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Introduzione.

Aree di interesse della sociologia del diritto.

1. Studi del diritto come sottoinsieme sociale, ci si occupa di studiare le funzioni sociali del diritto, i rapporti tra il

diritto e gli altri sottoinsiemi sociali ed i rapporti con il sistema sociale nel suo complesso.

2. Studio delle istituzioni sociali, dalle più semplici alle più complesse, che hanno carattere giuridico; si studia la

nascita, le trasformazioni, la loro eventuale scomparsa in rapporto agli interessi sociali, alle esigenze e ai

rapporti di potere che influiscono sulle istituzioni.

3. Studio delle norme giuridiche e alla sociologia interessano due aspetti:

→ processi interpretativi, decisionali e applicativi che portano a qualificare determinati comportamenti come

leciti o illeciti.

→ efficacia delle norme giuridiche, analizzare come e in che misura le norme sono seguite dai cittadini; cioè il

rapporto tra la disposizione giuridica e il comportamento tenuto dai destinatari della norma in conformità con

la disposizione = norma efficace se viene seguita dai cittadini.

4. Ricerche per conoscere e rilevare le opinioni del pubblico sul contenuto delle norme giuridiche e sui valori che

dovrebbero essere materia di norme giuridiche.

5. Studio delle professioni legali connesse ai processi socio-giuridici.

Esiste una discussione epistemologica sulla natura della sociologia del diritto e si distinguono due correnti di pensiero.

1. Sociologia del diritto come branca specialistica della sociologia generale. La scienza giuridica è identificata

come l'attività del giurista di proporre interpretazioni delle disposizioni, di mettere a sistema le disposizioni ed

ordinarle elaborando principi generali a cui ricondurre norme specifiche. La sociologia del diritto invece

utilizza metodi e tecniche della sociologia = metodi empirici.

2. Sociologia del diritto come parte integrante della scienza giuridica = inizia ad essere insegnata negli anni 70 e

quindi necessità di essere legittimata → il giurista deve essere anche sociologo del diritto → Tarello.

Sociologia del diritto come branca della sociologia generale.

È l'orientamento dominante, sostiene che la sociologia del diritto pur condividendo lo stesso oggetto di studio con la

scienza giuridica è parte della sociologia generale e infatti persegue fini autonomi e si avvale delle metodi di ricerca

tipici della sociologia → Weber, nella sua opera “Economia e società” dedica un intero capito alla sociologia.

Diverse formulazioni di questa tesi.

1. Studia i rapporti tra diritto e società (tesi molto diffusa negli Usa), diritto e società sono due entità separate ma

reciprocamente influenti = diritto influenzata dalla società ma allo stesso tempo crea lui stesso il contesto

sociale.

2. Sistema giuridico fa parte del sistema sociale, diritto è parte integrante della società. Luman (Germania fine

900) considera il diritto come un sottoinsieme di comunicazione tra individui e istituzione del sistema sociale.

3. Diritto intesa come modalità di azione sociale, considera che ogni azione rilevante per il diritto sia

riconducibile a persone (non a sistemi come nella 2) e che sia il diritto a condizionare il comportamento delle

persone → teoria che deve molto a Weber che sosteneva che il diritto motivi il comportamento.

Il termine sociologia è un neologismo che viene coniato nella prima metà del 800 in Francia da Comte, padre della

sociologia e del positivismo → sociologia nasce sotto la bandiera del positivismo = si possono studiare i fenomeni

sociali come quelli naturali in modo oggettivo.

Il neologismo sociologia unisce una parola latina “societas” con una greca “logos” ed etimologicamente sociologia

significa scienza o conoscenza della società. Questa definizione di sociologia comporta due problemi.

1. Cosa caratterizza la sociologia? Quali elementi la distinguono?

2. Che tipo di scienza è?

Elementi della sociologia.

La risposta a questo tipo di problema non è univoca ed è provvisoria poiché la sociologia è in continuo divenire.

Si caratterizza con due elementi: direttiva metodologia e 3 macro-aree di interesse.

Direttiva metodologica → riguarda il metodo = la sociologia vuole descrivere e spiegare il proprio oggetto elaborando

teorie che per essere dotate di scientificità devono avere alcune caratteristiche.

Teorie descrittive, non devono essere prescrittive e quindi non devono dare indicazioni su come dovrebbe

✗ essere la società ma devono dare spiegazioni e descrivere i fenomeni.

Devono essere suscettibili di falsificazione o verificazione sul piano empirico. Popper sosteneva che

✗ bisognasse fare delle ipotesi teoriche che poi andavano dimostrate empiricamente.

Teorie generali, devono riguardare fenomeni ricorrenti e non straordinari. Devono essere fenomeni che si

✗ ripetono nel tempo e che hanno una certa stabilità e prevedibilità.

Macro-aree di interesse.

Ordine sociale → cosa tiene unita la società, attraverso quali elementi è possibile garantire l'ordine sociale =

✗ argomento centrale dell'opera di Durkain, egli sostiene che a tenere unità la società sono i vincoli di solidarietà

sociale che essendo una forma immateriale si esteriorizzano attraverso le norme giuridiche (soprattutto quelle

penali). Dell'ordine sociale se ne occuparono anche i sostenitori della teoria del contratto sociale come Locke,

Hobbes e Rousseau che sosteneva che fosse il contratto sociale a tenere unita la società.

→ Durkain = approccio descrittivo.

→ Sostenitori del contratto sociale = approccio prescrittivo.

Questa è detta “teorie dell'ordine e coesione sociale” e partono dal presupposto che in una società ci sia un

nucleo di valori condivisi, si fa molta attenzione agli scopi e agli esiti dei processi sociali.

Conflitti sociali e trasformazioni sociali = quali sono i conflitti della società, come nascono e la loro funzione;

✗ argomenti centrali per Marx e Weber.

→ Marx = il conflitto sociale è un elemento patologico della società che riguarda le classi sociali ed è

superabile attraverso la rivoluzione e tramite meccanismi di avvertimento sociale.

→ Weber = riguarda tutti i campi dell'agire sociale e non è necessariamente un elemento patologico. I conflitti

sociali sono tipici ed ineliminabili propri di ogni contesto sociale e producono mutamenti sociali imprevedibili.

Alla sociologia interessa proprio il ruolo del diritto nella produzione di questi cambiamenti.

Questa è detta “teoria del conflitto sociale” e sostiene che all'interno della società ci siano dei valori

confliggenti portati dai vari individui e si fa molta attenzione ai processi stessi.

Struttura sociale e azione sociale → la sociologia analizza come la struttura sociale agisca e condizioni il

✗ comportamento degli individui della società.

→ Struttura sociale = insieme dei modelli di comportamento e quindi di norme sociali, di valori, credenze e

aspettative che dominano in un certo contesto sociale. La sociologia si occupa di capire come la struttura

sociale influenza l'agire sociale.

→ Agire sociale = è il comportamento delle persone che influenzato dalle aspettative altrui.

Si tratta di un rapporto biunivoco perché la struttura sociale incide sull'agire sociale che però a sua volta

condiziona la struttura. Alla sociologia del diritto interessa come la struttura condiziona gli individui e come un

determinato modo di agire comporti la creazione di un diritto rispetto ad un altro.

Dal punto di vista metodologico si può partire dal macro (struttura sociale) per arrivare al micro (agire sociale)

oppure il contrario → olismo o individualismo metodologico.

Olismo metodologico.

Si parte dall'analisi della struttura sociale per arrivare al comportamento degli individui (agire sociale) ed è molto

utilizzato da Durkain che è convinto che prima esista la società e poi gli individui poiché sostiene che ogni individuo

nasce e si forma all'interno di un contesto sociale che è preesistente alla persona e che quindi lo plagia → scelte delle

persone prevedibili. Durkain aderisce ad una concezione molto forte del determinismo sociale = individuo è un

contenitore vuoto riempito dal contesto sociale.

All'olismo metodologico corrisponde un modello teorico = paradigma della struttura sociale.

Paradigma della struttura sociale → nasce in Francia alla fine del 800 e uno dei suoi più importanti esponenti è proprio

Durkain. Tesi metodologica = olismo metodologico.

✗ Tesi sostanziale = idea che il comportamento sia determinato in base al contesto sociale tanto che i soggetti

✗ non sono artefici delle proprie scelta ma esse dipendono dal contesto in cui vivono; l'intera esistenza

dell'individuo è condizionata dal contesto sociale in cui nasce e cresce.

Durkein si interessa al fenomeno del suicidio e lo studia proprio utilizzato il metodo dell'olismo metodologico → parte

dall'analisi della struttura sociale per spiegare il fenomeno del suicidio che fino a quel momento veniva analizzato

tramite elementi psicologici ed individuali.

Individualismo metodologico.

Si parte dal micro, cioè dall'analisi dell'agire sociale per poi arrivare al macro cioè alla struttura sociale; per spiegare i

fenomeni sociali bisogna ricondurli a comportamenti sociali degli individui.

All'individualismo metodologico corrisponde un modello teorico → paradigma dell'azione.

Paradigma dell'azione → nasce in Germania e uno dei suoi massimi esponenti è Weber.

Tesi metodologica = individualismo metodologico. Vuole spiegare l'ascesa del capitalismo e per farlo parte

✗ dall'agire sociale degli individui, la sua analisi parte dagli effetti che il calvinismo ha avuto sugli individui

portandoli a tenere determinati comportamenti che poi a loro volta hanno portato all'ascesa del capitalismo.

Tesi sostanziale = Weber sostiene che per comprendere il significato del comportamento sociale degli individui

✗ occorre tenere conto delle motivazioni per cui tengono un determinato comportamento cioè dei motivi

soggettivi → si tiene conto del significato che gli attori stessi attribuiscono al loro comportamento cioè non le

motivazioni di chi osserva all'esterno ma bisogna comprendere il significato intenzionale e per farlo bisogna

immedesimarsi negli individui che agiscono. Questa idea presuppone che le azioni sociali degli individui siano

dotate di senso intenzionato e cioè che dietro ci sia una motivazione degli individui che quindi hanno libertà di

scelta = per Durkain invece no. Le azioni sociali non sono facili da comprende perché sono determinate da

motivi passionali sono più facili da comprendere invece, le azioni razionali cioè gli individui tengono un certo

comportamento per arrivare ad uno scopo (gli individui rispettano le norme per non avere sanzioni).

Un tempo queste due teorie erano contrapposte mentre ora sono stati trovati dei compromessi poiché è vero che la

struttura sociale determina i comportamenti degli individui ma è vero anche che l'agire sociale influenza e determina la

configurazione di una determinata struttura sociale. Tra le due teorie quindi intercorre un rapporto circolare.

Che tipo di scienza è la sociologia?

Non esiste un unico modello di scienza, ci sono 3 principali tappe che dal punto di vista storico caratterizzano il

modello di scienza della sociologia del diritto.

1. Modello positivista o modello unificato di scienza → l'idea del positivismo riguarda il fatto che è possibile

conoscere e studiare i fenomeni sociali (compresi quelli giuridici) nello stesso modo in cui si studiano i

fenomeni naturali ricorrendo ad un approccio neutrale ed oggettivo. Si parla di modello unificato di scienza

perché il modello positivista tende a negare un carattere di specificità alle scienze che studiano i fenomeni

sociali dal momento che possono essere equiparati a quelli naturali. Il massimo esponente è Durkain che

nell'opera “Le regole del metodo sociologico” sostiene che l'oggetto di studio della sociologia sono i fatti

sociali che sono collegabili secondo le leggi necessarie causa-effetto ad altri fatti sociali e il compito dei

sociologi è proprio scoprire queste leggi.

Per fatti sociali si intendono i modo di agire e di pensare che sono radicati nella struttura sociali ed esterni agli

individui (preesistono agli individui), non sono veri e propri fatti poiché sono entità immateriali ma devono

essere studiati comunque come dei fatti, come delle cose; i fatti sociali influenzano l'agire sociale

dell'individuo il quale non può scostarsi da quell'agire sociale predeterminato se no diventa deviante.

Questo modello di scienza si allontana ed elimina le idee metafisiche e religiose negli elementi sociali

sostenendo una conoscenza oggettiva dei fenomeni sociali. Alla fine del 800 questo modello di scienza entra in

crisi e viene criticata dal marxismo, neo-idealismo e razionalismo e proprio in questo momento di critica si

sviluppa in Germania un dibattito che coinvolge la sociologia del diritto e che ha come oggetto la discussione

sullo statuto epistemologico delle scienze sociali → si cerca cosa distingue le scienze sociali da quelle naturali.

2. Modello di specificità → Dilthey rappresenta questo modello di scienza che riconosce la specificità delle

scienze sociali rispetto a quelle naturali e in particolare distingue tra scienze della natura e scienze dello spirito

con un criterio particolare poiché afferma che le scienze della natura hanno come oggetto fenomeni esterni

all'individuo e osservabili empiricamente e per tanto sono spiegabili con leggi necessarie (che valgono in ogni

tempo e spazio) di causa-effetto; le scienze dello spirito invece hanno come oggetto fenomeni che l'individuo

contribuisce a costruire e che gli stessi soggetti sperimentano e vivono nella loro esistenza quindi le scienze

dello spirito possono limitarsi a comprendere questi fenomeni ma non possono spiegarli in termini di causa-

effetto. Le scienze naturali spiegano il fenomeno mentre quelle dello spirito comprendo il fenomeno poiché si

possono fornire elementi di comprensione ma non di causa-effetto.

Alcuni autori adottano questo modello ma collocano la sociologia nelle scienze naturali → Kelsen distingue la

sociologia del diritto dalla scienza giuridica inserendo la prima nelle scienze naturali mentre la seconda la

ritiene una scienza normativa.

3. Modello interpretativo comprendente → critica i primi due modelli e si basa sul superamento della distinzione

tra spiegazione e comprensione cioè la distinzione usata da Dilthey. Weber sostiene che la spiegazione e la

comprensione sono due attività inscindibili e che quindi anche nelle scienze sociali si può avere una

spiegazione anche se diversa da quella delle scienze naturali si possono cioè fare leggi prive del carattere della

necessarietà ma comunque con la spiegazione causa-effetto. La diversità sta nel fatto che la conoscenza dei

fenomeni sociali e il processo di spiegazione e comprensione è sempre frutto di un'interpretazione di chi

studia, cosa che invece non avviene nelle scienze naturali poiché nelle prime non ci sono verità oggettive ma

esistono solo interpretazioni che devono essere supportate da verità scientifiche. Per Weber l'oggetto di studio

della sociologia del diritto non sono i fatti sociali esterni all'individuo per cui l'individuo quando nasce si trova

già le ideologia preformate ma sono le azioni sociali, l'agire sociale e si interessa particolarmente ai motivi

dell'agire sociale = significato intenzionale che gli individui attribuiscono alle proprie condotte → non tutte le

condotte sono determinanti ma si intende agire sociale solo per le condotte sono orientate dalle aspettative

altrui. Weber adotta l'individualismo metodologico. Si tratta di un modello comprendente perché Weber

rispetto a Dilthey vuole superare la distinzione tra spiegazione e comprensione che spiegava la distinzione tra

scienze naturali e scienze dello spirito → divisione criticata. Si tratta di un modello interpretativo perché lo

studio dell'agire sociale a differenza delle scienze naturali è sempre il prodotto di un procedimento

interpretativo che va argomentato con argomenti razionali ed integrato con prove e fatti. Con Weber sostiene

che tra chi studia e l'oggetto di studio esiste una relazione = relazione al valore → idea che non sia possibile

una conoscenza del mondo sociale senza dei presupposti valutativi di cui il soggetto è portatore, i presupposti

valutativi sono il contesto, le esperienze, gli studi, l'educazione, le ideologie e i valori. La scelta del sociologo

di cosa occuparsi è determinata dai presupposti valutativi → contesto, ideologie..

→ Presupposti al valore = condizionano l'oggetto.

→ Relazioni di valore = condiziona la rilevanza attribuita a determinanti motivi soggettivi, senza relazione di

valore non esiste la conoscenza dei fenomeni sociali perché dipendono dall'interpretazione.

L'attività scientifica è un'attività ricca di regole (attività arbitraria) mentre l'attività di conoscenza dei fenomeni

sociali secondo Weber offrono strumenti di spiegazione sociale che sono scientificamente valide anche se non

offrono una verità oggettiva e per fare ciò devono essere regolate dall'avalutatività = regola che impone a chi

studia i fenomeni sociali per quanto possibile di non farsi influenzare da convinzioni etiche, politiche e morali

→ bisogna offrire elementi di conoscenza e non imporre i propri valori.

Questo modello si contrappone all'idea che la sociologia del diritto critica che ha come obbiettivo la critica alle

istituzioni = Bourdieu.

Definizione di sociologia di Weber → scienza che si propone di comprendere in virtù di un procedimento

interpretativo l'agire sociale degli individui e quindi di spiegarlo casualmente nel corso dei su

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiitina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del diritto e delle professioni legali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof fanlo Cortez Isabel.
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