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Prima lezione.

La sociologia del diritto indica uno sguardo al fenomeno giuridico che parte da due considerazioni/

consapevolezze molto importanti:

1) Il diritto costituisce un fenomeno una pratica sociale, potrebbe essere indicato pensato come un

sottosistema contenuto all’interno del sistema sociale. La consapevolezza importante è che il

diritto non ha una vita indipendente. Dove c’è la società c’è il diritto. Diritto che è in un continuo

rapporto di osmosi.

2) Acquisizione che proviene dal realismo giuridico americano, cioè la distinzione dal diritto sulla

carta al diritto in azione. La consapevolezza per cui una cosa è il diritto sulla carta, le

formulazioni le leggi e altro è il diritto che viene applicato dai tribunali. E spesso la sociologia del

diritto è interessata a cogliere questa distanza che molto spesso separa il diritto della carta dal

diritto d’azione. Non è un caso che i primi giuristi che storicamente hanno saputo guardare al

diritto con uno sguardo sociologico sono stati i giuristi dell’anti formalismo. Formalismo

giuridico ha accompagnato il processo storico della codificazione, ideologia che accompagna il

processo di codificazione che ritroviamo nel nostro codice del 1942. Ora il formalismo

solitamente si rispecchia in 3 dogmi ;

a. Che il diritto è un sistema completo, privo di lacune o meglio che dentro il sistema giuridico si

trovano i metodi per colmare le lacune. I formalisti avevano questo interesse a dire che non

c’erano lacune perché non si voleva lasciare libera discrezionalità del giudice.

b. Coerenza del sistema giuridico non ci sono antinomie, perché anche qui per risolvere i

conflitti i giudici utilizzerebbero un ambito di discrezionalità.

c. Terzo e più importante dogma, concezione meccanicistica dell’interpretazione. Concezione

secondo cui il giudice può e deve limitarsi ad essere la bocca della legge, deve limitarsi ad

un’interpretazione letterale del testo legislativo e deve limitarsi ad essere veicolo

dell’espressione della volontà legislativa senza assumere attività creativa.

I formalisti hanno portato avanti questi 3 dogmi anche per una contingenza politica, perché anche

in un momento di codificazione napoleonica vi era un interesse di limitare il ruolo politico dei

giudici. Non a caso Napoleone utilizza tecnici pubblici per codificare, si alimenta un approccio più

tecnico.

Esercitare uno sguardo sociologico significa essere contro il formalismo giuridico, proprio perché

una cosa è il diritto sulla carta una cosa è il diritto in azione. Questo sguardo infatti caratterizza lo

studio sociologico del diritto. Il diritto è un fenomeno una pratica sociale che secondo un’onda anti

formalistica separa il diritto della carta dal diritto in azione.

Per capire bisogna pensare a tre passaggi: INPUT

DIRITTO

OUTPUT

Analizza quali sono le forze sociali e culturali che incidono nella formazione del diritto, quello che i

sociologi chiamano INPUT. Allo stesso tempo la sociologia studia come il diritto condiziona il

comportamento degli individui OUTPUT. Non a caso una delle definizioni che gode di un certo

riconoscimento è quella elaborata in Italia di Vincenzo Ferraro che mette l’accento sull’output,

come il diritto condiziona il comportamento e l’agire degli individui nella società, quali sono i

comportamenti che i singoli e i gruppi assumono nei confronti di determinate norme, istituzioni,

strutture giuridiche. Sociologicamente sono molto importanti i comportamenti trasgressivi alle

regole, non solo i comportamenti conformi ma anche quelli trasgressivi perché è un

comportamento ouput condizionato dal diritto. Questo in termini complessi è l’idea che la

sociologia del diritto studia il diritto come modalità dell’agire sociale dell’individuo. Che altro non è

come il diritto condiziona il comportamento degli individui nella società, come il diritto ci da una

ragione un modo di comportarci, ovviamente è un processo circolare perché il diritto condiziona le

modalità del nostro ordinamento ma il diritto è fatto dagli individui. La sociologia si occupa quindi di

questi due passaggi, input e output.

Gli argomenti di cui si occupano i sociologi, in realtà non è possibile fare un elenco. In primo luogo

la sociologia si occupa del fenomeno giuridico considerato come sottosistema sociale, studia le

funzioni del diritto e dei suoi elementi (esempio funzione della sanzione penale) e i rapporti che

legano il diritto ad altri sottosistemi sociali quali la politica, la cultura la religione. Sempre riguardo a

questo primo ambito tematico ci si può occupare tenendo in considerazione ambiti sociali molto

piccoli oppure considerando società molto complesse, esempio studi sulla globalizzazione.

Secondo ambito tematico, la sociologia si occupa delle istituzioni giuridiche, studio delle singole

istituzioni sociali che hanno una rilevanza giuridica. Terzo ambito molto importante si studia

l’efficacia delle norme giuridiche cioè si occupa di stabilire se e in che modo le leggi sono applicate

dai tribunali e seguite dai cittadini. Si occupa di vedere se le norme giuridiche sono efficaci in un

contesto sociale, se sono osservate dai loro destinatari, per vedere ciò si dovranno fare delle

indagini. È importante vedere anche la non efficacia delle norme che producono comunque effetti

giuridici, esempio articolo 10 bis immigrazione clandestina, si analizza la disposizione e si indaga

se la norma è applicata dai magistrati. Dalle indagini si vede che la norma non viene applicata

perché è un doppione di una sanzione amministrativa e prevede sanzioni difficili da applicare,

sanzione pecuniaria applicata ad un clandestino e l’espulsione non sono facili da applicare in

quanto non è facile identificare i soggetti. Si analizza quindi l’efficacia si fanno una serie di indagini

però poi è una norma che produce effetti giuridici anche se non è applicata dai giudici perché è un

reato procedibile d’ufficio, crea quindi tutta una serie di conseguenze.

Un altro ambito importante è quello della conoscenza delle opinioni del pubblico sul contenuto

delle norme giuridiche sui valori che queste norme esprimono o che dovrebbero esprimere. Una

delle cose di cui si occupano i vari sociologi è quello di capire cosa ne pensa l’individuo sociale di

alcune norme.

Altro ambito di studio è lo studio dei ruoli professionali connessi ai processi giuridici, cioè la

sociologia si occupa di studiare le varie professioni legali, giudici avvocati, polizia, quali sono le

ideologie le organizzazioni di questi organi professionali nei vari ordinamenti. Questi sono i

macroambiti degli studi dei sociologi.

Seconda lezione 11 Marzo.

La sociologia del diritto è uno sguardo una lente analitica con cui si guarda il fenomeno giuridico.

In realtà su quello che è la natura o l’istituto epistemologico della sociologia si confrontano due

diversi orientamenti;

1) ORIENTAMENTO MINORITARIO; vede la sociologia come una parte integrante della scienza

giuridica. Già nell’ottocento troviamo i primi approcci sociologici al fenomeno giuridico proprio

dei giuristi.

2) ORIENTAMENTO MAGGIORITARIO; vede la sociologia del diritto come una disciplina

autonoma della scienza giuridica con cui condivide lo stesso oggetto di studio. Secondo questo

orientamento la sociologia del diritto va vista come una branca specialistica della sociologia

generale, come una disciplina autonoma. Considerare la sociologia come una branca della

sociologia generale ha delle conseguenze:

a. La sociologia si avvale di metodi non dogmatici della scienza giuridica, bensì dei metodi e

delle tecniche che vengono utilizzate per fare ricerca in ambito sociologico, ricerca empirica.

Vedremo che questi sono metodi di tipo qualitativo come ad esempio, analisi di documenti,

interviste, raccolta di storie di vita, oppure metodi di tipo quantitativo (statistiche).

b. Utilizzare modelli teorici che caratterizzano il pensiero sociologico, non a caso tra i precursori

della disciplina ci sono due importanti sociologi, il primo è uno dei fondatori della sociologia

in Francia; Emile Durkheim, l’altro Max Weber. I due sono quasi coetanei, però si tratta di

due autori moto diversi, con due orizzonti culturali molto distanti tra loro.

Interessato allo studio del diritto perché come una branca della sociologia

grazie al diritto si può spiegare il in generale, con delle importanti

fenomeno sociale della solidarietà sociale. conseguenze.

Laureato in giurisprudenza,

considera la sociologia del diritto

Il termine SOCIOLOGIA è un termine relativamente recente nella storia della cultura occidentale e

viene coniato in Francia nella prima metà del 1800 da Auguste Comte.

È il padre del positivismo filosofico, uno dei

massimi esponenti, non a caso la sua principale

opera si intitola “Corso di Filosofia Positiva”, una

sorta di manuale di Sociologia che appare in

Francia tra il 1830 e 1842

Compte insieme a Durkheim è uno dei sostenitori del positivismo filosofico, questi due autori

rivendicano la possibilità che anche i fenomeni sociali possano essere oggetto di conoscenza

scientifica al pari dei fenomeni naturali. Fare dei fenomeni sociali un oggetto di studio scientifico,

razionale, obiettivo. Questo modo condiziona molto la nascita della sociologia. Durkheim scrive un

libro di metodologia alla fine del 1800 che si intitola “ Le Regole del Metodo Sociologico” in cui

scrive che secondo lui i fatti sociali benché non siano delle cose, non siano delle entità materiali

che si possono toccare con mano, devono essere studiati come se fossero delle cose, con lo

stesso approccio obbiettivo, imparziale.

La parola sociologia ha una definizione etimologica che è; scienza o conoscenza della società,

ora questa definizione da luogo a due problemi;

1) PRIMO PROBLEMA; ancor prima del 1800 erano diffuse discipline che pure si proponevano di

offrire una forma di conoscenza sulle forme sociali, sono quelle discipline che entrano nel

campo delle scienze sociali, allora il problema è quello di capire quali sono le caratteristiche

distintive di tutte queste discipline, (come antropologia, filosofia ecc ecc…) che valgono a

caratterizzare la sociologia come una disciplina autonoma rispetto ad altre discipline che pure

rientrano nel più ampio contenitore delle scienze sociali che offrono conoscenza.

2) SECONDO PROBLEMA; partendo dalla nozione etimologica vediamo che la sociologia si

definisce come studio scientifico dei fenomeni sociali, dunque il problema è che abbiamo

diversi modi di definire la scienza.

Occupandoci del primo problema, cosa caratterizza la sociologia del diritto? La risposta è articolata

e provvisoria, perché in realtà la sociologia è una disciplina in continuo in divenire, da metà 1800 in

cui è stata coniata la parola, sono stati introdotti dei metodi di ricerca sconosciuti nell’800, ad

esempio la sociologia visuale, come strumento di indagine dei fenomeni sociali, dove si utilizzano

riprese che colgono comportamenti quotidiani. Anche gli oggetti di studio sono in continuo in

divenire. Ciò detto è comunque possibile individuare tre ambiti tematici e una direttiva

metodologica, che caratterizzano la sociologia fin dalle origini e che valgono a distinguere la

sociologia dalle altre scienze sociali. Questi macroambiti sono;

1) PRIMO AMBITO TEMATICO. Capire cosa unisce, che cosa tiene la società? È un problema

ancora oggi oggetto di interesse, problema dell’ordine e della conservazione della società.

Durkheim, in parti corale, è interessato a studiare i legami di solidarietà sociale, il filo invisibile

che tiene unita la società, e gli interessa capire come si evolve nel tempo, proprio nell’intento di

offrire una spiegazione che inciampa sul diritto.

Anche prima di lui c’erano stati altri autori che si occuparono di questi problemi, di capire cosa

tiene unita la società, per esempio Locke, Hobbes, Rousseau. Anch’essi si occuparono dello

stesso insieme di problemi, ma cosa li differenzia da Durkheim? È lo sguardo, l’approccio che

cambia, mentre questi vedono che la risposta offerta dal problema è una risposta su come

dovrebbe andare il mondo, in un approccio di tipo normativo, diversamente Durkheim appoggia

un approccio di tipo descrittivo; il problema non è quello di giustificare l’ordine sociale ne di dare

indicazioni su come dovrebbe essere, ma il proposito è quello di descrivere come di fatto si

sono trasformati i legami di solidarietà sociale. La sociologia non si propone di dare direttive su

come dovrebbe andare il mondo, questo è il primo ordine di problemi, approccio.

2) SECONDO AMBITO TEMATICO. Caratterizzante fin dalle origine è il conflitto sociale della

trasformazione sociale. Quali sono i conflitti che attraversano la società, come la trasformano,

come nascono? Anche in questo macroambito si parla di un insieme di problemi che sono

analizzati da tempo e ancora oggi. Il massimo teorico della lotta di classe è stato Marx. Mentre

Marx vede nel conflitto delle classi sociali un elemento patologico della società che deve essere

superato dalla scomparsa della classe borghese, diversamente Weber dice che il conflitto

sociale non costituisce un elemento necessariamente patologico, i conflitti sono normali in

qualsiasi contesto sociale specialmente all’interno di contesti sociali differenziati. Non si parla di

elementi patologici, i conflitti sociali non sono destinati come diceva Marx ad essere superati da

qualche sintesi finale (rivoluzione), ma producono continue trasformazioni sociali, mutamenti

che hanno effetti per lo più prevedibili per gli attori sociali coinvolti.

L’importanza assorbita da questi due ambiti tematici è tanto assorbente che uno dei motivi più

comuni dei criteri classificatori è il criterio di distinguere; da una parte la famiglia dell’ordine o delle

integrazioni sociali e dall’altra le teorie del conflitto. • Teorie che partono dal presupposto

che tra gli individui di una società

esista un certo grado di integrazione

sociale, ossia di consenso almeno in

relazione a determinati valori.

Durkheim ritiene che anche in società

complesse ci sia un nucleo di valori a

cui gli individui aderiscono.

• Interessate ad analizzare le funzioni,

gli scopi, gli esiti dei processi sociali,

non a caso Durkheim è definito padre

del FUNZIONALISMO, perché

interessato ad analizzare lo scopo dei

processi sociali.

- Gli individui sono tendenzialmente portatori di

valori configgenti.

- Interesse nell’analizzare le cause dei processi

sociali.

Questo criterio classificatorio delle due teorie è stato messo in dubbio, in quanto si dice che in

realtà questi due campi d’indagine non sono separati tra loro, ma sono complementari. Possono

essere considerati come due facce della stessa medaglia. Del resto come sappiamo, consenso e

conflitto coesistono in tutte le società, e non è un caso che in realtà anche a guardare gli studiosi

delle varie teorie uno studioso come Durkheim fornisca strumenti di conoscenza su come si

esprima il conflitto, quindi un teorico dell’ordine sociale che offre anche elementi di conoscenza.

3) TERZO AMBITO TEMATICO. Rapporto tra due elementi chiave che sono la cosiddetta

struttura sociale da una parte e dall’altra il comportamento degli individui in società. Sono

comportamenti che non consistono solo nel fare, ma anche dal non fare, dal credere, pensare.

Un insieme di comportamenti chiamati da Weber; agire sociale degli individui. Dunque un

rapporto tra struttura sociale e rapporto con l’agire sociale degli individui.

Quando si parla di struttura sociale si intende parlare dell’insieme dei modelli

di comportamento, quindi le norme sociali, comprese le norme giuridiche;

l’insieme di valori, credenze, aspettative che dominano in un certo contesto

sociale.

In quest’ambito tematico, la sociologia indaga come la struttura sociale condizioni il

comportamento degli individui. Il rapporto tra struttura sociale e l’agire è un rapporto bi univoco,

è indubbio che il contesto in cui siamo situati condiziona il nostro agire, però è anche vero che a

fare il contesto a creare la struttura sociale sono anche gli individui, quindi influisce sulla

struttura, ecco perché si parla di rapporto bi univoco.

La sociologia del diritto, come abbiamo già detto, si occupa di vedere come il diritto condiziona

l’agire sociale, il diritto come modalità di agire sociale condiziona i nostri comportamenti non solo

un comportamento conforme ma anche difforme. La spiegazione sociologica può partire dall’analisi

della struttura sociale per andare a spiegare l’agire degli individui, come fa Durkheim, oppure si

può partire dall’analisi del comportamento dell’agire sociale per arrivare a vedere la struttura

sociale come fa Weber. A questi due modi di accostarsi alla realtà sociale corrispondono due

modelli teorici molto importanti che sono; da una parte il modello della struttura sociale, massimo

esponente Durkheim, e dall’altra parte il paradigma dell’azione del modello sociale, massimo

esponente Weber.

La spiegazione sociologica può partire dall’analisi della struttura sociale per andare a spiegare

l’agire sociale

Terza lezione, 17 Marzo. Giovedì no lezione.

Abbiamo visto come la spiegazione sociologica si può muovere dalla struttura sociale per spiegare

l’agire sociale degli individui e viceversa, a questo proposito a seconda del punto di partenza della

spiegazione sociologica, ora la struttura sociale, ora l’agire sociale degli individui, si suole

caratterizzare, distinguere tra due modelli o paradigmi molto

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale.ntina83 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del diritto e delle professioni legali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof fanlo Cortez Isabel.
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