Sociologia dei consumi
Studio delle regolarità e delle variazioni dei fatti sociali, ovvero lo studio delle relazioni relativamente stabili tra gli attori sociali intesi come: individui, gruppi, strutture/istituzioni e organizzazioni. Attori sociali sono coloro che agiscono nella società e i cui comportamenti sono influenzati da... e influenzano... Per fatti sociali si intendono qualsiasi cosa produca effetti.
La sociologia si pone come una scienza, essere scienza significa che è in grado di stabilire leggi che valgono non solo nel caso specifico nel caso studiato, ma che si pone come legge per tutti i casi analoghi (è quindi riproducibile). Sociologia = scienza della società. Augusto Comte inventa questo nome, nato nel 1789, nobile francese. Si pose una domanda: perché il mutamento sociale deve avvenire con così tanto spargimento di sangue (vedi Rivoluzione francese)?! È possibile che questo mutamento avvenga senza tanto dolore?! La sociologia quindi nasce come una spiegazione al cambiamento/mutamento sociale.
Principali concetti e processi della sociologia
- Socializzazione: apprendimento delle regole sociali. Ogni gruppo, per sopravvivere, ha bisogno che gli individui seguano delle regole e questo apprendimento avviene attraverso la socializzazione fin da subito nella vita di ognuno.
- Identità: sintesi di tre componenti: i) ciò che pensiamo di noi stessi (chi sono io?) questo è un aspetto molto variabile perché dipende da molti fattori, ii) ciò che comunichiamo agli altri di noi, che spesso non è uguale a ciò che pensiamo di noi, iii) ciò che di noi pensano gli altri e che ci comunicano. L'identità si scontra con il detto comune "io sono me stesso" perché la definizione di noi stessi fa sempre riferimento a categorie di gruppi a cui apparteniamo.
- Gruppo: principale fonte di identità.
- Cultura: valori, convinzioni, norme che determinano i nostri comportamenti (giusto-sbagliato, bello-brutto, buono-cattivo ecc.). Quindi le modalità con cui soddisfiamo i nostri bisogni.
- Stratificazione sociale: sono le diseguaglianze sociali. Ognuno è diverso (a partire dalle differenze genetiche uomo-donna alle diversità di distribuzione delle risorse economiche, aspetto che più interessa i sociologi). Quando la distribuzione dei beni presenta delle disparità molto forti succedono casini. Quindi studiare la stratificazione sociale permette di prevenire le diversificazioni sociali e serve ad evitare che il sistema salti.
Teorie da ricordare per le disuguaglianze sociali
- Carlo Marx (diversificazione tra ricchi e poveri)
- Marx Weber (diverso dal precedente perché sostiene che la stratificazione sociale si possa individuare secondo tre cause: ricchezza in senso lato, ceto/status, potere. Gli uomini sono diversi tra loro a seconda della quantità che posseggono di queste tre cose. Il ceto è l'appartenenza al mondo del lavoro, quindi il grado di riconoscibilità di una persona in un gruppo; lo status invece è il riconoscimento in un gruppo familiare. Il potere è la possibilità che ha un soggetto A di far fare una cosa a un altro soggetto B, che senza l'intervento del soggetto A non avrebbe mai fatto. Ad ognuno di questi tre fattori corrispondono dei comportamenti di consumo che determinano l'appartenenza a uno di questi, ad es. la ricchezza determina l'acquisto di un certo tipo di beni).
- Emile Durkheim (definisce il senso e le categorie principali della disciplina sociologica. Nacque intorno al 1840 e vinse la prima cattedra di sociologia alla Sorbona. Si chiede perché le persone stanno insieme, perché esistono le società e perché le persone cooperano? Risposta: le persone ricercano sistemi sociali coesi perché ricercano la solidarietà, espressa in due modalità: i) solidarietà meccanica, tipica delle società antiche (gruppi ristretti, comunità montane) dove le persone sono legate tra loro da affetti, parentela, stessa visione del mondo, stessi interessi e quindi questo tipo di solidarietà è un fattore essenziale per la sopravvivenza della comunità; ii) solidarietà organica basata sulla divisione sociale del lavoro, man mano che le società si fanno più complesse articolano il lavoro sociale tra i vari gruppi/persone per cui queste sono sempre più dipendenti uno dall'altro a causa del lavoro svolto dai singoli individui. Alla base delle solidarietà di tipo organico stanno le transazioni economiche, è quindi fondamentale un mezzo di pagamento che denoti il valore di ciò che è offerto. Questo modello proposto da Durkheim viene ripreso dall'ideologia americana per giustificare la stratificazione sociale, sostengono quindi che le diversità derivano dal contributo sociale che ognuno dà alla società, dove l'ammontare del contributo sociale viene stimato dal valore di importanza che la società gli attribuisce. Es. perché un medico viene remunerato di più di uno spazzino?! Perché contribuisce a curare gli individui dalla società; soprattutto un medico deve avere un tipo di specializzazione e istruzione scolastica e inizia a lavorare anche più tardi rispetto a uno spazzino. Consideriamo anche che il medico ha speso denaro per istruirsi e quindi è giusto che sia ripagato. Inoltre, il numero di spazzini è maggiore perché non richiede formazione e la forza lavoro disponibile è maggiore rispetto a quella del medico. A questa ultima teoria funzionalista americana di Demur se ne contrappongono altre che considerano anche la felicità del lavoratore (chi è più felice?! Lo spazzino o il medico?!).
Modalità sociale
È quel processo per cui una persona cambia posizione all'interno del sistema di stratificazione sociale (facendo riferimento al reddito e alla professione). Ci sono diversi tipi di mobilità: intra generazionale, quella che può permettersi il singolo individuo nel corso della sua esistenza e che fa riferimento sia al reddito che al lavoro, inter generazionale, la generazione successiva appartiene a una classe diversa da quella precedente (es. Agnelli, vecchia generazione padroni della già, quella attuale non più). Inoltre può essere: orizzontale o verticale riferendoci alle ascensori sociali, ossia la possibilità di arricchirsi o meno e la possibilità di avere un lavoro prestigioso o meno. Ancora può essere: ascendente, si sale attraverso il lavoro o anche il matrimonio o discendente.
Status - ruolo
Esiste uno status ascritto è la posizione che si occupa nel sistema sociale derivante dalla posizione della famiglia e uno status acquisito, quello che un individuo acquisisce nel corso della vita (può perderlo, migliorarlo, guadagnato ecc.). Il ruolo è invece quello che gli altri si aspettano da noi ed è quello che noi ci aspettiamo dagli altri solo per il fatto di essere con loro in un certo tipo di relazione (insieme di diritti, doveri, obblighi morali nei confronti delle persone che conosciamo e che gli altri hanno verso di noi). Ad un certo punto subentra un conflitto di ruolo per il quale è importante darsi delle priorità.
Mutamento sociale
Regolazione al cambiamento. (Ricorda: la sociologia nasce con l'idea di controllare il mutamento. Vedi Comte). Marx è il primo che se ne occupa. Le teorie più interessanti sono elaborate da Webber: mentre Marx puntava sull'economia come fattore scatenante al mutamento, Webber afferma che non è solo l'economia e i racconto economici che definiscono il mutamento, esistono altri elementi come i valori. Webber descrive l'importanza che secondo lui ha avuto il calvinismo nella formazione del calvinismo (Calvino si domanda perché Dio ci ha creato se possiamo andare all'inferno? Risposta: noi possiamo sapere se siamo condannati al paradiso o all'inferno se durante la nostra vita siamo toccati dalla mano di Dio, quindi la possibilità di avere una vita attiva per te e per la comunità -ti viene data la ricchezza per reinvestirla per te e per gli altri-). Webber elabora anche la teoria che parte dalla definizione del potere (vedi prima), distinguendo inizialmente tra quel potere che si ottiene anche con la forza e quello che invece presuppone il consenso del soggetto passivo che riconosce nel soggetto A colui che è tenuto a dare ordini. Possiamo distinguere 3 forme di potere: i) tradizionale, "si è sempre fatto così e così si farà sempre", tipo di potere quasi in via di estinzione; ii) carismatico (carisma= unto dal signore), è quel potere che si fonda sulle capacità eccezionali di una persona che gli vengono riconosciute da un numero sempre crescente di persone. Con la morte della persona carismatica, gli adepti si danno forme di potere diverse; iii) legale-razionale, quello che si fonda sulla legge, dove questa deve contenere gli elementi del cambiamento (in qualsiasi forma legale-razionale), in questo potere il consenso è dato alla carica non alla persona.
Potere - autorità
- Gruppo: Relazione strutturata di modelli di comportamento tra più persone. Ciò vuol dire che esistono regole formali/informali che regolano il comportamento dei gruppo nel quale sono fortemente sentiti i ruoli. Avere dei modelli di comportamento significa avere delle aspettative di comportamento degli altri, infatti le caratteristiche del gruppo sono:
- Il senso di appartenenza
- L'identità agli occhi degli altri.
- Es. la coppia è il gruppo più minimale. Le funzioni dei gruppi sono:
- Socializzazione, apprendimento delle regole sociali
- Funzione espressiva, le persone si esprimono nel gruppo
- Supporto dell'io (direttamente legato alla funzione successiva), il gruppo dà forza
- Funzione di potenza
- Funzione strumentale, il gruppo serve a far raggiungere degli obiettivi che altrimenti non si raggiungerebbero individualmente (es. per giocare a calcio servono più persone)
Istituzioni
Modello regolatore, ovvero un programma imposto (dalla società in genere o da una parte di essa), ai comportamenti degli individui che ne fanno parte. Es: linguaggio, moda, codice della strada ecc. Le caratteristiche delle istituzioni sono:
- Estrinsecità, le istituzioni hanno una vita propria rispetto alla vita degli individui che ne fanno parte. Si manifesta nel fatto che esistono delle regole ben precise a cui tutti si devono conformare.
- Obiettività, caratteristica per cui le regole imposte dalle istituzione si impongono a tutti, a prescindere dal loro ceto, status ecc.
- Autorità morale, caratteristica per cui alle istituzioni si concede consenso o comunque si riconosce l'esigenza che esistano delle istituzioni per regolare la società.
- Potere coercitivo, emanare sanzioni nei confronti di chi non si adegua alle norme prestabilite.
- Storicità, caratteristica per cui le istituzioni cambiano nel tempo in quanto non sono stabili.
Organizzazioni
Gruppo relativamente stabile di individui (persone), raggruppamenti con diverso grado di istituzionalizzazione, che concorrono alla realizzazione di un fine specifico. Gli uomini singolarmente non sono in grado di raggiungere alcuni obiettivi, si raggruppano in gruppi più o meno omogenei. Questi gruppi sono più o meno stabili a seconda della durata e del grado di raggiungimento degli obiettivi. L'istituzionalizzazione è data dalla loro capacità di darsi delle regole. Le organizzazioni nascono-crescono-muoiono in base al raggiungimento degli obiettivi. Sulla base dei fini che ci si è preposti, le organizzazioni sono di tipi diversi:
- Coercitive, quelle dove i membri dell'organizzazione sono costretti a partecipare. Es. ospedale dove il paziente è costretto a stare in ospedale. O anche le carceri per i detenuti.
- Volontarie, quella dove i membri dell'organizzazione partecipano per motivi ideali. Es. organizzazione di volontari, chiese, sette.
- Strumentali/economiche, sono quelle più diffuse dove le persone partecipano perché la loro partecipazione viene retribuita.
Queste sono strutture ideali e non esistono nella realtà, perché anche nelle forme di organizzazione strumentali esiste una parte coercitiva es. il lavoratore tutte le mattine deve tramare cartellino, e una parte volontaria es. il lavoratore che partecipa volentieri e volontariamente ad alcune iniziative; quindi le organizzazione sono in parte coercitive, volontarie e strumentali. Le organizzazioni sono importanti per due motivi:
- I nostri consumi dipendono dalle organizzazioni: noi siamo molto condizionati nell'utilizzo di beni che vengono dalle organizzazioni. Es: qualche anno fa le lampadine venivano fatte in esclusiva da solo 3 aziende al mondo.
- I comportamenti delle persone che ci lavorano, in quanto ogni organizzazione ha una propria cultura organizzativa che permette di distinguere un'organizzazione dall'altra (o anche un reparto da un altro della stessa organizzazione es. lavoratori della Pirelli, tute blu gommisti e tute bianche). "L'abito FA il monaco, non esiste un monaco che non indossi l'abito". La cultura organizzativa è l'insieme dei manufatti, dei segni, dei simboli e dei comportamenti dei membri che caratterizzano e differenziano un'organizzazione da un'altra.
Sociologia economica
La sociologia dei consumi nasce come branca della sociologia economica, ossia quella parte della sociologia che applica le categorie, i concetti e i processi della sociologia ai comportamenti e ai fatti economici. Questo significa studiare le influenze economiche a partire dai concetti sopra esposti (identità, potere, cultura, mobilità sociale ecc.). Economia è parola greca che vuol dire regole della casa, quindi si fa economia anche quando si fa la spesa. Il sociologo Polanyi distingue, alla fine degli anni '20, micro e macro economia (la definizione viene data da Katona). Polanyi quindi propone 2 definizioni di economia:
- Macro = Processo istituzionalizzato di interazione tra uomini e natura per il soddisfacimento dei bisogni della società, che richiede la produzione e la distribuzione di beni e servizi.
- Micro (fenomeni economici come sinonimo di economizzare) = attività che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse, che potrebbero avere usi alternativi, al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi. Ovvero il perseguimento razionale degli interessi individuali. Economizzare significa quindi stabilire qual è il miglior modo per spendere i propri soldi.
La sociologia economica, invece, è la considerazione sociologica delle attività economiche di produzione, scambio, distribuzione e di consumo di beni, servizi e capitali situata nel contesto dei rapporti sociali della società in cui si svolgono e del sistema internazionale di cui questa è parte. Le attività economiche, quindi, vengono analizzate all'interno del contesto dei rapporti sociali della società (politica, religione, sindacato, ecc.). Studio del modo in cui queste attività (produzione, scambio, ecc.) favoriscono la modifica o la conservazione dei rapporti istituzionali in essere ai diversi livelli della società. Si va ad analizzare, quindi, le conseguenze di queste attività sul piano istituzionale.
Più nel dettaglio, la sociologia economica studia in quale modo e misura ciascuna delle attività è condizionata da, e a sua volta condiziona, le principali sfere della vita associata: politica, religione, ricchezza collettiva e la sua distribuzione, struttura della famiglia, educazione, lavoro, tempo libero.
Le origini della sociologia economica
La ricerca dei fondatori (Marx, Weber, Simmel, Sombart e altri) ruota intorno alle questioni delle origini e delle trasformazioni del capitalismo moderno. Quindi, la sociologia economica si afferma come sociologia del capitalismo. Lo sviluppo capitalistico è quell'organizzazione sociale nel quale il mercato agisce come meccanismo di regolazione delle attività economiche; si riducono le forme di controllo religioso e politico, la società appare regolata da leggi impersonali (potere legale-razionale). Si ha una nuova consapevolezza della società e dei nuovi aspetti della società come sfera autonoma con leggi di funzionamento proprie.
Il capitalismo è un sistema economico che si fonda:
- Sulla proprietà privata dei mezzi di produzione,
- Sulla libertà di perseguire liberamente un guadagno attraverso la produzione e il mercato,
- Sul lavoro di individui che ottengono i mezzi di sussistenza solamente cedendo la loro forza lavoro ai proprietari dei mezzi di produzione,
- Sul controllo della destinazione del plusvalore prodotto dai primi da parte dei secondi, che lo reimpiegano prevalentemente per accrescere il volume dei mezzi di produzione stessi.
Sociologia del denaro
Georg Simmel - scrisse "filosofia del denaro" - analizza:
- Le funzioni regolative, associative, comunicative, simboliche e politiche, oltre che economiche, che il denaro svolge in vari tipi di società;
- I meccanismi psicosociali e culturali che governano la fiducia collettiva nella capacità del denaro di svolgere le funzioni che gli sono attribuite, a partire dalla capacità di acquistare beni e servizi, ovvero dai fattori che provocano il crollo di tale fiducia in determinate circostanze; (il denaro è solo questione di fiducia)
- I ruoli, le professioni, le organizzazioni, le istituzioni che si sviluppano specificatamente per l'attuazione, il controllo, la circolazione del denaro a partire dalle banche;
- Le rappresentazioni del denaro, delle sue proprietà, delle sue origini e funzioni nella coscienza sociale in generale e nelle ideologie in particolare. Il denaro come fenomeno sociale totale.
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