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La cultura del nuovo capitalismo

Capitolo I: Burocrazia

La pagina nuova del presente

L’unica costante del capitalismo è l’instabilità: gli sconvolgimenti dei mercati, il rapido sorgere o crollare di imprese, le migrazioni di massa. L’economia moderna sembra piena di questa energia instabile, dovuta all’estensione della produzione, dei mercati, della finanza e alla diffusione delle nuove tecnologie. Per esempio, per quanto riguarda le disuguaglianze: i redditi dei più ricchi sono cresciuti di molto, mentre quelli del resto della popolazione sono ristagnati. La globalizzazione può essere vista come un’estensione delle imprese multinazionali. Le imprese multinazionali hanno investitori e azionisti in tutto il mondo e hanno complessi rapporti di proprietà.

Alcuni critici della tesi della pagina nuova sostengono che Marx si sia sbagliato nel credere nella distruzione creativa permanente. Infatti, verso la fine del 19o secolo l’anarchia diminuì e il guscio della burocrazia nelle imprese divenne ancora più duro. Il capitalismo di inizio 19o secolo, caratterizzato da elevata disoccupazione e tasso di fallimento delle imprese, era troppo primitivo per poter sopravvivere. A metà del secolo le imprese hanno imparato l’arte della stabilità cambiando l’organizzazione interna delle imprese, ossia applicando al capitalismo modelli di organizzazione militare.

L’analisi della militarizzazione della società civile avviene a fine 19o secolo. Le imprese sono come eserciti in cui ognuno ha il suo posto e una determinata funzione. Il lavoratore con una posizione sicura sarà meno propenso a ribellarsi di un lavoratore senza posto nella società. Fu questo il fondamento politico del capitalismo sociale. In questo ambito comparvero termini come: campagna di investimenti, pensiero strategico, analisi dei risultati.

La burocrazia cercò di mettere al riparo i profitti messi a rischio dai mercati: essa sembrava più efficiente nei mercati. Questa ricerca dell’ordine si estese dal mondo degli affari nello Stato e nella società civile. La prassi burocratica si rese più indipendente dai cambiamenti della politica. Tutte queste forme di razionalizzazione della vita istituzionale di matrice militare avrebbero portato una società le cui norme di fraternità e autorità erano caratterizzate in senso militare.

Al centro di questo capitalismo militare-sociale stava il tempo: un tempo a lungo termine prevedibile. Il tempo razionalizzato consentì alle persone di pensare alla propria vita come un racconto, per questo divenne possibile definire i livelli di carriera professionale, progettare l’acquisto di una casa. L’idea di progettare definiva l’ambito delle attività e delle possibilità individuali.

Secondo la tesi della pagina nuova, le istituzioni che consentivano di pensare la vita come un racconto sono evaporate: la militarizzazione del tempo sociale è evaporata, alcuni fatti evidenti: la fine dell’impiego per tutta la vita, l’improbabilità di finire la propria carriera all’interno di una singola istituzione, la brevità dei sistemi sociali.

Capitalismo sociale

Questo modello avrebbe portato a imprese ben condotte e organizzate per sopravvivere agli alti e bassi dei mercati. L’aspetto geniale era l’organizzazione della catena di comando. Da Adam Smith i manager avevano chiaro il modo in cui funzionava la divisione del lavoro. L’efficienza stava nella maggiore produzione in tempi minori. Come nell’esercito, anche nelle grandi burocrazie civili il potere è strutturato secondo il modello piramidale: la piramide è razionalizzata, ossia ogni ufficio e componente ha una funzione specifica. Dal basso verso l’alto ci sono sempre meno persone con potere decisionale; mentre dall’alto verso il basso aumentano il numero di persone con minori poteri. Il tempo è fondamentale: le funzioni sono fisse e statiche per garantire la coesione dell’organizzazione e la sopravvivenza di fronte agli sconvolgimenti.

La struttura piramidale consente a tutti di ottenere un posto nel sistema sociale, creando strutture obese. La ragione per ingrassare le istituzioni è l’integrazione sociale e non l’efficienza. La militarizzazione delle istituzioni civili permetteva a ogni ufficio di definire capacità e abilità necessarie per essere assunti e di fissare gli obblighi da assolvere, ottenendo una burocrazia trasparente. Le persone sono disposte a vivere in questa “gabbia d’acciaio” perché le burocrazie insegnano la disciplina della gratificazione differita, ossia a pensare a una ricompensa futura. Questa è una differenza dal militarismo, che offre una gratificazione immediata.

La piramide divenne una realtà strutturale, che dominò le grandi organizzazioni. Il processo di produzione veniva realizzato in un unico edificio della grandezza di una piccola città. Lo Stato sociale assunse una forma di piramide burocratica. Le prestazioni sociali (come pensioni, istruzione) erano diritti universali: il sistema si concentrava su autoconservazione e stabilità.

Tutte le relazioni sociali richiedono tempo per svilupparsi. Una storia di vita, in cui un individuo è importante per altri, richiede un’istituzione duratura. La maggior parte degli adulti impara ad addomesticare l’ambizione. Le strutture burocratiche offrono la possibilità di interpretare il potere e di dargli senso, per dare agli individui la sensazione di fare qualcosa. Il capitalismo sociale è fragile.

Liberati dalla gabbia

A fine 20o secolo si sono delineati 3 nuovi sviluppi, che ci hanno portato a credere che il capitalismo sociale sia destinato a svanire.

  • Lo spostamento di potere dai manager agli azionisti nelle grandi imprese. Avvenne a fine anni ’70 con la liberazione di surplus di capitali per investimenti su scala mondiale. Ne derivò un bisogno di investimenti. Fondi pensione e investitori privati cercarono nuove opportunità di investimento. Le banche divennero internazionali e si concentrarono su acquisizioni e fusioni, perdendo il legame con gli interessi nazionali. Lo sviluppo del potere degli azionisti fece sì che i manager non fossero più i dirigenti di una volta, perché al vertice era emersa una nuova fonte di potere laterale.
  • Gli investitori desideravano risultati a breve termine. Essi formavano il capitale impaziente. Il criterio del successo fu il corso delle azioni: con la compravendita di azioni su un mercato aperto, si ottennero guadagni più rapidi. L’effetto combinato di elevate quantità di capitali liberati e di guadagni a breve termine modificò la struttura delle istituzioni. Un’istituzione era considerata bella quando era flessibile ai cambiamenti e si presentava come dinamica. La solidità istituzionale era considerata un criterio di investimento negativo. La stabilità mostrava l’incapacità di innovare e di trovare nuove opportunità.
  • Lo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione e produzione. La crescita della tecnologia delle comunicazioni (e-mail e derivati) significa che un’informazione può essere formulata in termini precisi e diffusa in tutta l’impresa. Grazie agli strumenti informatici per registrare i dati delle imprese, le informazioni possono giungere al vertice istantaneamente senza mediazioni.

Una conseguenza di questa rivoluzione tecnologica è che oggi è subentrata una nuova forma di centralizzazione. Un ulteriore aspetto è l’automazione, che ha effetti sulla piramide burocratica: non è necessario che la base di un’istituzione sia ampia. Non si tratta solo di una riduzione dei dipendenti, ma il management può risparmiare compiendo tagli funzionali del fondo delle piramidi. Queste possibilità tecnologiche possono far venire meno l’integrazione delle masse, ossia i membri più vulnerabili della società.

Questi 3 sviluppi sono rilevanti solo per alcune burocrazie economiche, ossia grandi società per azioni che traggono profitto dalle tecnologie avanzate. La maggior parte delle imprese possono funzionare come piramidi burocratiche.

L'architettura delle istituzioni

La nuova struttura delle istituzioni è flessibile, quindi permette di selezionare ed eseguire solo alcune delle funzioni possibili. Il lavoro non è fissato su determinate funzioni, ma orientato ai compiti. Questo nuovo modo di lavorare rende possibile l’appiattimento delle istituzioni. Ossia esternalizzando alcune funzioni ad altre aziende, il manager può eliminare alcuni livelli gerarchici e ruoli nell’organizzazione.

La casualizzazione della forza-lavoro vale anche per la struttura interna dell’impresa. I lavoratori possono ottenere contratti a tempo determinato, potendo essere facilmente spostati da una mansione all’altra e i contratti possono essere adattati ai cambiamenti. La combinazione di sequenza non lineare, appiattimento e casualizzazione abbrevia il quadro temporale dell’organizzazione.

Dal punto di vista sociale, il lavoro a contratto a termine trasforma anche la collaborazione tra i lavoratori. L’infrastruttura dell’azienda con il lavoro mutevole non è chiara. La struttura non è oggetto di studio stabile e il suo futuro è imprevedibile. Le organizzazioni flessibili danno valore alle capacità di relazioni umane e offrono programmi di addestramento interpersonale. In un’organizzazione flessibile, il potere si concentra nel centro, che determina i compiti, valuta i risultati, amplia o ridimensiona l’azienda. Le aziende cercano di incoraggiare l’autonomia mediante la creazione di mercati interni. Il criterio di efficienza moderno richiede di trovare soluzioni migliori nel minor tempo possibile. La competizione interna produce alti livelli di stress e di ansia.

La diseguaglianza è il punto debole dell’economia moderna. Si manifesta in molte forme: elevati compensi ai top manager; allargamento delle differenze di reddito; stagnazione dei redditi dei ceti medi. La competizione “winner takes all” genera un’enorme diseguaglianza materiale. A queste diseguaglianze materiali, si aggiunge quella sociale. L’eliminazione di livelli intermedi può cancellare la catena di comunicazione. Il centro governa la periferia in modo ben determinato; la periferia è lasciata sola nei processi di lavoro. Lungo la catena di comando c’è poca interazione nelle due direzioni.

I consulenti sono una componente essenziale del moderno potere burocratico, che si assumono il compito di ristrutturare le attività alla periferia dell’organizzazione. Per mezzo dei consulenti, la dirigenza prova la propria risolutezza e allontana da sé la responsabilità delle decisioni dolorose. Il processo centrale controlla, ma non si assume la responsabilità di ciò che accade. Con la separazione di guida e responsabilità, l’attività di consulenza rivela uno spostamento della base burocratica, un riassetto della diseguaglianza che aumenta la distanza sociale stessa.

Autorità e controllo

La parola autorità indica un insieme di processi di dipendenza sociale. Chi possiede autorità può contare sull’obbedienza volontaria, perché i subordinati credono e fanno affidamento sui superiori. La mancanza di connessioni tra centro e periferia impedisce di credere che una particolare persone o gruppo sia al comando al centro. Le persone sono lasciate sole e devono decidere autonomamente come raggiungere gli obbiettivi, seguire le direttive e ottemperare ai criteri di valutazione del centro. La separazione del potere dall’autorità diventa problematica quando le imprese d’avanguardia diventano un modello per le istituzioni pubbliche. I cambiamenti strutturali legati alla dissoluzione della gabbia d’acciaio producono tre deficit sociali.

Tre deficit sociali

I tre deficit del cambiamento strutturale sono: la ridotta lealtà nei confronti delle istituzioni; l’indebolimento della fiducia informale tra i dipendenti; una diminuzione delle specifiche conoscenze delle istituzioni. La correlazione tra ciascuno di questi deficit può essere colta mediante uno strumento intellettuale astratto. Questo strumento è il capitale sociale, definito come impegno volontario delle persone nelle organizzazioni. Il capitale sociale è ridotto quando le persone che il loro impegno è di bassa qualità, mentre è grande quando credono che le loro associazioni siano di buona qualità.

  • La ridotta lealtà nei confronti delle istituzioni: le istituzioni possono contare su livelli di lealtà estremamente bassi, perché i dipendenti non sono coinvolti nella sua elaborazione. La lealtà è un elemento necessario per la sopravvivenza nei cicli congiunturali. Tra i dipendenti un deficit di lealtà esaspera lo stress, prodotto da lunghi tempi di lavoro.
  • L’indebolimento della fiducia informale tra i dipendenti. Esistono due tipi di fiducia: la fiducia formale si ottiene con un contratto, che si crede le parti rispetteranno; la fiducia informale dipende dalla conoscenza di una persona e dal sapere di poterci contare. La fiducia informale si sviluppa con il tempo, ma nelle burocrazie orientate sul breve termine spesso manca il tempo per conoscere a sufficienza le altre persone. Le imprese flessibili ai cambiamenti riducono la fiducia informale, poiché il personale dei gruppi di lavoro è soggetto a frequenti cambiamenti. Un basso livello di fiducia informale è un deficit organizzativo legato all’organizzazione del tempo. Il risultato sono reti che si dissolvono facilmente.
  • Una diminuzione delle specifiche conoscenze delle istituzioni: il vantaggio delle piramidi precedenti consisteva nell’accumulazione di conoscenza su come lavora il sistema. Le persone che disponevano di questa conoscenza occupavano i livelli più bassi nella gerarchia dell’impresa. Ma con la riforma delle piramidi burocratiche, questi funzionari di basso livello sono spessi i primi a essere licenziati, sostituiti da software gestionali. Nuovi sistemi di informazioni promettono una maggiore efficienza in un’organizzazione, però solo se il loro controllo viene lasciato agli utenti ordinari.

Questi tre deficit sociali non sono una novità. La vera causa sono le dimensioni dell’impresa e gli investitori impazienti. I manager efficaci vogliono introdurre lealtà, fiducia ed efficienza nell’impresa, ma ciò richiede tempo. Il capitale sociale viene costruito dal basso.

Autocomprensione

L’autocomprensione non riguarda chi si è, ma a cosa si appartiene. La piramide possedeva un’identità chiara, significativa per l’autopercezione dei dipendenti. Le imprese ben dirette trasmettevano orgoglio, mentre quelle dirette male fornivano un orientamento. Il prestigio sociale dei rapporti di lavoro stabili è indebolito da forme di vita legate a nuovi impieghi. Per esempio, i giovani guardano di più alle possibilità di carriera, che alla stabilità di un lavoro.

Il motore dell’etica protestante è il differimento della gratificazione immediata a favore di obbiettivi a lungo termine. Il differimento della gratificazione rende possibile l’autodisciplina. L’obbiettivo delle ambizioni è passato da vantaggi a lungo termine (ambizioni) a vantaggi immediati (desideri amorfi). Su questo influisce anche la classe di appartenenza: i ceti privilegiati permettono di concentrarsi sul presente, mentre quelli inferiori devono pensare anche al futuro. Ciò è permesso da fitte reti umane, che costituiscono un sistema di sicurezza; mentre la massa può contare su reti sottili e rimane dipendente dalle istituzioni.

Riassunto

L’erosione del capitale sociale ha generato un nuovo tipo di diseguaglianza. In questo modo, le persone sono state liberate dalla gabbia d’acciaio. Il centro controlla la periferia in un’istituzione con sempre meno livelli burocratici intermedi. Questa nuova forma di potere aggira l’autorità istituzionale e possiede un basso capitale sociale. Nelle organizzazioni avanzate si manifestano deficit: di lealtà, di fiducia formale e di sapere istituzionale accumulato. Per i singoli individui il lavoro può continuare ad avere valore, ma il prestigio morale del lavoro muta. Nelle organizzazioni avanzate vengono svalutati due elementi dell’etica del lavoro: il differimento delle gratificazioni e il pensiero strategico a lungo termine. In questo modo, il capitale sociale è ridotto; rimane il capitalismo.

Capitolo II: Il talento e lo spettro dell’inutilità

Negli anni Trenta, lo spettro dell’inutilità riguardava la ricerca di lavoro da parte delle persone, sapendo che il lavoro non c’era. In seguito, le persone credettero di avere trovato un rimedio a questo problema permettono ai propri figli di ricevere una buona istruzione per riuscire poi a trovare un lavoro. Ancora oggi la gente crede in questo rimedio. L’economia fondata sulle qualifiche esclude la maggioranza delle persone. Il sistema scolastico produce un gran numero di giovani istruiti, che non trovano impiego. La società necessita solo di un numero ristretto di persone qualificate, soprattutto nei settori avanzati.

Lo spettro dell’inutilità

Tre forze rendono lo spettro dell’inutilità una minaccia moderna:

  • L’offerta mondiale di forza-lavoro: il capitalismo non si limita a cercare la forza-lavoro con il salario più basso, ma anche una manodopera altamente qualificata (spesso sovra qualificata). Per esempio: nei call center indiani gli impiegati padroneggiano più lingue, imparano grandi quantità di informazioni, hanno sviluppato buone capacità relazionali e soprattutto sono capaci di risolvere meglio i problemi.
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher isabella.nanni1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei consumi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Leonini Luisa.
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