società soltanto che noi non siamo ancora in grado di vederlo. Le categorie che si sono formate dal passato sono spesso usate per pensare.

Parola chiave: cambiamento e mutamento. Nella nostra quotidianità sono usati come se fossero simili, ma in realtà:

  • Il mutamento non è altro che un enorme fenomeno raro che cambia radicalmente la società (discontinuità tra il prima e il dopo).
  • Il cambiamento è un fenomeno piuttosto frequente nella nostra quotidianità e sono sempre più o meno reversibili.

Sociologia

Nasce come studio del mutamento sociale e culturale per studiare il mutamento epocale. Il padre di questa scienza è A. Comte, il primo ad aver coniato questo termine e aveva registrato questo cambiamento. Individuò le varie fasi di sviluppo della conoscenza analizzando come noi uomini eravamo in grado di spiegare i fenomeni meteorologici (teologico, analitico e pensiero positivo). Poi parleremo di Spencer, quando intuì l’evoluzione evoluzionistica del mutamento della società (così come Marx, Weber, Giddens, Toones, Durkheim... tutti studiosi della nuova confederazione sociale che oggi definiamo moderna).

Mutamenti e cambiamento dell'ambiente

I mutamenti cambiano anche i cosiddetti "spazi di vita" che cambia il rapporto della velocità, forza lavoro e natura. Cambia la densità della popolazione, i metodi di lavoro, le famiglie dove le società solide e ben definite passano a società liquide e orientate all’individualismo.

Tonnies

È nostalgico, scrive un saggio (Comunità e Società, 1887) dove definisce la differenza tra il prima e il dopo.

  • Comunità (prima): è un’organizzazione naturale dove il senso di appartenenza è realmente forte, grazie alla presenza di rapporti profondi di sangue e di natura affettiva; la convivenza è duratura.
  • Società (dopo): è una costruzione artificiale fondata sulla razionalità, contratti, leggi, scambio e istituzioni.

In UK le società agrarie erano organizzate in piccoli territori privi di proprietà privata e città ristrette appartenenti alla Corona, dove però c’erano dei diritti di sopravvivenza che i contadini potevano pretendere che consentivano la formazione del senso di appartenenza. Con la scoperta dell’America e la nascita della razionalità fu registrata la necessità di un cambiamento, istituendo le recinzioni e quindi facendo nascere le proprietà private. Così nasce la società moderna, che non aveva più la persistenza collettiva della terra e con nuove leggi e modi di organizzare le società.

Marx: critica al capitalismo

Definisce la società nascente come una società capitalistica poiché vi è il predominio dell'accumulo di capitale. Lui individua il concetto di "classe sociale": non sono gli uomini quelli che fanno la storia, ma viene fatta dalla classe sociale che organizzano la società secondo le sue forze di produzione. Sono due tipi:

  • Per sé: inconsapevoli delle loro condizioni comuni a tutti i membri di quelle classi (noi studenti).
  • In sé: sono consapevoli della loro posizione e potenza e quindi agiscono tutti insieme per poter cambiare la storia.

Per lui è la lotta di classe il vero motore del cambiamento sociale. In un processo di produzione entrano le risorse, la forza di lavoro e le energie necessarie, che si verificano attraverso il rapporto di produzione (insieme di regole che controllano e regolano questo processo e la distribuzione delle risorse nella società). Questo lo realizza osservando la Rivoluzione francese, quando la classe dominante ha nelle mani il potere distributivo e la produzione era garantita dal resto della popolazione, la quale capendo che il Paese non riusciva a continuare a vivere così in modo non equilibrato e così si sono ribellati, cambiando radicalmente la storia.

Modo di produzione

Per M. è importante la sfera produttiva della società (studio della struttura, dei rapporti economici). La borghesia, come classe sociale produttiva, sopravvive modificando continuamente la strumentazione di produzione con rivoluzioni industriali, adattamenti alla tecnologia e avviando un’accelerazione della produzione che anche oggi continua in modo meno evidente ai nostri occhi.

Struttura e sovrastruttura

È la realtà, o meglio dal modo della produzione presente nella società, (struttura) che determina la conoscenza (sovrastruttura), non come la classe dominante ci vuol far credere. Anche Weber afferma l’autonomia delle idee in realtà dipende dai rapporti economici della società.

La nostra è ancora una società capitalistica, ciò dimostra che le analisi di M siano ancora efficaci.

Durkheim

Alcuni termini suoi sono scomparsi, altri rimangano abbastanza centrali per la spiegazione delle società moderne. Le caratteristiche della società di M sono differenti da quelle di D, il quale per studiare la società farà una distinzione tra le società semplici e quelle complesse.

  • S. semplici/tradizionali: funzioni economiche e produttive ridotte, gli individui fanno riferimento ai valori condivisi e si adattano alle credenze e alle pratiche comuni e dominanti. (tribù, tifosi di una squadra di calcio). Vivono a piccoli gruppi. I concetti chiave sono la "coscienza collettiva" e "solidarietà meccanica". Sono individui conformi, ascrittivi, con poca differenza sociale e di ruolo, poiché i soggetti sono tutti uguali con una società di elementi simili.
  • S. complesse/modern: qui ogni individuo e gruppo svolge funzioni diverse, nessuno è più autosufficiente e ognuno dipende dagli altri e dalla loro produzione. Nelle società moderne c'è la "solidarietà organica", che è la conseguenza della costruzione della differenziazione degli individui mediante l’aumento della densità popolare e della cultura ha comportato al passaggio a una società di stadio maggiore, quando cioè si è capito che la società non deve fare la lotta al più forte, ma deve semplicemente collaborare fra di loro per migliorare la società in cui tutti vivono. Qui aumenteranno le macchine delle macchine conseguendo la nascita di nuove professioni collegate alla cura e agli individui. Nella società industriale si dava più importanza alla produzione alle cose, in questa che si sta formando non sarà più di questa dimensione materialista.

Un altro elemento importante è “l’anomia”, una forma di malattia sociale dove avviene l’assenza di norme, o meglio. Le vecchie norme non funzionano più e quelle norme nuove che sarebbero adatte a regolare la nostra società ancora non esistono.

Weber

I suoi concetti continuano ad essere centrali, anzi il processo di razionalizzazione che ha studiato si sta ora vivendo e capendo. L'elemento centrale per lui di questo grande mutamento sociale è questo processo, che si allontana dai valori e dalle credenze religiose dato che segue un metodo scientifico e sulla tecnologia che si adatta ai vari cambiamenti sociali, culturali, istituzionali e produttivi. Si preferisce ragionare concretamente invece che affidarci alle idee irrazionali. Questo processo si trova alla base della nascita della società moderna e del mondo burocratico, pieno di regole alle quali ci affidiamo (e che non lasciano spazio al libero arbitrio) e preferiamo seguire per organizzare la nostra quotidianità.

C'è una gerarchia di uffici e di un’organizzazione molto accurata grazie alla presenza delle regole ed è caratterizzata dall'interdipendenza fra i vari organismi. Un altro elemento importante è l’impersonalità delle relazioni, dove ci aspettiamo un’uniformità di comportamento nei confronti di una persona che ricopre un certo ruolo. Infine, il lavoro non è più una vocazione, ma diviene una carriera dove devi avere specifici requisiti per poterla svolgere. C'è l’idea che la burocrazia razionale sia il modo migliore per gestire la società, ma W vede che essa tende a sfidare.

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

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