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SCUOLA CLASSICA 

Diciottesimo secolo; autori principali Jeremy Bentham e Cesare Beccarla fondamentalmente si

opponevano alla natura arbitraria e capricciosa dei sistemi giudiziari dell’epoca.

Concezione degli esseri umani come persone razionali; utilitarismo; due process of law; regolamentazione

prove; deterrenza.

Affermarsi dell’etica protestante basata sulla predestinazione e sul concetto che attraverso il duro lavoro

potesse ottenersi il successo; razionalità come strumento di comprensione del mondo.

Principio edonistico come spiegazione del comportamento umano gli individui agiscono in modo da

massimizzare il piacere e minimizzare il dolore; introduzione del concetto di contratto sociale ognuno

aliena allo Stato la quantità di libertà necessaria ad assicurare protezione dei diritti degli altri cittadini.

Sulla base del principio edonistico si costruisce una teoria in base a cui lo scopo della legge è fungere da

deterrente per comportamenti criminali. Siccome gli individui sono capaci di scegliere tra piacere e dolore si

comporteranno bene per evitare la punizione.

Deterrenza specifica o individuale applicata all’individuo che avesse commesso un reato infliggendogli

un dolore che controbilanciasse il piacere ottenuto violando la legge.

Deterrenza generale o sociale con funzione di prevenzione attraverso lo scoraggiamento dei crimini.

3 componenti: CELERITA’, CERTEZZA, SEVERITA’.

Fu compiuto uno sforzo di razionalizzazione delle procedure legali attraverso la limitazione della

discrezionalità dei giudici; la determinazione preventiva delle pene;

Bentham calcolo felicifico – punizioni come combinazione di piacere, dolore e circostanze attenuanti.

Scuola classica mette in risalto l’effetto delle istituzioni sociali sulle persone; l’intera struttura è basata sul

concetto di persona razionale. I crimini sono atti contro il contratto sociale quindi offese contro la società;

pene giustificate se servono a preservare il contratto sociale e se controbilancino i vantaggi ottenuti

commettendo il reato. SCUOLA POSITIVA

Si propongono lo studio scientifico della criminalità; hanno una concezione deterministica del

comportamento umano tratti biologici, psicologici e sociali.

Utilizzo di una prospettiva evoluzionista in base alla quale i criminali erano persone che si erano evolute

meno delle persone civilizzate.

Enfasi sull’osservazione sistematica, accumulazione di prove e fatti obiettivi (verificabilità delle ipotesi)

all’interno di una cornice deduttiva (che si muove dal generale al particolare).

Quetelet e Guery applicarono le statistiche sociali per individuare il concetto di persona media ed osservare

le relazioni tra tassi di criminalità e numerosi altri fattori.

Lombroso tentò di spiegare le relazioni tra le anormalità fisiche (di natura atavica o primitiva) e i

comportamenti criminali allo scopo di trovare un prototipo biologico che chiamò delinquente nato.

Considerazione di fattori economici e sociali come secondari rispetto alle determinazioni biologiche della

criminalità. 

Ferri individua altri caratteri tipo fisico(razza, geografia, clima) antropologici (età, sesso, psiche), sociali

(costume, religione,economia)

Garofalo enfatizza fattori morali come mancanza di sensibilità altruistica come mancanza di coinvolgimento

verso altri esseri umani. 

Coniò l’espressione crimine naturale atti ritenuti criminali in tutte le società .

Altri studiosi effettuarono studi sull’ereditarietà (mediante studi genealogici e sui gemelli - studi sulla

concordanza del comportamento criminale- entrambi erano criminali) e sulla labilità mentale intesa come

mancanza di intelligenza.

Sheldon teoria della tipologia fisica o dei somatotipi -1) ectomorfo (individuo magro con ossa gracili,

personalità introversa); 2) mesomorfo (corpo muscoloso, ossa larghe personalità estroversa e aggressiva);

endomorfo (costituzione grassa, con personalità rilassata e gioviale).

Questi studi si collocano in una prospettiva consensuale (poiché analizzano la devianza come scostamento da

un nucleo di valori condivisi). Crimine e devianza come “malattia” che andava curata, enfasi sul

comportamento criminale come effetto di cause sociali; deterrenza poco considerata perché gli individui non

agiscono tutti secondo razionalità.

Healy come direttore di un carcere condusse studi su traumi emotivi subiti dagli internati.

Test Minnesota per personalità psicopatiche.

Positivismo nel XX secolo nuovo interesse per studi biosociali; Mednick teorizza l’equazione

comportamentale ove accanto ai fattori biologici individuali occorre considerare ambiente fisico e sociale.

Jeffery organismo come risultato di tre sistemi fondamentali: patrimonio genetico, struttura e funzioni del

cervello e apprendimento; e del loro rapporto con l’ambiente esterno.

Hirschi Studi relativi all’intelligenza e al QI: l’autore in questione svaluta gli studi precedenti sul tema

riconducendolo alla sua valenza di fattore tra tanti altri.

Walters e gli studi sul processo cognitivo che è influenzato da fattori sociali e ambientali ma nei criminali il

processo cognitivo sembra arrestarsi al periodo adolescenziale edonismo di corto respiro.

SCUOLA DI CHICAGO 

Chicago fine 800 importante snodo ferroviario - telecomunicazioni – industria grande capacità di

attrazione di manodopera con due principali ondate migratorie ( una con culture simili a quella anglosassone

la seconda, diversa dal sud-europa).

Mix di metodi quantitativi (grande uso di statistiche-dati ufficiali) e qualitativi (osservazione partecipante e

storia di vita).

Presupposti teorici sono l’interazionismo simbolico di Mead; Concetto di anomia da Durkheim e Tonnies

con i suoi concetti di Comunità ( intesa come soggetti che stanno insieme in base ad un principio di unità;

vincoli di parentela, affettività, comunanza di tradizioni e religione – per il piacere di stare insieme)

mondo contadino; Società (intesa come soggetti che stanno insieme per interesse con legami di tipo

contrattuale (mondo delle grandi metropoli)

Park elabora una teoria ecologica intendendo studiare il conflitto culturale nel contesto urbano: si parte da

una definizione dell’uomo marginale (soggetto che può fungere da tramite e punto d’incontro tra diverse

culture) negli stessi termini in cui Simmel definiva lo straniero (soggetto che si insedia in un territorio ed è

portatore di propri interessi, culture e valori in contrasto con altre culture. I diversi gruppi possono insediarsi

nelle cosiddette aree naturali si pensi a Little Italy o Chinatown.

Universi culturali possono essere costituiti da persone diverse che vivono vicine secondo diversi modelli

Competizione (estraneità fra i gruppi); Conflitto (Presenza di contatto); Adattamento (si riorganizza il tutto

con l’assimilazione tra culture con il rispetto di tradizioni e culture degli immigrati).

Si raffigurava la città come modello a zone concentriche a partire dal quartiere degli affari – zona di

transizione – zona dei lavoratori analisi statistiche dimostrarono che nella zona di transizione erano più alti i

tassi di delinquenza perché vi era un più alto grado di mobilità , maggiore degrado, sconfinamento di

fabbriche e uffici.

Thomas (Teorema di; definizione della situazione che non corrisponde al reale produce comunque effetti

reali es. definizione di deviante per un soggetto che non lo è può comunque provocare devianza) e

Znaniecki effettuarono degli studi e ricerche sulla corrispondenza dei contadini polacchi che vivevano in una

cultura diversa senza più i loro usuali punti di riferimento.

Sellin elabora una teoria del conflitto culturale partendo dal concetto che ciò che è deviante in una cultura

può non esserlo nell’altra; devianza definita dal punto di vista del soggetto dominante.

Due forme di conflitto: CONFLITTO PRIMARIO se uno stesso comportamento è rilevante per due

culture in seguito a migrazione da un’area ad un’altra la vecchia cultura non può essere repentinamente

abbandonata es. delitto riparatore per la perdita d’onore in seguito alla seduzione della figlia; nazione che ne

conquista un’altra imponendo i suoi valori.

CONFLITTO SECONDARIO esistenza di culture minori nell’ambito di una più vasta (subculture); le

persone che abitano una certa area geografica a lungo termine tendono a creare il proprio nucleo di valori che

può divergere da quello della cultura più vasta.

Scuola di Chicago vede la sociologia come mezzo di risoluzione dei problemi; riforma della società non

attraverso le leggi ma attraverso la conoscenza che evidenzia i problemi e tenta di risolverli. Società come

conflitto tra culture; scuola positivista poiché ricerca le cause della devianza; teoria processualista che adotta

approccio macro e micro;

Sviluppi recenti contributo di geografi ed architetti sulla modificabilità degli ambienti che favoriscono le

attività criminali (spazio difendibile) criminologia ecologica

Teoria dei luoghi devianti originata da inciviltà nel senso di disinteresse per l’area di residenza che

produce minor controllo sociale e degrado dei quartieri. Hot spots e spot maps

TEORIA DELL’ASSOCIAZIONE DIFFERENZIALE

Elaborata da Sutherland e basata sul concetto che il comportamento criminale e quello conforme si

apprendono la differenza principale è in che cosa si apprende.

S. non riconduce il problema della devianza alla povertà altrimenti si dovrebbero avere più poveri devianti;

la ricerca va effettuata nelle cause sociali: contesto sociale caratterizzato dalle conseguenze della grande

depressione e proibizionismo.

Elemento fondamentale è l’organizzazione differenziale ( il tessuto sociale urbano è caratterizzato da gruppi

che hanno culture e norme differenti, tessuto sociale disgregato); S. fa diverse ricerche per osservare sul

campo le diverse culture. Si arriva così al concetto di associazione differenziale in base alla posizione del

soggetto che si trova a contatto con organizzazioni diverse e gruppi diversi che trasmettono valori diversi

soprattutto ad opera dei soggetti che in quel determinato ambiente ricoprono un ruolo primario. 9 punti:

 Comportamento criminale viene appreso attraverso processi di comunicazione nell’ambito dei

gruppi;

 Vengono trasmesse tecniche di commissione del crimine e motivazioni, atteggiamenti, pulsioni in

relazione a definizioni favorevoli o contrarie alla legge;

 Presenza di un eccesso di definizioni favorevoli alla violazione favorisce la delinquenza

L’espressione ass. differenziale implica che individui e gruppi sono ad associazioni differenti con persone

che differiscono nell’importanza attribuita al rispetto per le leggi o al comportamento conforme ad esse.

Ambito microteorico; conflittuale; procedurale perché spiega il modo in cui si diviene criminali.

E’ l’alto numero di gruppi e culture presenti nella società rende possibile l’apprendimento di diversi tipi di

valori o definizioni; più alto è il numero dei gruppi maggiore è la probabilità di apprendere definizioni che

conducano al comportamento criminale.

Sviluppi attuali tre teorie 1) culture delinquenziali come strumenti di trasmissione dei valori che

conducono alla criminalità (subculture delinquenziali);

2) Glaser adottò il concetto di identificazione differenziale dando rilievo all’intensità dell’associazione

differenziale nel senso che grado e forza dell’identificazione con un altro individuo è concetto chiave per la

trasmissione dei valori. Considerazione anche per soggetti non associati direttamente o in relazione grazie

alla pervasività dei media (ad es. personaggi pubblici, attori, atleti) 3) teorie dell’apprendimento sociale di

impianto psicologico. TEORIA DELL’ANOMIA

Si richiama alla teoria di Durkheim utilizzava per descrivere la mancanza di regole. D. esprime il

passaggio da società semplici, non specializzate quasi tutti svolgono le stesse attività e i loro fini sono

orientati verso il gruppo; persone vincolate da legami di tipo parentale o amicale (società meccanica); lo

sviluppo porta ad una crescente divisione del lavoro con compiti specializzati e fini individualizzati; società

basata sul contratto con relazioni più impersonali; (società organica). Questo cambiamento comportando la

perdita di pregnanza delle norme sociali determina l’anomia intesa come mancanza di riferimenti normativi e

con essa la devianza.

Merton riformula la teoria definendo l’anomia in termini di discrepanza tra mete sociali e mezzi accettabili

per raggiungerle. Contesto sociale periodo post depressione; studi di Parsons sullo strutturalfunzionalismo.

Secondo Merton la società adotta un sistema di valori cioè le mete culturali (le cose cui si può aspirare) e i

modi appropriati per raggiungerle (mezzi); squilibrio tra mete e mezzi crea condizione di anomia (esempio

società americana in cui l’enfasi particolare sulle mete successo economico, prestigio può condurre coloro

che non hanno accesso ai mezzi a trovare mezzi alternativi (altri modi per rispondere alla sollecitazione

verso un risultato).

I diversi modi di adattamento sono formati dalla combinazione tra accettazione sostituzione e rifiuto di fini e

mete.

COMPORTAMENTO METE CULTURALI MEZZI ISTITUZIONALIZZATI

CONFORMITA’ + +

INNOVAZIONE + -

RITUALISMO - +

RINUNCIA - -

RIBELLIONE +- +-

Teoria positivista, presuppone un consenso sui valori; strutturale (affronta una patologia della struttura

sociale); macroteoria funzionalista.

Sviluppi recenti teorie della tensione che pongono l’enfasi sulle motivazioni di coloro che commettono

atti delinquenziali; la sociologia si occupa di analizzare da dove provengono queste tensioni (dal modo in cui

la società è strutturata).

 

Teorie della tensione discrepanza tra aspirazioni ed aspettative; Deprivazione relativa presenza nella

stessa area di soggetti ricchi e molto poveri può generare alti tassi di criminalità; altro aspetto può essere la

considerazione di fini che non hanno necessariamente una connotazione positiva ad es. desiderio di evitare

situazioni spiacevoli. Per Messner e Rosenfeld occorre indagare anche il ruolo delle istituzioni sociali che

indebolite anch’esse perdono il potere di controllo che normalmente hanno.

TEORIE DELLA SUBCULTURA

Partono dagli studi sulle gang giovanili e sulle subculture delinquenziali. Clima della guerra fredda con

grande aumento dell’urbanizzazione e dell’accesso all’istruzione di tutte le classi sociali.

SUBCULTURA DELLA DELINQUENZA DI COHEN i membri della società condividono un sistema

di valori ordinati gerarchicamente che consentono di ottenere uno status che si trasforma esso stesso in un

fine.

Le classi sociali hanno diverse opportunità di raggiungere gli obiettivi preposti; le istituzioni sociali fanno

propri fini e valori della middle class e valutano i giovani in relazione a questi. Naturalmente quelli delle

classi inferiori ricevendo valutazioni negative esprimono sentimenti di frustrazione a causa dell’impossibilità

di raggiungere uno status nel senso inteso dalla classe media; a questo punto essi sviluppano delle mete

alternative (valori diversi opposti a quelli della classe media). La soluzione delinquenziale si trasmette

attraverso trasmissione di valori da un giovane all’altro e generazioni presenza di status con

comportamento negativo, prevaricatore, non utilitarista; bande versatili, edoniste, autonomiste.

TEORIA DELLE OPPORTUNITA’ DIFFERENZIALI DI CLOWARD E OHLIN pone l’accento

sulla presenza, accanto ai mezzi legittimi per raggiungere i fini, una struttura illegittima delle opportunità che

costituisce una corsia preferenziale per i membri delle classi inferiori. In una comunità integrata, che per gli

studiosi prevede la presenza di strutture criminali stabili, accanto a quelle legittime, entrambe vogliono

ottenere gli stessi obiettivi come ad es. sicurezza nelle strade, ordine.

In questa situazione la struttura criminale funge da apprendistato per i giovani delinquenti (subcultura

criminale).Se la comunità non è integrata si sviluppano comportamenti criminali incontrollati portando alla

subcultura conflittuale; per coloro che non appartengono alle categorie precedenti si sviluppa la

subcultura astensionista dei doppiamente falliti

Teoria ponte con approccio procedurale e strutturale; consensuale e positivistica.

TEORIA DELLE CLASSI INFERIORI DI MILLER ogni subcultura è una cultura a sé

Studi fatti a Boston; poca enfasi ai valori delle classi medie ma piuttosto alle preoccupazioni focali delle

singole subculture molto diverse tra loro. I valori delle subculture delle classi inferiori portano al conflitto

con quelli della classe media atteggiamenti che influenzano i comportamenti abituali: molestia, durezza,

scaltrezza, eccitazione, fatalismo, autonomia. Assenza della figura paterna cui sopperisce l’appartenenza a

bande giovanili in cui il comportamento criminale è un normale mezzo di raggiungimento di status.

Critiche relazione tra classi e criminalità non dimostrate; autodenunce dimostrano che la devianza non è

prerogativa di determinate classi (soprattutto per i reati minori)

ipotesi della meridionalità; densità della popolazione.

TEORIA DELL’ETICHETTAMENTO 

Sviluppata negli anni 50 incontrò un grande successo. Rovescia i paradigmi devianza focalizzata non più

sul soggetto deviante ma su coloro che definiscono il soggetto deviante. Attenzione sul perché determinati

comportamenti sono definiti devianti, sono stigmatizzati. Questa teoria la reazione sociale che comporta la

definizione di devianza essa viene sviluppata in un periodo di forte contestazione sociale: anni 60 in

america. Critiche alle statistiche ufficiali (confrontate con risultati auto denunce) sul crimine che permettono

di comprendere più l’attività della reazione che la criminalità stessa. La teoria parte dalla relatività della

cultura; in realtà più che di teoria organica la si può ricavare da vari scritti.

Becker si rifà alle impostazioni microsociologiche dell’interazionismo simbolico secondo cui la società non

è un dato ma il risultato di processi di interazione, di relazioni reciproche tra vari soggetti che interagiscono

in base ad interpretazioni della realtà. Il soggetto non ha un contatto diretto con la realtà poiché vede

l’interpretazione dei fatti e dei soggetti. La società è un processo continuo in cui i soggetti entrano in

comunicazione tra loro scambiandosi interpretazioni (e non conoscenza) della realtà, codici morali,

definendo norme di comportamento; valori in base ai quali giustificare queste norme di comportamento.

Pertanto la devianza non è una realtà che esiste al di fuori di una valutazione, una interpretazione che il

soggetto dà di un certo comportamento. La devianza è negli occhi di chi guarda e dipende dalla definizione

sociale che ne viene data da qualcuno sono i gruppi sociali che creano la devianza definendo derti

comportamenti come tali. Devianza come applicazione di un’ “etichetta” al soggetto deviante.

Secondo Matza l’opera di etichettamento è compiuta attraverso due processi: informale società in senso

lato, vicini, coloro con cui si viene in contatto; agenzie di controllo forze dell’ordine, polizia, giudici, ecc.

Becker osserva 4 posizioni: COMPORTAMENTO OBBEDIENTE COMPORTAMENTO TRASGRESSIVO

PERCEPITO DEVIANTE FALSAMENTE ACCUSATO DEVIANTE PURO

NON PERCEPITO DEVIANTE CONFORME SEGRETAMENTE DEVIANTE

Il fatto di essere percepito come deviante può costituire un fattore di isolamento dell’individuo rispetto agli

altri. La propria identità sociale viene ad essere qualificata in primo luogo dall’etichetta di deviante;

l’isolamento che ne consegue costituisce l’inizio dell’aggregazione con altri soggetti definiti devianti

facendo iniziare la carriera di deviante. Esempio fumatore di marijuana.

Lemert indicò l’esistenza di una devianza primaria (costituita dalla reazione all’atto deviante commesso) e

devianza secondaria e cioè l’interiorizzazione dell’etichetta di deviante attraverso la modificazione della

propria personalità e l’adattamento al ruolo di deviante.

Teoria procedurale; microteoria, conflittuale; critiche alle teorie delle subculture poiché il deviante non ha

valori diversi. TEORIE DEL CONFLITTO

Approccio macro, situato nel paradigma del conflitto per il potere, per imporre i propri interessi o per

acquisire risorse. In questa prospettiva la devianza diviene un concetto più duro ad es. criminalità ponendo

enfasi sui comportamenti rilevanti per la legge penale (vicina alla criminologia).

Teorie di ispirazione marxista dicotomiche conseguenze della società capitalista; se scompaiono le classi

non ci sarà più conflitto. conflitto

Teorie pluraliste del conflitto tra pluralità di gruppi; per queste il conflitto non viene mai meno.

Versione Hobbesiana: l’uomo cerca il proprio tornaconto, il proprio utile e questo lo porta a configgere con

gli altri.

Queste teorie nacquero tra 60 e 70 periodi fervidi di conflitti sulla scia del Multiculturalismo (appare in

Canada, in seguito alle istanze di riconoscimento operate dalle minoranze linguistiche del Quebec) assume

poi un significato generale e si estende ad altri paesi rivendicazione di pari opportunità in tutti i settori

della società – femministe, giovani, cultura hippy.

sociologo

COSER tedesco emigrato negli USA studiò particolarmente le condizioni, le dinamiche e

gli esiti del conflitto nell’ambito dei gruppi. Conflitto interno

 tenendo presente che le persone possono appartenere contemporaneamente a più gruppi e pur

potendo essere questi in conflitto tra loro, il dato precedente porta a smorzare i conflitti e ad

impedirne la deflagrazione.

 Il conflitto tra i valori non deve toccare quelli fondanti, ultimi altrimenti si perde la funzione

integratrice. Come dato empirico si consideri che negli Usa è proprio una larga diffusione della vita

associativa a tutti i livelli che non permette il diffondersi del conflitto a certi livelli.

Conflitto esterno rinsalda il gruppo (il nemico è fuori), ma se il gruppo non è abbastanza integrato può

causare la disintegrazione, dissoluzione del gruppo; C. fa l’esempio della Francia occupata Vichy e

Resistenza.

Devianza come conflitto interno; C. riprende Durkheim e la funzione utile del reato poiché la punizione

serviva a rinsaldare il gruppo (attraverso l’indignazione delle coscienze);

altro aspetto più rigido è il diritto all’interno di un gruppo (es. regimi totalitari) più è probabile che il

conflitto scoppi in maniera da portare alla dissoluzione della società stessa (es. URSS). Laddove non si

possono avere molteplici conflitti di modesta entità le società possono, ad un certo punto, implodere.

Coser ha fatto degli studi sulle sette gruppi particolari senza contatti con l’esterno, simili alle istituzioni

totali. 

Dahrendorf Impegno politico; superamento del conflitto dicotomico di tipo marxista applicabile alla

società ottocentesca ma non nei periodi successivi. Nel 900 si ha separazione tra la proprietà dei mezzi di


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AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia del diritto contenenti le spiegazioni dei principali concetti della materia, quali: la scuola classica (Bentham, Beccarla, Principio edonistico), l’approccio della scuola positiva nello studio scientifico della criminalità (crimine naturale), la teoria della tipologia fisica o dei somatotipi di Sheldon (ectomorfo, endomorfo, mesomorfo), la scuola di Chicago (Mead, Thomas).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia Giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Anastasia Stefano.

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