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Sociologia dei media - Parte seconda Appunti scolastici Premium

Appunti inerenti l'esame di Teorie e tecniche della comunicazione di massa del prof. Ciampi riguardanti teorie sempre valide, importanza dei mass media, differenze di approccio, media culturalista, media materialista, teoria socio scientifica, teoria normativa e altro ancora.

Esame di Teoria e tecniche della comunicazione di massa docente Prof. M. Ciampi

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ESTRATTO DOCUMENTO

2) Dall’altro il rapporto tra mm e integrazione sociale è stato visto in

maniera positiva: media in grado di unire gli individui isolati.

La formulazione della teoria dipende dall’atteggiamento positivo o

negativo verso i differenti esisti di 2 tendenze alternative centrifughe

L’ AMBIVALENZA CIRCA

4.2 (conflitto tra i confccetti di cambiamento, libertà, diversità) e centripete

L INTEGRAZIONE SOCIALE (concetto di controllo, unità e cosesione). Si può pensare a 2 versioni

della teoria Effetto

Visione ottimistica centripeto

Effetto 1 – L 2 - I

IBERTÀ PLURALISMO NTEGRAZIONE SOLIDARIETÀ

centtrifugo 3 – A 4 – E

NOMIA PERDITA DI IDENTITÀ GEMONIA UNIFORMITÀ

Visione pessimistica

 V : teoria funzionalista, vede nei mezzi di comunicazione un

ERSIONE POSTITVA DELLE TENDENZE CENTRIPETE

fattore unificante e idi integrazione. Gli effetti sono libertà e mobilità.

 V : teoria critica: descrive questo effetto in termini di

ERSIONE NEGATIVA DELLE TENDENZE CENTRIPETE

omologazione e manipolazione. Gli effetti sono isolamento e alienazione.

Occorre distinguere tra:

* I : ossia assenza di conflitto, cooperazione.

NTEGRAZIONE FUNZIONALE

T IPI E LIVELLI DI EFFETTI

4.3 * I : comunanza di valori e norme.

NTEGRAZIONE NORMATIVA

DI INTEGRAZIONE Gli esponenti della scuol di Chicago sottolinearono l’aspetto positivo

che i mass media avevano nell’assimilaregli immigrati alla nazione.

I media sono la causa o l’effetto dei cambiamenti sociali? Non esiste una

C OMUNICAZIONE DI MASSA

5 risposta semplice. Le varie teorie propongono interpretazioni opposte di

E CAMBIAMENTO SOCIALE questo rapporto.

6 T EORIA DELLA SOCIETÀ DI MASSA

La teoria sottolinea l’interdipendenza delle istituzioni che esercitano potere e, quindi l’integrazione dei mezzi

di comunicazione nelle fonti del potere e dell’autorità. Il paradigma dominante riflette la visione della società

di massa. Questa teoria postula che i media saranno controllati da monopoli e che saranno uno strumento

efficace per organizzare le masse sotto forma di spettatori, consumatori, elettori etc.

Secondo C. W M il teorico più autorevole della società di massa, i mm producono una forma di

RIGHT ILLS

controllo antidemocratico dall’alto.

I nuovi media, incoraggiano una nuova visione della società, in contrasto con la tesi della società di massa.

Teoria della società di massa: D IPENDENZA

S P T U

OCIETÀ SU AMPIA UBLICO RASMISSIONE SO DEI MEDIA PER SCOPI DI

M EDIA CENTRALIZZATI DAI MEDIA PER

SCALA ATOMIZZZATO UNIDIREZIONALE MANIPOLAZIONE E CONTROLLO

L IDENTITÀ

E’ possibile analizzare i media sulla scorta delle idee di Marx. L’industria

dei media corrisponde a un modello capitalistico, con fattori di

produzione e rapporti di produzione. I media sfrutterebbero i lavoratori. I

mezzi di comunicazione di massa divulgherebbero le idee della classe

7 M M

ARXISMO E ASS MEDIA dominante, negando l’accesso a idee alternative che potrebbero favorire il

cambiamento o una maggiore coscienza dei propri interessi da parte della

classe lavoratrice. Queste tesi confluiscono in quella denominata

economia politica critica.

La teoria marxista postula un legame diretto tra la proprietà economica e

la diffusione di messaggi che affermano la legittimità e il valore di una

7.1 L società classista. Questa posizione trova conforto ai giorni nostri nella

A POSIZIONE CLASSICA tendenza a concentrare la proprietà dei mm nelle mani di imprenditori

capitalisti.

7.2 V - Le idee rivedute della teoria marxista, evidenziano gli effetti ideologici

ARIANTI NEO MARXISTE dei media nel riprodurre i rapporti di sfruttamento e nel legittimare la

classe dominante. M 1964, afferma che i mm unitamente agli

ARCUSE

fattori dei sistemi di produzione di massa, sono impegnati a vendere o

imporre un intero sistema sociale che è contemporaneamente repressivo e

10

desiderabile. Per Marcuse, i media soddisfano falsi bisogni.

Teoria marxista dei media

I I

MEDIA OEPRANO MEDIA INCORAGGIANO LA L’

ACCESSOAI MEDIA È NEGATO

I ’

MEDIA SONO IN MANO ALLA BORGHESIA NELL INTERESSE DELLA FALSA COSCIENZA DELLA ’

ALL OPPOSIZIONE POLITICA

BORGHESIA CLASSE OPERAIA

8 T EORIA FUNZIONALISTA

Il funzionalismo interpreta le pratiche e le istituzioni sociali in base ai bisogni delle società e degli individui

(Merton 1957). Apportati ai media, i bisogni sarebbero quelli di continuità, ordine, integrazione,

motivazione, guida, socializzazione e adattamento. La società è viswta come un insieme dinamico dove i mm

sono funzionali alla continuità e all’ordine esistente. La vita sociale organizzata, richiede il mantenimento di

un quadro coerente e completo al funzionamento della società e dell’ambiente sociale. Reagendo ai bisogni

degli individui, i mm avvantaggiano tutta la società. La teoria struttural-funzionalista si inquadra nelle

concezioni pluraliste ed è tendenzialmente conservatrice nella misura in cui considera i media non fonte di

cambiamenti ma strumento per mantenere la società così com’è.

La teoria funzionalista della dipendenza (D F R ) 1989, considera la dipendenza del

E LEUR E BALL OKEACH

pubblico dai media una variabile misurabile empiricamente. Secondo questa teoria, quanto più il pubblico

dipende dai media per l’informazione, quanto maggiore è il potere che i media hanno.

Secondo L 1948, le principali funzioni della comunicazione nella

ASSWELL

società erano il controllo dell’ambiente, la correlazione delle parti della società

nel reagire all’ambiente e la trasmissione del patrimonio culturale. W RIGHT

1960 aggiunge anche l’intrattenimento.

L E FUNZIONI SOCIALI

8.1 Informazione

DEI MEDIA Correlazione: socializzare, costruire il consenso.

Continuità:

Intrattenimento:

Mobilitazione: battersi per obiettivi comuni.

La teoria funzionalista dei media serve sa spiegare unicamente i fenomeni

relativi all’integrazione sociale.

F 1983 propone un esempio di funzione di integrazione selettiva

ERGUSON

quando traccia un’analogia tra il concetto di D di culto religioso e il

URCKEIM

L rapporto tra riviste femminili e lettrici, basato su un culto della femminilità di

A FUNZIONE

8.2 cui le redattrici sono le officianti e le lettrici le fedeli. L’analisi funzionalista

INTEGRATIVA DEI sostiene in linea con la teoria critica che news e informazione sono sempre

MEDIA normative. D K 1992 sostengono che cerimonie pubbliche e di stato

AYAN E ATZ

riprese dai media, servono a cementare società altrimenti atomizzate. Per il

funzionalismo i media non sono responsabili dell’aumento del crimine.

Teoria funzionalista dei media: I media sono funzionali alla società per:

L’ ,

ORDINE IL

L’ L’ L L

INTEGRAZIONE E ADATTAMENTO AI A GESTIONE DI A CONTINUITÀ DELLA

L

CONTROLLO E A MOBILITAZIONE

LA COOPERAZIONE CAMBIAMENTI TENSIONI CULTURA E DEI VALORI

LA STABILITÀ Questa teoria orienta la ricerca verso l’analisi empirica della struttura della

proprietà e di controllo dei media e verso il modo di operare dei media.

L’istituzione media deve essere considerata parte integrante del sistema

T EORIA CRITICA

9 economico e con stretti legami con quello politico. L’importanza della teoria

-

ECONOMICO POLITICA economico-politica è stata esaltata anche in seguito al tramonto dell’analisi

marxista classica. E’ cresciuta un’economia dell’informazione globale.

Teoria critica economico-politica: M ARGINALIZZAZIONE DELLE

I T

MPORTANZA DELLA ENDENZA DELLE S M D –

VILUPPO ERCIFICAZIONE IMINUZIONE VOCI ALTERNATIVE

LOGICA E DEL STRUTTURE MEDIALI ’ S

DELL INTEGRAZIONE DEI CONTENUTI E DEI DELLA UBORDINAZIONE

CONTROLLO VERSO LA ’

GLOBALE DEI MEDIA PUBBLICI DIVERSITÀ DELL INTERESSE PUBBLICO AGLI

DELL ECONOMIA CONCENTRAZIONE INTERESSI PRIVATI

Esiste una tradizione tuttora attiva di ricerca, dei legami tra la tecnologia della

D ETERMINISMO

10 comunicazione dominante in un’epoca e i tratti essenziali della società.

TECNOLOGICO Etichettare questa corrente come deterministica è comunque riduttivo.

11

Il primo importante teorico di questa tradizione è H.M. I il fondatore della

NNIS

Scuola di Toronto negli anni dopo la 2° guerra mondiale. Egli interpretava il

passaggio dalla pietra al papiro come uno spostamento di potere dai re ai

sacerdoti. Sono presenti nella sua opera 2 principi ispiratori:

L

A SCUOLA DI

10.1 Come nella sfera economica, i mm tendono ad essere concentrati nelle

TORONTO mani di pochi.

Le dimensioni più importanti di un impero sono spazio e tempo e alcuni

 mezzi di comunicazione sono più adatti a uno che all’altro.

Il sociologo G 1976 interpreta i cambiamenti decisivi della politica

OULDNER

T ECNOLOGIA E

10.2 moderna alla luce delle tecniche di comunicazione.. Lega l’avvento

IDEOLOGIA dell’ideologia alla stampa e al giornale. Determinismo tecnologico:

L L’ ’ L

E TECNOLOGIE DELLA INVENZIONE E L APPLICAZIONE DELLE E RIVOLUZIONI DELLA

O

COMUNICAZIONE SONO GNI TENOCLOGIA HA FORME TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE COMUNICAZIONE PORTANO A

.

FONDAMENTALI PER LA CONTENUTI E USI PECULIARI INFLUENZANO IL CAMBIAMENTO SOCIALE RIVOLUZIONI NELLA SOCIETÀ

SOCIETÀ R 1986 individua 3 aspetti delle nuove tecnologie: interattività, natura

OGERS

L

A SOCIETÀ

11 individualizzata e demassificata, natura asincrona dei nuovi sistemi di

DELL INFORMAZIONE comunicazione. CRESCITA E

NTEGRAZION

I

N INTERCONNES

OTEVOLI VOLUMI

P E E

REDOMINANZA DEL I SIONE DELLE CULTURA

DI FLUSSO NTERATTIVITÀ DELLE CONVERGENZ

LAVORO LEGATO ’ RETGI – POSTMODERNA

DELL INFORMAZION RELAZIONI

’ A DELLE

ALL INFORMAZIONE GLOBALIZZZIO

E ATTIVIT À NE

5° C – C

AP OMUNICAZIONE DI MASSA E CULTURA

Fin dagli inizi della ricerca sulla comunicazione di massa, si è andata

sviluppando una prospettiva culturalista, che ha a che fare con l’idea

di testo, e, con la costruzione e assunzione di significato di quest’ultimo.

1 L’ Questo approccio vede la cultura come processo dinamico e quindi è in

APPROCCIO CULTURALISTA contrasto con i precedenti assunti. L’approccio culturalista comprende

tutti gli aspetti della produzione, le forme e la ricezione dei testi e i

discorsi intorno ad essi.

James Carey definisce la comunicazione il processo simbolico grazie a

2 C

OMUNICAZIONE E CULTURA cui la realtà prodotta, mantenuta, aggiustata e trasformata.

L’attributo fondamentale della cultura è la comunicazione perché

altrimenti le culture non potrebbero svilupparsi, sopravvivere estendersi

V ERSO UNA DEFINIZIONE DI

2.1 e affermarsi. La cultura va cercata in 3 ambienti: la gente, le cose e la

CULTURA prassi umana. Ogni aspetto della fruizione e produzione dei media ha

una dimensione culturale.

Storicamente, la prima questione culturale afforntata dalla teoria dei media è

 stata quella del carattere della nuova cultura di massa resa possibile dalla

comunicazione di massa. Trattata in relazione ai contenuti (testi) culturali, si

è poi allargata alla pratica dell’uso dei mm, implicando una visione della

gente come massa.

Un 2° tema chiave riguarda le possibili conseguenze delle nuove tecnologie.

 Un 3° tema riguarda gli aspetti economico-politici della produzione

 organizzata della cultura. Un risvolto importante è la mercificazione della

2.2 T EMI DI RICERCA cultura. Un’altra conseguenza di ciò è l’internazionalizzazione. La tipica

cultura mediale è spesso globalizzata, anche se appare in varianti locali o

nazionali. Ciò ha spinto la teoria e la ricerca a investivare sulle conseguenze

per l’identità culturale e per l’autonomia e peculiarità delgi stili di vita e dei

sistemi di valore esistenti. Tra i temi di ricerca per la teoria culturale:

C – –

ULTURA DI MASSA E CULTURA POPOLARE EFFETTI DELEL TENCOLOGIE DELLA COMUNCIAZIONE

– – –

MERCIFICAZIONE DELLA CULTURA GLOBALIZZAZIONE IDENTITÀ CULTURALE GENERI E

.

SUBCULTURE 12

3 G : S F

LI INIZI CUOLA DI RANCOFORTE E TEORIA CRITICA

Il termine teoria critica indica una lunga tradizione di ricerca, la cui origine risale all’opera di un gruppo di

studiosi della Scuola di ricerca applicata di Francoforte, emigrati dopo il 1933. Tra gli esponenti più

imporanti: M H , T A , H M , W B . La scuola era stata creata

AX ORKHEIMER HEODOR DORNO ERBERT ARCUSE ALTER ENJAMIN

per analizzare il perché del fallimento della rivoluzione sociale preconizzata da Marx. L’universale cultura di

massa mercificata era vista come lo strumento grazie al quale il capitale aveva ottenuto questo successo.

L’intero processo di produzione massificata di merci, servizi e idee aveva reso accettabile il sistema

capitalismo. La merce è lo strumento principale di questo processo perché era chiaro che si al’arte sia la

cultura potevano essere immesse nel mercato per lucro. M 1964, parlò di società unidimensionale,

ARCUSE

fondata sul commercio, sulla pubblicità e sul finto egualitarismo. I media e l’industria culturale erano al

centro delle critiche di questo orientamento. A H 1940 attaccarono aspramente la cultura

DORNO E ORMÙKHEIMER

di massa per il suo conformismo, la monotonia e la creazione di falsi bisogni. Secondo S la critica della

HILS

SdF era soprattutto antiamericana e rispecchiava il primo impatto dei mm moderni su un gruppo di

intellettuali europei sradicati. Fu elaborato il concetto di mercificazione culturale. Questa teoria nacque nei

Grundisse di Marx, dove osservava che gli oggetti oltre al loro valore intrinseco, hanno valore di scambio.

I mm non definiscono di per sé la realtà, ma contribuiscono a dare

4 E GEMONIA spazio alle definizioni dei detentori del potere nella società.

5 S : S B

VILUPPI DELLA TEORIA CRITICA DELLA CULTURA CUOLA DI IRMINGHAM

S H è stato il fondatore della Scuola di Birmingham. Si deve a questa scuola lo spostamento

TUART ALL

dell’attenzione dalla questione dell’ideologia contenuta nei testi mediali a quella di come questa ideologia

viene letta dal pubblico. S H 1973-1980, proponeva un modello di codifica-decodifica del discorso

TUART ALL

mediale, che rappresenta il testo mediale come situato tra i suoi produttori e il pubblico che decodifica questo

significato in base alle sue condizioni sociali e differenti schemi interpretativi. H sosteneva che vi sono 3

ALL

codici fondamentali:

1. Significati dominanti associati al potere

2. Significato negoziato

3. Significato oppositivo, di chi sa leggere tra le righe.

Questo modello della decodifica riconosce che l’ideologia emessa non equivale a quella ricevuta. Questa

teoria ha ispirato M 1980 con l’ipotesi della decodifica differenziale. In generale, è stata riabilitata la

ORLEY

capacità interpretativa del pubblico.

Il termine cultural popolare sembra preferibile al termine cultura di massa

L A RIABILITAZIONE DELLA

6 e non ha un significato peggiorativo, ma èp intesa nel senso di cultura che

CULTURA POOPALRE è popolare, ossia gradita ai più.

J 1987-1989, è stato uno dei più grandi difensori della cultura

OHN FISKE

popolare. Per lui lo stesso prodotto culturale può essere letto in modi

differenti. Egli definisce un testo mediale come il risultato della sua lettura

e fruizione da parte del pubblico, e la pluralità di significati di un testo la

sua polisemia. Il termine intertestualità si riferisce in parte

I L POTERE SEMIOTICO DEL

6.1 all’interconnettività di significati dei media , ma anche tra media e

POPOLO differenti esperienze culturali. Es. la cantante Madonna piace sia alle

ragazzine che ai lettori di playboy. F afferma che in una società

ISKE

classista, la maggioranza della gente ha un certo grado di potere semiotico

nell’economica culturale, cioè il potere di plasmare i significati in base ai

propri desideri.

Malgrado tutto, ancora oggi molte accuse formulate dai critici della

6.2 Q

UESTIONI IRRISOLTE Scuola di Francoforte, rimangono attuali.

In alcuni casi si tratta di una versione annacquata della critica marxista.

7 C Questo termine, applicato ai media, riflette la natura concorrenziale dei

OMMERCIALIZZAZIONE grandi mercati.

C E’ ormai chiaro che le cause di specifici mutamenti dell’assetto sociale,

ULTURA E TECNOLOGIA

8 non possono essere imputate alle nuove tecniche di comunicazione.

DELLA COMUNCIAZIONE

8.1 L M L M L 1964, asseriva che tutti i media sono prolungamenti dell’uomo e

A VISIONE DI C UHAN C UHAN

quindi dei propri sensi. Attirava l’attenzione sulle conseguenze del

DEL MUTAMENTO CULTURALE 13

passaggio da una comunicazione puramente orale ad un’altra basata sulla

scrittura. Inoltre poneva l’accento su come sperimentiamo il mondo.

Affermava che sperimentare il mondo leggendo testi scritti isola, la tv è

invece coinvolgente.

9 L OGICA DEI MDEIA

A 1979 hanno elaborato il concetto di logica dei media per indicare l’influenza dei media sugli

LTHEIDE E SNOW

avvenimenti stessi del mondo realt, oltre che sulla loro rappresentazione. Ultimamente questi autori l’hanno

definita come un modo di vedere e interpretare gli avvenimenti. Gli elementi di questa forma di

comunicazione includono i vari media e i formati usati da questi ultimi. L’idea di inscenare un evento

mediale, appartiene alla teoria della logica dei media e si riferisce alle modalità di copertura delle notizie,

dove noti formati e routine plasmano in modo prevedibile certi avvenimenti. Si possono individuare 5 tipi di

distorsione mediale:

D ’ :

 ISTORSIONE DELL ESPERIENZA SENSORIALE

D : con messaggi fortemente codificati come nella stampa o

 ISTORSIONE DELLA FORMA DI RAPPRESENTAZIONE

non codificati come nelle foto.

D

 ISTORSIONE DEL CONTENUTO DEL MESSAGGIO

D ’

 ISTORSIONE DEL CONTESTO D USO

D : che contrappone i media a senso unico con quelli interattivi.

 ISTORSIONE DEL RAPPROTO

Un esempio di distorsione è tra il film tv e il film al cinema che a seconda di un mezzo può influenzare

contenuto e modi di percezione e ricezione.

10 C ’

OLTIVAZIONE E MEDIAZIONE DELL IDENTITÀ

Un tema ricorrente è quello relativo al fatto che la nostra esperienza è mediata dalle parole e dalle immagine

del mezzo di comunizione dominante del nostro tempo. G 1991, ha parlato di alta modernità. G

IDDENS ERBNER

1967 aveva parlato di come i mm provocano una trasformazione della società. Egli si riferisce alla

pubblicazione intendendo la trasformazione dei sistemi di conoscenza da privati a pubblici che crea nuove

basi di pensiero collettivo. M L 1964, affermava che le identità si formano in base ai messaggi

C UHAN

sistematici e largamente condividi dei mm. Secondo questi autori la tv è responsabile di un processo di

coltivazione e acculturamento, in forza del quale le persone sono esposte sistematicamente a una visione

selettiva della società su quasi ogni aspetto della vita, che tende a plasmare di conseguenza le loro credenze e

i loro valori. W M ha rincarato la dose, affermando ce gli individui dipendono quasi completamente

RIGHT ILLS

dai media per il loro senso di identità.

M 1985 (sulla scia di McLuhan e di Goffman), ha affermato che

EYROWITZ

la pervasività dei medi elettronici ha trasformato radicalmente

l’esperienza sociale abolendo la compartimentalizzazione tra sfere sociali

tipica del passato. Prima la compartimentazione avveniva per età sesso e

I CONFINI MOBILI DELLO

10.1 status sociale. La tv adesso mette sulla scena pubblica tutti gli aspetti

SPAZIO SOCIALE dell’esperienza sociale. Si formano così delle nuove identità di gruppo e il

risultato è una cultura senza un senso preciso dei confini sociali e fisici.

Anche se questa teoria non è verificata, getta luce sul significato di

esperienza mediata.

11 G LOBALIZZAZIONE DELLA CULTURA

Il movimento verso una cultura mediale lobata ha origini diverse. Quel

T che è nuovo è il maggiore potenziale comunicativo transculturale delle

REND STRUTTURALI VERSO

11.1 immagini e della musica. L’influenza nordamericana è molto forte e il

LA rischio è una possibile minaccia alla cultura originaria delle nazioni

TRANSNAZIONALIZZAZIONE riceventi.

12 M Il concetto di condizione postmoderna sembra fatto a posta per la società

M E CULTURA dell’informazione. Sotto il profilo politico implica che la cultura illuminista cha

POSTMODERNA ormai concluso il suo ciclo storico. Morley ha affermato che secondo lui il

principale teorico della modernizzazione è stato M W , quando si riferiva

AX EBER

alla razionalizzazione.

Come filosofia socio-culturale, il postmodernismo mette in discussione l’idea

tradizionale di una cultura fissa e gerarchica, privilegiando forme di cultura

14

effimere e superficiali che mobilitano i sensi più che la ragione. Molti tratti della

cultura dei media rispecchiano valori postmoderni. J B 1980 ci

EAN AUDRILLARD

aiuta a comprendere l’essenza della cultura postmoderna grazie al concetto di

simulacro, secondo il quale la differenza tra un’immagine e la realtà ha perso

importanza. Resta comunque il fatto che il concetto di postmoderno ha poca

sostanza.

6° C – U ?

AP NA NUOVA TEORIA PER I NUOVI MEDIA

1 I ’

NUOVI MEDIA E L ISTITUZIONE DEI MM

Un mezzo incarna anche un insieme di relazioni sociali che interagiscono con le caratteristiche della nuova

tecnologia. L’aspetto più importante delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ICT è la

digitalizzazione: il processo in base al quale tutti i testi possono essere tradotti in un codice binario e

sottoposti allo stesso processo di produzione, distribuzione e memorizzazione. Tra le possibili conseguenze

per le istituzioni mediali, la più notevole è la convergenza tra le diverse forme mediali riguardo alla loro

organizzazione, distribuzione, ricezione e regolamentazione. Da una parte i nuovi media possono essere visti

nell’ottica della compresenza, dall’altra si può pensare che la digitalizzazione la convergenza portino a

conseguenze più rivoluzionarie.

Internet:

 Oltre a produrre e distribuire messaggi, elabora, scambia e memorizza.

 I nuovi media hanno a che fare con la pubblicazione sia privata che pubblica

 Il funzionamento dei nuovi media non è organizzato in maniera professionale e burocratica.

Cmq i nuovi media somigliano per la loro ampia diffusione ai media tradizionali. Internet ingloba cinema, tv

e stampa, ma i nuovi media invece di sostituirsi ai media tradizionali, tendono a convivere con essi. Le

maggiori differenze tra vecchi e nuovi media riguardano:

* L’ : i nuovi media hanno aumentato l’opportunità di diventare autore.

AUTORE

* L’ : i nuovi media aprono la strada a forme alternative di pubblicazione costituendo

EDITORE

un’opportunità e una sfida per l’editoria tradizionale.

* P : i nuovi media hanno reso inutili parte delle strutture di produzione e

RODUZIONE E DISTRIBUZIONE

distribuzione.

* I : si tende a passare di più all’interazione. Oggi cmq le persone devono compiere più scelte.

L PUBBLICO L’idea di una società dell’informazione è la cornice teorica più

interessante per comprendere e individuare le diverse forze di mutamento

della società. Il termine società dell’informazione, sembra sia nato in

Giappone. M la definisce come una società che dipende da

ELODY

L complesse reti elettroniche di informazione e comunicazione. Alcuni

A NASCITA DI UNA SOCIETÀ

2 ’ autori preferiscono il termine network society.

DELL INFORMAZIONE Il determinismo tecnologico della comunicazione considera i contenuti

veicolati, gli effetti prodotti e le relazioni che vengono a stabilirsi,

derivanti dalle forme tecnologiche dominanti in quel momento. Nel

concetto di società dell’informazione, manca la dimensione politica.

I termini della teoria della comunicazione di massa sono ormai obsoleti

per i nuovi media.

* Per quanto riguarda il potere è molto più difficile localizzare i

nuovi media in relazione la possesso e all’esercizio del potere.

T :

EORIA DEI NUOVI MEDIA

3 * Per quel che riguarda l’integrazione e l’identità sociale, occorre

QUESTIONI PRINCIPALI capire se i nuovi media producano frammentazione o coesione

della società.

* Rimane centrale la questione dei media come agenti del

cambiamento sociale.

4 E La varietà dei nuovi media e la loro natura in continuo mutamento,

LEMENTI PER UNA TEORIA costituiscono un ostacolo all’elaborazione di una nuova teoria. Si possono

DEI NUOVI MEDIA distinguere 4 categorie di nuovi media:

1. M : telefono, e-mail

EZZI BASATI SULLA OCMUNICAZIONE INTERPERSONALE

2. M :

EZZI BASATI SUI GIOCHI INTERATTIVI

3. M : Intenet.

EZZI BASATI SULLA RICERCA DI INFORMAZIONE

15

4. M : video conferenze.

EZZI BASATI SULLA PARTECIPAZIONE COOLETTIVA

Tra le maggiori differenze tra media vecchi e media nuovi: interattività,

presenza sociale (senso di contatto sociale), autonomia, ludicità, privacy

5 N

UOVI MODELLI DEL TRAFFICO INFORMATIVOA

B K hanno elaborato uno schema utile a chiarire i cambiamenti in corso e descrivono 4 modelli

ORDEWIJK E AAM

fondamentali di comunicazione:

 A : l’informazione è distribuita simultaneamente dal centro a molti riceventi periferici. Questo

LLOCUZIONE

modello si applica alle conferenze, a un concerto etc, dove i messaggi sono ricevuti contemporaneamente

da grandi moltitudini. E’ una tipica comunicazione a senso unico.

 C : i soggetti interagiscono direttamente. Lo scambio è paritario.

ONVERSAZIONE

 C : si riferisce alla possibilità di un individuo di cercare informazioni. Es giornale.

ONSULTAZIONE

 R : è il caso in cui un centro richiede e riceve informazioni da un utente periferico.

EGISTRAZIONE

 : 2 variabili - controllo dell’informazione e controllo del tempo e scelta del

UNA TIPOLOGIA INTEGRATA

contenuto. I primi studi sulle comunicazioni di massa furono caratterizzati dalla

critica rivolta ai media è stata spesso quella di spersonalizzare e alienare.

F Negli anni ’60 e ’70 la tv via cavo venne salutata con entusiasmo e come

ORMAZIONE DI COMUNITÀ

6 uno strumento positivo per la creazione di comunità. Con l’arrivo della

MEDIATE DAL COMPUTER CmC Comunicazione mediata dal computer, si è cominciato a parlare di

comunità virtuale.

I primi mezzi di comunicazione di massa sono stati visti positivamente in

P , riferimento alla democrazia. Non sono cmq mancati i commenti sugli

ARTECIPAZIONE POLITICA

7 effetti negativi dovuti ad una comunicazione di tipo verticale. I nuovi

NUOVI MEDIA E DEMOCRAZIA media sono stati da più parti visti come un’alternativa positiva.

Le forme di interazione collettiva possibili grazie al www nascono

N

UOVE TENOCLOGIE GLOBALI DELLA

8 dall’obsolescienza di forme di collettività più antiche e più radicate.

COMUNICAZIONE S P 1983 celebrava i mezzi di comunicazione elettronici per la

OLA OOL

9 T ? possibilità da essi offerta di sfuggire alla censura. C’è cmq una grande

ECNOLOGIE DI LIBERTÀ necessità di sorveglianza e controllo sui contenuti di Internet.

Siamo di fronte ad una videotopia dove l’accesso universale alla cultura e

N all’informazione è assicurato a tutti. Ma sono solo i ricchi di informazione

ON PIÙ POVERI DI

10 ? a potersi permettere le nuove tecnologie. Forse Internet rimarrà gratuita

INFORMAZIONE finché ciò potrà assecondare gli interessi commerciali che vi stanno dietro.

Non è ancora necessario ridisegnare i principali impianti teorici dello

11 C ONCLUSIONE studio sui mm.

7° C – T

AP EORIE NORMATIVE DEI MEDIA E SOCIETÀ

Il concetto di interesse pubblico applicato ai mm implica che nella società

contemporanea i media svolgono determinati compiti importanti, se non

fondamentali, nell’interesse generale.

I L CONCETTO DI INTERESSE Le principali richieste di interesse pubblico rivolte ai media sono:

1 PUBBLICO DEI MEDIA P – L – D ’

LURALITÀ DEI MEDIA IBERTÀ DI DIFFUSIONE IVERSITÀ DELL INFORMAZIONE DISPONIBILE AL

– – ’ –

PUBBLICO COPERTURA TOTALE QUALITÀ DELL INFORMAZIONE E OCNTENUTI CULTURALI APPOGGIO

– –

ADEGUATO AI SSITEMI POLITICI DEMOCRATICI RISPETTO PER IL SISTEMA GIUDIZIARIO RIPESSTO PER I

DIRITTI UMANI

2 Q UESTIONI DI TEORIA SOCIALE DEI MEDIA

Si tratta del grado di libertà di cui godono i media e l’accesso dei cittadini

2.1 S TRUTTURA E PROPRIETÀ ad essi.

O …limiti legittimi alla libertà dei media?

RDINE PUBBLICO E

2.2 S

SICUREZZA DELLO TATO Si riferiscono alle aspettative positive in relazione al contributo essenziale

A SPETTATIVE RELATIVE ALLA

2.3 dei mezzi di comunicazione di massa all’attività delle istituzioni politiche

SFERA PUBBLICA e di altre istituzioni sociali.

2.4 V Ci si aspetta che i media promuovano i valori condivisi dalla società.

ALORI CULTURALI

2.5 D Le questioni più frequenti riguardano il diritto alla privacy.

IRITTI DEGLI INDIVIDUI 16

3 I :

PRIMI PASSI VERSO LA TEORIA LA STAMPA COME QUARTO POTERE

Il termine teoria della stampa viene usato in riferimento alle questioni giornalistiche intese nel senso più

ampio. I primi mezzi di comunicazione erano mezzi a stampa e le libertà più significative sono quelle ottenute

e richieste da e per i mezzi a stampa. Nel contesto storico di riferimento (XX° sec), la sola teoria pienamente

rispettata è stata quella della libertà di stampa. La teoria della stampa originale era centrata sul ruolo del

giornalismo nel processo politico così come proposto da Tocqueville, Stuart Mill e altri. Il termine Quarto

potere (coniato da Edmund Burke) nell’Inghilterra del XVIII sec. si riferisce al potere politico della stampa al

pari con gli altri 3 poteri della società politica dell’epoca: Lord, Chiesa e _comuni. Il potere della stampa

derivava dalla sua capacità di informare e di conferire o negare pubblicità, mentre la sua libertà principale

consisteva nel riportare e commentare le deliberazioni, le assemblee e gli atti del Governo. La libertà di

stampa era strettamente legata all’idea di libertà dell’individuo e alla filosofia liberale e utilitaristica. M

ILTON

elaborò l’idea di un meccanismo di autocorrezione, grazie al quale la verità liberamente espressa trionferà

sull’errore. Un’altra espressione nota è quella di libero mercato delle idee usata nel 1918 da un giudice

americano.

4 L C 1947

A OMMISSIONE AMERICANA SULLA LIBERTÀ DI STAMPA E LA TEORIA DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE

In risposta alle critiche alla stampa quotidiana americana, nel 1947 venne istituita una Commissione di

inchiesta privata, su iniziativa dell’editore Henry Luce, presieduta da Robert Hutchins, rettore

dell’Università di Chicago. Questa Commissione fu importante per varie ragioni: costituiva la prima di molte

inchieste per indagare sull’incapacità dei media di venire incontro alle esigenze della società, fu il primo

momento in cui venne contemplata l’esigenza di un intervento del Governo nel sanare i mali della stampa., la

Commissione funzionò da modello per altri paesi. Le conclusioni del rapporto diedero vita a varie teorie della

responsabilità della stampa. Il Rapporto finale della Commissione criticava la stampa per la sua debolezza e

per il limitato accesso che assicurava a coloro che non facevano parte della cerchia dei privilegiati o di

minoranze potenti. Venne elaborato il concetto di responsabilità sociale e precisò i principali criteri per una

stampa responsabile: fornire un resoconto completo, rappresentare la complessità della realtà sociale,, evitare

il sensazionalismo. Tale teoria trovò maggiore applicazione nell’Europa che usciva dalla guerra.

Teoria della responsabilità sociale: –

I MEDIA HANNO DEI DOVERI NEI CONFRONTI DELLA SOCIETÀ I MEDIA DEVONO ESSERE

– - – –

CREDIBILI E OBIETTIVI DEVONO ESSERE LIBERI E AUTO REGOLAMENTATI DEVONO SEGUIRE UN CODICE DEONTOLOGICO IN

’ .

ALCUNE CIRCOSTANZE I GOVERNI POTREBBERO DOVER INTERVENIRE IN DIFESA DELL INTERESSE PUBBLICO

5 E TICA DEI MEDIA E PROFESSIONALITÀ

La professionalità nel giornalismo ha vissuto varie tappe: dall’organizzazione in associazioni e ordini e dalla

stesura di codici (che rappresentano una teoria normativa). Vi sono molti codici deontologici, la maggior

parte dei codici si sofferma sull’offerta di un’informazione attendibile, altri difendono l’indipendenza dei

giornalisti. L 1995 in uno studio comparato di codici di diversi paesi, mostra come questi differiscano

AITILA

l’un l’altro sotto il profilo della responsabilità (nei confronti del pubblico, delle fonti, dello Stato etc). I temi

comuni a questi codici sono la veridicità dell’informazione, la chiarezza, la difesa dei diritti del pubblico e la

proibizione della discriminazione (razza, etnia), rispetto della privacy e la condanna della corruzione. Esiste

un decalogo di deontologia giornalistica. I codici come teoria sono piuttosto inadeguati e incompleti. Per il

cinema esiste il Codice di condotta per il cinema.

6 L 4

E TEORIE DELLA STAMPA E OLTRE

Negli USA nel 1956 è stato pubblicato un libretto “le 4 teorie della stampa”riguardanti i rapporti tra stampa e

società. Un’idea importante di questo libro è che la stampa assume sempre le forme delle strutture sociali e

politiche entro cui opera. : è privo di contenuto teorico e ha il suo principio ispiratore nelle parole di S

 APPROCCIO AUTORITARIO AMUEL

J scrittore inglese del XVIII°: ogni società ha il diritto di preservare la pace e l’ordine pubblico e ha

OHNSON

il diritto di proibire la diffusione di opinioni pericolose. Tale diritto spetta alla Società.

T S : i media avevano come loro obiettivo la diffusione dell’ideale marxista e il

 EORIA OVIETICA

raggiungimento di una società senza classi. C’è un forte richiamo ai diritti della società piuttosto che a

quelli dell’individuo.

T L : è descritta nei termini della classica battaglia per la libertà e la democrazia e anche

 EORIA IBERTARIA

come base del sistema mediale americano. La libertà è concepita come libertà dal governo e non anche

dalla proprietà privata. Questa teoria si riferisce soprattutto alla stampa.

T : occorrerebbe una teoria che riconoscesse che i paesi in via di sviluppo hanno spesso

 EORIA DELLO SVILUPPO 17


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AUTORE

nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche della comunicazione di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ciampi Marina.

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