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Collins parte 1: radical microsociology

Collins si basa sul concetto di cioè egli sostiene che nella realtà osserviamo persone che si incontrano nel micro livello e stabiliscono delle relazioni; alla base di tale concetto ci sono i rituali. Queste sono le fondamenta più importanti della sociologia e non sono in linea con la teoria del conflitto della quale Collins fa parte. I modelli di stratificazione da Parsons in poi sono astratti, perché non aiutano a capire la vita reale delle persone. (L'economia si basa sulla relazione incontri e scambi tra persone non il contrario. Il mercato astratto non ci interessa.) Il sociologo, infatti, deve capire come l'individuo si rapporta.

Lo studio delle situazioni

Collins studia le situazioni, elemento centrale per capire la realtà, nelle quali si svolgono le azioni, infatti la sua sociologia è anche definita sociologia situazionale. In ogni situazione ha luogo un rituale dell’interazione che può manifestare rapporti paritari o di subordinazione. Egli vede il mondo sociale caratterizzato da una logica di mercato: le persone si incontrano e cercano di aumentare gli elementi di beneficio e di soddisfazione emotiva della loro vita. Ognuno di noi tende a massimizzare l'emotivo/emozionale. Si tratta di un continuo tentativo di incremento dell'elemento emozionale, infatti il comportamento umano viene spiegato tramite l'energia emozionale. L’aspetto emotivo sta proprio alla base dei rapporti sociali.

Definizione del rituale sociale

Per la definizione del rituale sociale, Collins prende da Durkheim il concetto base di rito, cioè i gruppi sono definiti dalla solidarietà interna generata da rituali sociali, e da Goffman il rituale sociale dell'interazione. Esclude Weber perché è troppo statico. Da quest'ultimo prende solo il concetto di stratificazione sociale.

Creazione della solidarietà dei gruppi

Come si crea la solidarietà dei gruppi? Ecco la definizione ottenuta dalla mescolanza di Durkheim e Goffman: le relazioni sociali sono basate sul rituale, fondamentale per la solidarietà dei gruppi; esso ha alla base:

  • Compresenza fisica, cioè il gruppo deve essere unito, la materialità dell’interazione è qui necessaria! (Durkheim) [L’EMOZIONE è UN FATTO MATERIALE]
  • Focus di attenzione condiviso: si è concentrati tutti sullo stesso oggetto, dando luogo ad una realtà condivisa (new reality);
  • Sincronizzazione dei movimenti e delle reazioni;
  • Propagazione di energia emozionale condivisa (effervescenza collettiva)

Generazione dei simboli

Se gli elementi del rituale hanno luogo si generano: i simboli, i quali concretizzano la sacralità; essi richiamano l'appartenenza al gruppo anche quando non si è all'interno del rituale e la ricaricano emozionalmente (collante emozionale). Essi sono fondamentali per la solidarietà perché trasformano il clima emotivo del rituale in un’energia emotiva di lunga durata. Il loro contenuto, così come quello del rituale, è...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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