Sociologia dei processi culturali e comunicativi
Matteo Ciastellardi
Lezione 1 - 09.03.20
Cultura
Cultura come prassi (Bauman, analisi di De Benedettis) Nozione «gerarchica»: come conoscenza e coltivazione metafora rurale, Rimanda alla sua radice etimologica legata alla in quanto significa lo sforzo continuo e consapevole per portare in linea con tale ideale l’effettivo procedere della vita.
Esempi: eccellenza scientifica e competenza specialistica; il mutamento nel tempo di quella che in una società viene ritenuta la cultura legittima (si pensi alla storia di arti come il cinema o il jazz, passate da essere considerate intrattenimento spicciolo a una legittimazione anche accademica e istituzionale).
Il concetto gerarchico di cultura non ammette un plurale: esiste la cultura, i cui contenuti cambiano solo attraverso lotte – simboliche e materiali.
Concetto «differenziale»: come usi, costumi evidenti diversità Rimanda alle che sussistono o possono sussistere fra persone collocate in contesti temporali, geografici o sociali differenti.
Esempi: «cultura inglese»; «cultura politica di sinistra», cultura hip hop, cultura aziendale tipica dell’impresa X. I discorsi di senso comune e i loro usi politici si alimentano, nelle situazioni di tensione fra gruppi o di manifestazioni palesi di usanze differenti, del concetto differenziale, relativistico e neutro «apparteniamo a culture diverse», ma traggono conclusioni muovendo da un’idea che si esplicita in affermazioni come «la nostra cultura è quella giusta/vera/illuminata/superiore»
Concezione «generica»: come ciò che accomuna Modalità accomunante il genere umano. Ciò che rende «umano» il modo umano di stare al mondo. Uso di simboli, di codici, di strutture generative.
La cultura, in quanto qualità generica, in quanto attributo universale dell’umanità nella sua differenza da ogni altra specie animale, è la capacità di imporre nuove strutture al mondo (Bauman, 1976: 82-87).
Creolizzazione, barocchizzazione e cannibalismo
Uso dei media: la progettazione silenziosa Proposte di François Bar Barocchizzazione -> Make it your own Creolizzazione -> Reinventalo e adattalo a tua misura Cannibalismo -> Il nuovo modello ingloba e supera il precedente
Il mezzo e i messaggi
Il Medium è il messaggio Marshall McLuhan, professore di letteratura all’Università di Toronto. Personaggio eclettico che ha saputo dar forma a interpretazioni innovative del rapporto tra media e società. Focus sulla contaminazione che la tecnica e l’informazione, mediante loro mezzi di propagazione, rivestono nella vita quotidiana, determinando un cambiamento paradigmatico nel comportamento e nelle abitudini delle persone.
Testi: Understanding Media (tradotto in italiano Gli strumenti del Comunicare), 1964, si concentra sugli effetti dei media a partire da un punto di vista che pone l’individuo al centro della scena.
I media diventano estensioni del corpo. Si ripensa la tecnica (e successivamente la tecnologia) come risultati dell’intelligenza umana per migliorare o velocizzare i processi della vita quotidiana.
Evoluzione dei media
Dai mass media ai new media
Mass Media: mezzi organizzati per comunicare a numerosi riceventi entro un breve spazio di tempo. Misure di efficacia:
- Insieme di bisogni o usi: informazione, svago, etc.
- Insieme di tecnologie: mezzi, supporti, canali
- Insiemi di reti sociali piccole o grandi che diffondano/connettano le tecnologie di comunicazione
Stampa
- Libri (e biblioteche)
- Giornali e derivati/derivanti (lettera)
- Stampa politica
- Stampa d’élite
- Stampa popolare
- Stampa quotidiana commerciale
- Altre forme: periodico, pamphlet, fanzine, etc.
Cinema
- Nasce a fine Ottocento
- Nasce per i bisogni di un ceto urbano medio-basso
- 3 filoni di sviluppo: uso propagandistico, nascita di scuole di arte cinematografica, avvento del cinema sociale documentaristico.
- I principali snodi del suo sviluppo: americanizzazione dell’industria cinematografica, nascita della Tv, separazione del film dalla sala
Radiotelevisione e musica registrata
- Nascita dai primi del 1900
- Sistemi destinati a processi astratti di trasmissione e ricezione (Williams)
- Derivano da media precedenti (telefono, telegrafo, fotografia, cinema).
- Radio: più economica e flessibile.
- TV: due peculiarità: alto grado di regolamentazione pubblica, distribuzione dal centro alla periferia
- Medium di gestione sociale: educa, intrattiene, fa politica, etc.
- Musica registrata: incontro tra musica radiodiffusa e disco (passaggio della radio da mezzo di comunicazione di massa familiare a individuale)
I nuovi media
Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) collegate a relativi contesti sociali, connettendo tre criteri:
- Strumenti e artefatti tecnologici
- Attività, pratiche e impieghi
- Aggregazioni sociali intorno alle pratiche
Evoluzione dei media e dei canali di comunicazione precedenti, con rilievo di:
- Comunicazione via satellite
- Introduzione del computer
- Processi di digitalizzazione
Il design dall’acustico al visuale verso la terza oralità
Cultura a oralità primaria Si definisce «oralità primaria» una cultura che non ha mai avuto contatto con forme di scrittura o di stampa, o che non le riconosce come tali. -Walter Ong
Un’economia verbale dominata dal suono tende verso l’aggregazione (armonia) piuttosto che verso l’analisi disaggregante (che compare assieme alla parola scritta, visualizzata). Tende anche all’olismo conservatore (il presente omeostatico che dev’essere mantenuto intatto, le espressioni formulaiche che devono essere conservate), al pensiero situazionale (di nuovo olista, con l’azione umana al suo centro) piuttosto che a quello astratto, ad una organizzazione della conoscenza centrata attorno alle azioni di esseri umani o antropomorfi, piuttosto che attorno a cose impersonali. (Ong, 1992, p.108)
Caratteri
- Costruzione paratattica invece che ipotattica (frasi coordinate e non subordinate)
- Carattere aggregativo invece che analitico (epiteti, ridondanza, per favorire il ricordo)
- Carattere conservatore (vita concreta, pochi concetti astratti)
- Carattere agonistico, enfatico e partecipativo (stimolare memoria)
- Carattere omeostatico (eliminare memorie inutili)
- Carattere situazionale
- Carattere formulaico per memoria verbomotoria
Culture a oralità secondaria
Si definisce «oralità primaria» una cultura che non ha mai avuto contatto con forme di scrittura o di stampa, o che non le riconosce come tali. Possiamo definire culture a «oralità secondaria» tutte quelle civiltà che hanno fatto uso o hanno conoscenza della scrittura.
Verso una terza oralità - Innovazioni del passaggio
- Riproducibilità e memorizzazione esterna del sapere.
- Distacco del soggetto dalla sua tribù, e dell’individuo dal suo ambiente.
- Pensiero personale in contrapposizione alla conservazione corale della cultura. Astrazione e critica.
- Passaggio dall’udito alla vista.
- Miglioramento degli assetti scientifici.
Caratteri di ibridazione
- Sintesi emotiva (uso di emoticons, ascii art, sigle, acronimi, etc.).
- Comunicazione dialettica differita (sistemi di messaggistica come Whatsapp o Messenger, che superano copresenza/presenzialità).
- Eliminazione della voce dalle pratiche di relazione.
- Dimensione plurale della scrittura non sincronica.
- Definizione di uno stile personale tramite espedienti grafo-testuali derivanti dal linguaggio e dalla postura.
- Astrazione e originalità (favorire i processi di interpretazione e dialogo critico, mediante l’arricchimento e l’ipertestualizzazione dei contenuti).
Lezione 2 - 16.03.20 - assistente
Transmedialità vs Crossmedialità
Transmedialità -> idea che certi contenuti possono essere condivisi su diversi supporti. Concetto di ibridazione della parola “trans” Bolter and Grusin (1998) -> due estremi, immediatezza, quando il contenuto tradotto rimane il più possibile simile all’originale; ipermedialità quando il contenuto tradotto è modificato ampiamente dalle specifiche del mezzo di destinazione. Simile al concetto di transmedialità, dove è un mondo intero ad essere costruito dove ci sono più galassie e più mezzi che lo arricchiscono con contenuti unici e originali. Uno dei problemi è infatti quello di mantenere coerenza. Un esempio è il Mago di Oz, franchising mediale che si è composto negli anni di così tanti contributi che è diventato un mondo narrativo di ostruzione di racconto che debora il concetto originale del mago di oz come libro testuale.
Un aspetto cruciale della transmediazione è la spalmabilità e viralità. Henry James, se qualcosa non è spalmabile, non è sufficientemente vischioso e capace di attirare l’attenzione, è morto. Per far vivere e prosperare qualcosa online deve essere condiviso.
Fattori di spalmabilità:
- Disponibilità - poter consumare i contenuti dove/quando si vuole
- Portabilità - poter consumare/trasmettere i contenuti come si vuole
- Riusabilità - poter modificare i contenuti, diventando quindi prosumers
- Rilevanza - interessare più audiences
- Costruzione di un flusso o un mondo discorsivo
Esplorando la politica delle fake news, Vetturini nota un aspetto interessante “è più la loro spalmabilità, più che la loro falsità a caratterizzare questi contenuti, che andrebbero più propriamente chiamati ‘viral news’ o ‘joke news’.
Pratiche culturali: verso la cultura residua
Raymond Williams distingue 4 tipi di pratiche culturali:
- Dominanti: forme attuali determinate dalla cultura di massa (nuove-innovative)
- Emergenti: utenti, guida, early adopters le cui decisioni aiutano i produttori a prevedere gli usi futuri o a identificare le potenziali limitazioni di un prodotto nuovo.
- Arcaiche: passate in disuso che non hanno più una funzione culturale riconosciuta (es. calligrafia che ora è una cosa artistica)
- Residue: Aree di esperienza umana, di aspirazioni e di traguardi raggiunti che la cultura dominante trascura, sottovaluta, contrasta, reprime o addirittura non può neanche riconoscere. Esempio: vinili che è una cosa marginale
Mezzi digitali come spazio mediale convergente, tendono anche a far tornare in auge vecchie culture. Dal residuo al retro -> Straw: l’introduzione dei media digitali ha modificato le relazioni delle persone grazie alla raccolta e al riciclaggio della materia di epoche passate favorendo nuove forme di conoscenza storiche e memoria collettiva.
La diffusione dei media digitali consente ai collezionisti di possedere e condividere con gli appassionati contenuti che risalgono a generazioni precedenti. Vecchi materiali d’archivio acquistano una maggiore visibilità online, educando un nuovo pubblico che comincia a riconoscere nel passato del valore. I fan dei media retrò ripristinano il valore d’uso scoprendo nuovi impieghi per materiali dimenticati. Il residuo diventa l’emergente.
Esempi:- Musica neo swing
- Retrogaming
- Steampunk
- Caso WWE
Visualizzazione dei dati
Lev Manovich, uno dei più grandi accademici contemporanei, ha uscito il concetto di cultural analytics, quindi studio di dati come elemento culturale e studio dei dati per raccontare un fenomeno.
Ribalta gli assunti di partenza. Dice che non dobbiamo usare i dati solo per capire i fenomeni, ma anche renderci conto che noi il fenomeno lo vediamo dal nostro personale entry point, che è quindi una nostra visione, dei nostri presupposti, entriamo nel fenomeno dal nostro personale punto di vista. Lev sostiene che non dobbiamo solo collezionare dati per studiarli, perché raccogliendoli da un entry point saranno già “sporcati”, non sono mai grezzi o neutrali.
Design vision dei dati
E’ importante capire cosa voler passare prima di raccontare i dati. Nel progettare una comunicazione visiva dei dati è importante che il design esprima chiaramente una visione: non deve solo presentare numeri ed etichette, ma raccontare una storia - Ryan 2016
Bisogna superare l’idea che le presentazioni dei dati possano essere neutrali/oggettive -> Tutte le presentazioni di dati rispondono a una qualche impostazione ideologica/punto di vista.
Alcune buone pratiche per visualizzare i dati e mostrare la nostra posizione
- Definire anticipatamente la data history (il trend che si vuole raccontare)
- Presentare tutti i dati rilevanti
- Tralasciare tutti i dati non pertinenti
- Evitare distorsioni e offrire più analisi complementari degli stessi dati
- Conoscere le potenzialità del medium/software d’analisi scelto
- Una buona presentazione visiva richiede consapevolezza dei dati e buone competenze tecniche e di design
- La forma in funzione del messaggio
- Conoscere l’audience di riferimento
Come sempre c’è interdipendenza tra contenuto, mezzo, audience.
Etnografia - Metodi qualitativi e quantitativi
Metodi qualitativi
- I risultati offrono una descrizione profonda del fenomeno e non sono solo dati numerici
- L’attenzione è focalizzata su pochi casi studio -> limitata generalizzabilità dei dati
- Approccio olistico- contestuale più che settoriale- fattuale -> limitata replicabilità
- Analisi induttiva che esplora possibili tendenze/patterns (piuttosto che regole/leggi)
Etnografia
L’etnografia è un’osservazione— Netnografia o etnografia digitale. Con la globalizzazione e la crescita di Internet, l'etnografia faccia a faccia e il lavoro archivistico tradizionale sono stati integrati da varie forme di fare etnografia su o attraverso Internet.
L’etnografia digitale è un metodo di ricerca che si fonda sull’osservazione partecipante di un campo di studio situato online. Utilizza le comunicazioni mediate da computer come fonte di dati per arrivare alla comprensione e rappresentazione di un fenomeno culturale. Così come ogni etnografia tradizionale, anche l’etnografia digitale include, oltre all’osservazione partecipante, altre tecniche di raccolta dati, quali interviste, statistiche descrittive, dati d’archivio, analisi estese di casi storici, videografia, tecniche proiettive come il collage, l’analisi semiotica, ecc. (Kozinets 2009: 60)
E’ mediata dal computer e quindi questo estranea un po’ dal contesto, dall’ethos dell’etnografia classica. E’ meno invadente ma ci sono anche problema di privacy.
Il ciclo metodologico della ricerca etnografica online
- Identificare l'oggetto di ricerca e le domande di ricerca
- Definire il campo ONLINE
- Accesso al campo ONLINE
- Tipo di dati da raccogliere (discernimento)
- Raccolta dati (selezione delle tecniche da utilizzare)
- Analisi dei dati (approccio)
- Presentazione dei dati (design)
Identificare l'oggetto di ricerca e le domande di ricerca
Quattro tipi di fenomeni sociali (Garcia et. al., 2009):
- Fenomeni sociali solo online
- Fenomeni sociali che esistono principalmente online
- Mondi sociali "multimodali“ (multisituati)
- Fenomeni sociali offline
Online communities
Studio di un particolare newsgroup, di un particolare mondo virtuale, di un tipo di comportamento in un sito di social networking, di un modello linguistico in un microblog, di un particolare tipo di modello di collegamento sui blog. Questi studi sono notevoli perché le comunità online, l'identità online, i modelli sociolinguistici online, la cybercultura, le relazioni che emergono attraverso CMC, e vari altri elementi interattivi sociali umani online saranno centrali, costrutti di base che la ricerca cerca di spiegare.
Partecipazione
Per poter accedere è necessario acquisire competenze culturali sulle regole del gruppo.
Strategie
- Identificarsi come membro/simpathizer del gruppo: nello studio di LeBesco sui gruppi di supporto online per persone in sovrappeso, l'autrice si presenta come una studiosa della perdita di peso che non vuole più essere considerata "grassa" (LeBesco 2004).
- Contatti personali: in alcuni spazi web (es. chat room) è possibile stabilire contatti personali con un solo membro, per chiedere suggerimenti su come comportarsi al meglio all'interno di una comunità (Catterall, Maclaran 2002).
- Partecipare alle attività prima di iniziare lo studio: nel sondaggio su un MUD (gioco online), Cherny (1999) ha svolto il ruolo di giocatore per un certo periodo prima di iniziare l'osservazione.
- Osservare in agguato: L'osservazione sotto copertura può essere effettuata se le regole di accesso al campo online studiato lo consentono (es. sì nel caso di un forum pubblico; no, nel caso di un forum che richiede una sottoscrizione).
Raccolta dati
L'osservazione dei partecipanti online richiede aggiustamenti rispetto alla tecnica tradizionale perché [Garcia et al. 2009]: il ricercatore non può osservare direttamente le persone che sta studiando; la capacità di registrare tecnologi...
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