Pareto (1848-1923)
Dati biografici
1848: Vilfredo Pareto nacque a Parigi in un anno fatidico (moti + manifesto di Marx). Ebbe origini italiane. Frequentò il Politecnico di Torino.
1869: si laureò in ingegneria.
1874-1892: Pareto si stabilì a Firenze. Dopo essere stato ingegnere delle ferrovie, diventò generale delle Ferriere italiane, incarico che lo porterà a viaggiare all'estero, in particolare in Inghilterra. Come democratico, sostenitore di un liberalismo intransigente, partecipò a campagne contro il Socialismo di Stato, il protezionismo e la politica militarista del governo italiano.
1893: ottenne la cattedra di economia politica alla università di Losanna.
1892-1894: pubblicò diversi studi sui principi fondamentali dell’economia pura, sull’economia matematica e sulla teoria economica.
1901: si trasferì a Celigny e il suo pensiero divenne più conservatore e più ostile all’umanitarismo della borghesia decadente.
1901-1902: pubblicò “I sistemi socialisti”.
1906: pubblicò il “Manuale di economia politica“.
1912: Pareto, colto dalla malattia, fu costretto a lasciare il suo corso di economia e mantenne soltanto un insegnamento limitato di sociologia.
1917: uscì il “Trattato di sociologia generale”.
1920: pubblicò “Fatti e teorie”, raccolta di articoli politici riguardanti particolarmente la I Guerra mondiale.
1921: pubblicò “Trasformazioni della democrazia”, libro importante che ricorda Tocqueville, che ha come obiettivo quello di cogliere la degenerazione del sistema liberale italiano e la sua involuzione verso forme autoritarie e dispotiche.
1923: venne nominato senatore del regno d’Italia. Manifestò un allineamento con il fascismo e morì a Celigny.
L’azione non-logica e la scienza
Mentre l’economia si occupa di azioni logiche, la sociologia ha come oggetto del suo studio le azioni non-logiche. Le azioni logiche sono quelle azioni nelle quali il fine oggettivo dell’azione e quello soggettivo coincidono.
Esempi sono il comportamento dell’ingegnere e dello speculatore. L’ingegnere che costruisce un ponte, che fa un progetto conosce lo scopo che vuole raggiungere. Egli è in grado di calcolare la relazione tra i mezzi e i fini. Esiste perciò una corrispondenza tra la relazione mezzi-fine soggettiva, ossia come egli la concepisce nella sua mente, e la relazione mezzi-fine oggettiva, ossia come si attua oggettivamente nella realtà. Tuttavia i due fini soggettivo ed oggettivo non coincidono quando il ponte crolla.
Lo speculatore di borsa, prototipo del soggetto economico, presenta gli stessi caratteri: egli si propone uno scopo ben preciso, che è quello di guadagnare denaro. Egli è una persona di grande velocità di mente che comprende che mentre tutti vendono azioni, egli può acquistare titoli a poco per poi rivenderli a molto. Lo speculatore quindi stabilisce una relazione logica tra i mezzi che impiega (acquistare titoli nel momento in cui il loro costo è basso) e lo scopo che vuol raggiungere (aumentare il suo capitale). Se le cose si svolgeranno secondo le sue previsioni, gli eventi riprodurranno oggettivamente la successione dei mezzi e dei fini così come è stata concepita nella coscienza del soggetto agente.
L’ingegnere e lo speculatore sono entrambi persone logiche ed estremamente razionali, che ci mostrano che cos’è una condotta logica. La condotta logica è fatta di azioni nelle quali esiste una corrispondenza tra la relazione mezzi-fine così come viene concepita nella mente dell’attore sociale, ossia di colui che agisce e la relazione mezzi-fine nella realtà oggettiva. In conclusione le azioni logiche uniscono logicamente le azioni ad un fine, esiste un interfacciamento tra oggettività e soggettività.
Le azioni non-logiche rappresentano tutte quelle azioni che oggettivamente o obiettivamente non presentano legami logici. Tuttavia dire azioni non-logiche non significa affermare che siano illogiche.
Classificazione delle azioni
Partendo dalla domanda se le azioni hanno un filo logico è possibile distinguere le azioni umane in due classi e relative sottoclassi:
- Classe I: Azioni logiche: soggettivamente ed oggettivamente vi è coincidenza fra fini.
- Classe II: Azioni non-logiche: il fine oggettivo differisce da quello soggettivo.
Qui individua 4 tipi di azioni non-logiche a partire dalla constatazione precedente:
- I genere: “no-no” significa che l’azione non è logica, cioè che i mezzi non sono concatenati ai fini, né nella realtà, né nella coscienza. I mezzi non danno alcun risultato che si possa dire logicamente connesso ai fini così come chi agisce non concepisce alcuna relazione tra i mezzi e lo scopo. Il genere “no-no” è raro in quanto l’uomo è raziocinante: gli uomini infatti hanno la tendenza a dare una certa logica, alle loro azioni, a giustificarle, per quanto possano essere anche assurde. Esempi di azioni che appartengono al I genere si colgono nella situazione della follia ed in quelle azioni imposte dalla cortesia o dal costume.
- II genere: “no-si” significa che l’atto non è logicamente connesso al risultato che darà ma chi agisce immagina, in modo sbagliato, che i mezzi impiegati siano di natura tale da provocare lo scopo desiderato. Questo genere risulta estremamente diffuso e comporta un numero infinito di esempi come: la condotta dei popoli dell’antichità che facevano sacrifici agli dei quando desideravano che piovesse, essendo convinti che le loro preghiere potessero avere un effetto sulla piovosità. Oppure quando il generale romano cercava di leggere nelle viscere di alcuni animali sacrificati, il destino della battaglia. Sono tutti esempi in cui esiste soggettivamente una relazione mezzi-fini ma non oggettivamente. Nel secondo caso non esiste infatti alcuna osservazione empirica che connette tale pratica all’andamento della battaglia, tuttavia dal punto di vista soggettivo il generale agiva in modo logico e i suoi soldati seguivano la logicità interna e traevano una maggiore fiducia in caso di previsione favorevole.
- III genere: “si-no” comprende tutti i comportamenti istintivi o animali. Il risultato è logicamente legato ai mezzi impiegati senza che la gente abbia concepito la relazione mezzi-fini che si trova nella realtà delle cose.
- IV genere: “si-si” è quello degli atti il cui risultato è logicamente connesso ai mezzi impiegati e il cui agente soggettivamente concepisce un certo rapporto tra i mezzi e i fini. Non si tratta però di azioni logiche perché come afferma Pareto con l’esempio dei grandi utopisti, pacifisti, rivoluzionari, che intendono modificare la società esistente correggendone i vizi, il risultato storico si tradurrà in un fallimento. Su questa base criticherà i sistemi socialisti. Infatti i rivoluzionari bolscevichi volevano impadronirsi del potere per assicurare la libertà del popolo, tuttavia avendo compiuto una rivoluzione con la violenza, essi sono portati a stabilire un regime autoritario. Gli scopi che i benefattori volevano conseguire non potevano essere raggiunti con i mezzi che hanno impiegato. Alla fine di tutto questo processo la rivoluzione anziché creare una società ideale e migliore, creerà un disastro. Pareto inoltre porta anche esempi tratti dalla vita economica: in uno stato di libera concorrenza, gli imprenditori compiono in parte azioni non-logiche, ossia cercando di ridurre i costi ottengono invece un ribasso dei prezzi di vendita in quanto la concorrenza porta sempre all’uguaglianza tra questi due termini. Questo genere comporta due sottocategorie a seconda che coloro che agiscono accetterebbero o meno gli scopi che essi raggiungono, se fossero mostrati loro in anticipo.
Lo studio di questi 4 generi di azioni non-logiche costituisce l’oggetto della prima parte del “Trattato di sociologia generale” mentre le azioni logiche vengono descritte e studiate nella seconda parte, il cui fine è quello di ricomporre tutto il sociale per arrivare ad una spiegazione sintetica della società nel suo complesso.
Secondo Pareto esistono soprattutto per quanto riguarda la sociologia (che si definisce con riferimento ed in opposizione all’economia), due generi di azioni non-logiche particolarmente importanti e meritevoli di essere studiate e approfondite:
- Il II genere del “no-si” per cui alla finalità soggettiva delle azioni non-logiche non corrisponde alcuno scopo oggettivo. Appartengono a tale genere tutte le azioni rituali, simboliche, di tipo religioso. Esiste perciò una relazione mezzi-fini interiore, mentale, psichica, che secondo Pareto però non ha poi una ricaduta pratica.
- Il IV genere del “si-si” a cui appartengono tutte le condotte dominate da errori scientifici, illusioni, soprattutto quelle degli uomini politici o degli intellettuali. Qui il mezzo impiegato dà un risultato effettivo sul piano della realtà ed è stato posto in relazione con i fini nella coscienza di chi agisce ma ciò che avviene non corrisponde alle sue previsioni o alle sue speranze. L’errore comporta la non-coincidenza tra la consecuzione oggettiva e quella soggettiva.
La distinzione fondamentale tra azioni logiche e azioni non-logiche
La distinzione fondamentale tra azioni logiche e azioni non-logiche si basa sul ragionamento. Le azioni logiche sono quelle motivate dal ragionamento: il soggetto agente ha pensato a ciò che voleva fare e allo scopo che voleva raggiungere e il movente della sua condotta sono i ragionamenti a cui ha obbedito. Invece tutte le condotte non-logiche comportano una motivazione da parte del sentimento, diverso dal ragionamento logico.
Di conseguenza lo scopo della prima parte del “Trattato di sociologia generale” è quello di studiare logicamente le azioni non-logiche, compito non facile che rappresenta fondamentalmente il problema della sociologia di Pareto. Per risolverlo Pareto suppone una concezione della scienza logico-sperimentale. Sulla base di questa concezione della scienza criticherà lo stesso Durkheim e tutti i sociologi venuti prima di lui, cosa che lo porterà ad essere sempre detestato.
Pareto inoltre vive in un periodo dominato dal positivismo, egli è infatti a tutti gli effetti un positivista più radicale di Comte e Durkheim ed è visto come un sociologo molto sui generis, un radicale critico di ogni argomentazione autogiustificativa. Lo scopo del sociologo che studia le condizioni non-logiche è la verità e non l’utilità. Queste due cose infatti possono essere completamente disgiunte: quando Pareto afferma l’assurdità di una dottrina, egli non intende affermare implicitamente che essa sia nociva per la società così come quando egli afferma che una teoria è utile alla società, non intende dire in modo implicito che sia vera sperimentalmente. In conclusione una stessa dottrina può essere derisa sotto l’aspetto sperimentale e rispettata sotto quello dell’utilità sociale e viceversa.
La scienza logico-sperimentale ha il dovere di scartare tutte le nozioni extra o metaempiriche in quanto essa può riferirsi soltanto a fatti osservati o osservabili e a concetti definiti in rapporto a realtà constatate direttamente o che possono essere create con l’esperimento. Risultano perciò escluse tutte le nozioni di ordine religioso, tutti i concetti filosofici o relativi all’essenza, che non rientrano nell’ordine fenomenico.
Confronto tra Durkheim e Pareto
I due sociologi si differenziano per clima intellettuale, linguaggio e stile. Se prendiamo come esempio la frase di Durkheim: “tra Dio e la società bisogna scegliere”, a Pareto sarebbe apparsa priva di senso. Infatti la nozione di Dio non è una nozione logico-sperimentale, ossia nessuno ha potuto osservare Dio. In tal caso se si vuol essere degli scienziati, si devono scartare tutte le nozioni che sfuggono ai procedimenti che la scienza deve impiegare quali: l’osservazione, l’esperienza e il ragionamento.
Aron si sofferma sull’idea che il contesto intellettuale in cui si sviluppa il pensiero di Pareto è diverso da quello di Durkheim. Il fulcro della sociologia di quest’ultimo era la società stessa nella sua totalità, vista come qualcosa che agisce sugli uomini attraverso la mentalità collettiva. Il suo obiettivo era quindi comprendere la società e come essa agisce sull’individuo. Per Pareto la società si tratta di un tipo di concetto di per sé confuso, equivoco ed astratto. A lui interessa capire concretamente come gli uomini agiscono, quali sono i sentimenti e le azioni in questa società che li caratterizzano.
Il problema delle definizioni
Per Pareto le discussioni sui termini non portano alla scienza in quanto le parole che si usano, per esempio per definire le azioni logiche e non-logiche, non hanno importanza. Le definizioni infatti hanno valore decisorio: ognuno dà alle parole di cui si serve il significato che desidera. Le discussioni scientifiche devono riferirsi sempre alla realtà ma da ciò non deriva che la scienza sia una semplice e pura riproduzione dei fenomeni che osserviamo esteriormente.
La scienza comporta un’attività dello spirito, che ha come primo carattere la semplificazione. Di fronte alla ricchezza e alla complessità del mondo umano e naturale, la scienza parte sempre dalle semplificazioni: essa osserva i fenomeni e ne designa alcuni aspetti come concetti rigorosi, in seguito stabilisce le relazioni tra i fenomeni, li combina al fine di ricomporre la realtà complessa. Nel “Trattato di sociologia generale” si parte dalla definizione semplificata delle azioni non-logiche per stabilire una classificazione e si perviene ad una tipologia delle loro cause, che appare semplice in rapporto alla complessità della realtà.
Secondo Pareto tutti quei sociologi che, come Durkheim, pensano che la sociologia scientifica possa gettare le fondamenta di una morale, sostitutiva alla religione, sono prigionieri di un modo di pensare non-logico. Essi attribuiscono alla scienza caratteristiche che non possiederà mai in quanto essa risulterà sempre parziale, sarà sempre un insieme di proposizioni dalle quali non si potrà mai dedurre che ci si deve comportare in un determinato modo.
La scienza logico-sperimentale
La scienza per Pareto è logico-sperimentale, termini che vanno interpretati rigorosamente: secondo Aron, logica significa che è legittimo dedurre, partendo da relazioni osservate, conseguenze che derivano da premesse mentre l’aggettivo sperimentale designa l’osservazione rigorosa e al tempo stesso...