Sociologia dei media: teorie sempre valide
Introduzione
Mc. Quail si era domandato in passato se davanti alla trionfante marcia nei nuovi media (tv via cavo, homevideo, ecc.), la comunicazione di massa nelle sue forme storiche (tv, radio, giornali) non fosse al tramonto. La risposta era stata: la comunicazione di massa è troppo legata alla democrazia di massa, all’economia mondiale e alla domanda globale di informazione di massa per inaridirsi e sparire. Mc Quail afferma che l’espressione "comunicazione di massa" non è demodé, ma la realtà alla quale si riferisce è complessa e pervasiva.
Per Mc Quail, i nuovi media pongono nuove sfide alla riflessione teorica e alla ricerca perché hanno introdotto innovazioni quali l’interattività. Il rischio è quello di inquadrare i nuovi sviluppi entro schemi concettuali vecchi. Ad esempio, uno di questi sviluppi da studiare a fondo è quello relativo alla progressiva demassificazione/frammentazione dei pubblici dei vecchi media iniziata dalla diffusione dei nuovi media. McQuail lancia l’appello di investire nella ricerca empirica nei territori della nuova frontiera della comunicazione.
Per Mc Quail, la comunicazione di massa è ancora viva e vegeta e l’arrivo dei nuovi media significa solo che nell’ambito della teoria c’è ancora molto da fare.
Primi approcci allo studio dei media
L'importanza dei mass media
Il termine mass media si riferisce ai mezzi di comunicazione che operano su larga scala e che raggiungono virtualmente tutti i membri di una società. I confini di questo termine sono incerti e si situano in una zona di frontiera tra i media tradizionali e i nuovi media che sono più individuali, diversificati e interattivi (si pensi ad Internet). L’arrivo dei nuovi media non comporta il declino dei mass media, quanto piuttosto questi ultimi vengono integrati e potenziati. L’importanza della comunicazione di massa deriva dalla sua universalità, la sua popolarità e il suo carattere pubblico. Queste caratteristiche hanno alcune conseguenze per l’organizzazione politica e la vita culturale delle società contemporanee.
Rispetto alla politica, i mass media sono un elemento essenziale poiché forniscono un’arena per il dibattito e danno visibilità ai candidati e sono un mezzo per esercitare il potere.
Rispetto alla cultura, i mass media sono una fonte di definizioni e immagini della realtà sociale ed espressione di un’identità comune e sono il principale mezzo di intrattenimento condiviso dalla maggior parte delle persone.
La natura del rapporto media-società dipende dalle circostanze spazio-temporali. I media dipendono dalla società e soprattutto dal potere politico ed economico, comunque c’è anche un’influenza reciproca. Il contesto sociale che fa da sfondo alle teorie qui trattate è quello delle moderne nazioni sviluppate.
Approcci media centrico e socio centrico
Vi sono due principali differenze di prospettiva in rapporto a mass media e società:
- Approcci media centrici: Riconoscono un’autonomia e un’influenza molto forti alla comunicazione e si concentrano sulla sfera di attività propria dei media. Questa teoria vede il motore principale del cambiamento sociale nei mezzi di comunicazione di massa, che a loro volta sono spinti dagli sviluppi della tecnologia e della comunicazione.
- Approcci socio centrici: Per questo approccio, i media sono un riflesso delle forze politiche ed economiche al punto che ogni teoria in questo campo non può che essere un’applicazione particolare di una più generale teoria della società. Prospettiva critica.
Mondo della cultura e delle idee
Mondo della cultura e delle idee: Umanistico, qualitativo.
Forze e fattori materiali: Scientifico, quantitativo.
Ne scaturiscono quattro differenti prospettive sui media e società:
- Media culturalista: Implica concentrare l’attenzione sul contenuto e sulla ricezione dei messaggi dei media, influenzati dal contesto personale immediato.
- Media materialista: Porta a privilegiare gli aspetti politico-economici e tecnologici dei media in questione.
- Socio culturalista: Sottolinea l’influenza dei fattori sociali sulla produzione e ricezione dei media e le funzioni di questi ultimi nella vita sociale.
- Socio materialista: Considera i media un riflesso delle condizioni economiche e materiali della società anziché la causa prima.
Differenti tipi di teoria
Intendendo per teoria ogni insieme di idee utile a capire un fenomeno, orientare l’azione o prevedere una conseguenza, si possono distinguere quattro tipi di teoria relativi alla comunicazione di massa:
- Teoria socio scientifica: Abbraccia vari argomenti tra cui le questioni sociali più generali, gli aspetti minuti dello scambio individuale di informazione, ecc.
- Teoria normativa: Si interessa di come i media devono operare per raggiungere o salvaguardare determinati valori sociali. Le teorie normative di una società sui propri media, sono in genere reperibili in leggi, ecc.
- Teoria operazionale: Riguarda le idee pratiche elaborate e applicate dai professionisti dei media nell’esercizio del loro lavoro. Talvolta nell’etica giornalistica, questa teoria si sovrappone a quella normativa.
- Teoria quotidiana o del senso comune: Nell’uso dei media, cioè il sapere che ricaviamo dalla nostra esperienza dei media e che ci aiuta a capire come un mezzo di comunicazione potrebbe inserirsi nella nostra vita quotidiana. Come leggiamo il suo contenuto e come andrebbe letto, quali differenze ci sono tra i diversi media.
Scienza della comunicazione e studio della comunicazione di massa
Lo studio delle comunicazioni di massa è un’area delle scienze sociali. La scienza della comunicazione è stata definita da Berger e Chaffe come il tentativo di capire la produzione, il consumo e gli effetti dei sistemi di simboli e segnali sulla base di teorie verificabili contenenti legittime generalizzazioni che spieghino i fenomeni legati alla produzione, al consumo e agli effetti. Questa definizione è, però, orientata verso il solo modello di studio quantitativo del comportamento comunicativo e delle sue cause. Non è adatta a spiegare i sistemi simbolici. I recenti sviluppi tecnologici hanno reso più confusa la linea di demarcazione tra comunicazione pubblica e privata e comunicazione di massa e interpersonale, rendendo più difficile rintracciare in un’unica definizione del campo di indagine la diversità di prospettive e di problematicità. Occorre individuare i differenti livelli di organizzazione sociale dove avviene la comunicazione. La comunicazione di massa può essere vista come uno dei tanti processi comunicativi a misura di società, al vertice di una distribuzione piramidale degli altri processi.
Livelli di comunicazione
- Macro sociale es. comunicazione di massa.
- Istituzionale.
- Tra gruppi o associazioni.
- All’interno del gruppo.
- Interpersonale (es. coppia).
- Intrapersonale (es. elaborazione dell’informazione).
La comunicazione di massa è uno dei pochi processi macro-sociali.
Differenti reti di comunicazione
Perché una rete di comunicazione possa definirsi tale, devono esserci un mezzo di offerta e di scambio e un flusso di messaggi a cui tutti o quasi partecipino attivamente. Esistono tecnologie alternative che alimentano vaste reti di comunicazione (es. trasporti, telefoni), ma queste di solito non hanno la valenza sociale dei mass media. Vi sono vari livelli, a livello inferiore:
- Società a livello regionale,
- azienda,
- istituzioni: governo, scuola, giustizia, religione.
Sotto questo livello:
- Ambiente: es. quartiere.
- Interesse: es. musica.
- Bisogno: es. cura dei bambini.
A livello familiare e interpersonale: l’attenzione è rivolta alle forme di conversazione e comunicazione. Ogni livello presenta uno schema di domande simili per la teoria e la ricerca:
- Chi comunica a chi? Fonti e riceventi.
- Perché? Funzioni e scopi.
- In che modo? Canali, linguaggi, codici.
- Su che cosa? Contenuto e tipi di informazione.
- Con quali effetti? Intenzionali o inintenzionali.
Tradizioni di analisi strutturale, comportamentale e culturale
Anche se le questioni dei diversi livelli si somigliano, i concetti in gioco sono molto diversi, soprattutto tra comunicazione interpersonale e quella di massa. Esistono tre principali approcci alternativi:
- Strutturale: Deriva dalla sociologia, ma riceve apporti dalla storia, diritto ed economia. Il suo punto di partenza è socio-centrico e l’attenzione è rivolta soprattutto ai sistemi e alle organizzazioni mediali e ai loro rapporti con la società. In relazione all’uso e all’effetto dei media, l’approccio privilegia l’analisi dei dati aggregati desunti da indagini sul campo o da statistiche.
- Comportamentale: È radicato principalmente nella psicologia sociale, ma è anche presente nella sociologia. L’oggetto di interesse in genere è il comportamento umano per ciò che concerne la scelta, il consumo e la risposta ai messaggi della comunicazione (uso dei mass media). Si adotta in genere l’osservazione partecipante.
- Culturale: Ha le sue radici nell’antropologia e gli studi umanistici. Tende ad essere media-centrico, sensibile alle differenze tra i media e i contesti comunicativi. I suoi metodi prediligono l’analisi qualitativa. Il termine comunicazione di massa risale alla fine degli anni ’30. Non esiste una definizione accettata da tutti, ma si può affermare che il termine massa denota un’entità enorme, mentre il termine comunicazione rimanda allo scambio di significati.
Definizione della comunicazione di massa
Il processo della comunicazione di massa non è sinonimo di mass media (che sono le tecnologie organizzate che rendono possibile la comunicazione di massa). La comunicazione di massa è sempre stata più un’idea che una realtà. Quello che Weber definiva un ideal tipo, cioè un concetto che accentua gli elementi chiave di una realtà empirica.
L’istituzione dei mass media
Il fenomeno della comunicazione di massa rimane all’interno dell’istituzione mass media definibile come l’insieme delle attività e delle organizzazioni mediali, aventi regole formali o informali di funzionamento, all’interno di quadri giuridici e politici imposti dalla società. I mezzi di comunicazione si sono sviluppati gradualmente intorno alle attività di pubblicazione e larga diffusione delle informazioni e della cultura, inoltre si sovrappongono con altre istituzioni. I media sono segmentati secondo il tipo di tecnologia (stampa, film, tv), e secondo sotto-tipi (stampa nazionale/internazionale). In ogni caso, esistono molti tratti tipici:
- L’istituzione media è collocata nella sfera pubblica.
- I media godono di un ampio grado di libertà come soggetti economici, politici e culturali.
- Formalmente l’istituzione media è priva di potere.
- La partecipazione all’istituzione media è volontaria e senza vincoli sociali.
L’istituzione mass media:
- L’attività principale è la produzione e la distribuzione di contenuti simbolici.
- I media operano all’interno della sfera pubblica e sono regolati di conseguenza.
- La partecipazione come emittente o ricevente è volontaria.
- I media hanno una organizzazione professionale e burocratica.
La nascita dei mezzi di comunicazione di massa
Il termine mass media si riferisce ai mezzi organizzati per comunicare a numerosi riceventi entro un breve spazio di tempo. È comunque difficile trovare un’unica definizione. Nella storia dei mass media si incontrano tre elementi principali:
- Insieme di scopi, bisogni o usi: informazione, intrattenimento, ecc.
- Insieme di tecnologie.
- Forme di organizzazione sociale: che assicurino le condizioni per la diffusione delle tecnologie all’interno del contesto sociale più ampio.
Il modo in cui le tecnologie della comunicazione vengono usate dipende in larga parte dalle circostanze spazio-temporali.
Dalle origini ai mass media
- Il libro
- Il primo giornale: Sono trascorsi quasi 200 anni dall’invenzione della stampa prima che si potesse distinguere un prototipo di giornale dai volantini. Il suo diretto precursore sembra essere stato la lettera.
- La stampa d’opposizione: Fin dall’inizio, il giornale ha avversato il potere costituito.
Mezzi a stampa
- L’avvento di un pubblico di lettori
- La stampa politica: Una tipica forma di giornale era il foglio politico di partito.
- La stampa di prestigio: Il giornale borghese della fine dell’800 è stato uno dei punti culminanti della stampa. È legato al trionfo del liberalismo.
- Commercializzazione della stampa quotidiana: È legata al commercio e alla diffusione della pubblicità.
Il cinema
Il cinema nasce alla fine dell’800, ma la sua offerta non era nuova per contenuto o funzione. Come mezzo di comunicazione di massa, il cinema rispose all’invenzione del tempo libero e alla domanda per un modo economico di passare il tempo libero (rispetto al teatro che era più costoso). I tre principali filoni furono:
- L’uso propagandistico.
- L’emergere di scuole di arte cinematografica.
- L’avvento del cinema sociale documentaristico.
I principali snodi della storia del cinema furono:
- La nascita della Tv.
- L’americanizzazione dell’industria cinematografica.
- Minor bisogno di rispettabilità: il cinema ha potuto soddisfare domanda di violenza e di contenuti pornografici.
Il cinema è comunque, più che mai, un creatore di cultura.
Radio e televisione
Entrambi hanno attinto ai media precedenti (telefono, telegrafo, fotografia, cinematografia). Un aspetto importante della televisione è stato il fatto di trasmettere in diretta. La Tv è in grado di produrre una certa intimità tra telespettatore e programma Tv.
Musica registrata
La registrazione e la riproduzione della musica, iniziate intorno al 1880, si diffusero assai rapidamente grazie al grande successo di canzoni e melodie popolari. Il primo mutamento è avvenuto con il matrimonio tra musica radiodiffusa e il disco. Il passaggio della radio da mezzo di comunicazione di massa familiare a individuale è stato un altro mutamento fondamentale.
Nuovi media
Il termine nuovi media venne usato negli anni ’60 in riferimento a un insieme di tecnologie della comunicazione diversificate e in continua espansione. Tuttavia, le basi dell’attuale rivoluzione delle comunicazioni si basano su due innovazioni principali: la comunicazione via satellite e il computer. La comunicazione di massa tradizionale era per lo più unidirezionale, mentre le nuove tecnologie sono soprattutto interattive. Occorre distinguere tra:
- Trasmissione: Sistemi via cavo e via satellite.
- Emergere di un nuovo mezzo di comunicazione (Internet)
Ormai è sempre più difficile trovarne. La globalizzazione e la continua tendenza verso l’integrazione di corporazioni mediali nazionali e globali ha portato alla convivenza di media differenti creando nuovi presupposti per la convergenza.
Differenze tra i media
I rapporti tra media e società hanno in genere una dimensione politica e un aspetto normativo o socio culturale. Centrale alla dimensione politica è la questione libertà/controllo. Tipi dei controlli sui media:
- Dei contenuti, per ragioni politiche.
- Dei contenuti, per ragioni culturali e/o morali.
- Delle infrastrutture, per ragioni tecniche.
- Delle infrastrutture, per ragioni economiche.
Problemi di uso e ricezione
Vi sono tre dimensioni rilevanti della percezione e fruizione dei media:
- Se in casa o fuori: Tv domestica.
- Se come esperienza individuale o comune: Tv collettivo, giornale ha un consumo individuale.
- Se pubblica o privata: La radio oggi è più che altro privata.
Si affaccia anche l’interattività.
Le conseguenze dei cambiamenti nei media
Le società moderne dipendono sempre più dai sistemi di comunicazione. Individualismo, relativismo e precarietà sono condizioni che accrescono la dipendenza e la vulnerabilità della maggior parte degli individui e quindi anche il loro bisogno di informazione. Comunque, i mass media hanno ancora una centralità che non sembra dover decadere.
Concetti e modelli
Fin dall’inizio vi sono state tre correnti di pensiero:
- Prime riflessioni su potere dei nuovi mezzi di comunicazione.
- Media e società: Integrazione o disgregazione sociale.
- La questione dell’acculturamento.
La credenza del potere dei mass media si basava sull’osservazione della loro enorme influenza e suggestione. Si pensi al periodo nazista, ma anche ai più recenti avvenimenti della Guerra nel Golfo. In genere, le condizioni perché si affermasse il potere dei mass media erano individuate in: un’industria dei media nazionale capace di raggiungere la maggioranza della popolazione; un certo grado di controllo monopolistico o autoritario al vertice o al centro, un pubblico affezionato ai media e sensibile al loro fascino.