Auguste Comte: il sociologo della società industriale
Comte (1789 Montpellier-1857 Parigi) Auguste Comte appartenne ad una famiglia cattolica e monarchica, è considerato come il sociologo della società industriale. Si allontanò ben presto dalla fede cattolica per abbracciare idee liberali e rivoluzionarie. Dal 1814 al 1816 frequentò l’École Polytechnique e ricevette una formazione scientifica in un periodo di successo e progresso delle scienze. Se Montesquieu è definito come il sociologo della diversità umana e sociale, Comte rappresenta quello dell’unità. Egli è convinto infatti che esista soltanto un tipo di società valido e che la storia di tutte le culture converga in un unico stadio, che è quello positivo.
Le tre tappe del pensiero di Comte
Secondo Aron nel pensiero di Comte si possono individuare tre tappe fondamentali indicate da tre gruppi di opere principali:
- 1820-1826: comprendono i primi opuscoli di filosofia sociale, in cui Comte precisa le sue tesi che restano in fase germinale: “Prospetto dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società” (1822); “Considerazioni filosofiche sulle scienze e gli scienziati” (1825); “Considerazioni sul potere spirituale” (1825-1826).
- 1830-1843: “Corso di filosofia positiva” (1830) è il suo capolavoro, contenente le sue idee principali; “Trattato elementare di geometria analitica” (1843).
- 1851-1854: “Sistema di politica positiva” o “Trattato di sociologia istituente la religione dell’umanità” (1851-1854).
La prima tappa degli "Opuscules"
Nella prima tappa degli “Opuscules” il giovane Comte riflette sulla società del proprio tempo, dei primi decenni dell’800, appena uscita dalla Rivoluzione francese. Secondo Comte l’Europa sta vivendo un passaggio epocale: la società teologica-militare, caratterizzata dal predominio dell’attività militare, stava morendo mentre nasceva la società scientifica-industriale. Gli scienziati subentrano ai teologi come categoria sociale che fornisce la base intellettuale e morale dell’ordine sociale e gli industriali prendono il posto dei guerrieri. Dal momento in cui gli uomini pensano scientificamente, l’attività più importante della collettività cessa di essere la guerra degli uomini tra di loro e diventa la lotta degli uomini con la natura per lo sfruttamento delle risorse naturali.
Comte, come molti suoi contemporanei, ritiene che la società moderna sia in crisi e ne trova la spiegazione nella contraddizione esistente fra ordinamento sociale teologico e militare, che sta per scomparire, e quello scientifico ed industriale, che sta per nascere. Comte non è perciò un dottrinario della rivoluzione come Marx ma percepisce la crisi come un passaggio per arrivare allo stadio positivo-industriale. Egli ha quindi una visione ottimista di come si svilupperà il sistema capitalista mentre Marx crede che la crisi sia interna alle strutture stesse di esso ed ha quindi una visione pessimista. Comte non è nemmeno il dottrinario delle istituzioni libere come Montesquieu o Tocqueville ma è un dottrinario della scienza positiva e sociale. Compito della sociologia è perciò quello di comprendere il divenire necessario della storia per favorirlo e contribuire così alla piena realizzazione dell’ordine fondamentale. La storia infatti è retta da leggi universali e deterministiche.
La seconda tappa: "Corso di filosofia positiva"
Nella seconda tappa, quella del “Corso di filosofia positiva”, Comte approfondisce i temi trattati negli “Opuscules”, dove considera essenzialmente le società europee e il loro passato, commettendo però l’errore di pensare che la storia dell’Europa esaurisca la storia del genere umano (pregiudizio eurocentrico). Subì infatti diverse critiche per il fatto che prese l’Occidente come paradigma per valutare le altre culture. Qui Comte sviluppa le due leggi essenziali: la legge dei tre stadi e la classificazione delle scienze.
Secondo la legge dei tre stadi lo spirito umano sarebbe passato per tre fasi successive: 1) lo spirito umano spiega i fenomeni e li attribuisce ad esseri paragonabili all’uomo; 2) invoca entità astratte, come la natura; 3) l’uomo osserva i fenomeni e fissa le loro connessioni rinunciando di scoprire le cause dei fatti ed accontentandosi di stabilire le leggi che li comandano. Quest’opera delinea le caratteristiche di una nuova scienza positiva della società: la sociologia, fondata sul principio di sintesi (logos + socius sintesi di una parola greca e di una latina). Infatti secondo l’epistemologia/gnoseologia, teoria della conoscenza che prevale in Comte, ha una grossa rilevanza il concetto di sintesi rispetto a quello di analisi. C’è il primato del tutto sul particolare in quanto solo comprendendo la totalità posso spiegare il particolare.
La sociologia è perciò la scienza chiamata a comprendere la totalità della società, è l’ultima delle scienze ma anche la superiore, la nuova metafisica, la scienza conclusiva il cui sapere è indiscutibile. Ha per oggetto: la storia del genere umano. Inoltre nella sociologia di Comte si nasconde una pretesa totalitaria, è in grado di capire ciò che è, ciò che deve essere e ciò che sarà, quindi di prevedere e si fonda su un’idea di necessità deterministica.
Sistema di politica positiva
Affinché la storia umana sia una è necessario che l’uomo, in tutte le società, in tutte le epoche, possieda una determinata natura riconoscibile e definibile. Tale natura umana è, assieme all’ordine sociale che prevale, costante. L’ordine sociale e politico è fondato sull’ordine spirituale, a cui attribuisce molto potere e che è sintetizzato attraverso il concetto di religione dell’umanità (viene creata da Comte in quanto si accorge che i sentimenti devono avere uno spazio adeguato nella società e senza di essi l’uomo non può vivere). Comte è convinto che la società uscita dalla Rivoluzione francese ed all’Illuminismo sia in crisi, in transizione e quindi debba essere riorganizzata. La filosofia di Comte suppone tre grandi temi:
- La società industriale, secondo Comte la società europea diventerà la società di tutta l’umanità (posizione etno/eurocentrica).
- La duplice universalità del pensiero scientifico, che l’uomo deve usare per arrivare al successo. Il metodo positivo deve essere esteso a tutti gli aspetti del pensiero. L’errore che commette Comte è quello di pensare che questa universalità riguardi anche la politica e la religione, che devono essere positive. Si tratta infatti di un’assolutizzazione estrema.
- La concezione dell’unità umana, che assume tre diverse forme nei tre momenti principali del suo pensiero:
- Tutta l’umanità si avvierà sul cammino che l’avanguardia occidentale sta percorrendo;
- La storia dell’umanità è la storia della mente umana che si traduce in sapere positivo;
- La storia dell’umanità è il pieno dispiegamento della natura umana.
Legge dei tre stadi
La sociologia ha una statica (che si occupa delle strutture fondamentali della società, come la famiglia) e una dinamica sociale, che ha come legge fondamentale la legge dei tre stadi. Tutte le società umane devono passare attraverso questi tre stadi evolutivi:
- Stadio teologico-fittizio (=non scientifico, non è in grado di capire i fenomeni)
- Stadio metafisico-critico (=ha una funzione negativa, ossia deve contribuire a demolire il primo stadio e a creare le condizioni intellettuali e sociali per il terzo stadio definitivo)
- Stadio positivo
In ogni stadio prevale una particolare classe sociale a cui corrisponde una mentalità:
- Sacerdoti-militari
- Filosofi-giuristi
- Industriali-scienziati
Ogni stadio è caratterizzato da uno spirito:
- Spirito di conquista (=è una sorta di esprit général e le guerre non possono essere evitate)
- Spirito critico (=sofista)
- Spirito di laboriosità (=deve essere in grado di produrre ricchezza al fine di creare le condizioni per disinnescare i motivi di guerra)
Ogni stadio esclude l’altro e il tipo di sapere, ossia il modo in cui si conosce la realtà è diverso nei tre stadi. Per Comte le parole chiave sono: ordine e progresso. Comte, a differenza di Marx, è convinto che la società capitalista non debba basarsi sul conflitto tra le due classi ma sulla loro collaborazione.
La società industriale
Che cosa intende Comte per società industriale?
- L’industria è fondata sull’organizzazione scientifica del lavoro, finalizzata alla produttività e al rendimento, che preferisce la produzione in termini quantitativi piuttosto che qualitativi, preferisce ragionare in termini di valore d’uso più che di valore intrinseco stesso (a differenza del lavoro artigianale).
- Grazie a questa organizzazione scientifica del lavoro e a questo sistema di fabbrica, l’umanità è in grado di sfruttare in modo prodigioso le risorse.
- Si creano però masse operaie, una quantità enorme di persone che sono sul lavoro per vendere le loro capacità lavorative (tema dello sfruttamento e della proprietà privata dei mezzi di produzione).
- Vi è un’opposizione crescente fra operai e datori di lavoro/imprenditori.
- Aumenta la disparità di ricchezza fra chi detiene i mezzi di produzione e il mondo operaio.
- Tale sistema economico è caratterizzato dalla libertà di scambio e dalla ricerca di profitto.
Critica agli economisti liberali e ai socialisti
Comte critica gli economisti liberali perché sono astratti e metafisici. L’errore che commettono è quello di analizzare i fenomeni economici e sociali estraendoli dal tutto non cogliendo così la società nella sua totalità. Essi sopravvalutano l’efficacia dei meccanismi di scambio o di competizione nello sviluppo della ricchezza. Comte inoltre è ostile al socialismo per la questione della proprietà privata a cui sono contrari. Per Comte la proprietà privata è necessaria, indispensabile ed inevitabile, ma è tollerabile solo quando è concepita non come diritto di abusare ma come esercizio di una funzione collettiva da parte di pochi che la sorte o il merito ha designato.
Questione della guerra
Comte è difensore di un pacifismo moderno, non etico, a cui cerca di dare un fondamento scientifico. La società industriale esclude per principio la guerra, per ragioni intrinseche allo sviluppo di tale società. Ciò è coerente in quanto in ogni società quando si arriverà allo stadio positivo e saranno applicate le conoscenze, sarà tale lo sviluppo, che risolverà ogni tipo di problema e disinnescherà quindi ogni ragione di conflitto, accrescendo la qualità di vita.
Sociologia come scienza dell’umanità
Comte espone la sua concezione di sociologia negli ultimi tre volumi del “Corso di filosofia positiva”, dove si richiamano tre grandi autori: - Montesquieu, a cui attribuisce il merito fondamentale di aver sostenuto il determinismo dei fenomeni storici e sociali, anche se in lui manca l’idea del progresso. - Condorcet, da cui ricava l’idea di progresso dello spirito umano come fondamento del divenire delle società umane. - Bossuet, Comte richiama il suo provvidenzialismo quando intende la visione della storia.